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L'ultima sceneggiatura texiana di Sergio Bonelli


PapeSatan
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[Ultimi messaggi spostati in questa nuova discussione: si ricomincia da qui!]

 

Quasi mai le avventure nolittiane di Zagor cominciavano "in medias res", bensì con l'atmosfera bucolica della palude, una battuta di caccia di Zagor, la riparazione della capanna dopo un temporale, l'arrivo di Drunky Duck... o appunto la gag di Cico.

Ritengo che l'obiettivo fosse quello di creare un chiaro contrasto con l'evento drammatico che sarebbe stato narrato dopo, perciò la gag di Cico, per quanto avulsa dalla trama principale, era strettamente funzionale all'enfatizzazione del pathos della vicenda.

Questo elemento di "spensieratezza" è sempre stato assente in "Tex" (a parte rarissimi casi, vedi l'automobile guidata di Pat o il piccolo Kit che infilza il cappello di Carson con una freccia), e non disdegnerei affatto una eventuale gag ogni tanto, non comica alla Cico (non adatta in "Tex") ma semiseria alla Trinità (Terence Hill) o alla Tuco (Eli Wallach), magari con protagonista Carson o lo stesso Tex.

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Non ho voglia di fare la solita risposta articolata che porta via troppe tempo, quindi mi limiterò a rispondere con 2 parole.

 

Golden Pass.

 

(La storia e, per chi non riuscisse a capirlo leggendola, la presentazione dello stesso Sergio Bonelli in cui ammette tranquillamente che iniziava le storie scrivendo le prime tavole prima ancora che gli arrivasse la "scintilla" dell'idea, contando sul fatto che "prima o poi" gli arrivasse. E che lì non gli era arrivata. Quindi a questo punto se volete contestare, contestate direttamente quello che dice Sergio Bonelli, non quello che dico io...)

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13 ore fa, Diablero dice:

Non ho voglia di fare la solita risposta articolata che porta via troppe tempo, quindi mi limiterò a rispondere con 2 parole.

 

Golden Pass.

 

(La storia e, per chi non riuscisse a capirlo leggendola, la presentazione dello stesso Sergio Bonelli in cui ammette tranquillamente che iniziava le storie scrivendo le prime tavole prima ancora che gli arrivasse la "scintilla" dell'idea, contando sul fatto che "prima o poi" gli arrivasse. E che lì non gli era arrivata. Quindi a questo punto se volete contestare, contestate direttamente quello che dice Sergio Bonelli, non quello che dico io...)

 

Non ha mai detto che fosse la regola di tutte le sue storie.  Quello che ha detto è che spesso iniziava una storia magari con una più o meno precisa idea di cosa voleva raccontare ma non di come ci sarebbe arrivato. La quasi totalità delle sue storie sono così, scritte a braccio, sviluppandosi man mano che le scriveva ma lo stesso vale per suo padre e per Boselli e per molti altri. Tu ne parli come se fosse una cosa negativa ma non lo è affatto.

"Golden Pass"  poi è un esempio limite. Lì era necessario dare una storia prima a Galep e poi a Ticci e lui se ne è preso carico.

Edited by Carlo Monni
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<span style="color:red">13 ore fa</span>, Diablero dice:

Non ho voglia di fare la solita risposta articolata che porta via troppe tempo, quindi mi limiterò a rispondere con 2 parole.

 

Golden Pass.

 

(La storia e, per chi non riuscisse a capirlo leggendola, la presentazione dello stesso Sergio Bonelli in cui ammette tranquillamente che iniziava le storie scrivendo le prime tavole prima ancora che gli arrivasse la "scintilla" dell'idea, contando sul fatto che "prima o poi" gli arrivasse. E che lì non gli era arrivata. Quindi a questo punto se volete contestare, contestate direttamente quello che dice Sergio Bonelli, non quello che dico io...)

 

 

 

Golden Pass, però, non si può considerare un esempio classico. Sergio aveva da tempo smesso di scrivere.

 

Per quanto mi riguarda non scrivo mai soggetti, però non ho mai cominciato una storia senza sapere che cosa voglio raccontare.  

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Prima di tutto, per chi volesse leggere cosa ha detto Sergio Bonelli al riguardo, Ymalpas l'aveva quotato qui.

3 hours ago, borden said:

Golden Pass, però, non si può considerare un esempio classico. Sergio aveva da tempo smesso di scrivere.

Non proprio "da tempo", l'ha scritta (dice lui) nel 1993, per Galep (che fa in tempo a disegnarne più di 100 pagine prima di morire nel marzo 1994) quindi non molto tempo dopo "Gli uomini Giaguaro" (pubblicato nel 1993 appena realizzato dal velocissimo Letteri), e l'inizio di "La strage di Red Hill" disegnato da Giolitti nel 1992/1993, e prima della seconda parte di "La strage di Red Hill" disegnata da Ticci dopo "Golden Pass" su sceneggiatura di Nolitta nel 1993-1994. Insomma, erano proprio le ultimissime storie per Tex, ma non l'ultimissima (che dovrebbe essere Red Hill) e in quel periodo ne stava sceneggiando 2-3 insieme.  Quella che davvero ha scritto dopo che "da tempo aveva smesso di scrivere" è l'ultima di Mister No, fatta nel 2006, dodici anni dopo!

 

3 hours ago, Carlo Monni said:

Non ha mai detto che fosse la regola di tutte le sue storie. 

L'unica "regola" che ha enunciato (e che immagino segua anche Boselli oggi) è che "i disegnatori non devono essere lasciati senza tavole da disegnare". Quindi, se le tavole ad un disegnatore devi dargliele tu, e non hai ancora un idea...  ti attacchi, comunque qualcosa da disegnare glielo devi dare!

 

Poi, dipende dallo sceneggiatore, Borden ci dice che non si è mai trovato a dover mandare tavole senza sapere di cosa avrebbe trattato la storia (che detta così comunque è un po' vaga, anche Nolitta in Golden Pass si può dire che "sapeva di cosa avrebbe trattato la storia" nel senso di ambientazione, tono, etc, "un avventura nel posto x fra la gente y con la partecipazione di Pat Mac Ryan", gli mancava solo il cattivo...), mi sa che anche per GL Bonelli era lo stesso. Ma per Nolitta?

 

Nolitta si butta in Golden Pass ancora senza un idea per il "cattivo", ma non si preoccupa. Da come la descrive, è una situazione in cui si è trovato altre volte, ma non gli fa paura perchè sapeva che in breve gli sarebbe venuta l'idea giusta. Cioè, per me è sottinteso che non era la prima volta. Lo dice: "sfogliavo impazientemente tutti i miei volumi sul West americano e consultavo attentamente tutte le enciclopedie del cinema, sperando che si ripetesse il "miracolo" già accaduto in altri casi, quando anche una didascalia o un semplice fotogramma erano bastati a farmi scattare la molla dell'invenzione."

 

La cosa "unica" di Golden Pass è solo che, per la prima volta, il "miracolo" non avviene. Ma la cosa non lo scompone. Riesce a scrivere oltre 100 pagine ancora senza un idea precisa per la storia, "pur senza sapere ancora quale sarebbe stata la trama principale. Ancora lo dice: "guadagnai tempo approfondendo la descrizione dell'ambiente geografico e caratterizzando i personaggi che vi si muovevano; i ricordi dei miei viaggi nelle vecchie città minerarie del Nevada e dello Utah, e la preziosa libreria mi diedero fortunatamente una buona mano. Ad aiutarmi in maniera sostanziale fu però soprattutto la voglia di riproporre in modo decisamente umoristico Pat Mac Ryan"

 

Come fa a fare oltre 100 pagine senza una trama vera e propria? Usa esperienza, mestiere e...  Pat Mac Ryan.

 

Cioè, "un Cico".

 

(non che sia identico a Cico, ma nel senso che è un personaggio che con le sue azioni umoristiche ti permette di "macinare" tranquillamente decine di pagine senza annoiare il lettore)

 

E il bello, è che come dicevo, non ci sono altre differenze rispetto al solito: non sono tavole sceneggiate in modo "strano" per Nolitta: sono come tante, tantissime altre, che abbiamo letto scritte da lui, con gli intermezzi umoristici di Cico, o di Jerry Drake e le sue avventure nelle bettole prima che inizi l'avventura principale. È indistinguibile dall'inizio di altre sue storie. Ma, semplicemente, alla fine la "trama principale"...  non arriva.

 

Non si nota nessuna differenza sostanziale nella maniera in cui utilizza qui Pat Mac Ryan per "guadagnare tempo" rispetto a come ha utilizzato Cico o lo stesso Mister No in tante sue storie passate.

 

Poi no, non te lo è venuto a dire in una pagina della posta che "sapete, anche in questa storia sono partito perchè a Ferri servivano le tavole ma ancora non avevo una chiara idea della trama"...  :P

 

(e rimane la questione di fondo, se sai già ambientazione, personaggi, tema, etc ma non sai ancora "come ci saresti arrivato", come fai a dire che non stai scrivendo in attesa che ti arrivi un idea?)

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

Nolitta si butta in Golden Pass ancora senza un idea per il "cattivo", ma non si preoccupa. Da come la descrive, è una situazione in cui si è trovato altre volte, ma non gli fa paura perchè sapeva che in breve gli sarebbe venuta l'idea giusta. Cioè, per me è sottinteso che non era la prima volta. Lo dice: "sfogliavo impazientemente tutti i miei volumi sul West americano e consultavo attentamente tutte le enciclopedie del cinema, sperando che si ripetesse il "miracolo" già accaduto in altri casi, quando anche una didascalia o un semplice fotogramma erano bastati a farmi scattare la molla dell'invenzione."

 

In altri casi appunto, non in tutti i casi ed è proprio questo il punto.

 

<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

Insomma, erano proprio le ultimissime storie per Tex, ma non l'ultimissima (che dovrebbe essere Red Hill)

 

Non sono convinto: "La strage di Red Hill" era destinata a Giolitti e Giolitti non era esattamente un fulmine tanto è vero che fino ad allora gli erano state affidate storie abbastanza brevi. L'ultima sua storia pubblicata  prima di questa risale al dicembre 1991 e si può quindi presumere che l'avesse finita al massimo a settembre. Coincide con l'inizio della famigerata crisi di Nizzi. Non è affatto facile capire quale delle tre che  Nolitta comincia a scrivere in quel periodo sia l'ultima. Io punto su "Golden Pass"

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11 ore fa, Carlo Monni dice:

Non sono convinto: "La strage di Red Hill" era destinata a Giolitti e Giolitti non era esattamente un fulmine tanto è vero che fino ad allora gli erano state affidate storie abbastanza brevi. L'ultima sua storia pubblicata  prima di questa risale al dicembre 1991 e si può quindi presumere che l'avesse finita al massimo a settembre. Coincide con l'inizio della famigerata crisi di Nizzi. Non è affatto facile capire quale delle tre che  Nolitta comincia a scrivere in quel periodo sia l'ultima. Io punto su "Golden Pass"

 

Per me dici bene, "La strage di Red Hill" è una storia che Giolitti inizia a disegnare nell'autunno del 1991: Nizzi è già fermo e Sergio Bonelli vuole scrivere da tempo una storia di Giubbe Rosse con gli indiani del Canada per Giolitti.

 

Galleppini invece in quel momento sta illustrando le tavole del "Tex 400" a colori, una storiella come la definisce lo stesso Nizzi con Mac Ryan che si arruola nell'esercito e combina dei guai come suo solito e che lui ha scritto prima della crisi (è forse questa l'ultima storia di Nizzi prima della depressione acuta? Un altro aspetto da indagare).

 

"Golden Pass" viene sicuramente dopo e io punterei a un periodo compreso tra l'autunno 1992 e al massimo i primi mesi 1993, considerando che Galep ne disegna per quel che ne sappiamo circa una sessantina di tavole e poi nell'estate dello stesso 1993, dopo l'operazione andata male, smette di disegnare per cause di forza maggiore.

 

NLdzPw1.jpg

 

La tavola o meglio vignetta con la paginazione più alta che è stata diffusa dalla SBE (nel settembre 1999, TuttoTex 301)  è la cinquantesima (Pat con il vitello) corrispondente alla pagina 54 del primo albo. 

 

La storia de "Gli Uomini Giaguaro" invece è sicuramente retrodatabile per me al 1990 (considerato che Letteri nel 1989 disegna il Maxi Tex di Berardi e che tra il tardo 1992 e l'autunno 1994 disegna le storie di Canzio e Medda).

 

 

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Ma di "Red Hill" non esiste solo la parte disegnata da Giolitti. Nolitta riprende in mano la storia per farla proseguire a Ticci, e questo dopo la morte di Giolitti (Aprile 1993). Credo sia molto improbabile che la sceneggiatura fosse completa quando Ticci inizia a disegnare la storia (Nolitta non lavorava così), quindi di sicuro Nolitta lavora a "Red Hill nella seconda metà del 1993 se non persino ad inizio 1994, quando "Golden Pass" si è già fermata a metà 1993.

  • +1 1
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Diablero dice:

Ma di "Red Hill" non esiste solo la parte disegnata da Giolitti. Nolitta riprende in mano la storia per farla proseguire a Ticci, e questo dopo la morte di Giolitti (Aprile 1993). Credo sia molto improbabile che la sceneggiatura fosse completa quando Ticci inizia a disegnare la storia (Nolitta non lavorava così), quindi di sicuro Nolitta lavora a "Red Hill nella seconda metà del 1993 se non persino ad inizio 1994, quando "Golden Pass" si è già fermata a metà 1993.

 

Una cosa interessante di te è che quando ti fissi su una cosa proprio non ce la fai a cambiare idea anche se ti presentano elementi che confutano la tua tesi.

Giolitti muore nell'aprile del 1993 ed è probabile che Nolitta si sia fermato con la sceneggiatura al massimo allora se non prima. Ritengo quasi certo che avesse deciso fin dall'inizio che la storia l'avrebbe finita Ticci e non perderò tempo a spiegarti perché. Ticci, però, nn era immediatamente disponibile perché era al lavoro sul Texone n. 7 che aveva la priorità perché altrimenti niente Texone nel 1994.

Quanto a Galep non abbiamo informazioni su quando abbia iniziato "Golden Pass", i suoi ritmi di lavoro non erano più quelli di una volta a causa delle sue condizioni di salute. Si può, però presumere che abbia cominciato in quello stesso periodo. Non so da dove venga la notizia che avesse completato un centinaio di pagine. Io ho sempre saputo che erano meno di sessanta. 

Ticci si mette al lavoro su "La strage di Red Hill"  al massimo nella primavera del 1994 ed intanto Nolitta modifica la sceneggiatura perché nell'intervallo ha cambiato idea su alcuni sviluppi narrativi.

Successivamente Ticci si mette al lavoro su "Golden Pass" ripartendo dall'inizio. Tu dai per scontato che Nolitta avesse già scritto tutte le 130 pagine circa di sceneggiatura a lui attribuite prima del subentro di Boselli ancora prima della morte di Galep ma se così non fosse? Ecco che "Golden Pass"  sarebbe la sua ultima sceneggiatura per Tex e sarebbe più logico essendo rimasta incompiuta.

Chissà se Boselli non possa fornirci lumi al riguardo.

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A parte i soliti, stucchevoli, commentini sulla mia personalità, non hai alla fine potuto negare nulla di quello che ho scritto.

 

Abbiamo 2 storie di Nolitta iniziate pressappoco nello stesso periodo per lo stesso motivo (la crisi di Nizzi). Abbiamo il famoso bigliettino di Nizzi (o di Canzio) per Medda che certifica che nel 1993 Nolitta stava scrivendo per Giolitti e Letteri e Galep stava finendo Tex 400 (pubblicato a Febbraio 1994) [in realtà quel biglietto non ci serve in questa discussione ma ho fatto tanta fatica per ritrovarlo recentemente che ho aggiunto questo paragrafo apposta per ritrovarlo più facilmente in futuro)

 

Di "Red Hill" sappiamo abbastanza cose. Che Giolitti la disegna fino a poco prima della sua morte (Aprile 1993), che rimane sospesa per un po' intanto che Ticci termina la storia a cui sta lavorando e poi prosegue lui dal 1994 al 1996 (visto che deve fare circa 250 pagine quel tempo ci vuole).

 

Visto il metodo di lavoro di Guido Nolitta, direi che si può tranquillamente presumere che le ultime tavole le abbia sceneggiate nel 1996 (non ci credo manco per un secondo che si sia messo a sceneggiare più di un anno di tavole in anticipo per Ticci...)

 

"Golden Pass" nella versione di Galep si ferma nel 1993.  A differenza che nel caso di "Red Hill", le tavole di Galep devono essere fatte ridisegnare da Ticci sin dall'inizio, quindi Ticci disegna ben 372 pagine DOPO Red Hill, terminando in tempo per la pubblicazione nel 1999 (e come tempi ci siamo) ma sceneggiate da Boselli.

 

Su cosa si basa la tua teoria sul fatto che Golden Pass sia stata l'ultima di Nolitta? Sulla tua ipotesi che nel 1996, quindi DOPO TRE ANNI, Nolitta abbia sceneggiato NUOVE PAGINE, IN AGGIUNTA a quelle che aveva sceneggiato per Galep... per poi mollare tutto il resto della sceneggiatura a Boselli!

 

Ora, non capisco da dove arrivi questa tua sicurezza, e quali "elementi" ci sarebbero che "confutano la mia tesi".

 

A ma pare che in mancanza di altre informazioni da parte di Boselli, tu di "Elementi" NON NE HAI!

 

Che "prove" porti? Che Nolitta ha sceneggiato più pagine di quelle che aveva fatto Galep? Mas se non sappiamo nemmeno QUANTE ne aveva fatte Galep, che "prova" è? E oltretutto... mi pare OVVIO che nel 1993 siano rimaste pagine di sceneggiatura non ancora disegnate, la storia fu interrotta perchè smise Galep di disegnarla, lasciando appunto pagine da disegnare...

 

Nolitta dice che ha fatto "120 pagine circa" cifra che corrisponde con le affermazioini di Boselli che dice che subentrò dalla scena della banca, Non so quante tavole avesse fatto Galep, a quanto ne so la cifra non è mai stata data. Tu dici che erano "meno di sessanta", da dove arriva questa cifra? Comunque, prendiamola per buona.  Cosa ci dice questo sulle tavole di sceneggiatura scritte da Nolitta nel 1993? Praticamente nulla. Se guardi la storia, da pagina 60 in poi è praticamente un unica lunga scena, che dubito sia stata sceneggiata in due pezzi a distanza di 4 anni. 

 

La tua tesi sarebbe che Nolitta ha scritto le prime 70-80 pagine di sceneggiatura (sicuramente più di quelle che Galep ha disegnato), senza avere un idea su come proseguirla. Poi nel 1996 decide di farla ridisegnare a Ticci, ma in 3 anni non gli è venuta nessuna idea su come proseguirla. Fa comunque altre 30-40 pagine, senza avere nessuna idea di dove andare a parare, ma poi getta la spugna e dice a Boselli di proseguire da pagina 120 in poi.

 

E perchè lo sostieni? Perché se nel 1996 Nolitta avesse sceneggiato quelle 30 tavole, allora quelle trenta tavole (e SOLO QUELLE) sarebbero state sceneggiate dopo "Red Hill" (che comunque era stata sceneggiata da Nolitta ininterrottamente fino al 1996 per un totale di 440 pagine, non 30...), rendendo "vera" la tua idea che Golden Pass sia stata l'ultima (anche se delle 372 pagine di Golden Pass solo quelle 30 sarebbero successive a Red Hill)

 

Io, non dovendo "dimostrare" che Golden Pass è successiva a Red Hill, uso il Rasoio di Occam e la faccio molto più semplice (e probabile)

 

Nolitta nel 1993 ha sceneggiato fino a pagina 120, poi quante ne ha disegnate Galep è irrilevante, quando nel 1996 hanno affidato a Ticci i disegni, Nolitta (non avendo più la spada di Damocle del dover aiutare Nizzi, e senza l'incentivo del lavorare per Galep) ha direttamente passato la patata bollente a Borden (abbiamo già appurato che Nolitta in generale di sceneggiare Tex non ne aveva nessuna voglia, era finita la bufera ed erano tranquilli avendo trovato Boselli, aveva finito con Red Hill, e non aveva nessuna idea per Golden Pass, ti pare possibile che invece di passare subito la patata bollente a Boselli si sia messo di nuovo a cercare un idea per Golden Pass?)

 

P.S.: Moderatori, non solo siamo off-topic, ma questa discussione per me meriterebbe un suo thread... qualcuno per favore potrebbe spostare i post da quello di PapeSatan (compreso) in poi in un nuovo thread intitolato "l'ultima sceneggiatura texiana di Giudo Nolitta"?

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Quando Nizzi ha la crisi, siamo nel secondo semestre del 1991, il primo disegnatore a finire la sua storia e che si trova quindi nella necessità di iniziarne un'altra è Giolitti. Nizzi non riesce a gettare giù neppure una riga. Sergio Bonelli prende in mano imperiosamente la situazione. 

 

1 ) gli era già successo negli anni settanta di scrivere delle storie quando fu il padre ad avere dei problemi fisici;

2 ) dopotutto sta già scrivendo una sceneggiatura per Letteri, non gli costa nulla scriverne una seconda;

3 ) Il disegnatore è Giolitti e da anni vuole scrivere una storia per lui, pallino che avrà per esempio anche con D'Antonio.

 

Quali storie nascono nella sua mente? E' possibile che abbia ideato contemporaneamente due soggetti? Io propendo per il no:

 

1 ) per Giolitti non vuole scrivere una storia qualsiasi, ma una storia con le giubbe rosse, di ambientazione canadese;

2 ) in quel preciso momento non può sapere quanto durerà la crisi di Nizzi. Ha il segreto auspicio che esca da quella crisi in poco tempo, non ha in ogni caso l'immediata necessita di pensare anche a una seconda storia!

3 ) Questo fatto è documentato da quello che sappiamo del primo semestre 1992: la crisi di Nizzi continua e diversi disegnatori mano a mano finiscono le loro storie. E' chiaramente comprensibile che Sergio non voglia cedere il timone a altri sceneggiatori, se avesse avuto in canna qualche suo soggetto (come "Golden Pass") non avrebbe esitato ad affidarlo subito al primo disegnatore libero. Ricordiamo che è lo stesso Sergio che ha appena bocciato Berardi e la sua signora storia. 

 

Nel primo semestre 1992 Sergio non ha dunque il soggetto di "Golden Pass" pronto. Si rivolge a chi? Al fidato Decio Canzio. E' la soluzione più logica. Per Fusco Canzio scrive "L'oro di Klaatu", per Letteri chiama Nizzi chiedendogli uno spunto che lui gli darà, a partire da una sua vecchia storiella degli anni settanta.

 

Ne Sergio ne Decio Canzio non ce la fanno insomma, anche perché ci sono Blasco e Marcello (che ha finito di disegnare la prima parte di sceneggiatura di "Yucatan"). Decidono dunque di provare con altri autori della casa editrice con la speranza che Nizzi si riprenda al più presto. Il primo individuato è Medda, che scriverà infatti la storia per Blasco  e poi nel 1993 anche la storia "Orrore!" per Letteri (qui si interromperà anche la sua carriera di autore texiano: le sue storie non hanno convinto del tutto (per le prostitute) e soprattutto Nizzi dal settembre 1992 ha ripreso a sfornare storie.

 

L'altro autore è il jolly Mauro Boselli. Non c'è il bisogno pressante di una storia di Marcello da pubblicare, infatti lui inizia "Il passato di Carson" e poi la interrompe perché la necessità si sposta ora su Zagor con "L'esploratore scomparso" che disegna durante il 1993, per poi riprendere e finire Tex nel autunno 1994 a ridosso della pubblicazione (disegna l'ultima parte con il primo albo già in edicola). Nella testa di Sergio Bonelli probabilmente l'idea è di ricorrere a Boselli una sola volta e di lasciarlo invece su Zagor. Succede invece che Boselli ti scrive la storia di Tex più importante dall'era glbonelliana (e continua a esserlo). Merita dunque una seconda chance e paradossalmente sarà proprio nelle mani di Boselli che Sergio affiderà la sceneggiatura interrotta di "Golden Pass" di lì a qualche anno.

 

Ritorniamo indietro però al 1992. C'è un altro disegnatore che ha finito di disegnare il numero 400 di Tex: Galep. Qui non sappiamo esattamente in che mese termina di inchiostrare le ultime pagine del numero a colori. Prima dell'estate? A settembre o mesi dopo? Non sapremo mai cioè se la sceneggiatura di "Golden Pass" nasce oppure no da un rifiuto di Nizzi di continuare a scrivere storie per un disegnatore il cui calo qualitativo (dovuto all'età e ai diversi problemi fisici) non lo soddisfa pienamente: è appena uscito da una crisi creativa è ha il bisogno assoluto di essere motivato al massimo per scrivere una nuova storia e sappiamo bene come la pensi Nizzi riguardo ai disegnatori che non gli piacciono.

 

La finestra temporale in cui Sergio inizia a pensare e a scrivere le prime pagine di sceneggiatura per Galep è in ogni caso ridotta a pochi mesi, al massimo un semestre. Per Galep Sergio fa quello che non ha fatto per nessuno degli altri disegnatori, si sforza di scrivere una storia, perché glielo deve. Si tratta di scrivere una storia o comunque di iniziarla, tanto più che si rende subito conto che Galep non ha più lo stesso ritmo e procede con calma, a rilento. Da quanto ci ha detto Boselli in passato non esisteva un soggetto vero e proprio, ma solo degli appunti. E' una storia ironica, d'atmosfera, per cui decide di metterci Pat. Il titolo di lavorazione è "Colorado", quindi una storia tra le montagne, boomtown, ricercatori di oro, con i boscaioli. La trama del primo albo è banalotta, sa tantissimo di mera introduzione: Tex e Carson a cavallo lungo i sentieri di montagna, due ragazzi che cercano di impiombarli per sbaglio perché sono stati derubati, arrivo a Georgetown, gag di Pat Mac Ryan, scontro con lo sceriffo che lo ha arrestato, pagamento della cauzione, boxing-circus e incontro di pugilato. Fine della sceneggiatura nolittiana. Non è una trama articolata ma una sovrapposizione di scenette. Nolitta tira cioè avanti, forse ha la consapevolezza che Galep non la finirà mai, difatti lui ne disegna una sessantina di pagine di circa 125 di sceneggiatura già pronta. Non sapremo mai quale sarebbe stata la storia di Nolitta se l'avesse continuata lui. Nel gennaio 1997 la riprende invece Boselli, con l'editore ha uno scambio di idee, non esiste nessun soggetto ma solo una lunga introduzione senza i cattivi della storia e qualche appunto. A disegnarla sarà Ticci, e lo farà dall'inizio. Le poche tavole di Galep infatti non sono pubblicabili. C'è da chiedersi perché Sergio a quattro anni di distanza ritorni su questa storia. Certo Boselli non aveva bisogno di suggerimenti per scrivere nuove avventure. D'altronde questo primo albo è banalotto ed è un peccato che un grande autore come lui giunto alla sua ultima storia abbia pensato di consegnarla ai lettori con i testi di un altro sceneggiatore (senza nulla togliere a Boselli). Avrebbe potuto finirla lui e farla disegnare poi a Ticci. Non lo ha fatto e vai a capire perché.

 

 

 

 

Ultime storie di Galep ?

 

IL SEGNO DEL SERPENTE

Pubblicazione: GIUGNO 1990

Lunghezza: 224 TAVOLE

Iniziata: AUTUNNO 1988

 

SOLDATI A CAVALLO

Pubblicazione: MARZO 1992

Lunghezza: 184 TAVOLE

Iniziata: PRIMAVERA 1990

 

TEX 400

Pubblicazione: FEBBRAIO 1994

Lunghezza: 110 TAVOLE

Iniziata: PRIMAVERA 1991

 

GOLDEN PASS

Pubblicazione: INTERROTTA

Lunghezza: CIRCA 60 TAVOLE

Iniziata: PRIMAVERA 1992? ESTATE 1992 ? AUTUNNO 1992 ?

 

 

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  • ymalpas changed the title to L'ultima sceneggiatura texiana di Sergio Bonelli
41 minutes ago, ymalpas said:

C'è da chiedersi perché Sergio a quattro anni di distanza ritorni su questa storia. Certo Boselli non aveva bisogno di suggerimenti per scrivere nuove avventure. D'altronde questo primo albo è banalotto ed è un peccato che un grande autore come lui giunto alla sua ultima storia abbia pensato di consegnarla ai lettori con i testi di un altro sceneggiatore (senza nulla togliere a Boselli). Avrebbe potuto finirla lui e farla disegnare poi a Ticci. Non lo ha fatto e vai a capire perché

il perchè non l'abbia proseguita lui per me si capisce sia dal fatto che, se poteva, Nolitta evitava di scrivere Tex (appena arrivato Nizzi ha smesso subito...), sia da quello che dici qui:

42 minutes ago, ymalpas said:

Per Galep Sergio fa quello che non ha fatto per nessuno degli altri disegnatori, si sforza di scrivere una storia, perché glielo deve.

È uno "sforzo", e quanto poco sia ispirato si vede anche da come dopo 120 pagine ancora non aveva idea di come andare avanti. E lo fa per Galep.

 

Più interessante (e più difficile da spiegare) è la domanda opposta: perchè non l'ha lasciata nel cassetto e basta, senza farla ridisegnare? Un ipotesi è che comunque gli dispiaceva lasciare nell'oblio quelle 120 pagine di cui comunque era soddisfatto e gli piacevano. A favore di questa ipotesi c'è anche il fatto che l'ha fatta ridisegnare da Ticci, il disegnatore principale della serie in quel momento, a costo di "toglierlo" a Nizzi. Per me dimostra che comunque a quelle 120 pagine ci teneva.

 

Sulle date di produzione delle ultime storie di Galep, sei sicuro? Se Golden Pass l'ha iniziata nel autunno 1992 significa che quando è stato pubblicato il numero 400, con Bonelli che dichiarava che Galep era già al lavoro per la storia successiva, Galep aveva fatto solo 60 pagine in quasi 18 mesi... significa che quando ha scritto quell'editoriale, Bonelli invece sapeva che Galep non avrebbe mai concluso "Golden Pass"?

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<span style="color:red">37 minuti fa</span>, Diablero dice:

Sulle date di produzione delle ultime storie di Galep, sei sicuro? Se Golden Pass l'ha iniziata nel autunno 1992 significa che quando è stato pubblicato il numero 400, con Bonelli che dichiarava che Galep era già al lavoro per la storia successiva, Galep aveva fatto solo 60 pagine in quasi 18 mesi... significa che quando ha scritto quell'editoriale, Bonelli invece sapeva che Galep non avrebbe mai concluso "Golden Pass"?

 

Vuoi un patere personale non suffragato da prove? Sì? Esattamente come sapeva che "il medaglione spagnolo" era l'ultima storia suo padre. l'editoriale è quasi sicuramente l'ultima cosa che viene completata prima che l'albo sia mandato in stampa. Suppongo sia stato scritto tra dicembre e gennaio. Galep è morto a marzo  Io credo che Bonello sapesse che non avrebbe potuto continuare ma non poteva dirlo.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Sulle date di produzione delle ultime storie di Galep, sei sicuro?

 

Sulle date no! non sono sicuro! Però dalle date di pubblicazione delle storie precedenti possiamo dire che Galep realizzava circa un albo all'anno. Il 1993 fu particolarmente travagliato. Da quello che mi ha raccontato Francesco Bosco che fu uno degli ultimi a intervistarlo, cito a memoria perché trovare la fonte esatta mi prenderebbe troppo tempo, quell'anno fu particolarmente drammatico, con un'operazione chirurgica di quelle considerate di routine che non riuscì (qui preferisco non aggiungere altro), in pratica smette di disegnare sicuramente già nell'estate 2003 e comunque anche nei mesi precedenti aveva il problema alle mani. Se davvero disegna 60 tavole in sei/nove mesi più o meno è quella la media che aveva negli ultimi anni, cioè leggermente inferiore ma comunque il rallentamento è comprensibile considerato lo stato di salute. Io tenderei a retrodatare l'inizio di Golden Pass alla tarda primavera del 1992, ma sono conclusioni non suffragate da prove.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Se Golden Pass l'ha iniziata nel autunno 1992 significa che quando è stato pubblicato il numero 400, con Bonelli che dichiarava che Galep era già al lavoro per la storia successiva, Galep aveva fatto solo 60 pagine in quasi 18 mesi... significa che quando ha scritto quell'editoriale, Bonelli invece sapeva che Galep non avrebbe mai concluso "Golden Pass"

 

Quello che scrive Sergio Bonelli in quella posta è purtroppo del tutto inaffidabile. Nel febbraio 1994, quando esce il numero celebrativo a colori, Sergio Bonelli sa già che Galep non concluderà mai quella storia (è fermo, di fatto, come ho detto sopra, da sette, otto mesi circa). Su questo non sussistono dubbi.

 

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Più interessante (e più difficile da spiegare) è la domanda opposta: perchè non l'ha lasciata nel cassetto e basta, senza farla ridisegnare? Un ipotesi è che comunque gli dispiaceva lasciare nell'oblio quelle 120 pagine di cui comunque era soddisfatto e gli piacevano. A favore di questa ipotesi c'è anche il fatto che l'ha fatta ridisegnare da Ticci, il disegnatore principale della serie in quel momento, a costo di "toglierlo" a Nizzi. Per me dimostra che comunque a quelle 120 pagine ci teneva.

 

La domanda è questa. Ci teneva, perché non si è sforzato di dargli una conclusione? Dopotutto la stessa identica situazione presentava anche la sua penultima storia disegnata e interrotta da Giolitti e finita da... Ticci! Stessa identica situazione, a distanza di pochi anni. Probabilmente si sentiva troppo vecchio per scrivere il secondo o terzo albo. Se non pressato lui non scriveva!

 

Piuttosto perché nel 1992 non pensò invece di ricorrere all'aiuto paterno ? Qui apriamo un'altra parentesi, ma anche ammettendo che le "forze" glielo consentissero, il desiderio di scrivere uno speciale fianco a fianco con Mauro Boselli GLB ce l'aveva, ma la SBE non glielo comunque avrebbe consentito. Qui se Borden si sente di puntualizzare, altrimenti è meglio lasciar perdere.

 

 

Per chi volesse approfondire sul 1993 e Galep, inserisco in allegato il file con le interviste (volume 1) che compilai anni fa.

INTERVISTE A VARI AUTORI.pdf

  • +1 1
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6 hours ago, ymalpas said:

er chi volesse approfondire sul 1993 e Galep, inserisco in allegato il file con le interviste (volume 1) che compilai anni fa.

Non riesco a scaricare il file, mi dà "This attachment is not available. It may have been removed or the person who shared it may not have permission to share it to this location. "

 

6 hours ago, ymalpas said:

La domanda è questa. Ci teneva, perché non si è sforzato di dargli una conclusione? Dopotutto la stessa identica situazione presentava anche la sua penultima storia disegnata e interrotta da Giolitti e finita da... Ticci! Stessa identica situazione, a distanza di pochi anni. Probabilmente si sentiva troppo vecchio per scrivere il secondo o terzo albo. Se non pressato lui non scriveva!

Poi su Red Hill aveva già la trama e doveva solo sceneggiarla, mentre Golden Pass per sua stessa ammissione non sapeva come mandarla avanti (anche se è un po' difficile da credere che uno sceneggiatore con l'esperienza di Nolitta non fosse in grado di trovare qualcosa, probabilmente è un segno del poco entusiasmo con il quale lo stava scrivendo

 

Altre ipotesi: magari dopo alcuni anni avendo letto anche le sue storie successive aveva più fiducia in Boselli come sceneggiatore (cosa dimostrata anche successivamente dalle storie che praticamente gli ha "commissionato" da suoi spunti o idee), mentre quando ha proseguito Red Hill ne aveva di meno...

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24 minutes ago, ymalpas said:

Il link di mediafire funziona, grazie. Per adesso gli ho solo dato un occhiata veloce 9ci vorrà un bel po' per leggerlo tutto), ma è una cornucopia di interviste che in gran parte non avevo mai letto! Grazie! :D

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  • 2 weeks later...
Il 21/6/2023 at 13:59, ymalpas dice:

 

Per chi volesse approfondire sul 1993 e Galep, inserisco in allegato il file con le interviste (volume 1) che compilai anni fa.

 

Molto interessante e di piacevole lettura.

Quel "volume 1" significa che ulteriori interviste sono state raccolte in un successivo volume?

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  • Collaboratori
<span style="color:red">4 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Molto interessante e di piacevole lettura.

Quel "volume 1" significa che ulteriori interviste sono state raccolte in un successivo volume?

 

E' una raccolta di interviste che feci più di dieci anni fa tratte soprattutto dal web e che, come temevo allora, rischiavano di sparire con le pagine che le ospitavano. Ne ho un volume 2 più corto e più recente ma dovrei metterci mano per una necessaria revisione.

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