Guest Kerzhakov 91

[46/47] Il Sicario

  

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I pards vengono incaricati dal comando dei Rangers di indagare a Texas City: il messicano Don Manuel Espinosa ha precipitato il paese nella violenza e intende controllarne tutti i saloon. Tex, sotto mentite spoglie, si presenta come concorrente del boss locale, scatenando le ire dello spietato Wang e della setta cinese del Drago Nero alla quale Espinosa è affiliato. I quattro pards, aiutati dal gambler Nilsen, attaccano il covo del Drago Nero: nessuno dei micidiali trabocchetti sotterranei di Wang, riesce a salvarlo dal piombo di Willer! E nemmeno Espinosa, referente messicano della thong cinese, vedrà più la luce del sole!



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Bellissima storia, la prima di un certo spessore con i cinesi come antagonisti, con alcune scene da urlo, prima fra tutte quella della mitica porta delle mille felicit? :inch:
Azzeccatissimo ovviamente il personaggio del terribile Wang, nella storia ci sono anche diverse trovate irresistibili, come i falsi nomi scelti da Tex "Killer" e Kit "Parson" (che vuol dire parroco).
Ci sarà anche una sorta di seguito di questo racconto, con l'ancor più bello "Il ritorno del drago", nota anche come Chinatown.

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Io questa storia la trovo grandiosa. Il terribile Wang, capace di far venire i sudori freddi anche al suo principale complice, la terribile porta delle mille felicit?, la subdola vendetta avvelenata, il comitato di beneficenza... da ridere, davvero il termine. Contributi volontari? :D . Con un gambler come esattore. Grande storia e grande tex, addirittura padrone di un saloon. Davvero mitica. L'ho riletta mille volte, ma meriterebbe altre mille diciamo, fino a consumare gli albi. STUPENDA basta? No? allora 10.

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Una grande storia questa, da leggere e rileggere. L'inizio è classico, con il solito borioso potente, che vuole gestire tutti i loschi traffici della città. Infatti Don Manuel Espinosa ricorda molti altri boss che Tex incontra lungo il suo cammino. Ma GLB introduce accanto a DOn Manuel, la figura di Wang a capo di una setta cinese, che opera a Texas City, ma soprattutto nella vicina Galveston. Tex che si fa spacciare per Tex Killer (che avrebbe dovuto poi essere il suo vero nome, quando usci nel settembre del 1948). Il Parroco (Parson-Carson). L'indimenticabile COnfraternita ideata da Tex per ricattare i gamblers della città. Una storia epica ed avvincente, con un susseguirsi di attentati e colpi di scena. La porta delle mille felicit?, il coltello avvelenato, che storia!!!Non vorrei sbagliarmi, ma credo sia la seconda storia di Tex e pards contro le bande di cinesi, la prima la ritroviamo nei primi numeri. Voto 10.

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Questa è un'altra grande storia della mitica coppia!Grande storia, indubbiamente, verso cui però non sento di dover usare il termine "Capolavoro". Storia importante perchè ?, tra l'altro, quella che apre il ciclo(ahimè troppo breve!)delle sette cinesi(anche se già nel n.5 Tex affronta avversari della stessa razza). Si propone qui per la prima volta quello che si ripresenter? in "Chinatown":una commistione di generi, un libero spaziare tra western puro e trhiller-giallo(lo chiamo così perchè non saprei in che altro modo chiamarlo), che sorprende il lettore, quasi lo spiazza, e che al contempo lo tiene incollato alle pagine:ed è proprio lo spiazzamento, dovuto in questo caso alla commistione di generi, a far nascere nel lettore la curiosità:le due cose, spiazzamento e curiosità, si tengono a vicenda. Rispetto a "Chiantown" la commistione avviene qui in maniera più diffusa, e proprio per questo è più delicata, meno sentita dal lettore:perchè in "Chinatown" ci si trova di fronte improvvisamente a qualcosa di assolutamente inaspettato:un western ambientato in Messico;e questo dopo pagine e pagine di racconto per niente western, che sembrava essere già giunto alla sua conclusione. Lo shock è forte, tanto che rimane l'impressione di star leggendo due storie diverse. Invece qui la commistione è diffusa;si capisce da subito di star leggendo una storia articolata, che presenta svariate tipologie di nemici e situazioni diverse:dal western cittadino puro al giallo-avventuroso, e così via. Il lettore capisce che la commistione è fondamento strutturale della storia, e lo accetta senza che gli venga un colpo per la sorpresa. Tutto qui è più calibrato, misurato. Detto questo, non voglio dire che questa storia sia migliore di "Chinatown";anzi, ho sempre considerato quella disegnata da Letteri come una delle storie più belle della serie, sicuramente la più bella (secondo me) tra le storie coi cinesi. Questa è dal canto suo una storia ottima, avvincente in molti passaggi e con i soliti dialoghi superbi di marca bonelliana;storia che però, secondo me, presenta qualche difettuccio:in primis quello solito e in realtà risibile legato alla limitatezza dell'albo a strisce. Ma, e potr? sembrare strano, il difetto maggiore della storia sta nei rapporti tra Tex e i pards e nel ruolo avuto dai pards nello svolgimento della storia. Sia chiaro, ognuno di loro fa la sua figura,Tiger in primis, ma mai come in questa storia(tra quelle di Bonelli!) mi sono sembrati relegati al ruolo di comparse, relegati a un ruolo marginale;mi sembra, voglio dire, che Bonelli si sia più concentrato sulla caratterizzazione di Tip e Nilsen, tanto da lasciare a loro più spazio nella storia:infatti parlano più loro di Carson e Kit, e sono loro ad interagire maggiormente con Tex. Mi sembra che i pards, e in particolare i due Kit, stiano troppo "a guardare"(questo non, ovviamente, nelle scene d'azione!). Forse sbaglio, ma questa è stata la sensazione che provavo mentre leggevo la storia. Storia che, ripeto, rimane bellissima!... storia che anche io consiglio di leggere, e a cui do un bel 8 e mezzo!

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Bellissima storia, non la migliore delle storie con i cinesi, ma comunque splendida. Un incredibile mix di azione, ironia, situazioni tragiche e comiche ottimamente dosate; forse solo la parte finale della resa dei conti corre via un po' troppo velocemente. Molte le scene di alta tensione, le trovate geniali e irresistibili per una trama molto ben orchestrata. Personaggi validi e ben caratterizzati e un Tex ormai all'apice della maturit?.

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Storia molto piacevole che ha il non comune pregio di unire una classica storia cittadina col prepotente di turno da mettere a posto ed il pericolo giallo. Dopo anni (l'ultima volta era stata nella storia ?La banda del Rosso? che risale a ben dieci anni prima) ritornano, infatti, le sette cinesi con i loro rituali ed un capo crudele ed efferato. Ma andiamo, come sempre, con ordine:1) Tex riceve una richiesta dal comandante dei Rangers: dovrebbe recarsi a Texas City per liberarla da una cricca che la domina e vi spadroneggia. Il locale sceriffo è un inetto e due rangers inviati prima di lui hanno fatto una brutta fine ben prima di partire da Austin. Tex apparentemente rifiuta, ma è tutto un trucco per portare allo scoperto chi spia il Comando per scoprire chi sono gli agent incaricati di andare a Texas City.2) Qualcuno (ymalpasè) si era chiesto se e quando Tex si era mai recato al Comando dei Rangers ad Austin. Ecco questa è presumibilmente la prima occasione si cura. Inutile dire che non mancano le solite. Incongruenze del periodo quando si parla di Rangers; Se il grado di colonnello per il comandante può andare (nella realtà moderna il comandante dei Texas Rangers viene chiamato Senior Captain, ma di fatto è un colonnello perchè tra i suoi sottoposti c'è chi ha il grado di maggiore), quello che non va è la divisa, i veri Rangers del Texas non ne hanno mai portata una.3) La cittadina di Texas City esiste veramente, si trova proprio nella baia di Galveston ed è parte della Contea di Galveston. Peccato che sui chiami così solo dal 1893 , prima era nota come Shoal Point, ma non è la prima volta e non sarà l'ultima che G. L. Bonelli si prede un po' di libertà con la storia e/o la geografia. :lol2: 4) Va da se che, essendo parte della Contea di Galveston, Texas City non poteva avere uno sceriffo (la cui sede era, appunto, a Galveston), bensì un Marshall ed anche questo dl 1893, probabilmente, essendo prima di allora solo una comunit? di fatto (tipo le nostre frazioni, per intenderci). Per rispetto a quanto scritto nella storia ed ad una consolidata tradizione, continuerà a chiamare sceriffo il tutore dell'ordine di Texas City.5) Potremmo definire quella di Don Manuel Espinosa una mafia dei saloon e delle case da gioco. Peraltro, se la memoria non m?inganna Don Manuel è il primo messicano fuori dal Messico a ricoprire ilo ruolo di boss del paese in una storia di Tex. Anche i cittadini di origine messicana potevano far carriera nel democratico Texas. laughing 6) Lasciato Tiger in retroguardia perchè protegga loro le spalle (ed in più di un'occasione si mostrer? decisivo in questo), Tex, Kit e Carson si presentano in città con i falsi nomi di Tex e Kit Killer e Kit Parson. I loro avversari capiscono subito che si tratta di nomi falsi (e ti credo: Parson significher? anche Parroco in Inglese, ma chi si chiamerebbe mai Killer di cognome?). Ah, sia chiaro che so benissimo che Killer doveva essere il cognome originale di Tex prima che la Signora Tea chiedesse saggiamente (per me almeno) a GLB di cambiarlo ed è certo che Bonelli deve essersi divertito non poco a ripescarlo.7) Quello che stupisce è che Don Manuel non capisca subito l'identit? dei suoi avversari, eppure è trasparentissima, l'unica cosa che cambia è la prima lettera del cognome. Passi che non ne conosca la faccia (all'epoca la fotografia non era un'arte diffusa), ma dovrebbero essere almeno 20 anni che Tex Willer è famoso in Texas. Anche se la sua abituale zona di operazioni è sempre stata più a Nord Ovest è quasi impossibile che Espinosa non abbia mai sentito parlare di lui.8) Tex acquista un saloon che ancora non fa parte del giro di Don Manuel e comincia con lui una vera guerra, apparentemente con l'intento di prenderne il posto.9) Fallito ogni altro tentativo Don Manuel gioca il suo asso nella manica: la setta del Drago Nero, diretta dal perfido Wang, che scatener? contro Tex i suoi accoliti. Mal gliene incoglier? perchè Tex e compagnia grazie anche al provvidenziale avvertimento, di Tiger, li sbaraglieranno tutti.10) Wang stavolta agir? d'astuzia: fornisce alla giovane Min-Li, sorella di uno dei suoi sicari, ignara delle vere attività del fratello, un pugnale avvelenato e la manda a vendicare la morte dl fratello. La povera ragazza manca il colpo ed a rimetterci la pelle è Mac Fergus, l'inetto sceriffo di Texas City. Tex si mostrer? magnanimo nei confronti della ragazza, che pure ha tentato di ucciderlo ed ha effettivamente ucciso Mac Fergus. Dopo averle spiegato come è stata ingannata ed averla persuasa ad aiutarlo a schiacciare il potere del Drago Nero la lascia completamente libera.11) Wang si dimostra un capo spietatissimo con chi fallisce i suoi compiti: due sicari superstiti sono gettati in un sotterraneo per essere divorati vivi dai topi ed un terzo è sottoposto al supplizio della ?porta delle mille felicita?, una sorta di rullo chiodato, una tortura che turba perfino lo scafato Don Manuel.12) Wang non si fa mancare nulla, nel suo covo c'è anche un ascensore . Nessuno stupore: il primo ascensore moderno fu brevettato da Elisha Otis (un cognome che non dovrebbe esservi del tutto sconosciuto) nel 1852 ed entr? effettivamente in funzione nel 1857 a New York pe lo E. V. Haughwout Building, un edificio di cinque piani che oggi è un monumento storico. Non dimentichiamo poi che, a sentir loro, qualunque cosa gli occidentali abbiano inventato, loro ci erano arrivati 1000 anni prima.13) Momenti da ricordare: A) lo scontro coi si cinesi del Drago prima sul ponte che unisce Texas City a Galveston e poi a Galveston stessa nel covo del Drago, con tanto di fuga rocambolesca dall'edificio in fiamme B) Tex che fonda la Lega della Buona Fratellanza ed impone un ?contributo volontario? (lo vogliamo chiamare ?pizzo?) a tutti gamblers di Texas City con una faccia tosta notevole che non può strappare il sorriso; C) la marcia di dei quattro pards con la stella di Ranger sul petto (e da quando Tiger è nel corpo dei Rangersè Una svista o di GLB o di Galep presumibilmente) ed i loro alleati verso il locale di Don Manuel per la sfida finale.14) Menzione d'onere per due comprimari: l'onesto Tip Durbin, vice sceriffo di Texas City, che trover? in Tex un valido alleato per ripulire il paese dagli elementi marci, e soprattutto Rudy Nilsen, giocatore dal cuore d'oro che Galep ha modellato sulle fattezze di John Carradine in "Ombre Rosse". Quando Tex gli spiega chi è veramente non ci penser? due volte a saltare la barricata e mettersi al suo servizio. Finir? addirittura a fere il vice sceriffo.15) Tip Durbin ?smaschera? i tre pards perchè trova un articolo di giornale di qualche tempo prima, che parla dell'impresa di certi Rangers a San Francisco con tanto di foto. Si tratta evidentemente di un riferimento alla storia ?La città senza legge?, che però verr? pubblicata ben tre anni e mezzo dopo anche se chiaramente doveva essere già stata scritta da diverso tempo . Anche questa nel 1957, dopo ?L'uomo dalle quattro dita?? Mah! Questo, almeno per quanto ricordo io, sarà l'ultimo riferimento ad una storia ?fuori posto?.16) Efficacissimi i disegni di Galep.

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2) Qualcuno (ymalpasè) si era chiesto se e quando Tex si era mai recato al Comando dei Rangers ad Austin. Ecco questa è presumibilmente la prima occasione sicura.

Si, in effetti ero io che nella discussione dedicata all'ultimo texone mi chiedevo se mai avessimo visto Tex nel quartier generale dei rangers a Austin...


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10) Wang stavolta agir? d'astuzia: fornisce alla giovane Min-Li, sorella di uno dei suoi sicari, ignara delle vere attività del fratello, un pugnale avvelenato e la manda a vendicare la morte dl fratello. La povera ragazza manca il colpo ed a rimetterci la pelle è Mac Fergus, l'inetto sceriffo di Texas City. Tex si mostrer? magnanimo nei confronti della ragazza, che pure ha tentato di ucciderlo ed ha effettivamente ucciso Mac Fergus. Dopo averle spiegato come è stata ingannata ed averla persuasa ad aiutarlo a schiacciare il potere del Drago Nero la lascia completamente libera.

E' da notare che sia il nome Min Li che Ho-Nan, il di lei fratello, saranno ripresi pari pari nel classico "Il laccio nero": GLB così meticoloso nel curare gli ingredienti delle sue storie, non si curava affatto dei nomi dei suoi personaggi, almeno di quelli secondari. Una cosa che però non mi sembra sia stata evidenziata è il fatto che Min-li tanto minore come personaggio non lo ?: può essere infatti scelta come il vero e proprio - sicario - tra i molti della storia, il sicario che ovviamente d' il titolo alla storia, peraltro (come al solito) totalmente scelto a caso da chi questo topic l'ha aperto. Sul Tex magnanimo di questa storia, sono d'accordo con Carlo, oggi sarebbe letteralmente improponibile: ma chi se ne frega, è una delle cose che da subito mi piacquero!



11) Wang si dimostra un capo spietatissimo con chi fallisce i suoi compiti: due sicari superstiti sono gettati in un sotterraneo per essere divorati vivi dai topi ed un terzo è sottoposto al supplizio della ?porta delle mille felicita?, una sorta di rullo chiodato, una tortura che turba perfino lo scafato Don Manuel.

Quella del supplizio è una delle scene più belle dell'intera storia e mette i brividi ancora oggi. Wang ?, se escludiamo la primissima storia cinese ( n° 4 & 5 ), il primo vero capostipite dei "Draghi neri". Avevo dedicato al personaggio di Lao-Tan una scheda biografica nella quale, oltre a mettere in evidenza caratteristiche comuni dei capi e dei settari cinesi ( ricorrenti in tutte le storie ) , evidenziavo anche il fatto che la - crudeltà - del Drago non fosse un'invenzione tipicamente bonelliana, ma una caratteristica mutuata piuttosto dalla letteratura americana del primo '900, quando una larga fetta della popolazione americana, non razzista ma sicuramente impaurita e quindi avversa al dilagante fenomeno dell'immigrazione cinese inizi? a parlare di "Pericolo giallo".



12) Wang non si fa mancare nulla, nel suo covo c'è anche un ascensore.


Una delle cose che adoro nelle storie cinesi sono i cunicoli, le stanze segrete, i trabocchetti, le maschere carnevalesche, in una parola.. la sorpresa dietro l'angolo:

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In trecento albi non si può dire che GLB ce le abbia risparmiate! Piuttosto non posso fare a meno di notare che a parte Nizzi, che le ha riprese saltuariamente, nessuno degli altri autori sembra interessato a riproporci questo tipo di storie. Sarà che lo specialista Letteri è morto, ma questo non deve essere un ostacolo.


13) Momenti da ricordare: A) lo scontro coi si cinesi del Drago prima sul ponte che unisce Texas City a Galveston e poi a Galveston stessa nel covo del Drago, con tanto di fuga rocambolesca dall'edificio in fiamme B) Tex che fonda la Lega della Buona Fratellanza ed impone un ?contributo volontario? (lo vogliamo chiamare ?pizzo?) a tutti gamblers di Texas City con una faccia tosta notevole che non può strappare il sorriso; C) la marcia di dei quattro pards con la stella di Ranger sul petto (e da quando Tiger è nel corpo dei Rangersè Una svista o di GLB o di Galep presumibilmente) ed i loro alleati verso il locale di Don Manuel per la sfida finale.

In questa vignetta ( sotto ) la stella appuntata al petto di tutti, compreso Tiger, si vede benissimo. Sarei curioso di sapere se nelle ristampe c'è stato il ritocco oppure no. A Manfredi è stato contestato in un certo qualmodo l'abuso della patacca... una storia come "Il sicario" dimostra come lo stesso GLB non esitasse a metterle in bella mostra! La sola differenza tra oggi e allora risulta nel fatto che Tex oggi - è - la legge, mentre prima era al servizio della giustizia e qualche volta della legge. "Il contributo volontario" e la seconda opportunità concessa al simpatico Nilsen e a Min Li vanno in questa direzione, mi sembra evidente.



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15) Tip Durbin ?smaschera? i tre pards perchè trova un articolo di giornale di qualche tempo prima, che parla dell'impresa di certi Rangers a San Francisco con tanto di foto. Si tratta evidentemente di un riferimento alla storia ?La città senza legge?, che però  verr? pubblicata ben tre anni e mezzo dopo anche se chiaramente doveva essere già stata scritta da diverso tempo . Anche questa nel 1957, dopo ?L'uomo dalle quattro dita?? Mah! Questo, almeno per quanto ricordo io, sarà l'ultimo riferimento ad una storia ?fuori posto?.

Ma GLB aveva il tempo e la possibilità di lasciare storie nel cassetto è Sei sicuro che questa sia una storia "fuori posto" è Non è possibile che sia stato semplicemente un riferimento casuale ad un avvenimento mai raccontato ( e che potrebbe quindi essere oggi ripreso da qualche autore: "la prima storia di Tex a Frisco" ) e che la storia a San Francisco sia nata dopo, forse proprio perchè GLB aveva in mente da tempo di scriverne una ?

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2) Qualcuno (ymalpasè) si era chiesto se e quando Tex si era mai recato al Comando dei Rangers ad Austin. Ecco questa è presumibilmente la prima occasione sicura.


Si, in effetti ero io che nella discussione dedicata all'ultimo texone mi chiedevo se mai avessimo visto Tex nel quartier generale dei rangers a Austin...

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Ricordavo bene, dunque

10) Wang stavolta agir? d'astuzia: fornisce alla giovane Min-Li, sorella di uno dei suoi sicari, ignara delle vere attività del fratello, un pugnale avvelenato e la manda a vendicare la morte dl fratello. La povera ragazza manca il colpo ed a rimetterci la pelle è Mac Fergus, l'inetto sceriffo di Texas City. Tex si mostrer? magnanimo nei confronti della ragazza, che pure ha tentato di ucciderlo ed ha effettivamente ucciso Mac Fergus. Dopo averle spiegato come è stata ingannata ed averla persuasa ad aiutarlo a schiacciare il potere del Drago Nero la lascia completamente libera.


E' da notare che sia il nome Min Li che Ho-Nan, il di lei fratello, saranno ripresi pari pari nel classico "Il laccio nero": GLB così meticoloso nel curare gli ingredienti delle sue storie, non si curava affatto dei nomi dei suoi personaggi, almeno di quelli secondari. Una cosa che però non mi sembra sia stata evidenziata è il fatto che Min-li tanto minore come personaggio non lo ?: può essere infatti scelta come il vero e proprio - sicario - tra i molti della storia, il sicario che ovviamente d' il titolo alla storia


Sicario che nello specifico era quello che era incaricato di eliminare i Ranges mandati in missione a Texas City.

peraltro (come al solito) totalmente scelto a caso da chi questo topic l'ha aperto.


Uhm... per quanto normalmente prediliga l'uso del titolo dell'albo "gigante" di riferimento qui si potrebbe argomentare che quello prescelto sia un titolo più adeguato. In ogni cas, o questa storia l'ho sempre chiamata "Il sicario".

Sul Tex magnanimo di questa storia, sono d'accordo con Carlo,  oggi sarebbe letteralmente improponibile: ma chi se ne frega, è una delle cose che da subito mi piacquero!


Improponibile per un misto di "correttezza politica" della casa editrice, che teme (temeva?) di offrire ai lettori un Tex troppo disinvolto con la legge e certi lettori che se Tex non commette vere e proprie stragi non sembra soddisfatta e lo accusa di essere troppo tenero..
Quanto agli autori credo che sia Boselli che Manfredi a ceret disinvolture di Tex ci tornerebbero volentieri.

11) Wang si dimostra un capo spietatissimo con chi fallisce i suoi compiti: due sicari superstiti sono gettati in un sotterraneo per essere divorati vivi dai topi ed un terzo è sottoposto al supplizio della ?porta delle mille felicita?, una sorta di rullo chiodato, una tortura che turba perfino lo scafato Don Manuel.


Quella del supplizio è una delle scene più belle dell'intera storia e mette i brividi ancora oggi.


Pienamente d'accordo.

Wang ?, se escludiamo la primissima storia cinese ( n° 4 & 5 ), il primo vero capostipite dei "Draghi neri". Avevo dedicato al personaggio di Lao-Tan una scheda biografica nella quale, oltre a mettere in evidenza caratteristiche comuni dei capi e dei settari cinesi ( ricorrenti in tutte le storie ) , evidenziavo anche il fatto che la - crudeltà - del Drago non fosse un'invenzione tipicamente bonelliana, ma una caratteristica mutuata piuttosto dalla letteratura americana del primo '900, quando una larga fetta della popolazione americana, non razzista ma sicuramente impaurita e quindi avversa al dilagante fenomeno dell'immigrazione cinese inizi? a parlare di "Pericolo giallo".


In effetti, i cattivi cinesi sono tutti debitori del Fu Manchu di Sax Rohmer, che Bonelli ha sicuramente letto.


12) Wang non si fa mancare nulla, nel suo covo c'è anche un ascensore.


Una delle cose che adoro nelle storie cinesi sono i cunicoli, le stanze segrete, i trabocchetti, le maschere carnevalesche, in una parola.. la sorpresa dietro l'angolo

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In trecento albi non si può dire che GLB ce le abbia risparmiate! Piuttosto non posso fare a meno di notare che a parte Nizzi, che le ha riprese saltuariamente, nessuno degli altri autori sembra interessato a riproporci questo tipo di storie. Sarà che lo specialista Letteri è morto, ma questo non deve essere un ostacolo.:


E non credo che l'ostacolo, se c'è, sia questo, quanto una (comprensibile certo, a a mio parere esagerato) paura di offendere i cinesi, che ormai hanno molte comunit? rilevanti anche in Italia.
Comprensiibile, dicevo, ma decisamente esagerata come paura perchè a ben vedere G. L. Bonelli non ha quasi mai applicato l'equazione cinese = cattvio, I perso naggi cnesi positivi non sono mai mancati.
Manfredi se la caverebbe benissimo direi.

13) Momenti da ricordare: A) lo scontro coi si cinesi del Drago prima sul ponte che unisce Texas City a Galveston e poi a Galveston stessa nel covo del Drago, con tanto di fuga rocambolesca dall'edificio in fiamme B) Tex che fonda la Lega della Buona Fratellanza ed impone un ?contributo volontario? (lo vogliamo chiamare ?pizzo?) a tutti gamblers di Texas City con una faccia tosta notevole che non può strappare il sorriso; C) la marcia di dei quattro pards con la stella di Ranger sul petto (e da quando Tiger è nel corpo dei Rangersè Una svista o di GLB o di Galep presumibilmente) ed i loro alleati verso il locale di Don Manuel per la sfida finale.


In questa vignetta ( sotto ) la stella appuntata al petto di tutti, compreso Tiger, si vede benissimo. Sarei curioso di sapere se nelle ristampe c'è stato il ritocco oppure no. A Manfredi è stato contestato in un certo qualmodo l'abuso della patacca... una storia come "Il sicario" dimostra come lo stesso GLB non esitasse a metterle in bella mostra! La sola differenza tra oggi e allora risulta nel fatto che Tex oggi - è - la legge, mentre prima era al servizio della giustizia e qualche volta della legge. "Il contributo volontario" e la seconda opportunità concessa al simpatico Nilsen e a Min Li vanno in questa direzione, mi sembra evidente.


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Evidentissimo, direi. Un Tex che no esita a violare la legge epr far trionfare la giustizia è uno degli aspetti che più mancano enlle storie più recenti.

15) Tip Durbin ?smaschera? i tre pards perchè trova un articolo di giornale di qualche tempo prima, che parla dell'impresa di certi Rangers a San Francisco con tanto di foto. Si tratta evidentemente di un riferimento alla storia ?La città senza legge?, che però  verr? pubblicata ben tre anni e mezzo dopo anche se chiaramente doveva essere già stata scritta da diverso tempo . Anche questa nel 1957, dopo ?L'uomo dalle quattro dita?? Mah! Questo, almeno per quanto ricordo io, sarà l'ultimo riferimento ad una storia ?fuori posto?.


Ma GLB aveva il tempo e la possibilità di lasciare storie nel cassetto è Sei sicuro che questa sia una storia "fuori posto" è Non è possibile che sia stato semplicemente un riferimento casuale ad un avvenimento mai raccontato ( e che potrebbe quindi essere oggi ripreso da qualche autore: "la prima storia di Tex a Frisco" ) e che la storia a San Francisco sia nata dopo, forse proprio perchè GLB aveva in mente da tempo di scriverne una ?


Non si può escludere nulla, ma di una cosa sono ragionevolmente sicuro: si tratta di un riferimento proprio a "La città senza legge". Basta leggere la storia per rende3rsi cotno che ?la prima volta dei tre rangers a San Francisco. Mi pare chiaro che per Kit è sicuramente la prima volta e Tip fa riferimento anche a lui.
Di un'altra cosa sono sicuro: nel periodo tra il tardo 1957 ed il 1958 (chssè se ha a che farci il cambio di consegna tra la Signora Tea e Sergio alla guida della casa editrice?) GLB scrisse diverse storie il cui ordine cronologico fu stravolto. Nulla esclude che quella sceneggiatura risalga a quel periodo, sia stata accantonata e ripresa in seguito.
Ancor più semplcemente: GLB doveva garantire per Tex almeno l'equivalente di 11 pagine alla settimana, ma all'epoca (siamo nel 1960), a parte le sceneggiature di "Un ragazzo nel Far West", non aveva altri incarichi ed era, non dimentichiamolo, uno scrittore a tempo pieno, uno che probabilmente, quando era ispirato scriveva non meno di 20 pagine al giorno. Questo ci porta ad un evidente surplus di pagine (e realtive storie) rispetto al fabbrisogno minimo.
Nulla vieta che egli abbia scritto "La città senza legge" prima de "Il sicario", ma che la seconda sia stata affidata a Galep per prima per qualche oscuro disguido redazionale.
Pu? essere un errore ritenere che GLB abbia scritto le sue storie nell'esatta sequenza di pubblicazione o che siano state disegnate nello stesso ordine.

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16) Efficacissimi i disegni di Galep.

Quoto e aggiungo che nei disegni vi fu però anche la mano del ghost artist Mario Uggeri, come già segnalato da F. Bosco nel sito baciespari, dove posta una serie di immagini esplicative alle quali rimando gli interessati.

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E' una storia che non leggevo da un secolo.
Ha due grandi pregi, peraltro comuni a quasi tutte le storie di GLB: è avvincente e irresistibilmente divertente. Le scene della sparatoria sul ponte - ricordata da Nizzi ne Gli strangolatori - e della battaglia nel covo di Wang sono memorabili, così come quella della tortura della "porta delle mille felicit?", che neppure il laido Don Manuel Espinosa riesce a sopportare, ottenendo dal suo socio cinese (classico sodalizio criminale sui generis GLBonelliano tra gialli e messicani o gringos) la fine del supplizio (non che poi ai condannati vada meglio: mangiati vivi dai ratti nelle fogne :indianovestito: ). Si respira un'aria sempre scanzonata, con il culmine nella creazione della "Cooperativa della buona fratellanza", con tanto di strepitoso acronimo: naturalmente il "presidente" è un gambler, quella simpatica canaglia di Rudy Nilsen, che torner? con Tip Durbin in Chinatown. Ancora, è strepitoso lo scambio tra Tex e lo stesso Rudy, quando all'offerta del ranger di "collaborazione" il baro si chiede: "Come aiutante becchino?" :trapper:
Devo però essere sincero: a questi pregi si uniscono anche dei difetti. Il primo, già ben evidenziato da Paco, è nel ruolo defilato dei tre pard, pur sempre validissimi nell'azione. Il secondo - ed è detto da uno che adora il Tex dai modi spicci, più bandito che uomo di legge - è nel comportamento del ranger, qui spesso arrogante senza un buon motivo (vedasi il pizzo sui giocatori d'azzardo). La cosa mi risulta piuttosto sgradevole.

Qualche altra notazione:
- Il fascino di queste storie dell'epoca coi cinesi è anche nel fatto che oggi non potrebbero essere scritte. E' cambiato il mondo, le persone e la comunicazione viaggiano velocissime, e insomma la Cina non è più la terra segreta, lontana e misteriosa di un tempo: al di l' delle polemiche che inevitabilmente si scatenerebbero e dei comprensibili timori della casa editrice, penso che per l'autore di oggi una tale verve politicamente scorretta sarebbe innaturale.
- Guardate la penultima vignetta a pag.99 del primo albo: è chiaramente il volto di Tex della copertina del n.386. Facile quindi immaginare che quest'ultima sia il frutto di un collage: del resto, a quell'epoca Galep era allo stremo delle forze e specialmente in grave difficolt? sui volti.
- A quanto ci è dato sapere, a meno che mi sia perso qualche passaggio, Tex è tuttora proprietario del saloon "Longhorn", acquistato peraltro in modo assai particolare. Quindi, oltre allo stipendio da ranger e agente indiano, e all'oro dei monti Navajo, c'è un'altra fonte di reddito per il nostro. Chissà quanto gli rende! :indianovestito:
- Interessante la figura dello sceriffo McFergus, uomo retto ma poco coraggioso, così come l'atteggiamento di Tip Durbin nei suoi confronti: non c'è stima ma certamente un forte rispetto.
- I disegni di Galep, qui aiutato da Uggeri, sono sempre di grande qualità e fascino.
- Don Diego Navarrete, il caudillo protagonista di Uccidere o morire (nn. 223 - 226), sempre creato graficamente da Galep, ricorda nettamente nei tratti fisici e caratteriali Don Manuel Espinosa.

I miei voti:
Soggetto: 7,5
Sceneggiatura: 7,5
Disegni: 8
Sintetico in stelline: ***/*****

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