Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

pecos

Sceriffi
  • Posts

    985
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    32

pecos last won the day on October 15

pecos had the most liked content!

3 Followers

About pecos

  • Birthday 05/16/1985

Profile Information

  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    118
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Roy Bean

Recent Profile Visitors

5,551 profile views

pecos's Achievements

Mentor

Mentor (12/14)

  • Dedicated Rare
  • First Post
  • Collaborator
  • Posting Machine Rare
  • Conversation Starter

Recent Badges

255

Reputation

  1. Ho comprato le prime strisce, non so se proseguirò la raccolta - e vado a spiegarne il motivo, anche se temo di inimicarmi una parte del forum Anzitutto, trovo comunque l'iniziativa lodevole e spero abbia grande successo. Devo anche dire che avendo per le mani le prime strisce, mi rendo conto di come questo formato renda davvero giustizia al tratto morbido di Galep. Sono rimasto stupito di come l'esperienza di lettura dei disegni - straordinari - sia davvero diversa rispetto al formato dell'albo bonelliano a cui ero abituato. Si vede come Galep fosse davvero capace di raccontare una storia con i suoi disegni. Forse è questo il motivo che mi spingerà a proseguire la raccolta. Però, io sono un lettore relativamente giovane, ho iniziato a leggere il Tex ad inizio anni '90 recuperando l'intera collezione ai mercatini, senza prestare la minima attenzione alle edizioni (tra i miei albi si trovano indifferentemente tuttotex, tre stelle, anche alcuni originali prezzati 200L, ecc.). E quelli sono gli albi che mi hanno fatto innamorare di Tex. Il formato a strisce non mi appartiene, è il rileggere le prime storie nel formato e negli albi che avevo da bambino che evoca in me i ricordi, il sentimento di nostalgia, che è poi il motivo per cui si leggono e rileggono le vecchie storie. Quindi, anche se decidessi di comprare le anastatiche, in fondo sarebbe solo per collezionismo (a cui tutto sommato non sono così interessato), non per leggerle davvero. Ma sono le storie originali, senza censura!, mi direte. Un vero texiano deve leggere gli originali di GLB e Galep! Certo, è una gran cosa, ma forse questo non mi eccita particolarmente. Comunque forse alla fine le comprerò tutte, giusto per non dovermene pentire tra vent'anni
  2. Bravo Angelo, bell'atteggiamento. Diablero, non c'è bisogno di inca***si tutte le volte, anche se magari alcuni interventi possono sembrarti senza senso, si può ragionare con pacatezza e far notare agli altri dove sbagliano o chiarire i malintesi senza azzuffarsi. Ora, però, noto un po' di confusione sul forum. In questa discussione si dovrebbe commentare la storia inedita in uscita in formato a striscia; per parlare delle ristampe anastatiche c'è un altro topic:
  3. Grande Borden, bella presentazione! Non conoscevo la canzone, stupenda. La spedizione del capitano Franklin è menzionata anche in "Northwest Passage" di Stan Rogers:
  4. Sinceramente, Andrea, trovo il tuo commento piuttosto fuori luogo ed eccessivo. Il fatto di aversi visto un soggetto approvato non rende certo Barbanera un professionista del fumetto ed un collega di Ruju, rimane un forumista come noi che ha avuto il privilegio (e la bravura) di vedere un suo soggetto realizzato. Da lì in poi, non ha più messo mano alla storia, non ha collaborato con Ruju ed ha visto il risultato solo alla fine, come tutti noi; non vedo proprio perché non possa esprimere qui la sua soddisfazione per come Ruju ha realizzato il suo soggetto. Dai vecchio squalo non dire idiozie!
  5. Un commento ad una storia può contenere osservazioni interessanti che non riguardano la trama (ad esempio sullo stile del disegnatore, o sul proprio grado di apprezzamento della storia), e commenti più specifici che entrano nei dettagli. Io ad esempio sono qui senza aver letto il secondo albo, sono interessato ai primi ma mi irriterebbe leggere quelli del secondo tipo; non costa nulla segnalare questi ultimi con l'indicazione di SPOILER, come peraltro previsto dal regolamento
  6. Ho letto circa un anno fa questo libro che narra la storia della Erebus fino all'ultima spedizione del Capitano Franklin: Inutile dire da quanto aspetto questa storia e quanto sono contento che sia finalmente pubblicata! Ne approfitto per chiedere a @borden se ha qualche altro libro sull'argomento da consigliare
  7. Buon primo albo, buona sceneggiatura di Ruju che non eccede con le scene ad effetto, ma soprattutto un ottimo @Barbanera che ha ideato un bel soggetto intrigante! Niente da dire, per ora un primo albo che si legge molto piacevolmente, grazie anche agli ottimi disegni. Sembra un po' scontato chi ci sia dietro la maschera del mostro e non mi aspetto particolari sorprese da questo punto di vista, ma non lo ritengo un grosso difetto della storia.
  8. Ma che pasticcerie frequenti Condor???
  9. Mmm... potevo risparmiarmi la fatica del post precedente, se bastava questo.
  10. Prima di decidere se e in quale percentuale sono presenti elementi western nelle storie di Nizzi, bisognerebbe forse mettersi d'accordo su cos'è il western... Non mi sono mai posto questa domanda, e provo a scrivere qualche riflessione; se qualcuno che ne sa più di me vuole intervenire per aggiungere qualcosa o correggermi, ben venga La prima cosa che salta alla mente è che il western è anzitutto un'ambientazione, un'atmosfera: quella della Frontiera degli ultimi decenni dell'Ottocento, dopo la guerra di Secessione, in un mondo fatto di spazi sconfinati e piccole comunità che va via via scomparendo con l'arrivo del progresso. Ma questo, da solo, non basta per fare un western; è non è nemmeno condizione necessaria, perché possiamo avere storie puramente western ambientate da tutt'altra parte (il Grande Nord, il Messico, ma non solo) o addirittura in altre epoche. Ci sono invece tematiche così caratteristiche che bastano, forse, a definire cosa sia il Western: tra le principali che mi vengono in mente, menzionerei i conflitti con gli indiani, il rapporto tra l'uomo e le vastità selvagge, la Conquista di quelle vastità e l'avanzata del progresso e della civiltà (simboleggiata dal telegrafo e dalla ferrovia), un ordine sociale dove la legge istituzionale non esiste, "uomo e comunità e l'uomo fuori dalla comunità" (ripreso dal post di Diablero), forse anche il tema della vendetta (molto presente negli spaghetti-western). ("Fuga da Anderville" non ha nessuno di questi temi, come dice Monni è una storia di guerra, non ascrivibile al genere Western). Alla luce di questo, mi pare vero che diverse storie di Nizzi non contengano elementi tali da poterle definire western, ma bisogna anche dire che tante sue storie sono, invece, puramente western. Trovo anche che sia un errore dire che Nizzi scrive commedie e non western: questa è solo una questione di registro, non di sostanza. Il western di può declinare in una varietà di toni: come dice Boselli nell'intervista riportata da Poe, il western di GLB è epico e avventuroso, quello di Nolitta è più problematico e drammatico, quello di Nizzi vira verso la commedia, quello di Borden è un western romantico. Poi anche il western di GLB è contaminato da altri generi (fantastico, fantascienza...) e a volte anche le sue storie non si possono dire storie western.
  11. Approfittando delle sonnacchiose ferie estive ho appena riletto questa storia che ricordavo come una delle ultime ottime prove di Nizzi, sebbene non la riprendessi ormai da tanti anni. È stato davvero un bel tuffo nel passato, con una storia spumeggiante, ricca di personaggi, ma soprattutto in cui si respirano il fascino e l'Avventura delle solitudini del Grande Nord. Se non vado errato, il capolavoro boselliano "Nei territori del Nord-Ovest" usciva nello stesso periodo, e i due soggetti hanno qualche punto di contatto - certo il maxi di Boselli è inarrivabile, ma anche la storia di Nizzi si difende bene. Non mancano alcuni difetti "cronici" delle sceneggiature nizziane: qui ho trovato piuttosto macchinosa la serie di coincidenze che mettono i nostri sulla pista giusta nella seconda parte del primo albo (prima l'incontro con il sergente Buford, che li rimanda al barman, il quale finalmente spiattella tutta la storia sul traffico d'armi); in queste circostanze Nizzi dà sempre l'impressione di non essersi sforzato molto per inventarsi qualche trovata minimamente originale, ma si affida al solito scontato meccanismo. Poco male comunque, perché quando la storia funziona si è più benevoli anche di fronte ai difetti. L'identità del Teschio, come molti hanno scritto prima di me, è del tutto evidente già dal primo albo; quello che però rimane nascosto e che riesce pienamente a mantenere alto l'interesse del lettore per tutta la storia sono le motivazioni dietro l'agire del Teschio. Menzione d'onore, ovviamente, ai disegni di Ortiz, capace di trasportarci con efficacia nelle atmosfere nordiche che i lettori di Tex amano così tanto. Il mio voto finale è lo stesso del @Condor senza meta, un bell'8.
  12. Giudizio sintetico: con questa uscita del Color Tex andiamo un po' meglio rispetto agli ultimi (disastrosi) numeri, senza però arrivare a un risultato che qualitativamente (soprattutto dal punto di vista grafico, disegni e colori) valga la spesa. Ma se si è disposti a chiudere un occhio sui disegni, la storia è una lettura leggera e godibile. La storia, appunto, non è male, anche se si fa un po' fatica a ritrovare in queste pagine il meraviglioso sceneggiatore di Magico Vento. Ripeto sempre che da Manfredi mi aspetto storie di altissimo livello, ma nelle sue ultime storie di Tex sembra essersi assestato su una mediocrità che non è da lui. Il soggetto è piuttosto originale (ma non so se questo sia un complimento), la sceneggiatura di certo non annoia e ha qualche guizzo e trovata che tengono accesa l'attenzione. Tutto sommato, senza spoilerare nulla, una lettura piacevole, ma non entusiasmante. Il problema maggiore sono i disegni, che non aiutano ad entrare nell'atmosfera della storia, anzi affossano la sceneggiatura non eccelsa ma neanche da buttare via. Il pard @Poe ha già espresso nel suo perfetto commento i motivi per cui lo stile di Cossu proprio non va. Non è un problema di scarso impegno del disegnatore, la cura dei disegni è evidente, è proprio uno stile del tutto inadatto, che renderebbe indigesta qualunque sceneggiatura. Penso che la stessa storia realizzata dal bianco e nero di Letteri avrebbe avuto tutt'altro effetto. Lo ripeto ogni estate: da un albo "speciale" che si chiama "Color Tex" ci si aspetterebbe qualcosa di speciale proprio dalla parte grafica. E ogni anno ci ricasco e lo compro, ma solo perché sono uno di quelli che le storie inedite le comprano tutte.
  13. COLOR TEX N° : 19 IL KILLER FANTASMA UN ASSASSINO VESTITO DI NERO, TORNATO DALL’ALDILÀ… Formato: 16x21 cm, colore Pagine: 160 Uscita: 06/08/2021 Soggetto: Manfredi Gianfranco Sceneggiatura: Manfredi Gianfranco Disegni: Cossu Ugolino Colori: Celestini Oscar Copertina: Villa Claudio Si fa chiamare Jack-in-the-box, come i babau nella scatola che terrorizzano i bambini. Anche lui appare e scompare all’improvviso… Ma Jack Palmer è uno spietato killer e la sua caratteristica principale è che è già morto! Ora è tornato nella cittadina di Roxanne, per uccidere uno a uno i suoi nemici… Tra lo spettro e le sue vittime, ci sono solo le colt di Tex e Carson! Copyright SERGIO BONELLI EDITORE
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.