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TWF - Tex Willer Forum

piesse

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  1. Un unico, piccolissssssssimo rilievo: un po' troppe vignette di Carson con gli occhioni sbarrati di fronte a belle donzelle. Gli danno un'aria un po' tonta, e io su Carson sono suscettibile...
  2. Stavo per rispondere, poi ho letto il testo di LedZepp e onestamente non saprei che dire di diverso. (solo una cosetta su Nolitta: secondo me, consapevolmente o inconsapevolmente Tex lui lo odiava. Problemi col padre, presumo: Tex era costruito a immagine e somiglianza di GLB, e credo che come per tutti i figli di padri troppo prorompenti Sergio Bonelli facesse fatica a confrontarsi- e forse non gli ha mai perdonato la separazione da Tea Bonelli. Come editore, non poteva strozzare la gallina dalle uova d'oro; ma se putacaso Mister No si fosse messo a vendere tanto da sostituire Tex... Salverei di suo "El Muerto", quello sì: un Tex crepuscolare, diverso dal solito, magari un po' troppo piccione. Ma quando la lessi da bambino mi piacque molto quel Tex più malinconico e non imbattibile (i difetti della storia ho cominciato a vederli da un po' più grande, ma le sensazioni del bambino restano tutta la vita). Fosse rimasta un unicum, come storia, sarebbe stata perfetta. Ma poi Nolitta prese a darci dentro...
  3. Solo come mia curiosità. Sono sempre stato convinto (per il nome e per come è disegnato) che il sergente Ross di questa storia sia lo stesso che appare ne "La sconfitta" (nn. 98/99; lo sceriffo del paese in cui Tex affronterà Ruby Scott, che viene appunto salutato da Tex e Carson con "Che mi venga un colpo! Il sergente Ross!" e dice di aver lasciato la divisa ed essere diventato sceriffo). Ovviamente, la storia in questione è stata pubblicata molto prima, ma a me è sembrato che in questa Nizzi abbia inserito il "primo incontro" tra Tex, Carson ed il sergente in questione. Mia curiosità, come dicevo: qualcuno sa se sia proprio così? Grazie ps questa storia (non "La Sconfitta" di GLB: grande episodio) è comunque al di sotto dei minimi sindacali. Bei personaggi il sergente ed il tenente, Carson fa fuori più nemici di Tex... ma quel Tex che, quando gli ammazzano Liddaker sotto il naso, si china a vedere come sta???? Cioè, qualcuno alle mie spalle spara colpendo qualcuno davanti a me: io, che mica sono Rambo, a) scappo al riparo & b) cerco di capire chi sta sparando e se ce l'ha con me. Da Tex ti aspetti che si volti e fulmini lo sparatore. Se è senza pistola, che si tuffi al riparo e reagisca. Un Tex che si china a controllare, lascia gli arrivino alle spalle e gli diano una botta in testa non è Tex: è un sosia, idiota terminale, forse con istinti suicidi (se avessero sparato anche a lui? stava lì fermo a fare da bersaglio?). Il che spiegherebbe come mai si faccia catturare a ripetizione nel corso della storia.
  4. Riletta stanotte (crisi di insonnia, andato allo scaffale e pescato a caso). Era come la ricordavo, un Boselli così così (strano: di solito il suo livello è l'eccellenza). Giallo non poi così difficile da svelare (troppa l'insistenza su Vance nel corso della storia, mi stava sospetto sin dall'inizio); come già argomentato da alcuni di voi, motivazioni dei cattivi debolucce. Un paio di situazioni un po' difficili da mandar giù: . la sparatoria iniziale uno contro sette è davvero un po' troppo. Anche per come messa in scena: si sparano da tre metri di distanza ed i cattivi mancano tutti i colpi... Mmmmh: anche Tex ne sarebbe uscito con almeno qualche graffio . Tex che molla uno sganassone al tizio innocente e poi gli chiede scusa... Mmmmh: Tex non si sbaglia così Buoni invece, per me, i ritorni di Jesse Hawks e Raza. E di solito i personaggi riproposti non mi piacciono, ma stavolta ci stavano. Purché, parere mio, Juan R. non diventi un personaggio ricorrente: il suo terzo ritorno sarebbe il troppo che stroppia. Ammetto però che probabilmente buona parte del giudizio moscio è legato ai disegni: Boselli non me ne voglia, ma per buona che sia la sceneggiatura per me il disegno è due terzi del valore del fumetto (toh: l'altra sera ho ripescato dal fondo armadio gli episodi di Doc Savage editi in Italia dalla Editoriale Corno, roba anni '70. Storie di una ingenuità devastante, ma i disegni di Ross Andru... Roba da restarci incantati). Ecco, in questo caso, da lettore di Tex che si è formato l'occhio su Galep, il primo Ticci e, soprattutto, Letteri (il mio preferito, quando sfornava storie tipo Diablero o Il Signore dell'Abisso), vedere il buon Guglielmo L. così in calo mi mette una tristezza... Malinconie.
  5. D'accordo su tutto, con una piccola eccezione su questo punto: la scorsa settimana in montagna diluviava, uscire non m'andava, ho letto l'unica cosa presente abbandonata da un precedente occupante la stanza. Un vecchio numero di "Grand Hotel". Ho sentito il mio Q.I. precipitare in cantina...
  6. Non posso giudicare la storia perché la lessi da bambino e me ne innamorai (la storia è deboluccia? Vabbè, ma Letteri l'ha disegnata talmente bene che da bambino mi ci riempivo gli occhi. Avrei dato il braccio destro per disegnare così...) e non si possono giudicare i propri primi amori. Però, come nota buttata lì: da piccolo avevo la mania di contare in ogni episodio quanti nemici facesse fuori Tex (animali esclusi, che ci restavo troppo male quando i pard facevano strage di lupi o, in questo caso, scimmie). Non so che tipo di patologia mentale indichi (tanto più che lo faccio ancora adesso...). Comunque, nell'effettuare il bodycount - come lo chiamano al giorno d'oggi- mi disturbava sempre un po' il fatto che Tex facesse fuori una valanga di nemici e Carson - il mio prediletto- quasi sempre molto meno (ho idea fosse una sensazione diffusa, dato che nel Tex attuale c'è quasi sempre un molto maggior equilibrio nella distribuzione delle "vittime" tra i pards . E per me c'è lo zampino di Boselli...). Bene: uno dei tanti motivi (oltre ai meravigliosi disegni di Letteri) per cui me ne innamorai fu la constatazione che in questa storia Carson faceva fuori più yaqui di Tex . Ricordo il momento di puro piacere, quando terminai il conteggio... Ah. Nel caso non ne abbia parlato prima: disegni di Letteri sublimi.
  7. Non mi permetto intervenire sulla storia perché l'ho letta troppo di fretta (ci sono cose che mi sono andate mica tanto giù, ma sono sicuro siano "preparatorie" ai numeri futuri e che come sempre Boselli abbia in mano le redini di tutto). Ma mentre ci passavo sopra a sguardo- sprint (tipo "Ho seguito un corso di lettura veloce e letto Guerra e Pace in dieci minuti: parlava della Russia"- Woody Allen) su un paio di scogli mi sono arenato. 1. Gaines che, dopo essersi prestato a fare il finto Mefisto e finire stecchito da Carson, scomparsa l'illusione salta fuori che è ancora vestito da maggiordomo con marsina e farfallino: lui e truppa mefistofelica stanno scappando da parecchio (settimane?), magari poteva pure cambiarsi... (mi ha ricordato i fumetti di supereroi americani, con super e supercattivi che indossano praticamente sempre il costume, anche quando magari stanno andando al cinema o a far spese: certo li rende riconoscibili, ma l'ho sempre trovato un po' ridicolo...) 2. le moine tra Mefisto e infermiera Ruth, con tanto di cuccicucci sul mento. E' chiaramente un'idea malata mia (abbiate pietà, qui ce so' stati 38 gradi fino a poco fa: il caldo fa brutti scherzi) ma all'improvviso m'è balenata un'immagine orrenda di Mefisto che si innamora e sarà quella la chiave della sua sconfitta... No, eh! Il Mefisto innamorato no! Ovvio che sia solo un pensiero malato mio, ma mi s'è fissato in testa (d'altro canto, il fatto che a Boselli piaccia spandere anche in Tex un po' di rosa è uno dei pochissimi difetti che gli attribuisco- assieme all'essere milanista, ma per quello temo non ci sia rimedio - e ho paura c'abbia pensato...). Come ho detto: fa troppo caldo, abbiate pietà
  8. Scusate se mi permetto, ma visto che Intrepido61 ha rinfocolato la discussione citandomi mi sento un cicinìn chiamato in causa. Per Diablero: ma perché prendersela con chi critica il (presunto) eccesso horror di questa storia accusandolo di non conoscere Tex? (e, tra parentesi, con un po' troppe maiuscole? come si sa, equivalgono ad urlare. avendo una certa età, le urla mi danno un po' fastidio). Conosco Tex, ho cominciato con GLB, adoro storie come "Diablero" (guarda un po' la coincidenza) : storia meravigliosa (con disegni di un Letteri al massimo della forma, ma qui siamo decisamente off topic). Non mi sono affatto formato il gusto su Nizzi (cui riconosco il merito di aver "salvato" Tex dalla scomparsa, ma per il resto... Sono sicuro tutti abbiate letto il "Non son degno di Tex" di Claudio Paglieri- io ci risi come un matto: ebbene, quasi tutti gli - diciamo- spunti che Paglieri utilizzava per farsi due risate su Tex- origlioni, bistecche e patatine, imprese impossibili, eccetera- a farci ben caso, sono farina del sacco di Nizzi. Che, tra ri- parentesi, non ho mai capito perché si consideri un così gran giallista: sarà che ho passato quasi tutta la vita a leggere gialli, ma quasi tutte le sue trame poliziesche, dentro e fuori Tex, mi son sempre sembrate banalotte... Ma questo è peggio che off topic e rischia di scatenare nuove risse pro & contro Nizzi per cui la chiudo qui). Quello che io e Intrepido61 (mi pare) cercavamo di far rilevare è che certi spunti horror è più difficile accettarli adesso, vuoi perché i tempi cambiano, vuoi perché Boselli ci ha abituato ad un maggior "realismo", vuoi perché i contesti sono diversi : Mefisto in un castello nella paludi della Louisiana è un conto, rientra in un atmosfera onirica che- se ben gestita- fa faville. Mefisto in un contesto cittadino (di grande città. con famiglie, parenti, amici, controlli governativi eccetera) è più difficile da mandar giù, specie se non agisce nell'ombra (ecco: un Mefisto che controlla il direttore standosene nascosto, e non che fa il direttore mettendosi proprio al centro del palcoscenico, probabilmente l'avrei accettato senza problema). Che poi il vero problema, per me, non è tanto il Mefisto al manicomio (anche se, ribadisco, mi ha convinto poco): è quel manicomio, con gabbie di detenzione, torture, serial killer (che, mi associo nuovamente a Intrepido61, mi sembrano un po' troppi...), infermieri maniaci... E' un horror più da Dylan Dog che da Tex. Sempre secondo me, sempre premesso che considero Boselli la più gran fortuna che potesse capitarci e sempre senza voler litigare con nessuno. Pace
  9. Non è precisamente così. E' Tom Devlin a precisare come il manicomio sia stato costruito secondo principi innovativi, con i malati liberi di starsene all'aria aperta, la struttura che sembra un castello da fiaba, eccetera, e cita anche il nome del medico che l'ha voluto così (non avendo l'albo in mano e data la mia memoria da moscerino non ricordo il nome dell'ispiratore, ma sono sicuro che viene citato). Ora, la mia obiezione era: possibile che una struttura così all'avanguardia, con tutti i finanziamenti che deve aver richiesto e l'interesse che dovrebbe suscitare, venga ciulata da un tizio all'improvviso senza che nessuno si accorga di niente? Mefisto porta metodi nuovi, certo, ma la struttura è già lì ed è rinomata: quanta gente ci ha avuto a che fare ogni giorno? Lo so che ne abbiamo viste di peggio (c'entra poco ma, per dire, ogni tanto mi rileggo la storia del Grande Re, con quel suo castello privo di senso costruito sull'isola - che, non bastava un forte? no, proprio castello. con tutto il tempo che deve aver richiesto. E gli indiani che non si capisce proprio perché debbano obbedirgli in maniera così asinina- e mi diverto comunque), ma era il Tex dei tempi, diciamo, fiabeschi. Adesso è più difficile da mandare giù. Era per dire che, forse, un qualcosa di un po' meno appariscente, sarebbe stato un po' meno incredibile 2) questo punto mi pare tutto risibile, tra l'altro c'era forse meno horror ne Il figlio di Mefisto?? No, qua non ci siamo proprio. Il Figlio di Mefisto, come le storie di Mefisto in generale, reggono benissimo in quanto l'horror in esse rientra nel campo del soprannaturale. Che, se lo accetti, e una volta ogni tanto ci sta benissimo (del resto, la stessa storia del west è mica esente dal paranormale. Chi esplorava territori sino ad allora sconosciuti riportava spesso storie oltre l'incredibile, i cowboy intorno al falò si raccontavano sovente faccende di fantasmi, costretti com'erano a volte ad affrontare territori immensi e deserti. Insomma, l'immaginario del west è quello colt, John Wayne, indiani all'assalto, bang bang, ma perché il cinema ce l'ha consegnato così: mi sa invece che giravano più fantasmi che nei castelli della vecchia Europa. Al limite, lo stesso Mefisto- esagerando- potrebbe essere una storia de paura che Tex e i pard si divertono a propinare ad ascoltatori creduloni) dicevo, se lo accetti è da brividi (la prima apparizione di Yama è una delle mie storie preferite, per dire: quella discesa agli Inferi, un capolavoro). Quello che a me piace poco in questa storia è l'horror- diciamo- realistico: troppi serial killer tutti insieme, troppi orrori per puro divertimento ai danni di poveri cristi (in Tex ne abbiamo visti tanti di cattivissimi. Toh, per dire: Red Duck non soggiogava un'intera tribù per poi lasciarli morire di fame? Però era una cattiveria con uno scopo: li sfrutto, mi arricchisco, chissenefrega se muoiono. e via dicendo. Qui, l'infermiera Ruth che spedisce uno a farsi una purga e l'altra nella fossa... Mah), eccetera. Ripeto: a me sembra più Dylan Dog che Tex I ritorni? Mi sa che piacciono anche a Boselli: come scrivevo nel messaggio precedente, talvolta, secondo me, esagera. Pace.
  10. Se posso permettermi intervenire, e sapendo che verrò dato in pasto ad ornitorinchi carnivori per quello che sto per dire, a me il primo albo è piaciuto decisamente poco... (e questo detto da uno che candiderebbe all'istante Boselli per il Nobel del Fumetto. A vita. Ritengo quasi tutte le sue storie su Tex dei piccoli &/o grandi capolavori - dico quasi, perché fin dei conti anche TS Eliot ogni tanto ha scritto cose così così...). Mi convincono poco: 1) Mefisto che dirige un grande, innovativo manicomio. Va bene la sospensione dell'incredulità, va bene che anche GLB ogni tanto saltava fuori con premesse tirate per i capelli, ma Boselli ci ha abituato ad un maggior - diciamo- realismo. Come ci è arrivato, Mefisto? Se il manicomio è così una struttura all'avanguardia, come ha saltato tutti i controlli, ispezioni governative, fornitori, personale? mica possono essere TUTTI suoi complici e/o soggiogati, no? qualcuno che fa le pulizie, cuochi, giardinieri... Come se la cava con forniture, contratti, rifornimenti, sovvenzioni governative?- servono soldi, per mandare avanti la baracca: chi glieli manda non controlla mai? E' diventato un esperto di amministrazioni pubbliche? Ma veramente ha bypassato tutti quanti, messo i suoi complici a gestire la faccenda, occuparsi dell'amministrazione, senza che nessuno degli estromessi se ne uscisse in lamentele, segnalazioni, denunce... Un conto è farsi passare per il Dottor Fiesmott in un paesino del west in cui la metà degli abitanti sono analfabeti e se gli tiri fuori una frase in latino ti mangiano dalle mani, ma nella grande città, con tutti quei pazienti anche di famiglia ricca... Lo faceva anche G.L. Bonelli, lo so, l'ho detto. Ma mi pare un po' troppo, ecco. 2) Troppo Dylan Dog (intendo il DD delle origini, quello degli ultimi vent'anni non so neanche che sia) e troppo poco Tex. Troppi mostri riuniti, troppe camere dell'orrore. Sì, lo so che i manicomi dell'epoca erano così e peggio, ma non è Tex. Boselli ha tirato fuori storie splendide - e splendide SU Tex e CON Tex- utilizzando freaks (vedi I Sette Assassini: storia splendida con solo qualche difettuccio), ma qui il troppo ha stroppiato. E poi, i maniaci stessi che a) si associano a Mefisto in un amen (va bene: è ipnotista mago demone revenant cavaliere grand'uff lup mann, insomma: Mefisto. Ma fossero stati un po' meno, ecco, sarebbe stato un po' meno incredibile) b) si conoscono tra loro come niente. Tipo: il macellaio che riconosce subito Medina (lo squartatore-del-machete). Ma come? C'era un circolo di serial killer in cui si trovavano per la bevuta del sabato sera? Non vale dire: avrà visto la sua foto sui giornali. Avete presente com'erano i giornali e le foto dell'epoca? A parte che anche al giorno d'oggi riconoscere al primo colpo qualcuno che hai visto solo in foto non è così immediato, ma allora non c'erano né internet né social network - lo so, è incredibile o almeno mio nipote lo considera tale, ma è anche esistita un'epoca in cui la gente leggeva libri e giornali e non usava smartphone. Preistoria, chiaramente- Dicevo: come fa un buzzurro illetterato squartatore a riconoscere così i colleghi? 3) i disegni. I Cestaro mi son sempre piaciuti assai; ho letto di gente che non apprezzava il loro tex troppo stangone, ad esempio: a me invece piaceva moltissimo. Qui invece l'hanno ridotto... Gli unici pard che gli son venuti benino (secondo me, ovvio): i due Kit. Tex e Tiger, invece, malino...Bene i personaggi di contorno, ma questa storia l'avrei vista meglio disegnata da Benevento (a cui i Cestaro sembrano rifarsi in più occasioni, tipo infermiera Ruth, perdendo un po' del loro stile) 4) i ritorni. E' evidente che qui ce ne saranno a bizzeffe (non solo Mefisto e Yama). A Boselli piacciono tanto; troppo, secondo me: richiamare in scena personaggi già visti è nella norma, i personaggi ricorrenti sono un must in fumetto e letteratura seriale. ma ci sono personaggi che devono comparire una volta, due massimo. Boselli a volte mi sembra esageri (vedi ritorni secondo me catastrofici tipo Jack Thunder, che con Winnipeg l'hanno ammazzato proprio e non solo perché Tex gli ha sparato...) ed è uno dei pochissimi difetti che gli attribuisco. Spero di sbagliarmi. Ovviamente, sono solo opinioni. Ma, ecco, per me stavolta non è scattata la sospensione dell'incredulità di cui sopra: invece di leggermi il fumetto senza troppi pensieri come al solito, ho cominciato a vederci tutti i problemi qui accennati. E' che invecchio.
  11. Vale anche per me. Sarà perché i miei primi Tex sono stati quelli con il Ticci "giolittiano" e mi sono formato l'occhio su quelli, ma il modo in cui ha cambiato il suo disegno non mi è mai andato giù...
  12. Condivido. Il Carson di Capitanio e quello di Marcello secondo me i migliori Con il Ticci dei tempi di "Sulle Piste del Nord" (il modo in cui è cambiato il suo disegno nel tempo, sarò l'unico ma non mi è mai piaciuto). E il Letteri epoca "Il Signore dell'Abisso" e "Diablero". E Giolitti: sempre (quelle poche storie). Insomma, il mio podio è parecchio affollato
  13. Perdonate. Sono iscritto a questo forum da anni, e lo seguo da ancor più tempo, ma non mi ero mai permesso intervenire: non mi pareva il caso, eppoi non mi esprimo molto bene. Tuttavia... Ho praticamente imparato a leggere su Tex, era l'unico fumetto che mio padre tollerava (comprarmi gli Alan Ford di nascosto è stata la mia prima ribellione), anzi... gli piaceva proprio. Anche adesso che ha più di ottant'anni, continua a leggerli. Con me che glieli compro, perché si vergogna. Così intanto li leggo prima io Scusate la premessa, ma dato che mio padre mi ha appena reso, tra gli altri (problemi di spazio), proprio gli albi di "Missione Suicida", mi ha dato lo spunto. Spiace esordire con un commento negativo, ma per me è questa è una delle peggiori di Tex. O, meglio, uno dei motivi per cui in tanti non amiamo affatto Nolitta. E questo detto da uno che considera "El Muerto" una delle migliori storie di Tex (per me, la seconda in assoluto dopo "Il Passato di Carson"). Se solo Nolitta/ Bonelli si fosse fermato lì (oppure avesse continuato a farsele supervisionare dal padre, dato che ho il sospetto che ne "El Muerto" GBL sia entrato parecchio)... Ci sono praticamente tutte le caratteristiche che mi rendono fastidiose le storie di Nolitta su Tex, grande editore, pessimo sceneggiatore. Una vera e propria raccolta completa. 1) Antimilitarismo francamente becero. Non sono un ferreo sostenitore dei militari & d'accordo, in Tex la raffigurazione degli omini in divisa come idioti non è una novità. Ma da GLB uno l'accetta, anche perché, come esperienze personali, essendosi visto due guerre mondiali... Ma il figlio mi ha sempre dato l'idea di uno che nei Sessanta/ Settanta, deposti i panni dell'editore (bravissimo, davvero) giocasse a mischiarsi con la contestazione, ergo rifiuto dell'autorità, ergo abbasso le divise, eccetera. E che utilizzasse Tex, che secondo me non amava affatto, per accreditarsi nel giro. Qui i soldati sono qualcosa di ridicolo: il tenentino idiota all'inizio e alla fine, il colonnello pomposo & propositore di piani demenziali e che in chiusura si comporta come una zitella isterica (e il bello è che nella prima parte della storia Tex e Carson lo trattano da amiconi). In mezzo, i soldatini (inquadrati, ma giovani- quindi ancora con uno spunto di "ribellione") che non fanno che ripetere "tutta colpa dei regolamenti" "eehh, questi stupidi regolamenti..." Ebbasta! 2) Verbosità e lungaggini. Pagine e pagine con i due pard a colloquio (inutile) con l'oste "vi farò un prezzo più che onesto" & "state facendo quattrini a palate" & "i dollari non li ha mai presi a calci nessuno", poi tex e carson che decidono cosa fare "pensaci bene, vecchio mio" e qui e là, e su e giù, poi tex e carson nel deserto "che ci sia un coyote o un puma?" "mannò, un puma qui è poco probabile, sarà un ornitorinco", e poi bla e bla e bla. Ogni scena, anche quelle drammatiche - vedi lo scontro coi rurales (che tra parentesi passano vignette su vignette a dire "impacchettatemi questi due" "dateci un minuto e li leghiamo come salami" e nessuno che si dia da fare; e dopo "fuoco su quell'indio!" "santa virgen del pilar!", e nessuno che faccia una mazza) oppure il duello con Kelly, devono concludersi con almeno una pagina di sproloquio. Che, tra parentesi, mi dà l'idea di una furbata del Nolitta/editore per allungare il brodo... 3) Contradditorietà. Per me, detto come attenuante, Sergio B. metteva mano alle sue storie in momenti differenti, con troppo tempo tra l'inizio della stesura e la fine. Esempi a bizzeffe. Tex che inizia da amicone del tenentino e poi dà fuori di matto (l'avete già scritto tutti: come mai non se n'è accorto lui? al limite, bastava far sì che anche tex fosse arrivato da cinque minuti, appena prima di carson, e si rendesse conto solo sul momento del casino combinato dal tenente. ma prima sta lì a chiacchierare bello tranquillo, e dopo dice che solo un incompetente poteva non accorgersene: sembrano due persone diverse...) tex e carson che dicono: assolutamente no, questa è una missione assurda. E poi che fanno? Ci vanno loro da soli... Perché, in due è meno pericoloso? la scena del penitenziario & il mancato reclutamento dei detenuti: secondo me, SB l'ha iniziata avendo in mente qualcos'altro, poi l'ha mollata lì e quando l'ha ripresa non gli serviva più e l'ha chiusa così. l'agguato degli apache: a parte la figura da polli di tex e kit, insaccati come niente, ma Carlito? Prima dice: "Tu non puoi essere Aquila della Notte: lui non si sarebbe mai fatto fregare così" (appunto, dico io) poi, quando suo padre gli dice "no, questo è davvero ADN!" ah beh! allora tutto bene e scusate tanto (?!?). Io avrei detto: "ma allora tutte le storie su Aquila della Notte sono balle!". Carlito e suo padre: ma perché vanno con Tex? mica capito bene Il pistolero Kelly: prima salva tex e carson (altra piccionata, ma vabbè), poi salta fuori che li ha riconosciuti e li vuole fregare. Ma allora perché li ha salvati? Mi direte: per consegnarli poi ai rurales e intascare la taglia. Giusto ma: a parte che, visti i tipi, probabilmente i rurales l'avrebbero fatto fuori per tenersela loro (possibile che non c'abbia pensato?), non gli conveniva portarli sin da Don Navarrete e intascare molto di più? La mia preferita: Tex e Carson nel deposito d'armi vengono smascherati dalle guardie- che si mettono ad urlare- le stendono, impacchettano Don Navarrete, filano via.... il tutto a cinque metri (!) dalle torrette che (occhio anche alle vignette dell'esplosione) vengono disegnate ciascuna con la sua brava sentinella... e nessuno si accorge di niente?!? Ma non si poteva scrivere la scena - almeno- omettendo la vignetta della guardia che urla "allarme!", con tex che la stende silenziosamente prima che apra bocca, o qualcosa del genere? Ci sarebbe altro. in particolare, le donnine e i riferimenti al sesso: non sono- spero- sessuofobo, ma ho sempre trovato così riposante il fatto che in tex il sesso sia lasciato fuori ... (ormai non c'è film libro o altro senza la scena di letto. Faceva dire Chandler al suo Philip Marlowe: "Lasciamo in pace il sesso per cinque minuti. Può essere una cosa splendida, come i gelati di cioccolata con la panna montata sopra. Ma ci sono dei momenti in cui preferiresti impiccarti che mangiarne uno": vorrei obbligassero tutti gli sceneggiatori ad impararlo a memoria...). Nolitta invece ... Ho sempre avuto il sospetto lui pencolasse più dalla parte del sessuomane: diciamo che non mi ha sorpreso per niente scoprire che era un appassionato di film porno, ecco. E secondo me, introduceva certe scene anche per dispetto a suo padre. Ma è meglio mi fermi qui . Scusate la prolissità e grazie dello spazio. Dimenticavo: disegni stupendi. Il che rende il rammarico per la brutta storia ancor più forte.
  14. Con tutto il rispetto, questa storia viene dritta da "Mangiatori di Morte" di Michael Crichton
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