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paco ordonez

[616/617] Sotto Scorta

Voto alla Storia?  

47 voti

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La copertina mi sembra efficace e rende molto bene la sensazione di attesa e preoccupazione che aleggia, il far della sera è reso molto bene sia con i colori che con il tratto, mi piace anche il titolo, conciso ma esaustivo di quel che la storia può promettere. Le vignette in anteprima fanno ben sperare in una avventura densa di azione e situazioni intriganti, con un Tex probabilmente da solo ma davvero determinato. Quanto agli autori dei disegni, per me i Cestaro sono i preferiti fra gli ultimi acquisti, resi molto bene gli ambienti ed un bel tratto delle fattezze dei personaggi, un bel dinamismo fisico ed un Tex somigliante ai canoni classici ma anche originale. Sono ottimista circa la prossima uscita!

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Oggi non ci volevo proprio credere ma era così, l'albo era già in edicola e quindi posso dare un veloce parere sulla storia. Decisamente buona solamente sarebbe ora che Faraci provi a scrivere e sceneggiare delle storie con qualche pards e non sempre con coprotagonisti occasionali. Ogni tanto può andar bene ma Tex è diventato il fumetto con 60 anni di storia anche e soprattutto grazie ai suoi pards e in una storia come questa un Carson o uno qualsiasi tra Kit e Tiger ci stava bene.

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Racconto magnifico, con un Tex in gran spolvero, deciso a far parlare più i fatti che la sua voce. I Cestaro semplicemente meravigliosi... quell'immagine di un Tex stagliato sulla porta rimarr? nella mia memoria molto a lungo. Veramente un bell'albo !

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Tito faraci, nel suo blog, dice qulcosa su questa storia.
Interessante anche l'accenno a Claudio Villa.

http://titofaraci. nova100. ilsole24ore.com/... tto-scorta. html

Claudio si può considerare, per certi versi, una sorta di cosoggettista non ufficiale di Tito, che più di una volta ha ammesso di averlo chiamato per chiedergli consigli su questo o quel passaggio di una storia.

In "Lo sceriffo indiano", così si racconta, pare che sia stato proprio Villa a suggerire il trucco per cui Tex si fingeva morto per ingannare gli avversari nella scontro finale alla baracca. _ahsisi
Faraci e Villa sono molto amici e secondo quanto raccont? una volta Faraci stesso, anni fa, di ritorno da una convention fumettistica nel sud, passarono tutto il viaggio di ritorno divertendosi ad elaborare soggetti per Tex.
Se qualcuna di queste idee è sopravvissuta nella loro memoria, non sarebbe male utiliazzarla per qualche storia, se non è già stato fatto. ::evvai::

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La trama dell'albo di Marzo dal sito della SBE:

Tex e uno sparuto gruppo di cittadini di Bravestone, che hanno avuto il coraggio di affiancarlo durante il viaggio del bandito Jack Torrent verso il tribunale, si ritrovano sotto assedio, in un fortino sperduto nel New Mexico. Le palizzate di Fort Kearny dovevano essere la loro salvezza, e invece la partita si fa ancora più difficile e pericolosa. Saranno il coraggio, la forza e l'ingegno del Ranger a risolvere la situazione. Ma non senza avere prima pagato un tributo di sangue...

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Non ho ancora comprato l'albo, quindi non so niente di questa storia. Però un paio di sere fa hanno fatto in televisione ?Quel treno per Yuma?, con Christian Bale e Russel Crow, e devo dire che il soggetto di questa storia faraciana mi ha ricordato molto il film. Abbiamo infatti in entrambi i casi:1) un bandito catturato da scortare (al treno, nel caso di Bale);2) la sua banda che fa di tutto perchè il capo non arrivi a destinazione;3) un gruppo di cittadini volontari che accompagnano l'uomo di legge. Detto questo, non parlo ovviamente, n° di plagio n° di nient?altro, e forse la mia è solo una pippa mentale inutile! :D In ogni caso, dopo aver visto la prossima copertina di Villa e le vignette in anteprima, non vedo l'ora di stringere l'albo tra le zampe!

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Non ho ancora comprato l'albo, quindi non so niente di questa storia.
Però un paio di sere fa hanno fatto in televisione ?Quel treno per Yuma?, con Christian Bale e Russel Crow, e devo dire che il soggetto di questa storia faraciana mi ha ricordato molto il film.
Abbiamo infatti in entrambi i casi:
1) un bandito catturato da scortare (al treno, nel caso di Bale);
2) la sua banda che fa di tutto perchè il capo non arrivi a destinazione;
3) un gruppo di cittadini volontari che accompagnano l'uomo di legge.

Detto questo, non parlo ovviamente, n° di plagio n° di nient?altro, e forse la mia è solo una pippa mentale inutile! :D
In ogni caso, dopo aver visto la prossima copertina di Villa e le vignette in anteprima, non vedo l'ora di stringere l'albo tra le zampe!

Chiaro che per valutare meglio, dovresti aver letto la storia, ma intanto, senza entrare nel merito (io la storia l'ho letta ed ho, quindi, un vantaggio ingiusto su di te :indianovestito:), mi limito solo a fare un paio di osservazioni.


1) Anche al sottoscritto il soggetto in se ha ricordato "Quel treno per Yuma" (ma non solo: a cercare attentamente si trovano altri film in cui c'è da scortare un prigioniero da qualche parte), ma l'ispirazione si deve pur prendere da qualche parte, l'importante è che le variazioni sul tema siano tali da escludere che si tratti di plagio. Se bastasse il tema comune, allora dovremmo concludere che "Sulla pista di Fort Apache" è un plagio di un qualunque film di cavalleria di John Ford o, peggio ancora, che dovremmo dire della prima parte del "Il tranello" o de "I diavoli rossi" di Nizzi, in cui il debito con la fonte di ispirazione è più che evidente?

2) Nel caso in specie, poi, le variazioni rsipetto a "Quel treno per Yuma" mi sembrano ad occhio più d'uno. Non foss'altro perchè nel film i bravi cittadini si squagliano al primo vero segno di pericolo o già di l' ed il protagonista, per quanto regga fino in fondo, ha evidentemente paura, una paura che riesce a vincere, ma pur sempre esistente. La sola presenza di Tex, col suo carattere e la sua determinazione mai sfiorata da veri dubbi ed incertezze, basta a mutare gli equilibri ed a portare il soggetto verso epiloghi differenti.

Se poi volessi, di soggetti di Tex (e non solo) ispirati in vario grado a racconti western sono convinto che potrei trovarne parecchi anche senza cercare particolarmente. :indianovestito:

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Di solito non comemnto le storie se non dopo che sono finite, am stavolta farà un'eccezione. Giusto per non sbagliare metto tutto sotto...

Trama classicamente western, con un evidente richiamo alle atmosfere dei film anni 50, di quelli con venature thriller o psicologiche e questo è ovviamente un pregio dal mio punto di vista. Dal punto di vista tecnico nulla da dire. sceneggiatura solida e senza sbavature, personaggi ben caratterizzati, che non scadono troppo nello stereotipo. Molto buone la scene d'azione. Tex si comporta decisamente benissimo: duro, secco, ironicop quamntpo basta. Peraltro troviamo anche qui quello che è un clasisico di Faraci: l'inizio con una scena d'azione. Carina, anche se evidentemente fine a se stessa (serve solo ad introdurre il dottore), la scena tra il dottore e la ragazza da saloon (ed usiamolo pure quest'eufemismo :lol2:), che si offre con molto garbo di pagare in natura anche se il dottore rifiuta con altrettanto tatto. laughing Mi chiedo se qualcuno non avrà da ridire. A me ha fatto solo sorridere. Ci sono però alcune note un p? stonate: i terribili fratelli Torrent non sembrano sempre così terribili, specie Jack, che fa un p? la figura del ladro di polli. Mi rende anche un p? perplesso il fatto che dei fuorilegge assalgano addirittura un posto dell'esercito sia pure sguarnito. Ci avrei visto meglio degli insiani. Vedremo se Tito sapr? fugare le mie perplessit?. Decisamente ottimi i gemelli Cestaro. Se ho capito bene: Raul si è occupato delle pagine dispari e Gianluca di quelle pari, ma come sempre, non è facile accorgersi delle differenze. In ogni caso, un plauso a Gianluca per la deliziosa signorina di pag. 32i nella cui realizzazione ho visto un p? di Bernet o sbaglio? clap :indianovestito: I due gemelli si confermano comunque tra i migliori disegnatori di Tex della nuova generazione :inch:

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Chiaro che per valutare meglio, dovresti aver letto la storia, ma intanto, senza entrare nel merito (io la storia l'ho letta ed ho, quindi, un vantaggio ingiusto su di te :indianovestito:), mi limito solo a fare un paio di osservazioni.

1) Anche al sottoscritto il soggetto in se ha ricordato "Quel treno per Yuma" (ma non solo: a cercare attentamente si trovano altri film in cui c'è da scortare un prigioniero da qualche parte), ma l'ispirazione si deve pur prendere da qualche parte, l'importante è che le variazioni sul tema siano tali da escludere che si tratti di plagio. Se bastasse il tema comune, allora dovremmo concludere che "Sulla pista di Fort Apache" è un plagio di un qualunque film di cavalleria di John Ford o, peggio ancora, che dovremmo dire della prima parte del "Il tranello" o de "I diavoli rossi" di Nizzi, in cui il debito con la fonte di ispirazione è più che evidente?

2) Nel caso in specie, poi, le variazioni rsipetto a "Quel treno per Yuma" mi sembrano ad occhio più d'uno. Non foss'altro perchè nel film i bravi cittadini si squagliano al primo vero segno di pericolo o già di l' ed il protagonista, per quanto regga fino in fondo, ha evidentemente paura, una paura che riesce a vincere, ma pur sempre esistente. La sola presenza di Tex, col suo carattere e la sua determinazione mai sfiorata da veri dubbi ed incertezze, basta a mutare gli equilibri ed a portare il soggetto verso epiloghi differenti.

Se poi volessi, di soggetti di Tex (e non solo) ispirati in vario grado a racconti western sono convinto che potrei trovarne parecchi anche senza cercare particolarmente. :indianovestito:

Carlo, sono d'accordo con te... e credo di averlo detto chiaro che non parlavo di plagio, assolutamente!

Come dici tu, una cosa è prendere ispirazione una cosa è plagiare...
D'altronde, per fare un esempio non texiano, io sono cresciuto con capolavori del Dylan Dog di Sclavi che prendevano spunto a piene mani a film, romanzi, ecc: e non sono plagi! :trapper:

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Chiaro che per valutare meglio, dovresti aver letto la storia, ma intanto, senza entrare nel merito (io la storia l'ho letta ed ho, quindi, un vantaggio ingiusto su di te :indianovestito:), mi limito solo a fare un paio di osservazioni.

1) Anche al sottoscritto il soggetto in se ha ricordato "Quel treno per Yuma" (ma non solo: a cercare attentamente si trovano altri film in cui c'è da scortare un prigioniero da qualche parte), ma l'ispirazione si deve pur prendere da qualche parte, l'importante è che le variazioni sul tema siano tali da escludere che si tratti di plagio. Se bastasse il tema comune, allora dovremmo concludere che "Sulla pista di Fort Apache" è un plagio di un qualunque film di cavalleria di John Ford o, peggio ancora, che dovremmo dire della prima parte del "Il tranello" o de "I diavoli rossi" di Nizzi, in cui il debito con la fonte di ispirazione è più che evidente?

2) Nel caso in specie, poi, le variazioni rsipetto a "Quel treno per Yuma" mi sembrano ad occhio più d'uno. Non foss'altro perchè nel film i bravi cittadini si squagliano al primo vero segno di pericolo o già di l' ed il protagonista, per quanto regga fino in fondo, ha evidentemente paura, una paura che riesce a vincere, ma pur sempre esistente. La sola presenza di Tex, col suo carattere e la sua determinazione mai sfiorata da veri dubbi ed incertezze, basta a mutare gli equilibri ed a portare il soggetto verso epiloghi differenti.

Se poi volessi, di soggetti di Tex (e non solo) ispirati in vario grado a racconti western sono convinto che potrei trovarne parecchi anche senza cercare particolarmente. :indianovestito:

Carlo, sono d'accordo con te... e credo di averlo detto chiaro che non parlavo di plagio, assolutamente!

Come dici tu, una cosa è prendere ispirazione una cosa è plagiare...
D'altronde, per fare un esempio non texiano, io sono cresciuto con capolavori del Dylan Dog di Sclavi che prendevano spunto a piene mani a film, romanzi, ecc: e non sono plagi! :trapper:

Posso comunque dirti che lo stesso Faraci non ha avuto difficolt? ad ammettere di aver cercato di costruire una storia alla Elmore Leonard, che è lo scrittore dal cui racconto "Quel treno per Yuma" sono stati tratti molto liberamente i due film omonimi.

Approfitto dell'occasione per un rapido semi OT: per ma la versione del 1957 con Glen Ford e van Heflin è superiore al p?ur pregevole remake con Russel Crowe e Christian Bale. :colt: _ahsisi

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Faccio un commento veloce in base alle mie prime impressioni:I disegni dei fratelli Cestaro sono molto belli e adatti a questo genere di storia. La storia è molto aperta a numerosi colpi di scena quindi per ora attendo l'evoluzione nel prossimo albo;visto che fino ad ora è tutto normale. Per finire sono assolutamente d'accordo con Carlo Monni sul fatto che i fratelli Torrent non sembrano affatto così temibili;sono partito con l'idea di nemici tosti da affrontare, ma Jack si è rivelato solo bravo a sorridere. Mentre forse Billy è quello che ha messo un p? più in difficolta Tex durante il racconto. Aspettiamo l'ultimo dei tre che ha l'aria di essere il più pericoloso...(chissà forse siamo ancora troppo abituati a Mondego :snif: )

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E bravo il nostro Tito! Ottimo lavoro anche quello dei Cestaro, ovviamente, ma io per abitudine mi soffermo un pelino di più sulla parte scritta!Albo veramente azzeccato che fa ben sperare in una degno seguito e quindi in una storia da ricordare! Io sono d'accordo con chi vorrebbe più spesso Tex con i pards (e peraltro ultimamente siamo stati accontentati), ma qui l'azione in solitaria ci permette di goderci pienamente il Tex che ci era tanto mancato. Questa volta, anche se la trama, nonostante la sua semplicit?, non è "semplicistica" come la battuta potrebbe far pensare, sembra davvero azzeccato dire: "Tex arriva e le suona a tutti!" :colt:

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Ho da poco finito di leggere la storia di questo primo albo: soddisfatto in tutti i sensi, sia come storia che come disegni!

Ho visto un certo luccichio negli occhi del doc quando il bandito gli fa la proposta indecente: secondo me nel secondo albo in nostro dottorino ci riserver? qualche sorpresa!
Aspetteremo con avidit? ed ansia.....:D;):P

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Letto l'albo ieri sera, il soggetto del gruppo fuggiasco che si ripara e si difende in un fortino è interessante anche se già sfruttato in qualche occasione (mi viene in mente Gli eroi del Texas e quell'altra storia dove si asserragliano in una stazione di posta, la memoria mi fa cilecca..), però qui è reso più originale dalla presenza della banda Torrent. La scrittura di Faraci mi sembra efficace, mostra un Tex deciso, classico ma spregiudicato, pronto all'azione con in serbo un bel mucchio di sganassoni e le colt ben oliate! Dialoghi fitti nei momenti giusti e rarefatti nelle scene di azione, niente di ridondante. I disegni mi piacciono molto e mi confermano i Cestaro nella mia top list, anche se a voler essere pignolo non mi ha convinto il Tex delle prime vignette di pag 23. E' evidente che il primissimo piano dei personaggi rappresenta il marchio di fabbrica dei Cestaro, anche se ho trovato un uso eccessivo di quello di Jack Torrent con gli occhi che emergono dall'ombra della tesa del cappello, mi sembra di averne contati almeno sei, quasi tutti identici. Come dice Havasu, grandiosa l'apparizione di Tex sulla porta all'inizio dell'avventura. Billy Torrent mi ricorda molto il James Coburn di "Già la testa", chissà se si sono ispirati.... In sintesi un buon lavoro, lascia ben sperare in un secondo tempo anche migliore, spero in un'avventura su più di due albi.

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Questa volta, anche se la trama, nonostante la sua semplicit?, non è "semplicistica" come la battuta potrebbe far pensare, sembra davvero azzeccato dire: "Tex arriva e le suona a tutti!" :colt:

Sai che avevo pensato di chiosare il mio commento con questa citazione è :old: Mi hai fregato, bruciandomi sul tempo..... _thia- :D:trapper:

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Letta questa prima parte. tanto ero stato critico nei confronti dell'almanacco di gennaio, tanto mi sento di elargire degli elogi per questa nuova storia faraciana. Senza spoilerare troppo, soggetto classico ( cioè texiano ), racconto che non sa di già letto, con dei buoni colpi di scena, Tex molto centrale, grintoso. Scrittura scorrevole, nessuna pesantezza, fa piacere ritrovare nei dialoghi tante battute conosciute e ripescate dal repertorio che giovano tantissimo alla riconoscibnilit? del prodotto. Disegni sempre superlativi, d'altronde stiamo parlando dei Cestaro, tra i migliori delle nuove leve di disegnatori texiani. Un suggerimento che non è tanto una critica, rendere il volto di Tex un po' più rilassato. Il personaggio sa tanto di "incazzato" senza che ce ne sia motivo, voglio dire anche anche quando pesta i nemici. Appunti sugli aspetti negativi ?Siamo nel New Mexico. Possibile che uno squadrone di almeno una trentina di fuorilegge, che spadroneggia su diverse città, avendo diversi sceriffi corrotti dalla propria, sia perfettamente sconosciuto a Tex è Possibile che debba arrivare a Bravestone per puro caso ?La codardia del paese mi è parsa un pochino eccessiva, ma sicuramente è solo una mia impressione. La durata della scazzottata al ranch dei Benson meritava una maggiore trattazione: se Torrent è un pericoloso criminale, non ha senso farlo cedere come una mammoletta. Molto godibile, nonchè caratterizzante, invece la scenetta del dottore e della prostituta.

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Veramente un bella storia , seppur semplice mi ha appassionato , grazie a certe situazioni interessanti . Ad esempio all ' inizio della storia quando la banda dei Torrent inconsapevole della presenza di Tex nel ranch di Benson , si trova invece ad affrontare il ranger . Molto affascinante la presenza del dottore . Spettacolari i disegni , ottimo lavoro .

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Esco da questa lettura con molta soddisfazione. Una bella storia e un bel Tex, senza dubbio, e credo proprio che il meglio lo vedremo il mese prossimo, con la battaglia nel forte.

Una storia corale, mi sembra di poterla definire; interessanti soprattutto il personaggio del dottore, le cui motivazioni sono un p? ambigue- nel senso che non si capisce per quale motivo preciso abbia deciso di rischiare la pelle; e quello del giovane aspirante pistolero, molto simpatico. Ben tratteggiato anche il quadretto familiare dei Benson. Ma su tutti, e questo è il fatto che di Faraci mi piace di più, svetta Tex, la cui eroicit? e superiorit? non viene mai messa in ombra da nessuno, e al contrario esaltata: Tex non è la comparsa di una storia corale, ma il personaggio principale.
Questione cattivi:innanzitutto credo sia ancora presto per
esprimere un giudizio, ma non concordo con chi parla di nemici fiacchi. Dico questo perchè la scena in cui Billy impiomba il vecchio Benson, ci mostra un fuorilegge freddo e calcolatore; anche la considerazione di Frank sul fatto che è meglio che l'uomo non sia morto, mi fa pensare la stessa cosa di lui.
La scena che mi è piaciuta di più è quella
nel villaggio: Faraci, a mio avviso, è riuscito benissimo a rendere tutto il clima di paura e vigliaccheria che grava sugli popolazione.
Capitolo Cestaro: straordinari, semplicemente straordinari. Un west magnifico, una caratterizzazione dei personaggi ineccepibile (specie i banditi, tutti dotati di facce da galera credibilissime), sapienza compositiva (nelle inquadrature, per esempio) e ottime scene d'azione. Il loro Tex mi ha convinto definitivamente, e non mi sembra nemmeno così eccessivamente ombroso, ma duro nei momenti giusti. Qualche tempo fa espressi qualche dubbio sulla loro evoluzione stilistica, nel senso di una possibile mancanza di originalità. Ammetto di aver preso un abbaglio, per motivi che spiegher? quando avrà letto il secondo albo. Complimenti a tutti e tre gli autori! :cowboy:

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