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TWF - Tex Willer Forum

[556/557] Morte Nella Nebbia


Mister P
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Voto alla storia  

63 members have voted

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Ma che bella storia! :clapping:

 

Premetto che Kit Willer è di gran lunga il pard che meno gradisco, mi sta antipatico da quando bambino tormentava Carson, ma in questa storia è personaggio centrale e non sfigura.

 

Il prologo, molto bello, acquista senso nella struttura circolare della storia, il doppio inseguimento contemporaneo ha momenti epici, il lungo finale chiude in maniera soddisfacente l'avventura.

 

Oltre ai nostri, tutti in ottima forma (anche Carson, pur se in un ruolo temporalmente limitato) brillano tre notevoli comprimari, ciascuno dei quali ottimamente caratterizzato.

 

Bronco Lane è un personaggio "redento". Muore da eroe, confermando che l'amicizia di Kit Willer porta una sfiga tremenda, ma è tutto il suo comportamento durante la storia a parlare di un giovane uomo che ha fatto pace con se stesso e cerca la "tranquillità" (per quanto altri possano avanzare ancora sospetti). Dispiace che la sua strada finisca qui e questo di solito significa che il personaggio ha funzionato.

 

Wade Catlett è una figura interessante di personaggio "grigio".
Un antipatico cacciatore di taglie che a mio avviso non si redime mai completamente, ma in qualche modo accetta la lezione rifilatagli da Kit con "sportività", dimostra di essere in gamba durante l'inseguimento, si comporta in maniera "umana" quando rinuncia alla taglia su Bronco e fa una brutta fine (sapientemente orchestrata da Boselli, il "non detto" in questo caso è più raggelante dello "spiegato").

 

Hugh Langdon è nero come l'inferno, un fantastico "cattivo" facile da odiare,  un fanatico religioso che a lungo andare si dimostra (come tutti i soggetti in questione) uno squallido mascalzone che usa la sua presunta rettitudine per commettere soprusi e trarne benefici. Alla fine dispiace che se la cavi "così bene", l'impiccagione sarebbe stata una punizione migliore (per non parlare di una lenta scuoiatura apache).

 

All'inizio avrei preferito una manciata di pagine  in più per inquadrare meglio la questione della rapina, poi ripensandoci ho cambiato idea. Carson che sbuca in mezzo al gruppo di gringos fuggiti in Messico risolve bene, in sole 4 pagine, la situazione.

 

Riguardo alla parte grafica, la "questione Font" è sempre la stessa, è decisamente un artista "divisivo" (come il Mastantuono della storia in corso ora sulla regolare) e le opinioni variano di conseguenza.

 

Ribadisco come già detto altre volte che a me piace, qui parte alla grande e anche se sulla lunga distanza forse c'è un lieve calo i paesaggi e le atmosfere (la pioggia, la nebbia, le ombre) sono uno spettacolo. :ok:

 

Davvero una gran bella storia, che rileggerò sicuramente.

Nel sondaggio ho votato 9.

Edited by Augustus McCrae
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  • 9 months later...

Storia che ho letto sei anni fa su tuttotex. D'accordo sull'ottima caratterizzazione di molti personaggi, tra cui spiccano Bronco e Wade, bellissima anche l'ambientazione, in particolare quella nebbiosa, ma ci sono due aspetti/elementi che mi hanno guastato la "magia psicologico-resistiva" che sin dalle prime pagine con Nehdi si respirava: 

1) I disegni troppo - diciamo - da "energumeni cazzuti", è vero che è un pregio dei disegni di Font che in altre storie era abbastanza azzeccato, ma qui mi sembra piuttosto esagerato: molti personaggi, Tex e Tiger compresi, sembrano dei "tamarri di guerra"... 

 

2) Uno strano alone a guisa di "tamarra presunzione": Kit qui - un po' anche come nella storia con Jack Curtiss della fascia numerica successiva - è tanto sicuro del fatto suo, è vero che reagisce bene quando si scontra con Langdon e i suoi, ma stradetesto quando, dopo tante dichiarazioni del fatto suo - in particolare quelle fatte a Wade durante la loro "conoscenza" alla presenza di Rogers - a proposito, bel personaggio quello dell'allevatore, quasi quasi mi ci sono affezionato come con Chabrol -, Kit ne esce sconfitto, (infatti finisce per farsi catturare nel numero successivo). Preferirei che, dopo delle dichiarazioni di autostima da parte dei pards, i finali rispecchino completamente quanto detto, come ad esempio è accaduto nella storia della Spedizione in Messico col tenente Baines - altro personaggio che mi è rimasto impresso in positivo - e in cui tutti i pards, compreso il povero Kit :), facevano una bella figura alla fine. 

 

Quindi, l'ambientazione e la psicologia dei personaggi mi hanno colpito profondamente bene, ma la loro autostima - o troppo alta o troppo bassa, come nel caso di Nehdi se non ricordo male -,  unitamente a dei disegni che in quest'occasione esasperano un'alone fastidioso di arroganza western stereotipata, guasta e rovina un po' la magia dell'episodio che appunto si basa tutta sulla varietà dei personaggi - in primis quelli grigi - e sulla pericolosità/suggestione delle situazioni. 

Per il resto è stato un'episodio gradevolissimo. 

Voto 6.5 

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  • 6 months later...

Allora...Ho letto due volte a stretto giro questa storia. Non mi capita quasi mai ma la prima lettura  mi ha preso tanto perché ero incalzato e coinvolto dagli eventi. Nella seconda lettura ho "assaporato" i personaggi, i dialoghi e le scene.

Boselli si conferma il mio autore preferito (naturalmente non esente da difetti e naturalmente certe sue storie non mi hanno convinto), per lo stile, per la coralità, per la creazione di tanti personaggi coinvolgenti. Questi personaggi sono sia in prima linea (Bronco, Langdon) che dietro le quinte (padre Esteban, Manchas, Donner). Personaggi incisivi con poche (o molte) battute, ben definiti. Poi la gestione dei pards... Kit il protagonista, Tiger sempre su pezzo, Carson che chiude il conto con i veri rapinatori e Tex che chiude i conti.

Questa storia è a metà strada per me tra le vette e le storie discrete di Boselli.

Font sicuramente ha un tratto caratteristico ed efficace, però non sarà mai tra i miei disegnatori preferiti (tipo Marcello) e questo un po' ha "penalizzato" la storia.

Comunque lettura molto soddisfacente. :-)

  • +1 1
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<span style="color:red">25 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Font sicuramente ha un tratto caratteristico ed efficace, però non sarà mai tra i miei disegnatori preferiti (tipo Marcello) e questo un po' ha "penalizzato" la storia.

E dire che Marcello l'aveva iniziata a disegnare la storia, ma essendo ormai in grosse difficoltà di salute, l'esito finale fu considerato non sufficiente in redazione e l'episodio affidato a Font. Purtroppo anche il talento si piega all'inesorabile legge della natura!

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<span style="color:red">43 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

tra le vette e le storie discrete di Boselli.

 

Per me è una delle sue minori più belle. Il Bos ha una produzione variegata, e sono diversi i "format" in cui eccelle: le sue triple sono arcinote e possiamo anche tralasciarne i nomi (tanto sono note), ma tra le sue doppie ci sono delle vere e proprie meraviglie, come questa del presente topic, come Colorado Belle, Missouri, La lunga pista, L'ultima diligenza, i Giustizieri di Vegas, Il Fuggiasco, e altre che starò dimenticando. 

 

Questa poi è una storia in blanda continuity per via del personaggio di Bronco, gran bel character, che ci fa riandare con la memoria a quei Sette Assassini che è una delle storie boselliane più belle.

  • +1 1
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2 ore fa, Diablorojo82 dice:

la prima lettura  mi ha preso tanto perché ero incalzato e coinvolto dagli eventi. Nella seconda lettura ho "assaporato" i personaggi, i dialoghi e le scene.

La bellezza di questa storia sta proprio nell'essere avvincente dall'inizio (o meglio da quando compare tra la nebbia il fanatico sceriffo Langdon insieme alla sua posse - splendida scena) sino alla fine. Non ci sono tempi morti, ma un susseguirsi continuo di situazioni drammatiche (ma non melodrammatiche) che culminano prima nel ferimento del navajo, poi nella morte prima di Bronco Lane e dopo di Wade Catlett. Buon esempio di storia che comincia quasi in sordina per poi via via andare sempre più in crescendo (come la rabbia del lettore di fronte alle ingiustizie perpetrate). 

Costruita con una struttura narrativa simmetrica: alla scena di Langdon nella nebbia del primo albo, corrisponde nel secondo albo l'entrata in scena spettacolare di Tex a Quemado; alle prime pagine con l'iniziazione  a guerriero del giovane Nehdi,  corrisponde il finale con la nascita dell'amicizia tra lo stesso Nedhi (che sostituirà in un certo senso Bronco Lane) e Kit Willer, in entrambi i casi con un significativo contributo dei rispettivi padri (Manchas e Tex); al fanatismo religioso di Langdon fa da contraltare la generosità e carità di padre Esteban, e alla falsa legge dello sceriffo, la vera giustizia di Tex. Lo scontro tra lui e Langdon non poteva che finire con un duello mortale sulla main-street.

 

Secondo me tra i migliori western di Boselli, anche se di soli due albi. Come anche "Jethro", "I giustizieri di Vegas", "Missouri", ecc. ecc. Degni di essere ricordati i personaggi di Bronco Lane e Langdon. Bella e originale la comunità di Quemado. Storia che è tranquillamente all'altezza di quelle di GLB per capacità di coinvolgere e per la sapiente gestione di tutti e quattro i pards. :cowboy:

Edited by Poe
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