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Bollino, Il tormento e l'estasi, la lussuria sfrenata dei pataccari per le patacche in copertina


Diablero
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Una patacca autocelebrativa che dura tutto un anno non fa vendere nemmeno una copia in più (anzi, con i lettori di Tex, molto tradizionalisti, aggiungere un ulteriore motivo per smettere è sempre un rischio. E la patacca ne aggiunge due: il fastidio per queste "pataccate moderne che una volta non c'erano" , e il lettore che vede l'anniversario e pensa "oh guarda, volevo smettere con il numero 800 tondo tondo, ma invece potrei smettere con l'annata 75!")

 

È una mera auto-celebrazione abbastanza onanistica (e anche un po' patetica, se inizi a festeggiare il fatto che una tua serie SU TEX arrivi fino al numero 50....   fra un po' cosa mettono, una patacca fissa su tutti gli albi con scritto "Evviva, anche per questo mese non dobbiamo chiudere e abbiamo un lavoro?"

 

Il marketing è scusa. Nessun degno esperto di marketing dirà mai che una patacca fissa simile faccia vendere più copie. Non ci credono nemmeno loro. Credo che davvero, a parte gli scherzi, GLI PIACCIONO LE PATACCHE. Hanno un gusto estetico così "drogato dalle americanate" che sono probabilmente convinti che riempire di patacche le copertine di Villa le renda più "belle e attraenti". Probabilmente guardano la copertina originale di "Chinatown" o di "il giuramento" e dicono "ma che schifo, così spoglia e disadorna, per esempio, la copertina di Il giuramento, con era meglio coprire la faccia di Tex con una patacca con su scritto <qui muore Lilith, non perdetevi questo albo" e un altra con scritto <abbiamo superato il numero 100 e non siamo ancora falliti!>?"

 

Se davvero volessero vendere più copie, invece di ridicoli bollini autocelebrativi, dovrebbero mettere il bollino agli albi di Boselli con scritto"Boselli Inside"

 

(l'ho scritto senza avere paura che Airoldi lo faccia veramente: quando mai ha dato l'impressione di celebrare una storia per la sua qualità o i suoi autori?)

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Per rimanere sullo scherzoso, ecco un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli intitolato "La madre de le Sante", con una singola parola evidenziata.

«Chi vvò cchiede la monna a Ccaterina,
Pe ffasse intenne da la ggente dotta
Je toccherebbe a ddí vvurva, vaccina
E ddà ggiú co la cunna e cco la potta.

Ma nnoantri fijjacci de miggnotta
Dimo scella, PATACCA, passerina,
Fessa, spacco, fissura, bbuscia, grotta,
Freggna, fica, sciavatta, chitarrina,

Sorca, vaschetta, fodero, frittella,
Ciscia, sporta, perucca, varpelosa,
Chiavica, gattarola, finestrella,

Fischiarola, quer-fatto, quela-cosa
Urinale, fracosscio, ciumachella,
La-gabbia-der-pipino, e la-bbrodosa.

E ssi vvòi la scimosa,
Chi la chiama vergoggna, e cchi nnatura,
Chi cciufèca, tajjola, e ssepportura.»

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Airoldi è cresciuto con il Tex della rivista anni '70 Menelik dove il bollino era ben visibile in basso a sinistra, cioè molto di più  rispetto a quanto avviene nei fumetti bonelliani di questo 2023. E per i lettori di Menelik era indolore!

Menelik_57.JPG

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, ymalpas dice:

Airoldi è cresciuto con il Tex della rivista anni '70 Menelik dove il bollino era ben visibile in basso a sinistra, cioè molto di più  rispetto a quanto avviene nei fumetti bonelliani di questo 2023. E per i lettori di Menelik era indolore!

Menelik_57.JPG

Quell'eroe del fumetto IN MUTANDE lo si vedrà veramente alcuni decenni dopo... sic!

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