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Un Nuovo Letteri: Esiste?


Cheyenne
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Leggo spesso di disegnatori della scuola Ticciana piuttosto che Villiana, o di chi si rif? a Civitelli, ma non mi sembra di sentire parlare tanto di seguaci del segno letteriano. Eppure questo è stato uno dei più grandi disegnatori di Tex, non solo per aver creato personaggi come El Morisco o Proteus, ma soprattutto per come ha saputo rendere le espressioni di tutti i volti, non solo dei protagonisti. In Letteri ho trovato più che in altri disegnatori, per quanto superlativi, il Tex e il Carson ironici quando era necessario e duri quando la situazione lo richiedeva (Carson che si accarezza il pizzetto poi, con quel lampo negli occhi... ). Ticci e Villa sono due grandi che nessuno discute, e lo stesso vale per Civitelli, ma non vorrei che il bellissimo tratto di Guglielmo fosse morto con lui.

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Purtroppo così sembra. Letteri era uno dei miei disegnatori preferiti, e credo che il suo stile molto chiaro, sintetico ma espressivo, non torner? più sulle pagine di Tex. Questo è dovuto al "Manierismo" dell'ultima generazione di disegnatori di Tex, che pur essendo bravissimi, fanno risaltare più i dettagli e cercano il realismo assoluto nella figure e nei luoghi.

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Magari sembrer? una frase un p? brutale, però a me non dispiace troppo che il suo tratto se ne sia andato con lui. E' uno dei miei disegnatori preferiti, il secondo Tex che ho letto l'ha disegnato lui, però la questione si ricollega all'altro topic aperto recentemente. Io non voglio vedere nuovi disegnatori che "riproducano" il suo stile, neanche inconsciamente: ci sta farsi influenzare, ma il rischio sarebbe quello di vedere sugli albi dei disegni che fanno prima pensare a Letteri, e poi a chi li ha effettivamente disegnati.

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Da una parte posso essere d'accordo con te Lorenzo, perchè ci si aspetta da ogni artista qualcosa di peculiare e personale. Però non è certo scandaloso che un nuovo disegnatore faccia i suoi primi passi su una strada già tracciata (il grande Giotto non fu ai suoi esordi allievo di Cimabue?) e poi spicchi il volo, quindi non è che mi aspetto un clone di Letteri - ci mancherebbe altro! - però vorrei che il suo stile, o il ricordo del suo stile, sopravvivesse in qualcuna delle nuove leve.

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  • 2 years later...

Letteri è stato e rimane un classico. Ritengo impossibile rivedere il suo tratto nei disegnatori di oggi, tutti più o meno alla ricerca di qualcosa di nuovo. Un qualcosa che potr? senz'altro affascinare i giovani lettori, ma lascer? sempre un po' di amaro in bocca ai vecchi cultori di Galep, Letteri e pochissimi altri.

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  • 2 weeks later...

Mi piacevano tanto i disegni di Letteri: essenziali e puliti. Riusciva anche a creare delle belle ambientazioni come non ricordare le storia con El Morisco, a cui ha dato il volto?Un altro punto a suo favore erano le donne da lui rappresentate: chi non ricorda la bellissima diablera Mitla?

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  • 3 weeks later...
  • 4 months later...

Il tratto odierno che vedo utilizzare dai disegnatori tende ad essere molto curato e dettagliato, spesso e volentieri si cercano soluzioni anche con tecniche che diano l'effetto "scala di grigi" per donare più profondit? e spessore alle tavole.(A me piace molto questa strada, anche se più faticosa)Il tratto di Letteri era tutt'altro che dettagliato, molto sintetizzato, cosa molto evidente nei primi piani dei suoi volti, credo sia difficile al giorno d'oggi farsi strada con un tratto del suo tipo, quindi non penso ci siano molti disegnatori che seguano la sua scuola.

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Letteri (che anche a me strapiaceva) era argentino di origine e di formazione professionale, magari qualche disegnatore di scuola argentina... è ;)

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  • Rangers

Letteri era un italiano, che nei tempi magri tra le due guerre, emigr? in Argentina a cercar fortuna. Come lui anche un altro famosissimo Maestro del fumetto sbarc? il lunario in Argentina, per poi, tornare in Italia: Hugo Pratt.

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L'opera di Guglielmo Letteri su Tex è e rimarr?, a mio giudizio, unica e imprescindibile, ne più ne meno di quella di Galleppini, e nessun altro fumettista potr? mai riprodurre in maniera efficace e dosata le atmosfere che questi artisti erano capaci di evocare con pochi tratti di pennello. Entrambi i disegnatori, infatti, pur avendo sviluppato nel corso dei lustri due stili di disegno totalmente differenti per composizione e verosimiglianza narrativa, sono accomunati dall'inconfondibile impronta classica che li contraddistingue. Caratteristica, questa, che anche secondo me, come si osservava in un post precedente, mal si adatta all'evoluzione grafica tipica delle nuove generazioni di disegnatori, sempre più spesso alla ricerca di nuove chiavi di interpretazione dell'immagine e di nuove e più sofisticate tecniche per la cura dei dettagli, per la riproduzione di sfumature, mezzetinte e chiaroscuri. L'unico artista tra le leve storiche texiane ad aver avuto sin dagli esordi "una marcia in più" (e lo dimostra il fatto di essere il principale modello di riferimento per i nuovi fumettisti), è stato Giovanni Ticci, la cui opera è stata probabilmente la prima a prendere seriamente le distanze dai modelli di matrice "raymondiana" per poter meglio sviluppare il dinamismo e la sintesi della figura, e per decodificare il realismo in chiave espressionista. Solo su un piccolo dettaglio non mi trovo del tutto d'accordo con Samuele:

Il tratto di Letteri era tutt'altro che dettagliato, molto sintetizzato, cosa molto evidente nei primi piani dei suoi volti [...]

Sui volti di Letteri la sintesi è sempre stata davvero palese, ma credo sia doveroso precisare che il maestro romano ha attraversato varie fasi di ispirazione durante la sua carriera, e ha raggiunto l'apice della forma artistica negli anni '80, periodo in cui le sue tavole erano IMHO grandiose sia a livello di composizione sia per le sue perfette ricostruzioni ambientali e paesaggistiche. Il Letteri de "I delitti del lago ghiacciato" o de "La locanda dei fantasmi" era tutt'altro che sintetico o non curato nei particolari! ::evvai:: Questo discorso non vale naturalmente per il periodo post n. 400, durante il quale il disegnatore era rimasto vittima, suo malgrado, di un crollo artistico verticale...
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Letteri era un italiano, che nei tempi magri tra le due guerre, emigr? in Argentina a cercar fortuna. Come lui anche un altro famosissimo Maestro del fumetto sbarc? il lunario in Argentina, per poi, tornare in Italia: Hugo Pratt.

Sottoscrivo. In più aggiungerei che entrambi i fumettisti erano molto appassionati di musica Jazz. Letteri aveva anche suonato per alcuni anni come chitarrista in un gruppo musicale, mi pare... :trapper:
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Guglielmo Letteri (Roma, 11 gennaio 1926 è Roma, 2 febbraio 2006) è stato un fumettista italiano, noto soprattutto per la sua opera su Tex.
(...) Nel 1943 (quindi a 17 anni) torn° nella sua città natale dove frequent? la Facolt? di Ingegneria e poi part? per l'Argentina, nazione un cui avvenne il suo primo incontro professionale con il fumetto. Nel 1949 conobbe Athos Cozzi, un disegnatore che lavorava già in Argentina e lo convinse a dedicarsi al disegno come lavoro. Da qui inizi? una collaborazione che lo port? a collaborare per varie case editrici, fianco a fianco con artisti come Hugo Pratt, Alberto Ongaro e Sergio Tarquinio.
Dopo altre "emigrazioni" l'artista si stabil' a Londra, dove collabor? con la Fleetway fino a quando fece ritorno in America Latina. Nel 1963 torn° in Italia e l'anno dopo esord' su Tex con Agguato fra le rocce, una delle ultime storie pubblicate nel formato a striscia e ristampata nei numeri 68 e 69 della serie "gigante" (cioè il formato che è diventato quello tradizionale di Bonelli).
Letteri si è dedicato a questo personaggio per più di quarant'anni, disegnando oltre 11.000 tavole e divenendo così il più prolifico disegnatore della testata dopo Galleppini.
(da Wikipedia)

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Molti dei 'giovani' lettori di tex magari non sanno chi fosse LetteriPersino io quando lo leggevo avevo sempre pensato fosse italiano e stopPoi non ricordo su che inserto (probabilmente quelli che venivano inseriti in seconda o terza di copertina dei numeri tra 200 e 300) venne fuori che anche se italiano di nascita, di formazione professionale e 'cultura' era (per molti versi, visto che si trasfer? in argentina a 17 anni) più argentino che italianoPer questo pensavo (o speravo) che, magari, qualche giovane disegnatore argentino (o di formazione argentina) potesse ricalcarne in qualche modo le orme, come detto in un mio precedente post. uy

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Molti dei 'giovani' lettori di tex magari non sanno chi fosse LetteriPersino io quando lo leggevo avevo sempre pensato fosse italiano e stopPoi non ricordo su che inserto (probabilmente quelli che venivano inseriti in seconda o terza di copertina dei numeri tra 200 e 300) venne fuori che anche se italiano di nascita, di formazione professionale e 'cultura' era (per molti versi, visto che si trasfer? in argentina a 17 anni) più argentino che italianoPer questo pensavo (o speravo) che, magari, qualche giovane disegnatore argentino (o di formazione argentina) potesse ricalcarne in qualche modo le orme, come detto in un mio precedente post. uy

Potresti aver ragione, ma sappiamo che oggi chi non sa una cosa e vuole notizie su di essa al 90% andr? a cercarla su Wikipedia. Nonostante la veste "ufficiale" del mio post non ho voluto farti un richiamo, ma piuttosto indicarti quello che sicuramente sai, cioè che questo è un forum che grazie agli sforzi di tutti è arrivato ad un livello di eccellenza, e non è davvero il caso di sprecare gli sforzi (tuoi, in questo caso) per un copia-incolla che ognuno avrebbe potuto fare mentalmente. Ti d' atto, comunque, che qualcosa di tuo hai messo, perchè mi pare che ci siano diversi "omissis" nella tua citazione. Magari puoi dircene il motivo? :trapper: Per inciso:

Nel 1943 (quindi a 17 anni) torn° nella sua città natale dove frequent? la Facolt? di Ingegneria e poi part? per l'Argentina

non a 17 anni quindi è andato in Argentina, ma dopo aver frequentato Ingegneria, che molto probabilmente ha iniziato a frequentare tra i 18 e i 20 anni. Non so quanto duri questa facolt?, ma all'epoca non c'erano le lauree brevi e credo che ci andassero minimo cinque anni. Non cambia molto rispetto a quello che dicevi tu, ma è bene precisare per quanto possibile. ::evvai::
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Molti dei 'giovani' lettori di tex magari non sanno chi fosse LetteriPersino io quando lo leggevo avevo sempre pensato fosse italiano e stopPoi non ricordo su che inserto (probabilmente quelli che venivano inseriti in seconda o terza di copertina dei numeri tra 200 e 300) venne fuori che anche se italiano di nascita, di formazione professionale e 'cultura' era (per molti versi, visto che si trasfer? in argentina a 17 anni) più argentino che italianoPer questo pensavo (o speravo) che, magari, qualche giovane disegnatore argentino (o di formazione argentina) potesse ricalcarne in qualche modo le orme, come detto in un mio precedente post. uy

Potresti aver ragione, ma sappiamo che oggi chi non sa una cosa e vuole notizie su di essa al 90% andr? a cercarla su Wikipedia. Nonostante la veste "ufficiale" del mio post non ho voluto farti un richiamo, ma piuttosto indicarti quello che sicuramente sai, cioè che questo è un forum che grazie agli sforzi di tutti è arrivato ad un livello di eccellenza, e non è davvero il caso di sprecare gli sforzi (tuoi, in questo caso) per un copia-incolla che ognuno avrebbe potuto fare mentalmente. Ti d' atto, comunque, che qualcosa di tuo hai messo, perchè mi pare che ci siano diversi "omissis" nella tua citazione. Magari puoi dircene il motivo? :trapper: Per inciso:

Nel 1943 (quindi a 17 anni) torn° nella sua città natale dove frequent? la Facolt? di Ingegneria e poi part? per l'Argentina

non a 17 anni quindi è andato in Argentina, ma dopo aver frequentato Ingegneria, che molto probabilmente ha iniziato a frequentare tra i 18 e i 20 anni. Non so quanto duri questa facolt?, ma all'epoca non c'erano le lauree brevi e credo che ci andassero minimo cinque anni. Non cambia molto rispetto a quello che dicevi tu, ma è bene precisare per quanto possibile. ::evvai::
Ho inserito da wikipedia solo le parti rilevanti per la discussione :P(altrimenti inserivo direttamente solo il link che era cosa più facile... :P )Aggiungo solo che, a quanto pare, prima di trasferirsi in Argentina, non avesse interesse a disegnare fumetti, interesse che nacque proprio nel periodo sudamericano, ecco perchè parlavo di 'formazione' dal punto di vista professionale. Per pulizia del disegno, nitidezza tra bianco e nero, molte tavole di Civitelli forse possono ricordare come disegnava Letteri, solo che poi Civitelli lavora molto più finemente sui dettagli (il puntinismo... nei paesaggi notturni... i controluce... roba da delirio... ::evvai:: ::evvai:: ):)
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Per pulizia del disegno, nitidezza tra bianco e nero, molte tavole di Civitelli forse possono ricordare come disegnava Letteri, solo che poi Civitelli lavora molto più finemente sui dettagli (il puntinismo... nei paesaggi notturni... i controluce... roba da delirio... ::evvai::  ::evvai:: ):)

Il paragone tra l'arte di Letteri e quella di Civitelli, per pulizia del tratto e quant'altro, ci potrebbe anche stare, anche se un p? a fatica, forse. Piuttosto, graficamente parlando, mi verrebbe più spontaneo raffrontarlo con gli impareggiabili pennelli dell'argentino Ernesto R. Garc?a Seijas, il cui stile contiene altresè molti tratti somatici tipici delle tavole del grande Guglielmo (come ad esempio, l'uso frequente dei retini per la creazione delle mezze tinte, la calibratura e l'impiego ponderato dei neri, ecc.)...
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Non posso avere la presunzione di parlare di retini, puntinismo, chiaroscuro ecc... in verità ciò che mi affascina di Letteri è l'espressione che riusciva a dare ai personaggi, ai quattro pards in modo particolare, un'espressione tra il duro e l'ironico che ho sempre amato. Con quali tecniche lo facesse, sinceramente, poco mi importa saperlo, e quando pure lo sapessi non ci capirei nulla :rolleyes:

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Ah, non ti preoccupare, Cheyenne!Io per esempio ci capisco ancora meno di te... nel disegno ero davvero una ciofeca.. doubt Però Letteri mi è sempre piaciuto molto, uno stile essenziale ma al tempo stesso rendeva benissimo i pards.

Mai preoccupata :PI disegni per i compiti in classe me li faceva mia nonna hahaMa realmente, quando vedo il Carson letteriano che si accarezza il pizzetto con quello sguardo tutto suo... :inch:
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