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TWF - Tex Willer Forum

Cambiare Idea Sulle Storie


Leo
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Ieri sera ho riletto il Texone di Nizzi e Bernet e ne sono rimasto entusiasta: una grande storia con grandi personaggi. Il problema è che, solo un anno e mezzo fa, ne davo una valutazione (sempre positiva) molto molto più tiepida, poco convinta; insomma è come se avessi letto un'altra storia. Due sono le cose: o sono mezzo matto e ho comportamenti dissociati (e non lo escludo) oppure il cambiare parere su una storia può capitare, dipendendo probabilmente dal momento che si vive, dalla forma fisica (si può essere stanchi e non riuscire a seguire bene la storia) o da chissà quali altri elementi. Volevo chiedervi se a voi fosse capitato di cambiare parere e, se sè, per quali storie. Ciao a tutti

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Più di una volta Leo, sarà per quello che sul momento non ricordo per quali storie. E in alcuni casi, all'ulteriore rilettura sono tornata sui miei giudizi precedenti. Che dipenda dal momento psicofisico è anche il mio parere, e credo possa dipendere anche dai ricordi o dai sentimenti che in quel momento vengono attivati.

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all'ulteriore rilettura sono tornata sui miei giudizi precedenti.

Accidenti, ti è capitato anche questo? Beh, spero che a me non accada, ho appena annoverato un'altra grande storia nizziana nel mio olimpo, e spero proprio di non perderla ad una terza rilettura. Mi sa che, per non correre il rischio, non la rilegger? mai più :lol2:
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Per me è una cosa normalissima, Leo ;)Per quanto mi riguarda, penso anche a tutte le opere d'arte o ai film che prima non mi piacevano e che ora adoro. Per quanto riguarda Tex ci sono storie che ho rivalutato dopo averle snobbate a lungo, tipo la prima con Proteus :)

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Un bel film, per essere giudicato correttamente, deve essere visto almeno due volte. Durante la prima visione siamo troppo presi dalla storia, desideriamo vedere il finale..... Nella seconda visione possiamo approfondire i dialoghi, i luoghi, insomma possiamo approfondire il tutto con maggiore attenzione ai particolari. Una storia a fumetti, credo, si può tranquillamente considerare alla stregua di un film. E' chiaro che alla prima lettura deve interessarti e piacerti. Ad esempio, non credo che nessuno abbia fatto il secondo tentativo per l'ultimo Maxi...... Sono d'accordo però anche con Cheyenne: la seconda rilettura può modificare il giudizio finale in meglio od in peggio. Per concludere, non dimentichiamo mai che la soggettivit? nei giudizi la fa da padrone.

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Pure a me è già successo: per esempio "Nei territori del Nord Ovest", l'avevo rivalutata in positivo due anni fa. Invece la storia con Espectro e il colonnello Ramos, non mi piace anche perchè l'avevo letta per la prima volta in un momento non proprio piacevole.

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Due sono le cose: o sono mezzo matto e ho comportamenti dissociati (e non lo escludo) oppure il cambiare parere su una storia può capitare, dipendendo probabilmente dal momento che si vive, dalla forma fisica (si può essere stanchi e non riuscire a seguire bene la storia) o da chissà quali altri elementi.

Cosa è successo? Dai Leo a noi puoi dirlo... con noi sei fra amici, lo puoi ammettere... :indianovestito: Vabbeh... lo dico io per te. Ti sei sposato da poco, la luna di miele, per fortuna, non è ancora finita, tutto ti appare più bello!Magari se ti rileggi Alaska ti sembrer? un capolavoro :lol2:
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Due sono le cose: o sono mezzo matto e ho comportamenti dissociati (e non lo escludo) oppure il cambiare parere su una storia può capitare, dipendendo probabilmente dal momento che si vive, dalla forma fisica (si può essere stanchi e non riuscire a seguire bene la storia) o da chissà quali altri elementi.

Cosa è successo? Dai Leo a noi puoi dirlo... con noi sei fra amici, lo puoi ammettere... :indianovestito: Vabbeh... lo dico io per te. Ti sei sposato da poco, la luna di miele, per fortuna, non è ancora finita, tutto ti appare più bello!Magari se ti rileggi Alaska ti sembrer? un capolavoro :lol2:
se il nostro amico s'è sposato significa che davvero ogni storia riletta sarà un capolavoro! Scherzi a parte... beh capita Leo che certe storie siano state letto con uno stato d'animo particolare, che certe nostre convinzioni letterarie siano cambiate, così come gusti del momento, affinit? con uno sceneggiatore eccetera. Del resto a me capita sovente il contrario che una storia, rileggendola, mi chiedo : ma davvero mi piacque così tanto? E' un lato critico da lettore inevitabile che si mostra per tutti. Poi ci sono storie in cui ti sorprendi e dici: ma com'? che questa storia quando l'ho letta mi semrava poca cosa e adesso, invece, la scopro addirittura piacevole e ben scritta? Misteri da lettore. Il Figlio di Mefisto lo rileggo dieci volte è sempre narrazione straordinaria.
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  • Sceriffi

Purtroppo, per me leggere fumetti col tempo tende a diventare sempre più faticoso. Sarà che leggo smontagnate di roba per lavoro, ma un saggio sulla deissi in Nonno di Panopoli mi risulta di agevole lettura, mentre sui fumetti mi devo concentrare molto. Fortunatamente, da un po' di tempo a questa parte la situazione sta migliorando.

Al di l' del concentrarsi o meno, autori come GLB e Nizzi non mi hanno mai posto particolari problemi: generalmente, la prima impressione viene confermata dalle riletture. Unica eccezione: "Il ritorno di Montales", che da piccolo mi entusiasm? non poco, riletta qualche anno fa mi sembr? di una stupidit? eccessiva. Ma magari ero in un momento no e alla prossima rilettura cambier? parere.

Con Nolitta mi è capitato di svalutare quasi tutta la sua produzione, che giudico negativamente a esclusione de "Il cowboy senza nome" e "Il colonnello Watson". Tuttavia, anche qui mi riservo di cambiare idea in futuro: quando intervistai Boselli, tre anni or sono, mi disse che stava rivalutando in positivo tutta l'opera di Nolitta su Tex; se l'ha fatto uno... ehm, esperto come lui, potr? cambiare idea anch'io che sono un pichounet.

Con Boselli non avevo gradito in prima istanza storie come "Buffalo soldiers", "Missouri" e "Patagonia", che a riletture successive ho un po' rivalutato, anche se mai appieno. Indigesta mi permane tutt'ora "Morte nella nebbia".

Con Manfredi ho svalutato "La grande sete", che all'inizio mi era pure piaciuta.

Per rispondere alla domanda di inizio topic, cambiare opinione non è affatto anormale: è semplicemente segno del fatto di essere vivi. Come ha detto Paco, succede in ogni ambito estetico.
A me, ad esempio, è successo con Eugenio Montale: l'ho detestato al liceo, ma apprezzato molto quando l'ho studiato per conto mio. Sarà che gli insegnanti si fossilizzano su "Ossi di seppia" e "Le occasioni", che trovo di una rara bruttezza; poi uno cresce, scopre che esiste "Satura" e dice: "Apperò!"

Edited by virgin
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  • Sceriffi

Sarà sincero: ho conosciuto una ragazza che lavorava a una tesi dall'interessantissimo titolo "La deissi in Pindaro"; ma, al momento di scrivere il messaggio, ho reputato che Nonno di Panopoli avrebbe reso meglio l'idea. :D

Edited by virgin
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Due sono le cose: o sono mezzo matto e ho comportamenti dissociati (e non lo escludo) oppure il cambiare parere su una storia può capitare, dipendendo probabilmente dal momento che si vive, dalla forma fisica (si può essere stanchi e non riuscire a seguire bene la storia) o da chissà quali altri elementi.

Cosa è successo? Dai Leo a noi puoi dirlo... con noi sei fra amici, lo puoi ammettere... :indianovestito: Vabbeh... lo dico io per te. Ti sei sposato da poco, la luna di miele, per fortuna, non è ancora finita, tutto ti appare più bello!Magari se ti rileggi Alaska ti sembrer? un capolavoro :lol2:
Non è vero che tutto mi appare più bello. Il lavoro mi sembra sempre più brutto, invece!!! (Forse perchè vorrei stare sempre a casa? :indianovestito: )
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però Virgin le storie di Nolitta meriterebbero un ampio studio critico. GLB con il suo stile ha monopolizzzato la serie e il personaggio creando una simbiosi. Leggere le sue storie a me d' immenso piacere, perchè è il Tex che preferisco, ma mi piacciono anche le storie buone di Boselli del primo Nizzi e di Nolitta, un po' atipiche, quest'ultime, ma personalissimi ritratti d'autore per così dire. In ogni sua storia Nolitta ha dato il meglio di sè come fece con la sua opera piùmatura Mister No. Tornando al discorso riletture il tempo è un giudice inflessibile però certe cose lasciano quel candore idniscusso. La stessa magia che provo quando leggo le primissime storie di Tex ("Il Tranello" per capirci) o di Zagor e Blek le mie prime letture fumetistiche. Poi si, cresce i gusti cambiano e allora si d' spazio a letture come Ken Parker, il poetico Dylan Dog di Sclavi, l'onirico e noir Napoleone di Ambrosini o il Dampyr di Boselli... letture che ti sembravano buone si rivelano che erano meno efficaci, altre che consideravi noiose le rivaluti... è così. Le cose belle restano oggettivamente belle. Penso a storie come "Giubbe Rosse" cambia solo lo stato d'animo (e non è poco) con cui leggiamo. La meravigliosa scoperta, il fascino che, parlo per me, suscitava un "continua" a fine albo quando a sei anni leggevo il Tex oggi purtroppo non c'è più. E' la crescita: una truffa, in sostanza, ma così ?.

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  • Sceriffi

però Virgin le storie di Nolitta meriterebbero un ampio studio critico.

Giustissimo; infatti mi permetto di ritornare sul giudizio, ci mancherebbe altro! :D Solo che, compiendo "approfonditi lavori critici" per lavoro tutto il santo giorno, quando leggo fumetti penso più a divertirmi... ;)


Le storie di Nolitta mi piacevano da bambino quando... be', mi bastava vedere due cappelli o tre sparacchiate per essere felice; ma già allora mi piacevano meno di quelle degli altri.

GLB con il suo stile ha monopolizzzato la serie e il personaggio creando una simbiosi. Leggere le sue storie a me d' immenso piacere, perchè è il Tex che preferisco, ma mi piacciono anche le storie buone di Boselli del primo Nizzi e di Nolitta, un po' atipiche, quest'ultime, ma personalissimi ritratti d'autore per così dire. In ogni sua storia Nolitta ha dato il meglio di sè come fece con la sua opera più matura Mister No.

Guarda, il punto è proprio questo: io adoro Mister No. Ciò che col tempo mi ha fatto storcere il naso è appunto che Nolitta trattava Tex in modo non diverso da Mister No. Poi, l'ho già detto: magari un giorno ciò che nelle storie di Nolitta mi pare ridondante, piagnucoloso e depressivo, un giorno lo trover? geniale.

Al moment però ne dubito: se in Mister No l'attitudine da perdente cronico stile beat-generation è azzeccatissima e, anzi, guai a non metterla (Mister No ? la beat-generation, non per niente incontra Jack Kerouac), su Tex stona.

Ah. Tanto per dimostrare che non sono un ottuso integralista, alla lista delle belle storie di Nolitta aggiungerei anche "Uno straniero a Elk City". Non è Tex, ma so apprezzare un bel western crepuscolare, anche se non è esattamente il mio genere preferito.

Purtroppo, dopo avere avuto una fase adolescenziale in cui impazzivo per gli anti-eroi e provavo fastidio per gli eroi duri e puri, negli ultimi tre-quattro anni ho cambiato punto di vista... et voil'!

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Virgin come ti capisco!! Purtroppo il tempo da trovare per fare le analisi diventa sempre più raro. A me piace studiare il fumetto però convengo che uno deve leggere anche per svagarsi (giustamente!). Nolitta ha in effetti scritto un Tex più riflessivo e meno sicuro di sè, però io quello che dico sempre ai lettori di Tex ?: lasciamo spazio alla storia. Lasciamo che sia essa a parlare. Se una storia è buona non c'è convenzione che tenga. Poi da un lato capisco gli amici ortodossi, le vecchie mummie (che io prendo in giro bonariamente e di cui, tra l'altro, faccio parte anch'io perchè adoro il Tex di GLB) che vorrebbero un personaggio più caratterizzato come quello originale. Ma questo argomento esula dal topic. Rileggere certe storie (come ho fatto con quelle del Nizzi 280-400 il periodo fulgido dell'autore di Fiumalbo) ti d' un sapore diverso, ti fa capire come sia stato generoso ad adattarsi a uno stile diverso dal suo e di garantire l'uscita in edicola del nostro fumetto. Un merito immenso che ha. Onore a lui!Chissà come legger? i fumetti tra dieci, venti anni. Dylan Dog, per fare un esempio, verso i quindi-venti anni è stato fondamentale per me. Le storie di Sclavi hanno lasciato un impatto permanente nel mio cuore e nei miei gusti letterari, mi ha fatto appassionare all'arte della sceneggiatura, alla poesia, alla citazione letteraria e cinematografica, a un profondo senso della socialit?, dell'uguaglianza, dell'ironia, delll'umorismo sarcastico, del non prendersi troppo sul serio... quando rileggo certe sue storie rivedo sempre tutto ciò anche se adesso sono passati più di dieci anni da quando ne avevo diciannove. Io consiglio a tutti di cambiare idea se ancora non l'hanno fatto e di leggersi quelle storie di Dylan Dog. Dal numero uno al centocinquanta. Special 1.7 e primi quattro giganti compresi i primni tre almanacchi. Non ve ne pentirete assolutamente. Cazzo sto diventando un promoter pubblicitario!!! :lol:

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