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[Texone N. 20] Canyon Dorado


ymalpas

Voto alla storia  

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Un texone decisamente deludente questo disegnato da Alessandrini e non certo per colpa del grande disegnatore che pur proponendo un tratto non canonico nel complesso fornisce una prova più che dignitosa (al netto di un calo evidente nelle ultime tavole).

La storia firmata da Nizzi fin dall’inizio non sembra particolarmente originale ma tutta la prima parte l’ho letta con grande piacere, Sunday Jim è il classico personaggio del cercatore d’oro che suscita nel lettore una naturale simpatia e anche il gruppetto dei cattivi guidati dal bandito Cimarròn, dal ribelle apache Juh e dal balordo militare sembrano ben caratterizzati, fino al riuscito colpo di scena che chiude il lungo incipit (e che riunisce tutti i personaggi) la storia procede per il verso giusto.

Tutta la lunghissima parte centrale è invece assai discutibile, una infinita serie di trovate ripetitive che porta il lettore (come i personaggi in scena) a girare in tondo in un carosello di agguati, fughe e continui capovolgimenti di fronte dove a dominare è purtroppo solo la noia.

Nizzi fa compiere ai suoi protagonisti SEMPRE le stesse azioni, i piani di attacco di Tex sono gli stessi di Juh e gli agguati notturni con conseguente fuga dei cavalli (poi puntualmente sempre recuperati) si susseguono senza sosta, è una narrazione piatta e ripetitiva che non convince mai.

Come del resto non convince un Tex che è quasi sempre in balia degli eventi e quasi mai protagonista dell’azione, che è costretto a tradire suo fratello di sangue Cochise trascinandolo di fatto nelle mani di Juh e che alla fine può vantare una sola azione degna del suo nome, cioè la liberazione di Sunday Jim dalle mani di Cimarròn nella prima parte della storia.

Molto peggio fanno i suoi pards, di fatto delle semplici pedine “invisibili” per gran parte della vicenda, mi sfugge in tutta onestà il senso di inserire tutti i pards in una storia se poi di fatto non li si rende protagonisti di nessuna azione degna di nota, e il problema di fondo non è che Tiger e Carson si fanno catturare facilmente dagli apache, che Carson si fa stendere in un duello diretto con un indiano e che Kit lo ricordiamo per essersi appisolato mentre Tex osserva il campo di Cimarròn, il fatto è che proprio non fanno nulla per tutta la storia a parte interpretare gli ostaggi del nemico di turno.

Il finale è un classico del genere caccia all’oro, una conclusione prevedibile ma nel complesso dignitosa, anche se la spiegazione scientifica di Tex sull’arsenico nativo fa decisamente sorridere, la sospensione d’incredulità è un elemento fondante del rapporto tra lettore e scrittore e proprio per questo non bisognerebbe abusarne.

Storia: 5 Disegni: 7

  • +1 1
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  • 6 months later...

Una storia dinamica, c'è Cochise, accadono un mucchio di cose. Ma... ma è priva di mordente, di pathos, di ispirazione. È un compitino, a tratti divertente, ma mai realmente convincente. Il Texone dovrebbe ospitare sempre storie di un certo spessore, come Sangue sul Colorado o L'ultima Frontiera. Così invece è uno spreco. 

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Questo Texone è il precedente sono gli unici due che ho letto una volta sola. 

Ricordo che non volevo comprarli più. 

Per fortuna poi le cose sono cambiate e la collana ancora adesso è un must, basta leggere l'ultimo uscito.

A mio avviso un gioiellino.:old:

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Dovrebbe essere l'ultimo Texone scritto da Nizzi (il successivo Il profeta Hualpai credo sia precedente), e mi sa che è proprio il peggiore (Tex che tradisce il fratello di sangue Cochise è proprio una delle pagine nizziane più nere)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Magic Wind dice:

Dovrebbe essere l'ultimo Texone scritto da Nizzi (il successivo Il profeta Hualpai credo sia precedente), e mi sa che è proprio il peggiore (Tex che tradisce il fratello di sangue Cochise è proprio una delle pagine nizziane più nere)

 

Il peggiore credo sia invece Mercanti di schiavi. Assurdi i livelli a cui era arrivato l'autore e con lui il nostro personaggio. 

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  • 1 year later...
Il 27/02/2024 at 12:26, Magic Wind dice:

Dovrebbe essere l'ultimo Texone scritto da Nizzi (il successivo Il profeta Hualpai credo sia precedente), e mi sa che è proprio il peggiore (Tex che tradisce il fratello di sangue Cochise è proprio una delle pagine nizziane più nere)

 

Credo proprio sia il peggiore dei texoni di Nizzi. Brutta storia, noiosa, sconclusionato e molto ancora in termini negativi. Un abisso rispetto alle precedenti ottime prove dello sceneggiatore per questo formato. Disegni che si possono categoricamente amare oppure odiare alla follia.

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  • 1 month later...

Letto questo texone, in cui ho prima di tutto dovuto "accogliere" lo stile piuttosto particolare di Alessandrini, averlo letto a colori ha aiutato in tal senso (ora mi aspetta il suo maxi La grande congiura, che è invece in B/N)

Ciò che realmente rimane dalla lettura di questo texone, una volta preso atto che a livello di trama non è niente di che, è  quantomeno il piacere (direi!) di vedere in scena Cochise, che Tex, proprio in riguardo della loro amicizia, non si sente di tradire... 

Alessandrini ci presenta un Cochise dal volto invecchiato, segnato dalle rughe, "saggio" (come lo stesso Tex lo definisce), diverso da quello più solare e sorridente di Letteri (Fusco lo faceva troppo muscoloso invece, pareva un personal trainer...)

Compare anche Tahzay, il figlio di Cochise, ma senza lasciare tanto il segno...

Non so se è un texone memorabile, mi domando se lo rileggerò mai... Forse solo le scene in cui Tex dialoga con Cochise, anche se pesa molto il fatto di non vederli mai discutere serenamente, tipo stando seduti al villaggio o cose così... (ma forse, per una volta, non è un male...si evitano certi baloon troppo farciti di chiacchiere...)

Da notare una certa mancanza di ironia in questa storia, c'è giusto una mezza battutina di Tex che percula Carson nelle primissime pagine...

Voto 6 + 

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  • 4 weeks later...
Il 13/8/2025 at 11:07, Trinità dice:

Ciò che realmente rimane dalla lettura di questo texone, una volta preso atto che a livello di trama non è niente di che, è  quantomeno il piacere (direi!) di vedere in scena Cochise, che Tex, proprio in riguardo della loro amicizia, non si sente di tradire... 

 

Ma,se non ricordo male, invece lo tradisce eccome...

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