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TWF - Tex Willer Forum

F80T

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About F80T

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    Quasi scrittore

Profile Information

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    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    382
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Dinamite

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  1. C'è, a mio giudizio, un vizio di origine nel ragionamento di @JohnnyColt. Se ben ho capito la sua teoria, la Bonelli Editore dovrebbe differenziare il proprio mercato di riferimento, smettendo di essere quasi esclusivamente produttore di fumetti, e iniziando a dedicarsi quindi anche a film, serie tv, libri, videogiochi, giocattoli, abbigliamento, articoli di cancelleria, complementi d'arredo, tutto a marchio Tex, Dylan Dog, Dampyr et cetera, secondo l'opportunità. Secondo la sua prospettiva, tale strategia garantirebbe vita e salute alla (ormai divenuta ex) casa editric
  2. Quanto alla scena di seduzione di Manuela nei confronti i don Domingo, invece, ho un dubbio sulla ricostruzione storica dell'abbigliamento. Cosa indossa la ragazza sotto la vestaglia? Sembrerebbe un c.d. bodysuit, ma dubito che nel XIX secolo questo capo esistesse e che, ove anche mi sbagliassi, una donna di rango lo potesse indossare. Si potrebbe trattare, piuttosto, di un corsetto. Ma non avrebbe dovuto, allora, essere accompagnato da "mutandoni" sino a mezza gamba? E', sia chiaro, un dubbio di scarsissimo rilievo, ma mi consente di domandare a @borden se,
  3. Ho letto solo ieri l'albo e stamane ho inziato a leggere i commenti, prima di postare il mio contributo. Giunto, però, alla quinta pagina di post, non mi trattengo dall'intervenire, anche se così facendo sono forse fuori tempo e fuori sincronia. Mi pare che quello che scrivono @borden, @Betta 53 e @Poe spieghi chiaramente la relazione tra Kit e Manuela; relazione, peraltro, che a me sembra piuttosto ben esplicata nelle pagine dell'albo. Kit e Manuela sono cresciuti, ma ancora non sono del tutto formati nel carattere e nelle esperienze; si piacciono, ma hanno dell'o
  4. Una storia senza dubbio ben scritta e ben disegnata. Ma per la quale per quanto mi riguarda, non è "scattata la scintilla". Forse perché mostra un Carson piuttosto pavido, ben lontano dall'eroe indomito che amiamo.
  5. Non sono entusiasta della storia, però l'ho letta con piacere e ho trascorso una buona oretta in compagnia del mio ranger preferito. Questo benché, come più volte ho già raccontato in questo forum, non ami l'irrazionale in Tex. Quindi, promuovo la storia; ma, siccome le osservazioni critiche che ho letto in questo topic, tra tutte quelle di @Leoe di @Diablero, mi sembrano corrette, mi auguro che le prossime storie sceneggiate da Ruju non si basino sul costante tentativo di sorprendere e lasciare spaesato il lettore. Approfitto per fare una domanda tecnica a @borden (i m
  6. La pubblicazione di Sull'alto Missouri mi aveva suscitato la curiosità di leggere questo cartonato. Quando, spulciando tra i volumi di una libreria alla ricerca di un buon regalo per un amico, me lo sono inaspettatamente ritrovato in mano, non ho resistito e l'ho acquistato. Devo dire che, lettolo, la valutazione complessiva è molto favorevole, sia per quanto riguarda i disegni, sia per i testi, asciutti e nervosi. Non sono, però, del tutto convinto del suo inserimento nella continuity di Tex Willer. Nel senso - cerco di spiegarmi meglio - che come episodio isolato (e forse a-ca
  7. Non ci pensare! La mia impressione è leggermente diversa, nel senso che proprio Omicidio a Bourbon Street, insieme a Colorado Belle (per me la più bella storia del filone sopra/para-normale), dimostra la grande capacità di Boselli di rapportarsi ai filoni meno realistici di Tex. Vero è che, tra le innumerevoli grandi storie che ha scritto, a lasciare il segno sono state quelle più realistiche.
  8. Non si tratta, a mio giudizio, di storie destinate a rimanere fissate nella memoria degli appassionati di Tex. Quando si parlerà delle migliori storie scritte da Nizzi nessuno, penso, ricorderà Il segreto della missione spagnola. La storia, però, è solida, con una trama ben strutturata, con molti personaggi ben caratterizzati, con un Tex centrato e un Carson non macchiettistico. I disegni, a mio parere, sono adatti alla vicenda messa in scena da Nizzi, per quanto il tratto di Torti non soddisfi a pieno i miei gusti grafici. Più debole, a mio giudizio, Neve rossa.
  9. Non mi dilungo molto a commentare questa avventura di Tex e dei due Kit, perché il coro quasi unanime di lodi è, secondo me, pienamente meritato. Carson torna a vestire il saio, e il risultato è - come nella prima occasione - grandioso. I dialoghi sono brillanti, la trama articolata. A quest'ultimo proposito, rilevo che in altro topic si è sviluppato un ampio dibattito che prende le mosse da un'intervista di Nizzi. Ebbene, l'Autore sostiene che le storie di Tex, sin da quando le scriveva GLBonelli e anche con lui al timone, si sviluppano su un canovaccio standard, su cu
  10. "Altra osservazione: Tex non aveva mai compiuto tante stragi come fa oggi. Qui forse entra davvero in ballo la mia età avanzata, che mi porta a preferire i film western classici a quelli superviolenti di oggi. Può darsi che i lettori odierni richiedano alti tassi di violenza, ma, certo, la violenza è anche una scorciatoia troppo facile per risolvere le situazioni". Il caso ha voluto che abbia letto proprio in questi giorni La leggenda della vecchia missione. Ebbene, quella storia si conclude con Tex che mina il fianco della montagna con la dinamite e lo fa franare sulla banda di
  11. Alla fine, il Texone di De La Fuente l'ho recuperato e riletto con voluttà, riassaporando i sentimenti che mi ispirava allorché, dodicenne, lo leggevo e rileggevo. Inizio dai disegni. Forse il volto di Tex è poco riconoscibile, ma elemento originale del texone era proprio quello di avvicinare a Tex disegnatori nuovi e, in qualche modo, anomali. In realtà, i disegni mi sono sempre piaciuti: evocativi, potenti, dinamici, a partire dal drammatico assalto al villaggio di Naiche. Nizzi risulta molto ispirato: mette in scena un complotto particolarmente velenoso,
  12. Un texone da leggere con il sorriso sulle labbra. Una storia così brillante è, mi pare, un'eccezione nella storia degli albi speciali estivi, ma non ritengo che nel complesso stoni nella saga del Tex. Mi è particolarmente piaciuto il Carson galante, e i suoi brillantissimi dialoghi con lo storico pard. I disegni sono "strani". Soprattutto Tex ha una fisionomia inconsueta, mentre Carson mi sembra meglio centrato. La stranezza, però, fa parte del patrimonio genetico del Texone. In conclusione, l'albo merita un voto ampiamente positivo: 8.
  13. Trent'anni dopo averlo letto per la prima volta, sono riuscito a recuperare una vecchia copia del primo Maxi e, in questi giorni, mi sono immerso nella lettura. Avendo conosciuto grazie al forum le vicende di questa avventura creata da Berardi e Letteri, mi sono sforzato di capire cosa Sergio Bonelli ci vedesse di non canonico. Confesso che - sicuramente per miei limiti - non sono riuscito a cogliere elementi di atipicità. Canonici, canonicissimi i disegni di Letteri, ancora in forma. La figura di Tex, risoluto e duro, risulta ben centrale nello sviluppo del
  14. Interrompo la pressoché totale unanimità per esprimere la mia valutazione negativa sulla storia. Non mi piacciono i diableri, gli uomini giaguaro, gli uomini serpenti; non mi possono piacere nemmeno gli uomini che si trasformano in alligatore. Una scena del genere, forse purtroppo, mina inesorabilmente la credibilità che l'avventura di Tex ha ai miei occhi. Passano dunque in secondo piano due ottimi personaggi (Stingo e Pierre de la Rochelle) e delle belle scene di battaglia. Così come ha rilevato @Leo, un altro duro colpo alla credibilità della storia viene
  15. Anche io ho fatto una risata! Ho letto giudizi molto duri su questa storia. A me, però, non è dispiaciuta. Quanto alla sceneggiatura, non si tratta di un capolavoro, ma comunque di una storia scorrevole, senza errori di rilievo. Si sarebbe potuto utilizzare meglio lo spunto del monaco-guerriero. Quanto ai disegni, ho percepito qualche incertezza e qualche errore di prospettiva. Ma non mi sono sembrati insufficienti.
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