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pecos

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  1. Io approvo senza dubbio le seguenti proposte: e penso che meriterebbero anche le prossime:
  2. Colgo anch'io l'occasione per qualche commento generale sull'annata appena trascorsa, rischiando di ripetere le considerazioni di @Leo che condivido in massima parte. Annata piuttosto sottotono per la serie regolare, anche se è da ricordare per l'esordio ai testi di due nostri forumisti (mi unisco al bentornato al pard @Barbanera, che ieri ho avuto il piacere di rileggere sul forum!). Decisamente ottimo però il numero bis L'agente indiano e soprattutto Alla ricerca delle navi perdute, che ovviamente prende il mio voto sia come miglior storia, che come miglior copertina (La campana nella nebbia), che come miglior personaggio (Tornuak). Venendo alla serie più giovane, Tex Willer, dobbiamo ammettere che è quella che ultimamente regala maggiori soddisfazioni: gli sceneggiatori non ne sbagliano una, e il gruppo di disegnatori è eccelso (tra l'altro, mi pare di poter dire che abbiano tutti uno stile abbastanza simile gli uni con gli altri, rendendo la serie piuttosto omogenea dal punto di vista grafico). Come non votare come miglior storia Sull'alto Missouri e miglior personaggio Ray Clemmons, visto il mio amore per Il passato di Carson di cui questa storia è un più che degno prequel. Miglior copertina: Texas Rangers. Infine, condivido la delusione di Leo per gli albi speciali, che quest'anno di speciale avevano ben poco (a parte di disegni del grande Casertano). Ho votato Mississippi Ring come miglior storia, con un Manfredi che finalmente scrive una buona storia di Tex; per me il Maxi si aggiudica anche l'Oscar per la miglior copertina. Infine, grande difficoltà a scegliere un miglior personaggio per le storie speciali, quindi indico il personaggio della storia che mi è piaciuta di più, il killer Drunky.
  3. Mah, io non posso dire che la mefistolata di Nizzi sia pessima, perché non me la ricordo quasi per nulla: non l'ho mai riletta da quando è uscita in edicola. E questo qualcosa vuol dire... Invece, nell'elenco di @Poe, a mio personalissimo gusto aggiungerei un "imperdibile" a fianco di Black Baron, una storia che ho sempre amato. La sequenza della distruzione della taverna è indimenticabile
  4. Appunto. In tutto questo, in effetti i nostri "fanno davvero poco". Serve un gruppo di uomini formidabile per l'impresa che Tex e pards hanno di fronte: affrontare i ghiacci dell'artico, salvare una spedizione perduta, affrontare una terribile tribù di indigeni cannibali... Invece che affidarsi a un gruppo di anonime comparse, qui Borden sceglie di caratterizzare tutti i membri della spedizione, dagli amici storici alle nuove comparse. Nessuno, a parte Tex, è protagonista perché TUTTI, insieme, affrontano l'impresa che hanno davanti. E poi figurati, se Borden non avesse messo né Brandon né Gros-Jean sai quanti commenti avremmo letto del tipo: "è una storia nel Grande Nord, come ha osato Boselli non mettere gli amici storici!" Borden, la prossima volta inserisci 10 tavole finali in cui vediamo Dallas e Mike in un ranch in Texas a mungere vacche circondati da una torma di ragazzini. Così la loro storia avrà una degna conclusione.
  5. Bravo @Dix Leroy. Così si risponde. (Ah, io concordo in pieno con te sulla questione.)
  6. Ma fa finta di fare fatica perché è un brontolone!
  7. Per quanto io condivida molto poco di quello che ha scritto, fa piacere leggere critiche scritte bene come quelle di @Vecchio Serpente, rispettose ed articolate Rimango dell'idea che molti degli aspetti che non ti sono piaciuti rientrino nella sfera dei gusti personali, e quindi siano in quanto tali poco discutibili. Vorrei rispondere solo su alcuni punti, senza ripetere alcune osservazioni che ha già fatto @Leo prima di me e che come sempre condivido. Non lo so con certezza, ma non faccio fatica a pensare che il meteo in quelle regioni possa essere estremamente variabile. Riguardo al mare che gela e disgela ripetutamente, però, a me non sembra proprio che succeda. Il ghiaccio si sta progressivamente sciogliendo (magari troppo velocemente, questo sì), ho già spiegato questo punto in un commento precedente. Questo è il più CLASSICO dei finali di una storia d'Avventura. I nostri arrivano in un luogo esotico e leggendario, nascosto ed inviolabile per anni e anni, e nel momento di lasciarlo quel luogo ritorna ad essere irraggiungibile, questa volta per sempre. Lo abbiamo visto innumerevoli volte anche su Tex (le terre dell'abisso, la caverna del Signore dell'Abisso, la storia del Monte Rainier...), è classico ed è bello così. Per me si tratta quasi di un finale obbligato, la storia non avrebbe potuto concludersi in maniera diversa. Inoltre, in questo modo Borden si riallaccia alla realtà storica - il relitto della Terror verrà ritrovato ai giorni nostri affondato in quel punto - chiudendo la sua storia alternativa come tra due parentesi. Insomma... Tornuak in quelle terre ci è nato e ci vive, è ovvio che si sappia muovere più abilmente e velocemente di Tex e Tiger che vengono dalle terre calde E a tirare su un ometto di pietra in una pietraia non ci vuole certo un secolo... Beh, ma chi doveva essere a farlo? Non vorrai togliergli almeno questa soddisfazione, poveraccio! Questa di @Leoè l'unica critica che mi sento di condividere. Leggendo la storia avendo ben presente la geografia di quelle terre, sembra davvero che i nostri percorrano distanze enormi in tempi brevissimi.
  8. - La nave è bloccata nel ghiaccio vicino alla costa OVEST dell’Isola di Re Guglielmo, e il braccio di mare che la collega all’isola è completamente ghiacciato (si scioglierà solo alla fine): quindi, dalla nave all’isola si va a piedi. - Il gruppo di Tex arriva dalla terraferma a SUD dell’isola. Il mare tra la terraferma e l’isola è in parte ghiacciato, in parte libero. Per questo il primo tratto viene percorso con le barche; poi, avanzando verso nord e verso l’isola incontrano il mare ghiacciato e proseguono a piedi (portandosi le barche, che useranno come riparo). Arrivati nei pressi dell’isola c’è un breve tratto dove il ghiaccio si sta sciogliendo, quello con i lastroni che vengono superati a salti. Mi sembra che tutto torni…
  9. Bellissimo commento come sempre, @Leo Sulle perplessità che esprimi nella parte finale, anche a me è sembrato che ci fosse un po’ di confusione sulle distanze, che nella realtà dovrebbero essere ben maggiori di quelle percorse in poche ore dai nostri. Sulla questione del mare ghiacciato, anche qui dovrei riprenderla meglio. Ma l’idea di fondo dovrebbe essere che il ghiaccio si sta progressivamente sciogliendo (i blocchi di ghiaccio su cui saltano Tex e Tiger per raggiungere l’isola, e il ghiaccio che intrappola il relitto della Terror). Per rispondere ad un commento precedente, se il presunto errore fosse che la nave si sarebbe dovuta muovere allo scioglimento dei ghiacci negli anni precedenti, bisogna tenere conto che il mare non ghiaccia allo stesso modo ogni anno: direi che sia perfettamente verosimile che il ghiaccio che intrappolava la Terror non si fosse sciolto per tanti anni (che è poi il motivo per cui la spedizione di Franklin è rimasta bloccata per anni nell’Artico senza possibilità di far ritorno).
  10. L’ho detto stamattina che eri in forma, oggi.
  11. Ah! Ma dai, è vero, ho controllato! Per me invece è bella l'idea di una spedizione fatta di tanti personaggi ben riconoscibili (il quartetto dei pards, Jim Brandon, Mike, Dallas e Dawn, i due indiani, Yotimo, i Métis), piuttosto che il solo Tex alla guida di un gruppo di anonime comparse. Questa soluzione permette anche di introdurre la storia e rendere il lettore familiare con lo scenario in modo graduale (penso al primo albo in cui la "compagnia" si arricchisce via via), e di seguire da vicino i vari gruppetti sparsi prima del ricongiungimento finale. Poi è ovvio che in questa situazione non tutti possono avere lo spazio da coprotagonisti. Come ho già scritto, se preferite le avventure il cui la telecamera è sempre fissa su Tex, forse questa storia non fa per voi. Alcune scene che le vedono insieme sono ben riuscite: penso a quella dello scontro con Tornuak. Beh, se in una storia del genere si critica la verosimiglianza di due donne alla guida di una spedizione, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi della verosimiglianza di tutto il resto...
  12. Quarto albo assolutamente splendido, magnifica conclusione di una delle storie più belle degli ultimi anni. ‼️SPOILER‼️ Come da tradizione boselliana, dopo i primi albi più lenti ed introduttivi la storia decolla nel terzo albo in un crescendo di azione ed emozioni, che culmina in un finale intenso e coinvolgente. Ancora una volta, non si può fare a meno di sottolineare la maestria dello sceneggiatore nella gestione dei tanti personaggi che affollano i deserti ghiacciati dell'estremo Nord. La sottotrama di Tornuak si va a inserire in maniera perfetta nella trama principale, non c'è davvero una virgola fuori posto nella sceneggiatura. L'ambientazione del tutto inedita ed affascinante - qui il pack ghiacciato e la pietraia dell'Isola di Re Guglielmo si sostituiscono alla tundra degli albi precedenti - consente a Boselli di sbizzarrirsi con le sue trovate, che sono il suo marchio di fabbrica e che rendono la sceneggiatura mai noiosa: è particolarmente riuscita la scena in cui Tex e Tiger raggiungono l'isola saltando sui lastroni di ghiaggio, così come l'utilizzo dei cairn (gli ometti di pietra), che non potevano davvero mancare in una storia come questa, con cui Tornuak indica ai nostri la pista per il villaggio dei Mahaha. Se già dal terzo albo si poteva intuire il legame tra i membri della spedizione perduta e la tribù "dannata" dei Mahaha, qui abbiamo la conferma dalla viva voce di uno dei membri dell'equipaggio del capitano Franklin, l'ice-master James Reid (personaggio storico). L'idea è davvero bella, Boselli mescola abilmente realtà storica e immaginazione, proprio come è giusto che sia in una storia d'Avventura. Anche il finale è quello classicamente più giusto, con la Terror che si inabissa tra le nebbie, come tanti luoghi fantastici che ritornano ad essere irraggiungibili dopo essere stati fugacemente visitati dai nostri eroi. Le ultime due pagine sono stilisticamente curiose; come bene dice @cggiorgi, la storia si conclude effettivamente a pagina 112, le ultime due pagine vanno lette come una scena "extra" dopo i titoli di coda. Avrei una curiosità da chiedere a @borden: sappiamo che il titolo di lavorazione della storia era "Erebus", ma la nave che viene ritrovata dalla spedizione della storia è la Terror, mentre la Erebus viene solo menzionata. Quando hai ideato la storia pensavi di far raggiungere ai nostri l'altra nave, e c'è stato un cambio in corsa dovuto al ritrovamento del relitto della Erebus mentre scrivevi la sceneggiatura? In conclusione ritengo questa storia una delle migliori uscite dalla penna di Boselli degli ultimi anni: per il fascino dell'ambientazione inedita, per l'idea alla base del soggetto, e per la sua bravura nel saper raccontare una bella storia. Da rileggere presto tutta di fila.
  13. Invece si fa proprio così Diablero, si postano esempi a sostegno delle proprie tesi. Così quelli come me che sono interessati ad approfondire qualche aspetto sono contenti. (Tanto lo sappiamo, quando scrivi le tue filippiche non lo fai per i negazionisti - che tanto non li convinci comunque - ma lo fai perché sai che c’è anche un pubblico interessato ai tuoi approfondimenti, giusti o sbagliati che siano )
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