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Se Tex fosse stato degli americani?


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Non ho mai seguito il mercato fumettistico americano ma so che i suoi personaggi, dal più famoso al più minuscolo e in particolare i supereroi, non hanno solo una storia editoriale ma praticamente infinite storie editoriali (reboot, universi paralleli, nemesi, cambi di personalità, cambi di persona, ecc.). La domanda che segue è pertanto rivolta principalmente a chi conosce il fumetto a stelle e strisce.

 

Se Tex fosse stata una creatura americana, come l'avrebbero gestita editorialmente parlando?

 

Indignamoci insieme! :lol:

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Non ho mai seguito costantemente il fumetto statunitense, perchè tolte alcune storie di Batman tra cui "Il Ritorno del Cavaliere Oscuro" "Anno Uno" e "The Killing Joke" non mi è mai piaciuto. Ah, ovviamente parlo dei supereroi, quelli famosi! Barks, Gottfredson, Don Rosa e Caniff mi piacciono. Di certo, avremmo visto tanti ma tanti reboot e remake. Tante testate, universi alternativi, spin off sui vari personaggi, come: Kit Carson, una su Tiger, su Kit persino su Jim Brandon! Ovviamente anche queste con vari reboot e robe varie. Nella vita editoriale di Tex, ci sono stati dei periodi quantomeno strani. Dopo la morte di Bonelli padre, probabilmente ci sarebbero stati i primi cambiamenti drastici, poi con il declino di Nizzi (al posto di "Colorado Belle" "La Mano del Morto" "Un Ranger per nemico".... avremmo visto un Tex di colore, violento, scurrile, un Deadwood Dick ante litteram con la pistola di Martin Mystere e così via), fino ad arrivare ad oggi, con un Tex non più uomo, ma una donna, come è successo (succederà) a James Bond. Altro che Tex Miller:)! Siamo fortunati noi Texiani.

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l' avrebbero reso malinconico,pieno di tormenti e tristezze,e ci avrebbero messo anche un po di politica

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Tex sarebbe stato più o meno come lo conosciamo fino agli anni settanta. Poi avrebbe seguito con poco successo

e convinzione la pista dei supereroi (con crossover come tipo quello tra Zagor e Flash se fosse stato di proprietà Marvel o DC).

Poi sarebbe scomparso nel nulla o riesumato ogni tanto in qualche miniserie nostalgica.

Ma se avesse avuto la fortuna di essere spunto per una serie televisiva avrebbe dato filo da torcere a Bonanza, Rawhide

o Alla conquista del West.

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47 minuti fa, JohnnyColt dice:

Frecciatina?

Nulla in contrario all'operazione, anche se non credo che i lettori americani siano andati in visibilio alla vista dell'albo (sempre che sia uscito in USA). Alla lettura della domanda mi sono venuti in mente degli albi, che comunque non ho sottomano, in cui il supereroe di turno (oppure sequenze di mega eventi tipo Crisis on Infinite Earths), a causa di viaggi nel tempo o distorsioni della realtà,interagisce brevemente con vecchie glorie dei comics western anni cinquanta, con l'intento di risvegliare interesse di eventuali estimatori del genere, ma ottenendo spesso solo uno sbadigliante disinteresse da parte del lettore contemporaneo...

Credo che un buon lavoro sia stato fatto con Johan Hex, che comunque ha dovuto subire diverse modifiche per essere accolto nelle fumetterie.

Ecco, come già scritto, il Tex americano avrebbe dovuto trasformarsi in qualcosa di diverso ogni tot di anni per non scomparire, diventando nel tempo solo un brand, un marchio, appiccicato addosso a vari personaggi o incarnazioni che più nulla avevano in comune con l'originale.

Ammetto che anche se qualcosina è mutato almeno il nostro "Tex italiano" è una evoluzione ma non una snaturazione dell'eroe creato da Bonelli.

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">11 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Nulla in contrario all'operazione, anche se non credo che i lettori americani siano andati in visibilio alla vista dell'albo (sempre che sia uscito in USA). Alla lettura della domanda mi sono venuti in mente degli albi, che comunque non ho sottomano, in cui il supereroe di turno (oppure sequenze di mega eventi tipo Crisis on Infinite Earths), a causa di viaggi nel tempo o distorsioni della realtà,interagisce brevemente con vecchie glorie dei comics western anni cinquanta, con l'intento di risvegliare interesse di eventuali estimatori del genere, ma ottenendo spesso solo uno sbadigliante disinteresse da parte del lettore contemporaneo...

Credo che un buon lavoro sia stato fatto con Johan Hex, che comunque ha dovuto subire diverse modifiche per essere accolto nelle fumetterie.

Che io sappia, i team-up (Bonelli/DC) in USA non sono ancora usciti (ad essere pignoli neppure in Italia) ma credo che prima o poi si possano affacciare anche al mercato USA. Tempistiche distributive a parte, è certo che l'appeal di queste iniziative sarà comunque circoscritto agli aficionados infoiati con Batman e Flash... 

L'esempio che mi fai degli eroi western nei fumetti supereroistici mi incuriosise perchè, tolto l'abominevole concetto di multiverso, è una caratteristica molto stuzzicante e non mi dispiacerebbe rivedere anche in Italia vecchie glorie sulle attuali testate seriali. Per contro, sono convinto che molti lettori neppure si accorgerebbero che in "quella storia" esista "quel particolare personaggio in auge 60 anni fa"...

A onor del vero, ora che ci penso, Boselli sta facendo un bel lavoro per inserire in un'unica continuity (e quindi un UNICO universo) Tex e altri eroi GLBonelliani. Non si tratta delle stesse meccaniche Made in USA (e meno male) ma diamo merito a Boselli per essere tanto contemporaneo e quanto estremamente classico nella sua visione del fumetto seriale!

<span style="color:red">11 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Ecco, come già scritto, il Tex americano avrebbe dovuto trasformarsi in qualcosa di diverso ogni tot di anni per non scomparire, diventando nel tempo solo un brand, un marchio, appiccicato addosso a vari personaggi o incarnazioni che più nulla avevano in comune con l'originale.

Ammetto che anche se qualcosina è mutato almeno il nostro "Tex italiano" è una evoluzione ma non una snaturazione dell'eroe creato da Bonelli.

Hai centrato appieno il punto su cui mi trovo totalmente in sintonia. Perchè non amo il fumetto seriale americano? Perchè il personaggio che leggo oggi non è più nulla del personaggio originale! Si pensi alla Wondie (un personaggio che conosco) di Marston e agli stravolgimenti anni '60 e '80... Un ciclo di storie può esserer di qualità o meno ma mal digerisco l'azzeramento del precedente per il nuovo: se non concepisco il brusco reboot di Perez in seguito a Crisi (ciclo che amo, ben inteso) paradossalmente ritengo più sensato il temporaneo snaturamento anni '60 accompagnato da motivazioni di trama. Il Tex in edicola non è più quello del '48, e aggiungerei meno male, ma ne rappresenta una sua diretta e coerente evoluzione. Sono contento che la Bonelli, nella sua pragmatica classicità, abbia mantenuto davvero la sua indole seriale! Ben inteso, a me crossover e what if piacciono un sacco ma devono essere esperienze isolate e circoscritte alla loro esclusiva iniziativa editoriale. Per me Mister No Revolution è una delle operazioni più belle e stimolanti che la Bonelli abbia partorito negli ultimi 20 anni ma se quel Mister No fosse diventato canonico avrebbe abuto ben poco mordente. I reboot e i multiversi rappresentano l'azzeramento della fantasia e la distruzione delle grandi menti che hanno creato e sviluppato personaggi anche molto importanti.

P.S. Se pensiamo all'OPERAZIONE DYD per mano di Recchioni possiamo analizzare entrambi gli aspetti evidenziati in precedenza... Il Bloch che va in pensione e Xabaras che lascia il posto di supercattivo sono ottime idee di rinnovamento! Interessantissimo è stato il passaggio tra il DYD barbuto con Gnaghi e il nostro (o quasi) classico DyD con Groucho! Voi mi direte, "e quindi"? Quel "o quasi" mi disturba, se mi tocca lodare il ciclo 666 non riesco a concordare con l'azzeramento del vecchio DyD, di fatto non più in edicola sulla mensile. Perchè? Non si poteva portare il vecchio DyD al nuovo, anche con la sequenza di Gnaghi, bypassando la distruzione del precedente universo e della precedente timeline? Boh...

 

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