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TWF - Tex Willer Forum

TexFanatico

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Info su TexFanatico

  • Rango
    Fondatore
  • Compleanno 04/04/1983

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    @TexWiller_Forum

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Interessi
    Tex, libri, programmazione,...
  • Nome reale
    Tiziano

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    351
  • Pard preferito
    Tiger Jack
  • Personaggio favorito
    Jim Brandon

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  1. TexFanatico

    Tex - 70 anni di un Mito

    Se non erro si parlava di Abano Terme, ma non so se hanno trovato l'accordo.
  2. sino
    TEX - 70 ANNI DI UN MITO: LA MOSTRA  Dal 2 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, il Museo della Permanente di Milano ospita una grande mostra, patrocinata dal Comune di Milano, dedicata ai settant'anni del Ranger. Scoprite tutti i dettagli! È il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane debutta il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto mondiale. Settant’anni dopo, Sergio Bonelli Editore celebra il Ranger con una grande mostra dal titolo TEX. 70 ANNI DI UN MITO, aperta dal 2 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 al Museo della Permanente di Milano e patrocinata dal Comune di Milano. Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, la mostra racconterà come Tex sia riuscito, anno dopo anno, non solo a entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani, conquistando generazioni diverse, dal 1948 a oggi, grazie al suo profondo senso di giustizia e alla sua innata generosità, ma anche a diventare un eroe e un vero e proprio fenomeno di costume, un nome che non ha bisogno di presentazioni. Nei 70 anni della sua storia, Tex, l’avventuriero, il ranger, il saggio capo degli indiani Navajos, ha vissuto storie epiche e memorabili, ha affrontato banditi e malfattori e salvato tribù indiane ingiustamente perseguitate, ha cavalcato sui sentieri polverosi del vecchio West, come nei deserti infuocati del Messico e nelle fredde regioni del Grande Nord. E indimenticabili, naturalmente sono le sfide con il suo nemico di sempre: Mefisto, l’incarnazione del male. Ora, grazie a disegni, fotografie, materiali rari e talvolta mai visti prima e attraverso installazioni a tema create appositamente per questo evento, la mostra TEX. 70 ANNI DI UN MITO, il più importante omaggio mai dedicato all’Aquila della Notte, ripercorrerà l’epopea di Tex Willer, che è anche quella della Frontiera americana, dalla sua creazione ai giorni nostri, attraversando gli eventi e i personaggi della serie e gli straordinari artisti della matita e del pennello che hanno reso Tex il mito che noi tutti conosciamo. L’esposizione è destinata agli appassionati di ogni età, ma è pensata anche per chi si volesse avvicinare per la prima volta al mondo grintoso, antirazzista e nemico di ogni ingiustizia di Tex e di suo figlio Kit Willer, del simpaticamente burbero Kit Carson e del fiero navajo Tiger Jack. Attraverso le prime pagine dei quotidiani, TEX. 70 ANNI DI UN MITO ripercorrerà inoltre 70 anni di storia italiana, che racconteranno il parallelo tra le avventure a fumetti del coraggioso Ranger e quelle del nostro Paese, e offrirà ai visitatori l’occasione per cavalcare al fianco di Tex attraverso praterie, foreste e deserti, dall'Arizona al Canada, dal Rio Grande all'Oceano Pacifico, fronteggiando con lui fuorilegge e indiani ribelli, ma anche maghi vudù e sette segrete… Per conoscere tutti i dettagli, visitate il minisito dedicato alla mostra: www.Tex70lamostra.it
  3. TexFanatico

    [676-677] Il ragazzo rapito

    Tanto per capire quanto io sia rimasto indietro con la lettura... Eccomi qui a dire la mia su questa storia presa più o meno a metà dei miei arretrati (che risalgono quindi probabilmente a due anni d'astinenza) e letta lo scorso fine settimana; ad onor del vero ricominciai con i 3 numeri precedenti, ma non avendoli ancora digeriti... Piacere. Riassumerei così le mie sensazioni al riguardo di una storia che ho reputato buona. Mi sono debitamente soffermato su quanto scritto da chi ha scorticato la storia prima di me e, seppur comprenda lo scetticismo espresso inerentemente ai raccordi della trama, continuo ad imputare tali colpe ai vincoli editoriali di due albi. Per carità, c'è chi in due albi riesce a spiegare ogni singolo passaggio per filo e per segno, ma poi ho l'impressione che la parte finale sia in realtà uno sprint per rispettare il limite dei due albi. In questo caso mi sono invece ritrovato con una storia che ha avuto il pregio di farmi rivivere quell'atmosfera a me cara: il West. Tex appare sicuramente come elemento marginale in questa storia, ma è comunque suo il ruolo più importante; per lo meno dal mio punto di vista... Ma andiamo con calma. Faraci ci proietta in quel che è un classico stereotipo del West e dell'America, degnamente coadiuvato da Acciarino, artista in grado di creare l'adeguata atmosfera alla storia. Bowen è l'icona "romantica" di un mondo duro. Me lo sono immaginato alla Billy The Kid: infanzia dura in un mondo spietato. Uccidere o morire. Ciò l'ha portato ad esser un killer perché,... Bhe, si deve mangiare per vivere e probabilmente l'unica cosa che sapeva fare era usare le pistole. A differenza di Tex, Bowen verosimilmente non ha avuto la fortuna d'incontrare le persone giuste (anche il nostro amato Ranger spara nel mucchio, uccidendo gente che, per quanto ne sappiamo, ignora i loschi traffici dei propri datori di lavoro e che obbediscono a degli ordini in potenziale buona fede o per proteggere il proprio capo da sconosciuti... Tex non espone continuamente, anche solo a titolo di "credenziali di uomo di legge", la patacca da Ranger), ritrovandosi dunque invischiato in una torbida realtà. Ma sì, non inizia lui a dispetto di Bowen e Tex combatte i cattivi. Kenneth mostra però di possedere anche un lato sensibile, a potenziale "dimostrazione" del fatto che l'esser Killer è più una necessità che una voglia/patologia: si innamora e lascia le pistole, soppiantate dall'amore. Non trapela la sensazione che abbia rapito l'amata o d'averla forzata, quanto piuttosto essersi arreso a lei ed abbandonato alla vita famigliare, ripiombando nell'unica altra certezza (pistole) quando i suoi amati sono stati abbattuti. Ma riecco il suo lato sensibile quando scorge Tim. In quell'istante non è più lavoro... Quella "scusa", che accompagna, penso, ogni persona coinvolta in conflitti armati (militu/tutori dell'ordine/...), svanisce di fronte ad un senso etico predominante. Potremmo sicuramente chiederci dove fosse, codesto senso, nel momento in cui premette il grilletto, liberando il proiettile che strappò il padre naturale al ragazzo che difenderà poi strenuamente. Non sono psicologo, ma la mia chiave di lettura è che per fare il lavoro che faceva probabilmente si estraniava, psicologicamente, in un qualche modo per non farsi fagocitare dalla situazione. Continuo dunque a concentrarmi su Bowie e sulla mia personale interpretazione della sparatoria al saloon. Tutti colpevoli? Nella mente di questo personaggio probabilmente si; chi materialmente chi per passività. La zona era sotto pressioni di un fantomatico (?) cattivo che voleva la terra. Kenneth si era ribellato, ribellione che portò alla forzata dipartita dei suoi. Ma gli altri? Potenzialmente pecoroni paurosi rimasti inermi e passivi sperando di riuscire in un qualche modo a "sopravvivere". Ecco la loro colpa. Aver lasciato Bowie da solo, a non ergersi come un sol uomo per fronteggiare l'invasore... così da esser visti come corresponsabili, seppur indiretti, del fattaccio. Certo, è una mia chiave di lettura, una mia interpretazione, ma è anche questo il bello di fumetti e libri... Dare spazio all'immaginazione. Come scrissi precedentemente, ho apprezzato il clima Western, ma non dimentico che il fumetto è Tex, e riconosco che in tale racconto è stato tenuto in disparte. Ho scritto che ha probabilmente avuto il ruolo più importante e complicato, ossia quello di giudicare un uomo nel più profondo (e di tener in considerazione un bambino) e lo confermo, ma l'impressione è quella che l'autore non sapesse bene come "traghettarlo" sino al momento deciso. Ed è proprio questa difficoltà di gestione del Ranger che, malgrado l'immaginazione, mi lascia l'unico vero mio punto interrogativo: come sono arrivati da Hall? L'unica opzione sarebbe stata quella di percorrere a ritroso la pista del gruppo, ma tale scelta non la vedo come plausibile: essendoci, per quanto ne sapevano a quel momento i pards, la vita di un bambino in gioco, i due segugi avrebbero con ogni probabilità cercato in priorità quella pista. Parlando di pista, a differenza di Leo non mi interrogo sul "attendere/origliare" i due cowboy. Ho semplicemente supposto che i Rangers si fossero allontanati dal ranch di Hall quanto bastasse per uscire dal suo campo visivo, entrare nella boscaglia e mettersi a lato della pista che chi sarebbe andato/venuto da Hall avrebbe dovuto percorrere. Che poi passando da lì i due cowboy svelino apertamente chi sono... Bhe, è più rapido rispetto ad una sequenza ove Tex li forzi a svelarsi. Il "bimbominchia" per me è stato un ottimo elemento. Bambino frignone, vignetta dopo vignetta viene educato da Kenneth Bowie come non lo era mai stato dal padre biologico. Bowie lo rende un ragazzo del West; parla meno, affronta le tue paure (lupo), valuta le situazioni (burrone... Sei in un ambiente ostile, considera le opzioni e bilanciale)... Ho visto l'inizio della trasformazione da "cocco" a ragazzo degno di vivere in quei luoghi; l'incubo... L'incubo non so se potrebbe esser un aggancio ad una storia futura: Tim che malgrado tutto non riesce a perdonare Bowie e... Il mio voto alla storia è stato buono proprio per l'atmosfera Western, la trasformazione di Tim da ingenuo a cosciente della realtà ove vive, il personaggio di Kenneth (secondo me ben gestito da Faraci) ed il piacere provato nel rituffarmi nel fumetto dopo lunga astinenza. Quien sabe... Non avessi avuto tale periodo di fermo il voto poteva esser diverso. Tutto sommato però non vado oltre con il voto perché alla fin fine non è una storia di Tex; anzi, direi che per tanto così la storia poteva esser rovesciata ed iniziare dalla fine: Tex che interroga Bowie mentre Carson fa da balia a Tim, e la storia è il "sacco" che Kenneth svuota. A questo punto si riprendono le sequenze finali: la decisione di Tex e il farsi suo l'onere di giustizia nei confronti di Hall (chiuso rapidamente in quanto corollario marginale alla storia in sé). Peccato per la copertina: nulla di meglio dell'originale.
  4. TexFanatico

    EDEzoF2.jpg

    © SBE

  5. TexFanatico

    TWF Magazine 17

    TWF Magazine 17 Guarda il documento A voi il piacere della scoperta! Caricato da TexFanatico Caricato il 15/06/2018 Category TWF Magazine  
  6. TexFanatico

    TWF Magazine 17

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    A voi il piacere della scoperta!
  7. TexFanatico

    70 anni di Tex Willer all'asta

    Ammetto d'esser curioso, magari sei tu quello che di colpo non sarà più definito [censura] che si è aggiudicato qualche cosa
  8. TexFanatico

    70 anni di Tex Willer all'asta

    Guarda con @mencaroni Io ero a teatro e negli ultimi minuti... puf Beato te
  9. TexFanatico

    70 anni di Tex Willer all'asta

    Update: il link è stato aggiornato https://www.catawiki.it/a/148375 Asta in allestimento Gli elementi sono in allestimento e saranno definitivi (e potrete puntare) a partire dalle 12:00 del 20.04.2018 Remind: i membri del forum iscritti prima del 31 marzo 2018 possono beneficiare di un buono di 20€ a condizione d'aggiudicarsi un lotto per almeno 75€:
  10. TexFanatico

    70 anni di Tex Willer all'asta

    ciao a voi, in attesa dell'inizio ufficiale delle aste dedicate al 70° io sono andato a farmi un giretto sul sito... Non potevo farmi scappare l'opera di Civitelli! (Prima o poi devo chiedergli un'opera personale ) Per quanto mi concerne è andato tutto bene.
  11. sino
  12. TexFanatico

    70 anni di Tex Willer all'asta

    Ciao a voi, come avete notato, da inizio aprile sul forum è apparso un banner che pre-annuncia un'asta inerente a Tex ed ai suoi 70 anni di vita. Apro questa discussione per lasciare spazio a @mencaroni per presentare il progetto. Nota: il link è stato aggiornato https://www.catawiki.it/a/148375 Asta in allestimento Gli elementi sono in allestimento e saranno definitivi (e potrete puntare) a partire dalle 12:00 del 20.04.2018 Remind: i membri del forum iscritti prima del 31 marzo 2018 possono beneficiare di un buono di 20€ a condizione d'aggiudicarsi un lotto per almeno 75€:
  13. TexFanatico

    Naturalezza nello scrivere il TEX

    No. Penso che la risposta, semplice, possa essere espressa semplicemente così. Ciò nonostante, essa presupporrebbe l'esistenza di punti fissi immutabili. Ed è qui che il discorso si fa interessante quanto insidioso perché, a torto o ragione, alcuni di essi possono essere soggettivi. Faccio un passo indietro e, tenendo conto del fatto che ci ritroviamo già con "vari" Tex, direi che a livello Texiano: - se te (generico) hai conosciuto Tex ai suoi albori, sono pronto a mangiarmi stivali e speroni se non ti sei affezionato a quel Tex guascone, come vien romanticamente e nostalgicamente presentato negli interventi che mi anticipano. - se io (ipotetico) avessi conosciuto un Tex attuale, probabilmente potrei definirlo il "mio Tex", ossia quel Tex che ha fatto si che, dopo il primo albo, decisi d'acquistarne anche altri, e non per forza conosco il primo Tex. Logicamente posso attendermi osservazioni quali "ok, ma dal momento che i primi albi sono di GLBonelli esso è l'unico vero Tex" e, onestamente, l'unico approccio che potrei adottare è menzionare l'evoluzione del personaggio. Un po' come noi: da giovani scavezzacollo per poi risultare magari adulti riflessivi/diplomatici con, magari, a volte ancora una punta del nostro spirito indomito (chiave di lettura adattata a Tex) E, forse, un problema di Tex è proprio questo: essendo un personaggio dei fumetti esso rimane temporalmente sospeso in un età abbozzata, stimata... de facto questa sospensione complica il discorso di una crescita del personaggio ma non la annulla. Non ho mai nascosto una certa nostalgia del Tex degli albori e portato avanti da Nizzi. Il Tex attuale è ancora il "mio Tex"? Onestamente ed in tutta trasparenza, no. Tex è ancora Tex? Si. Vedo un Tex più maturo, che però ha ancora in lui quel fil rouge che lo porta a schierarsi con gli oppressi o a smuovere montagne per salvare gli amici. In questo contesto di crescita, non vedo un reale stravolgimento del personaggio; Tex non è diventato insensibile di fronte alle ingiustizie, non dice "non ho tempo/arrangiati", non si è arricchito sfruttando l'oro Navajo,... questi sono, secondo la mia chiave di lettura, i valori fondamentali, il codice morale e di condotta di Tex. Posso tuttavia capire la posizione nostalgica in quanto mi ci trovo pure io. Mi sono affezionato a Tex quand'esso era ancora accompagnato da Satan e Dinamite, quando seguiva unicamente l'istinto,... posso tuttavia dire, per tanto, che non sia più Tex? No, almeno non secondo i punti che io vedo come le fondamenta di Tex. Onde evitare incomprensioni, apprezzo in ogni caso anche le storie attuali che rimangono consone ai valori (reali o miei punti di vista, quien sabe) texiani e, tra esse, ve ne sono di splendidamente orchestrate. Terminerei con una nota di moderazione invitando ad evitare di scomodare i cavoli e gli accidenti a causa di incomprensioni Il discorso, seppur nato da un'incomprensione è interessante; certo, forse occorrerebbe definire quali siano questi valori immutabili (e si potrebbe aprire una discussione/sondaggio a tal proposito), e probabilmente avremmo molteplici risposte simili eppure diverse tra loro ma tutto ciò non modifica un punto fondamentale della comunità; il rispetto reciproco. Il punto principale di questo spazio è discutere pacatamente di Tex, e se discussioni interessanti nascono da incomprensioni ben vengano.
  14. sino
  15. sino
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