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TWF - Tex Willer Forum

[70/72] Pueblo Bonito


theLord
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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini - Francesco Gamba
Periodicità mensile: Agosto 1966 - Ottobre 1966
Inizia nel numero 70 a pag. 64 e finisce nel numero 72 a pag. 53

 

Sulle Terre Alte si allunga l'ombra minacciosa della strega Zhenda! La megera mira a insediare il figlio Sagua come capo dei Navajos al posto di Tex, e per farlo non esita a uccidere.

Tex e Tiger Jack sono feriti e assediati a Pueblo Bonito! Giunti nell'antico villaggio sulle tracce della strega Zhenda, i due pards respingono le incursioni dei Navajos plagiati dalla fattucchiera, finché a toglierli dai guai arrivano Kit Willer e Big Elk. Intanto, i ribelli di Grande Orso, fedeli alla megera, attaccano un ranch suscitando la reazione dell'esercito, tenuto a freno da Kit Carson per evitare una sanguinosa guerra contro tutto il popolo navajo. Nel frattempo, Piccolo Falco e il suo amico pellerossa finiscono nelle grinfie dei seguaci di Sagua, figlio di Zhenda e Freccia Rossa...


Copyright: Sergio Bonelli Editore

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  • 8 months later...
  • Rangers

Questa è una di quelle storie "importanti" per la saga Texiana. Per la prima volta Aquila Della Notte, rischia di essere spodestato dal suo comando dei Navajo, in quanto rispunta un altro figlio di Freccia Rossa. Sagua che si mostra comunque dubbioso fin da subito dei metodi usati dalla madre Zhenda, vera arteficie della ribellione. Viene eliminato un grosso nome del passato di Tex, Ta-Hu-Na, lo stregone che celebr? il matrimonio tra Aquila Della Notte e Lylith. La ribellione scoppia tra i Navajos delle Terre Alte e quelli delle Pianure, anche se non ci sono mai veri e propri scontri fraticidi tra le due fazioni. Memorabile la battaglia al Pueblo Bonito, Tex e Tiger se la vedono veramente brutta, anche se mostrano i denti e decimano senza pietà gli avversari. Entrambi feriti, si trovano veramente nei guai. Tutta la storia è ben congegnata, l'attacco dei ribelli al ranch, l'omicidio di un capo che fino alla fine voleva rimanere fedele a Tex, i dubbi di Sagua. Abbiamo anche qualche trovata ironica: la lettera che Carson spedisce al capitano di Fort Defiance che "sbavava" all'idea di guadagnarsi qualche medaglia sul campo. Nella lettera c'è l'accenno alla stupidit? di Custer. Il finale eccezionale, sembra portare alla chiusura della faccenda e alla fine della strega. Il suo ritorno sarà ripreso parecchi anni dopo da Nizzi, ma Sagua ormai ha fatto le sue scelte. :)Da rileggere. :inch: Voto 9.

  • +1 1
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  • 10 months later...

Storia molto bella (ripresa successivamente come remake ne ?Il presagio? da Nizzi) ma non ai livelli di classici come ?Sangue Navajo?. E' un passaggio importante, nel senso che aggiunge qualcosa alla saga e vi si viene a sapere che Tex non dovrebbe essere il capo dei Navajos, visto che il suo predecessore Freccia Rossa aveva avuto un figlio dieci mesi dopo il matrimonio tra Tex e Lilith. E? l'unica storia che viene disegnata da quattro artisti Galep, Gamba, Cormio e Muzzi. Evidenti tutti e quattro i tratti.

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  • 9 months later...

CAPOLAVORO!Capolavoro e pietra miliare della saga!A mio modesto parere, questa è una delle storie più avvincenti tra quelle scritte da Bonelli, e una delle più complesse e significative a livello di sceneggiatura. Personaggi straordinari caratterizzati a tutto tondo, di cui viene messa in mostra la tridimensionalit? caratteriale e la profondit? psicologica;cambi repentini di scena, in cui la camera del regista Bonelli si sposta in piena libertà da un ambiente all'altro, da un gruppo di personaggi all'altro;e la grande commistione di generi, tra i fiori all'occhiello del creatore di Tex:questa volta, in una avventura quasi totalmente avventurosa e razionale, si insinua l'elemento magico, con pochi ma significativi momenti. E soprattutto, l'elemento che più salta all'occhio, e che maggiormente dovrebbe farci riflettere in merito ai presunti ?canoni texiani?,? il fatto che questa è non solo una storia corale tra altre storie corali, ma è la storia più corale della lunga saga di Tex, al cui confronto la coralità de ?Gli invincibili? impallidisce!In questo senso, si potrebbe pensare che la vicenda sia scritta da un Boselli sotto sbornia di comprimari? e invece no!,?Il segno di Zhenda? è scritta proprio da Bonelli Magno;un Bonelli Magno che fa quello che mai nessuno ha fatto in tal misura:mettere Tex completamente in disparte, farlo comparire in un numero di pagine davvero esiguo e, soprattutto, non fargli avere alcun peso nella risoluzione della vicenda! L'autore regala al suo ranger una sola lunga sequenza avventurosa in cui poter mettere in risalto le proprie doti e il proprio eroismo, e poi più nulla -una sequenza spettacolare, quella al Pueblo Bonito, tra l'altro intervallata dall'inserimento di altre scene con altri personaggi, in pura marca boselliana. Quindi, credo che i ?canoni texiani?, se davvero devono corrispondere alle storie di Bonelli (e così deve essere!), devono essere un po' rivisti. Forse, prima di gridare al tradimento dei canoni (cosa che ho fatto spesso anche io) bisognerebbe rileggere le storie che vanno da ?I figli della notte? al, più o meno, numero 100. Si scoprirebbe un Tex in parte diverso, soprattutto da un punto di vista caratteriale (e anche, forse, narrativo). E si potrebbe scoprire che se Nizzi si rifece alla classicit?,Boselli si rif? a una pre-classicit? altrettanto classica. E ancora:l'uso dei pards è quanto di più innovativo (innovativo per i canoni consolidati) si sia visto in 62 anni. Già ho detto della scarsa presenza di Tex, a livello sia quantitativo che qualitativo? e che dire di Tiger? Mi chiedo, come al solito, cosa sarebbe successo se questa storia fosse uscita oggi firmata da un Nizzi o un Boselli:già li immagino i cori di protesta:perchè Tiger (e anche sul ruolo di Carson ci sarebbe da discutere) sembra messo in scena al solo scopo di essere impiombato, senza che abbia il minimo peso non solo nell'insieme della storia, ma addirittura nella singola lunga scena in cui compare!Ora, a me un uso del genere di Tiger non piace?. ma se la storia in sè è stupenda, chi se ne strafrega se, per una volta,Tiger è inutile? Credo che a rileggere queste storie bonelliane si ha un insegnamento ancora più grande:godiamoci Tex, divertiamoci a leggerlo in maniera più spensierata, lasciando un attimo da parte i canoni, gli arrovellamenti intellettuali, le sindromi da ubc e da incongruenza, ecc?Divertiamoci!Splendida l'ultima vignetta di pag.119 di ?Pueblo Bonito?!.... ci mostra un uomo piegato dai dubbi, incerto sulla giustezza dei propri atti. Sagua è un personaggio straordinario proprio per questa sua complessit? psicologica:? un grande guerriero, uno che vorrebbe giungere alla gloria mettendo in mostra il suo valore senza l'aiuto delle arti magiche della madre;? una persona saggia che, proprio come Tex, vorrebbe a tutti i costi evitare una guerra fratricida. Ma è anche, in un certo senso, un debole:uno la cui volont? soccombe al carisma di Zhenda. Ecco, il personaggio Sagua è un altro elemento che rende questa storia non solo straordinariamente bella, ma anche straordinariamente moderna;e ancora una volta, pensando all'approfondimento psicologico effettuato da Bonelli, non posso che ritornare a Boselli e ai suoi personaggi tridimensionali. E Zhenda? Secondo me anche Zhenda rientra, almeno parzialmente, in questo discorso:anche lei, cioè, non è un avversaria comune, una che agisce per soldi o sete di potere. No, lei agisce per amore. Ogni suo atto è attuato in nome della gloria futura di suo figlio, gloria che considera come suo diritto inalienabile. Poi, ovviamente, non è che abbia tutte le rotelle al posto giusto;e probabilmente, un indagine psicologica che indaghi sulle dinamiche di questo rapporto madre-figlio, ci potrebbe dire qualcosa di interessante. In ogni caso,Zhenda è un personaggio che adoro, fin da quando, in tenera età, lessi il seguito di questa storia scritto da Nizzi, a mio parere un altro capolavoro ben degno di figurare accanto a questo. La strega navajo non è forse una delle avversarie storiche di Tex, ma io (e sembrer? blasfemo) ho sempre preferito lei al vecchio Mefisto!Il finale è entusiasmante:la tensione è costante, e cresce affidata a momenti in cui la magia la fa da padrone (e tutto il finale della storia sembra deciso non dai personaggi o da eventi con cause logiche, ma da spiriti e profezie) ad altri, realistici, in cui leggiamo l'apprensione di Tex che cavalca verso il covo di Zhenda per salvare suo figlio. Il momento in cui si sentono rullare i tamburi di morte in tutta la riserva è spettacolare!Il finale è anche abbastanza strano:la storia si chiude con una sorta di armistizio, senza che tra i rivali ci sia lotta, e anche le decisive decisioni del consiglio degli anziani non ci vengono rese note:un Tex più diplomatico del solito, che non punisce nemmeno gli ultimi ribelli- poi giustiziati dai soldati (e per fortuna, ripeto, che la storia l'ha scritta Bonelli!)!L'ultima vignetta è bellissima:la storia si conclude così come era cominciata:uno stregone, la mesa degli scheletri, e simboli profetici.

  • +1 1
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  • 2 years later...

Una buona storia, corale come dice Paco (anche se io non la paragonerei mai a Gli Invincibili :malediz... ), in cui spicca in particolare la figura di Sagua, un debole animato comunque da sentimenti nobili di lealt? e coraggio. Il lettore lo apprezza, e lo apprezza anche Tex che in fin dei conti accetta di buon grado di dividere il potere con lui (che peraltro è suo cognato, nonchè zio di suo figlio :D ). Bellissima la sequenza iniziale, con i segni nefasti interpretati da Ta-hu-na fino all'assassinio dello sciamano, e la parte finale, con Big Elk che si immola per salvare il suo amico Piccolo Falco e Sagua che non si lascia irretire dalla rabbia mantenendosi lucido dopo la morte della madre. In mezzo tanta (forse troppa) azione, e un abuso di comunicazioni via etere: tra segnali di fumo, rulli di tamburi e riflessi del sole nello specchio, si eccede forse nel rappresentare le possibilità di comunicazione dei tempi, che per come è resa sembra più efficiente della nostra stessa Telecom :fumo:

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  • 6 years later...

Ultimamente ho ripreso in mano alcune storie di GLB,  fra cui questa Pueblo Bonito.  Ottima storia con un Tex "complesso"  che nel corso della trama passa da uomo d'azione a stratega (e in qualche punto fa anche da spettatore).

 

Memorabile come si incacchia con il figlio (promette infatti di strigliarlo con un ramo... di cactus!). Interessante come a quei tempi le storie fossero in qualche modo tutte collegate fra loro(dopo pochi albi Nuvola Rossa ricorderà lo storico stregone assassinato in quest'albo).

 

Un altra cosa  molto interessante sono due spunti che offre questa storia. Premetto però che il seguito di Nizza l'ho letto quasi ai tempi della sua uscita quindi non mi ricordo se sono stati sviluppati in quel seguito.

 

Il primo è la storia di Zhenda. Tiger e Carson  sembrano già averne sentito parlare mentre a Tex il nome non dice niente. Mi pare che sia lo stesso Nuvola Rossa a fare un breve cenno, spiegando chi fosse:una squaw di Freccia Rossa allontanata per anni dalla tribù e che ha conosciuto Raska, ovvero la strega dei Coloradas.  Altro non viene detto, GLB ha lanciato il sasso e nascosto la mano :-)

 

Altro spunto.

Nella prima parte dell'albo compare un Navajo, poi abbandonato nel corso della storia, di nome Kiowa se non erro.

È proprio  Kiowa che racconta a Kit Willer chi fosse Ta-hu-na, ovvero lo stregone che aveva celebrato il matrimonio fra Tex e Lilith. E specifica inoltre che fu proprio lo stregone a dirgli di insegnare al futuro capo Navajo tutta una serie di trucchi e abilità indiane. Ma che a voi risulti, questo personaggio, primo mentore di Tex all'interno della riserva, era mai apparso prima?

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Rover 85 dice:

Altro spunto.

Nella prima parte dell'albo compare un Navajo, poi abbandonato nel corso della storia, di nome Kiowa se non erro.

È proprio  Kiowa che racconta a Kit Willer chi fosse Ta-hu-na, ovvero lo stregone che aveva celebrato il matrimonio fra Tex e Lilith. E specifica inoltre che fu proprio lo stregone a dirgli di insegnare al futuro capo Navajo tutta una serie di trucchi e abilità indiane. Ma che a voi risulti, questo personaggio, primo mentore di Tex all'interno della riserva, era mai apparso prima?

 

Mai,

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  • 2 years later...

Buonissima storia, che sviluppa un soggetto estremamente interessante,

era ora che qualcuno dei Navajos piantasse un po' di casino riguardo allo straniero diventato capo supremo solo per gli occhi belli della figlia del capo... :D

 

Ottimo l'inizio (spiace per Ta-Hu-Na), apprezzabile il sottile e non invadente filo di soprannaturale, molto ben gestita la presenza dei soldati in tutta la storia, a partire dalla loro casuale presenza al ranch attaccato dai ribelli (scene del genere mi facevano impazzire da piccolo :)) fino alla strepitosa lettera di Carson al colonnello Emery che spernacchia l'intoccabile mito di Custer e per finire fantastica la battaglia al Pueblo Bonito.

 

Zhenda è una pazza molto credibile, Sagua un bel personaggio "a più dimensioni" (nemmeno poi troppo triste quando la madre vola nel burrone, sembra si sia tolto un peso) e Big Elk è strepitoso, il suo sacrificio finale che fa "avverare" la profezia è un colpo di genio, che permette a GLB di evitare una "concreta" guerra civile navajo le cui conseguenze sarebbero state probabilmente difficili da gestire.

 

Riguardo alla parte grafica, nel complesso è molto buona, anche se si nota ogni tanto qualche "stonatura" dovuta probabilmente alla presenza di diversi artisti (durante la battaglia del Pueblo Tex nel giro di due vignette prima spara con il winchester usando la destra e poi usando la sinistra, una cosa decisamente senza senso visto che avviene prima del suo ferimento).

 

Che dire, l'avevo divorata da "giovin lettore", me la sono stragoduta in rilettura nel "librotto" pubblicato poco più di un anno fa.

 

Il sondaggio non c'è ma avrei dato 9.

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  • 1 month later...

Bellissima e iconica storia che ho finito di rileggere proprio oggi.

Mi stupisce che questa storia non sia annoverata tra i classici di GLB perché per me è stata una lettura affascinante.

Tex si trova ad affrontare una minaccia inaspettata: Sagua, figlio di Zhenda e Freccia Rossa, fomentato dalla madre punta a spodestare Aquila della notte e a diventare il nuovo capo dei navajos.

 

Una storia ricca di scene iconiche una dietro l'altra, ma tutte inserite in pieno nella trama e rese epiche dalla capacità di scrittura di GLB. 

L'oscuro inizio, la battaglia di Pueblo Bonito, il viaggio di Kit Willer e Big Elk, l'attacco al ranch, la controffensiva di Tex e dei navajos e, infine, l'epico finale dove svetta la figura di Sagua, personaggio tridimensionale che sembra uscito da una tragedia di Shakespeare.

 

Ai disegni troviamo la coppia Galep/Gamba in ottima forma. Molto suggestivo l'inizio con gli oscuri presagi di Ta-Hu-Nah e l'introduzione di Zhenda, fino a tutti gli snodi chiave. Difficile trovare dei punti deboli per i disegni realizzati da questa coppia molto affiatata.

 

A breve mi metterò sotto con il seguito.

Non ricordo quasi niente perché saranno quasi 20 anni che non la riprendo in mano. Nel frattempo posso dire di aver speso benissimo il tempo che ho dedicato a questa storia.

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  • 9 months later...

Allora...Letta finalmente la prima storia con Zhenda (ho letto già la seconda parte di Nizzi/Civitelli). Cosa dire...I disegni di Galep, seppur io preferisca di gran lunga Civitelli, si sono mostrati calzanti, evocativi (soprattutto su Zhenda e il suo nascondiglio) e precisi.

La sceneggiatura di GLB mette in luce tanti aspetti retorici ma universali. La lealtà, la fratellanza e l'amicizia. Attraverso parole ed azioni, sia dei "buoni" (Tex, lo stregone navajo, il guerriero navajo prigioniero con Kit) che dei "cattivi" (Sagua) GLB cerca di dare epicità e significato alla storia.

Zhenda vuole aiutare il figlio e avere voce in capitolo.

Ci sono azione, sparatorie, ferimenti (Tex e Tiger), colpi di scena, magia.

C'è tanta carne al fuoco che GLB e Galep gestiscono bene.

Storia buona e forse non c'era bisogno del seguito (accettabile ma non necessario) di Nizzi/Civitelli.

Il 30/11/2010 at 15:30, paco ordonez dice:

CAPOLAVORO!Capolavoro e pietra miliare della saga!A mio modesto parere, questa è una delle storie più avvincenti tra quelle scritte da Bonelli, e una delle più complesse e significative a livello di sceneggiatura. Personaggi straordinari caratterizzati a tutto tondo, di cui viene messa in mostra la tridimensionalit? caratteriale e la profondit? psicologica;cambi repentini di scena, in cui la camera del regista Bonelli si sposta in piena libertà da un ambiente all'altro, da un gruppo di personaggi all'altro;e la grande commistione di generi, tra i fiori all'occhiello del creatore di Tex:questa volta, in una avventura quasi totalmente avventurosa e razionale, si insinua l'elemento magico, con pochi ma significativi momenti. E soprattutto, l'elemento che più salta all'occhio, e che maggiormente dovrebbe farci riflettere in merito ai presunti ?canoni texiani?,? il fatto che questa è non solo una storia corale tra altre storie corali, ma è la storia più corale della lunga saga di Tex, al cui confronto la coralità de ?Gli invincibili? impallidisce!In questo senso, si potrebbe pensare che la vicenda sia scritta da un Boselli sotto sbornia di comprimari? e invece no!,?Il segno di Zhenda? è scritta proprio da Bonelli Magno;un Bonelli Magno che fa quello che mai nessuno ha fatto in tal misura:mettere Tex completamente in disparte, farlo comparire in un numero di pagine davvero esiguo e, soprattutto, non fargli avere alcun peso nella risoluzione della vicenda! L'autore regala al suo ranger una sola lunga sequenza avventurosa in cui poter mettere in risalto le proprie doti e il proprio eroismo, e poi più nulla -una sequenza spettacolare, quella al Pueblo Bonito, tra l'altro intervallata dall'inserimento di altre scene con altri personaggi, in pura marca boselliana. Quindi, credo che i ?canoni texiani?, se davvero devono corrispondere alle storie di Bonelli (e così deve essere!), devono essere un po' rivisti. Forse, prima di gridare al tradimento dei canoni (cosa che ho fatto spesso anche io) bisognerebbe rileggere le storie che vanno da ?I figli della notte? al, più o meno, numero 100. Si scoprirebbe un Tex in parte diverso, soprattutto da un punto di vista caratteriale (e anche, forse, narrativo). E si potrebbe scoprire che se Nizzi si rifece alla classicit?,Boselli si rif? a una pre-classicit? altrettanto classica. E ancora:l'uso dei pards è quanto di più innovativo (innovativo per i canoni consolidati) si sia visto in 62 anni. Già ho detto della scarsa presenza di Tex, a livello sia quantitativo che qualitativo? e che dire di Tiger? Mi chiedo, come al solito, cosa sarebbe successo se questa storia fosse uscita oggi firmata da un Nizzi o un Boselli:già li immagino i cori di protesta:perchè Tiger (e anche sul ruolo di Carson ci sarebbe da discutere) sembra messo in scena al solo scopo di essere impiombato, senza che abbia il minimo peso non solo nell'insieme della storia, ma addirittura nella singola lunga scena in cui compare!Ora, a me un uso del genere di Tiger non piace?. ma se la storia in sè è stupenda, chi se ne strafrega se, per una volta,Tiger è inutile? Credo che a rileggere queste storie bonelliane si ha un insegnamento ancora più grande:godiamoci Tex, divertiamoci a leggerlo in maniera più spensierata, lasciando un attimo da parte i canoni, gli arrovellamenti intellettuali, le sindromi da ubc e da incongruenza, ecc?Divertiamoci!Splendida l'ultima vignetta di pag.119 di ?Pueblo Bonito?!.... ci mostra un uomo piegato dai dubbi, incerto sulla giustezza dei propri atti. Sagua è un personaggio straordinario proprio per questa sua complessit? psicologica:? un grande guerriero, uno che vorrebbe giungere alla gloria mettendo in mostra il suo valore senza l'aiuto delle arti magiche della madre;? una persona saggia che, proprio come Tex, vorrebbe a tutti i costi evitare una guerra fratricida. Ma è anche, in un certo senso, un debole:uno la cui volont? soccombe al carisma di Zhenda. Ecco, il personaggio Sagua è un altro elemento che rende questa storia non solo straordinariamente bella, ma anche straordinariamente moderna;e ancora una volta, pensando all'approfondimento psicologico effettuato da Bonelli, non posso che ritornare a Boselli e ai suoi personaggi tridimensionali. E Zhenda? Secondo me anche Zhenda rientra, almeno parzialmente, in questo discorso:anche lei, cioè, non è un avversaria comune, una che agisce per soldi o sete di potere. No, lei agisce per amore. Ogni suo atto è attuato in nome della gloria futura di suo figlio, gloria che considera come suo diritto inalienabile. Poi, ovviamente, non è che abbia tutte le rotelle al posto giusto;e probabilmente, un indagine psicologica che indaghi sulle dinamiche di questo rapporto madre-figlio, ci potrebbe dire qualcosa di interessante. In ogni caso,Zhenda è un personaggio che adoro, fin da quando, in tenera età, lessi il seguito di questa storia scritto da Nizzi, a mio parere un altro capolavoro ben degno di figurare accanto a questo. La strega navajo non è forse una delle avversarie storiche di Tex, ma io (e sembrer? blasfemo) ho sempre preferito lei al vecchio Mefisto!Il finale è entusiasmante:la tensione è costante, e cresce affidata a momenti in cui la magia la fa da padrone (e tutto il finale della storia sembra deciso non dai personaggi o da eventi con cause logiche, ma da spiriti e profezie) ad altri, realistici, in cui leggiamo l'apprensione di Tex che cavalca verso il covo di Zhenda per salvare suo figlio. Il momento in cui si sentono rullare i tamburi di morte in tutta la riserva è spettacolare!Il finale è anche abbastanza strano:la storia si chiude con una sorta di armistizio, senza che tra i rivali ci sia lotta, e anche le decisive decisioni del consiglio degli anziani non ci vengono rese note:un Tex più diplomatico del solito, che non punisce nemmeno gli ultimi ribelli- poi giustiziati dai soldati (e per fortuna, ripeto, che la storia l'ha scritta Bonelli!)!L'ultima vignetta è bellissima:la storia si conclude così come era cominciata:uno stregone, la mesa degli scheletri, e simboli profetici.

Concordo con molte tue analisi.

Tanti bei personaggi, sfaccettati, protagonisti, ambivalenti.

Storia molto matura, avvincente e non banale di GLB, coadiuvato da un Galep efficace (seppur non di mio gusto).

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10 ore fa, Diablorojo82 dice:

C'è tanta carne al fuoco che GLB e Galep gestiscono bene.

Storia buona e forse non c'era bisogno del seguito (accettabile ma non necessario) di Nizzi/Civitelli.

 

In effetti no. Nizzi, soprattutto il Nizzi dei primi tempi, che secondo me ha sempre avuto più problemi sui soggetti che sulle sceneggiature, si "rifugiava" spesso in situazioni e personaggi ripresi da Glb, con alterne fortune. Nel caso di Zhenda, la retcon è del tutto gratuita e non giustificata nemmeno dalla qualita della storia.

Edited by Leo
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