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Sam Stone

[664/665] Partita Pericolosa

[664/665] Partita Pericolosa. La storia, i disegni e i personaggi.  

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Avendo letto "insidia nella neve" senz'altro prima di altri e non volendo riempire di spoiler il mio commento mi limito, senza anticipare nulla, ad un giudizio. La storia è senz'altro piacevole da leggere, con un ottima sceneggiatura e ottimi disegni, mentre appare meno convincente il soggetto da cui parte il tutto, in quanto è un classico fin troppo sfruttato. Sono convinto che il finale non entusiasmerà molti vecchi lettori che preferiscono l'azione, ma si percepisce, comunque, una certa tensione che giustifica la scelta narrativa. Certo, personalmente, al Tex "diplomatico", preferisco il Tex "duro".

Senza spoilerare : il soggetto è sfruttato, ma trattato in modo originale, anche per non ripetere cose già viste.
Non direi Tex "diplomatico", ma "carismatico". Due scene in solitaria, da "uno contro venti" originalissime.

Non dimentichiamo che deve colpire i colpevoli senza farci andare di mezzo i soldati.
Ottimi i dialoghi Tex_Kit, anche allegri.
Mi sembra che questa appartenga ancora al primo periodo di Faraci, quando prendeva le misure al ranger, la sceneggiatura è ben fatta, e anche il soggetto sfruttato trattato con originalità, manca ancora a Tito un soggetto non trattato in precedenza, come ha fatto con L'uomo di Baltimora, per ora la sua migliore, a mio avviso.
Disegni: classici, puliti, buoni ma non sopra la media (esordire il mese dopo Dotti è difficile!). Comunque l'ambiente invernale è reso molto bene.

Nei prossimi giorni altri commenti più particolareggiati.

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Senza anticipare niente sul contenuto mi limito per il momento a dire che la conclusione della storia arriva con i tempi giusti per ristabilire l'ordine delle cose.
a sceneggiatura è precisa e scorrevole, senza quegli incisi al limite dell'OT, che altre volte sono stati rimproverati a Tito. Si vede che l'autore ha rimesso mano alla storia rendendola sciolta e piacevole, nonostante il soggetto certamente non originale. Equilibrio narrativo nelle diverse sequenze con dialoghi molto efficaci e brillanti fino alla conclusione attesa, ma non scontata.
Un Tex maestoso, in grado di fronteggiare da par suo tutte le situazioni che gli si presentano davanti coadiuvato da un Carson in forma. E poi i soldati (buoni e cattivi) gli indiani, il vecchio trapper e i loschi speculatori, tutti ben tratteggiati.
Nespolino conferma le doti messe in luce nel primo albo portando a termine un lavoro di buon livello.
Personalmente mi ritengo soddisfatto della lettura e faccio i complimenti agli autori.

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Mi sono (ri)letto con occhio critico. Si può e si deve fare sempre di meglio, ma… be', non sono rimasto scontento. E la seconda parte mi è parsa raddrizzare la prima, portarla nella direzione giusta. Si vede che nel frattempo ero un po' maturato. E il merito va anche e soprattutto al "Bos", che non ringrazio mai abbastanza.
Ciao
Tito

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Preso e letto anche questo secondo albo. Inizio con la copertina, troppo blu, troppo fredda! L'effetto photoshop sul mantello è però più diluito, si nota meno, e questa è già una grande cosa. Meno lo è il soggetto preso come spunto per realizzarla, praticamente ci spoilera l'intero finale :old:
Il titolo è un po' roboante, senza nulla togliere alla storia, meno violenta rispetto alla precedente e più imperniata sul carisma di Aquila della Notte. 
La storia si è mantenuta dunque convincente fino alla fine, anzi in crescendo rispetto al primo albo, tutto sommato, quindi, quattro mesi in compagnia di Faraci trascorsi alla grande, in cui sono stati pienamente superati tutti i timori e pregiudizi!



a ) Mi sarebbe piaciuto vedere il sergente Duncan penzolare dalla forca;
b ) Faraci non precisa mai quali siano gli interessi in gioco in quella zona montagnosa e impervia, avrei gradito qualche minimo accenno;
c ) disegni di Nespolino pienamente promossi, se c'è qualcosa da migliorare è nel volto di Tex, troppo giovane IMO!

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Letto anche io storia di transizione per me. Niente che faccia gridare allo scandalo per la bruttezza ovvio, ma nemmeno la posso, a mio gusto, definire bella e ci sono alcuni passaggi che ai miei occhi la affossano molto

Attenzione può contenere 

S
P
O
I
L
E
R

Si parlava tanto del solito fuggiasco ma personalmente al netto di qualche smanceria di troppo non mi ha dato alcun fastidio. Ciò che non mi piace per niente sono alcune scene che si risolvono in maniera troppo troppo semplicistica e rovinano la storia.

Una su tutte il "duello" con l'indiano, ben preparato e tutto ma poi uno sgambetto, una coltellata evitata, un discorsetto saggio e ti diventa un agnellino??? E che è? 

E non parliamo del finale, tutto lascia presagire una battaglia o qualcosa di simile e invece nulla.

Poi ancora sembra ci sarà almeno un regolamento di conti con l'odioso sergente (fin li ben caratterizzato) e ancora nulla, pur davanti alla prospettiva della forca diventa pure lui un agnellino e finisce la storia.

Sono indeciso sul giudizio, i disegni di Nespolino invece sono buoni ma non mi esaltano più di tanto

Ps: ma perchè i voti appaiono sempre dopo? Prima non c'erano subito all'apertura del topic?
 

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Devo dire che fino a metà albo, e oltre, la storia prometteva bene, ossia niente di spettacolare ma una buona storia dignitosamente strutturata con i due vecchi tangheri in ottima evidenza, poi da pagina 77 in poi lo fascio completo. Non preannuncio niente ma i punti dolenti principalmente sono quelli citati da Chinaski89, ossia un duello con San Francesco che quieta il lupo, e il cattivissimo Duncan che segue Tex come un agnellino senza tentare neanche di aizzare i soldati contro Tex che era da solo .....
Dispiace dopo l'ultima prova di Faraci vedere questa storia così deludente e spero che questa sia una delle primissime trame scritte da lui quando è entrato in SBE, ma a questo punto non capisco perchè davanti a queste evidenti cantonate non sia stato riscritto il finale in maniera più efficace, ci voleva poco.
Mah .... chiaramente sono estremamente deluso date le aspettative iniziali ma non trovo neanche giusto incolpare solo Faraci di questo ruzzolone, spero che chi sa si faccia un esame di coscienza.
Voto alla storia  5- , disegni 6,5

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Gianbart, scusami, tu hai tutto il diritto al tuo parere. Però non puoi considerarlo oggettivo. "Evidenti cantonate": lo saranno per te. Per favore, per rispetto a chi lavora con impegno e serietà, lascia perdere esami di coscienza e, soprattutto, presunte inadempienze della redazione. Hai tutto il diritto a non avere apprezzato la storia, figuriamoci, e a esprimere le tue critiche. Però non esageriamo. 
In quel finale, ho deciso di non essere banale. Poteva essere la solita battaglia, un po' scontata. Stavolta ho evitato lo spara-spara, puntando sul carisma di Tex. Può non piacere, ma è una scelta motivata. 

Ciao
TF

PS
"Esame di coscienza" mi è parso francamente eccessivo perché si applica a questioni morali. Chiaro che, come ho sempre detto, un autore deve praticare un'attenta autocritica. 
Ho capito, intanto (facendomi la barba, ci ho pensato su), cosa mi ha così infastidito dell'intervento di Gianbart. Quel "basta poco". Per scrivere nessuna scena, "basta poco". Il nostro è un lavoro complesso. 

Un saluto a tutti. E grazie di complimenti e critiche (servono sempre).

 

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Sul fatto che non basti poco sono perfettamente d'accordo con Tito. Anche se a scuola ero bravo nei temi :D io non riuscirei sicuramente ne ad inventarmi più di due soggetti (che sarebbero comunque bocciati di sicuro) ne a sceneggiare tre vignette di fila. Infatti non ci ho mai provato ne mai ci proverò. 

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Gianbart, scusami, tu hai tutto il diritto al tuo parere. Però non puoi considerarlo oggettivo. "Evidenti cantonate": lo saranno per te. Per favore, per rispetto a chi lavora con impegno e serietà, lascia perdere esami di coscienza e, soprattutto, presunte inadempienze della redazione. Hai tutto il diritto a non avere apprezzato la storia, figuriamoci, e a esprimere le tue critiche. Però non esageriamo. 
In quel finale, ho deciso di non essere banale. Poteva essere la solita battaglia, un po' scontata. Stavolta ho evitato lo spara-spara, puntando sul carisma di Tex. Può non piacere, ma è una scelta motivata. 

Ciao
TF

PS
"Esame di coscienza" mi è parso francamente eccessivo perché si applica a questioni morali. Chiaro che, come ho sempre detto, un autore deve praticare un'attenta autocritica. 
Ho capito, intanto (facendomi la barba, ci ho pensato su), cosa mi ha così infastidito dell'intervento di Gianbart. Quel "basta poco". Per scrivere nessuna scena, "basta poco". Il nostro è un lavoro complesso. 

Un saluto a tutti. E grazie di complimenti e critiche (servono sempre).

 

Grazie a Faraci di metterci la faccia direttamente, apprezzo moltissimo questo fatto e capisco quanto possa scottare una critica così " distruttiva " da parte di uno qualunque dei lettori, però aldilà del rispetto dovuto al sudore della fronte la mia critica mi appare giustificata ( non affermo che sia oggettiva, anzi è chiaramente soggettiva, ma la ritengo molto evidente ). Io quando vado a lavorare ( il mio non è un lavoro creativo di certo ) ho dei compiti da svolgere e se uno dei clienti si lamenta il mio lavoro non è solo criticato ma devo tornare a correggere l'errore, nel tuo caso l'errore o gli errori potevano essere corretti. Ora se affermi che la tua è stata una libera scelta, apprezzo la convinzione, ma mi viene da dire che Tex ne esce con le ossa rotte da questa situazione, l'indiano non si può pentire e convertirsi sulla via di Damasco e così anche Duncan che sa benissimo che lo aspetta la forca non si può consegnare come un agnellino. Sono situazioni così banali che me le aspetto su testate come il Giornalino o Topolino ma non su Tex, altre soluzioni alla Tex erano possibili e mi stupisco che non siano state vagliate. Comunque la mia è una voce singola e quindi potrebbe essere che la maggioranza sia a favore di questa storia, la cosa non mi stupirebbe dopo anni di scambi di battute sui forum.
Grazie della risposta, ed in attesa della tua più bella storia di Tex, Gianbart

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... con il massimo rispetto per il lavoro degli autori di Tex, sono d'accordo con Gianbart per quanto riguarda alcune incongruenze emerse nel finale della storia, anch'io sono rimasto stupito (non in senso positivo) dalle scelte narrative.

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Ho letto con molto interesse lo scambio di opinioni tra Gianbart e Tito: molto corretto e ben motivato da entrambi.
Anch'io ho trovato il finale di questa bella storia poco "texano" ( o troppo, se giochiamo solo sul carisma di Tex......).
Nello stesso tempo, accetto le spiegazioni di Tito come un tentativo di creare qualcosa di innovativo.
Personalmente avrei preferito qualche cazzotto in più, qualche colpo di pistola meglio assestato. Insomma, qualcosa più nelle consuete corde del nostro eroe.

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  ...l'indiano non si può pentire e convertirsi sulla via di Damasco e così anche Duncan che sa benissimo che lo aspetta la forca non si può consegnare come un agnellino. 



Quante volte abbiamo visto scene in cui un vecchio capo saggio si scontra con un giovane della tribu dal sangue caldo? Peraltro qui il capo Orso nero è costretto dai fatti a dare ragione al giovane Corvo velove, ma è altrettanto vero che quest'ultimo non è il solito testa matta che si mette in testa di guidare i suoi, resta sempre fedele al suo capo, quindi la scena del rinsavimento sotto le sberle di Tex ci può stare eccome: il personaggio aveva e conserva i suoi tratti positivi, perché se fosse stato di sangue più caldo avrebbe già provveduto a far giustizia da se dei suoi compagni uccisi senza aspettare che le gerarchie della sua tribù si muovessero in questo senso e ciò avvenuto evidentemente non sarebbero bastati i pochi salutari ceffoni del Ranger. Poi per una volta in cui un giovane indiano piega la sua volontà davanti a Aquila della notte dobbiamo pure stare a lamentarci ? :P

Anche sull'arrendevolezza di Duncan non sono d'accordo: a pagina 105 imbraccia il fucile e gridando "crepa bastardo" lo punta contro di Tex, che lo mette a posto da par suo. Poi bisogna capire il suo stato d'animo: è partito per fare una strage e finisce per trovarsi gabbato e con i suoi alla mercé degli Utes! Per uno che fino ad allora era stato definito un osso duro e un abile stratega lo smacco è colossale, anche se non poteva sapere poveretto che gli indiani erano già stati messi sul chi vive e per di più guidati da uno stratega, evidentemente, più grande di lui come deve essere Tex, che ha sempre rotto i denti ai prepotenti. Inoltre è chiaro che Duncan si è tirato dietro non i suoi uomini, o comunque i più fedeli collaboratori nelle stragi, ma altri soldati che davanti alle rivelazioni di Tex restano sorpresi... Insomma difficile immaginare una reazione diversa da quella che Duncan ha avuto. Per concludere, a pagina 111, Duncan è un uomo che intelligentemente ha ammesso la sua sconfitta, ma non pensa alla forca, tenta nell' ultimo tentativo di farsi uccidere dagli Utes che non cadono nella provocazione. Non gli resta che penzolare dalla forca.
 

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Intanto, se possibile, chiedere di inserire qualche SPOILER, per rispetto di chi la storia deve ancora leggerla e ha diritto  a farsi una sua opinione.

Detto questo, apprezzo molto i toni civili della discussione ("polemica" sarebbe troppo). Toni che qui ho sempre trovato, anche se non sono un assiduo frequentatore del forum.
Una cosa però è fare una scelta narrativa che può piacere o meno, come in questo caso. Scelta che io rifarei, di cui sono convinto pienamente e che trova le sue fondamenta nella messa in scena della storia. 
E una cosa è fare o non fare un lavoro a regola d'arte, in modo professionale. Portando a termine i propri compiti. A prescindere dal gradimento o meno, dietro a questa sceneggiatura c'è un lavoro professionale, non soltanto mio. Un lavoro marchiato Sergio Bonelli Editore: garanzia di professionalità e rispetto per il lettore.
Il tuo errore, secondo me, è attribuire a una tua (legittima, ripeto) opinione un valore assoluto, oggettivo. 

Spero di avere chiarito la mia posizione. E auguro buona lettura a chi deve ancora leggere...

Ciao
TF


 
  ...l'indiano non si può pentire e convertirsi sulla via di Damasco e così anche Duncan che sa benissimo che lo aspetta la forca non si può consegnare come un agnellino. 


Quante volte abbiamo visto scene in cui un vecchio capo saggio si scontra con un giovane della tribu dal sangue caldo? Peraltro qui il capo Orso nero è costretto dai fatti a dare ragione al giovane Corvo velove, ma è altrettanto vero che quest'ultimo non è il solito testa matta che si mette in testa di guidare i suoi, resta sempre fedele al suo capo, quindi la scena del rinsavimento sotto le sberle di Tex ci può stare eccome: il personaggio aveva e conserva i suoi tratti positivi, perché se fosse stato di sangue più caldo avrebbe già provveduto a far giustizia da se dei suoi compagni uccisi senza aspettare che le gerarchie della sua tribù si muovessero in questo senso e ciò avvenuto evidentemente non sarebbero bastati i pochi salutari ceffoni del Ranger. Poi per una volta in cui un giovane indiano piega la sua volontà davanti a Aquila della notte dobbiamo pure stare a lamentarci ? :P

Anche sull'arrendevolezza di Duncan non sono d'accordo: a pagina 105 imbraccia il fucile e gridando "crepa bastardo" lo punta contro di Tex, che lo mette a posto da par suo. Poi bisogna capire il suo stato d'animo: è partito per fare una strage e finisce per trovarsi gabbato e con i suoi alla mercé degli Utes! Per uno che fino ad allora era stato definito un osso duro e un abile stratega lo smacco è colossale, anche se non poteva sapere poveretto che gli indiani erano già stati messi sul chi vive e per di più guidati da uno stratega, evidentemente, più grande di lui come deve essere Tex, che ha sempre rotto i denti ai prepotenti. Inoltre è chiaro che Duncan si è tirato dietro non i suoi uomini, o comunque i più fedeli collaboratori nelle stragi, ma altri soldati che davanti alle rivelazioni di Tex restano sorpresi... Insomma difficile immaginare una reazione diversa da quella che Duncan ha avuto. Per concludere, a pagina 111, Duncan è un uomo che intelligentemente ha ammesso la sua sconfitta, ma non pensa alla forca, tenta nell' ultimo tentativo di farsi uccidere dagli Utes che non cadono nella provocazione. Non gli resta che penzolare dalla forca.
 

Grazie. Mi pare che tu abbia colto appieno il senso del finale. Però, per favore, inserite "SPOILER". ;)


 

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Ymalpas
 quindi la scena del rinsavimento sotto le sberle di Tex ci può stare eccome: il personaggio aveva e conserva i suoi tratti positivi

Uno sgambetto e il calcio al coltello sono assimilabili a " sberle " ?  Beh dopo che Corvo Veloce ha aggredito il capo e Tex, da come avvelenato, non credo sia credibile il seguito, poi ognuno ha le sue idee, io purtroppo sono retrò.  Ed anche riguardo a Duncan sarebbe stato più credibile aver scatenato i soldati contro Tex  per cavarsela in mezzo al putiferio piuttosto che la soluzione scelta, ho già detto come la penso al riguardo !

Tito
E una cosa è fare o non fare un lavoro a regola d'arte, in modo professionale. Portando a termine i propri compiti.
A prescindere dal gradimento o meno, dietro a questa sceneggiatura c'è un lavoro professionale, non soltanto mio.
Un lavoro marchiato Sergio Bonelli Editore: garanzia di professionalità e rispetto per il lettore.

Il tuo errore, secondo me, è attribuire a una tua (legittima, ripeto) opinione un valore assoluto, oggettivo. 

Il mio errore mi pare solo quello di essere in contrasto con la sceneggiatura finale, perchè che il giudizio sia soggettivo è lampante e non pretendo di parlare per i 190000 lettori di Tex ma solo per me, c'è il mio nome sulla critica infatti, e non rappresento nessuno oltre me.
Aldilà di questo che il tuo lavoro e quello dello staff Bonelli sia professionale nessuno lo discute, qui si discute di risultato, che per me è disarmante ( oltretutto leggendo la tua penultima prova positiva ), e l'esempio del mio lavoro, che portavo prima, affermava la similitudine in confronto alle due prestazioni. Edited by GIANBART

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CONTIENE SPOILER - KEEP AWAY ;)

Uno sgambetto e il calcio al coltello sono assimilabili a " sberle " ?  Beh dopo che Corvo Veloce ha aggredito il capo e Tex, da come avvelenato, non credo sia credibile il seguito, poi ognuno ha le sue idee, io purtroppo sono retrò.  Ed anche riguardo a Duncan sarebbe stato più credibile aver scatenato i soldati contro Tex  per cavarsela in mezzo al putiferio piuttosto che la soluzione scelta, ho già detto come la penso al riguardo!


Tecnicamente non sono sberle, ma Tex ha di fronte un cucciolo "arrabbiato". A pagina 78, dopo averlo disarmato con estrema facilità, Tex gli dice: "la tua rabbia ha una ragione... ma devi usarla contro i veri nemici". Tex è nel campo da amico, il suo comportamento è dunque ineccepibile. E ci sta che il giovane "capisca la lezione" senza che per forza debba sempre finire nello stesso modo. Tex è un capo e ci sta che la sua autorità venga alla fine riconosciuta e non più contestata. Non è questione di gusti retrò ma di coerenza narrativa. San Francesco che quieta il lupo? Mi chiedo che lezione vi aspettavate in quel frangente da parte di Tex: un serio pestaggio, magari con tre costole rotte? ma è solo un ragazzo, come sono giovani guerrieri anche quelli che ha lasciato a piede libero qualche pagina prima, dispiacendosi di aver dovuto fare secchi gli altri per ovvi motivi. Questa per me è coerenza nella narrazione e in stile prettamente texiano.

 

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Ymalpas
Non è questione di gusti retrò ma di coerenza narrativa. San Francesco che quieta il lupo? Mi chiedo che lezione vi aspettavate in quel frangente da parte di Tex: un serio pestaggio, magari con tre costole rotte? ma è solo un ragazzo, come sono giovani guerrieri anche quelli che ha lasciato a piede libero qualche pagina prima, dispiacendosi di aver dovuto fare secchi gli altri per ovvi motivi. Questa per me è coerenza nella narrazione e in stile prettamente texiano.

Scusa Ymalpas presumendo che questo è un tuo punto di vista soggettivo, come lo è il mio, posso affermare con sicurezza che non abbiamo canoni similari sulla coerenza narrativa e sullo stile prettamente texiano e questo è ampiamente riscontrabile.


Tanto per farti un esempio, tra i due episodi che tiri in ballo sui giovani indiani, nel primo lui ammazza i primi 3 indiani senza tentare di farsi riconoscere ( dispiacendosene poi ) e prende di sorpresa gli altri 2, che non tentano contromosse, e quindi lui non è obbligato ad ammazzarli come gli altri ( altrimenti se avessero reagito andava per le spicce e gli sparava ), qui è evidente l'ambito - emergenza e sopravvivenza -; nel secondo con Corvo Veloce, Tex si manifesta con la sacra fascia è vero, ma lo stesso gli risponde " Tutti i visi pallidi sono uguali ! ... Serpenti a cui schiacciare la testa " e poi aggredisce il suo capo Orso Nero, a seguito di ciò tira fuori il coltello e subito dopo viene reso ridicolo e disarmato da Tex, ora qui la coerenza narrativa tirerebbe in ballo uno schema simile ( emergenza e sopravvivenza ) ma no, qui si applica uno stile narrativo diverso, " San Francesco e il lupo ", lì IO mi aspettavo una bella spazzolata all'indiano infervorato e poi la mossa "zuccherino" per farlo sentire considerato, invece Tito l'ha pensata diversamente. Finisce qui, la ragione è dalla sua, ma chiaramente abbiamo diverse opinioni. 
Ti faccio un altro esempio di incongruenza, ad un certo punto dell'agguato ai soldati Tex strilla " e non sparate per uccidere, a meno che non vi siate costretti ...", davanti sembra ci sia Cervo Veloce che risponde " ..... faremo come hai detto ", ebbene proprio lui dopo 7 pagine spara alla schiena del soldato che stava scappando a piedi verso il gruppo e lo ammazza, colpito alla schiena, bell'esempio di onore e di rispetto verso l'autorità del grande capo Aquila della Notte. 
Questo per farti capire che ognuno di noi può applicare canoni di interpretazione differenti a seconda del gusto e quindi non si può tirare in ballo nessuna coerenza o stile texiano ( a me pare più stile Messia in questo caso ). Comunque credo che ci sia spazio per tutti, senza monopolizzare la discussione sul mio solo parere.

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 ...qui è evidente l'ambito - emergenza e sopravvivenza



Ripeto che...



IMO basta la lezione che infligge a Corvo veloce che finisce quasi per ridicolizzare: l'ute è avversario di tale pochezza da non meritare sinceramente di più. Ricordiamoci di Cane Giallo, anche lì basta a Tex disonorarlo piuttosto che sopraffarlo fisicamente e lui aveva scatenato un vero inferno nella riserva navajo. Quello di Corvo veloce è chiaramente anche un episodio di captatio benevolentiae per il resto della tribù anche perché il tempo stringe!!! il ragazzo avrebbe avuto la sua salutare battuta con i fiocchi solo se avesse insistito con la sua testardaggine, ma china il capo abbastanza presto. Nel secondo episodio che citi, quello dello sparo, si è Cervo veloce che disubbidisce alla consegna, ma più che l'onore e il rispetto, tirerei in ballo la sua scarsa intelligenza, questa si comprovata da una serie di azioni e quindi coerente dal punto di vista narrativo! Poi chiaramente è esistito il Tex che smantellava dentiere non appena gli saltava la mosca al naso, certo non è quel Tex il Tex di questi ultimi anni, ma pensare di vederlo oggi o di valutare le nuove storie con quel metro oggettivo evidentemente datato, dopo anni e anni in cui si è aggiustato il tiro...

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S
P
O
I
L
E
R


Io che su quell'episodio la penso più o meno come gianbart non vorrei rivedere tante scene fotocopia del Tex di GLB che smantella dentiere. Trovo però che quella scena sia inutile se è come dici e soprattutto il convincimento dell'indiano mi appare troppo repentino per essere credibile. Di coerenza e stile texiani non mi importa, con il finale sono semplicemente scene che non ho apprezzato.

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Esordire parlando male di una storia non è il massimo della simpatia, ma è la storia che ho appena finito di leggere ed è quella di cui mi va di parlare.

Dunque.

Con questa due albi mi ero messo lì speranzoso di "sorseggiare" un buon Tex, aspettandosi l'equivalente fumettaro di un buon whisky, o perlomeno di un buon amaro.
All'inizio il sapore, pur non molto alcolico, sembrava quello giusto, ma alla fine in bocca resta poco e la storia si rivela per quello che è: un rosolio per signore.
Pure un po' annacquato.

Mica è una brutta storia, eh. Leggibile, fatta a modino. Ma innocua e insapore.
E imbrogliona. Promette tante cose e non ne mantiene mezza.
Per due terzi scarsi mi è parsa interessante e scritta bene. Ma nell'ultimo terzo tutto l'impianto narrativo che era stato messo in piedi mi è sembrato crollare. Ho avuto anche la sensazione di un brusco calo nella scrittura, diventata come più piatta e ingessata.

S
P
O
I
L
E
R

Le "promesse" non mantenute.

Vediamo e ci vengono raccontati tutta una serie di soprusi che subiscono gli indiani per portarli a una rivolta.
Non solo, Tex deve giustamente uccidere per autodifesa ben cinque indiani.
Da una situazione così ambigua e esplosiva mi aspettavo un minimo di tensione, una qualche difficoltà per fermare la rabbia e la ribellione.
Macché, Tex tira fuori il wampum, si mette in posa fiera e tutto fila liscio che più liscio non si può. I cinque morti subito archiviati, che sarà mai.
L'unico indiano che non si fa comandare immediatamente a bacchetta da Tex è sistemato con uno sgambetto e due schivate. Ma dopo essere stato umiliato il giovane cambia idea nel giro di un nonnulla e pure lui diventa subito pappa e ciccia con Tex.

Abbiamo uno squadrone militare che si inoltra in territorio indiano per una spedizione punitiva.
Quali raffinate tecniche di guerriglia metterà in atto Tex per fermarne l'avanzata?
Ma niente, basta che gli indiani per DUE VOLTE si nascondano dietro agli alberi e i furbissimi militari sono gabbati.

I soldati assediati nel villaggio. Un capovolgimento di fronte interessante. Anche qui speravo in un po' di tensione, di dramma.
Invece muore un soldato, ma subito ci assicurano che era uno dei cattivi, quindi no problem.
E anche qui basta che Tex vada a spargere carisma gratis perché tutto si risolva nel modo più facile e indolore possibile.
Entra tranquillo da rinnegato e assediante nel villaggio, accusa il sergente di essere cattivo e di dire le bugie, gli molla un cazzotto e i soldati totalmente inebetiti sono in men che non si dica tutti pronti ad arrendersi. Complici del sergente compresi. Che poi, mi mettono come antagonista un terribile sergente con una faccia alla Lee Marvin, e poi basta uno, e dicesi UNO, sganassone perché cali le braghe?

Naturalmente può starci benissimo una storia in cui Tex risolve tutto a colpi di carisma e carattere, invece che a cazzotti e pallottole.
Ma se quel carisma e quel carattere si esprimono in situazioni che si risolvono sempre nel modo più facile, alle prese con i personaggi più arrendevoli, trovando sempre le scappatoie più semplici, l'impressione finale è solo di vuoto pavoneggiamento.

Poi, come ho detto, per due terzi la storia tutto sommato funziona e l'ambientazione con la neve ha sempre il suo fascino.
Quindi non un disastro. Ma una discreta noia.

  • +1 1

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Devo dire che su questo forum di norma anche le critiche più severe sono fatte con civiltà. E quindi vanno semplicemente accettate. Per fortuna, ad altri questa storia è piaciuta, ma ben venga anche la stroncatura del neo arrivato Dee Brown, che spero apprezzerà maggiormente le mie prossime uscite. Dissento dalle sue osservazioni, ma ci rifletterò su. 
Ciao
TF

 

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... personalmente sarei curioso di conoscere il giudizio di altri frequentatori "storici" del forum per sapere se sono rimasti perplessi, come il sottoscritto, da alcune scelte narrative. 

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Ho appena terminato la lettura del doppio albo e ho gradito la storia. 

La trama è ben costruita e offre al lettore un personaggio interessante come Duncan, un "giocatore" davvero "sporco", al soldo dei potenti, che disprezza anche chi è suo complice. Simpatici i battibecchi tra i due pard, e poi a me le storie ambientate nel grande freddo sono sempre piaciute.

La lettura è scorsa piacevolmente e non ho mai avvertito la sensazione tipo tempi morti.
L'unico "appunto" (appositamente tra virgolette) che posso fare, è che avrei gradito un bel massacro della guarnigione delle giacche azzurre. Una volta tanto una bella vendetta indiana ci starebbe bene. Invece Tex, per comportarsi da uomo di pace e giusto, frustra sempre le loro velleità.;)

Complimenti a Faraci, bel colpo.

  • +1 1

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Non ci siamo proprio... meno male che mi era piaciuta l'ultima di faraci. Credo che allla sbe ci debba essere una riflessione sulla permanenza di faraci su tex . la seconda parte di questo racconto è semplicemente imbarazzante e secondo l autore dovrebbe essere quella meglio riuscita . Personalmente faraci mi sta spingendo a non comprare più i suoi albi e non credo di essere il solo. Potrei anche tollerarlo se fosse una guest star come Manfredi invece faraci continua a sfornare prove pessime ed è numericamente il secondo sceneggiatore della serie

  • +1 1

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Ho letto entrambi gli albi ieri sera, come ormai d'abitudine preferisco sempre la lettura completa di una storia al dover aspettare un mese fra un albo e l'altro. Cominciamo dai disegni. Nespolino lo conoscevo e apprezzavo già su Shanghai Devil e Adam Wild, non mi stupisce quindi la buona prova fornita su Tex. L'unica pecca che ho trovato riguarda la mimica facciale di Tex che secondo il mio modestissimo avviso è da migliorare.
E veniamo alla storia... e alle dolenti note. Dopo la bella storia di Faraci in coppia con Barbieri del bimestre precedente devo dire che questa nuova storia non mi ha per nulla soddisfatto. Personalmente vado controcorrente rispetto ai giudizi di molti utenti del forum e dello stesso Tito che hanno trovato il secondo albo migliore del primo. Per me è l'esatto contrario. Il primo albo l'ho trovato scorrevole anche se un pò piatto. L'unica pecca veramente grossa che ho visto, e che nessuno finora ha sorprendentemente fatto notare, è la scena del branco di lupi. Ora d'accordo, siamo in un fumetto... bisogna essere un pò elastici ma l'idea che un branco di lupi in caccia che ha fiutato la preda passi a fianco di due uomini a cavallo facendosi notare come una scolaresca in gita al lago è veramente difficile da accettare. Il lupo è un animale molto intelligente, rifugge l'uomo se può e se non può non ci passa a fianco in quel modo per poi andare ad attaccarne un altro un poco più in la. La scoperta del trapper in difficoltà poteva e doveva essere gestita in modo diverso. Comunque è un errore veniale. Ripeto tutto sommato il primo albo l'ho trovato discreto.
Quel che non mi ha per nulla convinto è la gestione del finale ... (pardon, in questo momento non riesco a ricordarmi come inserire lo spoiler automatico prego un moderatore di farlo per me)




anche a me non convince affatto il duello e l'istantaneo ravvedimento con l'indiano. Ci può stare ma il passaggio fra la rabbia e la sottomissione è troppo istantaneo... l'indiano sembra folgorato sulla via di Damasco, forse qualche vignetta e qualche battuta in più fra i due contendenti sarebbero stati necessari. Anche il comportamento del sergente mi sembra troppo arrendevole, innanzitutto doveva avere con se un bel pò di complici, gli stessi che si erano prestati ad andare a caccia di indiani prima. Che fine hanno fatto? Potevano sparargli prima mentre Tex si avvicinava con la scusa di averlo scambiato per un indiano. In ogni caso anche dopo lo scambio di accuse con Tex perso per perso perché mai arrendersi per cercare la morte eroica in seguito con gli indiani, tanto valeva giocarsela con Tex e poi magari tentare la fuga. Da bastardo fino all'osso il sergente si trasforma in un arrendevole pecorella... mentre il civile che fino a quel punto poteva starsene sulle sue e dire che non sapeva niente tenta il tutto per tutto e spara a Tex... anche questa mossa personalmente la trovo priva di senso, chi glielo ha fatto fare? Cosa aveva Tex in pugno contro di loro? Assolutamente niente, poteva restare nell'ombra inventare una scusa e professarsi assolutamente ignaro dei piani del sergente. Lo stesso dicasi per il secondo civile che si arrende... Generalmente chi architetta certi piani non è uno sprovveduto, ed allora perché si comporta da tale alla fine?
Credo che con un finale gestito meglio questa storia poteva essere discreta anche se sfruttava temi ampiamente trattati. Ma dopo 65 anni di storie su Tex questo ci può stare, infatti non è la poco originalità del soggetto che rimprovero a questa storia ma un finale per nulla convincente, frutto forse di poche pagine per chiudere la vicenda. Mi chiedo se con più pagine a disposizione Faraci avrebbe gestito la cosa in modo diverso.
 

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Io credo che con più pagine a disposizione sicuramente sarebbe potuta essere gestita un modo diverso, ma con questa regola (purtroppo necessaria per produrre tanti albi di Tex) credo che è e sarà un problema che avranno sempre gli autori.

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