Jump to content
TWF MAGAZINE N°19 è online! Read more... ×
Segnalazioni bloccate per gli ospiti Read more... ×
TWF - Tex Willer Forum
Anthony Steffen

L'influenza Degli Spaghetti Western Su Tex Willer

Recommended Posts

Nell'autunno del 1964 esce nelle sale italiane un western di produzione italospagnola dal titolo Per un pugno di dollari. Il protagonista di quel film è un attore americano sconosciuto in Italia che corrisponde al nome di Clint Eastwood. Il regista di quel film è un certo Sergio Leone, poco conosciuto anche lui. Entrambi dopo aver girato il film non sapevano che sarebbero stati gli artefici di un genere che sconvolse, non solo il cinema italiano, ma di tutto il mondo. Infatti Per un pugno di dollari fu un successo senza precedenti al box office . Un film che cambiò completamente le regole e la visione del cinema western, non soltanto per le tematiche trattate, ma anche per il nuovo stile di girare, i primi piani dei pistoleri sotto il sole cocente, i lunghi duelli scanditi da una colonna sonora di Morricone fino ad allora impensabile per un film western, le tecniche di montaggio, la pistola in primo piano che spara etc.Nacque ufficialmente il genere degli Spaghetti Western, destinato a diventare un fenomeno cinematografico inarrestabile che infranse le regole e ricostruì un genere che in quegli anni a Hollywood dava i primi segni di stanchezza. Vennero così altri western all'italiana, che registrarono un vero e proprio trionfo al botteghino. E' il periodo più felice dell'industria cinematografica italiana. Tanto per citare alcuni numeri:

Per un pugno di dollari campione d'incasso nel '64 con 2 miliardi e 715 milioni;
Una pistola per Ringo 2 miliardi nel '65;
Per qualche dollaro in piu campione d'incassi nel '65 con 3 miliardi e 82 milioni;
Un dollaro bucato del '65 con Gemma incassò 1 miliardo e 451 milioni.

Nacquero così dei veri e propri divi di quel genere, da Clint Eastwood a Lee Van Cleef, da Giuliano Gemma a Ely Wallach, da Terence Hill a Franco Nero, da Tomas Milian a Klaus Kinsky.
L'Italia cinematografica di quel tempo era invasa da decine di western spaghetti , girati in Almeria a sud della Spagna, che facevano la felicità di ogni produttore, e i migliori film erano esportati in tutto il mondo, anche in America, la patria del cinema western. Come già accennato prima, il genere western hollywoodiano, nella metà degli anni '60 non aveva più molto da dire, e accolse quel nuovo modo di fare cinema con stupore e invidia. Il successo planetario dei film leoniani convinse molti produttori e registi americani ad adattarsi a questo nuovo modo di fare western, cercando nei loro nuovi film addirittura di imitare i cliché e tutti quegli elementi che hanno fatto la fortuna di tutti quei spaghetti western, ma con pessimi risultati. L'unico ad avvicinarsi con successo fu, una volta tornato in patria, Clint Eastwood che trasmise nei suoi film americani tutto ciò che aveva appreso da Leone. Dal 1964 in poi il cinema western fu? talmente rivoluzionato con le innovazioni apportate con i western italiani che fino ai nostri giorni vengono citati in molti film contemporanei anche non western. Quentin Tarantino ha affermato che senza gli Spaghetti Western non esisterebbe una buona parte del cinema italiano e Hollywood non sarebbbe la stessa.
E Tex Willer è stato anch'esso in qualche maniera influenzato dagli Spaghetti Western.
La risposta e' senza dubbio affermativa, anche se l'editore Sergio Bonelli ha sempre sostenuto che il fumetto di Tex trae ispirazione da quei western americani degli anni '40 e '50, dai classici di John Ford o di Henry Hathaway, film come Sentieri selvaggi o Ombre rosse o Il massacro di Fort Apache. E difatti nel primo ventennio di vita le storie del nostro ranger seguono lo stile e le tematiche di quei film e cosi' fino ai nostri giorni. Ma senza dubbio il fascino e la moda degli spaghetti western colpi' anche il fumetto di Tex sul finire degli anni '60 in poi.

La prima timida influenza degli spaghetti western avvenne nell'albo La sconfitta del 1969 con un comprimario che ricordava vagamente i tanti cattivi di quei film e cioè il meticcio pistolero Ruby.
Chi ha letto quella storia si ricorderà perfettamente che Ruby fu pagato per uccidere Tex sfidandolo a duello nella main street del paese. In quel duello cominciano le prime inquadrature e citazioni dei tanti duelli dei film di Leone. Galep infatti disegna una vignetta in cui si vedono contemporaneamente la pistola di Tex in primo piano e Ruby sullo sfondo, perfettamente in stile leoniano. Non c'è da stupirsene comunque, dato che nel 1969 il filone dei western italiani era ancora fiorente, e i fumetti western in generale assorbirono questa nuova visione e cultura western.


Nel frattempo anche le copertine di Galep, specie quelle degli anni 70, erano influenzate dalle molte locandine e manifesti di quei film che raffiguravano gli attori protagonisti, dipinti dai migliori cartellonisti d'epoca. 

Quindi La sconfitta possiamo dire che è la prima storia in cui si possono vedere le prime tracce di influenza degli spaghetti western. Tra l'altro il soggetto di questa storia è di Sergio Bonelli, alias Guido Nolitta, che negli anni a venire scriverà storie con caratteristiche e tematiche molti vicini ai vari western made in italy. Ma ne parleremo piu' avanti.
 

Fine prima parte

Share this post


Link to post
Share on other sites

Discussione interessante :indianovestito: : Peccato che manchi la seconda parte. La storia che vede come avversario El Muerto presenta un omaggio a "Per qualche dollaro in più". Mi riferisco alle scene con il carillon: Nel film si spara quando la musica finisce, nella storia Tex e Ordo?ez si sparano alla prima nota della musica :colt: Un altro riferimento è la rappresentazione di personaggi con similitudini agli attori: Font rappresenta alcuni cattivi con tratti fisionomici di Lee Van Cleef, basti pensare a Santos in "La rivicnita di Makua".

Share this post


Link to post
Share on other sites

Lee Van CLeef è il "cattivo" di moltissimi disegnatori... in Sangue in Colorado (Milazzo) uno degli scagnozzi è un Lee Van Cleef vestito alla Mezzogiorno di Fuoco, Civitelli lo ha sicuramente inserito almeno un paio di volte, e via così. L'influenza spaghetti western in Tex è quantomeno evidente, specie negli ultimi anni, e mi va benissimo così :D

Share this post


Link to post
Share on other sites

Trovo che lo stile di Ortiz sia da spaghetti western: Rappresentava degli scenari polverosi, desolati, le persone sudate e con abiti sporchi e logori. Di sicuro diverso dal tratto pulito di Civitelli.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Un altro lee van cleef (probabilmente il più somigliante) è il cattivo della storia la mano nella roccia, bellissima storia di nizzi disegnata divinamente da Giolitti

Share this post


Link to post
Share on other sites

A quale cattivo ti riferisci Leo nella storia "La mano della roccia". Anche i diversi banditi messicani incontrati nella serie somigliano ai medesimi negli spaghetti western: Non molto curati, con la barba incolta, sudati..

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non sono molto d'accordo. Secondo me l'influenza degli "spaghetti western" è minima, per fortuna. Forse, se ne può trovare traccia nelle storie del periodo critico di Nizzi, prima dell'avvento di Boselli. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, secondo me in Tex si sentono le atmosfere del cinema western americano (e a volte anche di altri generi), soprattutto quello classico, ma anche dei migliori film del periodo c.d. revisionista.

Direi, westren classico, anni 40 o 50, con il correttivo di un'ottica spesso filoindiana. Però, filoindiana in modo intelligente, e non per partito preso (coi bianchi per forza biechi, sporchi e feroci, e gli indiani pacifici hippies ante litteram.

Share this post


Link to post
Share on other sites

El Muerto a parte, su decine di migliaia di pagine di Tex, l'influenza degli spaghetti western è avvertibile al massimo in pochi e ininfluenti dettagli! Tex non c'entra una mazza con quel periodo! E nessuno dei suoi autori storici ha mai apprezzato il genere.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh non credo si possano negare evidenti citazioni in Fuga da Anderville, soprattutto nel campo di prigionia sudista, con l'analogo campo di prigionia de Il Buono il Brutto e il Cattivo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

El Muerto a parte, su decine di migliaia di pagine di Tex, l'influenza degli spaghetti western è avvertibile al massimo in pochi e ininfluenti dettagli! Tex non c'entra una mazza con quel periodo! E nessuno dei suoi autori storici ha mai apprezzato il genere.

 

Un articolo del prossimo imminente TW Magazine, scritto di mio pugno, tratta più o meno questo tema. Non anticipo altro. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh non credo si possano negare evidenti citazioni in Fuga da Anderville, soprattutto nel campo di prigionia sudista, con l'analogo campo di prigionia de Il Buono il Brutto e il Cattivo.

 

Le influenze sono inevitabili, forse, e forse sono VISTE dai lettori più che dagli autori. Sicuramente sia io che GLBonelli che Sergio abbiamo sempre dichiarato sinceramente di DETESTARE il genere, a parte pochissime eccezioni. Passino i bei film di Leone, ma per un ammiratore di Ford e Mann, le MIGLIAIA di film da quattro soldi che con quattro baracche polverose, zoomate da dilettanti, attori legnosi e titoli deliranti INFESTAVANO ogni cinema nella metà degli anni Sessanta sono stati un incubo da indigestione letale. Moda ossessionante, imperdonabie, sfruttata all'eccesso. Forse Tarantino, in America, ha visto solo la creme de la creme. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sottoscrivo ogni parola, Borden!!!! Il filmetto wester più modesto del periodo classico americano vale sempre decine di volte più del "miglior" spaghetti western.

E circa Tarantino, trovo imperdonabili le parole sprezzanti che ha pronunciato tempo fa su Ford e sul suo modo di girare film western.

Mr. Quentin per molti è geniale. Ma per me è un pigmeo di fonte al grande "Jack". "Mi chiamo John Ford, e faccio western" con il seguito ben noto .... Chi è Tarantino?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh anche negli anni '50-'60 di fronte ai capolavori di John Ford e di Mann, nella loro scia venivano prodotti decine di film 'minori' a questi ispirati (spesso citati nei vari Almanacchi del West); allo stesso modo, di fronte ai film di Sergio Leone o di Sam Peckinpah, nella loro scia venivano prodotti a loro volta decine di film a questi a loro volta ispirati (fino ad arrivare alle parodie di Franco e Ciccio)  :bandito:

 

Che però lo spaghetti western (nel quale includo sia Leone che Peckinpah, se non altro per motivi cronologici) non abbia mai avuto nessuna influenza su Tex ne dubito assai: per fare un altro esempio, dopo aver riletto proprio ier sera i quattro albi di El Supremo, il dispendio di dinamite e di mitragliatrici gatling non me lo ricordo nei film di Ford o di Mann, mentre invece veniva elargito a piene mani da Leone e Peckinpah; e questo, che io ricordi, non era assente nemmeno dalle sceneggiature di GLB, a partire dagli albi (disegnati da Galep) di "Il ritorno di Montales/Adios Amigo" o, in epoca più recente, la saga degli Invincibili irlandesi, non a caso entrambi ambientati in quel Messico dove Leone e Peckinpah erano a casa propria.  :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non credo proprio che Bonelli abbia usato la dinamite dopo Leone. Se fai i tuoi conti cronologici, è verosimile che Leone sia stato ispirato da Tex. Semmai sullo spaghetti western c'è una forte influenza dei fumetti. 

E dire che Peckinpah fa spaghetti western, perdonami, tanto, ma è un errrore madornale. Peckinpah è un regista americano, che ha voluto REAGIRE alla voga italiana aumentando le dosi di violenza e coreografia nei suoi film, che restano però ancoratissimi per stile e contenuti al western classico.  Su me e Sergio c'è sicuramente la sua influenza, non quella dello S. W.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Film "Il buono il brutto il cattivo" : anno 1966

Tex n. 137 della serie regolare "Il ritorno di Montales": anno 1972

 

Così su due piedi, non ricordo episodi di Tex precedenti a questo in cui si faccia un così largo uso di dinamite e mitragliatrici (o meglio, in questo caso di un Howitzer) e demolizioni, o una tale drammatizzazione dell'assedio contro forze soverchianti, a maggior ragione nel successivo "Gli scorridori del Rio Grande" (i cavalieri del Castillo, episodio con El Morisco, disegnato dal Letteri) dove la dinamite abbonda a gogo, poco prima del n.200. 

Altri esempi sono ne "Gli invincibili" n.437 del 1997 o nel recente "El Supremo".

 

Certo, il filone più 'dozzinale' degli spaghetti western non è mai davvero entrato in Tex (mai letto di personaggi che si chiamassero Ringo, Django o Sartana o simili, per dire)  ;) ma il filone 'nobile' dei western anni '60-'70 (Leone (non solo quello de la Trilogia del Dollaro ma anche quello di "Giù la testa"), Peckinpah, Aldrich, il Pollack di "Corvo rosso non avrai il mio scalpo") e certe sue situazioni ed ambientazioni in Tex ci sono, eccome! 

(e credo sia anche fisiologico)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ma Aldrich, Corvo Rosso e Pecknpah NON SONO spaghetti western!!!!!!  Quante volte lo devo ripetere? :rolleyes:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mauro, tra i più giovani c'è tanta confusione sugli "spaghetti western".

Peckinpah, Corvo Rosso, tanto per fare degli esempi,  rappresentano il gotha del western, altro che spaghetti......

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ringrazio per il "giovane" ma i quaranta li ho passati da un po'  :P

 

E la distinzione tra Spaghetti Western e Peckinpah, Corvo Rosso ecc. ce l'ho ben presente, visto che ho parlato chiaramente nel post sopra di "filone 'nobile' dei western anni '60-'70" contrapposto al filone "dozzinale" (anche per distinguerlo a sua volta dai film di Sergio Leone).

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ringrazio per il "giovane" ma i quaranta li ho passati da un po'  :P

 

E la distinzione tra Spaghetti Western e Peckinpah, Corvo Rosso ecc. ce l'ho ben presente, visto che ho parlato chiaramente nel post sopra di "filone 'nobile' dei western anni '60-'70" contrapposto al filone "dozzinale" (anche per distinguerlo a sua volta dai film di Sergio Leone).

Se è così e se lo sai, non metterli insieme! :mellow:  Sei stato tu a dire che includevi sia Leone che Peckinpah nello spagheti western... Basta leggere più sopra! Non è che me lo sono sognato io!  :rolleyes:

 

Corvo Rosso, poi, appartiene al sottogenere americano noto come "crepuscolare", di cui fanno parte anche "I compari", Butch Cassidy", "Fango, sudore e polvere da sparo". "Will Penny" e molti altri. Raffinati film, girati in esterni negli USA, da grandi registi, con grandi sceneggiatori e grandi attori: niente a che fare con gli SW, ma niente proprio!

 

E nemmeno Aldrich e Peckinpah c'entrano un fico. Loro iniziano PRIMA del western italiano e i loro film coevi REAGISCONO al western italiano, non lo apprezzano affatto. E neppure lo citano. Le differenze stilistiche e di contenuti sono ENORMI.

Edited by borden

Share this post


Link to post
Share on other sites

Bah, io ne ho visti ben pochi di spaghetti western, sono film spesso di scarsa qualità secondo me... 

a mio avviso con Tex non centrano un'accidente e non hanno nessuna influenza!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ehi ma quella è roba che mangiano i cinesi o i giapponesi non sono spaghetti italiani !!

Ahahaha

Di chi è questo disegno?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Esatto. Peckinpah non c'entra nulla. Ci si provi ad accostare Il mucchio selvaggio o Sierra Charriba o Sfida nell'Alta Sierra (per inciso, quando guardo quest'ultimo film, che amo in modo particolare, ho come la vaga impressione di assistere al crepuscolo di Tex e Carson...). Non capisco, come possono essere accostati allo Spaghetti Western, i film dei registi americani degli anni '60 e '70?

Certo, a volte vi sono film che sembrano risentire un certo influsso del genere nostrano, penso a Io sono la legge e Io sono Valdez (entrambi con Burt Lancaster), ma a me pare sempre un'influenza marginale.

Circa l'uso della violenza o di certe armi, non mi pare che ne Il tranello (n. 10 serie gigante) si faccia economia di pallottole, dinamite, cannonate e cariche a mitraglia.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Esatto. Peckinpah non c'entra nulla. Ci si provi ad accostare Il mucchio selvaggio o Sierra Charriba o Sfida nell'Alta Sierra (per inciso, quando guardo quest'ultimo film, che amo in modo particolare, ho come la vaga impressione di assistere al crepuscolo di Tex e Carson...). Non capisco, come possono essere accostati allo Spaghetti Western, i film dei registi americani degli anni '60 e '70?

Certo, a volte vi sono film che sembrano risentire un certo influsso del genere nostrano, penso a Io sono la legge e Io sono Valdez (entrambi con Burt Lancaster), ma a me pare sempre un'influenza marginale.

Circa l'uso della violenza o di certe armi, non mi pare che ne Il tranello (n. 10 serie gigante) si faccia economia di pallottole, dinamite, cannonate e cariche a mitraglia.

Io sono Valdez è tratto da un romanzo degli anni Cinquanta di Elmore Leonard, quindi, come vedi, non c'entra nulla neanche quello. Non è che un nome messicano "fa spaghetti"! :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.

×

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.