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ymalpas

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  1. I topic li avevo avviati io, ma nel frattempo ho perso (quasi) tutto l'archivio delle strisce in maniera accidentale, un dramma!
  2. Storia piacevole e divertente, ma anche più zagoriana che texiana, più nolittiana che bonelliana insomma. Laura Zuccheri fa un onesto lavoro anche se siamo ancora lontani dai vertici creativi offerti dai migliori disegnatori presenti nello staff di Tex. Due appunti al suo lavoro: l'ultima vignetta di pagina 157 non si può vedere, il volto di Tex deve restare inespressivo anche di fronte a una decapitazione, quella smorfia non ci sta proprio. L'altra vignetta è anche l'ultima dell'albo: Tex ha cambiato posizione, da destra è passato a sinistra. O mi sbaglio? Occhio ai dettagli nei lavori futuri!
  3. Una domanda a Borden sull'albo in edicola questo mese "Il ritorno di Padma" che è più che altro una curiosità tecnica. Ho notato che l'albo si apre a pagina 5 con la parte finale del dialogo tra Devlin e Padma iniziato nelle ultime pagine dell'albo precedente, mentre a pagina 6 inizia la sequenza sul penitenziario di Yuma e la fuga di Lily che a rigore avrebbe dovuto essere posta in apertura dell'albo. Mi chiedo se la pagina tra Devlin e Yama sia finita lì per caso (ipotesi a ) oppure se sia slittata in seguito a un'aggiunta successiva di due o tre strisce nell'albo "Sierra Nevada" (ipotesi b). Se è vera la seconda ipotesi puoi dirci cosa hai aggiunto ?
  4. Infatti, se non ricordo male, su Tex Willer collana, Tex interverrà sia in quel conflitto sia in quello successivo con Massimiliano, dove il Bos inserirà collegamenti con sue vecchie storie e vecchi personaggi (come quello apparso nel Texone di Frisenda). Nel mezzo la guerra civile americana. Cioè vivremo nei prossimi anni diverse epopee, materia ricca come una miniera, storie che si preannunciano una delizia, fantastico solo a pensarci. La serie Tex Willer non ha ancora offerto il suo meglio, nonostante lo standard altissimo finora mostrato dalle storie pubblicate, il top deve ancora venire
  5. Ottimo albo anche questo , impreziosito dalle tavole di Civitelli. Ci aspettano altri tre mesi che non deluderanno le nostre attese. Aspetto di assaporare il finale dove Mefisto, dalle anticipazioniche abbiamo, avrà la vittoria in pugno (o quasi) come mai era successo. L'alternarsi delle ambientazioni con il maestro aretino, poi, sarà qualcosa sicuramente di impagabile. Ottima annata per Tex.
  6. Io ho la copia sul tablet della Gioconda in HD. Proprio lo stesso che vedermi la Gioconda di Leonardo in esposizione solo al museo del Louvre dopo aver pagato il biglietto (aereo a/r + museo + hotel). Brava Letizia, hai capito tutto!!!! Sei una millennial five stars approuved.
  7. Mi sono chiesto perché si chiamasse Satania e data la presenza di Gombo (primati che per GLB sono spesso associati alle forze oscure) perché l'autore volesse che la sua storia assumesse un alone satanico mentre poi lo sviluppo narrativo è abbastanza classico (grotta a parte).
  8. Qualche appunto sparso: a ) perché Martin ruba la cassa della banda? Ha qualcosa a che fare con la frusta che usa il fratello Wade ? b ) perché Martin si tira dietro anche quello che è un peso morto come Billy con i suoi piagnistei? c ) se a pagina 17 Billy è triste perché non ha potuto, per la fretta, neanche avvisare Josephine, com'é che a pagina 73 i due poi si incontrano ? d ) d'accordo che il piano di fuga l'aveva studiato Martin, ma è possibile che Billy e Josephine non pensino a una meta precisa dove riparare e finiscano proprio nel posto più ovvio dove farsi trovare pur sapendo di avere qualcuno alle calcagna ? e ) ma è possibile che donne belle e intelligenti, intraprendenti, debbano su Tex accompagnarsi inevitabilmente a personaggi maschili senza spina dorsale ? (vedi la Dallas boselliana e Mike) f ) perché Bodaway si rifiuta di prendere parte alla sparatoria e poi si becca il coltello nella schiena ? g ) oltre a lasciare a piede libero Billy, i due rangers gli lasciano anche la refurtiva con il quale potrà costruirsi un futuro ? Fino a dove si spinge la magnanimità da buoni smaritani di Tex e Carson davanti a un giovanotto che faceva pur sempre parte di una banda di avanzi di galera ?
  9. Fino ai primi anni ottanta l'appuntamento in edicola era con il Tex mensile e poi il tre stelle per i rarissimi numeri che mancavano. Zagor arrivava in pochissime copie e bisognava essere svelti. Poi c'erano Mister No e Mark, copie che arrivavano su ordinazione. Erano serie che nella mia cerchia di amici non seguivamo. Quelli che li collezionavano erano conosciuti, uno aveva la serie di Mark (cioè tenta o quaranta numeri) un'altro la collezione di Lando. Per Ken Parker bisognava spostarsi, interessava praticamente solo gli adulti. Qualche numero arrivava così tra le nostre mani. Insomma, l'appuntamento mensile era UNO, e che attesa! Niente internet, niente anteprime. A volte arrivavano pile di trenta o quaranta arretrati rigorosamente di Tex e si contavano i soldi per sapere quanti numeri e quali prendere tra quelli mancanti. C'erano anche le buste a sorpresa, riuscivamo lo stesso a capire cosa contenevano, erano più economiche e si risparmiava. C'era Zagor Raccolta. Poi sono arrivati in ordine Bella e Bronco, Gil, Martin Mystere e quindi Dylan Dog, Ma eravano già un po' più grandi e con più soldi in tasca. E nel 1985 la Tutto Tex e poi anche la Tutto Zagor. Mi metto nei panni di un ragazzino di oggi. Beh la maggior parte ha più soldidi quanto ne vedessimo noi, ma come fanno a seguire tutte queste serie con più uscite speciali? Non è che la crisi e il calo di vendite è motivato anche da questa proliferazione di uscite?
  10. Non rileggo quegli albi dal 1981/1982 quando uscirono in edicola, ero un bambino allora, ma quelle di Sclavi erano storie che ci appassionavano, ''Il Signore Nero'', poi il numero 200 con quel finale onirico e horror ci colpì molto! ''La città corrotta'' è ancora tra le mie letture preferite, anche per merito di Sclavi. Certo il suo Tex non sarebbe stato prettamente bonelliano, ma anche chi se ne frega, dopotutto neanche quello di Nolitta lo era, penso che nel serbatoio Sclavi doveva avere qualche colpo in canna interessante da sparare, magari non come autore principale (c'era Nizzi), ma come guest star. Mi chiedo se è lui che non era interessato e tutto preso da Dylan o se fosse Sergio che non lo riteneva pronto o adatto a Tex. Non concede interviste, purtroppo.
  11. C'è stato un momento in cui Sclavi ha avuto la possibilità di scrivere una storia di Tex? Tra il 1979 e il 1981 circa scrive una sequenza ininterrotta di 12 albi di Zagor, con storie fantasy e horror, in cui sperimenta quello che poi scriverà su Dylan Dog. Poteva essere il successore di Sergio Boselli su Zagor? Forse si, sta di fatto che Toninelli lo soppianta già a inizio anni ottanta. Cosa fa dopo? Si occupa della versione italiana della famosa rivista francese Pilot. Fa il lavoro di editor sempre per la Bonelli con le storie di Tex scritte da GLB. In quegli anni Sergio Bonelli non si fida e scrive personalmente le storie di Tex. Ha trovato anche Nizzi, però. Quindi il problema non si pone. E Sclavi inizia a scrivere Dylan.
  12. Da un mio vecchio articolo: La prima storia in cui appare una traccia certa della sua collaborazione è "La lancia di Fuoco" ( n° 300 ). Nelle pagine finali, la presenza della parola medecine man sarebbe rivelatrice per attribuirgli la paternità di quella parte. Anche le due storie successive di G. L. Bonelli, "La minaccia invisibile" ( n° 309 / 310 ) e ''Il ranch degli uomini perduti" ( n° 311 / 312 ), vedono una sicura partecipazione sclaviana. Claudio Villa, che ha disegnato le tavole dell'ultima storia citata, ha infatti affermato che sarebbe stata "limata" da Sclavi. Non è possibile purtroppo quantificare l'intervento delle correzioni e dei tagli da lui effettuati, così come nulla ci è dato sapere della storia successiva "Gringos" ( n° 319 / 321 ). Trenta pagine de "La città corrotta" ( n° 323 ) sono invece attribuibili con certezza al ghost writer. Il contributo di Sclavi dovrebbe riguardare la parte incentrata sulla figura del mite e codardo portiere del Golden Gate, Mister Thorne. Sono sicuramente sue le pagine da 68 a 78 dell'albo in cui il portiere viene interrogato dagli scagnozzi di Tom Rever e quindi ucciso, nonchè del successivo intervento di Tex e Carson che fanno fuori i banditi. In più sono da contare altre aggiustatine qua e là per far arrivare la storia alla lunghezza di 110 pagine dalle circa 80 originariamente pensate da Giovanni Luigi Bonelli. Infine ''Il medaglione spagnolo'' ultima storia scritta dal Bonelli presenta altri sicuri interventi Sclaviani.
  13. Non ho commentato la storia perché come sempre mi accade, se la storia mi piace e non trovo in essa niente di anomalo, mi viene difficile scrivere delle righe di semplice approvazione. A me, parlando in generale, la storia piace soprattutto criticarla, ma qui c'è poco o niente da mettere all'indice. Prima di leggere Bedlam pensavo che il finale sarebbe stato pilotato, cioè era chiaro per me che gli amici di Frisco avrebbero risolto in qualche modo la situazione, poi invece mi sono dovuto ricredere, Tex e Carson si sono tirati fuori da soli dai guai. E Yama ha fatto una figura davvero misera, ma ci sta perché è nel DNA del personaggio, dello sfigato Blacky lanciatore di coltelli nel carrozzone ambulante della madre. Piccolo colpo di genio di Boselli è stato semmai di inserire nella storia la piccola infermiera Ruth, lei si diabolica, satanica, senza scrupoli, lei si degna aspirante al ruolo di ''figlia'' di Mefisto, anche se non potrà mai esserlo dal punto di vista biologico. E il finale è stato bellissimo, con lei che si mette pienamente in luce e mantiene quello che prometteva sin dalle prime pagine. E Mefisto che si trascina dietro il figlio, perché anche se è un gran coglione gli è pur sempre figlio (e la lettura dello speciale Le origini del male conferma questo aspetto dell'importanza degli affetti cari per l'antagonista di Tex) è un aspetto che Boselli ha introdotto e che trovo azzeccato, perché conferisce un gramo di umanità a un personaggio che è prima di tutto un megalomane. Tre albi perfetti per me, e complimenti ai fratelli Cestaro, con Raul avevo avuto anche uno scambio di battute quando la storia era stata affidata a loro ormai molti anni fa, non ce li vedevo a disegnare Mefisto e invece il cieco ero io: bravissimi, cupi, gotici, a loro agio in una storia tenebrosa che così poco spazio concede alla luce. Stanno disegnando se non ricordo male una storia breve proprio con la nemesi di Tex che leggeremo l'anno prossimo e sono curioso di sapere di cosa parlerà.
  14. Cercando di rimettere la discussione nei suoi giusti binari, di Nizzi abbiamo ancora da leggere sei storie, cioè il grosso della sua produzione in termini di pagine da quando è tornato. Se è vero che sono state sette le sue storie finora pubblicate, infatti, è vero anche che tre erano brevi da 32 tavole e una un color lungo per Torti. Da qui l'idea diffusa del compitino. In effetti di storie lunghe la Mezcali è del Nizzi degli anni della crisi (2008) come è stato ripetuto più volte, quindi non la storia più adatta a illustrare la sua nuova maniera. Il Tex della storia di Mastantuono a me è tutto sommato piaciuto, non mi ha dato fastidio la scena delle mutande, piuttosto quella della sparatoria in cui gli indiani cadevano come birilli. Niente comunque per cui gridare allo scandalo come avveniva per le storie più brutte della fascia 500. Questa storia contiene anche delle belle pagine che mi hanno ricordato il Nizzi che fu, poche, ma ci sono. Quello che più mi ha preoccupato è invece il maxi di Torti: qui si ci avviciniamo veramente al compitino. Non contiene errori eclatanti ma è noiosetta, insomma non mi è piaciuta. Delle storie in lavorazione sono tenuto al silenzio sulla storia di Ticci ma farà discutere. Prepariamoci. Mi aspetto qualcosa di più dal Maxi di Alessandrini in via di pubblicazione il prossimo ottobre. Piuttosto è passato sotto traccia quello che ha scritto Borden: Nizzi ha presentato tre soggetti pressoché identici, tutti che vedevano opposte delle compagnie fluviali (la storia di Mastantuono), minerarie (dovrebbe essere quella di Casertano) e quindi quella bocciata dei telegrafi. Sembra quasi un Nizzi a corto di idee, come succedeva nei primi anni duemila quando Traversa gli suggerì circa una decina di soggetti. Nell'estate del 2017 quando si discuteva del ritorno della Tigre e già si sapeva che Nizzi era tornato in pianta stabile, si vociferava che questa storia avrebbe visto il concorso di entrambi gli autori, sarebbe stato un fatto storico: da un lato li avrebbe avvicinati, dall'altro li avrebbe fatti già litigare cinque anni fa. Non lo sapremo mai. Mi chiedo però da cosa potesse essere dipeso il rifiuto di Nizzi, a non voler pensare male forse da una sua volontà di libertà, mi fece ben sperare che in quella occasione avesse ceduto il suo personaggio più riuscito al curatore dichiarandosi poco interessato alla storia.
  15. Io Nizzi l'ho sempre difeso dicendo che su Tex aveva scritto grandi storie, pur riconoscendo l'appannamento degli ultimi 20 anni. Mesi fa quando sono venuto a conoscenza della lite, sono rimasto un po' sorpreso e amareggiato. Che ci fosse dietro lo zampino di Guarino non mi aveva sorpreso più di tanto, lo conosco bene anche se ormai sono diversi anni che non ci sentiamo più. Per me Nizzi, con un curatore come Boselli a seguirlo,qualcosa poteva ancora esprimerlo. Gli ha fatto davvero un pessimo servizio. E Nizzi l'ha fatta fuori dal vaso con l'aggravante dell'intenzionalità. Adesso non gli resta che leccarsi le ferite, le porte della SBE erano definitivamente chiuse prima di questa uscita, ora servirebbe un miracolo, davvero un pessimo modo di chiudere una parentesi che gli ha dato onori, fama e un benessere economico che alla Fiat trattori, dove lavorava fino al 1980, si sarebbe solo sognato. Non mi fa piacere vedere un vecchietto montato, pronto a sentenziare su tutto e tutti, curandosi poco del rispetto dovuto al lavoro e alle persone che fino a ieri erano suoi colleghi. Ecco perché su questo piano non lo seguo e non lo difendo, ne mai lo farò con nessuno.
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