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ymalpas

[618/620] Gli Schiavisti

Voto alla storia?  

53 voti

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Preciso: non ho detto che questo è il miglior lavoro texiano di Sejas, ho detto che potrebbe esserlo data la bellezza di questo primo albo- poi magari nei prossimi due ci sarà un calo qualitativo e  la mia previsione/speranza va alla malora!  


Mi sono rivisto le scene di battaglia, e io sinceramnete non ci trovo niente che non vada: secondo me la difficolt? di lettura (sempre che ci sia) dipende dal fatto che sono le scene in sè a essere complesse- voglio dire che è normale avere difficolt? a seguire una scena convulsa con tanti personaggi.
E comunque Sejas, sempre secondo me, in maniera migliore non poteva proprio visualizzarle.

Poi errori di proporzioni non ne ho visti, sinceramente, o magari mi sono sfuggiti: però credo che se anche ci sono non sono poi così visibili- ripeto però che personalmente non riesco proprio a vederli :)

Per quanto riguarda Kit: se la stessa critica al Kit "giovincello" di Sejas la estendete anche a Letteri, Civitelli, Nicol', Fusco prima maniera, Giolitti, allora sono con voi! :P

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Racconto godibilissimo, sceneggiato magistralmente, che tiene sul filo il lettore con continui colpi di scena e con un'azione incessante priva di pause, una storia da vivere "fast and furious"! Mi sono piaciuti in particolare l'inizio, che vede Tex, i pards ed i Navajos già dentro alla vicenda, senza preamboli e spiegazioni, ed i Navajos, decisi, spietati, bellicosi e "cattivi" come quasi mai prima d'ora. Notevoli Tiger, sia come guerriero, sia come stratega, ed un Tex alla vecchia maniera, molto colt e winchester e pochissimo attento a confini e giurisdizioni. Come è stato già sottolineato,Kit Willer è disegnato un pochino piccolo di statura e troppo "giovinetto", ottimi gli indiani, i bandoleros ed i Rurales.

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Anche io aspetter? tutti e tre gli albi prima di esprimere un giudizio. Sulla rappresentazione di Kit invece, dopo aver dato un rapido sguardo ai disegni di Sejas, vorrei di che (come accadeva con Letteri, in parte con Civitelli ma non direi con Nicol') anche a me sembra molto più giovane rispetto a un ventenne. Provate a confrontare questo Kit di Sejas con il Kit di "L'uomo senza passato": secondo me non sembrano avere la stessa età. Il problema, come mi pare sia già stato evideziato da qualcuno non so se in questo forum o altrove, è che Kit si presta più facilmente degli altri due pards (di Carson in particolare) ad interpretazioni diverse da parte dei disegnatori, perchè è apparso meno definito sin dall'origine. E in parte questa piccola ambiguit? si ripercuote ancora nella sua rappresentazione grafica

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insomma, lo volete capire o no che il Kit di Sejas è direttamente ispirato al Trota?pag.27: sguardo-sicurezza di chi si è sistemato alla faccia di tutti;pag.45: espressione da 14-15enne, esattamente il cervello del Trota;pag.81: ciuffo di chi è passato di recente dal barbiere della Camera. Non sono forse prove sufficienti?

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Mi sono riletto "Gli schiavisti", e senza voler esagerare, dico che le impressioni positive avute con la prima lettura sono aumentate. Davvero un albo splendido. Una scena è secondo me paradigmatica della maturit? del fumetto "Tex": quella in cui la

giovane papago si scusa per il comportamento del fratello, con Tex che aggiunge che le donne papago credono di valere poco. Ecco, senza esagerare, mi sembra questo un bell' affresco "antropologico", per quanto appena abbozzato, dei modi di vivere degli indiani, che sicuramente dona maggior verità alle storie di Tex, eroe di fantasia.
. Capitolo Kit Willer: in un primo momento mi è sembrato un p? in ombra (
alla mega sparatoria iniziale, per esempio, praticamente non partecipa
) ma Boselli, nel corso dell'abo, lo rimette pian piano in posizione più centrale; e non tanto, secondo me, nella scena
dell'incursione notturna, ma in quella dell'attacco ai rurales: bastano due sole vignette per rimettere in scena il Piccolo Falco che piace a me!
capitolo Sejas: riconfermate le prime impressioni: per me questo suo è un gran lavoro- e aggiungo all'apprezzamento una cosa che, mi sembra, prima non avevo detto: la bellezza delle sue ambientazioni western! Davvero Sejas ti fa sentire il caldo cocente del Messico e il sudiciume delle caserme dei Rurales e dei covi degli schiavisti. Uno dei mie preferiti, senza dubbio!

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per un giudizio definitivo dovr? attendere la fine della storia, ma una prima valutazione la posso già fare. storia di notevole impatto iniziale : l'inizio , da solo, già vale il prezzo del biglietto, troppo bello come Tex e i pards intervengono sulla scena di una brutalit? che gli schiavisti si stavano preparando a compire: la sequenza delle scene , il sincronismo dell'intervento, l'importanza di ciascuno dei pards e dei navajos, la spiegazione dell'imboscata;tutto molto bello. sceneggiatura leggera , rapida, mai noiosa, ottimi i dialoghi e la texianit?. intriganti le domande che restano sospese: che strane miniere appaiono nella copertina del prossimo albo e chi è espectro?la parte grafica è molto bella : Sejas è nettamente cresciuto nella mia valutazione , ormai è nella rosa dei miei disegnatori preferiti:davvero bravo!!se la storia si manterr? su questi livelli dar? una valutazione alta... speriamo!!p. s. sono contento di ritrovare il Boselli che piace a me, dopo alcune prove non proprio esaltanti ( vedi caccia infernale) :indiano:

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Buon primo alb o che ho finito di leggere proprio ora. Condivido anche io i giudizi positivi di chi mi ha preceduto per quanto riguarda il ritmo e l'azione di queste prime 110 pagine. Peraltro sono anche un fautore del Tex che non deve dimostrare ogni pagina quant'? bravo, ma di quello a cui piace bighellonare con i pards per venti pagine, di quello che sa essere messo in difficolt? e che non deve sempre furoreggiare con delle macchiette o quasi, e questo giusto per aumentare la suspance e quindi poter contare sul fattore sorpresa... che uno come Tex può perdere volendo anche una battaglia, tanto poi ti vince la guerra. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal ritorno dei segnali di fumo, anche se non ho capito bene che bisogno c'era di mettere sul chi vive i rurales visto che si era faticato a seminarli. Ho ritrovato nelle pagine anche le solite esagerazioni boselliane, tipo la bravura dei suoi navajos, uno dei quali addirittura così temerario da lanciarsi in mezzo ad un folto gruppo di cavalli in corsa per uccidere lo schiavista fuggitivo, ruzzolare con lui per terra, piantarli in pieno petto il suo pugnale, essere calpestato dagli zoccoli dei quadrupedi e uscirne sfacciatamente indenne senza neanche un graffio. Bella invece la sequenza inziale nel fortino abbandonato, molto scenica, gustosa, la parte migliore finora. Dopo un albo non so ancora bene dove la storia andr? a parare, considerato anche che si tratta di una tripla, ma sono fiducioso, avanti così! Anche a me sembra che Boselli, dopo qualche prova opaca, si stia riprendendo alla grande.

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Ho letto un'ottima avventura, decisamente piena di azione, avvincente, tesa, mai banale anche se talvolta i singoli episodi si risolvono con troppa facilit? (la sparatoria notturna, l'azione di Yavasin, il tenente che si fa accerchiare come un beccaccione..). Pregevole il dosaggio equilibrato dei pards nell'azione, un Tiger in gran spolvero, un Kit finalmente protagonista, Carson forse non ancora sfruttato a pieno ma bello il complimento rivoltogli da Tex. Lo svolgimento della trama è originale e c'è un uso sapiente dell'azione e dei dialoghi e fa ben sperare nel prosieguo dell'avventura con probabili nuovi colpi di scena. Belle le figure del tenente della Guardia Rural (che penso ci riserver? delle sorprese) e del pistolero del Coronel, che spero verr? ben sfruttato. Su tutto svettano naturalmente i prodi Navajos, qui tornati alla grande come veri guerrieri ed esercito corale, con un Tex sprezzante dei confini e della legge (apparentemente...). Gli schifosi schiavisti sono trattati da spazzatura quali sono, mentre la figura di Riago deve ancora essere messa a fuoco, secondo me. Vado controcorrente invece, almeno a vedere i commenti del forum, circa i disegni: a me Sejas non convince ancora pienamente. Disegna molto bene il West messicano, gli sfondi ed in generale il quadro dell'azione, bene i personaggi comprimari, ma difetta a mio gusto sui quattro protagonisti: non riesce ancora a centrare quelle che sono le caratteristiche somatiche dei nostri eroi, sono tutti tratteggiati troppo giovanili, eccetto Carson, anche e soprattutto Tiger, più che l'evidente Kit, ed il fatto che si dica che anche qualche altro disegnatore ricalca lo stesso errore non mi consola. Sospendo per ora il giudizio estetico e lo riaggiorner? alla fine dell'avventura.

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L'ho finalmente letto anch'io, e devo dire che non mi è dispiaciuto... Ho avuto l'impressione che la storia fosse molto leggera, almeno ad una prima lettura: diciamo che scorre velocemente, forse anche troppo! Il soggetto sembra molto buono, e ho apprezzato anche la figura di Tex che fa praticamente il generale della situazione, riuscendo a coordinare bene tutte le varie operazioni, anche se (per forza di cose) i Nostri non sono stati molto presenti in questa prima parte. Per il resto devo dire che questo Riago non mi sembra nulla di che; mi pare invece piuttosto pericoloso l'intermediario che provvede ad avvertire i Rurales, che tra l'altro sono ai comandi di un tenente che mi sembra un p? un pesce... Non riesce a capire di essere accerchiato, chiede suggerimenti ai suoi sottoposti quasi che non sapesse cosa fare, e in più è connivente con la banda che traffica schiavi, visto che sa benissimo quali sono gli affari dell'ex-colonnello Ramos... Sembra quasi che, nel momento in cui decide di agire, lo faccia solo perchè è riuscito a trovare una scusa che dia una parvenza di legalit? al suo intervento, e mi riferisco al fatto che Tex e i suoi abbiano sconfinato in Messico. Lo vedo come uno smidollato, almeno per ora. I disegni sono molto belli, Seijas mi piace, anche se spesso Tiger Jack sembra semplicemente Tex con i capelli lunghi... Da questo punto di vista deve cercare di caratterizzare meglio Tiger, mentre gli altri pards mi sembrano ottimi. Vedremo che succeder? più avanti, per ora mi sembra ci siano le premesse per una buona storia, niente di più, anche se ovviamente spero di sbagliarmi!

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D'accordo, la storia si fa leggere tutta d'un fiato senza annoiarsi mai. Per ora spicca l'assenza di un antagonista degno di questo nome (c'è il solo Riago, che però si fa subito beccare) ma credo che si recuperer? negli albi successivi, con il Coronel e con questo Espectro (spero però che il tutto non si risolva in una storia inverosimile... so che in Tex lo stesso GLBonelli ne ha scritte tante, ma decisamente non le amo...). Il Ten. Castillo, invece, mi sembra un bel personaggio, niente affatto smidollato, n°, tanto meno, connivente con il Coronel (come dice AtTheRocks): se così fosse, avrebbe malmenato in quel modo Iniquez? Mancando totalmente di rispetto a un uomo del Coronel' Anzi, nel trattamento riservato a Iniquez fin dall'inizio, vedo il coraggio e anche la frustrazione di un uomo che, lungi dall'essere connivente, sa tuttavia di poter fare ben poco, da semplice tenente della Guardia Rural, contro un uomo come il Coronel che gode (come si specifica a pag.54) di larghi appoggi politici ed è praticamente il padrone occulto della Sonora: per queste sue caratteristiche, ritengo che il Tenente sia un bel personaggio, cui Boselli ritaglier? di sicuro maggior spazio nel prosieguo. Sono d'accordo sul fatto che sia ingenuo, e qui vengo alle note dolenti: la storia di questo primo albo si caratterizza, a mio parere, per delle forzature che suonano come vere note stonate:

la prima: Iniquez, pur non conoscendo bene il Ten. Castillo (ed è palese che non lo conosca bene, altrimenti saprebbe che il Tenente è orgoglioso e indipendente e non gli vanno a genio il Coronel e i suoi uomini tanto da infischiarsene di loro: non lo conosce affatto bene!), invece di andare ad avvertire i complici degli schiavisti o di recarsi immediatamente dal Coronel, cosa fa? Va dai Ruralesè Dalla legge? Quando potrebbe avvertire i suoi compagni o chiedere l'aiuto dei fidati uomini del Coronel' Si giustifica dicendo che era di strada e che così avrebbe preso i Navajos tra due fuochi, vale a dire tra i Rurales e gli uomini del Coronel, ma, tuttavia, a me questa sembra un'ingenuità grossa come una casa, una forzatura senza la quale la storia non andrebbe avanti... solo parzialmente giustificabile col fatto che Iniquez non immagina che il Tenente possa mettersi contro un uomo del Coronel: resta un grosso ingenuo... la seconda: al festival dell'ingenuità si aggiunge il Tenete Castillo che, invece di recarsi subito al covo degli schiavisti, come gli suggerisce Iniquez, si fa prendere in giro da tre Navajos tre!, per quanto abili come Tiger Jack... Eppure lo sa che l'obiettivo dei Navajos sono gli schiavisti...
. Ecco, quanto detto sopra mi lascia troppo perplesso (non me ne voglia Borden, per me sempre il più grande...) sulla qualità di avversari, comprimari e in definitiva della storia (anche se ovviamente ancora è presto per un giudizio definitivo). Per quanto riguarda Seijas, anch'io ritengo che non riesca ad inquadrare bene i pards: troppo giovani Tex e soprattutto Kit Willer, mentre più vecchio (si veda ultima vignetta pag.21) e meno sveglio (si veda ultima vignetta pag.39) sembra Carson. Un'ultima cosa: pur non essendo spesso d'accordo, mi trovo comunque a quotare Paco Ordonez perchè trovo significative le sue riflessioni: sono d'accordo anche su quest'ultima della donna papago, quale paradigma della maturit? di Tex.

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Innanzitutto ringrazio Leo per l'apprezzamento e gli faccio a mia volta i complimenti per il lungo e interessante post, di cui sottoscrivo in pieno la bella analisi di Castillo, anche secondo me gran bel personaggio che avrà molto da dire!Sono meno d'accordo invece sul discorso delle "forzature": secondo me il fatto che Iniquez vada dai rurales è naturale, oltre che per il prendere tra due fuochi e l'essere di passaggio, proprio per il fatto che il suo padrone è di fatto il padrone di tutta la regione. Poi il fatto che Castillo si faccia fregare dai tre navajos non mi scandalizza per due motivi: il primo è che non sta scritto da nessuna parte che questo personaggio debba essere un grande stratega (e non scordiamoci che nella sua entrata in scena è in preda ai fumi dell'acool), l'altro è che il suo non voler seguire i consigli di Iniquez rientra nela logica di un uomo orgoglioso e in ultima analisi retto, che gli schiavisti, il colonnello e i suoi pistoleros li disprezza.

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Castillo è connivente per forza, magari anche suo malgrado (e quindi smidollato, perchè sa ma non agisce, cosa ancora più grave perchè rappresenta la legge), perchè sa di che cosa si occupa Ramos e sa che cosa ci faceva Iniquez nel posto in cui ha detto di aver avvistato i Navajos!Ha capito subito qual era la faccenda, e in più sapeva che personaggi sono Ramos e Iniquez!Se veramente non gli importasse di Ramos, potrebbe anche non intervenire (visto che Tex e i suoi stanno ripristinando la giustizia senza danneggiare degli innocenti): invece interviene, in nome di un'infrazione alla legge quantomeno poco sostanziosa, aiutando così gli schiavisti, e sapendo di farlo. Iniquez va dai Rurales sapendo di poter contare sulla loro complicità, e visto che Castillo capisce (o sa) di ritrovarsi davanti dei criminali, ma decide comunque di intervenire, è complice. Anche se usa la scusa dello sconfinamento!Che male ci sarebbe stato a non fare nulla? Non ha mai fatto nulla contro Ramos, come mai ha ritrovato tutto un tratto il coraggio per adempiere al suo dovere?E non penso sia possibile che Castillo pensi di fare qualcosa contro gli schiavisti dopo essersi occupato dei Nostri: non ha mai fatto nulla pur sapendo che Ramos non è certo una persona onesta, perchè dovrebbe avere il coraggio di farlo ora?

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la seconda: al festival dell'ingenuità si aggiunge il Tenete Castillo che, invece di recarsi subito al covo degli schiavisti, come gli suggerisce Iniquez, si fa prendere in giro da tre Navajos tre!, per quanto abili come Tiger Jack... Eppure lo sa che l'obiettivo dei Navajos sono gli schiavisti...

Ti sbagli. Castillo NON SA dove sono i cacciatori di scalpi di Riago che cerca Tex. E che non c'entrano nulla con Ramos e le sue miniere. Si tratta di due bande diverse, Ramos fa affari con Riago ogni tanto, tutto qui. Quindi non c'è errore.

.

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Castillo è connivente per forza, magari anche suo malgrado (e quindi smidollato, perchè sa ma non agisce, cosa ancora più grave perchè rappresenta la legge), perchè sa di che cosa si occupa Ramos e sa che cosa ci faceva Iniquez nel posto in cui ha detto di aver avvistato i Navajos!Ha capito subito qual era la faccenda, e in più sapeva che personaggi sono Ramos e Iniquez!Se veramente non gli importasse di Ramos, potrebbe anche non intervenire (visto che Tex e i suoi stanno ripristinando la giustizia senza danneggiare degli innocenti): invece interviene, in nome di un'infrazione alla legge quantomeno poco sostanziosa, aiutando così gli schiavisti, e sapendo di farlo. Iniquez va dai Rurales sapendo di poter contare sulla loro complicità, e visto che Castillo capisce (o sa) di ritrovarsi davanti dei criminali, ma decide comunque di intervenire, è complice. Anche se usa la scusa dello sconfinamento!Che male ci sarebbe stato a non fare nulla? Non ha mai fatto nulla contro Ramos, come mai ha ritrovato tutto un tratto il coraggio per adempiere al suo dovere?E non penso sia possibile che Castillo pensi di fare qualcosa contro gli schiavisti dopo essersi occupato dei Nostri: non ha mai fatto nulla pur sapendo che Ramos non è certo una persona onesta, perchè dovrebbe avere il coraggio di farlo ora?

Il personaggio di Castillo è da te completamete frainteso :indianovestito: Macch? complice di Ramos! Lo odia, al punto da trattar male e arrestare il suo sgherro Iniquez! Ti sembra un comportamento da complice? Mah! Non credo che un autore sia colpevole della disattenta lettura dei suoi lettori, no? :trapper: Nella seconda parte, che ho "licenziato" stamattina nelle cianografiche, la sua posizione è ampiamente spiegata nei dialoghi tra lui e Tex, e dallle sue successiva azioni, come vedrete, ma anche in questo primo albo ci sono i materiali per intuire chi egli sia veramente, come, a differenza di te, ben ha capito Paco. :inch:Ed' chiaro che non agisce contro Ramos anche perchè prima non aveva le "prove", oltre all'evidente disparit? numerica tra i rurales e i cento pistoleros del coronel.. Mah...? una storia semplice. Mi tocca pure spiegare questa? _thia- Siamo messi male... :trapper:

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El senor teniente Castillo ?, secondo me, un personaggio tutto in divenire che i lettori scopriranno poco a poco : non è sicuramente un ubriacone(una "maldita botella vacia" accanto al letto non mi pare sinonimo di etilismo)vista la reattività con cui si alza e l'eloquio chiaro che ha con Iniquez, n° un pusillanime smidollato, anzi traspare una gran voglia di fare e di "menare le mani" nel vero senso del termine. E' molto bello il primo piano che disegna Sejas a pagina 50 : appare un giovane stanco, disilluso, stretto fra il suo codice di onore e di dovere e la realtà di un Messico di latifondisti, politici e militari corrotti, in cui il dinero la faceva da padrone. Castillo è un giovane ufficiale con un po' di male di vivere, ma ancora con tanta voglia di ben figurare e di salvaguardare il più possibile la legge, il buon nome dei Rurales ed i suoi uomini verso i quali ha una condotta esemplare e molto corretta. Siamo lontani dallo stereotipo dell'ufficiale messicano arrogante e crudele, altezzoso e privo di scrupoli : lui dialoga con i suoi sottoposti, chiede consiglio ai sottufficiali più esperti, ricevendone in cambio stima e fedelt? assoluta(pag. 106).

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El senor teniente Castillo ?, secondo me, un personaggio tutto in divenire che i lettori scopriranno poco a poco : non è sicuramente un ubriacone(una "maldita botella vacia" accanto al letto non mi pare sinonimo di etilismo)vista la reattività con cui si alza e l'eloquio chiaro che ha con Iniquez, n° un pusillanime smidollato, anzi traspare una gran voglia di fare e di "menare le mani" nel vero senso del termine. E' molto bello il primo piano che disegna Sejas a pagina 50 : appare un giovane stanco, disilluso, stretto fra il suo codice di onore e di dovere e la realtà di un Messico di latifondisti, politici e militari corrotti, in cui il dinero la faceva da padrone. Castillo è un giovane ufficiale con un po' di male di vivere, ma ancora con tanta voglia di ben figurare e di salvaguardare il più possibile la legge, il buon nome dei Rurales ed i suoi uomini verso i quali ha una condotta esemplare e molto corretta. Siamo lontani dallo stereotipo dell'ufficiale messicano arrogante e crudele, altezzoso e privo di scrupoli : lui dialoga con i suoi sottoposti, chiede consiglio ai sottufficiali più esperti, ricevendone in cambio stima e fedelt? assoluta(pag. 106).

Ecco un altro lettore che ha capito perfettamente. ::evvai:: Allora non avevo scritto poi così male il personaggio... :rolleyes:

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la seconda: al festival dell'ingenuità si aggiunge il Tenete Castillo che, invece di recarsi subito al covo degli schiavisti, come gli suggerisce Iniquez, si fa prendere in giro da tre Navajos tre!, per quanto abili come Tiger Jack... Eppure lo sa che l'obiettivo dei Navajos sono gli schiavisti...

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la seconda: al festival dell'ingenuità si aggiunge il Tenete Castillo che, invece di recarsi subito al covo degli schiavisti, come gli suggerisce Iniquez, si fa prendere in giro da tre Navajos tre!, per quanto abili come Tiger Jack... Eppure lo sa che l'obiettivo dei Navajos sono gli schiavisti...

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Ti sbagli. Castillo NON SA dove sono i cacciatori di scalpi di Riago che cerca Tex. E che non c'entrano nulla con Ramos e le sue miniere. Si tratta di due bande diverse, Ramos fa affari con Riago ogni tanto, tutto qui. Quindi non c'è errore.

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D'accordo con Paco che l'orgoglio, la rettitudine e il disprezzo per gli uomini del Coronel portino Castillo a infischiarsene delle parole e dei suggerimenti di Iniquez, ma resta il fatto che a me sembra una grossa ingenuità.

Sono d'accordo con te: Castillo ha sbagliato, è stato un ingenuo, un fesso (anche se un fesso giustificabile per la questione del disprezzo e della rettitudine, eccetera). Ma dov'? il problema? :D Cioè, chi l'ha detto che questo personaggio non può essere un fesso?Perchè dovrebbe essere per forza un grande stratega?Insomma, l'errore di Castillo non è anche errore dello sceneggiatore, secondo me: Boselli non ce lo aveva mica presentato come un novello Napoleone :trapper:

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D'accordo con Paco che l'orgoglio, la rettitudine e il disprezzo per gli uomini del Coronel portino Castillo a infischiarsene delle parole e dei suggerimenti di Iniquez, ma resta il fatto che a me sembra una grossa ingenuità.

Sono d'accordo con te: Castillo ha sbagliato, è stato un ingenuo, un fesso (anche se un fesso giustificabile per la questione del disprezzo e della rettitudine, eccetera). Ma dov'? il problema? :D Cioè, chi l'ha detto che questo personaggio non può essere un fesso?Perchè dovrebbe essere per forza un grande stratega?Insomma, l'errore di Castillo non è anche errore dello sceneggiatore, secondo me: Boselli non ce lo aveva mica presentato come un novello Napoleone :trapper:
Attenzione, Paco, io non intendevo dire che si tratta di un errore dello sceneggiatore, ma di un errore che lo sceneggiatore ha voluto attribuire al personaggio (anche se Borden in un precedente post ha detto che Castillo non poteva sapere: sbaglio io, o sembra invece che Iniquez conoscesse il posto?). Hai ragione nel dire che ci sta che il Tenente, personaggio comunque positivo per tutto quello che abbiamo già detto prima, possa umanamente prendere un abbaglio, e che non debba necessariamente essere un grande stratega: è solo (? una mia debolezza) che mi piacerebbe che gli avversari/comprimari di Tex fossero tutti all'altezza della situazione, tali da non creare facili scorciatoie o situazioni troppo favorevoli ai pards. Mi piacerebbe che non cadessero in trappola così facilmente... Ma, ripeto, è più una mia forma di debolezza, che però già era stata in qualche modo stuzzicata dall'altra ingenuità compiuta da Iniquez nel recarsi dai Rurales: in un precedente post tu dici che è naturale che lo faccia perchè ha intenzione di prendere tra i due fuochi i Navajos: ci sta anche questo, per carit?, ma io avrei preferito un Iniquez più "scafato": un fuorilegge navigato quale sembra essere, non va a colpo sicuro dai rappresentanti della legge se non è sicuro della loro reazione. Quindi, ribadisco: nessun errore nella sceneggiatura, solo due ingenuità dei personaggi, verosimili, giustificabili, plausibili, magari anche veniali: ma i personaggi ingenui, la cui condotta cambia in maniera significativa il corso della storia, non mi esaltano granch?: li vorrei tutti strateghi, o quasi, perchè la loro grandezza si rifletta in quella di Tex e co., che dovranno essere ancora più forti nel batterli. Tutto qui. In un altro post di un'altra storia (se non sbaglio era proprio tuo, ma non ricordo con precisione) si invitavano i lettori a non farsi seghe mentali, e a godersi il fumetto: ecco, questa storia è godibile e avvincente, ottimamente sceneggiata, e dovrei esserne soddisfatto, ma le seghe mentali non me le faccio io, vengono da sole a guastarmi la festa... :snif:

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Castillo è connivente per forza, magari anche suo malgrado (e quindi smidollato, perchè sa ma non agisce, cosa ancora più grave perchè rappresenta la legge), perchè sa di che cosa si occupa Ramos e sa che cosa ci faceva Iniquez nel posto in cui ha detto di aver avvistato i Navajos!Ha capito subito qual era la faccenda, e in più sapeva che personaggi sono Ramos e Iniquez!Se veramente non gli importasse di Ramos, potrebbe anche non intervenire (visto che Tex e i suoi stanno ripristinando la giustizia senza danneggiare degli innocenti): invece interviene, in nome di un'infrazione alla legge quantomeno poco sostanziosa, aiutando così gli schiavisti, e sapendo di farlo. Iniquez va dai Rurales sapendo di poter contare sulla loro complicità, e visto che Castillo capisce (o sa) di ritrovarsi davanti dei criminali, ma decide comunque di intervenire, è complice. Anche se usa la scusa dello sconfinamento!Che male ci sarebbe stato a non fare nulla? Non ha mai fatto nulla contro Ramos, come mai ha ritrovato tutto un tratto il coraggio per adempiere al suo dovere?E non penso sia possibile che Castillo pensi di fare qualcosa contro gli schiavisti dopo essersi occupato dei Nostri: non ha mai fatto nulla pur sapendo che Ramos non è certo una persona onesta, perchè dovrebbe avere il coraggio di farlo ora?

Il personaggio di Castillo è da te completamete frainteso :indianovestito: Macch? complice di Ramos! Lo odia, al punto da trattar male e arrestare il suo sgherro Iniquez! Ti sembra un comportamento da complice? Mah! Non credo che un autore sia colpevole della disattenta lettura dei suoi lettori, no? :trapper:
Non è che mi pare sia complice nel senso proprio del termine, mi è sembrato uno che sa ma non fa nulla per evitarlo... D'accordo sulla disparit? di forze che non gli permette di combattere contro Ramos, ma visto che conosce il tipo, un aiuto lo potr? pure chiedere! Io l'ho visto come un connivente suo malgrado, quel "complice" era da intendere in questo senso, non nel senso che è in combutta con Ramos e i suoi! Il suo atteggiamento nei confronti degli schiavisti l'ho percepito come un "vorrei ma non posso", però quel "non posso" secondo me non è dovuto solo al fatto della disparit? numerica e della mancanza di prove, ma anche da una sorta di non voler agire... Mi spiego: mi pare che il suo comportamento sia sempre stato del tipo "non ho le prove e non posso fare niente, sto qui ad aspettare che saltino fuori magicamente", perchè in caso contrario avrebbe potuto cercare in qualche modo aiuto in un momento precedente, oppure tentare di capire chi e perchè sta cercando di vendicarsi degli schiavisti, anzich? fare subito qualcosa per fermare Tex e i suoi! Poi sicuramente avrà capito male io, non lo so! ;)

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El senor teniente Castillo ?, secondo me, un personaggio tutto in divenire che i lettori scopriranno poco a poco : non è sicuramente un ubriacone(una "maldita botella vacia" accanto al letto non mi pare sinonimo di etilismo)vista la reattività con cui si alza e l'eloquio chiaro che ha con Iniquez, n° un pusillanime smidollato, anzi traspare una gran voglia di fare e di "menare le mani" nel vero senso del termine. E' molto bello il primo piano che disegna Sejas a pagina 50 : appare un giovane stanco, disilluso, stretto fra il suo codice di onore e di dovere e la realtà di un Messico di latifondisti, politici e militari corrotti, in cui il dinero la faceva da padrone. Castillo è un giovane ufficiale con un po' di male di vivere, ma ancora con tanta voglia di ben figurare e di salvaguardare il più possibile la legge, il buon nome dei Rurales ed i suoi uomini verso i quali ha una condotta esemplare e molto corretta. Siamo lontani dallo stereotipo dell'ufficiale messicano arrogante e crudele, altezzoso e privo di scrupoli : lui dialoga con i suoi sottoposti, chiede consiglio ai sottufficiali più esperti, ricevendone in cambio stima e fedelt? assoluta(pag. 106).

La tua è una disamina pienamente centrata ed esaustiva, la condivido in pieno, bravo pard!

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