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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
Sam Stone

[22] [Almanacco 2015] Scure Nera

Voto alla storia  

28 voti

  1. 1. Qual'è il tuo voto alla storia?

    • 10 - Capolavoro
      1
    • 9 - Eccellente
      4
    • 8 - Ottima
      7
    • 7 - Buona
      12
    • 6 - Sufficiente
      4
    • 5 - Mediocre
      0
    • 4 - Scarsa
      0
    • 3 - Insufficiente
      0
    • 2 - Vergognosa
      0
    • 1 - Impubblicabile
      0


Messaggi consigliati/raccomandati

Appena finito di leggere, Ruju fa un ottimo lavoro riuscendo a confezionare in un numero di pagine ristretto come quelle a disposizione dell'Almanacco una storia interessante e godibilissima con piccola sorpresina finale che non guasta. 
Ma il vero punto di forza di questo Almanacco sono i disegni di un grande Sandro Scascitelli. Ottima la caratterizzazione dei personaggi, azzeccati i volti di Tex e Carson, spettacolari alcune vignette panoramiche come quelle con il battello a ruota. Avevo già visto alcune delle vignette di questo almanacco durante la sua preparazione quando ho avuto il piacere di intervistare Sandro Scascitelli per il TWM ma nonostante questo sono stato sorpreso dalla bellezza dell'albo finito. I suoi neri potenti vengono esaltati dall'ottima carta dell'almanacco. Spero proprio che presto alla SBE si decidano ad affidargli un Texone, se lo merita e sarebbe una bellezza vedere i suoi disegni nel grande formato consentito dal Texone. Attualmente sta disegnando un color Tex lungo sceneggiato sempre da Ruju, una volta finito sarebbe bello vederlo impegnato sul Texone prima di andare sulle storie mensili.

Ritornando alla storia ma nessuno ha notato le due imperfezioni nel lettering (nei testi dei balloon della seconda vignetta a pag. 109 e terza di pag. 116), strano che ne siano sfuggiti due nello stesso albo all'attento controllo che contraddistingue gli albi della SBE.

In conclusione nove alla storia e dieci e lode ai disegni. Gli articoli a corredo li devo ancora leggere ma sembrano interessanti.

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Ritornando alla storia ma nessuno ha notato le due imperfezioni nel lettering (nei testi dei balloon della seconda vignetta a pag. 109 e terza di pag. 116), strano che ne siano sfuggiti due nello stesso albo all'attento controllo che contraddistingue gli albi della SBE.

 

Non posso dire nulla sull'albo presente, non avendolo letto; ma i refusi negli ultimi anni si sono letteralmente moltiplicati. Prima, non so se magari per un difetto mio d'attenzione, faticavo a trovarne in molti e molti albi; oggi non è poi così raro leggere un albo con due-tre refusi.

Non so naturalmente nulla circa possibili mutamenti della SBE nelle procedure di revisione; tuttavia, per esperienza so che basta qualche rilettura o rilettore in meno per assistere a un aumento degli errori. I quali, però, sia ben chiaro, rimangono sempre: una legge fondamentale della filologia recita che è impossibile copiare un testo senza introdurre almeno un nuovo errore; non è una storia troppo diversa per i testi prodotti da zero.

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L'evolversi della storia con i continui flashback chiarificatori porta più volte a rovesciare il nostro atteggiamento empatico nei confronti dei vari protagonisti dal feroce Scure Nera, guerriero Navajo dalla testa calda che una volta uscito malconcio dallo scontro con Aquila della Notte si ritira a vita privata in solitudine trasformandosi in padre di famiglia. E il crudele e disperato Roger Strong trova quasi una giustificazione al suo modo di agire mano a mano che si svelano i retroscena di eventi che riaffiorano alla memoria e si mostrano alla nostra conoscenza. E il fido Will che guidato da un profondo sentimento di amicizia e riconoscenza nei confronti del suo capo lo segue in ogni impresa, anche la più nefanda per poi decidere di collaborare con Tex.

E il colpo di scena finale che illumina da un altro punto di vista quanto abbiamo appreso nel corso della lettura.

 

Ciò che hai scritto, natural, è il grande punto di forza di questa storia. I suoi tanti punti di vista in soggettivo consentono al lettore di immedesimarsi e di provare empatia ora per uno e ora per l'altro personaggio, arrivando addirittura alla sequenza finale in cui deliziosamente le parti si invertono e l'aguzzino diventa a sua volta vittima. Per non parlare del colpo di scena finale, un'inversione a U che ci riporta al punto di partenza, ad un giorno di venti anni prima in cui tutto era cominciato. E Tex che si chiede: "chi era quest'uomo" e subito dopo, silenziosamente, comprende, è semplicemente uno spettacolo.

 

Non sono mai stato un amante degli almanacchi, e ultimamente non potevo nemmeno dirmi un amante di Ruju, posto che il suo Avamposto dell'infamia l'avevo trovato del tutto indigesto. Ma qui, ragazzi, l'autore sardo propone una delle migliori storie d'almanacco di tutti i tempi, degna di stare nell'olimpo al pari del vecchio Zeke e dell'Eroe per caso boselliano.

 

Protagonista non è Tex, ma il suo avversario, Roger Strong, uno di quei personaggi "boselliani" dotati dello spessore di chi ha un passato e non si limita ad apparire nel solo presente della storia. E quest'uomo crudele (molto cinematografica la sua rapina alla Silver Luck con la terribile alternativa data ai due cassieri: chi prima apre la cassaforte, non muore) un passato ce l'ha eccome, terribile, angoscioso. In questo senso, c'è da fare un lungo applauso a Scascitelli per il volto terrorizzato del ragazzino mentre assiste all'assassinio del padre: sequenza meravigliosa per come è sceneggiata ma anche per come è disegnata, con i terribili volti di Scure Nero (che suscita terrore) e del piccolo Roger (immobile per il terrore) che restano indelebili nella memoria del lettore.

 

Ma se il protagonista è il bandito Roger e il suo terribile fardello, i comprimari non sono da meno. In pochissime vignette, Ruju ci fa capire il legame d'amicizia che lega Roger all'altro bandito, Will, e più tardi ci propone la felicissima figura del medecine man indiano: "Old Sparrow ha fatto la sua scelta, uomo bianco. E' tutto ciò che ho da dire". Solenne ed epico! Poco più in là, la struggente scena del bandito che torna alla sua casa d'infanzia, ormai ridotta a rudere, e pronuncia sinistre parole di vendetta che si fondono (per me questo è un dettaglio bellissimo) col gracchiare dei neri corvi che lo guardano dall'alto del camino. Anche dettagli come questo dei corvi, a mio parere, danno la misura della cura e della partecipazione dello sceneggiatore alla sua storia. Dettagli come questo e come quello in cui, a pagina 123, fa dire alla moglie del navajo Camilo che "Camilo non era un uomo gentile ma provvedeva a me e mio figlio...": che bisogno c'era di far dire alla moglie che Camilo, personaggio abbastanza insignificante, non era un uomo gentile? E' un particolare, d'accordo, ma è da questi dettagli che trapela la partecipazione di Ruju, che non lascia nulla al caso, e i cui personaggi trasudano autenticità anche se poco più che comparse. Non so se esagero, ma questi dettagli mi hanno entusiasmato, ci ho visto amore da parte di Ruju per il suo lavoro e grande rispetto per il lettore. 

 

La scena finale, l'ho detto sopra, è semplicemente da applausi. Credo che non sia casuale, peraltro, che il figlio di Scure Nera (che irrompe sulla scena con le stesse parole del Roger bambino di vent'anni prima: "guarda, padre, cavalco come un guerriero"), nel momento del pericolo per il padre reagisce e partecipa alla battaglia, mentre il piccolo Roger non riuscì, vent'anni prima, a reagire, impietrito da una più che legittima paura, che nel corso degli anni si è tramutata in ferocia inaudita. Non so se Ruju abbia pensato effettivamente a questo confronto tra i due ragazzini, alle loro diverse reazioni, ma a me è sembrata una scelta significativa, per quanto non si possa imputare nulla al piccolo Roger, comprensibilmente terrorizzato da quei mostri navajos piombati all'improvviso nella vita bucolica della sua famiglia.

 

Ed infine il colpo di scena, a coronare una storia entusiasmante, entusiasmante nonostante sia un almanacco (ospitante storie troppo spesso mediocri)!

 

Ma se ho potuto rinverdire la mia ammirazione per Ruju (dopo il lieve appannamento del Maxi), non si può non parlare di Scascitelli: al maestro umbro eccepisco un eccesso di bianco nelle scene diurne (come già aveva sottolineato John); in particolare le pagine 110 e 111 sono di un bianco abbacinante che non ho gradito molto. Per il resto, però, grandissima prova, segno elegante (prendo in prestito l'aggettivo da Paco), ottima resa grafica dei volti dei personaggi (gli indiani sono disegnati con una cura "antropologica" eccezionale), e grande prova di recitazione degli stessi (il piccolo Roger terrorizzato, Scure Nera, l'impassibile medecine man, il tormentato Roger adulto, il bellissimo Tex - riquoto Paco - il cui volto emerge dal nulla a pagina 100).

 

Insomma, che dire: felice di essere stato totalmente spiazzato da questi due autori che hanno reso un albo per me dimenticabile come l'almanacco in un piccolo gioiello della saga da custodire gelosamente. Chapeau.  

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Per quanto riguarda le rubriche, le ho trovate interessanti come sempre, grazie agli spunti utilizzati per i vari approfondimenti.

Ho trovato esaustiva la critica sul film "Un milione di modi per morire nel West" che Graziano Frediani ha scelto di scrivere nel suo Editoriale.

Nello scorso ottobre, dopo aver visionato questo "strano" film, ho postato nel blog "Cinema Western" un intervento che concludevo chiedendomi ".....è questa la nuova frontiera del western?". Frediani è d'accordo con me, concludendo il suo Editoriale scrivendo " ....se è vero che il western è morto, sarebbe meglio lasciarlo riposare nella tomba, piuttosto che rianimarlo" come è stato fatto con questo film.

Ti ricordo solo che per le recensioni degli articoli esiste una discussione apposita chiamata appunto "Gli articoli degli Almanacchi" nella sezione "Le serie e i personaggi", così anche per riesumarla...

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Davvero una bella storia, già ampiamente analizzata dagli ottimi interventi che mi hanno preceduto. Dico solo che ho trovato molto originale l'inizio con la rapina, apparentemente slegata ma poi necessaria per meglio delineare la figura di Strong e del suo amico/sodale Will, molto ben gestiti i vari flashback (non torno sull'evidente anacronismo già ampiamente trattato ma ininfluente, come dice Betta 53), caratterizzati perfettamente i personaggi chiave della vicenda compreso Tex, forse solo un po troppo un passo indietro Carson, ma d'altronde non si può davvero avere tutto in una storia tutto sommato breve. Un tocco da maestro il colpo di scena finale, degno davvero di una grande tragedia classica.

Ribadisco che Scascitelli non riesce ad entrare fra i miei disegnatori preferiti, soprattutto per quel che riguarda il volto di Tex ed in genere per una certa qual staticità delle figure, ed è vero che usa il chiaroscuro in modo discontinuo con una certa propensione ad alleggerire eccessivamente certe scene diurne in campo aperto, però nel complesso fa un buon lavoro con una particolare nota di merito per i notturni e per la rappresentazione delle armi.

Come hanno detto altri, una delle migliori storie viste sugli almanacchi.

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Grazie West. Ho fatto confusione con i nomi: era Anagni e io ricordavo Narni... Ricordo nitidamente il tuo arrivo a casa del maestro, come l hai descritto nelle premesse dell intervista, così come ricordo le illustrazioni di quell articolo, ed in particolare quegli splendidi briganti la cui accuratezza antropologica mi è stata richiamata dal superbo aspetto grafico dei navajos di questa storia. E pensavo di ricordare anche il nome del paese: chiedo venia, ma tra Narni ed Anagni un po di assonanza c è...

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Davvero una bella storia, già ampiamente analizzata dagli ottimi interventi che mi hanno preceduto. Dico solo che ho trovato molto originale l'inizio con la rapina, apparentemente slegata ma poi necessaria per meglio delineare la figura di Strong e del suo amico/sodale Will, molto ben gestiti i vari flashback (non torno sull'evidente anacronismo già ampiamente trattato ma ininfluente, come dice Betta 53), caratterizzati perfettamente i personaggi chiave della vicenda compreso Tex, forse solo un po troppo un passo indietro Carson, ma d'altronde non si può davvero avere tutto in una storia tutto sommato breve. Un tocco da maestro il colpo di scena finale, degno davvero di una grande tragedia classica.
Ribadisco che Scascitelli non riesce ad entrare fra i miei disegnatori preferiti, soprattutto per quel che riguarda il volto di Tex ed in genere per una certa qual staticità delle figure, ed è vero che usa il chiaroscuro in modo discontinuo con una certa propensione ad alleggerire eccessivamente certe scene diurne in campo aperto, però nel complesso fa un buon lavoro con una particolare nota di merito per i notturni e per la rappresentazione delle armi.
Come hanno detto altri, una delle migliori storie viste sugli almanacchi.


In realtà la rapina non serve solo a delineare i personaggi ma soprattutto ad assicurare a Roger le risorse finanziarie per assoldare la possessione che lo deve accompagnare nelle terre dei navajos: lo dice lui stesso nella storia.

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Ed è vero che Carson è sottotono, ma secondo me questa è una storia molto boselliana prima maniera, nel senso che i protagonisti sono altri, Roger strong e Scure Nera, ed anche per lo stesso Tex in definitiva c è poco spazio.

La tragedia nella tragedia (ringrazio anche Betta per le sempre gradite dote citazioni degli autori greci) è un altro momento di autentica bravura dell autore.


PS ma la funzione modifica di un messaggio non funziona più? Ho dovuto scriverne un altro quando avrei potuto modificare il primo...

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A me funziona benissimo, anzi il tasto funziona anche sul tuo post...

 

 



In realtà la rapina non serve solo a delineare i personaggi ma soprattutto ad assicurare a Roger le risorse finanziarie per assoldare la possessione che lo deve accompagnare nelle terre dei navajos: lo dice lui stesso nella storia.

 

Scusa la domanda che non vuol essere una critica ma solo curiosità: usando il termine possessione hai voluto italianizzare il termine slang inglese "posse"(cioè manipolo di persone), o ti è solo scappata la correzione automatica del testo?

Per il resto, chiaramente, ti do ragione.

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Maledetto smartphone... ormai posto molti dei miei messaggi da lì, perché al pc a casa arrivo solo a sera inoltrata... naturalmente volevo scrivere "posse"... quanto al tasto, prima accanto a Multi Citazione c'era Modifica, ora non lo vedo più...

 

Ah no, ora lo vedo... boh! 

Modificato da Leo

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Maledetto smartphone... ormai posto molti dei miei messaggi da lì, perché al pc a casa arrivo solo a sera inoltrata... naturalmente volevo scrivere "posse"... quanto al tasto, prima accanto a Multi Citazione c'era Modifica, ora non lo vedo più...
 
Ah no, ora lo vedo... boh!

Attento Leo, forse il tuo smartphone è POSSEduto... :-)

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S

P

O

I

L

E

R

 

Storia che, nel complesso, trovo ampiamente sufficiente ma che non mi ha convinto appieno. Ad una sceneggiatura brillante, con belle trovate e dialoghi azzeccati, si accompagna un soggetto alquanto discutibile e ricco di incongruenze, con uno Strong che attende apparentemente oltre 30 anni per coltivare i suoi propositi di vendetta, una prima parte (dedicata alla rapina sulla Silver Luck) inutilmente lunga e ridondante per una storia breve come questa, ed alcuni passaggi evidentemente forzati: oltre a quelli cronologici, già sopra rilevati, segnalo un Tex sin troppo "mago" nell'indovinare nel simbolo tracciato sulla sabbia il vecchio rivale Scure Nera ed un voltafaccia troppo rapido di Will, che era stato dipinto come un pard fedelissimo a Strong sino a poche pagine prima. Abbozzato appena (e sostanzialmente ininfluente e non sviluppato) il tema della malattia di Strong, del tutto incredibile poi il ritiro "a vita privata" del fiero predone Scure Nera: a prescindere dalle dubbie conseguenze delle ustioni, vediamo nel finale che é un uomo del tutto capace di lottare ed adoperare un'arma.

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il mio vicino di casa vecchio texiano doc l'ha definita la miglior storia d'almanacco di sempre

anch'io l'ho trovata buona anche se la mia preferita resta la boselli-font del 2000 LA LEGGE DEL DESERTO

Ruju ha dimostrato di saperci fare, mi è piaciuto anche il colpo di scena finale utilizzato solo in parte

in modo delicato e non pernicioso bravo.

Scascitelli qui alla sua prima prova ( perché il color l'ha disegnato dopo ) è già una garanzia.

Come sempre mi soffermo molto a leggere i servizi sui western mia passione assoluta

e ho trovato interessante il dossier su Corbucci, l'almanacco seppure un pò caro

resta proprio un bel prodottino :azz:

storia: 7,5 - disegni: 8 - magazine: 7

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Letta attentamente ma non mi ritrovo con i vostri giudizi, la storia di per se funziona bene ed è ben orchestrata ma è Strong il protagonista nel bene e nel male ed è tutto riconducibile a lui fino alla fine, solito discorso se leviamo Tex e ci mettiamo pinco pallo non cambia la sceneggiatura .

Aver introdotto Tex nella storia dandogli un soggetto comune con Strong ( Scure Nera ) a me sembra una forzatura bella e buona, in pratica si potrebbe pensare che la trama sia stata ideata per una storia qualunque e poi adattata a Tex inserendo il flashback di Aquila della Notte e il suo scontro con Scure Nera; altra cosa da annottare, su 110 pagine dare 16 pagine al flashback di Strong e ben 10 all'altro di Tex oltre a 19 per la rapina mi sembra esagerato, forse per allungare il brodo ? 

In finale questa storia non mi sembra scritta dal Ruju che io ho letto nelle sue prove dell'ultimo anno, appare molto diverso, spero di ritrovarlo presto in altre prove ma su questa preferisco non dare voto anzi al massimo potrei dare un 6.

Per i disegni ritorno a dire che Scascitelli è un buon disegnatore ma non da Tex !! 

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Attento Leo, forse il tuo smartphone è POSSEduto... :-)  West10

 

 

:D

 

con uno Strong che attende apparentemente oltre 30 anni per coltivare i suoi propositi di vendetta, una prima parte (dedicata alla rapina sulla Silver Luck) inutilmente lunga e ridondante per una storia breve come questa, ed alcuni passaggi evidentemente forzati: oltre a quelli cronologici, già sopra rilevati, segnalo un Tex sin troppo "mago" nell'indovinare nel simbolo tracciato sulla sabbia il vecchio rivale Scure Nera ed un voltafaccia troppo rapido di Will, che era stato dipinto come un pard fedelissimo a Strong sino a poche pagine prima. Abbozzato appena (e sostanzialmente ininfluente e non sviluppato) il tema della malattia di Strong, del tutto incredibile poi il ritiro "a vita privata" del fiero predone Scure Nera: a prescindere dalle dubbie conseguenze delle ustioni, vediamo nel finale che é un uomo del tutto capace di lottare ed adoperare un'arma. Tazhay

 

 

Strong ne attende venti, non 30 e non trovo così incredibile che si decida così tardi: ha avuto un'infanzia dura, una vita d'inferno, diventa alla fine di questo percorso doloroso un feroce bandito. Probabilmente non si lascia fuorviare da sentimentalismi del tipo "devo vendicare i miei genitori". Poi scopre di avere una brutta malattia, fa un bilancio della sua vita e, sentendo che il suo tempo sta per finire, si aggrappa ad un'idea: fare giustizia del carnefice dei suoi genitori, tornare al passato. Non è così forzato che un uomo che si senta alla fine della sua vita torni indietro nel tempo, ai suoi ricordi più ancestrali e decida di "liquidare" le proprie pendenze, o consumare le proprie vendette. L'ultimo atto da compiere prima di dire addio alla vita. Magari, nel pieno della sua carriera e al meglio dei suoi anni, quest'idea non aveva mai sfiorato quest'individuo spietato. Poi la malattia, un duro colpo, lo porta a riconsiderare la sua vita e a dargli nuove priorità. Io non lo trovo per nulla forzato. Il fatto che la malattia sia abbozzata pure non lo trovo decisivo: è una malattia che gli lascia poco tempo da vivere: cosa si vuol sapere di più che sia determinante ai fini della storia?

 

Sul Tex "mago" nell'intuire la scure nera siamo sostanzialmente d'accordo, anche se la forzatura la vedo piuttosto nel fatto che il vecchio sciamano, stremato dalla tortura, riesca a disegnare, sia pure con un abbozzo, una scure nera per mettere sulla giusta pista eventuali soccorritori. E' piuttosto questo che trovo forzato, ma alla fine possiamo glissare pensando che Tex è un ottimo cercatore di piste e che comunque sarebbe arrivato, prima o poi, a beccare il suo uomo.

 

Il voltafaccia di Will lo trovo invece credibile: si tratta pur sempre di un bandito, conscio di aver perso la partita, che si aggrappa all'unica speranza di cavarsela.

 

Sul ritiro di Scure Nera: probabilmente non sono le ustioni ad averne determinato il ritiro a vita privata, ma la tremenda umiliazione subita per mano di Tex che gli ha fatto abbassare le penne per sempre: anche qui non trovo francamente alcuna forzatura.

 

 

Letta attentamente ma non mi ritrovo con i vostri giudizi, la storia di per se funziona bene ed è ben orchestrata ma è Strong il protagonista nel bene e nel male ed è tutto riconducibile a lui fino alla fine, solito discorso se leviamo Tex e ci mettiamo pinco pallo non cambia la sceneggiatura .

Aver introdotto Tex nella storia dandogli un soggetto comune con Strong ( Scure Nera ) a me sembra una forzatura bella e buona, in pratica si potrebbe pensare che la trama sia stata ideata per una storia qualunque e poi adattata a Tex inserendo il flashback di Aquila della Notte e il suo scontro con Scure Nera; altra cosa da annottare, su 110 pagine dare 16 pagine al flashback di Strong e ben 10 all'altro di Tex oltre a 19 per la rapina mi sembra esagerato, forse per allungare il brodo ? 

In finale questa storia non mi sembra scritta dal Ruju che io ho letto nelle sue prove dell'ultimo anno, appare molto diverso, spero di ritrovarlo presto in altre prove ma su questa preferisco non dare voto anzi al massimo potrei dare un 6.

Per i disegni ritorno a dire che Scascitelli è un buon disegnatore ma non da Tex !! 

 

Le 19 pagine per la rapina servono a far conoscere il personaggio e a consentirgli - per entrare nella trama  - di ottenere quella provvista finanziaria indispensabile per avviare la spedizione di vendetta. Sul fatto che sia una storia con Tex e non di Tex siamo perfettamente d'accordo, in un mio precedente post l'ho definita una storia boselliana prima maniera. Non siamo d'accordo sulle conclusioni: la storia è bella, per ottenere una certa varietà e trarne buoni esiti è fatale che Tex ogni tanto debba stare ai margini. Altrimenti tutte le storie sarebbero uguali, arriva Tex e le suona a tutti. Questo rimprovero che muovi alla storia di Ruju, che è quello che si muoveva al primo Borden, non l'ho mai digerito. La storia è bella, e credo che sia questo l'importante. Avere Tex sempre al centro degli eventi significa legarsi troppo a trame troppo rigide, dopo 70 anni un autore deve avere un certo margine di libertà, è umano provare a fare qualcosa di diverso, e ben venga se questo qualcosa di diverso lo si fa bene. Siete proprio - fatevelo dire, con ironia e simpatia e senza polemiche - delle "vecchie mummie" ;)

 

Io mi trovo d'accordo col vicino di casa di Waco: uno dei migliori almanacchi di sempre.

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Se Strong attende "solo" 20 anni per realizzare la sua vendetta, va detto che gli anni se li porta proprio maluccio: ci viene rappresentato almeno come un quarantenne, mentre dovrebbe avere, a quel punto, sulla trentina (considerato che all'epoca dell'uccisione della famiglia ci viene presentato come un ragazzo di circa 10-11 anni). Ma questo é l'ultimo dei problemi: 20 o 30 anni, c'é comunque dietro una lunga attesa.

Piuttosto, se la ricostruzione fosse quella di Leo (un uomo che sente arrivare la fine dei suoi giorni e che, solo a quel punto, decide di vendicarsi), non ci sta proprio la scena iniziale della rapina: che senso ha procurarsi dei soldi (una MAREA di soldi) per poter assoldare 3/4 scagnozzi (tra cui uno che comunque, di base, lo avrebbe seguito in capo al mondo), quando si ha GIA' una banda di persone al proprio servizio, di cui si é il capo riconosciuto (banda dimezzata proprio dalla rapina sulla Silver Luck?). Se la spiegazione della tardiva vendetta é il vedere la linea del traguardo vicina (e ci sta), non si pensa a realizzare il "colpo della vita", rischiando anche la pelle nel frattempo, ma si punta diritti all'obiettivo.

Tra l'altro, in una storia così breve e giocata su tutte altre tematiche, inserire un incipit oserei dire "nolittiano" (da storia ad ampio respiro, un episodio sostanzialmente slegato dai fatti narrativi portanti) ha contribuito a togliere spazio proprio alla caratterizzazione dei personaggi, tanto é vero che del "nuovo" Scure Nera é solo dato immaginare qualcosa, ma non si dice né si fa intuire se la batosta subita da Tex ne abbia fiaccato il morale a tal punto da farlo diventare, da sanguinario predone, un pacifico capo famiglia (anzi, i dialoghi lascerebbero propendere per un'invalidità fisica francamente improbabile, dietro i motivi della forzata solitudine....altrimenti perché creare il tema delle ustioni, e non farlo atterrare da Tex in maniera "tradizionale"?).

In sintesi, questo almanacco mi ha ricordato "La pista dei fuorilegge" di Boselli: una bella sceneggiatura, mai noiosa e brillante, ma troppa carne messa a cuocere in un soggetto che avrebbe meritato, per come congegnato, un più ampio respiro.

Modificato da Tahzay

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Definire Boselliana la storia non lo trovo corretto, Ruju in questo caso è andato oltre caro Leo, ha adattato una storia al personaggio di Tex lasciandogli il compito di chiudere il finale come terzo incomodo, poco veramente poco per essere una storia di Tex. 

Non mi trovo neanche d'accordo sul fatto di lasciare "ogni tanto" Tex ai margini, il prossimo passo quale sarebbe toglierlo di mezzo proprio ?  Tanto non serve a niente per cui ... , ah no lo teniamo solo perchè c'è il suo nome sull'albo.

La testata è Tex, vende perchè racconta le storie di Tex e perchè il personaggio principale fa quello che ci aspettiamo da Tex, piace ed ha fatto 700000 lettori al suo apice perchè è Tex, se si vuole raccontare di altro o di altri personaggi si scrive per "le storie" o per altre testate, e chi vuole leggere questo si compra quegli albi e non Tex.

Pure a me piacciono le storie horror e di fantascienza ma mi leggo Nathan Never, Martin Mystere, Dampyr non vado a cercare questo su Tex; comunque stiamo chiaramente disquisendo di gusti propri, vedremo in seguito la riuscita dell'albo.

Un saluto da Gianbart ( the old mummy )

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Se Strong attende "solo" 20 anni per realizzare la sua vendetta, va detto che gli anni se li porta proprio maluccio: ci viene rappresentato almeno come un quarantenne, mentre dovrebbe avere, a quel punto, sulla trentina (considerato che all'epoca dell'uccisione della famiglia ci viene presentato come un ragazzo di circa 10-11 anni). Ma questo é l'ultimo dei problemi: 20 o 30 anni, c'é comunque dietro una lunga attesa.

Piuttosto, se la ricostruzione fosse quella di Leo (un uomo che sente arrivare la fine dei suoi giorni e che, solo a quel punto, decide di vendicarsi), non ci sta proprio la scena iniziale della rapina: che senso ha procurarsi dei soldi (una MAREA di soldi) per poter assoldare 3/4 scagnozzi (tra cui uno che comunque, di base, lo avrebbe seguito in capo al mondo), quando si ha GIA' una banda di persone al proprio servizio, di cui si é il capo riconosciuto (banda dimezzata proprio dalla rapina sulla Silver Luck?). Se la spiegazione della tardiva vendetta é il vedere la linea del traguardo vicina (e ci sta), non si pensa a realizzare il "colpo della vita", rischiando anche la pelle nel frattempo, ma si punta diritti all'obiettivo.

Tra l'altro, in una storia così breve e giocata su tutte altre tematiche, inserire un incipit oserei dire "nolittiano" (da storia ad ampio respiro, un episodio sostanzialmente slegato dai fatti narrativi portanti) ha contribuito a togliere spazio proprio alla caratterizzazione dei personaggi, tanto é vero che del "nuovo" Scure Nera é solo dato immaginare qualcosa, ma non si dice né si fa intuire se la batosta subita da Tex ne abbia fiaccato il morale a tal punto da farlo diventare, da sanguinario predone, un pacifico capo famiglia (anzi, i dialoghi lascerebbero propendere per un'invalidità fisica francamente improbabile, dietro i motivi della forzata solitudine....altrimenti perché creare il tema delle ustioni, e non farlo atterrare da Tex in maniera "tradizionale"?).

In sintesi, questo almanacco mi ha ricordato "La pista dei fuorilegge" di Boselli: una bella sceneggiatura, mai noiosa e brillante, ma troppa carne messa a cuocere in un soggetto che avrebbe meritato, per come congegnato, un più ampio respiro.

 

A mio parere il fatto di decidere solo quando stai per morire di portare a termine la vendetta come unico scopo della tua vita ci può stare. Prova ne sia che Ruju sottolinea i problemi di salute all'interno della storia, altrimenti perchè farlo? Poteva benissimo ometterlo e non sarebbe cambiato niente. 

Gli stessi problemi di salute giustificano il voltafaccia del suo amico che una volta preso valuta bene la situazione, perchè sacrificarsi per un uomo che anche se amico, rimane sempre una persona in fin di vita?

La scena iniziale della rapina in banca è fondamentale. Solo con quei soldi si può permettere il lusso di reclutare un bel pò di gente e convincerli ad entrare in territorio navajo per compiere una vendetta. Durante la storia il fatto viene anche sottolineato quando uno degli scagnozzi dice ad un altro: "anche se si comporta da pazzo che ti frega tanto paga bene ed è questo che conta". Gli scagnozzi della banda precedente non fanno testo, lo hanno seguito solo perchè attratti dai soldi della rapina, non lo avrebbero certamente seguito per una vendetta personale che a loro non li riguardava e senza prospettiva di guadagno.

Non mi trovo d'accordo neanche sulla caratterizzazione dei personaggi, Ruju è bravo a definire i personaggi, anche quelli di contorno con poche semplici frase, ricordi ad esempio la squaw a proposito del marito amico di scura nera: "non era un uomo buono ma si prendeva cura di noi".

Comunque è chiaro che ognuno "legge" una storia secondo il proprio personale metro di giudizio, è giusto che sia così. Penso che per i lettori più tradizionalisti come te o Gianbart il difetto principale di questa storia è che Tex non sia onnipresente, questo pregiudica a priori tutto il resto. Chiaramente non c'è un modo "giusto" di leggere le storie di Tex, ciò che a me può piacere a te può risultare appena sufficiente e viceversa. Ad esempio ho visto che "La stirpe dell'abisso " è stata giudicata migliore storia dell'anno quando per me al massimo può essere da sette. 

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Comunque è chiaro che ognuno "legge" una storia secondo il proprio personale metro di giudizio, è giusto che sia così. Penso che per i lettori più tradizionalisti come te o Gianbart il difetto principale di questa storia è che Tex non sia onnipresente, questo pregiudica a priori tutto il resto. Chiaramente non c'è un modo "giusto" di leggere le storie di Tex, ciò che a me può piacere a te può risultare appena sufficiente e viceversa. Ad esempio ho visto che "La stirpe dell'abisso " è stata giudicata migliore storia dell'anno quando per me al massimo può essere da sette. 

 

 

 

Della presenza assidua (o meno) di Tex non ho proprio parlato, nella mia analisi......quindi figuriamoci se questo fattore può aver "pregiudicato a priori" il resto......ho criticato il soggetto perché l'ho trovato inadatto a una storia breve come quella dell'Almanacco: doppio flash-back, alcuni snodi (per me) non chiari, eccessiva e ridondante prima parte, personaggi nient'affatto perfettamente caratterizzati, anzi piuttosto ambigui in certi loro comportamenti.........poteva essere un'ottimo spunto per una storia lunga, ma alcuni punti meritavano uno sviluppo ulteriore.

Modificato da Tahzay

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Per quanto riguarda la vendetta di Strong, anche secondo me ci sta dopo tutti quegli anni.

Prima di tutto è cresciuto, e ha dovuto attendere di farlo, sia fisicamente sia nell'esperienza come pistolero.

Anche secondo me ci sta che abbia voluto vendicarsi poco prima di morire, anzi probabilmente la vendetta l'ha aiutato a resistere alla malattia che lo stava divorando.

 

Per quanto riguarda l'età, secondo me nel flashback aveva sui 15 anni.

Nel corso della storia i suoi 35 anni, anche se portati malissimo per via della vita dura e della malattia, possono starci benissimo.

L'incongruenza grossa è quella legata ai vent'anni e al fatto che Tex stava diventando capo dei Navajos quando Kit era già grande.

Meglio se la correggevano, ma parlo per me, non influenza il mio giudizio sulla storia

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WEST10

Comunque è chiaro che ognuno "legge" una storia secondo il proprio personale metro di giudizio, è giusto che sia così. Penso che per i lettori più tradizionalisti come te o Gianbart il difetto principale di questa storia è che Tex non sia onnipresente, questo pregiudica a priori tutto il resto.

 

No west non si tratta di onnipresenza, lo sai benissimo da anni, si tratta di scrivere una storia di Tex anzi da Tex e non una storia con Tex altrimenti è semplicemente una storia qualunque senza la scritta " TEX " sopra il titolo, bella sicuramente come ho riconosciuto ma non per Tex.

Modificato da GIANBART

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Gianbart so come la pensi, e so anche che c'è una buona fetta di lettori che la pensano come te. Ma resta il fatto che un'altra buona fetta di lettori, tra cui io, non la pensa come te. Sin qui nulla di nuovo, anzi è abbastanza normale avere gusti differenti. Quel che trovo, permettimi il termine, assurdo, è la volontà tua, e di molti altri che la pensano come te, di decidere anche per gli altri quale è una storia da tex e quale no secondo solo il vostro personalissimo metro di giudizio. 

Eh no, se permetti così non va!  Per me questa storia è da Tex, punto. 

E ti dirò di più, secondo me il vostro ragionamento potrebbe funzionare benissimo al contrario, nel senso che se prendo una qualsiasi delle storie di Tex, anche quelle scritte da GLB, cambio i nomi ai personaggi e la faccio leggere a gente amante del west ma che non conoscono Tex rimarrebbero lo stesso delle bellissime storie.

Tu Tex riesci ad apprezzarlo solo in un determinato modo, a me piace invece la diversificazione perchè a leggere sempre lo stesso tipo di storia mi sarei già stufato. C'è chi riesce ad apprezzare Tex solo quando è disegnato da Galep, per me uno dei punti di forza è poter ammirare mese dopo mese le diverse interpretazioni che fior di disegnatori hanno dato in oltre 60 anni. Poi ovviamente anch'io ho i miei preferiti. 

So sin d'ora che non sarai d'accordo con quanto ho scritto, ne ho la pretesa di convincerti, ma tu magari prova a considerare il fatto che ciò che scrivi tu non per forza è il vangelo di Tex e ci possono essere altri punti di vista. Per cui ti ripeto io "so benissimo da anni" (per usare parole tue) che Ruju e Boselli stanno scrivendo storie di Tex! E' mi vanno bene così altrimenti avrei già smesso di leggerlo.

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Ho finito solo ieri sera la lettura dell'almanacco....Parto dalle note positive:bellissimi i disegni di Scascitelli....originali al tratto e piacevoli nella lettura.

La storia beh non mi è piaciuta molto.La mia impressione è inanzitutto che Tex e Carson siano solo presenti come figure di rilievo per ciò che rappresentano,ma la storia la fa un altro Strong.In una storia di sole 110 pagine Tex e Carson sono solo degli inseguitori del vero protagonista,arrivano sempre e comunque a fatto compiuto,raccogliendo solo gli indizi necessari per proseguire l'inseguimento e per porre il sigillo finale sulla vita di Strong.Bello il flashback su Scure Nera e Tex e ( per fortuna ) bello il finale,che lascia in sospeso una situazone terribile e inconfessabile.per il resto il "durante " della storia non mi ha affatto soddisfatto.Certo non vorrei per l'enneima volta ripetermi,..un soggetto ottimo ch sarebbe stato ottimo in uno sviluppo più ampio,ma quì nel contesto dell'almanacco la fiamma dell'avventura texiana non mi si è accesa.....9 ai disegni e 5 alla storia.

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