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SaWi

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  1. Io invece sono d'accordo nel prendere spunto dalla storia per ideare soggetti su Tex anche perché le idee originali è ovvio che scarseggino dopo 700 e passa numeri.
  2. Commento a caldo...grandissima storia con bellissimi disegni. Non è sicuramente una lettura rilassante, ho avuto le stesse emozioni guardando la serie TV "the Terror". Era da un po di tempo che sulla regolare il livello non saliva così tanto. La storia segue le vicende storiche sino a metà del terzo albo, poi Boselli cambia registro aggiungendoci delle licenze poetiche, una specie di "what if...". Finale diverso dal solito, direi cinematografico. Ottimi i disegni di Bruzzo, che non conoscevo, li trovo classici e moderni allo stesso tempo. Infine le copertine di Villa, eccetto la seconda mi rimarranno in mente per molti tempo, la prima per l'omaggio a Galep, la terza molto evocativa e l'ultima per la colorazione più unica che rara.
  3. Mi sono approcciato a questa lettura con grande entusiasmo dato che mi piacciono molto le storie ambientate nel grande Nord e che questa cavalcata nolittiana viene annoverata tra i grandi capolavori del secondo centinaio. Devo dire la verità, sono rimasto abbastanza deluso. A parte "Golden Pass" questa è la prima storia di Nolitta che leggo su Tex e devo dire che sono rimasto spiazzato. Ho letto alcune delle storie di GLB e qualcuna in più di Nizzi ma essendo un lettore "giovane" di Tex il mio punto di riferimento sono i testi di Boselli. Ne i "Ribelli del Canada" ho fatto fatica a riconoscere l'anima caratteriale di Tex (fallimenti a parte), mi piace quando si viene dato più spazio alle altre figure della storia, ma in questa il nostro eroe è quasi ininfluente alle dinamiche di essa. Non ho apprezzato nemmeno come vengono tratteggiate le figure di Jim e di Donovan ed inoltre, vista la lunghezza della storia, avrei inserito almeno un altro pard e a dirla tutta non sono riuscito a respirare nemmeno appieno le atmosfere del grande nord. Di contro ho apprezzato i personaggi di Big Bear e Soubrette e anche la storia in sé è buona ma non si confà, IMHO, ai canoni di Tex. Più che buoni i disegni di Fusco, anche se non mi fanno gridare al capolavoro svolgono egregiamente la loro funzione.
  4. Grazie per la risposta. Quindi se ho capito bene Zagor e Adam si incontrano dopo quasi vent'anni...
  5. Sempre in tema di cronologia volevo chiedere quanti anni dopo è ambientata "Bandera" rispetto alle prime due saghe zagoriane e se sempre questo speciale è in continuity con la regolare di Tex Willer o meno. Grazie
  6. Finita la lettura! Non mi soffermo più sulle sbavature di stampa che mi hanno disturbato. Veniamo alla copertina: mi ha abbastanza deluso, vista l'importanza dell'evento e la bravura di Dotti si poteva fare molto meglio invece di portare a casa il compitino. La storia invece la reputo ottima così come la gestione del team up dove si descrivono principalmente le parti in comune e quelle che differenziano caratterialmente Tex e Zagor, che fanno si amicizia ma non fino in fondo. La storia procede bene come concatenamento con le due storie zagoriane uscite recentemente in ristampa e che io ho letto. Ecco forse chi non ha letto le due storie precedenti forse potrebbe apprezzare meno questo racconto che non considero un capolavoro ma comunque ottimo. Come al solito il menu di Boselli è molto variegato e ci si deve soffermare sempre un pochino per fare mente locale su tutti i personaggi ma una volta capita la quadra le pagine, seppur verbose, filano via bene. Apprezzo sempre molto l'aderenza alla storia in questo tipo di storie. Finale decisamente aperto. Capitolo disegni, Piccinelli mi era già piaciuto parecchio nei "tre fratelli Bill" qui addirittura si migliora nel tratteggiare i volti e le fisionomie con una matita forse meno pesante, mentre splendidi i paesaggi del Texas e dei monti Wichita. Riassumendo Copertina 6-- Soggetto e sceneggiatura 8 Disegni 9
  7. Da me le sbavature sono praticamente in tutto l'albo (gravi e non) dopo metà albo sembrano svanire per poi riprendere nel finale... Esempio Pagina 7 ultima striscia primo balloon "lunghi e neri come .... di corvo". Ho impiegato 1 minuto per riuscire a capire che c'è scritto "un'ala" e riguardando bene pare vi sia scritto "una'la"...
  8. Scusa @virgin, anche io sono in fase di lettura ma devo segnalare parecchie sbavature di inchiostrazione nei balloons, in alcuni faccio fatica a leggere alcune parole...vista l'importanza dell'albo mi toccherà comprarne un secondo.
  9. Però come opzione di risposta c'è anche una moglie per Tiger che a questo punto non è ne comprimario ne facente parte della famiglia Willer. Poco male comunque, il sondaggio è molto interessante da cui si possono estrarre importanti riflessioni.
  10. Io la domanda l'ho intesa se sono favorevole ad ampliare la famiglia Willer (Tex o Kit) o dei loro comprimari (Carson o Tiger) 🤔 Ho risposto "sì" perché sarei favorevole ad una compagna fissa per Kit, mentre sono di parere contrario riguardo gli altri pards. Se per comprimari invece si intendono vecchi e nuovi avversari sono in linea con il pensiero di Boselli.
  11. Cosa altro aggiungere dinanzi a cotanta bellezza in puro stile western, nel suo formato più classico. Nel leggere questo Texone ho avuto come l'impressione di trovarmi al cinema e di vedere un western statunitense d'epoca ma proposto in full HD, grazie alle tavole dell'immenso Villa che addirittura migliorano con il passare delle pagine. Boselli si mette al servizio, e che servizio, per il suo regista con una sceneggiatura piena di atmosfere di attesa nella prima parte e di azione nella seconda. I pard sono in gran forma e fanno davvero gioco di squadra, lo sceriffo Rupert è caratterizzato molto bene, i "cattivi" sono davvero tali, Harry Logan è così reale che sembra uscire dallo schermo. Che altro dire, texone da avere assolutamente, fra le punte di diamante di Boselli punto più alto di Villa.
  12. Ho apprezzato praticamente tutte le copertine di Dotti, ma questa ahimè la trovo appena sufficiente. Vista l'importanza storica dell'albo serviva una cover più evocativa. Trovo invente splendide le tavole in anteprima di Piccinelli e la trama mi ispira fiducia.
  13. Mi è piaciuta davvero tanto questa storia "misteriosa" proposta ormai molti anni fa. È stata la prima storia di questo genere che ho letto e devo dire che mi ha entusiasmato dall'inizio alla fine per quanto riguarda entrambi i filoni principali della storia. La ricerca della banda di Deadman si svolge più su un filone classico con Tex al centro della trama coadiuvato da Kit che riesce ad uscire dall'ombra del padre e ritagliarsi un ruolo importante. La ricerca di Colorado Belle da parte del fratello predicatore è invece la novità di quest'albo ed è ottimamente sceneggiata con un finale di cui sono riuscito ad intuire qualcosa solo verso la fine, nella scena dello specchio. Ottima la prova di Font nel ricreare le atmosfere lugubri della ghost town e dei paesaggi del Colorado, qualche appunto sulle figure intere dei personaggi, Tex compreso, spesso troppo minuscole. 9 il mio voto complessivo
  14. Continua positivamente la saga del giovane Tex Willer, qui alle prese con una storia un po' di passaggio con una faccenda staccata dalla stretta continuity. Rauch sviluppa molto bene un soggetto semplice, il racconto fila via liscia che è un piacere con Tex che pian piano si avvicina sempre di più sulla via di diventare un ranger dopo la vicenda che lo mette sulla tracce di un certo Garner (che mi ha ricordato Tuco de "il buono, il brutto e il cattivo") colpevole di aver ucciso una persona che aveva appena conosciuto e sulla quale iniziava a nutrire delle simpatie. Splendida si conferma la prova alle matite di De Angelis, in particolar modo i suoi paesaggi montuosi del West sono una gioia per gli occhi.
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