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TWF - Tex Willer Forum
paco ordonez

[20] [Almanacco 2013] La Pista Dei Fuorilegge

Voto alla storia?  

34 voti

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PS Il fatto che Jess e Willy siano stati meno eroi degli altri due, beh, il loro perdono semmai aggiunge e non toglie all'umanit? e alla gratitudine dei cittadini e di Tex (che comunque dice che li terr? d'occhio). Ma vedo che qualcuno preferirebbe delle storie dove tutti sono giustizialisti e linciatori e dove le colpe si misurano col bilancino filisteo e calvinista di un pubblico accusatore.

S

P
O
I
L
E
R

1) Non è certo la prima volta che Tex risparmia la forca (o la galera) a incalliti lestofanti.... continuo a non riuscire a spiegarmi (sarà infelice io): il "buonismo", almeno per quanto mi riguarda, NON riguarda tanto la sorte dei vari banditi, quanto l'eccessivo attaccamento (quasi morboso) di ben due dei furfanti alla sorte di alcune donne del villaggio che, fino a pochi minuti prima, irridevano e derubavano allegramente, e per le quali un'ora dopo sono pronti a sacrificare la loro stessa vita. E i teneri pargoletti orfani che chiamano "pap?" di fronte a Tex Smiley, al fine di proteggerlo, come la vogliamo rubricare come scena? Se non è mielosa e zuccherosa questa, allora è proprio inutile discutere sul punto......
E' questa la parte che, personalmente, non mi è piaciuta. Avessi visto Ozzy scagliarsi, istintivamente (e anche coraggiosamente, perchè no) su un indiano che stava per sopraffare una donna, nessun problema: avrebbe dato ascolto a un codice non scritto, anche nel west, di rispetto e protezione per i deboli, e le donne. Da qui a vestire improvvisamente i panni dell'eroe, ce ne passa di acqua sotto i ponti. E non è la prima redenzione improvvisa e a 180? alla quale assistiamo, ultimamente (per dirne una, vedasi il biondino della storia di Revekti, in versione improvvisamente "kamikaze", che si sacrifica per tutta la truppa dopo aver mostrato ben altro lato caratteriale nel corso dell'intera vicenda).

2) Quanto alla sorte destinata ai componenti della banda Johnson: so benissimo che le colpe non si misurano col "bilancino filisteo", ma vedere Zeke (pentito, e oramai virtualmente fuori dalla banda) finire con il cranio spaccato dal tomahawk di Tiger (se l'? cercata? Pu? anche darsi..... a me è parso che fosse Tiger a balzargli addosso come un puma dopo essersi appostato in agguato nell'ombra...... n° i pards avevano preventivamente intimato la resa.....), e Smiley passare dalla sera alla mattina da convinto e pervicace rapinatore di banche a difensore di famigliole indifese e, infine, a commesso di un emporio con condono di rapine e assassinii...... beh, qualcosina di leggermente stridente c'è.

Boh, si vede che tu sei abituato a Leone e Tarantino e io a Hopalong Cassidy e John Ford, che te devo d'? Quello che per te è buonismo per me è normale clich? narrativo. S?, anche il bambino che protegge il bandito... Tutto già visto e catalogato. Solo non fa parte della tua "library"-


In quanto alla scena iniziale, che problema c'è con l'atteggiamento di Tiger? I due gruppi erano ancora nemici, no? Non c'era ancora un comune avversario. E Tiger faceva il suo lavoro.
Oh, che discutiamo a fa'? Se non t'? piaciuta, finiamola qui. Non la capisci, niente di male. Ma voglio chiarire che al di l' delle predilezioni emotive e culturali di chi come voi è figlio di Clint Eastwood e John Travolta, e non ricorda "L' dove scende il fiume" o "Lo sperone nudo" (in entrambi i casi l'eroe James Stewart E' un bandito!) NON ci sono errori nella storia, che va bene così. ( E Butch Cassidy? Mah!)
Ribadisco che chi ha letto non dico Zane Grey, Louis L'Amour e Curwood, ma anche solo L'isola del tesoro o I figli del capitano Grant, non dovrebbe stupirsi più di tanto . E' questione di diverso modo di leggere e diverso bagaglio letterario.

PS Anche in Max Brand ci sono decine di eroi banditi ... che si redimono e compagnia bella. Quasi sempre PER UNA DONNA. Bah, saranno demod'.

"L' dove scende il fiume" e "Lo sperone nudo" sono dei veri e propri capolavori di Anthony Mann!!.. ma chi è Hopalong Cassidy?

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Un bandito che dispensa morte e dolore, e rapina dei loro risparmi i deboli, che poi rischia la propria pelle per salvare l'anziana moglie (... debole per il gentil sesso?!?) del boss del paese..... per spiegarti come la penso, ti riporto le parole di Tex Willer nel n. 1: "senti senti.... la storia di un ladro derubato! Non attacca, Coffin!".

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Un bandito che dispensa morte e dolore, e rapina dei loro risparmi i deboli, che poi rischia la propria pelle per salvare l'anziana moglie (... debole per il gentil sesso?!?) del boss del paese..... per spiegarti come la penso, ti riporto le parole di Tex Willer nel n. 1: "senti senti.... la storia di un ladro derubato! Non attacca, Coffin!".

naturalmente non parlavo solo dell'anziana signora ma anche della prostituta e delle altre donne presenti nella città.. e secondo me un criminale può rapinare una banca e uccidere un uomo ma un suo codice morale gli può impedire di lasciar morire una donna

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Personalmente non ho trovato scandaloso il finale "buonista" della storia : come dice Borden, la filmografia western conta innumerevoli esempi di ciò ed anche in Tex non sempre il villain di turno sconta appieno i suoi peccati. Ricordo, ad esempio, nella "Cavalcata del morto" l'unico pelo nell'uovo che riscontrai fu come Sarita, omicida reiterata per vendicare il padre, noto comanchero, cioè la feccia più feccia del West, se la cav? con il nulla, manco un paio di anni di carcere, filandosela, con la benedizione di Tex, pure con l'oro... e io che già insaponavo la corda !!!!!!!!!

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Per quanto riguarda la cover che precede la storia hai preso una cantonatina, Ymalpas. Ovviamente si tratta di due vignette sovrapposte e ingrandite (anche malamente, a mio parere: mi viene da piangere guardando quella pagina) da qualcuno in redazione.

La tavola non è male anche se, ora che ne spieghi l'origine, è chiaro che Gomez con l'incarico di una copertina vera e propria, avrebbe indubbiamente prodotto qualcosa di meglio. Boh, già con l'almanacco di Danubio dello scorso anno ero partito con l'idea della copertina assegnata, vorr? dire che l'almanacco del 2014 conterr? una "copertina" realizzata ad hoc, no? E magari a colori, col logo Tex e il titolo stile albi serie regolare! Modificato da ymalpas

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Non ho detto che la storia non mi è piaciuta.......... fino alla pag. 100 circa, salvo un atteggiamento un po' troppo da "duri" dei pards nei confronti dei due banditi superstiti, nulla da ridire. Poi, a partire dall'assalto degli indiani a Clifton, il registro è cambiato e, alla fine, le due parti della storia (a mio parere) non si sono amalgamate: dura, cruda, senza fronzoli la prima, mielosa ed edulcorata la seconda. E' semplice questione di gusti personali, non occorre scandagliare gusti letterari e cinematografici.....;)A me piacciono le storie rudi, tese, con personaggi che si mantengono coerenti nel loro agire, dal quale quindi il lettore sa cosa ragionevolmente aspettarsi. I "mutamenti di rotta" improvvisi, che a molti suscitano degli "ooohh..." di ammirazione (presumo, per l'effetto-sorpresa della situazione), non mi dicono nulla, a meno che non siano finemente costruiti e cesellati (vedasi Gli Eroi del Texas). E non è nemmeno questione di personalit? sfaccettate o monolitiche (tanto per dire, la storia di Mondego mi è piaciuta molto, e quest'ultimo era tutto un programma, come personaggio), ma semplicemente di "cambi di direzione" improvvisi, che mi fanno sentire tradito come lettore, in quanto mi viene presentato un personaggio e me ne ritrovo, all'improvviso, un altro.

Il commento/critica sopra quotato rispecchia completamente il mio pensiero sul finale di questa storia e sul tanto discusso buonismo. La penso esattamente come Tahzay, o meglio, come Condor2000, se vogliamo chiamarlo col nickanme che utilizza per "commentare" su Baci & Spari. Anche se non mi fa' tanto piacere, devo convenire che il suo post non fa' una grinza e lo straquoto :trapper:

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Ok, questa dev'essere la giornata dei "messaggini tanto per" :rolleyes: Ora, spiegami bene che cosa del mio discorso non ti sta bene (usando l'adeguata punteggiatura, per favore), dimostrandomi così che non questo tuo non è un "messaggino tanto per". Perchè altrimenti ti cancello il messaggio (che così com'? è un "messaggino tanto per", ovvero SPAM!) ;)

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Nota a margine : non comprendo cosa desiderino alcuni lettori, ai quali sembra non vada quasi mai bene niente.

Non sei il solo pard! Anch'io la penso come te. Anche sull'Almanacco la penso come te, è un bellissimo Almanacco, l'ho già letto due volte in pochi giorni e la seconda volta mi son convinto definitivamente che merita il massimo dei voti. Prima di parlarne più approfonditamente voglio finire di leggere gli articoli allegati. Ho trovato molto belli anche i disegni di Gomez tranne per uno/due vignette in cui, IMHO, ha chiaramente sbagliato il disegno della mano. Modificato da West10

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Come già detto, questo almanacco mi è proprio piaciuto. La storia parte subito bene, niente perdite di tempo ma subito dritto al nocciolo della questione. E quando si hanno poco più di 100 pagine a disposizione è senz'altro un bene. Ci sono 3 pard in azione e tutti e tre riescono a trovare il loro spazio all'interno del racconto, non sono solo comparsate tanto per. Forse il passaggio più bello è quello di

Tiger che, come un angelo sterminatore, compare al momento giusto dominando tutto e tutti dall'alto e risolvendo una situazione altrimenti molto rognosa
Ben caratterizzato il gruppo di fuorilegge che non è messo li tanto per fare carne da cannone per i pard. Naturale l'evoluzione della storia che comunque appassiona e riserva parecchi colpi di scena. Il finale per me ci può stare, rientra perfettamente nello stile di Tex che spesso e volentieri si erge a sceriffo e giudice. Io trovo che questa storia sarebbe già pronta per essere trasposta in un film, con attori adeguati e il giusto budget si potrebbe tirare fuori un ottimo western. I disegni di Gomez sono belli, ricchi di particolari, è questo secondo me è un bene. Molto azzeccato il viso di alcuni coprotagonisti come ad esempio il capobanda ma anche qualche espressione simpatica di Tiger come quella di pag. 70 ultima vignetta in basso. A proposito ma uno della banda, a pag. 95, non ricorda anche voi un p? Lee Van Cleef?Mi dispiace solo che in qualche caso abbia, secondo me, sbagliato grossolanamente il disegno della mano come ad esempio nella prima vignetta di pag. 37, la mano che regge la carta è sformata, troppo grossa. Gli articoli a corredo dell'almanacco sono più o meno interessanti, in particolare quello dedicato a Sturges e quello che passa in rassegna i film western usciti nel corso dell'anno. Voto: 10 alla storia, 9- ai disegni

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Dimenticavo, i disegni di Gomez sono senza dubbio esaltati dalla carta patinata, quasi lucida, dell'almanacco che esalta i neri ed i contrasti di Gomez. In quest'ottica, se fino a poco tempo fa, sull'onda delle notizie di Carlo Monni che parlava dell'ipotesi di mettere storie più brevi sul Maxi, speravo che una di queste fosse quella di Scascitelli per poterla vedere prima, ora, che avremo modo di vedere un'altra storia di Sandro Scascitelli già quest'anno sul nuovo Color Tex con le 4 storie brevi, preferisco aspettare e vedere la storia di Ruju/Scascitelli sulle pagine patinate dell'almanacco che esalter? i neri dell'artista anagnino. P. S. Visto che l'appetito vien mangiando, se posso permettermi, Mauro hai pensato a fare il nuovo Color Tex con le 4 mini storie usando la stessa carta dell'almanacco? :trapper: ::evvai::

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Tanto per non far mancare il mio solito appunto da vecchia mummia non stipendiata devo dire che la storia è stata molto godibile fino al finale che mi ha lasciato deluso ( non trovo altri sinonimi significativi ). Caro Borden non voglio dire che hai sbagliato il finale ma che, per me, hai errato nella costruzione della storia, ossia non si può presentare i cattivi di turno come una banda di tagliagole che ha spedito molta gente alle boot hills del texas e dalla pistola molto facile e poi pretendere che il finale buonista con il perdono e il reintegro degli stessi sia coerente con la trama, c'è sicuramente un contrasto evidente. In passato molte volte Tex ha perdonato dei grandi gesti di eroismo o volont? di cambiamento ma è altrettanto vero che ha messo più volte buone parole con i giudici per evitare il cappio a criminali redenti o mezzi redenti, azzoppare la storia in questo modo mi è sembrato da buon texiano un modo di rompere schemi prefissati con un finale da libro cuore che niente ha a che vedere con il personaggio, poi chiaramente ci sarà una spiegazione logica che a me sfugge ma all'occhio del lettore questo appare e qui parlo di logica non di tradizione se vogliamo essere corretti ...

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ho letto questo buon almanacco (sopra la media di questa serie)la storia mi è piaciuta , scorre bene e trovo ben dosato l'utilizzo dei nostri, molto buoni i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi. non mi è piaciuto , invece, l'utilizzo dei soliti indiani cattivi (carne da macello), inverosimile che un'orda di guerrieri apache inferociti non riescano ad uccidere nessuno o quasi, e che si facciano così facilmente massacrare. purtroppo è una costante di Boselli quella di far passare gli indiani come degli incapaci e quella di ponderare attentamente le perdite dei bianchi (buoni o cattivi) rispetto a quelle degli indiani sempre esagerate. si potrebbe dare maggior stima ai valorosi e orgogliosi guerrieri indiani che così tonti non erano (specialmente gli apache) capaci di una guerriglia estenuante , conoscitori del territorio , capaci di una resistenza unica (gli apache riuscivano a resistere alla sete per lunghi periodi), avevano tecniche di guerra , di riconoscimento delle tracce , di mimetizzazione, cavalcavano a pelo come i bianchi non sapevano fare , ecc. insomma un p? più di rispetto e di verità sul valoroso popolo rosso. comunque a parte questo tutto il resto mi è piaciutoVOTO soggetto : 7 sceneggiatura : 8i disegni sono molto belli , una conferma per l'ottimo Gomez, unico neo : il modo di portare il cappello di Tex in alcune tavole sembra più un basco che un cappello da cow-boyVOTO : 8,5voto complessivo : 8 :capoInguerra:

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purtroppo è una costante di Boselli quella di far passare gli indiani come degli incapaci e quella di ponderare attentamente le perdite dei bianchi (buoni o cattivi) rispetto a quelle degli indiani sempre esagerate.

Vabbe', questa non mi risulta. Anche nelle storie di Boselli abbiamo visto degli indiani buoni e in gamba.

si potrebbe dare maggior stima ai valorosi e orgogliosi guerrieri indiani che così tonti non erano (specialmente gli apache) capaci di una guerriglia estenuante , conoscitori del territorio , capaci di una resistenza unica (gli apache riuscivano a resistere alla sete per lunghi periodi), avevano tecniche di guerra , di riconoscimento delle tracce , di mimetizzazione, cavalcavano a pelo come i bianchi non sapevano fare , ecc. insomma un p? più di rispetto e di verità sul valoroso popolo rosso.

Anche questa mi sembra una considerazione un po' tirata via. Uno dei punti di forza della serie e' stato proprio quella di rivalutare e appoggiare (anche fin troppo secondo me) la causa del popolo rosso, quando ancora nei film hollywoodiani erano considerati dei cattivi e dei sanguinari. Ogni tanto ci sta anche su Tex avere una banda di pellerossa dedite alle razzie e alla violenza. Quindi, in definitiva, credo che su Tex di rispetto verso gli indiani ce ne sia stato fin troppo, considerando l'indole violenta di un popolo che in fin dei conti non si faceva troppi problemi ad uccidere donne, uomini e bambini nei peggior modi possibili. Altro che verita'.

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Anthony vatti a leggere un p? di storia, quelli che ammazzavano e violentavano donne e bambini , bruciavano villaggi , avvelenavano i corsi d'acqua, sterminavano inutilmente i bisonti (principale fonte di sostentamento degli indiani delle praterie), vendevano coperte contagiate dal vaiolo per decimare le popolazioni, vendevano alcolici per abbruttire gli indiani erano i cari civili ed evoluti bianchi non i "selvaggi"indiani. quando poi dopo avergli portato via tutto :terra, libertà, tradizioni, orgoglio li hanno buttati in miserabili riserve come animali in posti inospitali ed invivibili dove dovevano vivere della carit? dei bianchi , che non rispettavano neanche i trattati. quello del popolo rosso è stato un vero genocidio cinico e disumano pianificato a tavolino da quei bianchi che tu difendi, quei bianchi (europei)che avevano già fatto fuori i maya , gli incas, gli atzechi e tante altre civilt?permettimi;i veri selvaggi, i veri violenti , i veri barbari , i veri sterminatori sono proprio i bianchi altro che gli indianinegare questo genocidio è come negare l'olocausto ed ogni altra atrocit? commessa da chi si è considerato nella storia il più fortenon so se hai mai letto dei libri sulla spiritualit? degli indiani , se non l'hai fatto te lo consiglio vivamente , scoprirai che quel popolo aveva dei valori alti nei confronti della natura, del prossimo, della convivenza coi propri simili, di Dio e una saggezza , un'armonia di vita che noi ci sognamo nel nostro mondo "civilizzato". certo che se poi vai a casa loro e li prendi ripetutamente a calci nei c.... ni , forse si inc.... no come faremmo anche tu e iospero tu abbia capito da che parte sto :capoInguerra: :capoInguerra: :capoInguerra: :capoInguerra: :indiano::indiano::indiano::indianovestito:

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Anthony vatti a leggere un p? di storia, quelli che ammazzavano e violentavano donne e bambini , bruciavano villaggi , avvelenavano i corsi d'acqua, sterminavano inutilmente i bisonti (principale fonte di sostentamento degli indiani delle praterie), vendevano coperte contagiate dal vaiolo per decimare le popolazioni, vendevano alcolici per abbruttire gli indiani erano i cari civili ed evoluti bianchi non i "selvaggi"indiani.
quando poi dopo avergli portato via tutto :terra, libertà, tradizioni, orgoglio li hanno buttati in miserabili riserve come animali in posti inospitali ed invivibili dove dovevano vivere della carit? dei bianchi , che non rispettavano neanche i trattati.
quello del popolo rosso è stato un vero genocidio cinico e disumano pianificato a tavolino da quei bianchi che tu difendi, quei bianchi (europei)che avevano già fatto fuori i maya , gli incas, gli atzechi e tante altre civilt?
permettimi;i veri selvaggi, i veri violenti , i veri barbari , i veri sterminatori sono proprio i bianchi altro che gli indiani
negare questo genocidio è come negare l'olocausto ed ogni altra atrocit? commessa da chi si è considerato nella storia il più forte
non so se hai mai letto dei libri sulla spiritualit? degli indiani , se non l'hai fatto te lo consiglio vivamente , scoprirai che quel popolo aveva dei valori alti nei confronti della natura, del prossimo, della convivenza coi propri simili, di Dio e una saggezza , un'armonia di vita che noi ci sognamo nel nostro mondo "civilizzato".
certo che se poi vai a casa loro e li prendi ripetutamente a calci nei c.... ni , forse si inc.... no come faremmo anche tu e io
spero tu abbia capito da che parte sto :capoInguerra: :capoInguerra: :capoInguerra: :capoInguerra: :indiano::indiano::indiano::indianovestito:

"Gli indiani erano tutti buoni e non hanno mai ammazzato nessuno ne fatto razzie"


Contento Crazy Horse?

In quanto a leggermi i vari libri sugli indiani, potrebbe essere una buona idea. Dato che sei cosi' esperto, potresti consigliarmene qualcuno?

Dico sul serio!

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ovviamente col mio discorso non volevo sostenere una tesi così ingenua ... gli uomini sono sempre tali ovunque nascono e vivonovolevo solo sostenere la causa di un popolo che è stato vittima di un altro più forte e prepotente e sgomberare le idee sbagliate sulla cultura di tale popolo forse dovremmo imparare ad apprezzare chi è diverso , invece di piegarlo con la forza per imporgli il nostro modo d'essere , senza contare che la diversit? è ricchezza mentre la globalizzazione e l'omologazione sono un impoverimentocome sarebbe bello se tutte quelle civilt? che non ci sono più ci fossero ancora per confrontarci ed arricchirci , invece di diventare tutti piattamente ugualiper i libri ti consiglio "l'anima dell'indiano" di Charles Eastman ed. Adelphise mi dai un p? di tempo ti posso dare altri titoli :indianovestito:

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Gli europei hanno conquistato le terre degli indiani: schiavizzati nelle ecomienda dell'America ispanica ed espropriati nell'America britannica. Certo. Però la posizione di Crazy Horse è un po' manichea. 1) il paragone con l'Olocausto non regge, e al riguardo spero che basti rifletterci un po' per capirlo;2) i popoli indiani erano, spesso, tutt'altro che pacifici. Anzi, se pensiamo agli Aztechi, possiamo anche dire "ferocemente sanguinari";3) tra loro, gli indiano, non disdegnavano ne' le conquiste ne' i massacri;4) gli iberici sfruttarono spietatamente gli indiani per lavorare le vaste concessioni sovrane ed estrarre oro e argento; gli inglesi strapparono loro la terra per trasformarla in tanti piccoli e medi lotti per coloni: per gli indiani era comunque una sconfitta; 5) ciò detto, è bene ricordare semre che l'arrivo degli europei segno' la fine, spesso traumatica, del mondo dei nativi, senza dimenticarsi mai di aggiungere che quel mondo non era superiore a quello bianco, non era un idilliaco eden e in esso non vivevano "buoni e nobili selvaggi" (che pure vi furono, basti pensare allo sfortunato Tecumseh). Aggiungo che è naturale provare una certa solidarietà o commozione per le sorti dei vinti (che non si siano macchiati di atrocit?, beninteso) e, in questo atteggiamento, direi che l'Occidente eccelle: è una sua peculiare caratteristica quella di "flagellarsi" o "fare autocritica" per le proprie colpe. Peccato che questa attitudine non sia condivisa da molte altre civilt?. Nel chiedere scusa per la seriosit? dell'intervento, mi auguro di continuare a vedere storie in cui non sia scontata la stupidit?/crudeltà delle giacche azzurre e la nobilt? degli indiani (e, sia chiaro, neppure l'opposto).

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Sono finalmente riuscito a leggermi l'almanacco ieri sera. La storia è molto bella e piacevole, di gran lunga superiore a quelle di altri almanacchi. Molto intrigante e tipicamente "boselliana" la scena iniziale dove,

sotto la pioggia scrosciante di un violento temporale, si passa dalla calma e dalla monotonia ad un rapidissimo quanto inaspettato (per i banditi!) conflitto a fuoco... La scena saliente e più emozionante della vicenda avviene, però, nella seconda parte della storia, in cui Tex e Carson, supportati dall'improvviso intervento di Tiger, affrontano con la banda Johnson gli esaltati Apache, che danno fuoco al villaggio minerario. La morte del capobanda Ozzie, circondato dal gruppo di donne che aveva difeso a costo della propria vita, conclude una storia piena di avventura e di azione...
trama ben articolata e ottima la caratterizzazione dei personaggi, narrazione scorrevole ed immediata... Boselli ha fatto un gran bel lavoro! ::evvai:: Ottimi e dinamici gli insuperabili disegni di Gomez, più che adatti al genere western, molto espressivi e ricchi di particolari, che contribuiscono ad evidenziare bene i vari ambienti e i luoghi in cui è ambientata la storia. Molto personali i disegni che raffigurano il temporale e il fumo d'incendio, reso perfettamente grazie ad un sapiente gioco di neri e di grigi... VOTO: 9 ai testi e 9 ai disegni. :trapper: Interessanti i vari articoli, soprattutto quelli dedicati ai film. Curiosità: :shock: Ozzie Johnson ricorda vagamente Jack Curtiss per quanto riguarda il ruolo che riveste e la sua caratterizzazione... L'ultimissima scena, illustrata nelle pagine 143-144, è alquanto simile a quella vista sul Color Tex n.1, in cui lo sceriffo commenta, sempre nelle ultime due pagine, l'epilogo della storia insieme ai pards che siedono davanti a lui...

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La storia non sarebbe neanche malaccio, se non fosse per l'estremo buonismo con cui sono dipinti i banditi.

Rapinatori, pure assassini, tutt'a un tratto diventano ansiosi di difendere villaggio e fanciulle, più o meno giovani. Il buon Ozzy mi sembra Lupo de Lupis, il Lupo Buonino, quando va a salvare la vecchia babbiona buttandosi dal primo piano mi ha fatto veramente ridere.... troooppo scarso. Anche l'assoluzione finale di Tex per il bandito superstite non mi sfagiola tanto, gli unici che ci rimettono sono i due fessi all'inizio che volevano lasciare la banda: ottima scelta. Anonimi gli indiani, per il resto ci si può anche divertire. Sufficienza. E ancora una volta marchio MG

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purtroppo è una costante di Boselli quella di far passare gli indiani come degli incapaci e quella di ponderare attentamente le perdite dei bianchi (buoni o cattivi) rispetto a quelle degli indiani sempre esagerate.

Questo è strano! Addirittura ricordo di qualcuno che, ai tempi di "Buffalo Soldiers", aveva accusato Boselli di fare negri e indiani sempre troppo più abili rispetto ai bianchi... Io, sinceramente, non mi pongo il problema: in questa storia ci sono stati indiani cattivi e poco svegli, in altre ci sono stati indiani abilissimi e buoni, in altre ancora cattivi e temibili; e sempre limitandosi alle storie di Boselli. Anzi, se c'è qualcuno che non può essere accusato in alcun modo di pregiudizi in tal senso è proprio Boselli! :trapper: Ciò detto, pur provando grande simpatia nei confronti dei nativi, confesso che provo un certo affetto per il tema degli indiani cattivi, anche a causa della mia grande passione per il Western classico (mentre il Western revisionista non mi ha mai detto nulla: la scoperta dell'umanit? degli indiani, come scrisse Maurizio Colombo su qualche Almanacco fa, mi ha sempre dato l'impressione di furbata a scopo commerciale per nulla sentita sul piano ideale...). Parlando della storia, io l'ho adorata: nemmeno nelle sue migliori storie più recenti Boselli era riuscito a dare ai dialoghi una secchezza incisiva come in questa storia; essenzialit? che mi ricorda molto le sue storie più vecchie. Inoltre, le vicende mi hanno catturato ed emozionato come un vecchio film western, con scene d'azione spettacolari, ma non esagerate come talvolta ne scappa qualcuna a Boselli. La trama è semplice, ma non semplicistica, e in sole centodieci pagine ogni personaggio ha il giusto spazio, dato che Boselli riesce qui a caratterizzare un personaggio anche in due battute. Anche il gruppo delle donne del paese è trattato ottimamente, cosa non facile, data la brevit? dello spazio dedicatogli. Da un punto di vista tecnico è la miglior storia di Boselli da un paio di anni a questa parte, forse perfino meglio de "La cavalcata del morto". Ma non c'è solo tecnica: ci sono anche divertimento e la giusta dose di sentimento e psicologia. Come ha detto giustamente Jack c'è un po' di (molto) buonismo. Tuttavia, come nel caso di Faraci, ciò non mi da minimamente fastidio. Sarà che sto invecchiando... oppure che il messaggio sotteso
i banditi codardi finiscono per pagare di più di quelli più malvagi che, però, hanno la forza morale di riscattarsi (lezione dantesca sugli ignavi? :D )
è davvero mooolto intrigante. Disegni di Gomez un po' altalenanti e, nella prima parte in notturno piovoso, anche confusi. Ma col passare delle tavole il tutto migliora nettamente; e comunque l'argentino si conferma un maestro nel caratterizzare l'ethos dei personaggi. Quindi, un otto globale mi sembra più che meritato; forse perfino un otto e mezzo. Lettura che mi ha pienamente soddisfatto! clap Modificato da virgin

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purtroppo è una costante di Boselli quella di far passare gli indiani come degli incapaci e quella di ponderare attentamente le perdite dei bianchi (buoni o cattivi) rispetto a quelle degli indiani sempre esagerate.

Questo è strano! Addirittura ricordo di qualcuno che, ai tempi di "Buffalo Soldiers", aveva accusato Boselli di fare negri e indiani sempre troppo più abili rispetto ai bianchi... Io, sinceramente, non mi pongo il problema: in questa storia ci sono stati indiani cattivi e poco svegli, in altre ci sono stati indiani abilissimi e buoni, in altre ancora cattivi e temibili; e sempre limitandosi alle storie di Boselli. Anzi, se c'è qualcuno che non può essere accusato in alcun modo di pregiudizi in tal senso è proprio Boselli! :trapper: Ciò detto, pur provando grande simpatia nei confronti dei nativi, confesso che provo un certo affetto per il tema degli indiani cattivi, anche a causa della mia grande passione per il Western classico (mentre il Western revisionista non mi ha mai detto nulla: la scoperta dell'umanit? degli indiani, come scrisse Maurizio Colombo su qualche Almanacco fa, mi ha sempre dato l'impressione di furbata a scopo commerciale per nulla sentita sul piano ideale...). Parlando della storia, io l'ho adorata: nemmeno nelle sue migliori storie più recenti Boselli era riuscito a dare ai dialoghi una secchezza incisiva come in questa storia; essenzialit? che mi ricorda molto le sue storie più vecchie. Inoltre, le vicende mi hanno catturato ed emozionato come un vecchio film western, con scene d'azione spettacolari, ma non esagerate come talvolta ne scappa qualcuna a Boselli. La trama è semplice, ma non semplicistica, e in sole centodieci pagine ogni personaggio ha il giusto spazio, dato che Boselli riesce qui a caratterizzare un personaggio anche in due battute. Anche il gruppo delle donne del paese è trattato ottimamente, cosa non facile, data la brevit? dello spazio dedicatogli. Da un punto di vista tecnico è la miglior storia di Boselli da un paio di anni a questa parte, forse perfino meglio de "La cavalcata del morto". Ma non c'è solo tecnica: ci sono anche divertimento e la giusta dose di sentimento e psicologia. Come ha detto giustamente Jack c'è un po' di (molto) buonismo. Tuttavia, come nel caso di Faraci, ciò non mi da minimamente fastidio. Sarà che sto invecchiando... oppure che il messaggio sotteso
i banditi codardi finiscono per pagare di più di quelli più malvagi che, però, hanno la forza morale di riscattarsi (lezione dantesca sugli ignavi? :D )
è davvero mooolto intrigante. Disegni di Gomez un po' altalenanti e, nella prima parte in notturno piovoso, ancche confusi. Ma col passare delle tavole il tutto migliora nettamente; e comunque l'argentino si conferma un maestro nel caratterizzare l'ethos dei personaggi. Quindi, un otto globale mi sembra più che meritato; forse perfino un otto e mezzo. Lettura che mi ha pienamente soddisfatto! clap
Virgin... ma tu di fumetti ne capisciòSecondo uBC questa storia merita UNO! :lol2:

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