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TWF - Tex Willer Forum

[245/247] Il Figlio Di Cochise


Voto alla storia  

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Erio Nicolò
Periodicità mensile: Marzo 1981 - Maggio 1981
Inizia nel numero 245 a pag. 72 e termina nel numero 247



Con i soldi del bieco mister Tyrrel della Western Pacific, una cricca di pericolosi evasi travestiti da bandoleros messicani sabota le linee della South & West, compagnia ferroviaria concorrente che sta per vincere una gara d'appalto! Incaricato di fermare i sabotatori della South & West e avuta la conferma che non si tratta di bandoleros, Tex chiede aiuto a Cochise che gli invia il figlio Tahzay alla guida di venti fieri guerrieri apache. Grazie ai mille occhi indiani che seguono gli spostamenti dei gaglioffi assoldati da mister Tyrrel, viene sventata l'incursione a Old Hachita, dove la South & West aveva accumulato materiali di lavoro, la cricca di finti messicani è costretta a sparpagliarsi nella prateria. Il loro covo viene infine individuato nel ranch del trafficante Simon. Gli Apaches di Tahzay guidati da Tex e Carson attaccano il ranch, appiedati e stremati, i farabutti in fuga vengono bloccati in un canyon: convinti da Tex a firmare un documento che smascheri il responsabile di tutta la faccenda, i brutti ceffi spariscono, puntando verso il Messico. Quanto al burattinaio, raggiunto nel suo ufficio dai pards, si vede appioppare un lungo soggiorno in gattabuia.
 

 

 © Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Riletta. Una storia interessante, perfettamente in linea con i classici della serie. La guerra tra compagnie ferroviarie e la slealt? di una di esse. Mi è sempre piaciuta la presenza degli apaches, la strategia per scoprire i finti bandoleros, l'attacco al rifugio. Torna il grande Floyd e la campagna di stampa, come ai tempi di sangue navajo. In un certo senso il finale ha qualcosa in comune con quello del Texone di D'Antonio, anche se qui Tex agisce con mezzi molto meno aggressivi. Una buona storia, disegnata da Nicol' fino ad un certo punto, pi d gamba in prima persona. Lo stacco è evidentissimo. A me piace, questa avventura, 8.

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  • 4 weeks later...

IMHO si tratta di una storia molto classica e anche decorosa nello svolgimento, ma tutt'altro che geniale: vi sono certo momenti di buon livello ( l'evasione iniziale, lo scontro ad Old Hachita e soprattutto il confronto finale tra i due pards e il "pezzo grosso"

che si rivela inaspettatamente molto più pericoloso dei suoi finti bandoleros, visto che riesce a prendere come ostaggi Tex e Carson, cosicch? soltanto un colpo di fortuna permette a Tex di raddrizzare la situazione ( con l'aiuto di una fondina con lo "swivel", che gli permette di sparare senza estrarre la Colt, come Ruby Scott a suo tempo ;) )
) ma la maggioranza della vicenda ripropone situazioni tipiche senza molto mordente e con più di un sospetto di deja - vu. I disegni di Nicol' non sono male; senonchè, gran parte dell'albo 247 è stato disegnato in toto da Gamba ( a differenza di "In nome della legge", in cui Nicol' aveva ripassato a china i disegni di Gamba ) e, per quanto il disegnatore ligure cerchi di adeguarsi allo stile e alle tipologie facciali del collega, il confronto con Nicol' lo fa apparire abbastanza sgraziato e sgradevole. La mia valutazione ?, in sintesi, soggetto 6,5sceneggiatura 6,5disegni 6,5.
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  • 7 months later...
Guest Colonnello_Jim_Brandon

Riletta in versione "technicolor" di Repubblica. E, lo ammetto senza remore, questa storia proprio non me la ricordavo. Terminata di leggere l'ultma vignetta di questa avventura ho capito poi il perchè del mio deficit mnemonico... Perchè questa storia dallo sfondo classicheggiante è composta da personaggi pesantemente INSIPIDI. Mi spiego meglio. La trama in sè, con compagnie ferroviarie impegnate in una lotta senza esclusione di colpi, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Una trama classica in cui il nostro ranger e il suo inseparabile pard potrebbero muoversi a loro piacimento tenendo gli occhi del lettore letteralmente incollati alle vignette. Ma purtroppo non è così. Lo stesso Tazay, il figlio di cochise, è una figura opaca, il cui potenziale carisma si perde assieme agli insipidi antagonisti della storia. Già perchè sono proprio i biechi personaggi della Western Pacific il vero punto debole della storia. Nessuno di essi, mister Tyrrell compreso, riesce ad apparire un avversario degno per i due satanassi che siamo abituati a vedee nelle storie firmate da GLB. Infatti in questa storia Tex e Carson adottano una tecnica fondamentalmente "di attesa" che rende la storia profondamente piatta e macchinosa. Anche l'incredibile assalto a suon di candelotti di trinitrotoluene ai depositi della South & West da parte degli scagnozzi di Tyrrell non riesce a far uscire la trama dalla sua paludazione. Un vero peccato. Discreti i disegni di Niccol' ( poi sostituito in corsa da gamba ) ma purtroppo per quanto essi possano esser stati in gamba, questa stoia non riesce a avere il mordente tipico delle storie di Tex. Peccato. Voto complessivo : 6

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  • 7 months later...

riletta!!!Una storia da sufficienza piena. La trama è molto classica è tradizionale, ho apprezzato quasi tutto di questa storia, tranne Il suo finale, che a mio avviso viene allungato più del dovuto(anche se il motivo di tale decisione è abbastanza chiaro, per far finire la storia alla fine dell'albo). I disegni di Nicol' sono ottimi anche se nell'albo "sfide nel canyon" i disegni sono molto ritoccati da qualcun altro disegnatore. (a me sembra Monti). Voto 6.5 su 10

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Si tratta in realtà di Gamba, che era avvezzo a collaborare con Nicol', ma che in questo caso dovette realizzare nella più completa autonomia quasi tutto il n. 247, cosa che a giudizio di molti lettori ( e anche mio ) ha abbassato abbastanza il livello della parte grafica; probabilmente Monti sarebbe stato più camaleontico ed elegante, come mostra il suo completamento dell'ultima storia disegnata da Nicol', "Un mondo perduto" .

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  • 8 months later...
  • Rangers

Come già è stato scritto da chi mi ha preceduto, questa è una storia dall'impianto classicissimo. GLB aveva già sfruttato diverse volte in passato le compagnie ferroviarie rivali e sempre con buoni risultati. Anche in questo caso l'autore riesce nel suo intento, spalmando le varie situazioni nei tempi giusti. Anche se in questo caso i cattivi non rimangono di certo impressi nella mente del lettore. Chi tira le fila di tutto si dimostra alla fine il solito pezzo grosso, borioso e riccone, mentre la banda di sabotatori si dimostrano meno terribili di quel che apparivano durante le loro scorribande. Rimangono comunque buonissime due pensate di GLB: l'idea di far passare i sabotatori per una banda di " feroci bandoleros" e soprattutto l'utilizzo degli Apaches di Tahzay (che tornano dopo la storia contro il Carnicero) al fianco di Tex e Carson, che si dimostrano utilissimi per il piano studiato dal ranger per sgominare la banda. I due pards comunque sono come sempre in formissima ed in piena sintonia come nelle migliori storie. Inizialmente Tex subito dopo aver accettato la nuova missione, sembra intenzionato a farsi raggiungere dal figlio Kit e da Tiger, segno che forse GLB era partito pensando ad un altro tipo di storia, poi come spesso capitava andava in tutt'altra direzione. Si tratta quindi di una storia leggera del tardo Bonelli, ma ancora pienamente sufficiente. I disegni di Gamba qui non li ho mai digeriti molto, forse perchè lo stacco con Nicol' è troppo evidente. Voto 6,5 :trapper:

  • +1 1
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  • 5 months later...

Storia in puro stile classico western. Personalmente l'ho apprezzata. Il cambio di disegnatori non ha influito nella qualità del disegno, Gamba ha fatto il possibile per adeguarsi al tratto di Nicol' e per quanto mi riguarda i visi dei personaggi, compreso quello di Tex, risultano più gradevoli di quelli di Nicol' che con il suo tratto rende le persone perennemente imbronciate e arcigne. Bello lo spunto della storia e la sua evoluzione con alcune scene degne di essere incorniciate come il pezzo in cui i tre apache mettono fuori combattimento due dei bandoleros in fuga. Nel pezzo finale GLB fa fare la figura degli ingenui ai due pard che si fanno fregare da mister Tyrrel, a me la cosa non da fastidio, ho sempre detto che preferisco il Tex eroico ma pur sempre umano al Tex semidio ma volevo farlo notare solo per ricordare che anche GLB a volte fa commettere errori a Tex. Alla storia assegno 8,5.

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  • 2 years later...

Riletta in versione "technicolor" di Repubblica. E, lo ammetto senza remore, questa storia proprio non me la ricordavo. Terminata di leggere l'ultma vignetta di questa avventura ho capito poi il perchè del mio deficit mnemonico... Perchè questa storia dallo sfondo classicheggiante è composta da personaggi pesantemente INSIPIDI. Mi spiego meglio. La trama in sè, con compagnie ferroviarie impegnate in una lotta senza esclusione di colpi, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Una trama classica in cui il nostro ranger e il suo inseparabile pard potrebbero muoversi a loro piacimento tenendo gli occhi del lettore letteralmente incollati alle vignette. Ma purtroppo non è così. Lo stesso Tazay, il figlio di cochise, è una figura opaca, il cui potenziale carisma si perde assieme agli insipidi antagonisti della storia. Già perchè sono proprio i biechi personaggi della Western Pacific il vero punto debole della storia. Nessuno di essi, mister Tyrrell compreso, riesce ad apparire un avversario degno per i due satanassi che siamo abituati a vedee nelle storie firmate da GLB. Infatti in questa storia Tex e Carson adottano una tecnica fondamentalmente "di attesa" che rende la storia profondamente piatta e macchinosa. Anche l'incredibile assalto a suon di candelotti di trinitrotoluene ai depositi della South & West da parte degli scagnozzi di Tyrrell non riesce a far uscire la trama dalla sua paludazione. Un vero peccato. Discreti i disegni di Niccol' ( poi sostituito in corsa da gamba ) ma purtroppo per quanto essi possano esser stati in gamba, questa stoia non riesce a avere il mordente tipico delle storie di Tex. Peccato. Voto complessivo : 6

La penso allo stesso modo. Storia di una piattezza disarmante. A un certo punto ho smesso di leggere i baloons e ho guardato le sole vignette (giusto per arrivare alla fine), tanto grande era a mio parere la scontatezza della trama e la noia nel leggerne i testi.
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  • 1 year later...

Ripresa e riletta in questi giorni e trovata meno terribile di come la rammentavo. Sceneggiatura classicissima,buonissimi disegni di Nicolò,orripilanti

 

quelli di Gamba,un altro "stile Diso",da me mai digerito,discreta azione e trama,nonostante l'argomento "compagnie ferroviarie" fosse già stato usato e

 

abusato in passato. Onestamente l'unica,grossa,pecca del racconto è quella di far continuare ai sedicenti bandoleros attacchi,tranne il primo,per nulla

 

remunerativi,al solo scopo di distruggere,addirittura con la dinamite,cantieri,rotaie e materiali alla South&West,senza ricavarne un cent....Suvvia quale

 

banda di desperados si sarebbe comportata così ??? Pirotecnico il finale,con i furfanti in guanti bianchi che danno del filo da torcere ai due

 

Pards.....come è distante lo sciapo finale de "Il ricatto di Slade" !!!!!........

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  • 5 years later...

Riletta di recente...una storia buona,non eccezionale.Ritorna la Guerra tra le compagnie ferroviarie, ritornano gli Apaches di Tahazay in aiuto dei pard, ritornano i banditi "trasformisti" che si travestono da bandoleros per gettare fumo negli occhi alla Legge, ritorna il topos dell' ex collega ranger di Tex ora responsabile della sicurezza della "South and West"...

 

Non funzionano molto gli antagonisti?in realtà gli antagonisti sono tosti quel tanto che basta per mettere in ginocchio una compagnia ferroviaria.Tex ne viene a capo solo grazie all'aiuto di Tahazay...non riesco a capire il perché non abbia utilizzato i suoi Navajos...in questo caso gli Apaches vengono "evocati" a parer mio in modo improprio,dal momento che non hanno alcun tipo di torto da vendicare.

 

Ci sta invece che Tex utilizzi i falsi bandoleros superstiti, lasciandoli poi liberi,per incastrare il grande burattinaio...

 

Leggendo storie così si capisce il desiderio di Glb di evitare troppi esperimenti,puntando sull' "usato sicuro" delle vecchie storie seppur rivisitate e modificate in alcuni snodi...oggi una storia così non sarebbe possibile.

 

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  • 1 year later...

Storia di una noia mortale che non viene nemmeno voglia di recensire, lenta com'è e quasi priva di azione. Si salva solo il finale (per quanto abbastanza inverosimile, con Tex e Carson con la pistola in bocca sostanzialmente, e un intervento maldestro di uno dei nemici che permette loro di ribaltare ridicolmente la situazione, ma almeno accade finalmente qualcosa), e un paio di insulti bellissimi, come il notevolissimo "specie di corvo travestito da umanoide" e addirittura un "bacherozzo".

Noia, noia a palate.

Bene Nicolò.

GLB 6 (giusto perchè i pard sono, ovviamente, perfettamente in carattere)

Nicolò 7

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  • 4 years later...

Ulteriore storia che è l’emblema dell’opera bonelliana nel terzo centinaio.

 

“Il figlio di Cochise” aveva tutte le carte in regola per divenire un’ottima storia: un soggetto non originalissimo ma sempre alquanto valido, ovvero la guerra fra compagnie ferroviarie per aggiudicarsi l’appalto di un grosso tratto ferrato per la California, la presenza di un alleato di spicco, Tazhay il figlio dell’amico fraterno Cochise, e un villain disposto a tutto pur di ostacolare la compagnia rivale, con sabotaggi, mascherati da incursioni di bandidos messicani.

 

Purtroppo Bonelli non riesce stavolta a cucinare al meglio la sua pietanza, dopo aver messo ottimamente in pentola degli ingredienti prelibati e l’esito finale si mostra alquanto sciapo.

 

Il soggetto viene via via sciupato, riducendo l’episodio a scene molto dilatate di lotta e sparatorie. Anche la risoluzione della congiura avviene molto semplicemente e celermente nel finale.

Ma soprattutto ciò che ha reso quasi esasperante la mia lettura è la lentezza ed eccessiva verbosità della sequenza centrale; ammetto che mi ha indotto a sbadigliare parecchio ed è divenuto non facile proseguire fino alla fine.

 

Ormai il Bonelli di inizio anni ottanta aveva quasi del tutto perso quella verve di scrittura, che è stato il marchio di fabbrica nella testata e lo ha reso un autore quasi impareggiabile nel panorama fumettistico italiano.

Qualche guizzo, qualche buona storia, ma molti sbadigli ed errori che hanno segnato le storie del centinaio 200, il tutto aggravato pure dall’opera del figlio che nell’intento di dare una mano, ha fornito prove molto controverse per l’universo texiano.

 

I disegni furono affidati a Nicolò, ma stavolta l’artista fiorentino l’ho trovato meno pulito e preciso del solito. Non sono al corrente, ma desumo che forse le sue condizioni fisiche cominciassero a peggiorare e ciò incise nell’economia della sua prova.

 

Oltretutto è ben evidente che gran parte dell’ultimo albo è stato portato a termine da una mano esterna non accreditata, che a primo impatto mi sembra quella di Gamba e ciò può pur essere plausibile visto che lo stesso disegnatore, già da tempo, aiutava alle matite Nicolò, ma a tratti sembra esserci pure vignette in cui lo stile è diverso (Monti?). Magari qualche forumista più informato di me, potrà chiarire questo mio dubbio. Il mio voto finale è 5

  • +1 1
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