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TWF - Tex Willer Forum

[382/384] La Tigre Nera


bressimar
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Voto alla storia  

83 members have voted

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Non avevi torto nel 2006.

 

Io non ho notato nessuna incongruenza, e per me questa storia rimane perfetta( i" difetti" di Diablero mi sembrano davvero cercare il pelo nell' uovo,tipo la discussione sulla finestra..ma dai,sul serio? per me questi non sono difetti,sono solo cose che accadono in una storia.Se analizzi così col lanternino,ben poco ha senso.) 

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<span style="color:red">10 minuti fa</span>, Mister P dice:

Aiuto, nel 2006 ero talmente entusiasta della storia da definirla capolavoro immortale :wacko:.

Addirittura dicevo che la scena con i giganti cinesi non era una nizzata antelitteram :o.

Mi sa che ricordo male e la rilettura dove ho notato le magagne è più recente...

 

Nel 2006 avevi diciotto anni di meno, sia anagraficamente che di forum alle spalle (soprattutto, non avevi alcun anno di Diablero alle spalle :D ). 

 

Ci sta cambiare idea, crescere, maturare, diventare adulto anche come lettore, più consapevole. Ci sta accorgersi che i giudizi entusiastici di ieri ci appaiano ingenui oggi. 

 

Ad una lettura più adulta, più ponderata, la Tigre mostra diverse lacune. Tex è a volte ingenuo, e lo è solo per far filare la storia più velocemente, senza indugi. La mia rilettura di qualche mese fa mi aveva già svelato ciò che Diablero oggi ha messo nero su bianco. E credevo che, per il lettore che sono diventato oggi, mi sarei risentito di simili scorciatoie. Invece, è possibile che rispetto a qualche anno fa stia facendo un percorso inverso? E cioè che, stavolta consapevolmente, stia tornando a quel mio modo di leggere più naif così da godermi maggiormente le letture mettendo in secondo piano alcune superficialità delle sceneggiature?

 

Dopo il lettore bambino e quello adulto, sto diventando nuovamente un lettore -  consapevolmente - bambino? E se anche fosse? Avercene, di Tigri Nere ;)

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Sinceramente non ha molto senso questo atteggiamento "devo scusarmi con me stesso perché non analizzo la storia?" Ognuno cerca cose diverse quando legge.C'é chi cerca storie che non abbiano incongruenze e in cui tutto fili alla perfezione.Io bado solo che una storia mi appassioni.E preferisco dieci volte questa storia a molte altre che potrebbero essere più logiche( che poi,come ho già detto,non che ci siano chissà quali errori,incongruenze macroscopiche o chissà che.Tutto per me più che accettabile.Sempre citando Diablero,a me la sequenza della sparatoria al Cubero Pass diverte e appassiona ogni volta che la leggo.Se non é credibile,alzo le spalle e dico" Chi se ne frega"?) 

E personalmente,non credo proprio che un Carson ironico visto all' inizio sia una brutta cosa.Niente di tutto questo lo sminuisce in alcun modo,anzi.

 

PS: per sapere a chi si é ispirato Nizzi per il personaggio,lo ha detto lui stesso: il malese Capitano Nemo

Edited by Grande Tex
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Più semplicemente, a persone diverse danno fastidio cose diverse.

 

Già il parlare di essere troppo fiscali rispetto ad "inezie" tipo Tex che è rappresentato come un idiota, quando magari poi ci si incavola magari per un disegnatore... la soluzione del "mistero" sta semplicemente nel fatto che a qualcuno certe cose danno fastidio, e altre no, o di meno (non è possibile "smettere di vedere" cose che hai già visto, al massimo cambia la tua valutazione della loro importanza.

 

Ma se il gusto è soggettivo...  come si fa a dare tanto spesso per "oggettiva" la scala di questi valori, tanto da accusare di pignoleria chi nota Tex e Carson che vengono miracolosamente mancati da decine di colpi a tradimento, senza che abbiano fatto nulla per meritarselo? Come cosa assurda siamo a livelli di Tex che vola. Ma immagino che suonerebbe strano dare del "pignolo" a chi fa osservare che Tex vola...  :rolleyes:

 

Di "oggettivo" qui c'è il fatto che Tex e pards, per fare un esempio, parlino dei fatti loro davanti ad un cinese quando sanno che sono contro una setta cinese, e poi si chiedano come fanno i cinesi a sapere quello che dicono: QUELLO è oggettivo, stampato e incontrovertibile. Il fatto che a qualcuno (tipo me) dia MOLTO fastidio, ad altri (Leo) meno fastidio, e ad altri ancora (Grande Tex) piaccia un sacco, invece va nel campo del soggettivo. Però ogni volta si cerca di far passare la "scala di valori soggettiva" di quello a cui piace un sacco come "oggettiva" e chi non la segue sarebbe "pignolo"...  :rolleyes:

 

P.S.:

24 minutes ago, Grande Tex said:

PS: per sapere a chi si é ispirato Nizzi per il personaggio,lo ha detto lui stesso: il malese Capitano Nemo

Dov'è il sommergibile? :laugh:

 

Dai, qui davvero era più credibile se diceva che l'aveva preso dalla principessa Leia..

 

.

Edited by Diablero
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  • co fondatore
<span style="color:red">42 minuti fa</span>, Leo dice:

Nel 2006 avevi diciotto anni di meno, sia anagraficamente che di forum alle spalle (soprattutto, non avevi alcun anno di Diablero alle spalle :D ). 

 

Ci sta cambiare idea, crescere, maturare, diventare adulto anche come lettore, più consapevole. Ci sta accorgersi che i giudizi entusiastici di ieri ci appaiano ingenui oggi. 

No, all'epoca ero del partito che Nizzi prima del 400 era un grande autore e aveva cominciato a calare dopo il 400. Quindi tendevo a chiudere un occhio su certe "magagne" comparse nei suoi episodi più vecchi (certo, poca roba rispetto a quello che avremmo visto in seguito) e ne uscivo con giudizi anche esageratamente entusiastici come questo.

Secondo me, detto oggi, la Tigre Nera è un'ottima storia ma non un capolavoro. Non sono drastico come Diablero ma alla fine anche io l'ho rivalutata molto.

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<span style="color:red">50 minuti fa</span>, Diablero dice:

sanno che sono contro una setta cinese

No non lo sanno in realtà.Sanno che stanno affrontando un gruppo di criminali, forse una setta,non hanno idea se c entrino o no i cinesi

<span style="color:red">52 minuti fa</span>, Diablero dice:

Dov'è il sommergibile? :laugh:

 

Un personaggio, ex principe malese spodestato che cerca vendetta e che odia i bianchi: mi pare perfettamente credibile anche senza scomodare il sommergibile.O davvero non vedi le somiglianze? 

<span style="color:red">54 minuti fa</span>, Diablero dice:

tanto da accusare di pignoleria 

Preciso: sempre secondo me.Niente di oggettivo

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<span style="color:red">8 ore fa</span>, Grande Tex dice:

PS: per sapere a chi si é ispirato Nizzi per il personaggio,lo ha detto lui stesso: il malese Capitano Nemo

 

Nemo è indiano (dell'India ovviamente e per la precisione del Bundelkhand per parte di padre e del Regno di  Mysore per parte di madre) e non malese.

Se lo ha detto Nizzi è imperdonabile.

Se è un errore tuo posso passarci sopra .:D

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Un lettore può anche avere 12 anni.

L'autore però ne ha di più.

Se il dodicenne non fa caso a certe incongruenze, non è motivo valido per perdonare le incongruenze stesse all'autore.

Se Tex cade dal quarto piano e non si fa nulla, come John Wick, smetto di comprarlo.

La sospensione dell'incredulità si accetta solo se non si esagera e se non ne si abusa.

La figura da piccione di Tex è intollerabile.

 

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<span style="color:red">52 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Nemo è indiano (dell'India ovviamente e per la precisione del Bundelkhand per parte di padre e del Regno di  Mysore per parte di madre) e non malese.

Se lo ha detto Nizzi è imperdonabile.

Se è un errore tuo posso passarci sopra .:D

Non ricordo le parole precise quindi sì,errore mio probabilmente

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2 hours ago, Carlo Monni said:

Nemo è indiano (dell'India ovviamente e per la precisione del Bundelkhand per parte di padre e del Regno di  Mysore per parte di madre) e non malese.

In origine l'intenzione di Verne era di dire che fosse Polacco.

 

Da wikipedia:

 

Questa versione contrasta però con alcuni dati di fatto, in quanto richiesta dall'editore di Verne e non da Verne stesso, in origine. La prima versione presentava infatti una storia differente.

 

Nella versione iniziale di Ventimila leghe sotto i mari Nemo era difatti un nobile polacco desideroso di vendicarsi dell'omicidio della sua famiglia durante la repressione russa della Rivolta di gennaio (l'insurrezione polacca, 1863-1864). L'editore di Verne, Pierre-Jules Hetzel, temette la censura del libro sul mercato russo e di offendere un potente alleato francese, l'Impero russo, e rese oscuri il passato e le motivazioni di Nemo. Dai dati non modificati che Verne ha lasciato, appare visibile, soprattutto nella prima parte del romanzo, che Nemo ha una cultura di tipo europeo, poi giustificato dal fatto che ha studiato in Europa, come molti nobili indiani dell'epoca, dall'età di 10 anni fino ai 30 circa. Inoltre, tra le incongruenze vi sono l'aspetto di Nemo, descritto come un "meridionale", ma come un uomo bianco e non come un indiano di pelle scura (anche se è vero che la classe nobile indiana spesso presenta la pelle chiara, poiché discendente dagli arii, soprattutto nel nord, da dove Nemo afferma di venire).

In alcune lettere, lo scrittore esprime disappunto per le interferenze di Hetzel e descrive l'originale background di Nemo, sotteso nel primo libro e cambiato nel secondo. Nemo è qui un fervente repubblicano, a cui i russi deportano e uccidono i familiari per rappresaglia, generando così il profondo odio visibile nel romanzo; Verne parla in una lettera all'editore di un Nemo «polacco, la cui moglie era morta sotto lo knut[8] e i figli erano morti in Siberia»[9]; precisa poi in un'altra lettera quella che era l'idea originale del libro, di Nemo come «un signore polacco, le cui figlie sono state violentate, la moglie uccisa con un'ascia, il padre è morto sotto lo knut, un polacco di cui tutti gli amici erano morti in Siberia e la cui nazionalità sparì dall'Europa sotto la tirannia dei russi».[10]

 

[...]

 

Verne non corresse la prima parte del romanzo, ormai uscita, cosicché resta difficile identificare Nemo come un sovrano indiano che combatte principalmente per patriottismo e non solo per rivalsa (sarebbe impossibile senza la rivelazione finale de L'isola misteriosa), mentre sarebbe più semplice se fosse un nobile polacco che vuole principalmente una vendetta personale per la sua famiglia, come era nelle intenzioni dello scrittore; difatti è rappresentato come un europeo nella maggior parte delle riduzioni cinematografiche (tranne in tre, in cui appare come un vero indiano: il film del 1916, la miniserie del 1973 e il film, tratto dal graphic-novel, La leggenda degli uomini straordinari), e anche nella seconda si trovano tracce della prima redazione, per dimenticanza o per volontà polemica dello scrittore verso la censura dell'editore (Nemo mostra solo in un'occasione una simpatia per un pescatore indiano, ma perché "oppresso", così come aiuta i greci insorti, ma non mostra alcuna emozione particolare per l'India vicina). Non presenta mai caratteristiche tipiche da indiano, anche se con cultura europea per aver studiato all'estero, ma appare europeo in tutto e per tutto. In particolare:

  • nella scena del cimitero di corallo, appare una croce sottomarina eretta dai marinai del Nautilus, e lo stesso Nemo si inginocchia a pregare con le braccia in croce.[12] Anche se non sembra praticare alcuna religione specifica, tutto questo è tipico di chi comunque ha un background cristiano, come un nobile polacco, e non indù o musulmano, come ci si aspetterebbe da un principe indiano.
  • l'aspetto di Nemo e dei marinai è descritto come europeo, anche se di diverse latitudini.
  • Nemo non mostra disprezzo aperto per gli inglesi come ne L'isola misteriosa, perfino alcuni suoi marinai sono descritti come inglesi, ne conosce bene la lingua e afferma di aver studiato a Londra (e alcune parti del Nautilus sono state costruite in Inghilterra e Scozia), mentre nell'Isola afferma di non aver voluto mettere mai piede nella terra dei suoi oppressori; né mostra astio particolare verso la nazionalità di Ned Land, canadese anglosassone e quindi suddito britannico.
  • la nave affondata da Nemo, che si dice inglese nell'Isola, non viene riconosciuta (ad esempio per l'aspetto dei marinai o per la loro lingua) né da Arronax né da Ned Land[13], la cui lingua madre è l'inglese, e quindi poteva più facilmente essere russa (le navi britanniche erano molto più frequenti nelle rotte dell'epoca, mentre quelle russe lo erano meno, e il Nautilus incontra e affonda due sole navi nemiche durante il viaggio).
  • la famiglia di Nemo del ritratto non viene descritta come indiana da Arronax, mentre la moglie di Nemo, ad esempio, avrebbe dovuto avere caratteristiche e abiti tipicamente indiani, che sono facilmente riconoscibili, ma si parla solo di "una giovane donna con due bambini ancora piccoli".[14]
  • la cultura di Nemo è prettamente europea (usa un nome latino e latini sono il nome ed il motto della sua nave), e si nota anche la sua ammirazione per l'arte classica ed europea[15], e la mancanza totale di riferimenti indiani nel Nautilus e nella cabina di Nemo, neppure tra i suoi oggetti personali; nell'Isola invece mostra un forte attaccamento all'India come sua madrepatria.
  • Aronnax identifica gli uomini dell'equipaggio come europei di varie nazionalità in base ai tratti somatici: "Riconobbi senza incertezza degli inglesi, dei francesi e alcuni slavi, un greco o candiota. Ma quegli uomini erano poco loquaci, e usavano l'idioma bizzarro di cui non sapevo identificare nemmeno l'origine".
  • il primo degli eroi di Nemo, il cui ritratto campeggia nella sua cabina, è proprio l'eroe polacco Tadeusz Kościuszko (gli altri sono Daniele Manin, Abraham Lincoln, John Brown disegnato da Victor Hugo, George Washington, Daniel O'Connell e Markos Botsaris, tutti "occidentali" e oppositori delle monarchie, una cosa insolita per il figlio di un sovrano indiano mirante a restaurare il suo regno (Nemo è inoltre un ammiratore della Rivoluzione francese); lo stesso Verne era vicino alla massoneria e repubblicano, se non anarchico).[16][17][18] Descrivendo il ritratto di Kościuszko, inoltre, Arronax cita la frase «Finis Poloniae», attribuita al condottiero e patriota polacco il cui quadro appare come il più importante nella cabina di Nemo (al di sopra si trova solo il ritratto famigliare). Nessun eroe indiano è presente ed è difficile comunque che un indiano conoscesse bene e ammirasse tutti questi personaggi.
  • nel primo libro Nemo mira, oltre ad esplorare il mare, principalmente a combattere l'imperialismo e a vendicare la famiglia e la patria (pur mirando anche a un certo potere personale, spiegato poi come l'amore-odio del vinto per il vincitore, quindi invidia per la stessa efficiente organizzazione coloniale e nazionale inglese), mentre nell'Isola sembra voler ripristinare un regno libero in India (almeno come obiettivo ideale), non lottare per una generica libertà sua e dei popoli oppressi.
  • nel primo libro si dice che Nemo lasciò la società umana dopo il 1865, e i primi incidenti con le navi avvengono circa tre anni dopo, coerentemente con la fine della rivolta polacca nel 1864; la rivolta indiana invece terminò nel 1857, da che risulta che Nemo abbia passato circa 8 anni a costruire il Nautilus, mantenendo nel contempo legami col mondo fino al 1865 (anno in cui acquistò gli ultimi libri), dato che non si parla di avvistamenti del "mostro" (cioè del sottomarino) precedenti.

 

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Torniamo a seguire l'albo, cercando sempre di non ridere.. (e non è mica facile, questa storia è ESILARANTE... che grande talento comico che abbiamo perso, bloccando Nizzi su Tex per tanti anni... se una persona non avesse mai letto un albo di Tex, o - peggio ancora - avesse un immagine di Tex che viene dalle storie di Nolitta, adattate anche alla TV, capisci come possa essersi appassionato alle avventure di QUESTO Tex, e poi rimanere molto perplessi di fronte a storie dove "è troppo invincibile" come quelle di Bonelli. Sono quelli che le storie di GL Bonelli se le ricordavano, come me, che soffrivano a vederlo trattato così...))

 

Ripensiamo al "difficilissimo caso" creato da Nizzi che appare UN VERO ROMPICAPO a Tex, Carson e Mac Parland...

 

Ci sono diverse persone SCOMPARSE senza lasciare traccia, o uccise. Il numero dei morti è tale che si muove la Pinkerton. Scoprono che OGNI VOLTA la vittima aveva FIRMATO UN ATTO DI VENDITA, e sempre DI FRONTE ALLO STESSO NOTAIO (numero 382 pagina 6 prima vignetta). Cioè Madison.

 

Ma per la Pinkerton "è tutto a posto" negli atti di vendita...  perchè sono SCRITTI BENE, "non c'è una virgola storta" (stessa pagina vignetta 3). Cioè nel mondo del Tex di Nizzi, basta avere una bella calligrafia per fregare la Pinkerton...   :laughing:

 

Tex e Carson scoprono, grazie al fatto che nove dipendenti di uno di questi "acquirenti" gli scaricano addosso i caricatori di nove fucili (circa 150 pallottole in tutto) da pochi metri di distanza (senza peraltro fargli un graffio), che uno degli acquirenti è sospetto (ma va?), ma quando vanno a interrogarlo lo trovano morto.

 

Già sospettavano di Morel (perchè la sua faccia non piaceva a Tex, che è il massimo di indagine che gli abbia mai visto fare in una storia di Nizzi), ora vanno a cercare anche lui. Lo trovano solo il giorno dopo. Assassinato.

 

Ormai sanno che i due erano sgherri della Tigre Nera, che ha fatto uccidere tutti i precedenti proprietari. Gli atti di vendita FIRMATI NELLO STUDIO DEL NOTAIO MADISON (che in realtà è la Tigre Nera. Cioè un malese. E non se ne è mai accorto nessuno..) erano stati contraffatti o estorti.

 

Che fareste voi? Andreste a cercare Madison? Beh, sì, è quello che farebbe chiunque, e quindi lo fanno anche Tex e Carson, che lo cercano...

 

... per chiedergli informazioni! :laughing:

 

...e Tex SI FIDA CIECAMENTE (dopo avergli fatto il nome di Rickers CAUSANDO LA SUA MORTE (:rolleyes:) , E si convince che "è un tipo a posto" (pagina 37 numero 383) :laughing:

 

(e gli altri concordano con lui :laughing: )

 

Basta, dopo questa ho voglia di leggere dei "gialli" più seri e meno ingenui...  dove ho messo i vecchi Topolino? :P

 

P.S.: come fa questo furbissimo Tex a intuire che il notaio che ha certificato tutti gli atti di vendita fasulli sia un tipo sospetto? Semplice... TROVA IL FAZZOLETTO DI MOREL. Senza nemmeno perquisire la stanza. Lo VEDE, semplicemente, mentre sta dicendo agli altri che il notaio è un tipo a posto di cui fidarsi. il fazzoletto era lì DAL GIORNO PRIMA. La Tigre Nera ha probabilmente fatto pulire tutte le tracce di sangue ma ha lasciato il fazzoletto per un giorno in bella vista...  :laughing:

 

P.P.S.: La setta è così segreta, ma cosi segreta, che I SICARI MALESI DELLA TIGRE NERA, IN VESTITO MALESE E CON COLTELLI MALESI, inseguono Rickens IN PIENA CITTÀ E IN PIENO GIORNO! (pagina 47). Per loro fortuna Rickens è ancora così attento alla segretezza della setta che per pagine e pagine NON CHIAMA AIUTO, e il suo primo grido è quello di morte (che Tex sente benissimo, quindi avrebbe sentito anche richieste d'aiuto precedenti... ma siamo in una storia di Nizzi, Rickens probabilmente sa cosa succede a chi chiede l'aiuto di Tex...)  :laughing:

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Tre cose

 

1) Intanto Tex e Carson non sanno che il notaio é coinvolto.Sanno che tutte le persone uccise si erano rivolte a lui( unico notaio in città, niente di sospetto in lui.) e quindi sono andate a chiedergli informazioni,ma non possono sapere del suo vero coimvolgimento( proprio perché ci sono degli atti ereditari,dei falsi,per depistare le indagini).Gli atti di vendita erano in favore degli altri complici,poi uccisi,non suoi.

 

2) Morel era stato ucciso in un' altra stanza.Dunque se il sangue era stato  ripulito in quell' altra stanza ha senso che il fazzoletto sia ancora lì.

 

3) Abbiamo già visto che in città ci sono vari orientali,quindi non c é niente di strano che due malesi della Tigre Nera girino per le strade.É chiaro che in città a gente così ci sono abituati.Riguardo alla setta...nessuno sa che c' entrino gli Orientali.Nessuno sa niente sulla Tigre nessuno sa se siano coinvolti degli orientali,degli inglesi o degli alieni.

 

PS: Mi sembra più che comprensibile che Rickers non chiami aiuto: é colto dal panico,e spesso in queste situazioni si perde la testa e non si ragioma logicamente( se guardi la scena dove viene intercettato era su un carretto pronto a fuggire,eppure quando vede i due sicari,si allontana a piedi in un magazzino vicino.Perché? Colpa del panico).

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P.P.P.S: la faccia che fa Tex quando qualcuno, FINALMENTE gli spiega che la persona di cui avrebbe sospettato CHIUNQUE (tranne loro) era il capo della setta...  :laughing::laughing::laughing:

 

1.jpg

 

E la faccia che fa quello sveglissimo di Carson...  :rolleyes:


2.jpg

 

Ma il più bello è L'INVESTIGATORE DI PROFESSIONE, Mac Parland...  :laughing::laughing::laughing:


3.jpg

 

 

  • +1 1
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49 minuti fa, Diablero dice:

sospettavano di Morel (perchè la sua faccia non piaceva a Tex, che è il massimo di indagine che gli abbia mai visto fare in una storia di Nizzi)

Ma non eri tu quello che si lamentava che Tex nelle storie di Nizzi non aveva il sesto senso di quello di Bonelli? Ma sei incontentabile😆

3 minuti fa, Diablero dice:

P.P.P.S: la faccia che fa Tex quando qualcuno, FINALMENTE gli spiega che la persona di cui avrebbe sospettato CHIUNQUE 

Non so,tu l avevi capito già prima della rivelazione? Io no

Ma in ogni caso il lettore,come osservatore esterno,sa necessariamente più dei personaggi.Nel caso nessuno di loro aveva elementi per capire che un personaggio così apparentememte marginale,potesse essere quello a capo di tutto( in un' associazione a delinquere,di solito,il capo  é il passacarte a cui affidano gli atti? ) 

Edited by Grande Tex
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4 minutes ago, Grande Tex said:

Ma non eri tu quello che si lamentava che Tex nelle storie di Nizzi non aveva il sesto senso di quello di Bonelli? Ma sei incontentabile😆

Io? Sesto senso? Mi sa che mi hai confuso con qualcun altro (che stava parlando di Dylan Dog) :rolleyes:

 

Quello che ho sempre detto è che Tex Willer "nel mondo di GL Bonelli" è una persona normale, abile, onesta, coraggiosa e che si schiera sempre dalla parte dei deboli, ma non è invincibile. Quindi nelle storie è normale che a volte sbagli, ma non viene mai ridicolizzato.

 

Mentre "nel mondo di Nizzi" Tex Willer è famosissimo perchè NON FALLISCE MAI (e lo dice lui stesso, vantandosene), è una star mondiale, tutti lo conoscono e sono terrorizzati da lui, e quindi quando Nizzi lo fa fallire SEMPRE, viene amplificato "l'effetto ridicolo"

 

9 minutes ago, Grande Tex said:

Non so,tu l avevi capito già prima della rivelazione? Io no

 

Io sì.

 

Che fosse parte della banda si capisce appena viene nominato, già dopo poche pagine, fra le persone coinvolte nei passaggi di proprietà (e per questo le affermazioni successive dei pards sul fatto che sia un "rompicapo" sono ridicole: qualunque personaggio dei fumetti rappresentato come senziente direbbe subito che i responsabili delle morti e delle sparizioni devono essere loro, essendo gli unici che ci hanno guadagnato)

 

Che non sia un "semplice sgherro" ma la Tigre Nera travestita si può sospettare dai lineamenti e dal fatto che "parla a suo nome" tranquillizzando Morel, già dalla PRIMA PAGINA in cui appare davvero, e non solo come "nome".

 

E il sospetto diventa ASSOLUTA CERTEZZA nel momento in cui, dopo pochissime pagine, dice a Morel che "va a prendere qualcosa che gli farà cambiare idea". E già qui il fatto che Morel non sia fuggito immediatamente (avete mai sentito una frase più sospetta di questa?) fa capire che Tex, Carson e Mac Parland non sono gli unici fresconi in questa storia...  :rolleyes:

 

Ma anche se non vedi l'ovvia minaccia nella frase e la "stranezza" del suo comportamento, nella pagina successiva... dai FA IL GHIGNO DEI CATTIVI DI CAPITAN MIKI!  E questo sarebbe l'abile attore che frega tutti? Capisco che Nizzi veniva dal Giornalino che aveva all'epoca un pubblico "parrocchiale" praticamente di bambini sotto gli 11 anni (tutti smettevano di andare a catechismo dopo la Cresima), e forse per questa sua esperienza era stato scelto per Tex per la capacità di fare trame "semplici"...  ma davvero, questa è una trama che non ingannerebbe un bambino di 11 anni! :rolleyes:

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34 minuti fa, Diablero dice:

Ma il più bello è L'INVESTIGATORE DI PROFESSIONE, Mac Parland...  :laughing::laughing::laughing:

 

Su questo punto devo ammettere di convenire con Diablero: anche io, fermo restando il mio giudizio più che positivo su questa storia, ho sempre trovato un po' fuori luogo questa sequenza. O, per meglio dire, l'ho sempre trovata un po' "forzata": benché Tex gli abbia fornito un indizio di estrema rilevanza circa il coinvolgimento del notaio Madison nella setta della Tigre Nera (che Tex e Carson non sanno ancora siano la stessa persona), stona parecchio e fa anzi anche un po' specie che Mac Parland si limiti a ritenere "un po' strana" la questione del fazzoletto di Jean Norel rinvenuto poco prima da Tex sul pavimento dello studio notarile, dove evidentemente non poteva certo essere rimasto per un mese intero.

 

Diciamo dunque che, in tale frangente, Nizzi non fa fare certo una bella figura a Mac Parland, tratteggiandolo come un ingenuotto che di fatto nega a sé stesso l'evidenza, ma in fondo credo che ciò sia coerente con la tendenza in genere sin troppo "texcentrica" del modus di sceneggiare nizziano. 

Edited by juanraza85
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  • co fondatore
Posted (edited)
6 ore fa, Diablero dice:

Capisco che Nizzi veniva dal Giornalino che aveva all'epoca un pubblico "parrocchiale" praticamente di bambini sotto gli 11 anni (tutti smettevano di andare a catechismo dopo la Cresima), e forse per questa sua esperienza era stato scelto per Tex per la capacità di fare trame "semplici"... 

Infatti il Commissario Spada è tipico personaggio da fumetto parrocchiale :azz:... Per il resto del post hai ragione tu, ma qui volevo fare il pignolo.

Edited by Mister P
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La Tigre Nera non è, non vuole e non può essere un giallo sopraffino. È una storia d'azione che spesso sconfina nel registro della commedia brillante e con un cattivo affascinante perché esotico. 

Anche quel suo megacastello nero con l'ingresso a forma di fauci di tigre, tutti i trabocchetti di cui è disseminato il percorso, quei due gigantoni malesi sono poco credibili a ben guardare. Letta sotto queste lenti, la storia si demolisce facilmente. È un'altra l'ottica con cui va guardata la storia: va letta a briglia sciolta, in relax, a gustarsi eventi e disegni. 

 

Su Fuga da Anderville Diablero ha tentato la stessa opera distruttrice: analizzando le singole sequenze di quell'avventura, le ha trovato zeppe di magagne. Una storia insalvabile, a suo dire, pessima, da buttare. Lì non mi convinse nessuna sua critica, molti di noi ribatterono punto su punto, per poi restare ciascuno della propria opinione. Ricordo un tentativo di Diablero di coinvolgere Borden nella bocciatura, che però fu rispedito al mittente. Nonostante le critiche circostanziate di Diablero e le altrettanto dettagliate risposte di altri, ciascuno rimase della sua opinione non per partito preso o per non guastare i ricordi di infanzia, ma perché molte delle scene che Diablero pretendeva oggettive erano in realtà interpretabili, e si scoprì che ognuno ne poteva dare un'interpretazione diversa (Diablero ovviamente dissentira' pretendendo di essere nel giusto più assoluto sulla base di una logica ferrea, la sua ;) ).

 

La Tigre Nera no. Questa la demolisci più facilmente. Alcuni possono anche fare delle obiezioni più o meno centrate (come le repliche puntuali di Grande Tex), ma vista col lanternino del giallista questa storia non ne esce bene. Dipende quindi dal lanternino. Dalla luce che utilizzi per leggerla.

 

Il fatto che questa storia sia apprezzatissima, qui nel forum, su Facebook, dalla stessa casa editrice che l'ha ripubblicata sulle grandi storie bonelli, dovrebbe far capire che non c'è un pubblico di idioti che apprezza la cacca da una parte e Diablero e una minoranza illuminata come lui dall'altra. C'è un pubblico variegato, che sa apprezzare una storia per quel che è e per quel che propone, nonostante e a prescindere dai suoi punti deboli. 

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9 ore fa, Diablero dice:

persone coinvolte nei passaggi di proprietà

Come passacarte

Nel senso che ha fatto il lavoro per loro,ma,al momento,non sembra abbia un margine di guadagno( e infatti Tex e i pards sospettano degli altri).

Facciamo un paragone: mettiamo che ci sia una banda di rapinatori di banche che ha noleggiato un automobile per un colpo. Uno che investiga( quindi non tu,lettore) penseresti mai che il capo della banda sia il concessionario che l ha noleggiata? 

Per il resto @Diablero mi sembra tu stia confondendo quello che sa il lettore con quello che sa Tex

Anche ammesso che ci fosse una freccia disegnata sul personaggio con su scritto: il cattivo é lui,lo saprebbe il lettore non i perso

naggi.I personaggi sono in condizione di inferiorità rispetto al lettore

9 ore fa, Diablero dice:

momento in cui, dopo pochissime pagine, dice a Morel che "va a prendere qualcosa che gli farà cambiare idea". E già qui il fatto che Morel non sia fuggito immediatamente (avete mai sentito una frase più sospetta di questa

Ecco,qui secondo me fai una cosa che fai spesso: pretendere dai personaggi di una  storia,e non solo da Tex, un livello di ommiscienza davvero esagerato.Capisco che magari tu nella vita sia una specie di Sherlock Holmes che capisce tutto😁 ma pretendere davvero che in una storia i personaggi riescano ad intuire le cose basandosi su una frass " sospetta" ( che poi " sospetta"...) secondo me é esagerato

 

9 ore fa, Diablero dice:

Sesto senso? Mi sa che mi hai confuso con qualcun altro (che stava parlando di Dylan Dog

Che Tex abbia spesso( non sempre) dimostrato una certa abilità e intuizione per capire chi sta da una parte e chi dall altra mi pare assodato

25 minuti fa, Leo dice:

vista col lanternino del giallista questa storia non ne esce bene. Dipende quindi dal lanternino. Dalla luce che utilizzi per leggerla.

Io ho apprezzato anche il mistero.E i colpi di scena.Non me li aspettavo.Diablero magari sì,ma é un" problema suo"😆 mi viene da dire. E stando alle altre critiche alla storia,mi viene da dire che é un problema quasi solo suo.Personalmente credo che un lettore atipico come lui generalmente farà attenzione a cose a cui gli altri non badano o se ne fregano,compreso lo sceneggiatore( che a mio giudizio fa più che bene).

Edited by Grande Tex
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  • co fondatore
<span style="color:red">24 minuti fa</span>, Leo dice:

È un'altra l'ottica con cui va guardata la storia: va letta a briglia sciolta, in relax, a gustarsi eventi e disegni.

Concordo con te. Anche su Anderville, criticabile magari per delle scene poco texiane, ma che come western bellico regge, checché ne dica Vincenzo.

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E come storia avventurosa, funziona pure la Tigre Nera, al netto delle presunte od oggettive "magagne" che si possano riscontrare. Posta sotto il lanternino, anche la quotidianità reale può apparire incoerente e forzata, poiché spesso le azioni possono essere condizionate dall'emotività o altri fattori imprevedibili, se così non fosse non esisterebbero errori o scelte sbagliate nella vita; di conseguenza anche nella narrativa, frutto della fantasia umana, non tutto può seguire i binari della perfezione. A mio avviso qualsiasi opera (o autore) può essere presa in castagna se si analizza sequenza per sequenza, ma in fondo siamo lettori e non inquisitori. I difetti di Nizzi sono arcinoti, ma voler distruggere a tutti costi pure le sue opere migliori, per me non è giusto. Diablero ha il diritto sacrosanto di esprimere le sue ben motivate opinioni e tesi, ma preferisco ancora lasciarmi rapire dalle emozioni durante la lettura, poiché analizzando con minuzia tutti i dettagli, finirei per non divertirmi più. 

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<span style="color:red">12 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

E come storia avventurosa, funziona pure la Tigre Nera, al netto delle presunte od oggettive "magagne" che si possano riscontrare. Posta sotto il lanternino, anche la quotidianità reale può apparire incoerente e forzata, poiché spesso le azioni possono essere condizionate dall'emotività o altri fattori imprevedibili, se così non fosse non esisterebbero errori o scelte sbagliate nella vita; di conseguenza anche nella narrativa, frutto della fantasia umana, non tutto può seguire i binari della perfezione. A mio avviso qualsiasi opera (o autore) può essere presa in castagna se si analizza sequenza per sequenza, ma in fondo siamo lettori e non inquisitori. I difetti di Nizzi sono arcinoti, ma voler distruggere a tutti costi pure le sue opere migliori, per me non è giusto. Diablero ha il diritto sacrosanto di esprimere le sue ben motivate opinioni e tesi, ma preferisco ancora lasciarmi rapire dalle emozioni durante la lettura, poiché analizzando con minuzia tutti i dettagli, finirei per non divertirmi più. 

Concordo. 

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Come passacarte

Nel senso che ha fatto il lavoro per loro,ma,al momento,non sembra abbia un margine di guadagno( e infatti Tex e i pards sospettano degli altri).

Facciamo un paragone: mettiamo che ci sia una banda di rapinatori di banche che ha noleggiato un automobile per un colpo. Uno che investiga( quindi non tu,lettore) penseresti mai che il capo della banda sia il concessionario che l ha noleggiata? 

Per il resto @Diablero mi sembra tu stia confondendo quello che sa il lettore con quello che sa Tex

Anche ammesso che ci fosse una freccia disegnata sul personaggio con su scritto: il cattivo é lui,lo saprebbe il lettore non i perso

naggi.I personaggi sono in condizione di inferiorità rispetto al lettore

Ecco,qui secondo me fai una cosa che fai spesso: pretendere dai personaggi di una  storia,e non solo da Tex, un livello di ommiscienza davvero esagerato.Capisco che magari tu nella vita sia una specie di Sherlock Holmes che capisce tutto😁 ma pretendere davvero che in una storia i personaggi riescano ad intuire le cose basandosi su una frass " sospetta" ( che poi " sospetta"...) secondo me é esagerato

 

Che Tex abbia spesso( non sempre) dimostrato una certa abilità e intuizione per capire chi sta da una parte e chi dall altra mi pare assodato

Io ho apprezzato anche il mistero.E i colpi di scena.Non me li aspettavo.Diablero magari sì,ma é un" problema suo"😆 mi viene da dire. E stando alle altre critiche alla storia,mi viene da dire che é un problema quasi solo suo.Personalmente credo che un lettore atipico come lui generalmente farà attenzione a cose a cui gli altri non badano o se ne fregano,compreso lo sceneggiatore( che a mio giudizio fa più che bene).

Guardando i commenti...Diciamo che Diablero fa parte della minoranza(non silenziosa) che non ha gradito la storia portandoci i suoi interessanti punti di vista.

<span style="color:red">4 ore fa</span>, Leo dice:

La Tigre Nera non è, non vuole e non può essere un giallo sopraffino. È una storia d'azione che spesso sconfina nel registro della commedia brillante e con un cattivo affascinante perché esotico. 

Anche quel suo megacastello nero con l'ingresso a forma di fauci di tigre, tutti i trabocchetti di cui è disseminato il percorso, quei due gigantoni malesi sono poco credibili a ben guardare. Letta sotto queste lenti, la storia si demolisce facilmente. È un'altra l'ottica con cui va guardata la storia: va letta a briglia sciolta, in relax, a gustarsi eventi e disegni. 

 

Su Fuga da Anderville Diablero ha tentato la stessa opera distruttrice: analizzando le singole sequenze di quell'avventura, le ha trovato zeppe di magagne. Una storia insalvabile, a suo dire, pessima, da buttare. Lì non mi convinse nessuna sua critica, molti di noi ribatterono punto su punto, per poi restare ciascuno della propria opinione. Ricordo un tentativo di Diablero di coinvolgere Borden nella bocciatura, che però fu rispedito al mittente. Nonostante le critiche circostanziate di Diablero e le altrettanto dettagliate risposte di altri, ciascuno rimase della sua opinione non per partito preso o per non guastare i ricordi di infanzia, ma perché molte delle scene che Diablero pretendeva oggettive erano in realtà interpretabili, e si scoprì che ognuno ne poteva dare un'interpretazione diversa (Diablero ovviamente dissentira' pretendendo di essere nel giusto più assoluto sulla base di una logica ferrea, la sua ;) ).

 

La Tigre Nera no. Questa la demolisci più facilmente. Alcuni possono anche fare delle obiezioni più o meno centrate (come le repliche puntuali di Grande Tex), ma vista col lanternino del giallista questa storia non ne esce bene. Dipende quindi dal lanternino. Dalla luce che utilizzi per leggerla.

 

Il fatto che questa storia sia apprezzatissima, qui nel forum, su Facebook, dalla stessa casa editrice che l'ha ripubblicata sulle grandi storie bonelli, dovrebbe far capire che non c'è un pubblico di idioti che apprezza la cacca da una parte e Diablero e una minoranza illuminata come lui dall'altra. C'è un pubblico variegato, che sa apprezzare una storia per quel che è e per quel che propone, nonostante e a prescindere dai suoi punti deboli. 

Concordo...E ci può stare.

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Il 6/1/2024 at 10:22, Leo dice:

 

Io l'ho riletta recentemente e di magagne ce ne sono. Ho trovato tuttavia che la storia nel complesso funziona alla grande, e non me la sono fatta sminuire dalla maggiore attenzione con cui leggo oggi rispetto al passato. 

 

Mi sono accorto che dopo il forum non leggo più le storie, ma le analizzo nei minimi dettagli. So già quale situazione si presterà alle critiche di chi, e guardo le singole sequenze quasi con l'occhio di un inquisitore. È un riflesso condizionato da anni di processi, pardon analisi approfondite, qui sul forum. Mi accorgo pure che tale riflesso mi guasta la lettura, ma ormai sono questo tipo di lettore, non posso smettere di esserlo come si smette un abito. 

 

La Tigre Nera non fa eccezione ed è ampiamente criticabile, me ne sono accorto non piu tardi di qualche mese fa. Tuttavia, a me Carson con l'Amleto semplicemente fa ridere. Rido di cuore. Tex fa diversi errori e ingenuità ma la storia fila che è un piacere, appassiona, è avvincente, ha un gran bel nemico.

 

In questo caso, non ho smesso di essere il lettore che - ahimè, maledetto forum e maledetta età adulta - sono diventato; ma la storia mi ha divertito talmente tanto che ha spuntato le mie cesoie, ha fatto cadere ogni mia censura. "E divertiti!" e' come se mi avesse detto. "Ma io non mi diverto con storie che non funzionano, non sono un lettore a buon mercato", ho risposto di rimando. Ma niente, non c'è stato verso, pur protestando verso me stesso,verso quella mia perniciosa arrendevolezza e indolenza, continuavo a divertirmi. La storia filava, mi appagava.

 

Nizzi mi ha fatto fesso un'altra volta. 

Ha fatto fesso il 90% del forum ad occhio...Sei in buona compagnia 😉

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Come dice Leo, questa storia crolla COME GIALLO. Se vista in un altra ottica, letta in fretta senza pensarci troppo, FUNZIONA ALLA GRANDE. A differenza di Fuga da Anderville (che mi faceva incaxxxre) mentre leggo le avventure di sti' tre fresconi di investigatori che non ne azzeccano una mi viene da ridere! È una fantastica storia COMICA!  :laugh:

 

È qui che dissento da Leo (a parte su tutta FdA che per me è una storia vergognosa che sputa in faccia a Fra Due Bandiere e agli ideali di GL Bonelli per farci una storiellina che inneggia alla guerra, ma su quella storia mi sa che è meglio non riaprire il vaso di Pandora...). Leo dice che questa storia funziona comunque, ma senza dire COME, come se fosse una cosa inessenziale.

 

Per me una storia di Tex deve funzionare in due maniere, contemporaneamente: deve essere una buona storia, e deve essere una buona storia di Tex.

 

Questa è una buona storia. Ma non è una buona storia di Tex.

 

Perché è una buona storia nel senso in cui La Pantera Rosa è una buona storia. Ma Tex non dovrebbe essere rappresentato come l'Ispettore Clouseau...

 

(notare fra l'altro QUANTE volte, nella storia, a partire dall'Amleto, ci sono dialoghi e situazioni che SOTTOLINEANO come Tex e Carson siano due vaccari ignoranti...che non siano laureati si sapeva, ma Nizzi sfrutta la cosa per deriderli, più volte. Anche da qui vedi il tono comico-umoristico della storia, e a spese di chi...)

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 A me sembra che in questa storia Tex e Carson siano decisamente im forma: capiscono subito del coinvolgimento di Morel e dei suoi soci,nonostante venga loro detto il contrario, capiscono il trucco del teatro,riescono a portarsi sulla strada giusta per la Tigre( e lì sì,lui riesce quasi a fregarli,cosa che però semmai esalta il cattivo più che sminuire Tex),certo non sanno che lui sia il vero capo della setta,ma certo non POTEVANO saperlo,visto che loro non sono il lettore( che indizi avevano loro per capire la sua identità? Magari il lettore poteva averne,ma loro no.É ovvio che il lettore ne sappia più di Tex).

Riescono poi a intuire la sua nuova identità di ingegnere minerario e poi,una volta catturati,riescono a sconfiggerlo solo contro tutti,costringendolo a ritirarsi. A me sembrano tutt' altro che scadenti o comici,ma piuttosto tostissimi e  in piena forma( vero é che c ' é dell' ironia su una certa loro ignoranza davanti a una cultura alta,ma mi sembra una cosa fatta in modo rispettoso, senza nessun intento denigratorio,anche perché non credo che ai lettori di Tex importi molto se il protagonista conosce Amleto.A mio giudizio questo tono umoristico é un di più alla storia).

 

 

 

Edited by Grande Tex
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