Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

Juan Ortega

Cittadino
  • Posts

    176
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    8

Juan Ortega last won the day on January 8

Juan Ortega had the most liked content!

2 Followers

About Juan Ortega

  • Birthday 01/07/1974

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    Musica, Letteratura, Sport (calcio, basket e tennis soprattutto)
  • Real Name
    Stefano

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    107
  • Favorite Pard
    Tiger Jack
  • Favorite character
    Eusebio

Recent Profile Visitors

1,569 profile views

Juan Ortega's Achievements

Community Regular

Community Regular (8/14)

  • Dedicated
  • First Post
  • Collaborator
  • Conversation Starter
  • Very Popular Rare

Recent Badges

177

Reputation

  1. Ecco questo è un esempio di come NON scrivere una storia di Tex. "Fort Sahara" non è brutto (a mio gusto ho letto ben di peggio su Tex) ma non azzecca praticamente nulla. Più volte c'è un umorismo involontario tanto i dialoghi e le situazioni risultano assurde. Ecco quello non è Tex. E qui non ci sono piccionate o mutandoni ma un sosia nemmeno troppo sveglio del nostro Ranger. Perdonate l'enfasi ma quando lo lessi mi incazzai di brutto (mai successo né prima né dopo). Ricordo ancora una recensione meravigliosa su TWO che mi fece sbellicare dalle risate. Anche per me.
  2. Non potrei essere più d'accordo. Lo vedo talmente legato a Mister No che su Tex mi sembra quasi fuori posto. Resta sempre un grandissimo, personaggio amabile e grande professionista. Per chi fosse interessato riporto una sua bellissima intervista del "solito" Manuel di 8-Bit:
  3. Lo stavo per scrivere anch'io. Per me "Black Baron" è all'altezza delle più riuscite. D'altro canto la prima Loa non si scorda mai!
  4. Anche se prima ho scritto l'esatto contrario, condivido questo sentimento. Questo perché non ragiono con la testa ma col cuore. E al cuore, si sa, non si comanda
  5. Io credo che sia la sintesi tra sceneggiatura e disegni a rendere una storia bella o brutta. Non puoi prescindere dalla buona riuscita di queste due componenti. Altrimenti la storia ti potrà piacere perché è fatta bene ma i disegni sono così così, oppure l'esatto contrario. Io ho un debole per Erio Nicolò e, non a caso, le mie due storie preferite di Tex sono state disegnate da lui. Questo però grazie anche a due sceneggiature appassionanti. Potrei citarti diverse storie disegnate divinamente ma senza una trama coinvolgente e viceversa. In genere un disegnatore che non ami particolarmente ti indispone alla lettura (a me è capitato soprattutto con Blasco, il cui tratto non digerisco per nulla) mentre lo sceneggiatore gode di maggior propensione alla fiducia del lettore. A meno di qualche eccezione
  6. [Prologo] Signori ricordiamoci che Montanari e Grassani prendono 2000 euro al mese e rischiano la vita!! ecchecaxxo .... ecchecaxxo
  7. Su "Collezionare Tex" ho ritrovato un articolo su Muzzi a firma Pasquale Iozzino (purtroppo manca la datazione) dove da un lato si rimarca la sua bravura come illustratore western e dall'altra si afferma "disegnando Tex troviamo spesso un Muzzi demotivato, poco in sintonia con il personaggio". Nell'intervista lo stesso Muzzi riguardo a Tex così risponde: "Che devo dire? E' un personaggio celebre, che però io non sentivo molto mio". Non è che siano delle sentenze, ci mancherebbe, però indizi di un rapporto disegnatore/personaggio non proprio ottimale forse sì.
  8. Quando si dice che la cura è peggiore del male... Per quanto non ami minimamente Muzzi la trovo anch'io una scelta ampiamente discutibile. Mi chiedo se sia stata imposta oppure lo stesso Muzzi si sentisse più "sollevato" nel non fare il volto di Tex. Questione di lana caprina, ma mi è rimasta questa curiosità.
  9. Seguendo Manuel e il suo canale la ricordavo benissimo anch'io. Premettendo che in Dylan Dog gli preferisco altre matite (Casertano sicuramente, il primo Piccatto, i tanto bistrattati Montanari&Grassani, Brindisi, lo stesso Stano) lui resta una colonna della serie, tra l'altro osannatissimo nelle community che frequento ("Craven Road" e una delle tante FanPage di FB). A volte diffido un po' di certe su esternazioni, soprattutto quando accentua l'aria da bohemien, ma qui sembra veramente rammaricato per non aver dato quanto poteva. Spezzo una lancia a favore di Manuel e del suo canale 8-Bit; lui è veramente un'entusiasta, amante del fumetto e del mondo nerd in generale. Consiglio a tutti il suo canale dove ci sono tantissime cose interessanti e soprattutto una marea di interviste. Tra gli altri alcuni "eroi" del mondo bonelliano come Civitelli (simpaticissimo!), Villa, Stano, Casertano, Chiaverotti (divertentissimo!), Boselli, Ruju, Dotti, Diso, ecc. Capisco questo discorso e personalmente lo condivido anche. Stimo tantissimo Galep e ammiro tanti suoi lavori ma onestamente come stile gli preferisco altri disegnatori "storici". E' un fatto di gusto, solo questo.
  10. Grazie @Don Fabio Esquedae a quanti hanno espresso la loro solidarietà. Anche se le condizioni del mio papà sono quelle che sono me lo tengo ben stretto fino a quando sarà possibile. Spesso non occorre vedere con gli occhi o parlare con la bocca ma è sufficiente stringere una mano e accarezzare un viso. Anche se non ci siamo mai "incrociati" nel forum, mi fa piacere rileggere un tuo post. Leggendo vecchie discussioni, in particolare i commenti alle storie meno recenti, leggevo spesso il tuo nome accanto a quello di altri che oggi non vedo più (compreso il povero Ulzana). Curioso anche il motivo di questa tua pausa, ovvero.... non c'è un motivo preciso Mi associo all'invito del buon @Leo a tornare in prima linea sul fronte texiano!
  11. Buon onomastico Stefano... :)

  12. Non posso fare il paragone con le attuali pubblicazioni perché, a parte il Texone, non compro più nulla (sul magazine ancora ci sto riflettendo se continuare). Però in passato questo rispetto verso il lettore io l'ho sempre percepito: c'era un editore che dialogava e si confrontava con il suo pubblico e, soprattutto, non si metteva mai su un piedistallo ma si mischiava a noi comuni lettori. Per 35 anni ho collezionato TuttoTex che, nonostante l'orrenda grafica di copertina, aveva l'enorme pregio di comprendere la Posta che curava Sergio: un dialogo sempre onesto, diretto, senza fronzoli e auto celebrazioni, a volte anche scomodo ma che ti faceva SEMPRE sentire parte di un'enorme famiglia allargata. Non compro le Strisce (alla fine ho preferito investire su altro) ma quando, in questo thread, leggo i post di @Diablerosinceramente ci rimango male. Questa è una pubblicazione che esigeva una cura e un'attenzione migliore.
  13. Personalmente ho trovato una grandissima distanza tra questa seconda fatica nolittiana e il primo episodio "Caccia all'uomo". Al di là del soggetto completamente diverso, mi sembra ci sia una volontà di aggiustare un po' il tiro rispetto alle tante peculiarità della prima storia. Ecco ho trovato un Tex più GLBonelliano e una storia più vicina a certi canoni già utilizzati nella serie. Certo, restano indiscutibilmente alcune delle caratteristiche del Tex di Nolitta, che possono disporci alla lettura più o meno felicemente. Sinceramente ho trovato questo "El Muerto" un po' deludente nella sua recente rilettura. A dirla tutta non è mai stata una delle mie preferite del Tex di Nolitta. Lo svolgimento della storia mi è sempre sembrato piatto, con diverse situazioni telefonate. Intendo dire che non ci sono colpi di scena, non ci sono sorprese, intuisci subito dove andrà a parare la vicenda. E questo mi ha impedito di appassionarmi alla storia. Tutto questo fino alla resa dei conti della boot-hill. Perché lì tutto cambia. La storia letteralmente si impenna: El Muerto ritorna Paco Ordonez, Tex ricorda i fatti passati e questo gli permette di capire chi ha difronte e perché sia finito proprio in quel lugubre luogo. Poi Paco Ordonez ritorna lo sfigurato assassino, mentre Tex rimane sempre lo stesso. E questo gli permetterà di non farsi condizionare nell'estrarre la pistola per primo, non gli darà nessun tipo di emozione. E questa volta Paco Ordonez morirà definitivamente, seppellendo con sé la sua tragica esistenza ed il suo delirio vendicativo. E' un passaggio fondamentale, sceneggiato con maestria e illustrato da un grande Galep! I rimandi a Leone sono evidenti ma non mi disturbano, anzi, li trovo calati alla perfezione nella storia. D'altra parte, giusto per citare il caso che mi sta più a cuore, era anche una delle prerogative di Sclavi in Dylan Dog quella di trasportare il tema cinematografico nel fumetto. Qui Nolitta lo fa anche sfacciatamente (vedi il carillon) ma lo sa dosare benissimo.
  14. Da filo-nolittiano potrei, anzi, dovrei controbattere, ma: 1) i tuoi commenti su Nolitta mi divertono un sacco e, credimi, spero sempre di trovare nei topic delle storie del buon Sergio qualcuna delle tue sagaci e salaci interpretazioni; 2) irritare uno sceriffo è sempre pericoloso: ho i polsi delicati e le manette (perché Tex ha anche usato le manette) non le sopporterei; 3) potrebbe intervenire qualcuno a darti man forte (ogni riferimento a @Diablero non è casuale) e lì sarei veramente fottuto; 4) quello che considero il merito più grande di Nolitta è già stato espresso: Aggiungo che "Linciaggio" è una delle storie più nolittiane della serie: estremamente curioso che non l'abbia scritta lui. Vorrà dir qualcosa?
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.