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Nebulo1769

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  1. L’ho appena riletta e il giudizio rimane immutato: capolavoro! Nel pieno della sua creatività Nizzi sfoggia una storia in cui ogni tassello è al posto giusto: mistero, thriller, un degno avversario e Tex e Carson in piena forma (e chi se ne frega se Tex non stende a sganassoni i due colossi). A mio avviso da inserire nella top 3 Nizziana e nella top 10 assoluta
  2. La storia è ottima, così come i disegni: un western classico condensato in 128 pagine. Ho sempre ammirato il lavoro di Boselli sulla personalità dei 4 pards, e soprattutto su Kit che (a mio avviso) è passato dalla fase adolescenziale delle storie della serie classica, in un giovane esuberante e a volte avventato, ma molto più simpatico. Per questo motivo non ho molto apprezzato come Kit si sia rivolto al buon Carson in diverse occasioni della storia, e mi sarebbe piaciuto vedere Tex redarguire il figlio insolente Riguardo Higgins, il Giuramento è sicuramente una delle pietre miliari della saga e da lettore avrei preferito che non venisse toccata
  3. Storia avvincente e da leggere tutta d’un fiato, sempre con la sensazione che qualcosa di terribile possa accadere all’improvviso. Le personalità dei protagonisti sono tratteggiate con grande maestria e durante il viaggio si scoprirà che cattivi non sono troppo cattivi e i buoni (forse) non troppo buoni. La redenzione finale di Corbett è sorprendente Apprezzo inoltre come Tex sia maturato con gli anni nelle storie di Boselli: più calmo, più riflessivo ma con la stessa forza e determinazione.
  4. Forse non c’è redenzione, ma Annie si intenerisce e afferma che dentro al cuore di Ladykiller c’è del buono. Mi ha lasciato perplesso che Tex quasi appoggi questa osservazione, e anche il finale della storia mi pare vada in questa direzione, visto che Ladykiller sarà l’unico della banda a rimanere in vita. Come ho detto la storia mi è piaciuta, è solo una piccola osservazione sulla “filosofia” di Tex, che ho trovato in questo caso diversa dal solito
  5. La storia mi è piaciuta: l’ambiente cittadino, i disegni di Letteri e il ritmo serrato mi hanno ricordato le migliori storie di GLB. Ho trovato ben calibrata anche la presenza di Buffalo Bill, mentre Carson con la bella e giovane Annie, fa quello che ci si aspetta da lui, abbaia ma non morde. Ho apprezzato meno il finale, o perlomeno la presunta redenzione di Ladykiller Thorson. Mi ha lasciato perplesso che Tex tratti con simile benevolenza un serial killer così feroce, fresco assassino a mani nude un giovane ragazza, e con diversi agenti morti per mano sua o dei suoi complici..
  6. Grande storia, una delle mie preferite. Una perla nascosta come (in mia opinione) “Il cowboy senza nome”. Il ritmo è serrato, i pards si dividono e a loro modo sono protagonisti. Mi è piaciuto meno vedere Carson abbindolato come un novellino dall’ultimo arrivato, ma è successo anche in altre occasioni. Ho inoltre apprezzato i disegni: per il tratto deciso e per la caratterizzazione grafica dei personaggi
  7. Storia intrigante e bellissima dove Nolitta in un crescendo di drammaticità mai ridondante rivisita la leggenda del Bigfoot, e ancora, dopo i Ribelli del Canada mette Tex al palo della tortura, faccia a faccia con la morte. Nicolò drammatico e intenso come sempre, mai un tratto in più del necessario Tutto bene quindi, se non che Tex non è Tex, ma è Zagor. In quei anni però i social non esistevano, e le discussioni sulla fedeltà all’archetipo texiano non avevano campo
  8. Storia da inserire di diritto nella top 10 Texiana. Contiene gli elementi vincenti della narrazione di GLB: tensione altissima nei cambiamenti di scenario e ambientazioni, Tex giusto e spietato, con alcuni spunti irripetibili, come la locanda e le ultime scene drammatiche. Solo due osservazioni: - Il flashback è ambientato in un periodo in cui Kit aveva 2 anni, diciamo quindi 15 anni circa prima del momento della narrazione. Come è possibile che Tex e Tiger siano rappresentati graficamente allo stesso modo, addirittura con lo stesso abbigliamento? - In un frangente del flashback, a seguito dell’incendio del magazzino, a uno degli scagnozzi descrive Tex, un metro e ottanta di altezza, quarant’anni. Ma a quell’epoca Tex era poco più che un ragazzo, di 25 anni circa. Trattasi di una svista?
  9. Il soggetto non è male, anche se piuttosto trito, ma tre albi sono troppi per una storia che alla fine si rivela piuttosto fiacca. Mi è piaciuta la scena dell’incendio, la caratterizzazione ti Tessy Malone, e tutto sommato anche di Jubal. Ho trovato noiosi i dialoghi, i continui spostamenti a cavallo, di cui si perde il conto, e il finale mi è parso traballante (il nuovo fidanzato/complice viene arrestato?). Appena sufficiente, voto 6-
  10. Storia strepitosa, a mio avviso. Un Nizzi ispirato introduce la storia con alcune osservazioni sulla San Francisco della seconda metà dell’800 in piena crescita, per poi mostrare il rovescio della medaglia, ossia la delinquenza dilagante. La nebbia, la caccia alla balena, Alcatraz addirittura, ma anche i dialoghi tra Tex e Carson ai massimi livelli. Di diritto si inserisce nei classici di Tex
  11. Mi è piaciuta, ovviamente quello di GLB è l’unico e vero Tex, però anche questo, con sfumature alla Nick Raider, a mio avviso, si lascia leggere volentieri
  12. A me la storia è piaciuta: classico western con parte investigativa e finale crepuscolare, un must per Nizzi. Il Tex che Nizzi ci propone è però molto lontano dall’archetipo di GLB, lì abbiamo un’autentica forza della natura, indomabile, veloce nel pensiero e nell’azione, direi il modello che stiamo ritrovando nella serie Tex Willer, unito all’esuberanza giovanile. Nizzi ci propone un Tex riflessivo, meditabondo, indolente, quasi comico per come viene gabbato dall’impiegato della ferrovia. Addirittura, ha bisogno di chiedere due volte conferma al fidanzato della ragazza, in merito alla sua complicità nell’imboscata sul lago
  13. La storia mi è piaciuta, anche nella parte che da alcuni è stata ritenuta troppo lenta. Ho apprezzato meno il finale, forse perché non amo troppo il genere horror e forse, come qualcuno ha scritto, perché ai tempi di GL Bonelli era più facile sorprendere il pubblico con effetti speciali. Sottolineo il passaggio in cui Kit riflette sul instancabilità del padre, trovo che sarebbe interessante sviluppare il rapporto di un ventenne esuberante con il padre, mito vivente dalla personalità dominante. Mi auguro che questo sia uno spunto per le prossime storie
  14. Aveva tutti gli ingredienti per essere una grande storia: il profondo sud, il tema del razzismo, la fuga del presunto assassinio. Purtroppo, la storia si sgonfia con il procedere degli eventi e si risolve con l’ambientazione urbana, forse uno dei temi nel quale GLB si trova più a suo agio. Lo stesso amico di Tex e il malcapitato compare che ci lascia quasi subito la pelle hanno personalità poco delineate. La nemesi finale consola parzialmente il lettore. In definitiva, storia che ho trovato deludente
  15. Storia molto sottovalutata, con un Tex introspettivo, meno loquace del solito, malinconico e disincantato. La scena finale del saloon è la degna conclusione di quanto descritto nel racconto: al nostro eroe non resta che lasciare la città, senza più nessuna fiducia nel genere umano. Una chicca nascosta. Voto 10
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