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ymalpas

[maxi 2005] La Pista Degli Agguati

Voto alla storia  

15 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni: Miguel Angel Repetto
Periodicità annuale : Ottobre 2005


Vento e pioggia infieriscono su Tex e Carson, aggregatisi a un gruppo di cowboys in difficolt? che stanno faticosamente tentando di portare la loro mandria di longhorns al mercato del bestiame di Dodge City. Ma non saranno gli elementi naturali i peggiori nemici da affrontare nel lungo e pericoloso viaggio... Qualcuno, infatti, non vuole che il bestiame giunga a destinazione e farà in modo che la strada verso la città si tinga di sangue. Per arrivare alla fine della pista, i due Pards dovranno sventare agguati, combattere feroci indiani e, soprattutto, scoprire chi è il traditore che si annida proprio tra gli uomini che stanno aiutando!


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Da quando lessi questa lunga avventura di Tex e Carson che segna il debutto di Manfredi su Tex in "diretta" nel 2005, fino ad ora non avevo nessun ricordo e ho dovuto rileggerla ultimamente. Devo dire che l'autore non si e' presentato col botto, come fece Boselli con "Il passato di Carson", malgrado sia un lavoro piu' che accettabile. Il soggetto non e' male, pero' e' la sceneggiatura e il modo di scrivere, un po' lontano dai canoni texiani, che non ho apprezzato molto. Infelici, secondo me, il tentativo dei siparietti comici tra Tex e Carson, o perlomeno, non nella stessa qualita' di come ce li proponeva Nizzi. Devo dire, pero', che fino alla fine non immaginavo chi fosse il traditore rintanato tra gli uomini della carovana, a differenza di certe storie dove il colpevole o il traditore di turno veniva subito svelato. La caratterizzazione dei personaggi di contorno prendono forma man mano che si avanza con la storia, uno su tutti, mi e' sembrato molto azzeccato la figura di Gus, un uomo in lotta con se stesso alla ricerca di un occasione per riscattarsi da una vita pressocche' fallimentare. Insolito sulle pagine di Tex la presenza costante di una donna coprotagonista come la vedova June, bella, coraggiosa e impavida, che sembra provare un ammirazione particolare per il nostro Tex. Ammirazione o qualcos'altro?L'interpretazione al lettore!Trovo un po' esageratina l'impresa finale di Tex, appesso ad un filo mentre la mongolfiera e' in volo. E' la terza volta che il ranger ha a che fare con questi "aggeggi" volanti, e ogni volta non e' stata una passeggiata di piacere. Qualcosa in piu' di una sufficienza per questa storia caratterizzata da un buon ritmo e con diversi passaggi apprezzabili. Repetto si riconferma un buon disegnatore anche se manca un po' di personalita', specie per quanto riguarda Tex molto simile a Ticci.

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La prima di Manfredi su Tex. Fu scritta, se non ricordo male, molti anni prima, forse durante o poco dopo la crisi creativa di Nizzi. Bonelli la teneva nel cassetto come il texone di Seijas, poi l'ha finalmente consegnata a Repetto!

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Visto che la storia risale a una decina di anni prima della pubblicazione, mi sembra evidente che il modello scelto dall'autore qui esordiente sia Nizzi, mi viene spontaneo confrontare questo maxi con ?Rio Hondo?, anche se non hanno nessuna relazione cronologico-derivativa l'uno dall'altro ma solo una certa comunanza tematica.

Vengono messe insieme due problematiche distinte, la mandria da portare a Dodge City nonostante il cattivone di turno, e l'omicidio del padrone, che si intersecano lungo tutto l'albo non sempre linearmente, e due personaggi antitetici che stimolano la dialettica della storia: da una parte June, risoluta e determinata, e dall'altra Gus, l'ubriacone incapace ma onesto. L'intreccio di queste dinamiche rende la storia interessante, direi più di un Miller che non mi sembra si distacchi troppo da tanti cattivoni già visti in passato. Da notare un Tex quasi psicologo del crimine che parlando con i mandriani, prima separatamente poi in una sorta di seduta collettiva, cerca di arrivare alla verità. In altre circostanze avrebbe indagato nell'ombra, comunque è una piacevole novità. Piacevole anche l'intermezzo con gli indiani, forse non sèincastra alla perfezione nella trama ma non è malaccio. Forse qui c'è l'unica pecca nella caratterizzazione dei pards, mi sembra si facciano sorprendere un po' troppo facilmente, stanno chiacchierando e per troppa sicurezza quasi ci rimettono la pelle, con Tex addirittura salvato dal vecchio kiowa. Arrivando verso la fine, il riscatto di Gus è lodevole ma di un'ingenuità colossale, perchè va in città nonostante l'avvertimento ricevuto e ci rimette la pelle. Da notare la figura nizziana più usata e abusata, lo spione, che qui non risulta per nulla forzata o gratuita per la preparazione datagli, questo sempre per sottolineare che non conta tanto il COSA ma il COME. La parte finale è quella che mi convince meno. Interessante il tradimento di Stanton, molto forzata forse la coincidenza che porta allo scontro con Gus alla presenza di Miller, che volge la situazione a proprio vantaggio, e forse non troppo soddisfacente lo smascheramento di Manuel, ci sarebbe forse voluto un po' più di mistero e di suspance finali, soprattutto visto che quest?ultimo si fa ammazzare sperando nella lealt? di Miller. La sparatoria finale poteva essere un po' più ?epica?, invece finisce quasi subito, l'episodio della mongolfiera non mi è dispiaciuto, è stato usato anche in passato ma tutto sommato qui è accettabile. Non mi sono piaciuti invece due clich? purtroppo abituali in Tex. Il primo è il classico avversario, Miller in questo caso, che manca il bersaglio da pochi centimetri: va bene che ferisce Tex, ma insomma mi sembra un po' troppo, inoltre aspettare che il nemico spari per primo, come in questo caso, è un ingenuità o una sciocchezza bella e buona, che si sono visti troppe volte. Il secondo è una cosa che assolutamente non sopporto, e cioè la forza sovrumana di Tex. Quando la dimostra a cazzotti o a braccio di ferro va bene, ma quando per esempio si carica sulle spalle uomini anche molto più grossi di lui, o come in questo caso, tira su a forza un bestione enorme, che non ha appoggi, su una mongolfiera, sospeso per aria, con una mano sola, allora questo è Superman. Lo stesso vale quando in situazioni critiche si mette a scalare una parete a mani nude, alla Cliffhanger, eliminare queste sequenze mi sembrerebbe doveroso. Il salto sugli alberi, alla Rambo, rientra nello stesso filone. Il finale al cimitero è un po' troppo moralizzante, anche perchè non mi pare che Tex riveli a June la verità sul marito, e questo mi lascia l'amaro in bocca, visto che Tex si è dimostrato inflessibile con Manuel, giustamente, visto che l'aiuto dato da quest?ultimo era finalizzato a interessi personali. Forse non voleva infierire su una donna già duramente provata, però poteva metterla in guardia per il futuro sulla reale onest? delle persone intorno a lei, primo fra tutti un marito che certamente non era uno stinco di santo. Per concludere, un discreto Maxi, non eccelso ma con buone trovate e una piacevole lettura, peccato per la parte finale in tono minore, diciamo storia da 6,5 pieno.

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Concordo con quanto dice jack65 sulle debolezze della storia, soprattutto nel finale. Ciononostante, ritengo la stessa più che buona, avvince il lettore senza annoiare mai, ha il merito di proporre il non banale personaggio di Gus e di destare curiosità su chi sia il traditore del marito della bella June. Non è una storia scontata, e scusate se è poco... Complessivamente un 7,5

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Come debutto di Manfredi su Tex non c'è male anche se non si arriva alle vette raggiunte da Nolitta, Boselli o Medda. Il racconto si dipana bene lungo le 290 pagine di cui è composto mescolando ottimamente azione e intrighi come un bel film d'azione con una componente di giallo. Interessante il fatto che fino all'ultimo non si capisce chi sia il traditore all'interno del gruppo che scorta la mandria. Il finale mi ha un p? deluso non tanto per l'epilogo ma per come avviene. Le scene sulla mongolfiera sono un p? troppo forzate, sembrano prese dai film alla mission impossible in cui l'eroe riesce a fare di tutto. I disegni di Repetto sono discreti anche se i volti dei protagonisti lasciano un p? a desiderare, molti si assomigliano e tutti hanno lo stesso sguardo. Si salvano solo Tex, la bella June e qualche altro. Voto 8 e mezzo

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Interessante il fatto che fino all'ultimo non si capisce chi sia il traditore all'interno del gruppo che scorta la mandria.

L'ho letta diverso tempo fa, ma quello che mi ricordo è il fatto che il traditore (quel messicano che lancia quella specie di arma) si poteva per esclusione facilmente capire. Cmq storia buona, soggetto sulle piste del bestiame interessante ...

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Interessante il fatto che fino all'ultimo non si capisce chi sia il traditore all'interno del gruppo che scorta la mandria.

L'ho letta diverso tempo fa, ma quello che mi ricordo è il fatto che il traditore (quel messicano che lancia quella specie di arma) si poteva per esclusione facilmente capire. Cmq storia buona, soggetto sulle piste del bestiame interessante ...
Ne sei sicuro? Secondo me ti confondi con un altra storia. In base a che cosa si poteva facilmente capire?

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Si poteva intuire che non fosse Gus, che in effetti sarebbe stato troppo scontato (tra l'altro, che bella figura, Gus). Ma che si capisse chi era, questo no. Ma forse, West, noi siamo un p? lenti :D

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Ma che si capisse chi era, questo no. Ma forse, West, noi siamo un p? lenti :D

... e che ci vuoi f?... sarà l'età che avanza... :lol2: oh... parlo per me ovviamente! :D tu sei ancora un giovincello... beh insomma diciamo che all'età tua io mi sentivo un giovane leone... spero lo stesso valga anche per te, d'altronde il nome è dalla tua parte :trapper:

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No, non è l'età, io ero lento anche prima :DBeato te, che ti sentivi un leone. Io alla mia età sono già un po' troppo sfiatato. Stanco e fuori forma. Soffro lo stress (la canzone dei Velvet è stata scritta per me...). Ci sono momenti che neanche il buon Tex mi rilassa. Ma adesso siamo troppo OT. Chiedo venia >:azz: PS per tornare in topic, più ci penso e più ricordo che questa storia, La Pista degli agguati, mi è proprio piaciuta. E lo stesso dicasi per Verso l'Oregon, che mi è capitata casualmente sotto gli occhi questa sera. Se a queste ci aggiungi la Grande Sete e (in parte) Sei Divise nella polvere, posso dirmi ben soddisfatto di Manfredi. So che sta scrivendo una storia breve, ma mi dispiace davvero che non entri in pianta stabile tra gli sceneggiatori texiani.

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PS per tornare in topic, più ci penso e più ricordo che questa storia, La Pista degli agguati, mi è proprio piaciuta. E lo stesso dicasi per Verso l'Oregon, che mi è capitata casualmente sotto gli occhi questa sera. Se a queste ci aggiungi la Grande Sete e (in parte) Sei Divise nella polvere, posso dirmi ben soddisfatto di Manfredi. So che sta scrivendo una storia breve, ma mi dispiace davvero che non entri in pianta stabile tra gli sceneggiatori texiani.

Dispiace anche a me, il Texone "Verso l'Oregon" è veramente memorabile. Speriamo che nel futuro cambi idea riguardo la sua presenza su Tex.

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PS per tornare in topic, più ci penso e più ricordo che questa storia, La Pista degli agguati, mi è proprio piaciuta. E lo stesso dicasi per Verso l'Oregon, che mi è capitata casualmente sotto gli occhi questa sera. Se a queste ci aggiungi la Grande Sete e (in parte) Sei Divise nella polvere, posso dirmi ben soddisfatto di Manfredi. So che sta scrivendo una storia breve, ma mi dispiace davvero che non entri in pianta stabile tra gli sceneggiatori texiani.

Dispiace anche a me, il Texone "Verso l'Oregon" è veramente memorabile. Speriamo che nel futuro cambi idea riguardo la sua presenza su Tex.
A Lucca Manfredi ha detto a me e ad un gruppetto di fans riuniti davanti allo stand Bonelli che gli è stato chiesto un soggetto per un Maxi e che ci stava ragionando sopra. Da quello che ho capito, scriver? altre storie di Tex se gliele chiederanno ed ha anche detto che si trova bene a lavorare con Boselli come curatore. Credo che non sia stata una risposta diplomatica perchè in quella chiacchierata Manfredi non ha risparmiato giudizi impietosi su altre questioni, che non riporto per ovvi motivi. D'altro canto, trovo difficile fare troppe osservazioni sui una sceneggiatura di Manfredi una volta approvato il soggetto. Boselli non può nemmeno rimproverargli i finali affrettati, perchè sono anche un suo marchio di fabbrica. :lol2: Quanto a Boselli, lui definisce Manfredi una risorsa per Tex e l'unico limite ad affidargli nuove storie, se ho capito bene, starebbe esclusivamente nella necessit? oltre che nella disponibilit? di Manfredi stesso. Ora che sta aumentando il numero di storie da scrivere, con Maxi a storie multiple, Color con storie brevio e ben quattro Texoni nuovi da programmare, questa necessit? esiste sempre di più e secondo me ricorrere a Manfredi sarà inevitabile. Personalmente non sarei affatto sorpreso s e uno dei prossimi Texoni fosse affidato a lui.

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PS per tornare in topic, più ci penso e più ricordo che questa storia, La Pista degli agguati, mi è proprio piaciuta. E lo stesso dicasi per Verso l'Oregon, che mi è capitata casualmente sotto gli occhi questa sera. Se a queste ci aggiungi la Grande Sete e (in parte) Sei Divise nella polvere, posso dirmi ben soddisfatto di Manfredi. So che sta scrivendo una storia breve, ma mi dispiace davvero che non entri in pianta stabile tra gli sceneggiatori texiani.

Dispiace anche a me, il Texone "Verso l'Oregon" è veramente memorabile. Speriamo che nel futuro cambi idea riguardo la sua presenza su Tex.
A Lucca Manfredi ha detto a me e ad un gruppetto di fans riuniti davanti allo stand Bonelli che gli è stato chiesto un soggetto per un Maxi e che ci stava ragionando sopra. Da quello che ho capito, scriver? altre storie di Tex se gliele chiederanno ed ha anche detto che si trova bene a lavorare con Boselli come curatore. Credo che non sia stata una risposta diplomatica perchè in quella chiacchierata Manfredi non ha risparmiato giudizi impietosi su altre questioni, che non riporto per ovvi motivi. D'altro canto, trovo difficile fare troppe osservazioni sui una sceneggiatura di Manfredi una volta approvato il soggetto. Boselli non può nemmeno rimproverargli i finali affrettati, perchè sono anche un suo marchio di fabbrica. :lol2: Quanto a Boselli, lui definisce Manfredi una risorsa per Tex e l'unico limite ad affidargli nuove storie, se ho capito bene, starebbe esclusivamente nella necessit? oltre che nella disponibilit? di Manfredi stesso. Ora che sta aumentando il numero di storie da scrivere, con Maxi a storie multiple, Color con storie brevio e ben quattro Texoni nuovi da programmare, questa necessit? esiste sempre di più e secondo me ricorrere a Manfredi sarà inevitabile. Personalmente non sarei affatto sorpreso s e uno dei prossimi Texoni fosse affidato a lui.
Bene, le aspettative possono essere positive, allora. Non posso che ringraziare il nostro solito Carlo, inesauribile miniera d'informazioni.

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L'ho letta diverso tempo fa, ma quello che mi ricordo è il fatto che il traditore (quel messicano che lancia quella specie di arma) si poteva per esclusione facilmente capire.

Quella specie di arma, sono le Bolas:


Immagine postata

Tex (da quel che sappiamo) vi si è imbattutto tre volte:

- nella storia "La Voce Misteriosa" dove lo scimmione tagliatore di teste si divertiva a farle roteare e atterrare il cavallo di chi fuggiva, dopodich? estraeva lo spadone e zac.
- in questo maxi utilizzato dal traditore
- infine nel Texone "Patagonia" (decisamente di casa) come strumento di arma nella caccia ;)

Chi se lo ricordava oltre a me? _ahsisi :trapper:

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L'ho letta diverso tempo fa, ma quello che mi ricordo è il fatto che il traditore (quel messicano che lancia quella specie di arma) si poteva per esclusione facilmente capire.

Quella specie di arma, sono le Bolas:


Immagine postata

Tex (da quel che sappiamo) vi si è imbattutto tre volte:

- nella storia "La Voce Misteriosa" dove lo scimmione tagliatore di teste si divertiva a farle roteare e atterrare il cavallo di chi fuggiva, dopodich? estraeva lo spadone e zac.
- in questo maxi utilizzato dal traditore
- infine nel Texone "Patagonia" (decisamente di casa) come strumento di arma nella caccia ;)

Chi se lo ricordava oltre a me? _ahsisi :trapper:

Indovina. :lol2:

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Riletta a distanza di molti mesi dalla precedente lettura. Bella storia, non mi è piaciuto il finale sulla mongolfiera.. un p? esagerata. I disegni non mi sono dispiaciuti...? proprio vero che sono abbastanza cambiati rispetto all'ultimo Maxi malgrado il disegnatore sia lo stesso. Bella anche l'idea simil-giallo del traditore nell'ombra.... ma a pagina 176 l'utilizzo delle bolas qualche sospetto l'aveva originato.

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Una classica storia di Tex, quella scritta da Manfredi, che ci si chiede come mai sia rimasta per tanto tempo nel limbo del cassetto della scrivania di Sergio Bonelli. L'unica conclusione alla quale arrivo è che sia stata più o meno revisionata dalla redazione fino a renderla pubblicabile. Arrivo a questa deduzione perché l'intreccio mi sembra troppo lineare per essere manfrediano (eccettuata la fuga finale sulla mongolfiera) e lo stesso sembrano i personaggi. La storia è un giallo non troppo convincente, e in generale il soggetto non sembra avere molte pretese per come si presenta. I disegni di Repetto sono godibili ma i suoi personaggi, da una storia all'altra, sono tutti uguali, il che rende la lettura graficamente poco appassionante.

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Una classica storia di Tex, quella scritta da Manfredi, che ci si chiede come mai sia rimasta per tanto tempo nel limbo del cassetto della scrivania di Sergio Bonelli. L'unica conclusione alla quale arrivo è che sia stata più o meno revisionata dalla redazione fino a renderla pubblicabile. Arrivo a questa deduzione perché l'intreccio mi sembra troppo lineare per essere manfrediano (eccettuata la fuga finale sulla mongolfiera) e lo stesso sembrano i personaggi. La storia è un giallo non troppo convincente, e in generale il soggetto non sembra avere molte pretese per come si presenta. I disegni di Repetto sono godibili ma i suoi personaggi, da una storia all'altra, sono tutti uguali, il che rende la lettura graficamente poco appassionante.

Credo di poterti smentire.
Da quanto disse lo stesso Manfredi durante un incontro con un gruppetto di fans, il soggetto risale al 1993, all'epoca della pubblicazione della storia di Nolitta & Letteri sugli uomini giaguaro e gli fu chiesto da Sergio Bonelli stesso come riserva nel periodo duro della famigerata crisi di Nizzi. A quell'epoca Manfredi era agli esordi in SBE e gli furono affidati Dylan Dog e Nick Raider ed affrontò la sceneggiatura solo molto più tardi  e decise di 
impostarla su quello che lui riteneva un binario classico.. Nel frattempo Boselli si era insediato stabilmente e Nizzi era tornato a lavorare, così non c'era necessità impellente di quella storia che fu accantonata. Stando a quanto raccontato da Nizzi in una sua intervista del 1998 circa, Sergio decise improvvisamente di affidarla a Repetto e destinarla alla neonata collana del Maxi Tex. Nel 2000 era ormai finita ma Sergio continuava a titubare, incerto se pubblicarla o meno. Alla fine ruppe gli indugi e decise per la pubblicazione dodici anni dopo la stesura del soggetto, quasi 10 dalla sceneggiatura e sette dalla conclusione dei disegni.
Per un certo periodo Manfredi, che ancora non aveva capito che tipo fosse Sergio, pensò addirittura che in Redazione ci fosse qualcuno che remava contro di lui e non voleva che la storia fosse pubblicata. Stando sempre a quanto dice lui, ed io tendo a credergli perché Manfredi non si è mai fatto scrupoli a parlare schiettamente, la sceneggaitura non subì revisioni, se si eccettua qualche minimo aggiustamento dei dialoghi e l'aggiunta qua e là di qualche didascalia.

Rimane la domanda sul perché Sergio tardò tanto a decidere prima di farla disegnare e poi a pubblicarla. Su questo posso offrire solo un'ipotesi, ovvero che temesse che la storia non incontrasse il gradimento dei lettori tradizionali. Lui era fatto così.
Quanto al perché destinare la storia al Maxi, questa è più facile e non è solo un'ipotesi: all'epoca si pensava che quella di Manfredi sarebbe stata solo una partecipazione uan tantum. Nessuno prevedeva che nel luglio 2006 Nizzi avrebbe deciso improvvisamente di mollare lasciandosi alle spalle un paio di soggetti approvati ma non sceneggiati, almeno una sceneggiatura pronta, una lasciata a metà e soprattutto due disegnatori, Civitelli e Gomez, senza sceneggiatura. Furono chiamati in fretta e furia Bearrdi e Manfredi. Il primo rispose picche ed il secondo si dichiarò disponibile,. Il resto è storia.
Per la cronaca, Nizzi ritornò ad ottobre circa, completò la sceneggiatura incompleta (quella di "Lo squadrone infernale" per chi volesse saperlo, sceneggiò uno dei soggetti, che aveva lasciati e poi, dopo aver realizzato le sceneggiature per "Sul sentiero dei ricordi"  e "l'oro dei monti San Juan" si ritirò definitivamente

A proposito dei disegni, nemmeno  Manfredi ne fu soddisfatto. Si lamenta, infatti, della scarsa intesa con Repetto che non seguiva le sue indicazioni sul l'aspetto dei personaggi, tratteggiandoli come pareva a lui, delle espressioni facciali esagerate e del fatto che disegnava, tutti i cattivi e solo loro con i baffi.
Ci si potrebbe chiedere perché la cosa gli desse tanto fastidio.:lol:

P.S. Se è assolutamente vero che Repetto usa (usava?) sempre la stessa tipologia di facce, è anche vero che la cosa, anche su Tex, non è priva di precedenti. Nicolò faceva esattamente la stessa cosa. Io chiamavo il suo repertorio di visi e tipi fisici la sua Compagnia Stabile.:lol:

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Vorrei ringraziare pubblicamente e personalmente Carlo Monni per le notizie e gli aneddoti che da sempre ci regala sul Nostro. Fonte inesauribile... un bel libro per gli appassionati ti è mai venuto il pensiero di scriverlo? (Io sarei tra i primi acquirenti).

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