Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

F80T

Cittadino
  • Posts

    284
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    9

F80T last won the day on August 18

F80T had the most liked content!

Profile Information

  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    382
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Dinamite

Recent Profile Visitors

2,522 profile views

F80T's Achievements

Community Regular

Community Regular (8/14)

  • Dedicated
  • First Post
  • Collaborator
  • Week One Done
  • One Month Later

Recent Badges

48

Reputation

1

Community Answers

  1. Anche io, leggendo l'albo, ho avuto la netta impressione di ritrovare i disegni di Monti, così diversi da quelli di tutti gli altri disegnatori che si sono avvicendati su Tex. A dire il vero, in una collana - Tex Willer - con una marcata continuità grafica, i disegni di Atzori risultano "diversi". Ma non per questo brutti. Storia semplice (ma non è un difetto) e fino ad ora godibile
  2. Difficile dire. Le butto lì, in ordine cronologico: -) La cella della morte; -) L'uomo con la frusta; -) Il passato di Carson. Troppe, però, sono quelle che rimangono fuori...
  3. Dopo alcune prove opache, la mia opinione è che Ruju abbia ritrovato l'abituale qualità, sfornando due storie gradevoli, cioè il bis estivo e questo Color. Ho trovato la storia ritmata e briosa e mi è piaciuto il Tex sorridente e paterno delle ultime vignette. Segnalo, tra gli elementi fortemente positivi, il ruolo di primo piano assegnato a Kit. Avevo apprezzato già sul Texone il tratto di Laura Zuccheri, che si è confermata molto adatta a disegnare le avventure del nostro ranger.
  4. Storia piena di noia e di sbadigli, con una trama impalpabile come quella de Il medaglione spagnolo, purtroppo indegna chiusura della carriera di sceneggiatore di GLBonelli. I disegni di Galep sono ancora buoni, benché si vedano - soprattutto in alcune vignette - i segni dell'età. Interessante, invece, la scelta di rompere la gabbia bonelliana. Era già avvenuto, come già da altri ricordato, per Gli sterminatori, ma rimane comunque - per l'epoca - una scelta coraggiosa.
  5. Non vorrei alimentare la "circolarità" della discussione, in cui ognuno ribatte alle alle valutazioni che non condivide ribadendo le proprie opinioni, già in precedenza espresse. Però devo nuovamente intervenire perché mi sono reso conto di non aver preso posizione su un aspetto importante, e cioè il sacrificio di Tom. Secondo me è proprio il termine "sacrificio" a descrivere adeguatamente la scena. Tex non abbandona un amico in difficoltà. Tanto meno espone l'amico al pericolo. Qui è Tom che liberamente sceglie di sacrificarsi per un ideale, quello di eguaglianza tra le razze, nel contesto della guerra civile ("Addio Tex!... Se un giorno i miei fratelli di razza saranno liberi, lo dovranno anche a uomini come voi! E adesso quei maledetti schiavisti vedranno come un bastardo muso di carbone sa vendere la propria pelle!"). E dunque Tex, capita, seppur in ritardo, la volontà di Tom, resosi conto dell'impossibilità di intervenire, lascia che l'uomo si offra al fuoco nemico e muoia libero, dopo essere vissuto da schiavo e dopo aver dovuto nuovamente farsi schiavo, seppur per ragioni tattiche. Ecco perché, a mio giudizio, la scena è del tutto canonica e in linea con la personalità di Tex. Ovviamente, lo sceneggiatore avrebbe anche potuto fare delle scelte diverse. Ma quella che commentiamo è la scelta in concreto operata, che a me risulta coerente con la saga e connotata da accenti addirittura lirici.
  6. Forse hai ragione tu, @Leo. Ho commentato a caldo, e probabilmente le mie sensazioni, soprattutto sul finale amaro, si debbono adeguatamente sedimentare. Prima di riporre gli albi, quindi, rileggerò le ultime pagine, per cercarvi la poesia che tu, ma anche altri preparati lettori, leggete in quelle scene.
  7. Ed eccoci a commentare Fuga da Anderville, che la vampata polemica dei giorni passati mi ha indotto a leggere per la prima volta. Parto con un dato che mi pare ampiamente condiviso, e cioè la maestosa bellezza dei disegni; ma vengo presto a parlare del soggetto e alla sceneggiatura. Sul piano generale, cito quanto ho già scritto commentando Tra due bandiere: "il fatto che Nizzi abbia tradito le parole pronunziate da Tex a conclusione dell'albo Tramonto rosso, penso che questo rientri nella normale fisiologia di una serie così lunga. In fondo, GLBonelli ha ambientato una nuova storia durante la guerra civile quando questa era già stata già rappresentata nella serie diversi anni prima". Ciò premesso, il soggetto è molto interessante e la storia acchiappa sia come giallo, sia sul piano emotivo. La vivisezione cui è stata sottoposta rischia di farne perdere la visione di insieme: salve le ultime pagine, su cui dirò ultra, il complesso delinea un Tex che è veramente e Tex, con allo sfondo una guerra brutale (non è necessario far vedere i palazzi in rovina: è l'animo abbrutito delle persona a disegnare l'orrore, senza contare la mostruosità del campo di concentramento). E' vero che il nostro eroe spara a diversi soldati confederati, ma anche qui lo fa solo per difesa, così come avrebbe fatto con chiunque stesse cercando di fargli fare indigestione di piombo. Non mi pare corretta l'analisi che vede i sudisti dipinti tutti come mostri. Innanzitutto, è chiaro che lo sceneggiatore ci fa vedere solo una parte della realtà; inoltre, a me la storia suggerisce soprattutto che gli orrori bellici rendono cattive o quanto meno indifferenti anche le persone normali. La scena che, a mio giudizio, reca di più questa impronta è proprio quella in cui i soldati confederati lanciano i cadaveri dei nordisti nella palude. Rimane il finale. Su quello penso che abbiano ragione coloro che lo ritengano fuori registro. Innanzitutto, le pagine conclusive disegnano un Tex sconfitto. Altre volte ciò succede nella serie: penso in particolare a Le colline dei Sioux o, in qualche modo, a Patagonia. Ma in quei casi Tex riesce ad evitare disastri più grandi. No. In questo caso, la sconfitta è totale e amara, un po' come quella di La strage di Red Hill di Nolitta. Ecco, secondo me non si può presentare un Tex perdente, che rimane per tanti anni dubbioso sulla moralità di John Walcott e poi riceve impotente la confessione dello zio. Anche la reazione del nostro eroe alla confessione del vecchio politico non è in linea con il personaggio: Tex non strilla inerme! Dunque, è stato un grave errore da parte dello sceneggiatore metterlo in una posizione di impotenza; altrettanto grave è che lo si faccia reagire in maniera isterica, senza assicurargli un contegno adeguato al suo personaggio. Concludo dicendo che, per le ragioni elencate, non so che voto attribuire alla storia (il 10 meritato per circa 200 pagine o il 2 della conclusione?). Mi asterrò, dunque, dal rispondere al sondaggio iniziale. P.S. - L'assenza di @Diablero rende il forum più povero, vista la sua ammirevole competenza; però, pur astenendomi da metter becco sulle sanzioni irrogate, ritengo che sia compito di ciascuno evitare di avvelenare il pozzo della discussione texiana, da cui tutti ci abbeveriamo.
  8. La camicia di Tex non può che rimanere gialla, salvo che per le storie ambientate nella sua giovinezza, in cui è preferibile che sia rossa. Si potrebbe, però, aggiustare il tono del colore, per renderlo meno appariscente. D'altra parte, come può il nostro eroe appostarsi cercando di rimanere invisibile, se il colore della sua camicia è simile a quello delle bande catarifrangenti che indossa la Polizia stradale quando fa i posti di blocco notturni? Quanto a Kit Willer, io non sopporto la combinazione dei colori con cui viene vestito. Come già scritto in altra occasione, preferisco piuttosto la camicia rosa e i pantaloni nocciola con cui è rappresentato da Villa sulla copertina di Ritorno a Culver City. Ma, probabilmente, la versione più credibile è quella della copertina di Tex 500: pantaloni nocciola, camicia e pettorale rossi, fazzoletto verde.
  9. La fiamma polemica dei giorni scorsi mi ha convinto a scendere in cantina e recuperare Tra due bandiere e Fuga da Anderville, che non aveva mai letto, pur possedendone gli albi, acquistati allorché avevo deciso di completare la collezione dei Tex. Al momento in cui scrivo, ho letto solo il primo racconto. Effettivamente, per gran parte della storia, si è di fronte a un western trapiantato in un contesto di guerra. Ma la trama scorre via benissimo e la vicenda emoziona. Il finale, poi, è un grandioso manifesto contro la propaganda bellicista. Non concordo con @Barbanera allorché afferma che Tex uccide senza problemi tanti bifolchi in divisa grigia. In realtà, mi pare che Tex spari e uccida solo per legittima difesa, propria o altrui. Anzi, tanto nell'episodio del battello, tanto nell'episodio del forte, il nostro eroe corre fortissimi rischi pur di portare a termine l'azione di sabotaggio senza uccidere soldati confederati. Venendo ad uno degli argomenti di polemica, e cioè il fatto che Nizzi abbia tradito le parole pronunziate da Tex a conclusione dell'albo Tramonto rosso, penso che questo rientri nella normale fisiologia di una serie così lunga. In fondo, GLBonelli ha ambientato una nuova storia durante la guerra civile quando questa era già stata già rappresentata nella serie diversi anni prima. Non è forse questo un "tradimento" di ciò che era stato? Però la storia è così bella che io di certo non me ne lamento. Anche Boselli, pur essendo custode dell'ortodossia texiana, è costretto a "tradire" la storia della saga pur di donarle nuove interessanti avventure. Per esempio, la lettura di Tra due bandiere mostra un Tex che, pur contrario alla guerra, prende piena consapevolezza degli orrori bellici solo dopo aver assistito alla morte di Rod. E però Boselli ci ha fatto sapere che all'epoca Tex aveva già partecipato alla guerra contro i Seminole in Florida, prima da arruolato, quindi da disertore. Quella (bellissima) storia scava, quindi, sotto le fondamenta della credibilità del Tex di Tra due Bandiere, perché all'epoca della guerra civile egli conosceva già l'inferno in cui il suo Paese stava precipitando. Allo stesso modo, avendo sentito (e, mi pare, apprezzato) un discorso di Lincoln diverso tempo prima, diventa retrospettivamente un po' superficiale la maledizione da lui rivolta a tutti i politici, che con le loro chiacchiere hanno seminato odio e incomprensione tra la povera gente. Boselli deve, per queste ragioni, essere esecrato? Niente affatto! In più occasioni io stesso ho evidenziato alcune contraddizioni, ma sono disponibile a delle torsioni nello sviluppo della saga, pur di leggere belle storie.
  10. Una dolce sera di agosto, dopo aver passato il pomeriggio a concludere la lettura di un saggio che mi interessava per ragioni lavorative e aver studiato un paio di articoli scritti, ahimé, in lingua inglese, ho trascorso un'oretta gradevole leggendo L'eredità del bandito. Mi è, però, venuto difficile condividere le mie impressioni con il forum perché la discussione dedicata alla pubblicazione era animata dalla questione, di primaria importanza e di impossibile soluzione, sull'ubi consistam della texianità. Io non saprei dare una risposta al problema; ma ritengo, dopo molti anni di letture della saga di Aquila della Notte, di saper dire quando il tizio con la camicia gialla rappresentato in un albo non è Tex. Ebbene, nel racconto di Ruju il tizio con la camicia gialla è Tex. O meglio: potrebbe anche non essere Tex, e la storia filerebbe lo stesso. Ma ritengo che nessuno possa affermare che le caratteristiche del personaggio rappresentato ne L'eredità del bandito non siano compatibili con quelle del nostro eroe. Tanto, direi, mi basta, visto che l'albo in questione non è destinato a rimanere quale architrave della saga, ma solo una piacevole storia ordinaria. Ed ecco, il vero difetto dell'albo è che interrompe bruscamente e ingiustificatamente la sequenza della serie gigante del Tex. Se era proprio necessaria una doppia uscita nel mese di luglio, tanto sarebbe valso - come già evidenziato da qualcuno - accelerare le uscite degli episodi della saga di Mefisto, collocando questa storia in coda. Poco da dire sul capitolo dei disegni, se non che a me non sono dispiaciuti, benché quelli del Texone siano migliori. Altro punto dolente, però, è che consentire la rapida uscita del Texone e di una storia ordinaria a firma di Freghieri finisce per privare l'albo speciale della sua peculiarità, e cioè quella di ospitare grandi disegnatori estranei alla tradizione di Tex o disegnatori della serie che vengono premiati per la loro qualità. Allo stato, Freghieri non rientra in nessuna delle due categorie.
  11. La storia è praticamente incommentabile, essendo, insieme a Il Totem Misterioso, l'architrave su cui si regge l'epopea del Tex. Il mito non può essere recensito. Nel rileggerla, però, mi sono domandato come farà Boselli, quando dovrà riprenderla in Tex Willer, saga così attenta al dato storico. Oltre ai Navajos che vivono nei tepee con i caschi di piume e i Piedi Neri loro alleati, vi sono anche i rangers in divisa. Inoltre, se la Durango in cui l'avventura è ambientata è la cittadina attualmente esistente in Colorado, ho letto che essa è stata fondata solo nel 1880. Il grande GLBonelli poteva dedicarsi all'Avventura, infischiandosene di questi dettagli. Ma Boselli sa che lo aspetteremo tutti, magari inconsapevolmente e con aspettative diverse, con i fucili spianati. Sarà meglio mantenere Piedi Neri e rangers in divisa? O forse occorrerà correggere gli errori storici? Qualunque sia la scelta, qualcuno sarà scontento...
  12. Per quel che può valere, sul punto sono d'accordo con Boselli. Ho letto il Texone nella giusta inconsapevolezza degli interventi redazionali e l'ho trovato piacevole. Quello che successivamente ho letto mi interroga sull'attuale validità della mia valutazione. Ma io ritengo che l'opera da valutare sia il volume così come uscito in edicola. E a me è piaciuto. Storia articolata ma assolutamente canonica, con Tex che fa Tex, Carson che gli dà manforte e i cattivi che vengono pian piano fatti fuori, secondo uno schema usato - in alcune storie - anche da GLBonelli (mi viene in mente Trapper, in cui Tex affronta e sbaraglia una sequenza di antagonisti). E' una storia poco originale? Forse. Ma, d'altra parte, non vengono forse criticati gli Autori (e Boselli è, piuttosto ingenerosamente, spesso bersaglio di queste critiche) che danno di Tex un'interpretazione personale? Rimane da affrontare il capitolo disegni, su cui - però - mi pare che si sia tutti d'accordo: sono splendidi. Ma, più in generale, penso che si possa essere del tutto soddisfatto dei disegnatori via via chiamati a disegnare il Texone
  13. Tante volte ho letto che L'uomo con la frusta è uno dei capolavori che Nizzi ha sfornato per la saga di Tex. Finalmente sono riuscito a leggerla e devo dire che effettivamente questa è, con tutta probabilità, la migliore storia del ranger da lui sceneggiata. A mio modesto avviso, la specialità di questa avventura è che i suoi possibili punti di debolezza sono, in realtà, elementi forti della narrazione. Tex è al muro, in attesa di essere fucilato. Il finale è scontato. Ma il modo in cui il nostro eroe affronta un momento così solenne e terribile è tuttaltro che banale, ma piuttosto è veramente emozionante e memorabile. Carson beve come una vecchia spugna e maltratta gratuitamente un avventore del saloon in cui si trova. Ma la scena non è fuori dal canone. Al contrario, descrive eccezionalmente bene l'affetto fraterno che lega i due ranger. Oliveria origlia i colloqui tra Tex prigioniero e i suoi pard? In questo caso non ci troviamo di fronte alla scorciatoia narrativa di cui poi Nizzi ha fatto abuso, ma davanti al motore dell'ulteriore sviluppo della vicenda. Nella seconda parte della storia il ritmo rallenta e i fatti si avviano naturalmente verso un esito vittorioso. E' l'effetto della sagacia strategica di Tex, quella che aveva già dimostrato, per esempio, in Vendetta indiana e in Sangue navajo, e che ritornerà ne Le colline dei Sioux. Tex e Carson pestano Brooke e Cantrell ormai inermi? Ma Tex non è uno sbirro, è un giustiziare, e, insieme al suo pard, fa la cosa più GLBonelliano che c'è. Insomma, in questa storia trovo tutto a suo posto, ivi compresi gli splendi tratti di Fusco e Civitelli, così diversi tra di loro eppure entrambi così evocativi.
  14. Penso che @Jeff_Webersi riferisse a Il killer fantasma
  15. Questa la so! Tex gigante n. 1, nella storia su El Diablo. Presenta Tex a Mr. Marshall
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.