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Il Biondo

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  1. Leggo che siete in diversi a ritenere quantomeno discreta, se non buona, questa storia di Nolitta: personalmente non rammento che mi avesse colpito al tempo della prima lettura, ne in bene ne in male, e come Virgin ricordo poco o nulla della vicenda. Per cui me la segno anche io tra quelle da riprendere, prima o poi, e chissà che non rimanga piacevomente sorpreso!
  2. Concordo sulla delusione, anche se per non so bene quale motivo ho preferito il secondo albo al primo, al netto comunque della sequenza iniziale col solito Kit uccellato, del peggiore duello finale che ricordi, e di qualche vignetta che mi ha fatto storcere il naso (Si va in scena del cattivone, pag 79, mi ha lasciato proprio così: ). Il sapore di brodo allungato l'ho percepito lungo tutto l'arco della vicenda sinceramente...tutto visto e stravisto, e passi, però personaggi e sceneggiatura piatti piatti purtroppo, e anche Font mostra un po' la corda, il che vista l'età è comunque comprensibile. Non il modo migliore per cominciare il 2026 Texiano.
  3. Grazie, ragazzi. Mancava proprio il Magazine!
  4. Ti capisco, acquistandolo saltuariamente è difficile entrare in sintonia con la serie. Io l'ho apprezzata maggiormente quando ho recuperato i primi 100 in sequenza.
  5. Piccolo O.T. Se ti interessa recuperare un po' di Majo, anche se mi sembra di ricordare che non ti piace troppo il genere, prova con gli albi citati da Poe, tutti scritti da Boselli, che apprezzi, a parte "Lamiah" di Colombo, e magari anche "I cacciatori di fantasmi", "La colonna infernale" o "Via del sortilegio". Sicuramente almeno a livello grafico resterai soddisfatto.
  6. Beh, sul fatto che sia un grande disegnatore non ci piove. Però addirittura mai visto un Majo così? Messa a confronto con il suo Texone, altro di suo su Tex al momento non lo ricordo, o con tanti lavori su Dampyr questa storia non spicca particolarmente, secondo me. Qui invece mi trovi d'accordo, spero sempre in qualche nuova storia boselliana puramente western
  7. Io mantengo questo giudizio anche per la storia nella sua interezza, e neache Majo mi è sembrato al suo meglio Anche per me la questione è un po' forzata: se non ho capito male il colonnello per verificare che ci fosse l'argento sfruttava i poveracci a cui concedeva l'affitto delle miniere, piuttosto che assumere direttamente lavoranti. In sostanza invece di sborsare e magari non cavare un ragno dal buco introitava con gli affitti e stava pronto a scacciare gli affittuari in caso di filoni promettenti. Minima spesa massima resa, se non fosse che comunque la banda di bravacci doveva pur sovvenzionarla...non so, ci può anche stare, pero non mi ha convinto più di tanto. Poi, sempre in merito al colonnello, viene buttata un po' li l'ossessione per il suo vecchio avversario apache, certo per dare maggiore caratterizzazione al personaggio, ma anche qui l'effetto finale non mi ha soddisfatto granchè. In generale durante la lettura ho avuto la sensazione che qualcosa non tornasse, non so bene spiegarlo...tante scelte nerrative un po' così...come detto, storia che può anche intrattenere, ma non convince. La cosa migliore dei due albi è per me la battuta di Carson al doc "Ogni tanto qualcuno lo risparmiamo...a voi non capita mai dottore?"
  8. Ero rimasto indietro con la lettura della Tex Willer, e ieri sera mi sono letto tutta d'un fiato questa storia. Devo dire che mi è piaciuta, la trovo scritta bene (anche con la giusta dose di mestiere) e pure Valdambrini, che non è uno dei disegnatori migliori dello staff, alla fine accompagna bene la vicenda. In alcune sequenze mi è parso di cogliere degli omaggi agli spaghetti-western e, mi pare sul terzo albo, un'inquadratura di Tex a cavallo che è sputata la copertina del Texone di Kubert Bello rivedere Gunny e nel complesso buoni personaggi, con mezzo scalpo che spicca su tutti, anche se A proposito di difetti, sicuramente ho trovato un po' troppo dilatato il tutto: si sarebbe potuto ridurre la storia di un albo, eliminando qualche tavola di sparatoria o altre sequenze a mio avviso un filo allungate. Non ci si può lamentare che manchi l'azione in questa storia, ma come detto alcune sparatorie risultano alquanto ridondanti e ripetitive, come anche le sequenze dei sogni onirici, alcune meglio riuscite ed altre meno. E poi non so voi, ma Arkansas Joe in generale non mi acchiappa più di tanto Comunque storia promossa, che avrebbe per me beneficiato di una maggiore "compressione ".
  9. Ciao Poe, concordo che extra regolare si siano raggiunti picchi più alti. I texoni di Villa e Carnevale sicuramente, sopra a quello di Dotti per me. Pinkerton Lady e altre sulla Tex Willer, che però per quanto mi riguarda è un po' in stanca anche lei negli ultimi anni. Sui cartonati non sono ferrato perchè li acquisto molto saltuariamente, sicuramente tra quelli che ho letto Yellow Bird e Charro sono storie piacevoli ma la voce grossa la fanno sicuramente i disegni, mentre il mio preferito complessivamente è Snakeman, mi ha colpito da subito. E poi si, non capisco l'avversione generale per la storia del Rainer, che mi è piaciuta sia a livello di atmosfera che trama, oltre che dal punto di vista grafico: trovo che l'incontro ravvicinato con gli extraterresti sia stato gestito bene texianamente parlando. Non è perfetta ma fa il suo dovere, certo penso che quanto visto rimanga un limite da non superare
  10. Io ho votato buono stando un po' di manica larga. Il problema di questo centinaio sono le troppe storie mediocri e che paiono scritte con il pilota automatico, accanto a qualcuna comunque di buon livello, ma purtroppo con Borden in calo capolavori o storie davvero memorabili zero. Così al volo direi: Migliori: Bowen, Satania, navi perdute, agente indiano, nel complesso Mefisto, Vancouver, Rainier e Rick Master. Peggiori: Mezcali, rupe, pistolero, Manuela, lago salato, mesa, Red rock, Falco Giallo, cavalcata. Delusioni personali: Il ritorno della tigre nera, forse dovrei rileggerla ma ho l'impressione di un polpettone abbastanza indigesto man mano che proseguiva...oltre alla già citata Cavalcata del destino, probabilmente non necessaria e comunque non riuscita.
  11. Personalmente non sento la mancanza di una trasposizione cinematografica delle avventure del nostro ranger, anche perchè penso che non sarebbe possibile mantenere le peculiarità del personaggio e del suo mondo e si finirebbe con lo snaturarli, ottenendo nel migliore dei casi un generico film western. Non mi attrae particolarmente neanche l'idea di una serie televisiva animata o non, forse più fattibile ma dalle possibilità di successo comunque molto incerte, ed in definitiva concordo con Dix che In ogni caso meglio concentrare tutte le energie creative sulla realizzazione di nuove storie a fumetti di qualità.
  12. Ognuno ha i suoi gusti, poi si discute in tranquillità Mi riferivo comunque più che altro alle ultime uscite sulla regolare... Per me con questa siamo dalle parti della pattuglia scomparsa, ecco. Ma le altre che citi, a parte i maxi che non ho letto, ormai non sono così recenti: l'onore di un guerriero è uscita nove anni fa, i forrester 8 e tra l'altro non ne ho un grande ricordo, anche perchè mal digerisco Filippucci. Guatemala era invece una storia più ambiziosa e corposa, ma non riuscita alla perfezione. Post settecento secondo me le migliori di Ruju rimangono quella con Bowen e Vancouver. Le sue storie di raccordo sulla Tex Willer non mi sono dispiaciute, mentre gli ultimi Texoni li ho trovati generalmente un po' fiacchi, al limite della sufficienza visto il prestigio della collana.
  13. Anche io, claro. Ma ritengo questa complessivamente migliore rispetto a diverse altre delle sue ultime, al di là della maggiore o minore centralità di Tex e pards. Sulle storie DI TEX o con Tex, questa è più della seconda categoria, chiaro, ma è un argomento sul quale si è dibattuto e si dibatterà ancora in futuro. Non aprimo parentesi pericolose Io questa storia l'ho gradita senza gridare al miracolo, e per oggi tanto mi basta
  14. Forse il merito maggiore del mio apprezzamento a questa storia è che ai pennelli c'è Civitelli, un grande, un altro disegnatore che quando lo vedi sulle pagine del nostro ti senti a casa, e possono avere contribuito anche l'ambientazione nordica e l'atmosfera plumbea appunto rese ottimamente dall'artista toscano. Quindi questa scorrevole (e lineare as usual) storia me la sono letta con piacere, al contrario di altre (troppe?) doppie rujane o nizziane degli ultimi anni...certo, alla fine è una di quelle vicende made in Ruju che tanto piacciono a Diablero in cui la storia è incentrata su altri ed i veri protagonisti non sono i nostri eroi, però in questo caso John Ware viene caratterizzato abbastanza bene e risulta essere un buon personaggio. Niente di miracoloso ma tutto sommmato una gradevole lettura sulla quale non pesano troppo alcune forzature e scelte narrative di comodo, comunque presenti e già evidenziate. Un buon 7 complessivo direi che può starci.
  15. Non entro nel merito della natura umana in generale, che di sicuro benevola non è: il mio punto è che leggendo qualche messaggio mi era sembrato di capire che, nonostante le loro azioni, i minatori venissero quasi assimilati a delle vittime della società...vittime lo sono, ma dell'incidente e della sfortuna, non dell'accanimento e della crudeltà dei loro simili. Dalla storia non si evince che post esplosione vengano respinti da qualche villaggio di "brava gente", loro danno per assodato che lo sarebbero e giustificano così il loro isolarsi in una comunità tribale e violenta: attaccano e uccidono gli indiani rapendo un ragazzino per farne uno schiavetto, attaccano e uccidono i bianchi per depredarli...non provano nemmeno a tornare ad una vita civile. Non sarebbero costretti a ricorrere alla violenza, scelgono di ricorrervi. Il problema è solo la LORO natura, che evidentemente l'incidente porta alla luce. Infatti vengono abbattuti come birilli dai nostri.
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