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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[304/307] I Cospiratori

Voto alla storia  

26 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Fabio Civitelli
Periodicità mensile: Febbraio 1986 è Maggio 1986
Inizia nel numero 304 a pag. 102 e finisce nel numero 307 a pag. 58




A Corpus Christi, quello che sembra un misero peone muore pugnalato, invocando Tex. Padre Andreas Pineiro, un frate inviato segretamente da Montales a Corpus Christi per incontrare i rangers, è stato ucciso dai tagliagole capeggiati dalla coppia di serpenti Vicente e Ramiro. I pards iniziano a indagare e contro di loro viene aizzata la ciurmaglia del Rel'mpago, subito ammansita a suon di pugni! Quando Tex e Carson si imbarcano per Matamoros, la città da dove il religioso era partito, sfuggono per un pelo alle grinfie dell'avido capitano Maycroff, prezzolato dagli assassini. Giunti a destinazione, i pards riparano in chiesa, protetti da un monaco dello stesso ordine di Andreas. Per sfuggire agli sbirri di Matamoros e ai carnefici di padre Andreas, Tex e Carson si travestono da monaci e salgono sul treno per Monterrey, diretti al monastero di San Felipe, luogo d'origine del frate defunto. I pards vengono però scoperti e arrivano al convento per vie traverse, trovandolo assediato dalla polizia. All'interno, Montales giace ferito a una gamba, vittima di un complotto ideato dal generale Velasco per far uccidere da un sicario il Segretario di Stato americano e rivedere così gli accordi stipulati a proposito della linea di frontiera. Il killer va individuato ed eliminato! Aiutato da due ufficiali di polizia fedeli a Montales, Tex si intrufola al ricevimento in onore del Segretario di Stato americano, appena in tempo per sventare l'attentato dinamitardo messo in atto dalla cricca del generale Velasco. Ormai spacciato, il glaciale killer tedesco si vendica scagliando la bomba contro i suoi mandanti.



© Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Bella questa storia! Non è quella dei pard travestiti da Frati e della risposta in latino a sproposito, che andrebbe postata (e lo farà!) nelle facce basite? E del Carson che poi tira un moccolo vestito da frate? Una delle scene da treno più divertenti che abbia mai letto. Ricordo anche una tintura per capelli ed un sicario tedesco. Un comandante di nave con il sonnifero ed una mega rissa con dei marinai. Bellissimi i disegni di Civitelli e la storia è davvero emozionante e divertente, del primissimo Nizzi, quello che ne imbroccava tante e spesso (anche se ogni tanto stonava). Bellissima, un must per i Texiani.9

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Ricordi molto precisi, Wasted....... :D:D Io non ho tutta la storia ( mi mancano le sue battute iniziali al n. 304, anche se dal riassunto sembrano molto simili a quelle de "Il ritorno di Montales" nel n. 137 ) e vorrei aspettare il momento in cui disporr? dell'albo mancante per dire la mia ; sulla base di quanto ho letto, la mia opinione sulla storia è comunque molto positiva.

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Un'aspetto di questa storia che precorre l'evoluzione ( o forse "involuzione" ) successiva del Tex di Nizzi è il ruolo assegnato a Kit e Tiger: sono presenti all'inizio probabilmente perchè

servivano altre due paia di braccia nella zuffa in taverna con la ciurma del capitano Barranco
; ma poi Tex pare quasi volersene liberare, incaricandoli di badare ai rifornimenti per la riserva navajo. In una storia come questa, ciò non d' fastidio, anzi mette ancor più in rilievo l'abilità e il coraggio degli altri due pards, ma poi diventer? quasi la regola leggere storie texiane con il nostro ranger affiancato sempre e comunque dal "vecchio cammello" ( con il prevedibile contorno di siparietti, magari divertenti, ma esposti pure al rischio dell'eccessiva prevedibilit? ). Modificato da Pedro Galindez

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Ho letto finalmente anche l'inizio della storia nel n. 304 e posso quindi darne una valutazione globale. A mio avviso si tratta di un vero capolavoro, in cui Nizzi sa catturare magistralmente l'interesse del lettore, alternando meravigliosamente momenti comici ( come il travestimento di Tex e Carson da frati ) e drammatici ( valga per tutti la scena iniziale ) in un rimo narrativo sempre teso. Anche i personaggi minori ( specie il capitano Barranco, "canaglia simpatica", il capitano Mycroff, divorato dall'avidit?, e il sicario tedesco ) si imprimono fortemente nel ricordo del lettore. Tex e Carson sono al massimo della forma, e ne hanno bisogno, perchè i loro nemici hanno occhi, orecchie ed armi ovunque; in compenso, però, i loro partner in questa vicenda ( il capitano Marquez e il tenente Cordoba della polizia messicana ) si dimostrano davvero abili e ricchi di risorse . A volere essere pignoli, si potrebbe forse avere qualcosa da obiettare nel ruolo assai limitato riservato a Kit Willer e Tiger, oppure alla riduzione di Montales a "procacciatore di missioni"; si tratta comunque a mio parere di limiti di poco conto. I disegni di Civitelli, alla sua seconda prova su "Tex", sono come sempre perfetti tecnicamente, ma anche efficacissimi nella resa dei personaggi ( tanto per fare un esempio, ritengo che il capitano Mycroff non sarebbe un comprimario così riuscito, senza la faccia scavata e spiritata conferitagli dal disegnatore aretino ). Si tratta insomma di un eccellente antefatto de "L'uomo con la frusta", in cui ritorneranno Montales e il generale Velasco, il "vilain" più importante di questa storia. In sintesi ( e IMHO ):soggetto 9,5sceneggiatura 10disegni 10.

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Una delle piu' belle e avvincenti storie di Nizzi in assoluto, qui alla sua seconda collaborazione con Civitelli. L'autore rispolvera e riconsegna ai lettori Montales, che ancora una volta chiede aiuto al suo vecchio amico Tex per risolvere un intricata vicenda politica in cui e' invischiato. Da quando il ranger mette piede a Corpus Christi non vi e' un attimo di tregua. Una splendida avventura che vede i quattro pards ininzialmente coinvolti in una rissa stile Bud Spencer & Terence hill in una taverna malfamata. Da li' in poi a Tex e Carson, orfani di Kit e Tiger, succede di tutto. Si trovano drogati e imprigionati nella stiva di un battello, si vestono da frati, sono costretti a saltare da un treno in corsa, debbono affrontare i rurales. Come già detto nei post precedenti, i due rangers sono in una forma smagliante, soprattutto Tex. Indimenticabili le sue acrobazie nel tetto di un edificio mentre e' preso di mira dai rurales sottostanti, come e' incancellabile ed eroico l'attentato che riesce a sventare durante una cena politica. Una storia a dir poco superba, eccezzionale, condita da un umorismo sano e azzeccato. Per la serie "il Nizzi che fu'..."Nostalgia!

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Una sola parola, l'unica da dire dopo quelle di Pedro e Antony:CAPOLAVORO!Una delle più belle dell'intera serie!... che ha anche il merito di aprire il "ciclo messicano" che continuerà alla grandissima con "Appuntamento con la morte", e poi con "Guerriero apache" e "Scorta armata"... Nizzi e Civitelli, che coppia!10 e lode :inch::inch::inch::inch:

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Dopo averla riletta, mi appresto a commentare questa storia magnifica in maniera più decente. Premetto che questa è sempre stata una delle mie preferite, a cui ho sempre pensato come ad un autentico Capolavoro... a tutto ciò aggiungo che "I cospiratori", insieme o poco dopo a "L'uomo con la frusta",? la più bella storia messicana dell'intera serie!La motivazione è che mai come in questa storia ci viene dato il ritratto di un Messico insieme affascinante e verosimile;il Messico qui non è solo sfondo della narrazzione, ma è il motivo portante dell'agire dei personaggi:ecco allora che ci sono Montales o Marquez che agiscono in sua difesa, e i congiuranti che invece vogliono conquistare un potere sempre maggiore a discapico della nazione-brame queste, che hanno continuato a flagellare la nazione anche nel secolo scorso. Ecco quindi che, se il Messico, con le sue problematiche e i suoi intrigi sotteranei, rappresenta un vero e proprio "comprimario", del suo territorio e dei suoi diversi ambienti ce ne vengono offerti un assortito campionario:passiamo così dalle stradine del porto di Matamoros a un monastero sperduto su una collina, per arrivare infine a Monterrey:splendido il pennello di Civitelli, che riesce magnificamente a rendere tutto il fascino di queste diverse ambientazioni ;e ovviamente questo continuo cambio di paesaggi e questo addentrarsi sempre più dei due pards in un ambiente ostile ma bellissimo, costituiscono alcuni tra gli elementi di maggior bellezza della storia. Storia che è strapiena di scene al cardiopalma spettacolari:da quella col tuffo dal treno dei due "frati", alla sparatoria con annesso inseguimento per arrivare alla missione, fino alla fuga spericolata di Tex nell'ospedale... senza dimenticare tutta la scena della fuga dalla nave di Maycroff col successivo inseguimento per mare e per terra... Su tutto questo è palpabile la maestria di Nizzi, che stempera come nessun'altro la tensione e la drammaticit? degli eventi con la sua ironia di cui si ha un saggio nei battibecchi fra i due satanassi;e credo che saremo tutti d'accordo nel dire che la scena in cui i due si travestono da frati sia una delle più spassose dell'intera serie("Laudetur Jesus Christus!""Omnia munda mundi, sorella")... L'ironia di Nizzi, il suo saper rendere i pards mai seriosi e pieni di sè, ma invece amici alla mano e scanzonati nei momenti in cui c'è da esser scanzonati, credo sia l'elemento che manca a tutti gli altri dopo di lui... E sempre merito di Nizzi è quello di proporre una straordinaria galleria di personaggi. Non star? a citarli tutti, ma è doveroso ricordare almeno il capitano Maycroff, individuo abietto e disposto a tutto pur di veder aumentare il suo gruzzolo;e il tedesco bombarolo, personaggio tra i più freddi e impassibili che io ricordi, astutissimo nell' imitare Diabolik(e in questo anche Tex non sarà da meno), della cui morte sono sinceramente dispiaciuto:chissà, poteva diventare un'ottimo nemico per qualche altra storia... Civitelli già all'epoca era un grande!!Certo, se pensiamo a come il suo stile si è evoluto, le tavole di questa storia perdono punti... ma proviamo a dimenticare l'eccezzionalit? dei suoi disegni d'oggi, e proviamo a pensare unicamente alle tavole di questa storia:ebbene, questi disegni sono spettacolari! Civitelli non ha problemi nell'affrontare le ambientazioni più diverse, non si fa intimorire dall'idea di dover caratterizzare un così grande numero di personaggi;e i suoi pards sono magnifici:ci sono dei primi piani di Tex stupendi!Insomma, all'epoca Civitelli era già Civitelli!Per quanto riguarda Nizzi dico solo che anche questa storia conferma quanto ho già avuto modo di scrivere:e cioè che lui è stato, dopo Bonelli, il più grande sceneggiatore di Tex, capace di creare storie emozionanti, che sovente non lasciano un'attimo di respiro, con personaggi quantomeno degni di nota uniti ad una trama splendida, svolta come meglio non si sarebbe potuto.. Spero che siano in molti a rileggere(o a leggere la prima volta)storie come queste, perchè una rivalutazione dell'opera di questo artista è doverosa!Per concludere, a questo pop? di storione d' il mio 10 più convinto!...

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Immagine postata


Il veliero che appare in questa storia è il famoso clipper "Cutty Sark" che Civitelli, grande appassionato di fotografia, ebbe modo di fotografare a Londra. Nel riprodurlo nelle pagine di Tex, il disegnatore pensava di aver così ottenuto un eccellente risultato, ma l'amico Claudio Nizzi gli "contest?" subito sia la bellezza dell'imbarcazione, sia il suo apparire troppo linda per quella specie di carretta del mare che invece era stata descritta nella sua sceneggiatura!

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Un'altra contestazione ai disegni di cui Civitelli parla nel suo libro monografico edito dalla Little Nemo è quella piovuta su questa storia da parte di Canzio e riguarda il monastero che appare nel numero 306 "I cospiratori", che sembra bulgaro o greco, cioè ortodosso! Se guardate la tavola, la cosa sembra avere effettivamente un legittimo fondamento.

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Non ho molto da aggiungere oltre a quanto è già stato scritto nei precedenti interventi!Questa per me rimane una delle più belle avventure firmate da Claudio Nizzi e rientra a pieno titolo tra le storie migliori della serie di Tex!I disegni di Civitelli aiutano certamente moltissimo nella valutazione finale. Ma Claudio è stato veramente bravo perchè ha saputo tirare fuori da uno schema gii? visto, qualcosa di grandioso. Ricorda un p? "Il Ritorno di Montales", chiaramente l'inizio è ispirato a quello, ma poi l'autore decide di seguire una via diversa da quella vecchia avventura. Infatti ci ricordiamo tutti che GLB in quella storia prefer? inscenare più che altro un assedio, piuttosto che mettere Tex nel bel mezzo di un complotto politico, con tanto di attentatore che cambia volto. Claudio invece, che in questi primi gialli su Tex andava alla grande, preferisce farci seguire la pista del complotto, farci vedere da vicino l'ambiente dei politici corrotti, farci assistere al pranzo con il tanto temuto e annunciato attentato a base di dinamite. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Scene memorabili ed indimenticabili, come quella di Tex e Carson vestiti da frate, sono sparse a piene mani nelle pagine di questa indimenticabile avventura!! :DDa leggere assolutamente, io non mi stanco mai!! -ave_ Voto: 10! ::evvai:: :trapper:

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secondo me una delle migliori storie di claudio nizzi e ............. che dire di civitelli ormai lo conosciamo tutti e sappiamo cosa ha dato e cosa po' dare a tex : assoluti capolavori ! storia che consiglierei a chi e' in procinto di innamorarsi di tex !

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Salve a tutti, mi sono iscritto da pochissimo, e quello che dice Lupo che corre è proprio vero, io cominciai a leggere Tex nel lontano 1986 proprio con la storia (tra l'altro già iniziata) 306 I Cospiratori, e da quel giorno non ho mai smesso di leggere e collezionare Tex, direi che sarà perchè è stata la mia prima storia, che per me resta la più bella, un giorno mi piacerebbe avere una tavola originale di questa storia, chissà non si sa mai.

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Penso sia già detto tutto su questa storia e non so proprio cosa aggiungere. Mi trovo d'accordo sul coro di consensi. Personalmente trovo "I cospiratori" come storia molto superiore rispetto al "Ritorno di Montales" che non regge il confronto. I disegni di Civitelli sono ottimi anche se in qualche vignetta li ho trovati un pelino sotto rispetto a quelli del suo debutto. In effetti l'unica piccola nota stonata del racconto è l'abbandono di Kit e Tiger che, considerata la situazione che già si era prospettata, ha poco senso. Probabilmente 4 pard in giro per Monterrey sarabbero stati difficilmente occultabili e gestibili. Voto 9+

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Finalmente ho capito come si sono incontrati Tex e Velasco (quando avevo letto "Chihuahua" mi era rimasto il dubbio); storia di alto profilo anche questa volta, senza bisogno di ribadire l'abilità di Nizzi nell'elaborare soggetti e sceneggiature di grande livello. In più, storie spalmate su circa tre albi contribuiscono ad aumentare anche le parti comiche (la sequenza migliore con Tex e Carson vestiti da frati, con Kit che "bestemmia" dopo che la valigia gli cade in testa facendo infuriare la donna seduta di fronte a loro). Lo sviluppo, poi, è sempre di grande velocit?, lasciando le spiegazioni necessarie in momenti di breve conversazione tra i vari protagonisti. Trama perfetta anche per i disegni di Civitelli, come sempre impeccabile.

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Mi sto rileggendo, a distanza di almeno dieci anni, la sequenza 301-409(quella che reputo la più bella di di sempre), e ho incominciato da questa storia, che reputo eccezionale su tutti i punti di vista:le storie di nizzi di quel periodo erano moooooolto belle, mentre civitelli, con ticci, villa e fusco,? uno dei quattro moschettieri di Tex che non cambierei con nessuno :inch: Il massimo è stato vedere carson vestito da frate(cosa che succeder?, ancor meglio, nella storia di charango una trentina di numeri dopo) bestemmiare nel treno e poi lamentarsi quando è finita la storia. Ai tempi,? innegabile, Tex faceva sognare ancora di più, secondo me -ave_

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Nizzi sa catturare magistralmente l'interesse del lettore, alternando meravigliosamente momenti comici ( come il travestimento di Tex e Carson da frati ) e drammatici ( valga per tutti la scena iniziale ) in un rimo narrativo sempre teso. Anche i personaggi minori ( specie il capitano Barranco, "canaglia simpatica", il capitano Mycroff, divorato dall'avidit?, e il sicario tedesco ) si imprimono fortemente nel ricordo del lettore. Tex e Carson sono al massimo della forma, e ne hanno bisogno, perchè i loro nemici hanno occhi, orecchie ed armi ovunque; in compenso, però, i loro partner in questa vicenda ( il capitano Marquez e il tenente Cordoba della polizia messicana ) si dimostrano davvero abili e ricchi di risorse .

Quoto Pedro per l'ottima sintesi che fa di questa storia, che coincide esattamente con le mie vedute (anche per quanto riguarda i personaggi minori, quali ad esempio Baranco e Mycroff). Non lo quoto invece quando dice che la storia è un capolavoro: anche per me è una grande storia, intendiamoci: mi colpisce anche il fatto che per larga parte della stessa Tex e Carson siano coinvolti in svariate avvincenti scene d'azione senza che si sappia chi sia il nemico che vuole farli fuori e per quale ragione vuole farli fuori. Il lettore così si appassiona leggendo le scene d'azione, ed è nello stesso tempo sempre più incuriosito dal mandante e dal movente misterioso che si celano dietro tutti quegli agguati e quelle difficolt?. Ma, comunque, io non parlerei di Capolavoro: la storia mi sembra un p? "fredda", nel senso che, se l'azione non manca, mancano però quel pathos, quegli elementi epici, o drammatici, che fanno di una grande storia un capolavoro. E' una storia Texcentrica, che non lascia spazi, ad esempio, ad altri personaggi che coinvolgano emotivamente, o che portino altra umanit? di spessore nella storia. C'è soprattutto tanta azione, tante scene in cui i nostri pards si dimostrano in gambissima, e tanti momenti avvincenti che il nostro ranger affronta a meraviglia. E' una storia divertente e avvincente, ma che, IMHO, non suscita emozioni generate dalla compartecipazione del lettore alle vicende dei protagonisti. Qui il lettore non ha alcuna solidarietà nei confronti dei personaggi della vicenda, non si crea alcuna "empatia" (? la stessa trama che lo impedisce), si è solo spettatori di una serie di imprese mirabolanti e avvincenti, che si susseguono con un gran ritmo, e che divertono senza emozionare davvero. In sintesi, a mio modestissimo parere, grande storia sè, capolavoro no.

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E' una storia Texcentrica, che non lascia spazi, ad esempio, ad altri personaggi che coinvolgano emotivamente, o che portino altra umanit? di spessore nella storia.

Leo, ultimamente leggo con interesse i tuoi commenti alle storie, anche perche' tratti una fascia a me tanto cara della produzione nizziana. Per quanto riguarda questa storia, concordo quasi tutto tranne per la frase che ho quotato sopra. Per me, nella stragrande maggioranza delle volte, avere Tex centrale nella storia e' sinonimo di divertimento oltre che essenziale. E' questa storia ne e' la testimonianza. C'e' un Tex che e' una meraviglia:spiritoso, scattante, brillante e in forma smagliante. Avercene oggigiorno di storie cosi'. Io potrei benissimo farne a meno dei vari Juan Raza,Kid Rodelo,Johnny Laredo e compagnia bella quando c'e' un ranger cosi'.

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Ciao Anthony, ti ringrazio per l'interessamento che d'altronde è reciproco (come avrai avuto modo di constatare dai vari miei "quote"). Di conseguenza so come la pensi sull'affollamento di personaggi nelle storie di Tex e su questo abbiamo in effetti gusti differenti. Differenti, ma non troppo, alla fine, perchè anch'io farei a meno di personaggi quali Juan Raza e Kid Rodelo: in effetti hai citato quelli meno riusciti della produzione boselliana. Ma se ogni storia dovesse regalarci un Clemmons, uno Shane 'O Donnell, un John Walcott, un Glenn Corbett, o tutti quei meravigliosi comprimari che qui non cito presenti in "Oklahoma", beh, allora io ne sarei felice, perchè per me i capolavori sono le storie (e qui mi autoquoto e anzi scusami se sono ripetitivo fino alla noia) in cui i comprimari sono persone con una loro autonomia e non comparse che scompaiono nell'eccessiva luce di Tex.
Oggi sto rileggendo I Lupi Rossi, ad esempio, che ho letto tanto tempo fa e che non ricordo bene, e che mi sta affascinando per i personaggi che vi si affrontano, con un Tex mero spettatore.

Anch'io sono cresciuto con il Tex di Nizzi, che non disconoscer? mai, ma Boselli per me è stato una folgorazione, perchè ha introdotto in Tex elementi Kenparkeriani (anche Ken spesso era solo uno spettatore di eventi più grandi di lui, che trascendevano le possibilità di intervento di una singola persona e che per questo erano GRANDI e appassionanti) che mi hanno fatto amare il ranger più di quanto, prima, non lo avessi mai amato.

Peraltro, tornando alla storia, hai detto che mi quoti su tutto salvo che sulla frase sopra citata: ma quoti anche la parte della "freddezza"? Io credo che la freddezza stia, come detto, nel fatto che non si crea "empatia" con i personaggi, soprattutto perchè personaggi di rilievo non ce sono, a parte Tex. E' l'assenza di personaggi carismatici che mi rende questa storia fredda.

Spero di non essere ripreso per questo lungo Off Topic; ;) era solo per ribadire il mio punto di vista a te, Anthony, che ami un Tex differente dal mio; nonostante tutto, entrambi amiamo il ranger e ci ritroviamo nel ranger, ed è questa la grandezza di un fumetto, o di un'opera del pensiero umano: mettere d'accordo sia pure nelle divergenze di vedute.

Ecco perchè trovo straordinario questo forum: ci si può confrontare, si possono notare particolari che magari durante la lettura della storia non si erano notati, ci si può convincere ulteriormente di una sensazione iniziale o essere smentiti totalmente, ci si può stupire per un'analisi sottile che non avremmo mai fatto e che ci ha aperto gli occhi (mi è successo anche questo...). O, infine, c'è il piacere di vedere che qualcuno legge con interesse il tuo intervento, pur essendo in disaccordo con te su punti significativi.

Sono contento di avervi trovato ragazzi: un p? troppo tardi, forse, ma vi ho trovati.

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Peraltro, tornando alla storia, hai detto che mi quoti su tutto salvo che sulla frase sopra citata: ma quoti anche la parte della "freddezza"? Io credo che la freddezza stia, come detto, nel fatto che non si crea "empatia" con i personaggi, soprattutto perchè personaggi di rilievo non ce sono, a parte Tex. E' l'assenza di personaggi carismatici che mi rende questa storia fredda.

No, non sono d'accordo neanche su questo,Leo. Non trovo assolutamente fredda questa storia, anzi tutt'altro. E come gia' detto in precedenza, la mancanza di personaggi di rilievo per me non rappresenta un handicap per la storia. All'epoca, quando la lessi per la prima volta, ricordo che mi diverti' molto e successe la stessa cosa quando, nel corso degli anni, ripresi in mano gli albi. Perche questa avventura ha tutte le caratteristiche che vorrei sempre leggere su Tex:azione, umorismo, dialoghi secchi, scazzottate e spirito di amicizia. Inoltre, ha una trama ben articolata ma non complessa alla Boselli e cio' rende la lettura veramente piacevole. Quando la sera mi appresto a leggere un storia del ranger, dopo una giornata di lavoro, questa deve farmi rilassare e non farmi venire il mal di testa con trame intrecciate e complicate (vedi "La mano del morto").


L'empatia si deve creare con il protagonista della serie e non con i personaggi di contorno.

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L'empatia si deve creare con il protagonista della serie e non con i personaggi di contorno.

D'accordo che la Mano del Morto non è una lettura serale. Ciò non toglie che possano esserci storie complesse ma scorrevoli. Per tornare a I Cospiratori, Tex in questa storia è il solito Tex che conosciamo, maledettamente in gamba e vincente su tutta la linea. Questo Tex lo conosco bene, e l'empatia con lui c'è tutta, ci mancherebbe... Ma non sono queste le storie che preferisco: l'ampio respiro di una storia secondo me è dato dai vari personaggi e dalle varie situazioni che si vengono a creare, e in tutto questo micro-mondo, sfaccettato e policromo (non solo Tex, insomma) interviene Tex quale elemento risolutore (che non significa elemento centrale e/o onnipresente della storia, come in questo caso). Fortunatamente, sia Boselli che Faraci mi sembra abbiano trovato un buon "connubio" tra un grande Tex e ottimi comprimari, così da accontentare un p? tutti i gusti :indianovestito:

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(Leo 30 aprile 2012 00:30 )

Ma, comunque, io non parlerei di Capolavoro: la storia mi sembra un p? "fredda", nel senso che, se l'azione non manca, mancano però quel pathos, quegli elementi epici, o drammatici, che fanno di una grande storia un capolavoro.

Per quanto riguarda gli elementi drammatici non mi sento molto d'accordo con Leo (che ringrazio per l'apprezzamento per il mio post :indianovestito: ), se non altro perchè, come lui stesso riconosce, l'azione e la drammaticit? nella vicenda non mancano di certo ( e il fatto che la vicenda non si limiti a questo, IMHO, non è un difetto, se non altro perchè così non diviene uniforme e monotona ). Più complesso, magari, il discorso a proposito dell'epicit? e del pathos. Se l'epicit? fosse un requisito essenziale per un capolavoro, e si avesse soltanto con la presenza di personaggi carismatici allora IMHO la definizione "capolavoro" andrebbe abolita per il 95% della produzione narrativa mondiale in versi e prosa: rimarrebbero come capolavori indiscussi soltanto l'Iliade, Guerra e Pace e ( forse ) la Divina Commedia e Moby Dick, mentre non lo sarebbero, tanto per fare qualche esempio, il Decamerone l'Orlando Furioso e I Promessi Sposi. Per tornare a Tex, se dovessimo applicare questo criterio, non sarebbero sicuramente capolavori "Il giuramento" ( come ho detto altre volte, per quanto male facciano a Tex, n° Brennan n° Teller sono molto dotati di carisma ) o "In nome della legge" ( come sopra ) e si potrebbero avere dei dubbi che lo sia "Il figlio di Mefisto" ( Blacky Dickart riceve i suoi poteri per eredit? ed è in sè un tipo abbastanza meschino ); se i comprimari ( che non hanno l'obbligo dell'eroismo e della grandiosit? ) sono caratterizzati in maniera convincente ed efficace, la vicenda è ben costruita e "prende" l'interesse del lettore dall'inizio alla fine, perchè dobbiamo negarle il titolo di capolavoro? . Anche l'importanza che Leo attribuisce al pathos mi sembra lievemente unilaterale: nella vita reale ( e "Tex", nel 90% dei casi, è un fumetto che tende al realismo ) il pathos è davvero così presente da dover essere condizione sine qua non della grande arte ( o del grande fumetto, nel caso specifico )? O piuttosto, come mostrano Boccaccio, Ariosto e Manzoni, la grande arte si può avere anche grazie ad altri fattori come la scioltezza narrativa, l'equilibrio compositivo, la sapiente variazione dei toni? Per me ci possono essere capolavori tanto in chiave "epico - titanica" quanto in chiave "realistico - romanzesca" e, sulla base di ciò, "I cospiratori" meritano pienamente il titolo.

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