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TWF - Tex Willer Forum

Magico Vento

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About Magico Vento

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  1. SPOILER Spettacolare speciale di Boselli & De Angelis, con il primo che evidentemente non ne aveva abbastanza di sfornare gioielli su Tex, Tex Willer e Dampyr anche quest'anno e si è "inventato" questo speciale estivo che, secondo me, più speciale di così non poteva essere, tanto la storia e i disegni mi hanno entusiasmato. Partiamo dunque dalla storia, che, come ho detto, è un ennesimo, piccolo capolavoro Boselliano: una storia veramente ben ideata, ben strutturata e ben scritta. La storia nasce con lo scopo di giustificare l'apparente incongruenza tra il "potente" Mefisto della recente storia Pinkerton Lady e il Mefisto, molto più "debole" e privo dei poteri della storia di Boselli (benché essa sia cronologicamente precedente), nella sua prima apparizione sul numero 3 della serie, Fuorilegge. Ebbene, secondo me, l'autore riesce a trovare una spiegazione convincente e plausibile con un racconto che si va perfettamente a inserire nella continuity, riprendendo alla perfezione i fili narrativi legati a Mefisto. Ma l'aspetto che forse mi ha più fatto apprezzare l'episodio è la sua trama inconsueta e insolita per essere una storia di Tex, con pochissime sparatorie (buona parte degli spari, tra l'altro, avvengono durante gli spettacoli di magia di Mefisfo) ma con molti intrighi e magie che la rendono assolutamente avvincente. Questa storia ha, secondo me, fatto risaltare ulteriormente le capacità di sceneggiatura di Boselli, capace di tenerti incollato per 130 pagine senza bisogno di sparatorie e con una bassa dose di azione. Ci sono anche molti dialoghi, ma sempre scritti benissimo e mai noiosi. E poi questa storia si è resa più memorabile perché il buono muore. Eh sì, benché sia una storia di Tex, il buono (non il protagonista), cioè il Detective Tayman, fa una (inevitabile) brutta fine a causa di Steve e della sorella Lily (tra l'altro, davvero interessante come ci vengono raccontati l'incontro tra i due fratelli e il loro sodalizio criminale). Se Tex fosse una saga cinematografica, questo lo vedrei benissimo come uno spin-off incentrato sul cattivo che ne sveli i retroscena. Bellissimo infine l'epilogo, con il cameo conclusivo di Tex e con le due vignette finali splendide. Ci sarebbero altre cose da dire, tanto la trama è appassionante e densa di avvenimenti, ma mi posso fermare qui perché tanto si è capita l'antifona. De Angelis si trova a perfetto agio nelle ambientazioni principalmente cittadine di questo episodio e, come al solito, disegna delle tavole che sono una gioia per gli occhi. Uno degli aspetti che apprezzo di più è la grande espressività dei volti. Discreta la cover di Dotti, essenziale ma allo stesso tempo efficace. Storia: 9 Disegni: 10
  2. Storia di Ruju e Prisco che, trovandosi in mezzo a due kolossal boselliani, non può che essere ritenuta un riempitivo; un riempitivo discreto, a dirla tutta, ma non privo di difetti. La forza della storia sta, secondo me, nel soggetto, semplice ma abbastanza efficace: un vecchio indiano, Quercia Rossa, che ha perso la voglia di vivere, ritrova forza e motivazioni per la sua vendetta, e, per compierla, si serve delle stesse armi dei suoi avversari. Insomma, niente di eccezionale né di così innovativo, ma nella sua semplicità funziona. Per quanto riguarda il cattivo dell'episodio, Chogan, devo dire che mi aveva fatto una buona impressione nella sua prima e tenebrosa apparizione; bello anche il flashback sul suo passato, che lo umanizza un po'. Tuttavia nel finale si "sgonfia" totalmente, venendo sconfitto con troppa facilità da Quercia Rossa. Inoltre, non viene spiegato quale sia l'effettivo scopo della sua sanguinaria banda. Bella invece la complessa figura del ragazzino indiano che rimane affascinato da Chogan e vuole diventare come lui. La storia è molto scorrevole, come tutte quelle di Ruju, ma presenta anche qualche intoppo e qualche forzatura. Assurda la scena in cui Tex e Quercia Rossa discutono di fronte alla madre dicendo che devono far fuori il figlio Chogan ("È un cane rabbioso!"/"E noi lo fermeremo."), per poi chiederle se può aiutarli! Forzatissima invece la scena nel finale in cui a Carson è bastato vedere il torrente per capire che Tex e gli altri sarebbero usciti da lì... Nel finale si percepisce anche una certa fretta dell'autore nel chiudere la storia viste le poche pagine a disposizione. Insomma, nel complesso è un episodio che rimane nella discreta media di Ruju e che probabilmente dimenticherò presto. Sono un grande ammiratore di Prisco e anche qui non mi ha deluso. In questo episodio, ho trovato il suo stile più sintetico e "nervoso" (con qualche influsso Milazziano e Parloviano), ma comunque alquanto convincente. Ho però trovato anche qualche vignetta non leggibilissima e qualche primo piano non completamente riuscito. Ottime le due copertine di Villa, in particolare la prima. Storia: 7 Disegni: 9-
  3. Una lunghissima storia di Boselli che si può riassumere con un solo aggettivo: splendida. Innanzitutto, magnifica l'ambientazione, che mi ha ricordato soprattutto le memorabili atmosfere della storia che diede inizio al "Rinascimento" zagoriano, "L'esploratore scomparso", ma anche ovviamente le storie texiane "Sulle piste del nord", "Nei territori del Nordovest", "I demoni del nord" e "Alaska!", tutti episodi a cui questa vicenda si collega in un modo o nell'altro. Come al solito, è la coralità a fare da padrona nella vicenda creata da Boselli. Indimenticabile, in particolare, il personaggio di Tornuak, che da temibile e tenebroso avversario si rivelerà un importante alleato dei nostri nel finale. Ho però trovato anche un difetto (cosa alquanto strana) nella gestione dei personaggi, perché mi è parso che Jim Brandon sia un po' troppo trascurato e per niente protagonista della vicenda. Come al solito, invece, sono rimasto affascinato dalla magistrale gestione delle sottotrame attuata dal Bos. Non ne ho ancora parlato, ma ovviamente l'idea alla base di quest'avventura (la ricerca delle navi "perdute" Erebus e Terror) è originale e alquanto intrigante. Bellissima la parte in cui viene letto il diario del capitano della Terror, in cui Boselli e Bruzzo rievocano con grande realismo parte della storia dei marinai delle due navi. Bei nemici i Mahaha (che ricordano un po' i Demoni del Nord dell'omonima storia), anche se era facile dedurre la loro origine. Ho apprezzato moltissimo l'atto finale di questa lunga epopea: splendida la resa dei conti al campo dei Mahaha, con il duello tra Tornuak e l'orso bianco; spettacolare, poi, la scena in cui la Terror si inabissa. Ma non è finita qui: magistrali e indimenticabili le due tavole finali, un grandissimo colpo di genio del Bos! Impossibile pensare a un epilogo più spettacolare. I disegni di Bruzzo mi hanno un po' spiazzato, perché li ho trovati privi di uno stile unico e definito: dopo un primo albo di forte ispirazione ticciana (comunque apprezzabile l'omaggio al Ticci di "Sulle piste del nord"), nel secondo ho visto un alternarsi di volti ticciani e villiani. Forse solo negli ultimi due albi si è visto uno stile più uniforme e caratteristico del disegnatore. Pur avendo dunque trovato i disegni un po' altalenanti, devo dire che sono più che discreti. Auguro a Bruzzo di trovare uno stile più personale e "definitivo". Superlative le quattro cover di Villa. Difficilissimo scegliere la migliore: forze quella che preferisco è la prima (che mi ricorda la copertina di "Tamburi di guerra"), ma anche le altre tre non scherzano! Storia: 9+ Disegni: 7,5
  4. I miei voti: Alla ricerca delle navi perdute (miglior storia) La campana nella nebbia (miglior copertina) Tornuak (miglior personaggio)
  5. I miei voti: SERIE REGOLARE MENSILE Storia: Alla ricerca delle navi perdute Copertina: Alla ricerca delle navi perdute Personaggio: Tornuak SERIE "TEX WILLER" Storia: Bandera! Copertina: I Pionieri del Montana Personaggio: Sceriffo Page SERIE SPECIALI Storia: L'ultima missione Copertina: Il killer fantasma Personaggio: Joe Beauregard
  6. Concordo assolutamente. L'illustrazione è questa:
  7. Gran bel maxi questo "Mississippi Ring" realizzato dall'affiatata coppia Manfredi/Rotundo. La storia di Manfredi mi è innanzitutto parsa piuttosto originale, dato che non è una classica storia western dallo sviluppo prevedibile e non mi ha neppure dato l'idea di "già visto". La sceneggiatura mi è sembrata piuttosto solida e ho trovato ottima la gestione di azione e dialoghi, entrambi ben dosati in modo da rendere intrigante la vicenda. Ben caratterizzati anche i numerosi personaggi dell'intreccio. Belli i flashback sulla Guerra Civile, in cui, oltre a dare un background più completo del colonnello Dickinson e del sicario Drunky, viene mostrata tutta l'insensatezza dei massacri e delle carneficine avvenute. Infatti, come in numerose storie di Manfredi, sono presenti anche critiche e messaggi sociali/politici: oltre all'insensatezza della guerra, un esempio è la denuncia della corruzione e del malaffare. Ben riuscita, inoltre, la tesa sequenza finale in cui vengono scortati i testimoni in tribunale attraverso la città. Splendide le ultime due tavole finali, che chiudono alla grande questo piacevolissimo episodio. Rotundo non è mai stato tra i miei disegnatori preferiti, però è comunque un grande artista che qui realizza un buonissimo lavoro. Un aspetto positivo che ho notato è la sua capacità di realizzare volti molto diversi tra loro (non come altri disegnatori che realizzano volti molto simili che variano solamente per baffi, barba, capelli) e per questo perfettamente riconoscibili. Rotundo se la cava alla grande anche nel realizzare le complicate scene con i vari battelli in battaglia tra loro. Per una volta si possono tirare le orecchie anche a Villa, che realizza una figura abbastanza sproporzionata di Tex in copertina, mentre tutto il resto bisogna riconoscere che, come al solito, è realizzato veramente bene. Storia: 8 Disegni: 8
  8. IL SEGRETO DELLA MISSIONE SPAGNOLA Nizzi realizza qui il classico compitino, accettabile e sufficiente ma per nulla memorabile. La storia, molto classica, è sempliciotta e trovo che, come in tutte le ultime scritte da Nizzi, l'azione sia anche un po' troppa (ma qui almeno non si arriva fortunatamente al cosiddetto "pim pum pam"). L'unico elemento che la fa andare un po' oltre la semplice sufficienza è l'idea del padre anziano che cerca il figlio bandito disperso, che ho trovato interessante. Anche il finale quasi paradossale, con il rapinatore che incassa la ricompensa per aver restituito il denaro che aveva rubato, non mi è dispiaciuto. Il resto della storia, pur non essendo noioso (i dialoghi sono pochi e l'azione, come detto prima, tanta), non presenta neppure pathos, momenti memorabili o qualche sussulto: insomma, mi è parsa un po' piatta. Tuttavia, nei dialoghi e nella sceneggiatura Nizzi se la sa ancora cavare abbastanza e il risultato è complessivamente promosso. Un Torti ticciano ai disegni non mi ha entusiasmato, anche se forse qui mi è piaciuto più che sui vari Martin Mystère. I volti sono pessimi, mentre gli ambienti vanno decisamente meglio; buono pure il dinamismo. Storia: 7- Disegni: 6,5 "Neve rossa", la seconda storia del Maxi, quella più breve, è invece scritta da Ruju. Il soggetto è semplice e classico, ma Ruju si "riscatta" con una sceneggiatura molto buona, dal giusto ritmo e della giusta dose di azione e tensione. Quindi il risultato è piacevole, ma facilmente dimenticabile, vista anche l'assenza di colpi di scena particolarmente sorprendenti e scene degne di nota. Positivi i disegni di De Luca, seppur un po' altalenanti: si alternano tavole con sfondi e personaggi davvero belli ad altre meno leggibili e con i visi delle persone non fatti benissimo. Storia: 7- Disegni: 8- Bella la copertina di Villa, anche se poco pertinente con le storie all'interno.
  9. Che storia! "La cella della morte", dalla mole di ben 511 pagine, è probabilmente la vicenda più complessa creata da Gianluigi Bonelli per Tex, un capolavoro assoluto di ritmo narrativo, intreccio e suspense. Partiamo subito dalla sceneggiatura e dai dialoghi: entrambi perfetti. La storia, nonostante i balloons non siano pochissimi, è scorevolissima, grazie alla bravura di GLB nello scrivere dialoghi. La storia parte con un misterioso uomo d'affari di Flagstaff che ordisce un diabolico complotto per accusare Tex di omicidio e mandarlo in carcere, in modo da poter impadronirsi dell'oro dei Navajo. Memorabile la scena ricca di pathos in cui Tex, prima di entrare nel carcere di Vicksburg, si separa dai suoi pards: Molto belle le scene all'interno del carcere, soprattutto quando Tex fa lo spiritoso e lo spavaldo con lo spietato capocarceriere Murdock (divertentissime le sue prese in giro, come "Se invece che in una galera tu fossi in un circo, con una grinta come la tua avresti un successone"!). Anche gli altri pards sono gestiti alla perfezione e grintosissimi; da manuale pure la scena all'inizio della storia in cui Tiger, dopo aver saputo dell'arresto di Tex, dà del serpente a sonagli a Myra e, alla reazione furiosa di questa, le risponde: "Calma, donna bianca! Dopotutto, toccherebbe ai serpenti a sonagli offendersi per il paragone"! I personaggi di contorno, numerosissimi, sono ottimi: dalla femme fatale Myra al perfido Murdock (un cattivo davvero odioso), da Clem a Victorio, da Finney a Fred Redwood, senza dimenticare Marcus Parker, l'uomo di Flagstaff, che pur dimostrandosi un "signor nessuno" al termine della storia, per me è uno dei migliori nemici mai apparsi su Tex. Nonostante la complessità della storia, Bonelli padre non perde mai le redini della sceneggiatura e non incorre in grosse incongruenze o buchi di trama, firmando così una Pietra Miliare del tutto priva di difetti della saga di Tex. Mi sono piaciuti i disegni di Nicolò: semplici, ma precisi, curati e leggibili. Peccato che in alcune vignette si noti anche il tratto di Gamba (non accreditato), il cui stile non mi piace proprio. Galep realizza delle grandi copertine; quelle che preferisco sono "In nome della legge" e "L'ombra del patibolo". In conclusione, una delle tre migliori storie scritte da Gianluigi Bonelli in tutta la sua grandiosa carriera. Storia: 10 Disegni: 8
  10. Uno speciale davvero bello e dalla formula assai intrigante. Non era semplice inserire su Tex le storie di fantasmi natalizie tipiche della tradizione anglosassone, eppure Boselli, con l'aiuto al soggetto di Nucci e Gualtieri, ci è riuscito con successo. L'avventura "cornice" è senza dubbio ben sceneggiata e ritmata e con anche qualche bel colpo di scena, ma il vero piatto forte dell'albo sono i tre brevi racconti horror inseriti al suo interno. Il mio preferito è il secondo, "La storia della strega", ma tutti e tre sono ottimamente riusciti. Il primo, brevissimo racconto, "La storia del fuggiasco", ha una trovata finale semplice ma alquanto efficace che lo rende molto inquietante. Il secondo, come ho detto, è il mio preferito, forse perché è il più articolato dei tre (si snoda anche su due piani temporali); i colpi di scena sono splendidi e agghiaccianti. L'ultimo, "La storia dell'ombra", ha alla base, come il primo racconto, una semplice ma forte idea horror e nel finale raggiunge dei picchi di tensione notevole. Altamente spettacolare anche il finale della storia cornice, che lascia un bel tocco di mistero intorno alla figura del vecchio. I disegni di Ghion sono molto validi, adattissimi sia alle atmosfere western (ben ricreata l'ambientazione nevosa) sia in quelle horror. Il suo buonissimo lavoro è valorizzato nei racconti brevi da una colorazione in bicromia molto riuscita. Discreta la cover di Dotti. Storia: 8,5 Disegni: 8,5
  11. "Fuga da Anderville" e "Gli invincibili" sono proprio le prime che mi sono venute in mente, assieme a "Il passato di Carson", "La grande invasione" e "I sette assassini".
  12. Mah!... Mi stupisce sempre leggere questi commenti sul forum a proposito delle storie di Boselli, sia di Zagor che di Tex. Boselli nelle sue avventure più ambiziose e con le trame più articolate (le sue migliori) costruisce storie corali, in cui affianca all'eroe una serie di personaggi e comprimari ben caratterizzati e interessanti, che contribuiscono alla risoluzione della vicenda insieme all'eroe principale. Ormai è abbastanza assodato questo. Fa così dal 1994. Come dice Virgin, è un po' come lamentarsi che nelle storie di Manara si vede la fxxx. Poi uno può legittimamente preferire altri tipi di storie, in cui tutto ruota sempre e solo attorno all'eroe, ma dire che qui Zagor non fa niente... a p. 32 e seguenti Zagor e Cico combattono contro i Comanche. Vengono sopraffatti da forze preponderanti, sì, ma dopo una lunga lotta a p. 76 e seguenti Zagor fugge dal campo comanche per salvare dei coloni dal saccheggio. Riesce a salvare i due bambini e la madre da solo, poi, sì, lo aiuta anche Lupo Grigio, ma non dimentichiamo che non siamo a Darkwood. a p. 118 e seg. Zagor discute con Lupo Grigio cercando di convincerlo a unire le varie tribù per trattare la pace ed evitare la guerra. Più che chiacchiere direi che sono dialoghi fondamentali sia per capire la complessità della situazione storica, del conflitto tra Comanche, texani e messicani, sia per dare un carattere ai personaggi (se non approfondisci i dialoghi come fai a dare una psicologia e uno spessore a un personaggio?). - a p. 130 e seg. Zagor arriva a Bandera dove viene arrestato poi rilasciato. Tutti contro uno... che doveva fare? - a p. 180, dopo aver dialogato con Rose, suo padre e gli altri (facendoci conoscere il loro carattere e la loro mentalità) Zagor parte in missione di pace ma i cacciatori di bisonti rovinano tutto e Zagor si prende una botta in testa senza riuscire a salvare i suoi compagni. - poi ci viene raccontata la storia sentimentale di Adam Crane e la vicenda di Juan e dei messicani, e solo qui Zagor sparisce un po'... - ma a p. 256 e seguenti torna Zagor e salva Cico, Orso Nero e gli altri comache dai messicani. Lunghi combattimenti di Zagor insieme a Orso Nero. - a p. 307, dopo aver seguito le disavventure di Adam Crane, si torna a Zagor e ai suoi propositi di pace, nonostante tutto. Cico gli dice che qui in Texas non lo conosce nessuno e il suo parere non conta un accidente, ma Zagor non demorde. - a p. 323 Zagor torna a Bandera e libera Adam Crane (e meno male che non fa niente!) e insieme ai comanche fugge inseguito dai rangers. - a p. 371 ancora una volta Zagor cerca una tregua, vuole parlamentare, si pone come mediatore e ce la fa. Il punto è questo: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se si vuole una storia complessa, con bei personaggi, tendenzialmente realistica, che descriva un popolo indiano e un periodo storico non in modo superficiale, per forza di cose l'eroe perde un po' della sua centralità. Ma a vantaggio di tutta la vicenda e della trama. Uno Zagor che fa tutto da solo e risolve tutto sarebbe stato poco credibile, togliendo realismo a una storia che - come detto - vuol essere tendenzialmente più realistica del solito. "Fratelli di sangue" è un po' alla Gino D'Antonio di Storia del West (Zagor mediatore alla Bill Adams), ma allo stesso tempo perfettamente zagoriana. Bellissima e approfondita analisi, Poe, che condivido in pieno.
  13. Ottimo, secondo me, l'attesissimo team-up tra Tex e Zagor. La cosa che mi ha colpito di più è la bravura di Boselli nel presentare questo incontro all'interno della storia in maniera totalmente naturale, senza che ciò appaia forzato. Inoltre la storia funziona benissimo sia preso come episodio di Zagor che di Tex. Boselli riesce a utilizzare al meglio il breve spazio di cui dispone, come ha dimostrato altre volte in passato, e l'intreccio che crea è fenomenale, indipendentemente dalla lunghezza. Il Bos ci riserva il primo colpo di scena dopo sole 12 tavole: la notizia della morte di Lupo Grigio, che non mi aspettavo, mi ha subito colpito duramente. La vignetta finale con Zagor che si stringe nella giacca è di un'intensità notevolissima: forse questa toccante vignetta è la migliore di tutto l'albo. Ho poi apprezzato anche l'accenno alla vicenda della madre di Quanah Parker, Cynthia Ann Parker. Ottimi i dialoghi tra Zagor e Tex che mettono in luce le loro diverse e allo stesso simili (nel perseguire la giustizia) personalità. Infine, anche il finale aperto dell'episodio mi ha soddisfatto. Complimenti quindi a Mauro, che non ha deluso le aspettative, a mio giudizio. Spettacolare la prova ai disegni di Alessandro Piccinelli. Sono andato a rivedere alcuni "vecchi" episodi da lui disegnati e, in effetti, il giovane disegnatore ha fatto dei grandi miglioramenti. Non voglio dilungarmi troppo, dico solo che i suoi disegni non solo sono dettagliatissimi, ma anche molto dinamici. Bravissimo. La copertina, stroncata quasi all'unanimità, non è piaciuta nemmeno a me. I volti di Dotti non mi sono mai piaciuti molto, però qui vi sono dei difetti evidenti, come negli occhi di Tex che non sono allineati. Anche la figura di Zagor lascia un po' a desiderare. Peccato, altrimenti l'albo sarebbe stato perfetto in ogni aspetto. Storia: 8,5 Disegni: 10
  14. Nonostante "Furia rossa" sia una bellissima storia e una delle migliori di Nizzi (e nonostante Tiger sia il mio pard preferito), preferisco "Il passato di Carson", una delle più belle storie mai state scritte su Tex.
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