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TWF - Tex Willer Forum

ymalpas

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  1. Grazie infinite per la tua comprensione, ironicamente parlando mi ripeto, siamo noi che non capiamo la loro arte (non la tua, per te solo applausi e i miei non te li ho mai lesinati). Solo che tra gli Hulk che spezzano le reni come stecchini di personaggi con una storia alle spalle (quella si! una storia monumentale) e vecchine che en passant si impossessano del corpo di Carson perché usi le sue pistole contro il suo stesso pard, qualche dubbio sui tuoi collaboratori viene. Ma sono singole sequenze e non l'intera storia. Cinque, dieci pagine le fai riscrivere se ti accorgi che invece di sceneggiare Tex sembra che stiano sceneggiando Dylan Dog. Non puoi fare neanche questo ? Poi io più vado avanti con gli anni e più mi sento diventare riflessivo e tollerante e anche critico verso me stesso. Lo so, tra questo e qualche altro messaggio magari vi fate l'opinione opposta, ma sinceramente non è che noi godiamo a vedere maltrattato il fumetto che seguiamo da una vita. Allora o dici chiaramente che le critiche mie o quelle di Diablero (per citarne uno che vedrei bene tra i tuoi collaboratori a correggere le cose che non vanno) sono ingiuste e pretestuose e puoi farlo perché nessuno credo si offenda oppure riconosci che qualche errore è stato fatto. Il messaggio che vorrei leggere da te è che con le prossime storie presterete più attenzione perché non è nel 2021 che i lettori di Tex sono diventati di colpo meno esigenti.
  2. A che serve un curatore a questo punto ? Se una storia presenta delle enormità chiaramente fuori dal canone tu non puoi intervenire ? Evidentemente sbagliamo a pensare che tu sia un vero curatore, lo sei solo nominalmente e non hai dunque i poteri decisionali come li aveva un Sergio Bonelli o un Canzio, per esempio nel momento in cui bollavano certe tue idee (Satania) o idee di Nizzi. Per fortuna che dal prossimo mese leggeremo una tua storia. Tu il canone lo conosci. E dire che a te hanno preparato un croce in ebano per "Giovani assassini" e il tuo Tex che per prendere una decisione consulta anche i pards, che in confronto alle cose che abbiamo dovuto leggere nel corso di questo 2021 erano proprio critiche artificiose. Se non puoi intervenire davanti a certe scelte narrative sbagliate, come se una volta che hai tutte le tavole della storia in mano fosse un problema farne ridisegnare una trentina o una cinquantina, smetto di chiamarti curatore. Ruju è così permaloso ? Faraci lo era ? Per Nizzi capisco che tu possa avere remore, ma per gli altri!
  3. Ovviamente la copertina è anche una citazione della copertina 123 Tamburi di Guerra.
  4. Una strega da strapazzo che si impossessa del corpo di Kit Carson... siamo ai livelli del peggior Nizzi.
  5. Conferma che la storia è zagoriana. Ma su Tex, non scherziamo, il voto è DUE. Se l'avessi scritta io mi sarei vergognato di averla scritta. E sul conto di Boselli curatore questa la metto, perché va giudicato nel bene ma senza fette di salame negli occhi per quello che può invece essere caratterizzato come il male.
  6. Manco dl forum da una decina di giorni e ho letto la seconda parte solo ieri, questo per dire che questi sono tempi di vacche magre per il nostro Tex. Lasciando perdere tutte le incongruenze - non ho letto tutti i messaggi quindi ne cito solo una su tutte e che a me ha dato particolarmente fastidio, Colter che si fa seguire come un fesso da Tex e Carson senza un motivo plausibile per recarsi nel luogo dove avverrà il massacro, ma anzi diciamo che dovrebbe starne bene alla larga - il secondo albo l'ho trovato più godibile del primo e penso che sarà piaciuto a quei lettori diciamo un po' "superficiali". Per il resto avevo promesso qualche punto in più se ci fosse stata qualche sorpresa o un approfondimento sulla leggenda del siats che non c'è stato, invece tutto come avevamo previsto, con i due picchi narrativi - la morte di Colter e l'omicidio/suicidio finale al forte - che aumentano lo spessore drammatico della storia, ma al contempo restano criticabili. Gli Utes sono diventati da feroci e temibili guerrieri delle verginelle impaurite. Ruju sta diventando preoccupante, conosce poco la collana (per esempio il comportamento di Carson nel forte), si serve degli espedienti più facili e appariscenti, i personaggi sono dotati di una faciloneria nel compiere le azioni più eclatanti che neanche Faraci!!! Insomma questo non è Tex e il nostro Barbanera soggettista per me c'entra poco o niente. A Boselli suggerirei di intervenire con decisione, vero che dicono che non ne lascia passare una, ma tra questa storia e l'orribile precedente sul pistolero vudu c'è da mettersi le mani nei cappelli e piangere. Poi, lo so, siamo noi lettori che non capiamo un menga e non apprezziamo i capolavori che sforna la SBE a cinque euro la banconota per albo.
  7. L'indiano della copertina de Il patto di sangue!!!!
  8. Il soggetto è valido e interessante, purtroppo ricorda la recente "Seminoles" per ambientazione e tema principale della caccia all'uomo. Però con qualche modifica tipo spostare l'azione dalle paludi al Messico, mettere Tex con il giovane guerrillero Montales (catturati insieme) che vengono condotti a Città del Messico per essere giudicati e condannati a morte e già la tua storia non ricorda più quella di Boselli
  9. Insomma, la storia si presenta come un giallo e ricorda la precedente "La maschera dell'orrore", dove Nizzi fu messo in croce per aver reso da subito riconoscibile l'identità di chi si nascondeva dietro la maschera. Molto meglio il Phil Turner di "Giungla crudele", spero tu possa concordare. Tutto sembra far convergere l'identità del Siats verso il figlio di Conroy, dall'odio verso gli utes, le lentiggini sulle mani, al fatto che sia un bianco allevato da indiani, se depistaggio c'è (e ne dubito) darò un punto in più alla storia il mese prossimo. Per me il punto d'interesse centrale resta però il complotto messo su da Colter, vediamo anche qui se posso dare un punto in più. Per il resto posso dire che è una storia gradevole ma Ruju abusa un pochino di personaggi che "spiegano tutto", dal tenentino nel forte, al giovane Rick Foskett, per finire con lo stesso Colter che, seppure lontano dalle inquadrature, si intuisce abbia vuotato il sacco con Tex e Carson. Tutto spiattellato senza che i due pards muovano un dito, altra critica che veniva rivolta di solito al Tex di Nizzi. Un'altra cosa sceneggiata davvero male è il gruppo di pistoleri allocchi che Colter ha incaricato di "far fuori" i due rangers, da far arrossire Von Clausewitz: l'idea con Ruju è che i due si lascino scivolare addosso, come se fosse acqua, tutti i pericoli e i problemi, anche quando sembrerebbero essere messi in forte difficoltà, in questo vedo Ruju non molto lontano da Faraci. Qualche giorno fa leggendo il Texone di Casertano avevo avuto la stessa sensazione con Tex legato al palo della tortura. Grave deficienza assolutamente da correggere. Venendo al soggetto, finora stesura classica, mi sarei aspettato un qualcosa che sfociasse più o meno apertamente nel fantastico, la leggenda del Siats è finora stata solo un pretesto per un mattoide come se ne sono visti tanti. Se Antonello ha inserito nel suo soggetto - alla fine della storia - un qualcosa che si ricolleghi in qualche modo alla leggenda del Siats e chiuda in qualche modo il cerchio, darò un punto in più. Peccato non aver pensato a una sorta di prologo e di relativo epilogo come faceva Nizzi per esempio ne "Il lungo viaggio" (n. 515) o lo stesso Boselli con il numero 600, la leggenda è proprio liquidata in UNA sola vignetta a pagina 19, come dire che un soggetto che nasce pensato per il Siats alla fine sfoci invece in una storia che parla invece di tutt'altro. Speriamo che il secondo albo sia più centrato sull'argomento. Disegni di Benevento da incorniciare: bravissimo.
  10. Buon texone, tutto sommato, storia piacevole e lettura scorrevole fino alla fine. Però le - suspensions of disbelief - sono davvero troppe e quindi mi accodo, nel commento, a quello già postato sopra da Diablero. Onestamente è chiedere troppo al lettore anche per la faciloneria con cui i nostri si tirano fuori dai guai.
  11. Di solito non sono uno di quelli che guardano al bollino del prezzo, però il rincaro di UN EURO nel giro di 12 mesi per il volumetto di Manfredi e Cossu (con la storia che già mi immagino) mi dà da pensare che alla SBE stiano ormai proprio prendendo per il collo i propri lettori. A questo prezzo ci compro un libro di Dostoevskij in una bella edizione.
  12. Come già detto da Grande Tex, Il mistero della montagna, è il seguito della storia sul Monte Rainer. Quella vecchia storia di Nicolò nacque su proposta di Giorgio Bonelli che ne elaborò un soggetto. GLB che stava cedendo ormai Tex a Nizzi ne tirò fuori una storia in cui il soggetto originale risultò alquanto sforbiciato, il numero di pagine infatti non copre i due albi. Anche il giovanissimo Boselli aveva elaborato un suo soggetto sul tema che non fu preso in considerazione (era il tempo in cui i due, Giorgio e Mauro, proponevano soggetti a GLB). Di questo vecchio soggetto Boselli ci raccontò di aver perso le tracce e di non ricordare molto della sua trama, sta di fatto che un paio di anni fa qualche idea deve essergli venuta e, dato il tema fantastico, la storia dovrebbe essere abbastanza appetitosa. La storia di Dry Tortugas invece è idea abbastanza vecchia (se ne parlava già sette /otto anni fa). L'idea era quella di far spostare Tex addirittura alla Cayenna, troppo lontano fu la conclusione, mentre più possibilista Boselli si dichiarò per questo penitenziario perso nelle acque cristalline nella piccola isola di Dry Tortugas, non lontano da Key West. Un'idea che Boselli ha quindi tenuto in caldo per anni e anni, io personalmente avevo anche smesso di crederci, sta di fatto che forse ha trovato il personaggio giusto che gli mancava, il pezzo che mancava nel puzzle, Nick Castle per l'appunto, che è stato rinchiuso proprio laggiù. Quale sarà il motore dell'azione è tutto da scoprire. Sta di fatto che l'ambientazione eccezionale e il disegnatore designato, Dotti, lasciano pensare a una grande storia. Dotti ci lavorerà a partire dal 2022 e se tutto va bene la leggeremo forse già nel 2025.
  13. Innanzitutto grazie per le risposte Mi soffermo sulla seconda parte: se mano a mano che le scrivi le storie potrebbero richiedere un'albo in più come è capitato alla storia di Mefisto non ti tiri indietro mi sembra un'ottima notizia (c'era chi come Faraci non riusciva a ultimare i due albi e inseriva quelle scenette "tanto per"). Si, indubbiamente nel tuo elenco c'è la storia di Villa (ma è solo un albo). Della storia di Seijas ho già detto, ma non so assolutamente niente, ne trama ne lunghezza. Poi per la serie regolare mi sa che di tuo non c'è altro in pentola. Magari ci dai anche qualche altra notizia e crei un po' di entusiasmo dove prima c'era tanto disfattismo ? Vero solo a metà. E in ogni caso non ci aspettiamo il capolavoro, ma solo leggere storie che presentino punti certi di interesse. Nelle tue storie, anche quelle criticate, questo non è mai mancato. Negli altri autori questo accade raramente. Ho ripreso a leggere Zagor in occasione della trasferta in Europa. Buon primo albo di Rauch ma ha speso ben 98 pagine per introdurre l'argomento, ne ha sprecate decine per parlare di cose che al lettore sinceramente fregano poco, ecco questa è una storia con grandi attese e grandi pretese. Primo albo di rauch messo di fronte al primo della tua storia scritta con Rakosy negli anni novanta (anche abbastanza criticata, mi è parso di capire): per me non c'è proprio storia!
  14. Una buona storia autoconclusiva, di quelle che una volta si usavano nella collana per i numeri a colori che inauguravano il nuovo centinaio. Il pregio migliore è che come storia riesce benissimo a rievocare le atmosfere degli albi dei primi cento numeri, come se la nuova serie Tex Willer avesse voluto dare questa volta una mano d'aiuto alla serie regolare. Alla serie Tex Willer ruberei anche il linguaggio che Mauro Boselli usa felicemente, sciolto e diretto, molte tavole sono qui troppo parlate, consiglierei modestamente di sforbiciare i dialoghi. Bah, è solo un'appunto, potrei dire la stessa cosa anche di Dotti che esagera in certe tavole con i neri. Di questo albo estivo rimarrà la nota positiva di un personaggio come Lorenzo Hubbels preso dalla storia, anche se è un po' tardi per farlo diventare seriale. E' un personaggio più da nuova serie Tex Willer. Poi mi è piaciuta la gestione a quattro mani della riserva dopo la morte di Freccia Rossa, che rende conto appieno delle difficoltà (latenti) avute da Tex agli inizi nel prendere in mano tutti gli aspetti legati alla riserva. Anche in questo caso è un Tex che ha la forza e vitalità sbarazzina debitrici del giovane Tex Willer della nuova serie. Che ci fossero delle contaminazioni nel modo di raccontare le storie tra le due serie è un qualcosa che per me era logico aspettarsi, ma non so fino a che punto questo fatto sia stato colto dagli altri lettori o dallo stesso autore. Legegndo l'albo sonio stato distratto dalla presenza dello stregone Nuvola Rossa. Anche qui bisognerebbe fare un po di chiarezza. Rimando alla discussione del 2019: Il mistero del numero 200 Boselli potrebbe farci una storia. Per me l'ipotesi più naturale sarebbe situare l'avvento di Nuvola Rossa al posto di Ta-HU-NAH nel campo centrale tra il numero 50 e il 70. Certo, il Kit Willer visto in questo "Agente indiano" sembra troppo piccolo e forse meno sbarazzino rispetto al "Figlio di Tex" che GLB aveva introdotto a partire dal n. 12. Più colpa di Dotti però che accentua la giovane età piuttosto che di Boselli che tutto sommato lo rende protagonista, capace di parlare a nome del padre, di fuggire dal campo centrale, di organizzare anche una possibile azione di resistenza come l'idea di sottrarre i cavalli ai soldati. Molta bella anche l'idea di citare Ebert, che ci permette quindi di stiuare cronologicamente questa storia tra il n. 16 e il n. 51. Concludendo, non è un albo da mettere nella serie dei capolavori e nemmeno credo che fosse stato concepito con quest'idea, più che altro credo che l'idea fosse quella di celebrare personaggio e casa editrice con una storia che avesse un soggetto che si prestasse ampiamente proprio all'aspetto celebrativo. Andrebbe valutata tenendo conto di questo aspetto con un mezzo punto in più. Dopo Gatemala di Ruju, per me la migliore storia dell'anno, e questo la dice tutta su quanto la serie regolare abbia oggi bisogno della presenza di questo autore.
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