Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

F80T

Cittadino
  • Posts

    218
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    7

F80T last won the day on June 21

F80T had the most liked content!

Profile Information

  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    382
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Dinamite

Recent Profile Visitors

1,444 profile views

F80T's Achievements

Collaborator

Collaborator (7/14)

  • Dedicated Rare
  • First Post
  • Collaborator
  • Week One Done
  • One Month Later

Recent Badges

31

Reputation

1

Community Answers

  1. Come ho raccontato in altri post, ho iniziato a leggere Tex a casa di uno zio. Notato il mio interesse, mio papà si procurò i primi dieci numeri di TuttoTex, in edicola già da qualche anno, e me li regalò. C'erano le storie che lui aveva letto e amato da bambino. Finiti di leggere, rileggere e rileggere ancora quegli albi, decisi di investire parte della mi paghetta in Tex e iniziai a comprare la serie inedita: La Tigre Nera, Furia Rossa, Intrigo a Santa Fè. Il tratto di Villa, di Ticci, di Civitelli era magnifico, molto più bello di quello di Galep. Ma perché mio papà preferiva quest'ultimo? D'altra parte, i disegni di Tex 400, pubblicato dopo qualche mese, erano sgorbi (absit iniuria verbis!)... L'ho capito solo ora! Nelle strisce che finalmente ho potuto avere tra le mani il tratto di Galep, il vero tratto di Galep, non insozzato da censure e riscritture, trionfa. Con poche linee disegna una Tesah dotata di una sensualità immediata. Le varie vignette, pulite, rapide, sono caratterizzate da un dinamismo evidente e piacevole. Ecco, ora ho capito i gusti di mio papà e posso finalmente tuffarmi spensierato tra le gole selvagge del Rainbown Canion)
  2. Gli albi a strisce inedite, quindi, si ricollegano maggiormente ai primi albi. Ancora di più si può affermare che la scelta maggiormente coerente sarebbe stata quella di prevedere un maggior numero di vignette per tavola. Ci tengo, però, a chiarire che la mia è un'osservazione, non una critica. Una, due o tre vignette per pagina, l'albetto me lo sono goduto alla grande!
  3. Un primo commento a Silver Star, sia pure solo sul piano grafico. Mi ha sorpreso che ogni striscia della storia inedita si componga di una o due vignette, così come attualmente avviene all'interno della gabbia bonelliana. Mi sarei piuttosto aspettato che, adeguandosi al formato degli albi ristampati cui si accompagna, ogni striscia fosse composta da due o tre vignette. I disegni di Torti non mi sono dispiaciuti
  4. Ho confrontato le vignette e mi pare che le linee di questa ristampa anastatica siano più marcate di quelle delle vignette da te postate, pur se di buona qualità. In ogni caso, dopo aver letto la prima striscia, e tenendo conto della mia ignoranza rispetto alla storia editoriale di Tex, sono piuttosto soddisfatto dell'operazione. Non avevo mai avuto modo di leggere le prime storie di Tex così come erano apparse in edicola nel 1948. Ora, finalmente, l'ho fatto. Tra le tante iniziative della Bonelli da me non apprezzate, questa merita invece un plauso.
  5. Finita di leggere questa nuova storia, devo dire che, nonostante i molti interessanti personaggi, non sono rimasto molto convinto. Non saprei muovere una critica specifica. Forse c'è solamente tanta, troppa carne al fuoco, e si fa fatica a gustare i vari sapori. Ovviamente, il giudizio non è negativo, ma solo meno positivo rispetto alle altre storie di Tex Willer. Splendidi,invece, i disegni.
  6. C'è, a mio giudizio, un vizio di origine nel ragionamento di @JohnnyColt. Se ben ho capito la sua teoria, la Bonelli Editore dovrebbe differenziare il proprio mercato di riferimento, smettendo di essere quasi esclusivamente produttore di fumetti, e iniziando a dedicarsi quindi anche a film, serie tv, libri, videogiochi, giocattoli, abbigliamento, articoli di cancelleria, complementi d'arredo, tutto a marchio Tex, Dylan Dog, Dampyr et cetera, secondo l'opportunità. Secondo la sua prospettiva, tale strategia garantirebbe vita e salute alla (ormai divenuta ex) casa editrice, che invece rischia di morire presto, se continua ad occuparsi solo di fumetti. Ora, questo discorso sarebbe interessante se questo fosse un forum di soci, fornitori e creditori della SBE. Ma questo è un forum di appassionati di Tex. Per quanto mi riguarda, e con tutto l'affetto che posso nutrire per la SBE, l'unico interesse è per i fumetti di Tex. Ora, come possono incidere le strategie prefigurate da Johnny Colt sulla mio interesse per il fumetto Tex? Se dovessimo basarci sull'esperienza dei fumetti americani (che io non conosco, ma su cui mi pare che ci sia un certo accordo tra i partecipanti al forum), la mia esperienza di fruitore di fumetti non dovrebbe subire un miglioramento significativo. E nemmeno sarebbe scongiurato il rischio di chiusura del fumetto, visto che la mancanza di sceneggiatori adeguati, o anche il difetto di rimuneratività della produzione di fumetti, potrebbe comunque portare la nuova Bonelli Enterprise Co. a non mandare più Tex in edicola, visto che ci sarebbero comunque settori di attività molto più remunerativi a cui dedicarsi. Ma a me non interesse la serie tv su Tex, non voglio fare colazione con la tazza di Dylan Dog, né indossare il pigiama con il viso di Julia. In questi termini, allora, il dibattito - pur in astratto appassionante - in concreto mi lascia indifferente
  7. Quanto alla scena di seduzione di Manuela nei confronti i don Domingo, invece, ho un dubbio sulla ricostruzione storica dell'abbigliamento. Cosa indossa la ragazza sotto la vestaglia? Sembrerebbe un c.d. bodysuit, ma dubito che nel XIX secolo questo capo esistesse e che, ove anche mi sbagliassi, una donna di rango lo potesse indossare. Si potrebbe trattare, piuttosto, di un corsetto. Ma non avrebbe dovuto, allora, essere accompagnato da "mutandoni" sino a mezza gamba? E', sia chiaro, un dubbio di scarsissimo rilievo, ma mi consente di domandare a @borden se, nel creare questa storia, lui e il disegnatore si siano interrogati anche su questo aspetto. Tanto più che, forse per la prima volta, nella saga del nostro ranger appare una modista...
  8. Ho letto solo ieri l'albo e stamane ho inziato a leggere i commenti, prima di postare il mio contributo. Giunto, però, alla quinta pagina di post, non mi trattengo dall'intervenire, anche se così facendo sono forse fuori tempo e fuori sincronia. Mi pare che quello che scrivono @borden, @Betta 53 e @Poe spieghi chiaramente la relazione tra Kit e Manuela; relazione, peraltro, che a me sembra piuttosto ben esplicata nelle pagine dell'albo. Kit e Manuela sono cresciuti, ma ancora non sono del tutto formati nel carattere e nelle esperienze; si piacciono, ma hanno dell'orgoglio da difendere; Manuela, dal canto suo, è ricca, viziata, umorale, e quindi i suoi comportamenti possono sembrare contraddittori. Ma davvero non avete frequentato, stimato, magari amato una donna che cambia più o meno repentinamente umore? Forse solo sul monte Athos non ci sono donne così (ma lì ci saranno uomini così, che non non siamo meno complessi di carattere ). Ovviamente, anche nell' '800, due ventenni che si piacciono fanno, se ne hanno occasione, quello che fanno anche i ventenni (e trentenni, e quarantenni, etc. ) di oggi. Il fatto che fossero più attenti alle apparenze non significa che non lo facessero e che un fumetto non possa farcelo intendere.
  9. Una storia senza dubbio ben scritta e ben disegnata. Ma per la quale per quanto mi riguarda, non è "scattata la scintilla". Forse perché mostra un Carson piuttosto pavido, ben lontano dall'eroe indomito che amiamo.
  10. Non sono entusiasta della storia, però l'ho letta con piacere e ho trascorso una buona oretta in compagnia del mio ranger preferito. Questo benché, come più volte ho già raccontato in questo forum, non ami l'irrazionale in Tex. Quindi, promuovo la storia; ma, siccome le osservazioni critiche che ho letto in questo topic, tra tutte quelle di @Leoe di @Diablero, mi sembrano corrette, mi auguro che le prossime storie sceneggiate da Ruju non si basino sul costante tentativo di sorprendere e lasciare spaesato il lettore. Approfitto per fare una domanda tecnica a @borden (i moderatori la spostino nell'apposito topic, se lo ritengono). Posto che il curatore ha l'incombenza di approvare i soggetti, una volta che questo sia stato approvato anche la sceneggiatura viene (o può essere) controllata prima che venga passata al disegnatore? O eventuali interventi sulla sceneggiatura sono rimandati alla fase di revisione della storia già disegnata? Grazie.
  11. La pubblicazione di Sull'alto Missouri mi aveva suscitato la curiosità di leggere questo cartonato. Quando, spulciando tra i volumi di una libreria alla ricerca di un buon regalo per un amico, me lo sono inaspettatamente ritrovato in mano, non ho resistito e l'ho acquistato. Devo dire che, lettolo, la valutazione complessiva è molto favorevole, sia per quanto riguarda i disegni, sia per i testi, asciutti e nervosi. Non sono, però, del tutto convinto del suo inserimento nella continuity di Tex Willer. Nel senso - cerco di spiegarmi meglio - che come episodio isolato (e forse a-canonico) ha un suo pregio; inserita in una narrazione più ampia, però, la vicenda narrata in Sfida nel Montana perde mordente e fascino.
  12. Non ci pensare! La mia impressione è leggermente diversa, nel senso che proprio Omicidio a Bourbon Street, insieme a Colorado Belle (per me la più bella storia del filone sopra/para-normale), dimostra la grande capacità di Boselli di rapportarsi ai filoni meno realistici di Tex. Vero è che, tra le innumerevoli grandi storie che ha scritto, a lasciare il segno sono state quelle più realistiche.
  13. Non si tratta, a mio giudizio, di storie destinate a rimanere fissate nella memoria degli appassionati di Tex. Quando si parlerà delle migliori storie scritte da Nizzi nessuno, penso, ricorderà Il segreto della missione spagnola. La storia, però, è solida, con una trama ben strutturata, con molti personaggi ben caratterizzati, con un Tex centrato e un Carson non macchiettistico. I disegni, a mio parere, sono adatti alla vicenda messa in scena da Nizzi, per quanto il tratto di Torti non soddisfi a pieno i miei gusti grafici. Più debole, a mio giudizio, Neve rossa. Forse ero io ad essere troppo stanco, quando l'ho letta. Ma ho avuto qualche difficoltà a districarmi tra i vari piani temporali. L'impressione è che potesse essere meglio articolata. Anche gli avversari di Tex mi sono sembrati fin troppo scalcinati. I disegni, poi, non mi sono piaciuti, e ritengo che il tratto di De Luca non sia adatto a Tex. In conclusione, un maxi decoroso, ma non brillante.
  14. Non mi dilungo molto a commentare questa avventura di Tex e dei due Kit, perché il coro quasi unanime di lodi è, secondo me, pienamente meritato. Carson torna a vestire il saio, e il risultato è - come nella prima occasione - grandioso. I dialoghi sono brillanti, la trama articolata. A quest'ultimo proposito, rilevo che in altro topic si è sviluppato un ampio dibattito che prende le mosse da un'intervista di Nizzi. Ebbene, l'Autore sostiene che le storie di Tex, sin da quando le scriveva GLBonelli e anche con lui al timone, si sviluppano su un canovaccio standard, su cui si innestano poi delle variazioni. Ma, a mio giudizio, la lettura de La leggenda della vecchia missione e delle altre grandi storie sfornate da Nizzi nella prima metà degli anni '80 smentisce clamorosamente il suo pensiero: come si fa a sostenere che queste grandi avventure abbiano tutte lo stesso canovaccio? (1) Menzione speciale per un Ticci sontuoso. (1) Ovviamente, tutte le storie di Tex seguono lo stesso schema, se questo viene ridotto alla sequenza: (1) situazione iniziale (Tex viene a conoscenza di una situazione problematica); (2) svolgimento (Tex risolve la situazione problematica); (3) conclusione (Tex torna a percorrere la sua strada lungo le strade polverose del West).
  15. "Altra osservazione: Tex non aveva mai compiuto tante stragi come fa oggi. Qui forse entra davvero in ballo la mia età avanzata, che mi porta a preferire i film western classici a quelli superviolenti di oggi. Può darsi che i lettori odierni richiedano alti tassi di violenza, ma, certo, la violenza è anche una scorciatoia troppo facile per risolvere le situazioni". Il caso ha voluto che abbia letto proprio in questi giorni La leggenda della vecchia missione. Ebbene, quella storia si conclude con Tex che mina il fianco della montagna con la dinamite e lo fa franare sulla banda di Manuel Pedroza, uccidendo tantissimi uomini. Forse il grande Nizzi ricorda male...
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.