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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[441/442] Springfield Calibro 58

Voto alla storia  

29 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Victor De La Fuente
Periodicità mensile: Luglio 1997 - Agosto 1997
Inizia nel numero 441 e finisce nel numero 442



A Fort Stockton, Tex e Carson ricevono dal colonnello Patterman l'incarico di indagare sul traffico d'armi tra comancheros e indiani. Un Comanche implicato nell'affare viene lasciato fuggire e i pards lo inseguono. Il pellerossa si accorge di essere tallonato e viene freddato da Carson, ma i rangers acciuffano e fanno cantare il suo referente, il comanchero Sid Ketchum. Alla base di tutto ci sono le informazioni raccolte da Will Kinkaid, socio di Sid, riguardo un vecchio carico di carabine sudiste ritenute affondate nel fiume durante la Guerra Civile. Entrati a Odessa dopo aver eliminato gli sgherri inviati da Kinkaid, Tex e Carson cercano di convincere Vera Lopez, socia di Kinkaid in un saloon, a passare dalla parte della Legge. La donna viene però minacciata da Ketchum e sceglie di fare il doppio gioco. Ma i pards non si fanno mettere nel sacco: riacciuffano Sid Ketchum e lo costringono a rivelare che la banda è rintanata con gli Springfield in una miniera abbandonata. Kinkaid, sfuggito all'attacco dei nostri, muore impiombato dopo lo scontro fra la cavalleria e i suoi Comanches.



© Sergio Bonelli Editore

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IMHO "Springfield calibro 58" ?, dal punto di vista narrativo, una storia tutto sommato gradevole, niente affatto priva di azione e colpi di scena, ma non certo un capolavoro. La vicenda delle armi sudiste smerciate agli indiani dai comancheros sembra all'inizio interessante e misteriosa; senonchè, grazie ad un rapido flash - back, già nel primo albo veniamo a conoscere una realtà molto più prosaica; anche gli antagonisti di Tex ( i comancheros, i Comanches e la maliarda da saloon ) non sono particolarmente incisivi tranne ( ma solo molto parzialmente ) l'ostinato Sid Ketchum ( per contro il capo dei comancheros Kinkaid si comporta in una maniera abbastanza illogica:

prima ha l'opportunità di sparare dall'alto di una gola a Tex e Carson, ma ci rinuncia, visto che, come dice, è "una schiappa" col fucile; poi però, quando tutto è perduto e ha potuto nascondersi tra le rocce, invece di starsene cheto in attesa che Tex e i soldati se ne vadano, ha la bella pensata di volere ammazzare Tex costi quel che costi
); ciononostante, alla fine, i due pards ci lascerebbero la pelle se
uno squadrone di cavalleria non comparisse al momento giusto, quando già i Comanches e Kinkaid stanno pregustando la "fine della pista" di Aquila della Notte
. Tutti questi limiti sono compensati solo parzialmente dai riusciti siparietti ironici tra Tex e Carson ( con il secondo che, in maniera molto inconsueta, si rivela più acuto e lungimirante di Tex in due occasioni consecutive ). I disegni di Victor De La Fuente, alla prima prova texiana, sono stati talvolta ritoccati in redazione, e non hanno in genere ricevuto molti consensi; a mio parere, però la sua prova è abbastanza apprezzabile e, sebbene non siano certo i miei preferiti, il suo Tex con la faccia da pugile che ha incassato molte botte e il suo Carson dalla folta capigliatura sono infinitamente più gradevoli di quelli sgraziati di Font o di certe versioni dei due pards realizzate da Ortiz. La mia valutazione sintetica ?:soggetto 6,5sceneggiatura 7 -disegni 7,5

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Diciamo che come storia non è che mi abbia entusiasmato granche'.. il fatto dello smercio delle armi verso gli indiani mi pare una storia gia riletta.. il cattivone della situazione,Sid, non è che eccelle per la sua cattiveria.. sopratutto nel momento che decide di non sparare autoconsiderandosi una "pippa"... Nonostante tutto concordo anchio sui simpatici siparietti dei due Ranger.. Voto complessivo 6.. Sufficienza piena.. niente di piu'.. niente di meno.. Si puo' fare molto di meglio ;)Alex :old:

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Avventura classica dei due pard, niente di eccezionale ma gradevole. Concordo sull'illogicit? dell'azione di Kinkaid segnalata da Pedro giustificabile solo con un attacco di rabbia che fa fare un'azione irrazionale a Kinkaid. I disegni di Victor De La Fuente alla prima prova su Tex mi ricordano abbastanza il tratto di Nicol'. Molto bella la copertina di Villa "Un ranger in pericolo"Voto 8+

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Ecco una della rare storie di Tex, poi forse la prima in assoluto di quelle scritte da Nizzi, che non mi è piaciuta. Inizialmente, la trama mi aveva coinvolto, seppur il soggetto sia stato affrontato più volte, però soprattutto nella seconda parte (cioè l'albo successivo, contenente la conclusione) mi ha lasciato piuttosto deluso; si poteva fare molto meglio, comunque una storia "storta" ci può stare.

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Classica storia western dove il viso pallido vende armi di contrabbando agli indiani. Niente di speciale o sensazionale. Nei disegni non mi piace com'? fatto Carson. Voto 7 a storia e disegni

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Classica storia western dove il viso pallido vende armi di contrabbando agli indiani. Niente di speciale o sensazionale. Nei disegni non mi piace com'? fatto Carson. Voto 7 a storia e disegni

Tigre Nera, potrei chiederti commenti alle storie un p? meno stringati, un p? più articolati e che entrino nello specifico?Per esempio: perchè questa storia non la ritieni "speciale o sensazionale"?Il tuo messaggio così com'? è perfettamente inutile ai fini di un dibattito o una discussione. Grazie, paco :trapper:

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Semplicemente non la ritengo una storia da ricordare perchè non è tra quelle che mi hanno tenuto incollato al fumetto con la trepidante attesa dell'albo seguente o della conclusione. Non ha quel fascino che hanno le storie che la precedono e il confronto con l'immediata precedente, gli invincibili, è impietoso. Un capolavoro al confronto di una storia mediocre, anche se esiste di peggio. Cercher? dove possibile di essere più abbondante nei miei commenti anche se ciò non vuol dire che un commento corto sia un commento inutile. Come i temi a scuola, se sono corti non è detto che siano pessimi o insufficienti. Comunque grazie

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Storia di sicuro non da buttare, ma altrettanto di sicuro non memorabile. Non tanto per il tema del traffico di armi con gli indiani, utilizzato con grande frequenza, quanto per un paio di scelte nella sceneggiatura che mi hanno lasciato perplesso. La prima sta nell'insolita sufficienza che Tex dimostra nel primo incontro con Ketchum: davvero un tutore della legge esperto come lui non teme che il losco figuro possa essere ancora pericoloso, anche considerando il suo ruolo di primo piano nel traffico coi Comanches (quante altre volte Tex ha adoperato la massima prudenza con pesci decisamente più piccoli?)?La seconda sta nel comportamento di Kincaid dopo lo scontro a fuoco tra le Giacce Blu e la banda di Piccolo Lupo: strano che Kincaid, dopo aver dimostrato in precedenza di essere alquanto freddo e calcolatore (rinuncia a sparare addosso a Tex e Carson che non si accorgono di lui perchè immaginava a quali guai sarebbe andato incontro se non li avesse uccisi al primo colpo) non abbia saputo resistere alla tentazione di far fuoco su Tex quando tutti lo credevano morto ed in balia del fiume. Posso comprendere che fosse inviperito per la fine del suo traffico, ma cozza moltissimo con l'idea che gli autori avevano precedentemente dato di lui... In sostanza, 7 alla storia e 7,5 ai disegni di De La Fuente (a me ricorda il primo Fusco)

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Racconto discreto,caratterizzato da qualche genialata (il flashback molto accurato sulla guerra di secessione,la "riesumazione" della carabina Springfield 58 e ci metto anche la vulnerabilità,per una volta,del metro di giudizio di Tex su Ketchum) e disegnato da un De La Fuente molto migliore di qualche suo collega che imperversa ora su Tex. Voto 7.

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Sono altre le storie che hanno permesso a Tex di rimanere in edicola fino ai giorni nostri: avventure come questa cadono presto nel dimenticatoio. Prova piuttosto scialba di Nizzi, che si affida a un soggetto classico con un susseguirsi di situazioni altrettanto standard, senza particolari guizzi di inventiva da parte dell'autore. Anche la storia delle carabine Springfeld, che pare inizialmente promettente e dà il titolo al primo albo, si rivela un fuoco di paglia e la storia viene subito spiegata senza che abbia particolari ripercussioni sul prosieguo della vicenda. Sceneggiatura con un paio di soluzioni "facilone", come


l'imbeccata che i nostri ricevono dallo sceriffo, che vede Sid Ketchum uscire dalla finestra della camera della maliarda Vera Lopez, o l'intervento finale e risolutivo dell'esercito.

De La Fuente confeziona un buon lavoro, ma il suo stile non è tra i miei preferiti. Voto finale 6, sufficienza con noia.

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Prova incolore di Nizzi, che incappa in quello che definirei un vero e proprio passaggio a vuoto. Mi capita di rado di bocciare una storia del mio ranger preferito, tuttavia con quella in questione, non riesco proprio a fare diversamente. L'autore crea un noioso riempitivo che procede stancamente per inerzia su due albi, senza mai spiccare il volo o stupire il lettore. Il soggetto è il classico canovaccio western di comancheros e indiani, ma ciò che più influisce al modesto esito della prova, è una sceneggiatura piatta, prevedibile, priva di colpi di scena e una sequenza di snodi narrativi visti e rivisti. Lo spunto delle carabine di dotazione ai Confederati, che misteriosamente spuntano fra i carri dei comancheros, inizialmente attira la curiosità, ma viene svelato ben presto con un lungo e inopportuno flashback. I nostri passano da un agguato all'altro, seguendo un iter narrativo ben marcato e poco coinvolgente. Anche i villain della storia deludono oltremodo: Kinkaid non appare un cuor di leone e in fondo non sembra mettere molto in difficoltà gli avversari. Anche l'incongruenza finale che lo porta a sparare su Tex e Carson, sebbene poche pagine prima in posizione migliore rinunci riconoscendo di non essere un buon tiratore, fa storcere il muso. Vera Lopez è una maliarda che non lascia il segno, forse anche per la non eccezionale resa grafica di De La Fuente e Syd Ketchum, il più caparbio del gruppo, si rende pericoloso solo grazie a una "piccionata nolittiana" di Tex, che lo lascia libero di agire dopo il loro primo scontro. L'epilogo abusato dell'arrivo della cavalleria che toglie le castagne dal fuoco ai due ranger in difficoltà, è la chiusura del cerchio di un episodio da deporre nella libreria e lasciarlo marcire nell'oblio. Il debutto di De La Fuente sulla regolare è accettabile ma altalenante. Buone le ambientazioni polverose e assolate, un po' meno le caratterizzazioni dei due pard, con un Carson alquanto invecchiato e con la lunga zazzera e un Tex inconsueto e smilzo. Numerose le correzioni redazionali apportate da Monti sui volti del protagonista; a tratti si fatica a distinguere in quale vignetta ci sia il suo tocco e in quale no. Nizzi presumibilmente decise di scegliere un ambientazione simile per il disegnatore iberico, sperando di ripetere l'exploit di pochi anni prima sul brillante texone "Fiamme sull'Arizona" ma essendo il paragone impietoso, mi astengo di aggiungere altro al mio commento. Il mio voto finale è 4

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Giudizi troppo severi su questa "media"texiana che,se da un lato non ha nulla,ma proprio nulla di interessante e innovativo, dall'altra non presenta gravi errori (o orrori,se preferite) presenti in alcune storie dell'ultimo periodo nizziano...a parte uno che analizzo ora

 

l'arrivo delle Pance Blu nel finale a salvare capra e cavoli è presente anche in altre storie nizziane ben più riuscite (Rancho Dorado,una su tutte,ma ce ne sono altre) ma anche in storie Glbonelliane.il problema in questa storia è il modo in cui Nizzi ha reso il salvataggio dei nostri,mi spiego meglio: vedere Tex e Carson trasportati dalla corrente verso i Comanches,in modo arrendevole e rinunciatario, è errore da matita blu.

Detto questo,il fatto di risparmiare Ketchum una prima volta per poi farlo rientrare in un secondo momento non è a parer mio un errore.l errore sta nel ripresentarlo un sacco di volte come avversario,lasciando al cattivo principale Kinkaid un ruolo tutto sommato marginale.

Se poi vogliamo trovare i soliti limiti nizziani,basta ricordare la spiata sulla finestra di Madame Lopez da parte di Ketchum (esagerata).

Altro errore,l aver presentato il commercio di catenacci come gli Springfield Calibro 58, risalenti ad un epoca antecedente la Guerra Civile, come lucrativo.in più,lo Springfield era un fucile, meglio un moschetto a colpo singolo, usato più dai Nordisti che dai Confederati, che utilizzavano in modo preponderante il moschetto Enfield  fabbricato in Inghilterra.lo Springfield era prodotto nelle fabbriche nordiste e fu soppiantato nell'ultima fase della Guerra Civile dal 44 Henry e dallo Spencer,oltre che dallo Sharps.lo Springfield era tra l'altro utilizzato con pallottole Minie senza bossolo ed era preciso ma lungo da caricare.

per cui,un po' più di attenzione alle armi Nizzi avrebbe dovuto usarla quando scrisse la sceneggiatura.

Detto ciò,la storia è da 6.

 

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