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Showing content with the highest reputation on 02/07/2021 in all areas

  1. Storia a cui sono particolarmente affezionato essendo la prima che ricordo distintamente di avere letto. La ricordo fondamentalmente perché mi rimase impresso il Tex guercio che, a memoria, non ricordo più di aver visto. Rileggendola oggi riesco a cogliere tante sfumature che in precedenza non avevo colto. Innanzitutto i dialoghi, dove GLB è maestro nel dare quel sapore colorito e spumeggiante alle battute di Tex. "Ehi non cominciamo con le domande! Vengo da una parte e vado dall'altra". "Smettiamola di recitare la parte dei gentiluomini! Nessuno di noi lo è" "Basta con le malinconie e cerchiamo di scoprire cosa c'è nel fondo di un altro paio di bottiglie" La storia fila che è un piacere con Tex protagonista indiscusso mentre Kit e Tiger restano in secondo piano recitando la loro parte alla perfezione. E' un Tex in forma smagliante: duro, smargiasso, provocatore quanto basta per essere credibile come bandito e infiltrarsi a Robber City (nome geniale!). E fa capire subito al malcapitato Red che è meglio non pestargli i piedi sbattendolo come un tappeto. Non c'è che dire, GLB riesce a caratterizzare questo bandito con un occhio solo come meglio non si potrebbe e lo rende assolutamente credibile. E per finire c'è Juan Ortega, il povero campesino finito poco volontariamente a far parte della banda di Lingo. Figura che potrebbe sembrare marginale ma, in realtà, perfettamente funzionale alla storia. Lui porta Tex a Robber City, lui lo mette in guardia da Lingo al quale rischia di fargli ombra, lui lo ospita nella sua baracca per evitargli le ritorsioni di Red e soci. Insomma risulta essere il miglior alleato possibile per il nostro ranger. E non è solo simpatico ma, quando chiamato in causa, si dimostra anche valido e coraggioso. Ma queste figure il più delle volte sono destinate a fare una brutta fine e il povero Ortega non sfugge a questa triste sorte. E qui è bravissimo GLB a farlo accomiatare da noi lettori senza inutili piagnistei, senza facile retorica o patetici epitaffi. No, basta un dialogo scarno ma essenziale: "Coraggio Juan" (Tex guarda lo sfortunato amico colpito gravemente) "Gilas... niente più campi... di Nogales" (Ortega sa che è alla fine e da addio al suo sogno di tornare a Nogales per comprare un appezzamento di terra) "Te la caverai! Ora tutto è finito" (Tex mente soprattutto a se stesso) "Sì, tutto finito. Adios Gilas" Ortega muore tra le braccia di quello strano bandito di nome Gilas che, non a caso, finirà anch'egli la sua esistenza poco dopo, togliendosi la benda e ridiventando Tex. Anche per scene come questa considero GLB un mito inarrivabile.
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  2. Tutto giusto in generale, genericamente. Ma applicare aprioristicamente l'idea della "critica costruttiva/distruttiva" (nata in ambiti TOTALMENTE diversi, dove HA SENSO DARE CONSIGLI E INDICAZIONI NELLA CRITICA) al mondo del fumetto, e al rapporto fra "mero lettore" e "autore" ha paradossalmente l'effetto contrario. Infatti, se dobbiamo fare "critica costruttiva" nel fumetto (come in generale nelle arti), e vediamo come la differenza principale fra le due è che "nella critica costruttiva dai anche suggerimenti su come correggere gli errori"... Quindi, significa... dare istruzioni al cuoco! Volergli insegnare come si cucina! Quindi, c'è questo paradosso. un autore magari fa un discorso come il tuo, si lamenta delle critiche "distruttive"... ma poi quando gli danno suggerimenti (che è in pratica quello che ha chiesto, anche se magari non se ne rende conto),... si inalbera molto di più, scrive post arrabbiatissimi perché certi lettori vorrebbero comandare gli autori a bacchetta, etc. Alla fine, nel fumetto (così come in letteratura, nella pittura, etc) gli unici QUALIFICATI a poter dare "critiche costruttive" sono quelli... qualificati per farlo. Nel caso di un disegnatore, un disegnatore con più esperienza, nel caso dello sceneggiare Tex... l'unico è Boselli (o uno sceneggiatore professionista nel caso si parli di qualcuno che non è ancora pubblicabile). Alla fine, nel campo del fumetti, PRETENDERE "solo critiche costruttive", diventa automaticamente "non accetto critiche", perché le cosiddette "critiche costruttive" sono quelle che fanno più arrabbiare gli autori, quelle che considerano più insultanti. Perché nel concetto di "critica costruttiva", c'è un paternalismo, un senso di superiorità di fondo. In primo luogo, perché chi lo usa si erge ad "unico giudice" della qualità delle critiche DEGLI ALTRI (e infatti vedrà sempre sé stesso come il campione della critica costruttiva, ovviamente) e in secondo luogo, perché implica che nella critica si possano dare "suggerimenti su come correggere i suoi errori" a sceneggiatori professionisti con cinquant'anni di carriera alle spalle. Non so tu, ma io non mi sento in grado. Io arrivo a dire se la minestra è salata (o se è proprio 'na schifezza...), ma non vado ad insegnare al cuoco come si cucina (e non vado nemmeno dagli altri commensali ad insegnare a ciascuno come si mangia) Ma finché parliamo in generale è sempre si vede poco. Facciamo un esempio. Prendo una critica che ho fatto proprio nel post a cui hai risposto: Se applichiamo aprioristicamente le categorie di critica "costruttiva" o "distruttiva" (nate per le critiche fatte da un SUPERIORE, in ambito lavorativo o d'esperienza, ad un "inferiore") qui vediamo che questa è puramente "distruttiva": ho criticato un difetto che mi ha reso "immangiabile" la storia (qui la minestra mancava di sale,, cioè quello non è Tex), ma NON ho voluto "insegnare" a Nizzi IL SUO MESTIERE. Non gli ho detto come avrebbe dovuto scrivere quella storia. Non è compito mio. Ma forse è un mio limite. Come faresti una critica "costruttiva" (contenente cioè SUGGERIMENTI PER NIZZI) in questo caso... che non sarebbe paternalistica o invasiva delle prerogative di un autore? Certi concetti, come quello di "critica costruttiva", nati per ambiti completamente diversi, non sono per nulla adatti alla critica di un fumetto (o di un film: avete mai visto critiche cinematografiche "costruttive" dove il critico dà consigli al regista su come avrebbe dovuto girare una scena? No, vero?), perché si parla di cose DIVERSE: la "critica" di un capo ufficio, di un superiore, o anche di un padre con un figlio, non è la stessa cosa della critica ad un fumetto da parte di un lettore (o di un film da parte di uno spettatore). La parola è la stessa, ma il senso, la cosa concreta indicata con la parola, cambia completamente.
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  3. Quello che leggo è abbastanza ovvio e scontato mi pare! Qualunque “consumatore” (perché noi questo siamo, prima ancora di essere degli appassionati di Tex, in quanto paghiamo per usufruire di un servizio ,in questo caso il fumetto) in quanto “pagante” se anche fosse incompetente in materia ha comunque pieno diritto di esprimere il proprio gradimento o meno su quello di cui sta “fruendo”. Quindi ben venga la critica da chiunque essa provenga, competente o no, ogni lettore ne ha diritto! Ma…Criticare è facile, fare una critica costruttiva è un’abilità che pochi padroneggiano! Bisogna saper distinguere bene tra critica COSTRUTTIVA e critica DISTRUTTIVA e qui a quanto vedo si predica bene ma si razzola male! L’obiettivo di una critica non dovrebbe mai essere quello di mortificare e sminuire l’oggetto delle nostre critiche…Anche perché c’è ben poco da sminuire quando si tratta semplicemente di gradire o meno un determinato contenuto! Non è che ha più diritto di criticare chi è più competente perché conosce di più la materia! Criticare col preconcetto che il proprio pensiero ha più valore di quello altrui può essere estremamente dannoso. Criticare pensando che la propria visione delle cose sia l’unica possibile è errato oltre che distruttivo! Tuttavia c’è da dire che qui la metafora della minestra salata e della critica verso lo chef la ritengo poco appropriata…chiunque può dire se una minestra è salata o meno ma non si può estendere lo stesso discorso al fumetto…Qui si parla di Tex. Se voglio esprimere una critica devo essere qualificato per farlo ma…questo però non vuol dire che la critica di chi ha più competenza in materia ha più valore di chi ne ha meno! Non è di certo una gara a chi ha letto più Tex! E qui mi pare che questo errore è stato ripetuto spesso. La miglior critica non dovrebbe focalizzarsi sulla volontà di offendere bensì sulla libertà di pensiero…essa non dovrebbe mai essere un giudizio ma solo un’opinione…Opinione in cui andrebbe criticato il risultato non la persona! E’ quanto di più sbagliato ci possa essere mettere in discussione la persona nel suo insieme (sia riferendosi all’autore messo in discussione di volta in volta sia per quanto riguarda chi gradisce le sue storie) emettendo giudizi di valore. Non posso dire “sai il mio parere vale più del tuo perché ne so più di te”! Eh no non è così che funziona! Pertanto l’intimidazione intellettuale e l’arroganza qui non funzionano! Ha più senso offrire un feedback costruttivo partendo dall’umiltà intellettuale piuttosto che cercare di imporre le proprie idee prevaricando quelle altrui! Bisognerebbe sempre preferire il dialogo al monologo e la curiosità intellettuale verso punti di vista diversi dal nostro alla certezza assoluta dei propri punti fermi.
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  4. Anch'io ho trovato i due Kit davvero dei piccioni a farsi sorprendere così. Ho trovato piccioni anche i cospiratori, che attuando il colpo di stato, non si siano più interessati su come fosse andato l'attentato a Montales, e se gli uomini della Negra Morte lasciati indietro avessero eliminato Tex. La storia arriva poi al finale facendo un bel salto in avanti, e facendo spiegare dai pards quello che era successo prima. Storia che comunque reputo buona,ma speravo in qualcosa di più.🙋‍♂️
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  5. L'ultima storia sul Color non sarebbe più scandalosa delle altre sue consorelle, perché nessuna delle altre è molto meglio di questa di Nizzi. Il problema del contributo nizziano sta nella caratterizzazione di Tex, che davvero mi risulta inspiegabile. Ma questo aspetto sarebbe stato emendabile da Boselli con un taglio di qualche baloon di troppo in cui Tex dice tutte quelle cavolate. In definitiva, il menefreghismo di Tex non è un elemento essenziale della storia, questo aspetto poteva essere corretto senza che la trama ne risentisse. Io non credo che Boselli non abbia notato quanto stonassero quelle parole, né credo che non potessero essere eliminate senza stravolgere la storia, e mi chiedo perché un curatore attento come Borden non sia intervenuto. La risposta che mi sono dato è che, magari Nizzi non sbattera' la porta come altri (ahimé, che rimpianto quel Berardi!), ma comunque non la prenderebbe bene se si facesse qualche intervento sui dialoghi e sulla caratterizzazione dei pards. È cioè anche lui un autore problematico a questo punto, con l'aggravante che, rispetto ad altri autori problematici, ha anche il fattore età che gli rema contro, oltre ad una fase della sua carriera texiana non proprio rassicurante. Ecco perché capisco quando dici che l'arruolamento di Nizzi è un brutto segno per la testata. Personalmente, preferirei leggere qualche storia di Berardi o Medda: forse non azzeccherebbero appieno il personaggio (ma anche Nizzi non lo ha fatto appunto), forse avrebbero qualche remora a mettersi al servizio dello stesso (ma quello di Nizzi sul Color è stato comunque un pessimo servizio), ma almeno avremmo la possibilità di leggere storie che magari sono semplicemente belle, per quanto non del tutto texiane. Sarebbe già tanto! Che poi il curatore ci abbia provato e questi, da primedonne, gli abbiano risposto picche, è un altro discorso: occasione persa per tutti (per noi e per loro) col risultato di ritrovarci tra i piedi un autore che forse non potrà dare molto alla testata, se non tavole da utilizzare in momenti di carestia. Mi conoscete e sapete quanto io sia stato contento del ritorno di Nizzi. Ho tifato per il vecchio leone di Fiumalbo e tifo ancora per lui. Nel post de L'uomo senza passato sto dalla parte di chi giudica questa una grande storia, ricca di pathos, avvincente, insomma una delle prove più belle dell'autore modenese. In generale, non mi ritrovo nelle critiche esasperate (anche se sempre ben motivate) di Diablero e sono molto più d'accordo con Borden, le cui parole in questo tipic dovrebbero a mio parere mettere una pietra tombale su Nizzi e su cosa esso rappresenti e abbia dato per Tex. Tuttavia, di fronte al Tex menefreghista vacillo, non posso non accodarmi a Diablero, e dare torto a Borden non tanto per le ragioni da lui spiegate del ritorno di Nizzi (che appunto mi trova(va)no d'accordo), quanto perché, alla prova dei fatti, di fronte a simili inaccettabili situazioni non intervenga più robustamente. Ora, mi infastidisce molto parlare qui del ruolo di curatore. Sono sempre rispettoso del lavoro degli altri, a maggior ragione poi di uno come Borden, a cui mi sento legatissimo per tante cose. Criticare una storia in questa sede, darne il mio parere, anche negativo, lo trovo doveroso; ma una cosa è eccepire le scelte di un autore in una trama, un'altra è giudicare un mestiere, quello del curatore, di cui non so nulla. Credo che Borden stia facendo un lavoro eccelso, e non sarà una storia infelice di un Color a farmi cambiare parere; tuttavia, se ritiene che Nizzi sia ancora una risorsa, allora bisogna avere il coraggio di correggerlo laddove toppa clamorosamente, non tanto per la storiella di venti pagine del color, quanto per altre prove future sulla testata principale.
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  6. Zamberletti ha già scritto una storia di Tex Freedom Ranch – Magazine n. 2 gennaio 2017
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  7. Ottima storia, riletta in questi giorni. Ticci, a mio avviso, ai suoi vertici, come in "Terra Promessa". Anche la trama ideata da Bonelli è molto buona, con azione, avventura, ma anche godibile ironia nei dialoghi. Unico appunto, se si può considerare tale, il fatto che la parte finale risulta un po' troppo dilatata, ancorché necessaria per inchiodare Bonnet alle sue responsabilità. In questa storia penso vi sia un po' l'essenza del Tex bonelliano, sicuro di sé, fin quasi a sembrare talvolta simpaticamente gradasso, sempre pronto a menar le mani per raddrizzare i torti e a lanciarsi nella mischia. Mia figlia, dopo aver letto di seguito "Terra Promessa" e questo albo (tra le sue prime letture texiane) ha definito ridendo Tex e i Pards "piromani e dinamitardi" (sia pure a fin di bene): ha fatto sorridere anche me, pensando che, forse anche per questo, da quando avevo la sua età Tex mi è tanto paciuto.
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  8. Galep, Zamperoni, Uggeri, Jeva, Corrias, Cormio, Gamba, Muzzi, Nicolò, Letteri, Raschitelli, Ticci, Fusco, Giolitti, Monti, Civitelli, Blasco, Villa, Della Monica, Marcello, De La Fuente, Ortiz, Venturi, Capitanio, Repetto, Brindisi, Font, Sommer, Milano, Del Vecchio, Spada, Rossi, Garcia Seijas, Bianchini e Santucci, Piccinelli, Mastantuono, Bruzzo, Torricelli, Rossi, Ginosatis, Leomacs, Cestaro, Del Vecchio, Andreucci, Filippucci, Acciarino, Frisenda, Dotti, Bruzzo, Rossi, Danubio, Nespolino, Biglia, Venturi, Cossu, Prisco, Ramella, Bocci, Benevento, Candita, Buzzelli, Giolitti, Zaniboni, Magnus, Bernet, Parlov, Milazzo, Wilson, Kubert, Sommer, De Angelis, Ambrosini, Alessandrini, Suarez, Gomez, Roi, Rotundo, Breccia, Majo, Zuccheri, Carnevale, Diso, Fernandez, Felmang, Calegari, Copello, Gattia, De Vescovi, Scascitelli, Barison, W Venturi, Rubini, Vannini, Poli, Russo, Torti, Casertano, Genzianella, Camuncoli, Luca Rossi, Accardi, Franzella, Tisselli, Simeoni, Laurenti, Rubini, Soldi, Bertozzi, Zaghi, Atzori, Piazzalunga, Mandanici, Trevisan, Michelucci, Di Gennaro, Serpieri, Alberti, Stano, De Vita, Guèra, Mario Rossi leggo Tex per puro masochismo....
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  9. Io ho letto le storie di Zagor di Zamberletti e non mi hanno per niente entusiasmato..tutt'altro..comunque si notava la sua passione per il western classico. Speriamo..
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