natural killer

[Magazine 2018] Detenuto modello - L'anima del guerriero

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Accantonando l'aumento di prezzo che non è mai piacevole per alcuno, ho letto le due storie ieri sera e ne sono rimasto piacevolmente soddisfatto.

"Detenuto modello" mi è piaciutà per la sua originalità e ho gradito molto il protagonista. Bello il finale anche se forse leggermente scontato, cosa però normale per una storia di questa lunghezza. Storia godibile e senza voli pindarici inutili. Per una volta, Bravo Faraci!

I disegni mi hanno un po' deluso, li ho visti un po' troppo sporchi, rozzi. Secondo me però non è tanto un problema di disegni in se quanto di stampa non eseguita in maniera eccezionale per questa storia.

"L'anima del guerriero" é una storiella davvero ben architettata, lineare e egregiamente disegnata. Godibile il Tiger Jack decisamente abile nell'insolito ruolo di protagonista. Disegni di Bruzzo che ho apprezzato veramente e devo ammettere che questa storia merita di più di un Almanacco, si meriterebbe inanzitutto il colore e poi il grosso formato.

Quando tutti iniziano a rinnegare il Maxi e l'Almanacco, la Bonelli li pubblica con storie del calibro di Nueces Valley, Detenuto modello e L'anima del guerriero.

Almanacco azzeccato in pieno, brava SBE!

Modificato da JohnnyColt
Completezza

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Visto che sembra che appaio sul forum solo per criticare Faraci, eccomi qua a parlarne bene.

Non so quanto sia misurabile l'apporto nella storia 'Il detenuto modello' del soggettista Cajelli, ma direi che ci troviamo di fronte ad una storia tipicamente faraciana.

C'é la solita banda di scannagatti scarsi di mira, la solita abbondanza di sparatorie, il solito personaggio bisognoso di protezione che passa di pericolo in pericolo, c'é la solita scena di Tex che spara con due pistole, ecc. Il solito armamentario dell'autore, quindi.

E allora? E allora stavolta tutto é sceneggiato in modo robusto e adulto con Tex e Carson che sono due gattoni sornioni sempre all'erta che aspettano di colpire quando serve. MINI-SPOILER: La caratterizzazione del detenuto modello é spinta fino al grottesco, con l'ometto che ogni volta che apre bocca deve dire qualcosa che lo fa apparire come un personaggio innocuo e redento, ma stavolta la cosa ha un senso nella storia.FINE SPOILER

Insomma, ci troviamo davanti a una storia divertente e spigliata. Quello che credo vorrebbero essere molte storie di Faraci, ma raramente c'é riuscito senza un "a little help from his friends".

 

Molto carino alche il raccontino dedicato a Tiger Jack. Confesso che ho i brividi ogni volta che vedo accostato il marchio Tex al nome di Mignacco, l'autore che mi fece smettere di leggere per disperazione il mio amatissimo Mister No. Neanche il peggior Nizzi c'era riuscito con Tex. Ma bisogna dire che per ora sul breve Mignacco se la cava. Certo la storiella é minima, ma ben congegnata, violenta e divertente, con un Tiger Jack taciturno e implacabile in gran spolvero.

 

Molto belli i disegni di Vannini, persino un po' troppo raffinati per Tex.

 

Mi hanno lasciato perplessi invece i disegni pare frettolosi di Bruzzo, che "omaggia" un po' troppo il Ticci giolittiano degli anni 70, tanto che alcune vignette e personaggi sembrano presi paro paro da vecchie storie.

 

Un gioiellino la gag di Nolitta e Villa.

 

Non ho ancora letto gli articoli, solo le due paginette sui film, dove si limitano a raccontare in poche righe le trame degli unici tre film western regolarmente distribuiti lo scorso anno. Ho notato che dell'unico film che ho visto, In a Valley Of Violence, hanno sbagliato il riassunto. :blink: 

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Prima che mi metta a leggere il nuovo Magazine potrebbe passare del tempo.

Ma una cosa mi ha colpito, vediamo se qualcuno è d'accordo con me.

I disegni di Luca Vannini mi hanno rievocato il tratto "sporco" comune a D'Antonio e a Milazzo

Mentre Giovanni Bruzzo mi ha ricordato il primo Giovanni Ticci, quello di "Vendetta Indiana".

Se proprio uno deve ispirarsi, meglio puntare alto!

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Ma una cosa mi ha colpito, vediamo se qualcuno è d'accordo con me.

I disegni di Luca Vannini mi hanno rievocato il tratto "sporco" comune a D'Antonio e a Milazzo

Mentre Giovanni Bruzzo mi ha ricordato il primo Giovanni Ticci, quello di "Vendetta Indiana".

Se proprio uno deve ispirarsi, meglio puntare alto!

Su Bruzzo la vediamo allo stesso modo; inoltre rivedo un po' il suo tratto (nei visi) dei bei tempi su Mister No. Rimane uno dei miei preferiti.

Vannini mi ricorda leggermente l'immenso Buzzelli, pur non raggiungendo quei livelli...

 

Per quanto riguarda le storie: appena sufficienti entrambe. Insomma i Magazine sono inferiori agli Almanacchi (meglio una storia di 110 pagine), comprerò ancora il prossimo e poi basta. Spiace dirlo ma per me non meritano.

 

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Il Magazine 2018 ha voluto rendere omaggio a Guido Martina, geniale sceneggiatore di due personaggi degli Albi d'Oro Mondadori: Pecos Bill e Oklahoma.

Ne parla a pagg. 130 e 131 dove tra l'altro compare una tavola presa dal n. 5  della prima serie di Pecos Bill, sotto riportata.

PB-105-27.jpg

E non mi si venga a parlare di razze, per favore.

Modificato da Letizia

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Non la faccio lunga su questo Magazine. Storie sufficienti,disegni di Bruzzo molto buoni e,contrariamente a qualche forumista,inguardabil quelli di Vannini. Il Magazine sarà la prima pubblicazione texiana che eliminerò dai miei acquisti. Spero di non farne seguire altre.

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Dopo una settimana (mettiamo anche qualche giorno in più), oggi che è domenica e ho qualche minuto a disposizione, mi appresto al commento di questo magazine 2018. Sulla parte redazionale non mi soffermo oltre, ho leggiucchiato qualcosina e semplicemente non mi interessa. Verrei dunque subito alle due storie per cui ho comprato l'albo se non meritasse qualche parolina doverosa l'aumento di prezzo ingiustificato, quasi sette euro, per un'edizione che giunta al terzo numero, si conferma più povera rispetto alle pagine patinate del vecchio almanacco. L'idea che si fa luce da un po' nella testolina delle alte sfere di via Buonarroti è che il marchio Tex venda comunque A PRESCINDERE. Continuate a tirare la corda e vediamo come va a finire. Per una volta mi sono soffermato sulla seconda pagina - edizione a cura di Frediani - non ci leggo il nome di Mauro Boselli per fortuna, beh caro Frediani sto pensando seriamente di non comprare più il tuo almanacco, pardon il tuo Magazine. Vedi, un Tex Magazine semestrale, da quasi dieci anni, con un bel gruppo di appassionati, come Tex Forum, lo prepariamo anche noi e quello che offriamo gratuitamente sarà anche poca cosa, ma è genuino e d'altronde non disponiamo neanche dei potenti mezzi di cui potreste disporre voi, mi piacerebbe un sacco che mi spiegaste il perchè di quello che trovo su queste pagine che mi sa tanto di trito e ritrito. Dire che, con il nuovo corso, pensavo veramente che nell'era internet vi foste veramente decisi a pubblicare un prodotto su Tex e non con Tex, che con due misere storielle, facesse leva su delle vendite che altrimenti, tolte le due misere storielle, vi farebbe immantinentemente chiudere baracca.Ora, per venire alla due storielle, la prima di Cajelli e Faraci, non è una storia di Tex, è una bella storia un po' troppo azigogolata su un personnaggio altamente improbabile e parecchio contradditorio, con due pards svegli come le allegre comare del mio vicinato che tutto hanno capito. Per tacere dell'ennesima sparatoria olimpionica nella grotta: non avete ancora capito una mazza di cosa è Tex. La storia, per quel poco che resta, è peraltro leggibile. La seconda breve di Mignacco mi sembra più degna di nota senza che peraltro in quelle poche pagne succeda niente. Sarà, come ho scritto nel topic del disegnatore, che i suoi disegni nascondono sufficientemente la povertà della trama, però è una storia di Tiger e una storia su Tiger, cosa che di questi tempi non è poco. Quattro al pacchetto, Non so quanto venda, sarà che posso permettermelo (ancora) e che del Tex voglio leggere tutto, ma questo albo è da lasciare in edicola senza troppe lacrime. Ci sto pensando per il 2019.

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On 4/2/2018 at 16:49, ymalpas dice:

 Per una volta mi sono soffermato sulla seconda pagina - edizione a cura di Frediani - non ci leggo il nome di Mauro Boselli per fortuna, beh caro Frediani sto pensando seriamente di non comprare più il tuo almanacco, pardon il tuo Magazine. Vedi, un Tex Magazine semestrale, da quasi dieci anni, con un bel gruppo di appassionati, come Tex Forum, lo prepariamo anche noi e quello che offriamo gratuitamente sarà anche poca cosa, ma è genuino e d'altronde non disponiamo neanche dei potenti mezzi di cui potreste disporre voi, mi piacerebbe un sacco che mi spiegaste il perchè di quello che trovo su queste pagine che mi sa tanto di trito e ritrito. Dire che, con il nuovo corso, pensavo veramente che nell'era internet vi foste veramente decisi a pubblicare un prodotto su Tex e non con Tex, che con due misere storielle, facesse leva su delle vendite che altrimenti, tolte le due misere storielle, vi farebbe immantinentemente chiudere baracca.

 

Cito questo passaggio del commento di Ymalpas,che mi trova perfettamente d'accordo. E' già oltremodo difficile mantenere,dopo 70 anni,elevata la qualità di un fumetto,poi se la Sbe perde energie,idee e potenzialità per confezionare ciofeche di questo calibro....Non ho citato i contenuti per pudicizia,ma,come asserisci,vale nettamente di più il Magazine del TWF,redatto,occorre rammentarlo,da Dilettanti.

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Sulla parte redazionale, stenderei un velo pietoso. Sembra roba raccolta qua e là tanto per fare  volume. Il massimo è la parte sui bari, che oltre che errata dal punto di vista storico e scientifico, riesce ad annoiare in un paio di paginette. Una bella volta vorrei scriverlo io un articolo su Tex e il gioco d'azzardo, anzi aprirò un topic all'uopo.

E siccome ho studiato l'argomento, diciamo che meglio di così sicuramente saprei fare.

Sulle storie, la prima è una storia tutta action e con trama stranamente nizziana, a me è piaciuta e non l'ho trovata poco texiana. Devo dire che IMHO lo sceneggiatore ci sa fare e non condivido le critiche di chi lo demolisce. Belli i disegni, con molto di Ken Parker e una spruzzata abbondante di sporco.

La seconda, che pare disegnata dal primo Ticci leggermente calcato ed è un piacere per gli occhi, ha una trama esile come una carta velina ed è di un serio mortale. Nel complesso una storia atipica che mi ha fatto piacere leggere.

 

Parliamoci chiaro, se vuoi comprare un almanacco o un magazine butterai i tuoi quattrini, ma stavolta, dopo i due terrificanti color ho visto due brevi accettabili. E mi sono commosso fino alle lacrime.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Wasted Years dice:

Sulla parte redazionale, stenderei un velo pietoso. Sembra roba raccolta qua e là tanto per fare  volume. Il massimo è la parte sui bari, che oltre che errata dal punto di vista storico e scientifico, riesce ad annoiare in un paio di paginette. Una bella volta vorrei scriverlo io un articolo su Tex e il gioco d'azzardo, anzi aprirò un topic all'uopo.

E siccome ho studiato l'argomento, diciamo che meglio di così sicuramente saprei fare.

Sulle storie, la prima è una storia tutta action e con trama stranamente nizziana, a me è piaciuta e non l'ho trovata poco texiana. Devo dire che IMHO lo sceneggiatore ci sa fare e non condivido le critiche di chi lo demolisce. Belli i disegni, con molto di Ken Parker e una spruzzata abbondante di sporco.

La seconda, che pare disegnata dal primo Ticci leggermente calcato ed è un piacere per gli occhi, ha una trama esile come una carta velina ed è di un serio mortale. Nel complesso una storia atipica che mi ha fatto piacere leggere.

 

Parliamoci chiaro, se vuoi comprare un almanacco o un magazine butterai i tuoi quattrini, ma stavolta, dopo i due terrificanti color ho visto due brevi accettabili. E mi sono commosso fino alle lacrime.

 

Anch'io credevo che del Tex volessi leggere tutto, come fa a tutt'oggi Ymalpas. Qualche anno fa avrei comprato il Magazine senza pensarci mezza volta. Quest'anno e lo scorso anno non li ho comprati, e non era mai successo prima. Ho deciso che spendere soldi e sprecare (ormai prezioso) spazio per storielle da due soldi e per un prodotto complessivamente scadente non vale la pena. Poi, però, leggo questo commento del mai tenero Wasted Years. La prima storia gli è piaciuta, tutto sommato texiana, sceneggiatore che ci sa fare, disegni sporchi e Kenparkeriani. La seconda storia quasi ticciana, piacere per gli occhi, storia atipica e piacevole da leggere. Dice che a comprare questo Magazine si buttano i quattrini, ma in realtà mi ha invogliato come non mai a comprarlo. Per me, Wasted, sei un agente Bonelli in incognito.

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Può essere, ma suppongo che lo saprei. Scherzi a parte, non aspettarti storie memorabili, però per essere delle brevi sono tutto sommato oneste e dignitose. E, anche se sono convinto che non valga la pena di acquistarlo, ho gradito questo più dei color, l'ultimo francamente orrendo. Ed è questo che mi spinge ad un giudizio positivo che percepisco anche io come una sovrastima, ma giuro che ho letto volentieri. Ora vado a incassare la paga di Giuda. xd

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Vedere Tex e Carson che si appisolano tranquillamente mentre intorno a loro si aggira uno sparuto gruppo di apaches sanguinari cui, ma lo veniamo a sapere dopo, stanno anche dando la caccia, vale il prezzo del biglietto secondo voi ? Della parte in cui si esibiscono in tipico stile faraciano al tiro a segno nella grotta, ho già detto. Sulla texianità mi permetto un'ulteriore elucidazione: per me le storie devono nascere all'insegna dell'avventura, con Tex personaggio principale e non personaggio che fa da balia. Ora è fin troppo chiaro che il soggettista, come idea iniziale,  non è partito dalla storia ma è partito dal personaggio secondario e dalla sua psicologia, abbastanza spicciola, e vi ha costruito intorno la trama. Può chiamarsi questo tipo di approccio prettamente texiano ? A me sembra il tipo di approccio che ho notato più volte nei nuovi sceneggiatori che si avvicinano a Tex, di mostrare cioè qualcosa che non si è vista negli albi di Tex, e partire dalla psicologia di un personaggio mi sembra proprio la strada più breve. In passato qualche storia è nata così anche per gli autori maggiori, però in linea di massima direi che ogni storia dovrebbe nascere idealmente sotto il segno dell'avventura: vedere insomma un ranger che si spreme le meningi per capire cosa diavolo pensi il personaggio che gli sta vicino, che gli debba mettere il cappio al collo oppure credergli oppure smascherarlo, mi sembra che vada in senso idealmente opposto. Delle lunghe e polverose sgroppate in sella a dei ronzini, della caccia a dei farabutti da prendere a calci nei denti, meglio ancora se sono in guanti bianchi, di un pokerino all'ombra di un saloon con una pinta di birra fresca da scolarsi, questi erano i punti di partenza delle storia di GLB, non certo i personaggi "guarda quanto sono bravo ad imbovarti fessacchiotto" che non vedono l'ora di ritornarsene nella cella di un carcere ad espiare la pena per poi ritirarsi a vita privata con il maltolto, dai non scherziamo.

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