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TWF - Tex Willer Forum

Magico Vento

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About Magico Vento

  • Birthday 11/15/2005

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    Leggere fumetti e andare in bici
  • Real Name
    Yuri

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    1
  • Favorite Pard
    Tiger Jack
  • Favorite character
    Jim Brandon

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  1. Contiene SPOILER Un buon "Tex d'Autore", sia per testi che per disegni. Il bravo Boselli, pur con sole 50 pagine a disposizione, nella sua storia riesce a inserire un pittoresco e inquietante antagonista, delle belle scene d'azione (come quella dell'attacco al campo navajo), dei momenti toccanti (quelli in cui appare Lilyth) e una trovata finale davvero ottima (Tex, grazie al ricordo di Lilyth, riesce a aggrapparsi al cespuglio e sopravvivere). Molto suggestiva la scena dell'apparizione di Tex vestito da Uomo della Morte. La storia, nonostante questi begli elementi, è abbastanza semplice e lineare (anche più di altri episodi di Boselli apparsi su questa collana), dunque non l'ho trovata un capolavoro. Nulla di grave: infatti, la storia, come ho detto, resta comunque molto godibile e interessante. Forse l'unico passaggio della vicenda che mi ha lasciato un po' perplesso è quello in cui Tiger, dopo la caduta di Tex nel burrone, decide di continuare la caccia senza preoccuparsi di controllare se il pard si sia salvato (lo dà immediatamente per spacciato). Belli i disegni di Enrique Breccia. I paesaggi e gli sfondi sono perfetti, mentre ammetto che i volti, che sono un tratto distintivo dello stile del disegnatore, non mi fanno impazzire (Lilyth, in particolare, è forse il personaggio che gli riesce meno bene). I colori sono meravigliosi e danno alle tavole un effetto pittorico molto piacevole. La copertina è eccellente sia nella composizione che nei colori. Storia: 7,5 Disegni: 8
  2. Concordo, abbastanza sproporzionata la figura di Tex, mentre tutto il resto è realizzato veramente bene.
  3. A mio avviso, "Satania!" è una delle storie più memorabili e più riuscite tra quelle dei primi numeri, e sicuramente è una delle più celebri, probabilmente per la storica, carismatica e affascinante avversaria che dà il titolo all'episodio. Era abbastanza intuibile che Cora Gray fosse Satania, però, visto che l'intenzione di G.L.Bonelli non era di scrivere un giallo, va benissimo così. Infatti, come storia d'avventura è alquanto soddisfacente: di fronte a un soggetto, pur bello, piuttosto semplice e lineare, Bonelli rende piacevolissimo l'episodio grazie a una brillante e scoppiettante sceneggiatura che non annoia mai grazie a dei dialoghi coinvolgenti, "frizzanti" e briosi. Ho anche apprezzato il tocco d'esoticità (che ammicca un po' a Salgari) che l'avventura possiede, grazie alla presenza dello scimmione Gombo e del servo giavanese Dyakar. Memorabile la scena con lo scimmione Gombo nella camera di Tex. Bello anche il finale, con tanto di drammatico volo per Satania. Nel complesso, una storia molto godibile. I disegni di Galep sono più che discreti. Indimenticabile la bellissima vignetta con Gombo sanguinante per via delle pallottole che fissa Tex e Carson. Ottima la copertina dell'albo gigante. Storia: 7 Disegni: 7
  4. Bella e lunga storia che si suddivide in due parti: nella prima Tex deve affrontare la banda del Rosso, mentre nella seconda sarà alla prese con dei trafficanti d'oppio. Le due vicende si possono anche considerare due storie separate. Ben gestita la parte con il Rosso. Il Rosso, secondo me, è uno dei nemici dei primi numeri che si ricorda più facilmente (insieme ai vari Coffin, El Diablo, Mefisto e Satania): è un semplice bandito, però il suo feroce aspetto delineato egregiamente da Galep, il suo carattere sleale e spietato e il suo soprannome facilmente memorizzabile lo rendono un avversario carismatico e non così dimenticabile. Questa prima vicenda è di normale amministrazione: nulla di straordinario, ma comunque molto godibile. Fanno anche apparizione due servi neri, che si esprimono curiosamente con la "d" al posto della "t", la "g" al posto della "c" e la "b" al posto della "p", sfiorando in certi casi il grottesco ("Sando gielo! Mi sendo dudda sgonvolda!"). Dopo aver fatto sgominare a Tex la banda del Rosso, G.L.Bonelli crea un inaspettato sviluppo per la sua storia (che avrebbe potuto chiudersi con una rapida resa dei conti con Bess) e fa affrontare al nostro eroe una temibile setta segreta cinese e il losco Stern, che si finge un paralitico. Questa seconda parte è davvero ottima. Assai intensa e quasi poetica la didascalia che descrive il tragitto di Tex, ferito a una spalla da un coltello, che si dirige verso l'ufficio dello sceriffo (“Ma Tex dovrà presto pagare lo sforzo di volontà di cui ha dato prova. Di via in via, nella notte appena rischiarata dai pochi fanali, l'eroico fuori-legge avanza, lasciando dietro di sé una traccia sanguinosa. L’uomo della tempra d’acciaio cammina con passo fermo nell’ombra della notte, e la sua sagoma nera sembra un minaccioso fantasma pronto a ghermire in una tragica morsa chiunque gli attraversi la strada”). Molto adrenalinica ed esplosiva la fine della vicenda. Oltre al gradito ritorno di Kit Carson, questa storia è importante perché Tex torna a far parte del corpo dei Rangers. Un piccola nota finale: alla fine della vicenda del Rosso, Tex giura alla nipote del giudice che non ucciderà Bess, cosa che invece farà poco dopo; probabilmente era impossibile evitarlo, però mostra una volta tanto un Tex fallibile. Come al solito, molto piacevoli i disegni di Galep. Storia: 7 Disegni: 7
  5. Il termine non convinceva neppure me Però non sapevo come altro esprimerlo...
  6. Ottimo numero, che, pur essendo una storia autoconclusiva, è, a mio giudizio, una delle più riuscite (la migliore insieme a "Guatemala") della serie regolare di questa annata. La storia ha un sapore molto classico (l'agente indiano corrotto, l'ufficiale arrogante) e GLBonelliano (anche perché il lungo flashback narra una vicenda che temporalmente si inserisce tra i primissimi numeri scritti appunto dal papà di Tex). Anche l'ironia che caratterizza alcuni passaggi mi ha ricordato quella del creatore di Tex ("Ero disposto ad accettare che l'angelo custode di vacche e vitelli avesse miracolosamente resuscitato quelle povere bestie", "Lanigan si è alzato di scatto, prestando poca attenzione a dove si trovavano le nocche del mio pugno destro...e ci ha sbattuto contro lo zigomo!" e la splendida didascalia "Qualche minuto e svariati cazzotti dopo"). L'albo mi è sembrato una sorta di unione tra la serie regolare e la recente collana "Tex Willer" (l'albo è disegnato, tra l'altro, proprio dal copertinista di quest'ultima, Maurizio Dotti). La struttura della storia è quella che vede un prologo ambientato nel presente a cui segue un racconto del passato narrato in flashback. Buona l'idea di narrare (nel flashback) come Tex fosse diventato agente indiano. C'è anche una grande attenzione al realismo storico (caratteristica che ricorda appunto "Tex Willer"), come dimostra la presenza del personaggio realmente esistito Hubbell. Degno di lode l'obiettivo di Boselli, che sta cercando, tra le non poche incongruenze createsi in quasi 80 anni di storie, di creare per Tex una linea biografica coerente anche con i fatti storici. La parte nel presente è molto breve, ma è sceneggiata in modo magistrale. Il flashback, che occupa gran parte della storia, è molto bello e avvincente, e ci mostra, tra l'altro, un giovanissimo ma tosto Kit, gestito alquanto bene da Boselli. Ottimo anche l'utilizzo di Tiger Jack e, in generale, la caratterizzazione di tutti i personaggi. C'è forse qualche leggero errore tempistico, ma trovo siano piccolezze, anche perché lo stesso GLB se ne infischiò sempre di mantenere una credibilità cronologica per le sue storie, e dunque per gli scrittori come Boselli che gli sono succeduti diventa difficile districarsi tra le date. Direi che quindi qualche forzatura nella cronologia texiana ogni tanto la si può concedere al Bos, specie se ne escono fuori storie belle e interessanti come questa. Ottime le tavole di Dotti (e lo dice uno che non adora alla follia questo disegnatore). Favolosi sfondi e paesaggi e ben reso il dinamismo nelle movenze dei personaggi. Splendida l'introduzione della mezzatinta nelle vignette. Come al solito, però, nei suoi disegni non mi convincono i volti, in particolare quello di Tex. Magnifica la copertina di Claudio Villa. Storia: 8,5 Disegni: 8,5
  7. Qualcuno sa dirmi a che pagina? Io non l'ho individuato (ma magari nella mia edizione è stato corretto...). Grazie
  8. Ottimo cartonato, che presenta sia una validissima storia sia dei disegni a dir poco fenomenali, valorizzati ulteriormente da una colorazione perfetta. La storia sceneggiata da Manfredi è molto bella. Il creatore di "Magico Vento" si dimostra ancora una volta un magnifico sceneggiatore: la storia, completamente priva di fronzoli, è sceneggiata splendidamente, i tempi e i ritmi sono strepitosi. Belli anche i flashback, essenziali ma efficaci. Ho trovato molto interessante la coppia Birdy-Lily. Va poi detto che la storia, a causa del non eccessivo numero di pagine, non è (e non poteva esserlo) molto complessa, però anche così mi ha soddisfatto. Come trama, ritengo questo cartonato inferiore solo a "Frontera!", che presentava un eccellente racconto. Splendidi i disegni di De Vita, esaltati dalla convincente colorazione di Vattani. Gli sfondi e i paesaggi, dettagliati e particolareggiati, sono una vera gioia per gli occhi, così come anche le fisionomie e l'espressività dei personaggi. Non è male neppure la copertina. Storia: 8 Disegni: 9
  9. SPOILER Recensione Tex Willer n.29-33 "Sull'alto Missouri"
  10. Molto riuscito questo cartonato, che, come nel caso del precedente numero, presenta una bella storia accompagnata da dei disegni spettacolari valorizzati ulteriormente da una colorazione mozzafiato. La storia di Boselli è, a mio parere, inferiore a quella di "Frontera!" (che avevo trovato eccellente), ma è comunque avvincente e godibile. Le pagine a disposizione sono affatto molte, eppure Boselli, oltre a creare un intreccio molto interessante, riesce a caratterizzare bene i personaggi, soprattutto Silent Foot e Debra. Quest'ultima è davvero sorprendente per come riesca a sfruttare ogni occasione a proprio vantaggio. Molto affascinanti anche le situazioni "già viste" del pueblo misterioso e del tesoro nascosto. Ottimi i richiami alla mitologia indiana (la nascita del deserto, Kokopelli, la Donna Ragno) e l'alone di mistero presente nella parte finale, che tuttavia viene spiegato in modo perfettamente razionale. Bello il finale, in cui il simpatico sceriffo Scott ritroverà di nuovo la felicità (si spera!) ricominciando una nuova vita. Splendidi i disegni di Stano, che, come nelle splendide tavole di "Mohawk River" e del suo seguito, cura anche la colorazione degli stessi. Il risultato è eccezionale! L'unica pecca l'ho trovata nel volto di Tex, non sempre convincente in tutte le vignette. Ottima la copertina, anche se Tex pare un po' troppo giovane. Storia: 7,5 Disegni: 9
  11. Primo scontro tra Tex e Mefisto, quando Mefisto aveva ancora baffi e capelli neri e non bianchi, e non era neppure un mago come in seguito. Sembra un nemico qualsiasi di Tex: è ancora una semplice spia. Tenendo conto del periodo in cui è stata scritta, devo dire che questa storia mi è piaciuta molto. Come tutti i fumetti di allora, è molto verbosa, eppure, nonostante la lunghezza dei balloon, ho trovato i dialoghi abbastanza scorrevoli ed efficaci. Se letta con tranquillità, senza badare a finirla, può diventare abbastanza scorrevole. Mi è piaciuta questa vicenda che contiene inoltre altre due brevi avventure di Tex che non c'entrano con la sua caccia a Mefisto. Bello il primo storico incontro con Montales e anche rivedere brevemente Kit Carson. Storia molto avventurosa: belle le scene in cui Mefisto e Lily incastrano Tex e quelle finali in cui Tex e il compagno terrorizzano i servi di Dickart e la successiva cattura di Mefisto e della sorella. Quindi, tutto sommato, una bella storia, caratterizzata da un ottimo tocco vintage. Galep è ancora agli inizi, ha uno stile molto veloce e a volte abbozzato, ma comunque non mi è dispiaciuto affatto, anche perché dà un ulteriore tocco di vintage alla storia. Storia: 7,8 Disegni: 7 [Recensione riveduta e aggiornata]
  12. Bella storia in cui Tex aiuta Montales, il desperado che lotta contro il governo messicano, e infine si guadagna l'appellativo di "Eroe del Messico". La storia è davvero divertente, con molte scene d'azione, sparatorie, azioni di guerriglia, scontri armati con i militari, fughe, cattura di spie, liberazioni di prigionieri e persino un assalto al treno! Memorabile il discorso che Tex fa a Montales, in cui spiega che d'ora in avanti dovranno colpire i capi, quelli che "stanno comodi e sicuri dietro a una scrivania, e mandano al macello gli altri", e non i soldati, che in fin dei conti sono dei burattini che eseguono degli ordini, quelli che sono appunto mandati al macello. Vi sono poi alcune incongruenze tipiche dell'epoca, ma resta comunque un episodio gradevole e piacevole. Ottimo il finale. Godibili anche i disegni del Galep degli inizi. Storia: 6,8 Disegni: 7
  13. Mi sarei aspettato qualcosa di più da questo Texone. La storia di Ruju, pur essendo più che discreta, non è niente di eccezionale o di particolarmente memorabile. Non vi sono infatti particolari colpi di scena, eccetto quello sulla presunta morte di Carson che ho decisamente apprezzato. Qualche colpo di scena in più avrebbe sicuramente alzato la mia valutazione, che comunque resta abbastanza alta. Infatti anche in questa storia ci sono i soliti pregi delle sceneggiature di Ruju: dialoghi freschi ed efficaci e un ritmo incalzante. La storia dunque si legge bene e non annoia. Mi sarei aspettato che la vicenda si concentrasse maggiormente sulla cittadina di "Old South", mentre invece la storia ben presto si sposta verso la solita banda di Apache ribelli. Poi, per carità, le storie con gli indiani ribelli sono sempre molto godibili, però, visto anche il titolo, avrei preferito che la sceneggiatura si concentrasse di più sulla cittadina di Old South e sui suoi abitanti. Abbastanza intrigante, comunque, la vicenda legata al cannone con l'oro. Storia dunque non eccezionale, ma comunque mi è piaciuta. Molto buoni i disegni di Casertano. Sono di certo inferiori a quelli di Carnevale e di Villa dei due Texoni precedenti, però sono molto gradevoli, anche se in realtà preferisco di più il tratto che Casertano aveva su Martin Mystère (dove ricordava un po' lo stile di Ambrosini). Nulla di particolarmente spettacolare la cover, che presenta una composizione abbastanza semplice. Storia: 7,5 Disegni: 8
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