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ymalpas

L'italianit? Di Tex

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TEX è il più grande fumetto italiano di tutti i tempi. Si è imposto in lontani paesi come il Brasile, il Portogallo, la Turchia, la Finlandia. E'stato venduto in passato in Francia, in Spagna, in Argentina, in Croazia, in Norvegia e Svezia e così via. Di italiano ha la paternit? degli autori ma i valori e la giustizia che lo animano sono universali. Questo spiega il motivo per cui sia tanto amato non solo in Italia e all'estero, ma anche da persone diversissime per età, cultura, fede religiosa e politica. Nelle sue avventure che sono quasi tutte ambientate nell'America del Nord, mancano riferimenti all'Europa dove l'eroe non è mai stato e che è vista solo di scorcio in qualche storia come in "Orrore", ne "Gli invincibili" ( Manchester ), in "Delitto nel porto" ( la Corsica ) o "Mefisto" ( Parigi ). Tex è quindi un eroe tipicamente western e le sue origini, fumettisticamente parlando, sono indubbiamente americane dal momento che il luogo di nascita e i nomi dei genitori ( Ken e Mae Willer ) lo suggeriscono. Molti lettori hanno fantasticato a lungo su un possibile viaggio in Europa e in Italia, ma è un genere di contaminazione che gli autori ( nonchè una larga fetta di lettori ) non desiderano, forse perchè snaturerebbe inevitabilmente la testata. Sappiamo che Boselli ci ha provato inserendo a pagina novanta dell'albo "Gli invincibili" la famosa scena dell'incontro di boxe tra il campione irlandese Pat Mac Ryan e Mario "il toro" italiano. Nella sede del Clan Na Gael di Galveston, città portuale nel sud del Texas, la sala è animata da numerose persone appartenenti ai due paesi europei, che sfoggiano fieramente un allegro nazionalismo, che degenerer? in una rissa fortunatamente coronata però da una pronta riconciliazione. La scenetta permette a Boselli, ed è un caso unico nella serie, di illustrare il mondo degli emigrati americani, con la mente e col cuore ancora legatissimi ai loro rispettivi paesi d'origine. E gli italiani sono descritti nella fierezza del "maccaroni" e "mangia-spaghetti" Gino, nell'effervescente e festoso sventolare del tricolore, nell'inno "Suoni la tromba e intrepido io pugner?...", coro del melodramma "I puritani" di Vincenzo Bellini. Si dice che Boselli nella redazione di via Buonarroti abbia dovuto un po' lottare per far passare quest'idea e non ne siamo sorpresi. L'Italia sembra uno dei pochi tab? della serie. Non sono non è mostrata, non è citata, non esistono neanche italiani tra le migliaia di personaggi, amici o nemici che hanno incrociato la loro strada con i quattro pards. Senza giungere a immaginare una madre italiana ( il nome della già citata Mae è inglese ed è una variante del nome May - stessa pronuncia e stesso significato - ovvero "il quinto mese" ovvero Maggio ) oppure un amico ( ne contiamo di americani come Devlin o MacKenneth, di messicani com Montales e El Morisco, di canadesi come Gros Jean e Jim Brandon, e appunto di irlandesi come Pat MacRyan che è l'unico ad essere nato in Europa e poi successivamente emigrato negli Stati Uniti ), stupisce che tra i grandi cattivi nessuno abbia origine italica. Tex è un fumetto estremamente codificato. Claudio Villa dice che nel disegnarlo, basta poco perchè non sia più lui. Credo che la stessa cura dei dettagli riguardi immancabilmente anche la sceneggiatura. Si parli ad esempio di continuity, di caratterizzazione psicologica dei personaggi, di ambientazione, di temi e soggetti ( si pensi ad esempio alle donne e all'erotismo ), niente dev'essere scritto che non sia stato già stampato in precedenza. Questo è grosso modo il paletto che magari ha spinto Tito Faraci a puntare per il suo Lord Hodson sulla classica figura del viaggiatore fanfarone e englisman. Non voglio mettere in discussione questa - barriera - immaginaria che sposa la logica più di molte altre che giustamente sono contestate ai giorni nostri. Però mi chiedo anche quale sia il parere di altri lettori e il grado della loro apertura mentale verso questa tematica. Motivo per il quale ho aperto questo topic.

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In realtà un amico italiano c'è, anche se secondario : Angelo, il picchiatore gentleman della palestra di Lefty Potrero ( nome che invece mi sembra più spagnolo che italiano) . Non escludo, peraltro, che ve ne siano stati altri... A riguardo della citazione di Ymalpas da 'Gli Invincibili' , vorrei ricordare un altro momento in cui Boselli ci offre uno squarcio sulla realtà dei neo -immigrati : ne ' I Cercatori Di Piste' , quando compare il personaggio di Novak, boemo, che poi ricomparir? in 'Terra Di Confine' ... La scelta di usare nomi e personaggi non anglofoni è una scelta poco classica: è un modo per 'storicizzare' Tex, per farlo entrare nella realtà degli accadimenti, per farci render conto che il West non è solo indiani contro cavalleria, ma anche miseri contadini europei in cerca di salvezza dalle carestie. Non è un caso che molti western crepuscolari ( ad esempio, 'I Cancelli Del Cielo' di Cimino, film noto per aver causato il fallimento della United Artists) abbiano avuto come protagonisti immigrati dall'est Europa: oppure pensiamo anche a film profondamente anti-epici, come 'Il Cacciatore' sempre di Cimino ( avrete capito che il nostro Michael non mi dispiace ), dove De Niro, Walken e soci sono operai metallurgici ucraini. Una scelta profondamente anti-epica , dunque: d'altronde, le storie boselliane di cui abbiamo parlato sono tutte crepuscolari, malinconiche. Ad ogni modo, un conto è parlare di realtà europee su suolo americano, un altro è trasferire i nostri nel Vecchio Continente, che è cosa ben più complicata, se non altro per le ambientazioni: tuttavia, un Tex contro i latifondisti del Mezzogiorno non sarebbe, credo, del tutto innaturale !

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Ah, scusate, ho dimenticato un altro italiano ' storico' : il soldato Giovanni Crisostomo Martini, storicamente esistito, che compare in 'Little Big Horn' !Una comparsa, è vero, ma importante, piena di significati sostanziali.

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Io invece penso che portare Tex in Europa sarebbe un errore che potrebbe snaturare il personaggio. Per me avrebbe il sapore di un tentativo estremo di trovare nuovi spunti narrativi, tentare di conquistare qualche lettore in più e non perdere quelli attuali: far agire un eroe western come Tex in Europa significherebbe essere ormai alla frutta. Effettivamente non riesco a capire completamente la volont? di non creare dei personaggi italiani da far interagire con Tex, chissà perchè! Ma forse un personaggio è stato inserito per alcune vignette: ricordo male oppure nella storia in cui Tex ricordava la sua avventura con Custer viene mostrata la scena del trombettiere che si allontana diventando così l'unico supersite dela battaglia?

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IMHO il problema maggiore per quanto riguarda i rapporti con l'Italia di Tex & Co. è che - come del resto hanno sostenuto vari critici fumettistici - il loro comportamento ed il loro eloquio è talmente "italiano" ( le "cene frugali", le battute del tipo "inutile piangere sul latte versato", "gatto scottato dall'acqua calda teme anche quella fredda" ecc. ) che la presenza di qualche personaggio italiano rischiava di essere troppo stridente o assolutamente indistinguibile, per modo di esprimersi, da quella di Tex e dei pards. Di conseguenza GLB ha sempre soprasseduto ( almeno a quanto mi risulta ). Un po' diversamente sono andate le cose in seguito. Che Boselli abbia inserito una comparsa italiana ne "Gli invincibili" non deve stupire, dal momento che lo sceneggiatore milanese ha generalmente cercato di connotare Tex & Co. in senso maggiormente "anglosassone" usando canzoni western, presentando telegrammi e altri brevi scritti redatti in inglese e così via : nulla di più normale che un italiano possa essere presente in una storia con caratteri siffatti senza stonare. Meno innovativo è l'uso fatto da Nizzi ( e ricordato da Don Fabio ) del sergente Martini in "Congiura contro Custer": la presenza di questo trombettiere italiano a Little Big Horn era IMHO nota ad ogni lettore in possesso di un livello medio di conoscenze del mondo western e ben difficilmente Nizzi avrebbe potuto ignorarla in una storia in cui ci sono tanti "cameos" di personaggi realmente vissuti; a mio avviso è semmai più importante che lo sceneggiatore modenese abbia passato sotto silenzio la presenza, molto meno nota, di un altro italiano, il tenente Di Rudio, personaggio più importante di Martini a livello gerarchico e anche sul piano storico ( era approdato negli Usa dopo aver partecipato ai moti italiani del 1848 ed essere stato complice di un attentato contro Napoleone III nel 1858 ), ma che avrebbe introdotto nella vicenda un ammiccamento al lettore italiano troppo palese, insistito e divagante rispetto ad essa. Credo del resto che sarebbe questo il risultato della presenza nella saga texiana di qualche personaggio italiano come protagonista o coprotagonista di una storia, per cui non mi meraviglio affatto che la SBE non abbia mai preso in considerazione un'idea del genere.

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Questo bello spunto di Ymalpas mi fa venire in mente questo sondaggio che avevo proposto tempo fa. E' noto comunque che, a differenza ad esempio di Zagor, Tex è una serie con ambientazioni storiche e geografiche indubbiamente più delimitate, e già un viaggio in Panam? o in Argentina ha avuto un sapore fortemente esotico (per non parlare quando si trova addirittura in Melanesia, roba da esploratori dello spazio!). Per questo motivo, presentando quel sondaggio, avevo anche chiarito che è molto più facile, naturalmente volendolo, inserire Tex in un contesto storico che riguardi qualche paese europeo ma lasciarlo in America, che non farlo viaggiare addirittura in Europa. In realtà non sono poi così sporadiche le presenze, o forse sarebbe più il caso di dire le comparse, di personaggi dai nomi non anglofoni. Ora sinceramente non me ne vengono in mente, ma ad esempio in Oklahoma, imbattendosi in un carro di pionieri attaccati e sterminati dai fuorilegge Tex legge nella Bibbia/diario di famiglia che si tratta di emigrati svedesi; ci sono nomi di chiara origine germanica o olandese. E' naturale, se si pensa che gli Stati Uniti sono nati grazie agli sforzi di tutti questi coloni che lasciavano la miseria o la politica del loro paese europeo. Non so se la difficolt?, o il rifiuto, di creare un personaggio italiano stia nelle ragioni che ha indicato Pedro: a me, sinceramente, sembrerebbero un po' tirate. Credo che per una questione di immedesimazione, il lettore accetti senza problemi l'americanit? (e l'anglicit?) dei principali personaggi texiani, e sempre per una questione di simbiosi non colleghi affatto i modi di dire o di fare che Pedro ha citato a qualche popolo diverso da quello di Tex. Ci sono, oltretutto, anche altri modi tipici per sottolineare che un personaggio è italiano: gli spaghetti e la lirica, tra gli altri, ricordati da Ym. Ma l'opera fa la sua comparsa anche in "Orrore" con il barbiere (italiano, come dubitarne?) che canta la cavatina del Barbiere di Siviglia e se non vado errata si esibisce anche in un "Bedda matri" o qualche altra espressione dialettale. Forse Tex, nonostante - o a fianco de - la sua indole giusta, pronta a darsi per una causa, decisa contro ogni inutile forma e legalitarismo, è stato creato per essere un vero WASP (White, AngloSaxon, Protestant). Immagino che nel suo lignaggio scorra purissimo sangue inglese, e che Bonelli si sarebbe guardato bene dal trovargli anche solo un lontano antenato irlandese - cugini miserelli miserelli dei britannici.

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Nel mio piccolo l'estate scorsa mi ero cimentato in una prova: scrivere un soggetto per Tex. L'ambientazione era pensata per New York, Ellis Island per l'esattezza, dove gli immigrati dall'Europa venivano schedati allo sbarco. L' avevo cercato di sviluppare una storia fatta di corruzione e "mafia" ante-litteram con i primi italiani a farla da padroni. Su richiesta dell'amico Mac Parland arrivano i nostri (Tex e Carson) a sgominare l'organizzazione che si era sviluppata troppo per i gusti della polizia. Qui ci sarebbe da caratterizzare 4-5 personaggi italiani da far ruotare attorno alla storia, chiaro che alla fine i nostri avranno la meglio e sgomineranno la banda. Secondo me con questo metodo si avrebbe l'unica opportunità di far partecipare degli italiani, sicuramente non ce lo vedo accanto a Garibaldi nelle guerre di indipendenza o in Uruguay, ne tanto meno in qualche missione speciale.

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a me invece piacerebbe vedere Tex in Italia con Buffalo Bill, anche forzando un po' la cronologia storica

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Io credo che per vedere tex alle prese con europei ed extramericani in genere non sia necessario uscire dai canoni geografici tradizionali, visto che ogni città americana(o quasi) che si rispetti aveva il suo bel quartiere italiano pieno di chiassosi e litigiosi nostri connazionali :D Sarebbe interessante far interagire tex con la comunit? italiana, non dico di fare una storia monotematica e monografica sugli italiani all'estero, non mi sembra il caso.. ma almeno qualche bel rissone come quello sopracitato negli Invincibili.. sarebbe più che apprezzato!Invece per quanto riguarda l'assenza di citazioni relative all'italia nella storia, mi pare di ricordare che nella storia scritta da Medda (Orrore) ci sia il barbiere che canta un opera lirica di Rossini(credo): questa mi sembra una citazione molto italiana visto che la lirica e Pavarotti sono nella top ten delle cose più conosciute dagli stranieri sull'Italia.

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Sarebbe interessante far interagire tex con la comunit? italiana, non dico di fare una storia monotematica e monografica sugli italiani all'estero, non mi sembra il caso..

E perchè, scusa? Si potrebbe anche creare una sorta di filone alternativo alle storie con i cinesi... le storie con gli italiani :italia: :italia: :italia: !Ma anche a livello di citazioni, credo non sarebbe difficile. Anzi, il fascino di "Missione a Boston" e "Gli invincibili" secondo me risiede anche nei riferimenti alla realtà europea. Soprattutto in "Missione a Boston", secondo me l'idea di inserire dei personaggi corsi (con un cognome tipicamente corso come "Calvi"!) è stata veramente geniale, anche se la causa separatista corsa era anti-francese... <_<<_<

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Interessante l'idea, invece che le tong cinesi, a prenderle sarebbero le cosche e/o i vari clan mafiosi italici.. la cosa però mi sembra un p? esagerata per gli standard bonelli, senza contare che a vedere i miei connazionali malmenati dopo un p? mi stuferei :D Per quanto rigurada i riferimenti culturali e le varie citazioni, direi che questo è uno dei punti forti di boselli, si nota soprattutto in altre testate dove può esprimere la sua cretivit?(es.:dampyr). Forse basterebbe lasciargli un p? di mano libera e sai che riferimenti culturali :indianovestito:

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Se i connazionali malmenati sono mafiosi o camorristi non vedo il motivo di stufarmi :D Non appartengo n° all'etnia n° alla razza di costoro!Certo, sarebbe indispensabile che tra i personaggi positivi ce ne fosse uno o più di origine italiana, un coraggioso, o una coraggiosa (ma perchè non una famiglia?) che aiuta Tex nella sua lotta contro gli stessi individui che lo perseguitavano oltreoceano

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mah, io invece penso più semplicemente che tex vada lasciato l' dov'?: Negli aridi deserti, nelle sconfinate praterie, oppure nel bel mezzo di una tempesta di neve sulle montagne rocciose, queste sono le sue classiche ambientazioni, certo, Tex è un fumetto di radici italiane perchè è stato creato da un italiano, ma lui e ciò che lo circonda di italiano non hanno proprio nulla. Nel fumetto del west si è parlato molto, ma a mio giudizio molto ancora deve essere raccontato, ad esempio non mi sembra si sia mai parlato della strage sul fiume sand creek che sarebbe uno spunto interessante per una futura storia, cosiccome non si è parlato della battaglia di Wounded knee anch'essa buona per una storia, secondo di spunti ancora inediti su questo periodo storico ne esistono, quindi lascerei stare Europa e soprattutto l'italia: Altrimenti si rischierebbe di vedere tex alle prese coi briganti, e sinceramente un tale spettacolo non mi sarebbe gradito.

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Ma infatti Sumankan, non si parla di spostare Tex dal suo ambiente naturale. Ma dato che in quell'ambiente gravitano decine di etnie, compresi gli italiani, ci si chiede: perchè il nostro eroe può interagire fino allla nausea con le tong cinesi, e non può avere a che fare per una volta con qualche bravo magnaspaghetti?

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Beh, dipende in che modo lo si fa, non dispiacerebbe vedere tex alle prese con degli italoamericani, sotto questo punto di vista ne esistono di spunti, però l'ambientazione più appropriata secondo me sarebbero grandi città come New york o chicago, che sinceramente non reputo buone per una storia di Tex....... ma può sempre saltar fuori qualche altro piccolo anneddoto, quindi forse vale la pena provare.

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Se i connazionali malmenati sono mafiosi o camorristi non vedo il motivo di stufarmi :D Non appartengo n° all'etnia n° alla razza di costoro!Certo,  sarebbe indispensabile che tra i personaggi positivi ce ne fosse uno o più di origine italiana, un coraggioso, o una coraggiosa (ma perchè non una famiglia?) che aiuta Tex nella sua lotta contro gli stessi individui che lo perseguitavano oltreoceano

Quanta verità Cheyenne.. Il soggetto è interessante, ma secondo me mancherebbe qualche spunto avventuroso, tipo non so qualche tesoro di famiglia con ricatti vari e "parenti serpenti" come background

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Il soggetto è interessante, ma secondo me mancherebbe qualche spunto avventuroso, tipo non so qualche tesoro di famiglia con ricatti vari e "parenti serpenti" come background

Forse è meglio non fantasticare troppoa livello di soggetti, se non finir? che un giorno qualcuno scriver? una storia simile e qualcun altro potr? accusarlo di avere copiato... :D:lol:

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Personalmente mi piacerebbe leggere altre storie ambientate fuori dalle abituali piste di Tex. Certo che ci dovrebbe essere una buona idea di fondo, senza che sia scritta "tanto per". Una trasferta in Italia mi rendo conto che sarebbe difficile da progettare, non vorrei che venisse fuori qualcosa di ridicolo o insulso. Qualche spunto interessante potrebbe essere utile, come il "tour" del Wild West Show di Buffalo Bill a Roma. Dietro dovrebbe esserci una legame forte con la Storia dell'epoca, altrimenti che senso avrebbe trasferire Tex e pardsèMolto più facile sarebbe appunto inserire qualche personaggio italiano nelle ambientazioni classiche, penso che non sarebbe poi così difficile. Magari tra i cattivi, un pericoloso boss mafioso emigrato dall'italia, che comincia i suoi loschi traffici e a spadroneggiare in una città del West. Oppure far incorociare le piste di Tex con una famiglia italiana di coloni che sta trasferendosi da una parte all'altra dell'America. :trapper:

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l'ambientazione più appropriata secondo me sarebbero grandi città come New york o chicago, che sinceramente non reputo buone per una storia di Tex.......

Su questo mi permetto di dissentire. L'ambiente principe di Tex è il sudovest, siamo d'accordo, ma non sarebbe la prima volta che si sposta ad est, come quando va a Washington. Poi non so se all'epoca Chicago e New York fossero città molto importanti, ma per i nostri eroi anche San Francisco è poco vivibile, quindi...

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io non sento il bisogno di far trasferire tex in italia, perchè, essendo siciliano, mi sento già come se vivessi nel far west(parola! :ph34r:), quindi, per me, la sicilia in cui vivo si può perfettamente sovrapporre al mondo western di tex.... :lol:

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