natural killer

[Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

Migliore storia breve, migliori disegni, miglior personaggio!  

21 voti

  1. 1. Vota la sceneggiatura migliore:

    • i1156027_ruju.gif - Sparate sul pianista (di Ruju)
      5
    • i1156029_giusfredi.gif - Io ucciderò Tex Willer (di Giusfredi)
      0
    • i1156030_cavaletto.gif - Giustizia! (di Cavaletto)
      0
    • i1156031_boselli.gif - Abilene, Kansas (di Boselli)
      3
    • i1156032_nizzi.gif - Dal tramonto all'alba (di Nizzi)
      10
  2. 2. Vota i migliori disegni

    • i1156027_ruju.gif - Sparate sul pianista (di Frisenda)
      3
    • i1156029_giusfredi.gif - Io ucciderò Tex Willer (di Soldi)
      1
    • i1156030_cavaletto.gif - Giustizia! (di Poli)
      1
    • i1156031_boselli.gif - Abilene, Kansas (di Bertozzi)
      0
    • i1156032_nizzi.gif - Dal tramonto all'alba (di Zaghi)
      13
  3. 3. Vota il miglior personaggio apparso nel Color Tex:

    • IGJoK6J.jpg - il pianista René Valjean
      6
    • qfZawMj.jpg - Rick Short
      0
    • wvIUKgD.jpg - Lo sceriffo Bart
      0
    • qCuP4BJ.jpg - il mandriano Ranse
      5
    • kz1DztB.jpg - L'entreneuse Molly
      7


Messaggi consigliati/raccomandati

<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, pecos dice:

 

 

Curiosità: com'è la resa dei disegni di Frisenda con il colore? Secondo te perdono qualcosa rispetto al bianco e nero?

Te lo chiedo perché sono curioso, Frisenda è uno tra i miei disegnatori preferiti, e dovrò aspettare ancora qualche tempo prima di avere in mano l'albo...

 

Non hai letto Patagonia a colori?

Frisenda per questa storia non si è certo risparmiato e ha messo tutto l'inchiostro che serviva. La colorazione di Celestini poi è magistrale , non mortifica i disegni, ma addirittura li esalta

 

image.jpg image.jpg

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7 minuti fa, natural killer dice:

Non hai letto Patagonia a colori?

 

Assolutamente no! :P Per me Patagonia in bianco e nero è forse la cosa migliore uscita su Tex negli ultimi anni a livello grafico (e non solo)!

 

Bene, il tuo parere mi conforta, anche perché il lavoro di Celestini in passato si è sempre rivelato pregevole. Però temo che un amante del bianco e nero come me troverà lo stesso qualcosa da ridire, quando avrò in mano l'albo... :old:

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in primis complimenti a tutti un ottimo color

il nostro ranger conferma di trovarsi a suo agio sul breve come sul lungo e sul medio in verità essendo un MITO

5° posto: Io ucciderò Tex Willer; disegni 7,5 sceneg. 6,5 (SPOILER): siccome da tex esce il sangue nel duello sembra che l'abbia preso ma poi risulta indenne, dobbiamo interpretare che Soldi ha visto la scena con gli occhi dell'illusione?).

4°posto Abilene, Kansas; disegni 9 sceneg. 6,5 cavalli bellissimi,Boselli senza scomporsi rigira dal nero al bianco in tre secondi la psicologia di Ranse funanbolico.

3°posto Giustizia! disegni 9 sceneg. 7 le rughe sui volti di Poli sono spettacolari mi ricorda Toppi.

2°posto Sparate sul pianista; disegni 8,5 sceneg. 8.

1°posto Dal tramonto all'alba; disegni 9 sceneg. 10 zaghi sontuoso ma la notizia è il ritorno di Nizzi grandissima classe in poche righe descrive il destino il caso la leggenda!

 

Modificato da waco dolan

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Un color complessivamente davvero sotto tono, il peggiore di quelli che ci è stato dato da leggere almeno a livello di storie brevi. Prime tre storie non all'altezza e per niente glbonelliane. Quella di Boselli di gran lunga la migliore, seguita a ruota da quella di Nizzi, le uniche due che abbiano un reale motivo di essere in questo volumetto. Sul fronte dei disegni, Frisenda con degli orribili primo piano di Tex ( per esempio l' ultima vignetta di pag. 33 ), quelli di Soldi bocciati, quelli di Poli i migliori con quelli di Zaghi, quelli di Bertozzi da rivedere, comunque buoni.Bellissima la copertina di Dotti anche se non si ricollega a nessuna storia. Con la viva speranza che in futuro si possano leggere storie più texiane, perché qui sembra che si possa osare di tutto e di più (vedi Giusfredi ma anche l'improbabile Ruju).

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A fronte di una copertina degna di nota, la prima "sfogliata" al nuovo Tex Color non promette tanto bene.

Frisenda può piacere o meno, ma almeno i suoi disegni hanno personalità. I colori non riescono

a nascondere nelle pagine dell'albo vignette legnose e incerte: notate a metà pagina 110 un

Tex identico a come lo disegnava Vincenzo Monti! Roberto Zaghi ha il segno che ho apprezzato di più.

A pagina 64 e a pagina 66 (che quindi si possono sovrapporre e confrontare, la prima vignetta

con il primo piano del protagonista sono praticamente una la fotocopia dell'altra (salvo

la diversa espressione). Ora resta la lettura, che spero porti a un miglior voto complessivo

del volume. Ah, bene all'introduzione vergata personalmente dal curatore.

Per l'odore degli albi: imbustateli prima possibile e si conserverà più a lungo: il mio n. 11

"puzza" ancora di stamperia!

Modificato da Dix Leroy

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On 23/11/2017 at 18:12, pecos dice:

 

Assolutamente no! :P Per me Patagonia in bianco e nero è forse la cosa migliore uscita su Tex negli ultimi anni a livello grafico (e non solo)!

 

 

Qui ti quoto, il colore mi piace molto in generale, ma i disegni di Frisenda in Patagonia me li tengo in bianco e nero tutta la vita

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<span style="color:red;">14 ore fa</span>, ymalpas dice:

... perché qui sembra che si possa osare di tutto e di più (vedi Giusfredi ma anche l'improbabile Ruju).

Io penso che questa collana (insieme al cartonato) sia quella adatta per "osare" (sia nei testi che nei disegni).

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Oggi devo ritrattare una frase scritta ieri sulla storia "Ucciderò Tex Willer".

La doppia vignetta quasi uguale è un espediente narrativo, magari poco

usato nella nostra collana preferita, ma molto cinematografica.

Leo Ortolani è un asso in questo usando disegni ripetuti con esiti spassosi.

In questo week end mi riprometto di leggerlo per bene e completare

la mia impressione.

Modificato da Dix Leroy

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<span style="color:red;">56 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Oggi devo ritrattare una frase scritta ieri sulla storia "Ucciderò Tex Willer".

La doppia vignetta quasi uguale è un espediente narrativo, magari poco

usato nella nostra collana preferita, ma molto cinematografica.

Leo Ortolani è un asso in questo usando disegni ripetuti con esiti spassosi.

In questo week end mi riprometto di leggerlo per bene e completare

la mia impressione.

 

Quella vignetta ripetuta ha un significato molto preciso e quando avrai letto per bene capirai.

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Landi dice:

Io penso che questa collana (insieme al cartonato) sia quella adatta per "osare" (sia nei testi che nei disegni).

 

Il lettore tradizionale di Tex, alias il lettore che da 70 ANNI  legge Tex, chiede di leggere storie di Tex. Non chiede agli autori di OSARE quanto di scrivere come insegna GLB. L'ha fatto molto bene , se non benissimo MAURO BOSELLI, l'ha fatto bene NIZZI, le altre storie  non sono storie di TEX. Se la pensate diversamnte non siete lettori di Tex o di quel Tex che è da 70 anni in edicola. Mauro Boselli curatore di Tex, attenzione, le tue storie sono inecceppibili, le altre sai molto bene che non lo sono, con eccezione della storia di Nizzi, pienamente promossa.

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5 storie di buona fattura, quasi allo stesso livello , tuttavia riporto la mia modesta classifica:.

  1. SPARATE SUL PIANISTA. La storia di Ruju primeggia per testi e disegni ( a mio avviso il peggior primo piano di Frisenda è la seconda vignetta di pag. 25, forse accentuata dai colori), per il resto tutto fila una meraviglia, con continue sorprese. 
  2. DAL TRAMONTO ALL'ALBA Gran ritorno di Nizzi:D , anche in questo caso in poche pagine la storia sta in piedi e si legge tutta di un fiato: Tex, il mito che cammina ! Belle le vignette di apertura e chiusura con il tramonto e l'alba che si avvicendano .  Zaghi è stata la sorpresa ai disegni, ha centrato Tex nel fisico e nel volto, i miei complimenti! sperando di rivederlo presto impegnato con il ns. Ranger.
  3. GIUSTIZIA Cavaletto stende una buona sceneggiatura su un soggetto meno originale,  esaltata dai disegni di Poli, altra grande sorpresa, seppur  con qualche primo piano di tex,  un po'  "troppo" lavorato con zigomi alti e marcati, comunque è alla prima e glielo perdoniamo; per il resto è bravissimo nel dare dinamicità ai disegni( mi ricorda per questo il compianto Fusco) anche nel suo caso spero di rivederlo presto su Tex.
  4. ABILENE, KANSAS Boselli imbastisce un bel soggetto con uno sviluppo tipico del suo stile , si esalta nel descrivere personaggi "grigi" nel senso di "borderline" con un Tex votato a fare GIUSTIZIA e non a fare lo "sbirro", con la "suspense" giusta nel confermare e farti ricredere sul possibile ricercato. Tuttavia i disegni di Bertozzi seppur nel complesso coerenti con la sceneggiatura, e ben equilibrati "bucano" completamente Tex : Tozzo, per niente giovane ( come la sceneggiatura imponeva) e continuamente mutevole nel fisico e nel volto. Peccato!  :wub:
  5. IO UCCIDERO' TEX WILLER Il soggetto  non sembra tanto originale, comunque è ben sceneggiata e si capisce che Giusfredi potrà offrirci in futuro qualcosa di meglio. Soldi seppur ottimo nel complesso , non riesce in poche pagine ad offrirci una immagine di Tex e Carson completamente coerenti , si notano dei cali (vedi ultime pagine), anche in questo caso mi ricorda il Tex di un altro disegnatore : Muzzi. 

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, ymalpas dice:

 

Il lettore tradizionale di Tex, alias il lettore che da 70 ANNI  legge Tex, chiede di leggere storie di Tex. Non chiede agli autori di OSARE quanto di scrivere come insegna GLB. L'ha fatto molto bene , se non benissimo MAURO BOSELLI, l'ha fatto bene NIZZI, le altre storie  non sono storie di TEX. Se la pensate diversamnte non siete lettori di Tex o di quel Tex che è da 70 anni in edicola. Mauro Boselli curatore di Tex, attenzione, le tue storie sono inecceppibili, le altre sai molto bene che non lo sono, con eccezione della storia di Nizzi, pienamente promossa.

Non credo sia lo stato d'animo giusto per mettersi a leggere le collane collaterali al mensile Tex.

Quanto scrivi lo condivido in pieno ma solo sul mensile. Già il Texone era un modo diverso di proporre storie,

(tradizionali nella narrazione ma rivoluzionarie nei disegni) e il maxi doveva essere l'esatto opposto.

Io dai Tex Color invece pretendo delle sorprese, nella narrazione, nell'impostazione delle tavole e

ovviamente nel modo di colorare le vignette. Poi è chiaro che non tutte le ciambelle riescono col buco.

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<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, ymalpas dice:

 

Il lettore tradizionale di Tex, alias il lettore che da 70 ANNI  legge Tex, chiede di leggere storie di Tex. Non chiede agli autori di OSARE quanto di scrivere come insegna GLB. L'ha fatto molto bene , se non benissimo MAURO BOSELLI, l'ha fatto bene NIZZI, le altre storie  non sono storie di TEX. Se la pensate diversamnte non siete lettori di Tex o di quel Tex che è da 70 anni in edicola. Mauro Boselli curatore di Tex, attenzione, le tue storie sono inecceppibili, le altre sai molto bene che non lo sono, con eccezione della storia di Nizzi, pienamente promossa.

 

E' vero ma solo in parte.

Il lettore vuole leggere un Tex che sia fedele al personaggio, certo, ma quante storie, in cui Tex appare senza i suoi pard, potrebbero adattarsi a un qualsiasi altro eroe western? Se estrapoli Tex dal suo abituale contesto, ranger e capo Navajo, se gli togli Carson, il figlio e Tiger, non mi dire che non è più Tex. Fammi una storia così, poi mettici un altro nome, Sam Miller, ed ecco che ti arriva uno che non è Tex ma chi ti dice che non lo sia?

Per me Tex deve essere solo fedele allo stereotipo creato da GLB, un raddrizzatorti non molto ligio alle regole e dai modi un po' bruschi, antirazzista per eccellenza e che (badate bene nel 1948 quando l'unico indiano buono era quello morto) ha rivalutato i pellerossa considerandoli buoni o cattivi non per il colore della pelle, ma per le loro azioni.

Questo è e questo deve essere Tex. Tutto il resto ben venga. Volete una storia di Tex con Garibaldi? E perché no? Se c'è Garibaldi non è una storia di Tex? E perché mai?

Vogliamo limitare il raggio di azione del Nostro? Volete dire quello che può fare e quello che invece non può fare? Certo bisogna evitare gli anacronismi: Tex non poteva essere con Garibaldi in sudamerica nel 1836.

Per quanto riguarda le tavole, i vari artisti devono essere fedeli al suo stereotipo come lo sono i soggettisti, ma se le tavole sono del tutto rivoluzionarie, se si utilizzano tecniche diverse, specialmente con i colori, benissimo, perché no?

Se devo dire il vero, il modo con cui è stato colorato Tex da Repubblica-Espresso, posso dire che è orribile o mi devo limitare a dire che poteva essere fatto meglio?

Comunque, ben venga un Tex un po' diverso dal solito, ma che rientri comunque nel personaggio senza che sia trasformato in quello che non è.

Tex è stato anche in Patagonia, perché non lo invitiamo a venire anche in Europa, magari in Italia (dove è nato)?

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<span style="color:red;">22 minuti fa</span>, Letizia dice:

Pr me Tex deve essere solo fedele allo stereotipo creato da GLB, un raddrizzatorti non molto ligio alle regole e dai modi un po' bruschi, antirazzista per eccellenza e che (badate bene nel 1948 quando l'unico indiano buono era quello morto) ha rivalutato i pellerossa considerandoli buoni o cattivi non per il colore della pelle, ma per le loro azioni.

 

Questo è il Tex di Letizia, scusami figliola, ma esiste un alltro Tex, che piano piano scoprirai nei numeri arretrati, e non è il Tex di Ruju, Giusfredi e Cavaletto.

 

PS. perché tiri in ballo Garibaldi ? Cresci, bambina, Garibaldi non ha mai messo piede nella serie di Tex. Forse Ruju, Cavaletto e Giusfredi, se Boselli è d'accordo, ma ne dubito, lo tireranno in ballo.

 

Per quanto riguarda i disegni, che ci vuoi fare, io sono un cultore del vecchio Galleppini. Certi svarioni non li sopporto.

 

 

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, ymalpas dice:

 

Questo è il Tex di Letizia, scusami figliola, ma esiste un alltro Tex, che piano piano scoprirai nei numeri arretrati, e non è il Tex di Ruju, Giusfredi e Cavaletto.

 

PS. perché tiri in ballo Garibaldi ? Cresci, bambina, Garibaldi non ha mai messo piede nella serie di Tex. Forse Ruju, Cavaletto e Giusfredi, se Boselli è d'accordo, ma ne dubito, lo tireranno in ballo.

 

Per quanto riguarda i disegni, che ci vuoi fare, io sono un cultore del vecchio Galleppini. Certi svarioni non li sopporto.

 

 

 

Ti scuso, nonno, perché non mi conosci.

Forse non lo sai (perché non l'ho mai detto), ma ho letto tutto quello che è uscito su Tex.

Inoltre il Tex di Letizia è molto diverso da quello che ho descritto qui e ti scuso di nuovo perchè, se tu avessi letto quello che ho scritto su di lui, non avresti parlato così.

Se proprio vogliamo, di Tex ne esistono parecchi perché ogni autore, sceneggiatore o pittore che sia, anche involontariamente, ci mette del suo.

E poi, cosa volevi che dicessi in due righe?

Una tesi di laurea per descrivere tutte le sfacettature di un personaggio che è nella scena del fumetto, e non solo, da quasi 70 anni?

Garibaldi non va bene, invece un alieno è sicuramente un incontro più probabile.

Io volevo solo dire che che le novità (quelle buone) non mi dispiacciono e che se Tex in ogni storia spara sempre 37 colpi di pistola, non uno di più né uno di meno, dopo un po' potrebbero fumarmi i cosiddetti.

Io conosco un vecchietto che guarda solo film di Gary Cooper e si rifiuta di guardare anche solo due minuti di una di quelle schifezze di pellicole moderne.

Io non sono così.

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Il Tex è un fatto di pelle, o lo conosci o non lo conosci pur fingendo di esserne un'esperta, ti scuso ragazzina, non voglio certo litigare. Goditi i Cavaletto, i Giusfredi e i i Ruju, quelli che la SBE deve convincere sono i nonnetti come me e la serie mi sembra andare in vacca, dopo i primi numeri ( non esenti da pecche ), che ci vuoi fare !

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27 minuti fa, ymalpas dice:

Il Tex è un fatto di pelle, o lo conosci o non lo conosci pur fingendo di esserne un'esperta, ti scuso ragazzina, non voglio certo litigare. Goditi i Cavaletto, i Giusfredi e i i Ruju, quelli che la SBE deve convincere sono i nonnetti come me e la serie mi sembra andare in vacca, dopo i primi numeri ( non esenti da pecche ), che ci vuoi fare !

 

Non voglio certo litigare neanch'io, come ti è venuta in mente un'idea simile?

Poi, chi ti ha detto che sono un'esperta e, scusa se mi ripeto, come ti è venuto in mente che io voglia sembrarlo o addirittura fingerlo di esserlo?

Ho solo detto che ho letto (e che ho) tutti gli albi di Tex.

Ma Tex per me è solo un passatempo e il mio mestiere è l'informatica, non certo la critica letteraria.

Ti è mai passato per la testa che, chi hai nominato?, Cavaletto, Giusfredi e Ruju possano anche non piacermi?

Mi sembra che ti piaccia, in base alle poche parole che ho espresso in questa discussione, pensare che io pensi quello che tu pensi che io pensi.;)

Poi non credo affatto che le serie vada in vacca, anche se è certamente vero che la maggioranza dei lettori non siano più tanto giovincelli.

Infine ti ringrazio per la "ragazzina", ma chi ti dice che io lo sia?

Dai, nata l'otto otto ottantotto, non ci crederebbe neanche il bravo presentatore.:P

 

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Ennesimo spreco di quattrini per leggere storie boring e che colmano una necessarissima lacuna nel mondo di Tex. 

Spoiler in agguato 

 

La storia del pianista è una roba insensata, sempre molto kenparkeriana perché Frisenda. Rapina per coprire furto, uno spavaldo suonatore di chopin che uccella Carson ma poi si fa uccellare e muore in duello. Puerile soggetto, sceneggiatura piatta e prevedibile, atmosfera cupa e lugubre, in sardu si narada una pompa. In italiano una lagna.

 

Seconda storia della vendetta di un ragazzino che il babbo non se lo calcolava manco di striscio ma muore come un minchione sognando un duello in una sorta di arena dei poveri. Da smaniare, davvero emozionante, al livello da sbadigli.

 

3 il lato positivo è che Tex sente puzza, il lato negativo è la strage di buoni e cattivi che Tex chiama giustizia in una storia di isterismi e trappole telefonate. Non brutta ma sanza infamia e sanza lode.

 

4) Storia di Boselli con spiegazione iniziale e due tre termini di lessico specifico, facciamo i fighi siamo boselli, mica padelle. Poi la storiella accanto al fuoco che Carson non sapeva perché tex non poteva provedere come l'avrebbe presa. Un tizzone di inferno incendiario e bombarolo aveva tante remore. Essendo neoranger. Ma li mandõ a farsi friggere secondo glb. Storia Non brutta, noiosa nonostante la cortezza, molte chiacchere è un cattivo buono buono cattivo 1x2 alla boselli. Direi la migliore del quartetto per inconsistenza avversaria. E basta con sto Nueces, Nueces gravementes a le gonades.

 

5 Nizzi che torna e si vede action, per fortuna, Tex si magna la bistecca e stende un pacco di avversari. Molta carne al fuoco in poco spazio, ma si nota che costui Tex lo conosce. Alla pari con Boselli, storie entrambe molto affrettate per necessità e poco sviluppate altrettanto.

 

In complesso lo sconsiglio.

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Letto lo speciale come promesso.

Alzo il voto: le storie brevi sul formato 160 pagine mi ricordano tanto i primi Tex degli anni cinquanta

e quindi mi diverto un mondo perché non devo faticare a tenere in mente tante cose come nei

mallopponi o nelle storie fiume in più albi.

Concludo la mia impressione sui disegni. A parte Frisenda, che Tex lo ha già disegnato, tutti

gli autori si sono fatti trovare un poco impreparati. 

 

- Il Tex di Soldi è poco espressivo ma mantiene comunque inalterata la fisionomia nel corso della storia

- Quello di Poli mi convince solo in un paio di vignette (ma la resa della camicia non mi soddisfa proprio)

- Non ho trovato un Tex uguale all'altro nelle 32 pagine disegnate da Bertozzi

(e qualcuno mi dice dove diavolo ho già visto la faccia di Ramse?)

- Ok Zaghi, questo è uno che se volesse disegnare tanto, mi piacerebbe rivedere sul mensile.

 

Le storie:

 

- Poco verosimile la prima (Tex è scaltro, almeno quando non fa le piccionate, ma qui non si esagera?)

- Depistante la seconda (bene ha fatto Monni ad anticiparmi il trucco grafico), di quelle però che non

si possono più rileggere proprio perché si basano su un inganno letterario

- Classica la terza ma purtroppo prevedibile (anche nel finale che si scopre che era un racconto attorno al fuoco)

- Una vera "storia breve" l'ultima con il ritorno di Nizzi. Simile a quelle fuori serie pubblicate anni fa su settimanali

non Bonelli per fare conoscere il personaggio a chi credeva non uscisse più o per chi non lo conosce affatto.

 

I colori: eseguiti dal pur bravo Celestini, un solo uomo ai pennelli (se pur elettronici) non può dare

la varietà di stili a cui le Storie Brevi dei numeri scorsi mi avevano abituato. E la carta è quella opaca del

Color estivo. Non venitemi a dire che il risparmio su collaboratori e sul materiale cartaceo non centra.

 

Voto complessivo? 7+

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Analisi piú approfondita della prima storia. Tex e Carson vanno a interrogare un direttore di banca sospettato di rubare. Trovano in corso una rapina, la sventano, e interrogano il direttore, e anche le capre in paese sanno che è un farabutto e quanto è successo ed è stato detto, tutta la storia ci viene raccontata da un passante che ha assistito. Il genio del direttore decide di mandare Tex in una banca con una scusa a controllare, così lo uccide. E Carson? E tutto il paese, soci e "aidattone" morto Tex tutti allocchi? Piano geniale, non c'è che dire. Tex finge di assecondare costui, invece torna, lo pizzica coi soldi, lo pesta e scopre l'arcano. Interrogarlo prima no? Dove sono finite le tastate di polso? Il piano del pianista(sic!)implica la sparizione dello sceriffo e si basa in partenza sul fatto che lo stesso vive al saloon. Informazione che appare nell'aria dopo che è arrivato là per caso cercando una stanza. A me pare tutto tirato per i capelli, inverosimile e insensato. Nel paese nessuno nota la nuova barista e non c'è altra clientela che due pellegrini che evaporano dopo le minacce, senza pensare di reagire o di avvertire lo sceriffo o il ranger. Cartoni animati, storia per bambini. IMHO, non voglio offendere Ruju, ma non mi convince proprio. Disegni kenparkeriani di frisenda, un piacere per gli occhi.

Modificato da Wasted Years

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No, Carlo, ma grazie della dritta.

Quel viso mi ricorda un attore di un film (western ovviamente) più recente, ma non ho più

la memoria di un tempo. Bisognerebbe che lo trasmettessero in TV e per caso

io sia lì a vederlo. Un evento sempre più raro ultimamente: mi ero inserito nella

discussione "Un western al giorno", ma gli impegni e la stanchezza serale hanno

sempre la meglio. E ora sempre di più preferisco un buon fumetto a un film

così così...

Thomas Haden Church in "Broken Trail".

Me lo ha suggerito un tacchino che pascola per casa e non si fa

mai gli affari suoi, ma per una volta ha aiutato un vecchio

appassionato di western che però non ha più la memoria

di un tempo (e qualcuno me lo rinfaccia sempre)...

E' fortunato perché il Giorno del Ringraziamento è passato

e non me lo sarei ricordato nemmeno se il film lo avessi rivisto ieri.

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On 24/11/2017 at 21:17, ymalpas dice:

Un color complessivamente davvero sotto tono, il peggiore di quelli che ci è stato dato da leggere almeno a livello di storie brevi. Prime tre storie non all'altezza e per niente glbonelliane. Quella di Boselli di gran lunga la migliore, seguita a ruota da quella di Nizzi, le uniche due che abbiano un reale motivo di essere in questo volumetto. Sul fronte dei disegni, Frisenda con degli orribili primo piano di Tex ( per esempio l' ultima vignetta di pag. 33 ), quelli di Soldi bocciati, quelli di Poli i migliori con quelli di Zaghi, quelli di Bertozzi da rivedere, comunque buoni.Bellissima la copertina di Dotti anche se non si ricollega a nessuna storia. Con la viva speranza che in futuro si possano leggere storie più texiane, perché qui sembra che si possa osare di tutto e di più (vedi Giusfredi ma anche l'improbabile Ruju).

 

Devo chiarire una cosa.

Quando ho espresso il commento di sabato non avevo ancora letto l'albo e parlavo in generale.

Non mi piacciono cioè le storie sempre uguali a sé stesse.

Viva il cambiamento, ma solo se propone qualcosa di buono.

E in questo Color di buono non ho trovato quasi nulla.

Brutti tutti i disegni (e sono a colori, figuriamoci come sarebbero apparsi in BN), anche quelli di Frisenda che sono buoni in generale ma qualcuno ci ha visto per caso Tex Willer?

L'avete notata la seconda vignetta di pag. 25?

Mamma mia!

E le storie?

E' vero, è difficile dare il meglio in una trentina di pagine o poco più; si può solo fare una specie di riassunto.

Da Nizzi mi aspettavo francamente di più ma, per dare dei pareri più significativi, lo devo vedere su una storia più lunga.

Si riconosce lo stile di Boselli che non è male ma, ripeto, le storie brevi sono difficili per tutti, anche per lui.

Mi è invece piaciuto abbastanza Ruju che, su una storia del genere, articolata con un po' più di respiro (ahia, le storie brevi che strazio), poteva cavar fuori qualcosa di veramente buono.

Credo che le critiche di inverosimilità sulla sua storia siano troppo dure.

Vediamo perché

[ S P O I L E R ]

Ci sta benissimo che Carson, specialmente quando vede una bella ragazza, si faccia abbindolare con il trucco del whisky drogato.

Ci sta benissimo anche che Tex abbia visto Duke, che doveva essere nel saloon con Carson, alla finestra di una camera e abbia così mangiato la foglia.

E infine ci sta benissimo che Tex abbia avuto dei sospetti su Smoulders, che lo abbia spiato e che lo abbia poi "fatto parlare".

Il saloon è deserto quando arriva Tex?

Beh, quando arrivano René e Ramona ci sono solo 4 persone; non badiamo al capello.

E' solo successo tutto troppo in fretta.

In complesso è il più brutto Color che abbia visto la luce, naturalmente soltanto secondo me.

Ho il vago sospetto che quando esce un albo che, invece di una storia unica di 160 pagine (che non sono poche), contiene 4 o 5 racconti brevi, la SBE non abbia niente da pubblicare (se ci vuole un anno per 110 pagine in BN, quanto tempo ci vuole per 160 pagine a colori?) e si arrabatti come può.

Ma magari sbaglio.

Spero che nessuno me ne voglia, ho soltanto espresso il mio parere.

 

 

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<span style="color:red;">22 minuti fa</span>, Letizia dice:

Ho il vago sospetto che quando esce un albo che, invece di una storia unica di 160 pagine (che non sono poche), contiene 4 o 5 racconti brevi, la SBE non abbia niente da pubblicare (se ci vuole un anno per 110 pagine in BN, quanto tempo ci vuole per 160 pagine a colori?) e si arrabatti come può.

Ma magari sbaglio.

 

 

Credo proprio che in questo caso ti sbagli. Questa pubblicazione nasce proprio dalla volontà di avere storie di questo formato. Che, nel progetto del curatore, possono servire come "banco di prova" per nuovi sceneggiatori o disegnatori da arruolare eventualmente in pianta stabile su Tex. Che poi in quanto a tempistiche sia più semplice e veloce realizzare questo albo piuttosto che un "classico" color con una storia unica da 160 pagine, è un'ovvia conseguenza.

Non sto dicendo che apprezzo particolarmente questo formato; alla prima uscita ero rimasto piacevolmente sorpreso, dopo aver letto quello dell'anno scorso avevo affermato che ormai le storie brevi mi avevano stancato. Principalmente perché non lo ritengo un formato adatto a Tex; inoltre una storia breve, per funzionare, ha bisogno di un'idea originale, un effetto-sorpresa, che nelle storie dell'anno scorso non avevo trovato. Vedremo se quest'anno mi dovrò ricredere.

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