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TWF - Tex Willer Forum

Tex vive o sopravvive?


Leo
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Ho rivisto un articolo di Oreste Del Buono risalente al 1981, anno in cui Tex vendeva seicentomila copie

Nello stesso anno, e visto le quote di vendita, pur non dovendo cercare nessun tipo di innovazione,.. usciva in edicola "Il solitario del west" scritto da Nolitta e disegnato magistralmente da Ticci,... l'avventura e la spedizione scientifica sull'istmo di Panama, un grande esempio di rinnovamento del nostro Tex senza stravolgerne i carratteri fondamentali....:)
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  • Rangers

Imho Tex non può essere ridotto a "schemi fissi" n° si può riassumere l'intera saga in scatole chiuse e ripetitive. Tex è nato come fumetto Western ma le sue avventure hanno sempre spaziato in una miriade di filoni diversi ed è per questo che si è sempre rinnovato dal '48 ad oggi!Rinnovarsi non vuol dire cambiare completamente direzione di marcia, ma mantenere le caratteristiche principali ben salde e proporre nelle storie aspetti che non si erano mai toccati, o personaggi originali o ambientazioni insolite!Il riproporsi di storie del filone Tex contro indiani cattivi, Tex contro militari corrotti, Tex contro sette cinesi, Tex contro allevatori prepotenti o contro "signorotti locali", sono ovviamente obbligatorie e dovranno essere riproposte con regolarit? anche dai nuovi autori, che ci metteranno comunque il loro stile, la loro visione, il loro "marchio"... Ed è questo che porta ad un rinnovarsi della serie e non alla "morte" del Ranger!Del resto GLB l'ha sempre fatto: già nella fascia 1 - 100, i filoni si susseguono tutti. Fantascientifico, horror, western puro, guerre indiane, militari e politicanti corrotti, avventure nel grande nord o nel polveroso deserto, pistoleri, indiani ribelli, minatori, alieni e mummie, Mefisto ... I lettori non si annoiavano di certo, n° tantomeno lo scrittore che poteva spaziare da un genere all'altro (magari con più libertà e meno pensieri) e aveva quindi meno possibilità di arenarsi. Io trovo che Tex stia vivendo un buonissimo periodo e da quel che leggo, praticamente l'unico a pensare che il nostro non abbia più nulla da dire sia Pippo. Per carit? la sua opinione va rispettata e può benissimo dedicarsi a letture per lui più piacevoli (del resto io non ho mai letto un Nathan Never e non so quale sia la situazione attuale di quella serie). Però secondo me l'amico Pippo sbaglia di grosso nel non voler leggere le storie dei nuovi autori: Manfredi, Faraci e Ruju stanno facendo davvero un buonissimo lavoro, rescrivendo storie dallo stampo classico, ma con tutti un loro marchio ben diverso da quello di GLB e quindi il rinnovamento della serie c'è eccome!

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@Gabriele

Signori, io ho 14 anni e leggo Tex da quando ne avevo 6. Ho iniziato con il volume Serie Oro Tex contro Mefisto, poi Il Treno Blindato (e l' nacque la passione per le storie di Antonio Segura e il tratto di Josè Ortiz) a cui sono seguiti Il Passato di Carson (che storia, ragazzi!) e i primi due Texoni, Nizzi-Buzzelli e Nizzi- Giolitti ( e l' mi convertii al Nizzianesimo). Il primo Tex inedito che comprai fu Morte nella Nebbia, capolavoro sottovalutato di Boselli e Font da quel giorno non ho più smesso. Conosco miei coetanei che leggono Tex, ho visto ragazzini anche più giovani di me andare a cercare albi (piuttosto vecchiotti) per ultimare le loro collezioni alle mostre di fumetto, ho visto con questi occhi un ragazzo che avrà avuto la mia stessa età chiedere un disegno a Renzo Calegari, dimostrandosi anche un esperto di fumetti ( in quell'occasione l'ho avuto anch'io uno schizzo e ne vado fiero, anche se non è Tex). Sono un mistero gaudioso della fede?

complimenti per la passione!spero che il mio intervento non ti abbia fatto passare la voglia di leggere tex, perchè non erano le mie intenzioni. ma sono sicuro di no, mi sembri parecchio convinto in quello che dici, a differenza di me, che invece mi faccio un sacco di problemi!giovane come sei, mi hai commosso tanto con quello che hai scritto! ::evvai::
Ahah, no, assolutamente no, non abbandono Tex. ;) e la voglia di leggerlo e' ancora di piu'!
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@Cheyenne

mi rallegro perchè mi d' il piacere di rileggere Pippo, un utente che ho sempre visto con molta simpatia

ciao cheyenne, ringrazio e ricambio i complimenti. :)


Credo che sarebbe sempre il benvenuto anche in veste di ex lettore

senz'altro, del resto penso che un forum sia prima di tutto un posto frequentato da persone, e l'amicizia non dovrebbe mai venire meno per questioni di gusti o di divergenze di opinioni. :indianovestito:


@DOC

Ma quale sopravvivenza di Tex: se fossi lo scrittore di Tex m'incazzerei al solo pensiero che stia scrivendo un personaggio che "sopravvvive". Non è neanche molto rispettoso per Borden e i suoi colleghi.

voglio dire una cosa, non ho mai avuto intenzione di mancare di rispetto a nessuno, tantomeno a borden, il quale è liberissimo di scrivere tex se la cosa gli piace.

e poi non mi sembra proprio il caso di inca##arsi per le cose che ho scritto, visto che sono venuto in pace. ;)

@Sam Stone

Però secondo me l'amico Pippo sbaglia di grosso nel non voler leggere le storie dei nuovi autori: Manfredi, Faraci e Ruju stanno facendo davvero un buonissimo lavoro, rescrivendo storie dallo stampo classico, ma con tutti un loro marchio ben diverso da quello di GLB e quindi il rinnovamento della serie c'è eccome!

caro sam, io ti stimo molto, e apprezzo molto la tua passione per tex e il tuo tentativo di farmi cambiare idea, però permettimi di dire che io potrei fare lo stesso discorso con te, ad esempio dicendoti che sbagli di grosso a non leggere nathan never o un'altra delle serie che piacciono a me. :D


secondo me un'altra causa del successo di tex è anche questa, e cioè che (parlando in generale) sono pochissimi i lettori di tex disposti a conoscere altre testate, mentre non è vero il contrario, ci sono parecchi lettori di nathan never, dampyr o julia che trovano il modo di leggere tex, questo per una semplice questione di numeri, perchè il materiale texiano presente in edicola è maggiore!
? una pura legge matematica, e la matematica non è opinabile. :old:

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  • Rangers

caro sam, io ti stimo molto, e apprezzo molto la tua passione per tex e il tuo tentativo di farmi cambiare idea, però permettimi di dire che io potrei fare lo stesso discorso con te, ad esempio dicendoti che sbagli di grosso a non leggere nathan never o un'altra delle serie che piacciono a me. :D

secondo me un'altra causa del successo di tex è anche questa, e cioè che (parlando in generale) sono pochissimi i lettori di tex disposti a conoscere altre testate, mentre non è vero il contrario, ci sono parecchi lettori di nathan never, dampyr o julia che trovano il modo di leggere tex, questo per una semplice questione di numeri, perchè il materiale texiano presente in edicola è maggiore!
? una pura legge matematica, e la matematica non è opinabile. :old:

Ma io non leggo soltanto Tex, anzi recentemente e attualmente la GP PUBLISHING (piccola casa editrice e sicuramente non famosa quanto al SBE) ha riportato nelle edicole una gran quantit? di serie e tra quelle proposte ne ho comprate e seguite due con la stessa passione con cui seguo e continuerà a seguire Tex.

Si tratta di Comanche e Durango: sempre di genere Western, uno più classico e l'altro più violento e comunque molto diversi da Tex, sia come impostazione delle storie, sia come linguaggio e situazioni!

Non leggo Nathan Never non perchè ho la "vista" chiusa al solo Tex quindi, ma perchè il genere "guerre spaziali" non mi ha mai attirato completamente nel campo fumettistico (anche se adoro Star Wars e decine e decine di film simili)!

Non leggo Zagor perchè non mi ha mai convinto del tutto il lato comico di Cico.
Ho letto Dylan Dog (pochissimi numeri), ma non mi ha mai attirato quel genere.

Quando riuscir? voglio recuperare Magico Vento e Storia del West, questo per farti capire che come lettore di Tex leggo anche altre serie e non mi limito quindi al personaggio più celebre della SBE!

Negli anni ho letto anche Il Grande Blek, Il Comandante Mark, Il Piccolo Ranger e decine di altre serie.... ma la serie con cui alla fine mi ritrovo rimane sempre Tex.


I miei consigli di leggerti almeno le prove di Ruju non te li ho dati per farti cambiare idea, ma semplicemente perchè vista la tua antica passione per Tex secondo me rimarresti piacevolmente colpito nel ritrovare non tanto un personaggio dei fumetti, ma un amico! _ahsisi ::evvai:: :trapper:

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doc ha centrato quello che anch'io voglio direpremetto Tex è per me vivo e vegeto (in america Marvel e DC sognerebbero dati di vendita simili pur col supporto mediatico di film , videogiochi e gadget vari)se ciò è stato possibile lo si deve alle sagge e oculate scelte fatte in tanti anni dalla casa editrice. io ritengo si debba mantenere fede alle caratteristiche di Tex e pards( modo di agire , decidere , comportarsi , parlare(i siparietti), insomma la cosidetta texianit?: TEX COME PERSONAGGIO NON DEVE CAMBIARE altrmenti muore, non è più luidevono invece cambiare le situazioni in cui si viene a trovare, le ambientazioni(un bel viaggio fuori dall'arizona in stile Zagor o Mister No), qualche contaminazione avventurosa e horror, nuovi nemici(splendido e indimenticabile Jack Thunder e la sua banda), un p? di fantasia e un p? di western duro e crudo, nuovi autori con nuove idee, tanti nuovi disegnatori con stili moderni e classici e infine nuove scelte editoriali : il colore, le ministorie , il maxi tex con più di una storia e tante idee nuove ma sempre con il nostro Tex e che sia ben riconoscibile :colt:

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Se Tex sia finito o no, questo non lo so, posso dire che per il mio gusto personale trovo delle crepe in un certo modo di raccontarlo, ma se il termine di paragone dev?essere Nathan Never, allora qualcosa mi sento di dirlo, visto che sono gli unici due fumetti che leggo regolarmente. L'innovazione a ogni costo è stata e continua ad essere la rovina di NN, che era un personaggio e un fumetto grandioso che si è ridotto ad essere l'ombra di se stesso. A forza di cambiare, di rinnovare, il personaggio ha perso le sue caratteristiche essenziali, è diventato un'ameba informe pronta per tutti gli usi e gli abusi, a tutto vantaggio di mega seghe, e sottolineo seghe, che vorrebbero cambiare tutto per non cambiare niente, anzi, cambiano sè, nel senso di una progressiva involuzione di tutta una serie, e di collane parallele che figliano per generazione spontanea, in alcuni casi però con idee molto migliori della serie regolare. Il tentativo messo in atto in questi mesi, di riprendere spunti, topoi, situazioni e personaggi del passato, per il momento è stato assolutamente patetico, un'operazione di facciata che stona terribilmente con tutto quello che si era visto fino a questo punto. Sembra addirittura che si cerchi di cambiare il modo di raccontarlo, con risultati finora molto scarsi. Non si parla abbastanza delle differenze col NN degli inizi? Cavolo, sono almeno tre anni che dico che il personaggio è alla deriva, basta andare sul forum per rendersene conto. Sapete chi è l'unico, l'ultimo grande personaggio rimasto in NN° Quello che è sempre rimasto uguale a se stesso, perseguendo un unico obbiettivo dall'inizio alla fine: Solomon Darver, e guarda caso è stato tolto di mezzo, o almeno non sarà più uno dei cardini delle storie. Se quindi si pensa che Tex dovrebbe adeguarsi alla NN, allora dovrebbe davvero pensare ad una eventuale prossima chiusura. Detto questo, io sento dentro di me, visceralmente, di volere da Tex qualcosa di diverso, più che nelle situazioni o nei personaggi, nel modo di raccontarlo, e cerco di spiegarmi. Non sono un lettore di Magico Vento, ma ho avuto modo di leggere con grande piacere, per esempio, una storia incentrata sulle trattative per la vendita delle Black Hills, dove si incontra la Storia ufficiale. Di sparatorie, di cazzotti, di scontri, insomma, di ?eroico? c'è veramente poco. C?? invece un'attenzione straordinaria per dei particolari, che poi particolari non sono, che in Tex non ci sono mai o si vedono poco: pensieri dei vari personaggi, soldati e civili, con le loro motivazioni ed emozioni; divisioni interne fra gli indiani, che non sono un blocco unico; una lite prolungata fra una coppia indiana di sposi novelli; il tentativo di MV di capire, schierarsi, conciliare le differenze, e tanto altro. Tex dovrebbe tuffarsi nella sua spazzatura per recuperare elementi che ha sempre trascurato, senza neanche il bisogno di snaturarsi, e ce ne sono a bizzeffe. Le donne, per esempio, un grosso passo si era fatto con la ex e la possibile figlia di Carson, tutto è rimasto lettera morta, ma sarebbe interessante vedere, una volta tanto, qualcuno dei pards fare visita a una compagna. Si vuole rimanere fedeli a Lilyth? Bene, che la si faccia diventare una componente attiva: mai visto Tex, per esempio, ad inizio o a fine storia, ai piedi della sua tomba, per fare quello che vi pare, riflettere, pregare, schiacciare le formiche, insomma, farla essere un ricordo attivo e non un tab? inossidabile. Non c'è bisogno di nessun lato trombereccio, che non interessa neanche a me, ma qualcosa da questo punto di vista, sè. Tex non è capo di una tribù? E allora qualcosa di vita quotidiana io lo farei vedere, anche Tex preso in una diatriba per un branco di pecore, se saputo raccontare, sarebbe interessante. E sarebbe intrigante presentare una volta tanto i Navajos non come una tribù unita, sempre pronta a fare e a pensare come Tex, ma vedere anche delle fazioni diverse. Tex è un conoscitore di uomini? Che si faccia vedere in azione questa sua caratteristica, non darla per scontata dopo due secondi che si è introdotto un personaggio. Tutte le situazioni classiche vanno bene, diligenza, attacco indiano, ladri di bestiame, rapina in banca, ma raccontato in modo diverso, da un punto di vista meno eroico e se si vuole più banale. Le pecore con Tex non possono incastrarci nulla? E chi l'ha detto? Se saputa raccontare, ogni vicenda, anche la più banale, può diventare interessante. E senza perdere nessuna delle sue caratteristiche caratteriali. E? questo Tex: ?Era come il chiaro di luna in una notte d'estate e i suoi occhi verdi facevano ricordare lo scorrere delle acque del Colorado fra le alte gole del Grand Canyon°?E? questo Tex, il duro dei duri, il massacratore dei massacratori, o non un piuttosto un poetucolo romanticone da strapazzo un po' effeminato?No, è proprio Tex, è proprio lui, conoscendolo come un rude cowboy non incline a manifestare smancerie ed emozioni si può anche rimanere perplessi, ma questo passaggio è stato una cosa grandiosa, segno che se si vuole e si sanno fare, si possono fare tante cose. Un personaggio non è mai veramente finito, se ci può essere un modo diverso di raccontarlo. Secondo me Tex ne avrebbe bisogno, anche se le storie attuali sono di buon livello. E? come se con lui ci si fosse fissati a degli schemi narrativi, a-b-c, con tante varianti interne a1-a2-a3?b1-b2-b3° e così via: questo, per carit?, va benissimo, ma dopo sessanta e più anni si può scoprire che ci sono anche d-e-f?e tante varianti interne, e provare a percorrerne qualcuna. Forse basterebbe ancora meno, basterebbe ritrovare un certo linguaggio delle origini, frizzante, tagliente, e la serie farebbe da sè un salto di qualità straordinario. Poi si può pensare anche che ci potrebbero essere nuovi personaggi ricorrenti oltre a Montales, Pat, El Morisco e company, io vedrei bene lord Hodson, per esempio, e mi piacerebbe vedere più coinvolto Sagua, che se non ricordo male era stato proposto dallo stesso Tex come capo dei Navajos delle terre alte. Ma personaggi nuovi sono secondari alle nuove situazioni e soprattutto al modo diverso di narrare. E per finire date retta a un bischero, è più ?finito? NN di Tex, alla grande.

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non sapevo che sam stone avesse letto fumetti diversi da tex! :o
in questo caso mi scuso con lui, perchè ero convinto (in assoluta buona fede) che le sue letture fossero limitate al solo tex.
voglio fare solo una puntualizzazione inerente nathan never: non si tratta solo di guerre spaziali, come affermato da sam, ma ci sono anche le storie ambientate sulla terra, che nell'impostazione sembrano più dei polizieschi.
ma questo non cambia molto la sostanza delle cose, sam mi ha chiarito che ha provato a leggere altre cose, e tanto mi basta, non ho altro da aggiungere.

poi vorrei dire una cosa a jack65.
so come la pensi su nathan never, ho letto i tuoi interventi su quel forum.
mi sa che l'errore è stato mio, nel senso che ho usato un termine di paragone sbagliato, ho scelto nathan never perchè è una serie con una sua storia e in continuity, per cui ho pensato che il confronto reggesse, ma non è stato così.
avrei potuto citare una serie diversa, ad esempio dampyr, che mi sembra più calzante.
dampyr è una serie con una continuity tutta interna, che a differenza di quanto accade su nathan never, non ha la pretesa di proporre cambiamenti epocali che poi, di fatto, non lo sono.
su dampyr non c'è mai stato nessuno starting point come quello di nathan never del numero 250, con tanto di cambiamento di copertinista per simboleggiare il nuovo corso.

forse è così che dovrebbe essere anche tex, non dico in continuity, ma un fumetto che cresce dall'interno, senza elementi esterni che rafforzino una struttura che si presume essere già forte di suo.
però mi rendo conto che la discussione ha preso una piega diversa, quindi non mi permetto più di fare paragoni fra tex e altre testate, per me l'argomento è chiuso.
anche perchè poi si leggono interventi piacevoli come quello di francesco67, che ti fanno capire che forse stiamo discutendo troppo, e sul nulla.
buona lettura a tutti! :italia:

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  • Rangers

Le due "testimonianze" scritte da Gabriele e da francesco67, stanno a dimostrare ancora una volta che Tex non è affatto defunto. Certo qui sul forum siamo una fetta "irrivelante" rispetto alla maggior parte dei lettori che non frequentano il web e che probabilmente non conoscono neppure il nome di questo spazio virtuale!Però di giovani lettori (anche dal punto di vista anagrafico) ce ne sono parecchi, addirittura minorenni e sicuramente la Collezione Storica a Colori, pur con tutti i suoi difetti, è servita ad attirare una buona parte di questi. Ed è anche da considerare il fatto che molte nostre elucubrazioni più o meno "cervellotiche", negative o positive che siano, non passano neppure per i piani alti della maggior parte dei lettori (anziani, giovani, saltuari, ecc ) che non sono iscritti sui forums!A noi il peggior difetto di un certo autore potrebbe non essere considerato tale da questi lettori.... e ciò potrebbe non essere un male :trapper:

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  • Rangers

Tex non è capo di una tribù? E allora qualcosa di vita quotidiana io lo farei vedere, anche Tex preso in una diatriba per un branco di pecore, se saputo raccontare, sarebbe interessante. E sarebbe intrigante presentare una volta tanto i Navajos non come una tribù unita, sempre pronta a fare e a pensare come Tex, ma vedere anche delle fazioni diverse.

Tutto questo un tempo c'era eccome ... molte storie di GLB iniziavano proprio così, con Tex in scene di vita quotidiana: a caccia, oppure mentre studiava un campo di battaglia dove erano morti decine di conquistadores, oppure mentre cercava di riappacificare alcuni capi navajos minori che litigavano per un pugno di terra su cui far pascolare le proprie greggi di pecore, oppure come nel Texone Il Soldato Comanche (questa volta di Nizzi) mentre è in vacanza in riva ad un lago con Carson, oppure mentre va a zonzo con il figlio Kit per fargli conoscere i territori più selvaggi o quelli più civilizzati. Ecco da questo punto di vista forse si è perso qualcosa oggi: ultimamente infatti le storie cominciano quasi tutte in maniera molto "classica" - o già nel bel mezzo dell'azione. Inserire queste situazioni descritte da Jack65 nel bel mezzo della storia, dev'essere fatto davvero bene, altrimenti si rischia di far diventare il tutto "pesante" o di lasciare quella sensazione di "allungamento del brodo"!
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Ed è anche da considerare il fatto che molte nostre elucubrazioni più o meno "cervellotiche", negative o positive che siano, non passano neppure per i piani alti della maggior parte dei lettori (anziani

Appunto per questo esprimevo la mia opinione riguardante, secondo me, della presenza maggiormente rilevante dei "vecchi" lettori di Tex rispetto ai più giovani, anche perchè se questi ultimi hanno maggiore abitudine ad usare lo strumento del web, i più anziani ed intendo anziani nel vero senso della parola, non penso proprio siano tutti l', anzi per niente, ad esprimere un loro giudizio o ancora meglio a partecipare ad un forum su Tex. Per cui rimane sempre e solo una mia opinione che la maggior parte dei lettori sia ancora una fetta anziana ed affezionata alla serie.... Poi per fortuna ci sono gli esempi come Gabriele e Francesco e più se ne hanno più è meglio.... In questi frangenti sarebbe bello avere a disposizione uno strumento statistico che ci riveli la percentuale e le fasce di età che leggono il nostro Ranger...:)
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Io la vedo molto semplice, al di la di tutti i vostri discorsi che sono comunque giusti e condivisibili, ovviamente! ;)Per valutare se Tex vive o sopravvive, basta partire dai freddi numeri, e cioè i dati di vendita che in SBE conoscono benissimo. E' sufficiente guardare il trend delle vendite. Anche perchè, nonostante tutte le innovazioni o i ripescaggi dal passato che si vogliono o che si cercano di proporre, se il fumetto non vende è tutto quanto perfettamente inutile. Poi è chiaro che si può, anzi si deve discutere (ed è giustissimo farlo, perchè in fondo lo leggiamo per questo motivo) su come Tex è cambiato nel tempo, su cosa si può fare per conquistare nuovi lettori e per non perderne di vecchi, perchè il mero dato delle copie vendute dipende anche (seppure non esclusivamente) dalla gestione della testata. Ma si può capire se c'è qualcosa che non va, e quindi se c'è qualcosa da cambiare, soltanto se si parte dal fondo, e cioè se si è a conoscenza del fatto che Tex stia continuamente perdendo lettori o meno.

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E' sufficiente guardare il trend delle vendite.

Certo se dovessimo soffermarci al dato delle vendite, ricordo un Topic di un paio di anni f? dove Tex si assestava intorno alle 220000 copie,.. se dovessimo confrontare questo numero con le 600000 degli anni '80.. non ci sarebbe storia... sembrerebbe un lento calare... ma se il dato delle 200000 copie attuali mi pare si stabilizza, rimane comunque in Italia, a fronte dell'avvento di altri nuovi fumetti un dato eccezionale paragonati i due periodi totalmente diversi..:)
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La SBE non rilascia dati di vendita, ma una stima non ufficiale parla di un veduto medio di 220.000 copie mensili per la serie regolare. Dati di vendita per le serie collaterali non si conoscono.
In un recente incontro (Lucca 2011?) Mauro Boselli ha affermato, sostenuto da Mauro Marcheselli, che le vendite di Tex sono sostanzialmente stabili dal 2008. Tex e Zagor sono le sole serie per cui questo accade, le altre hanno tutte una costante, se pur non marcata, perdita di lettori ogni anno.
Boselli sosteneva che il cambiamento di trend per Tex, dopo anni in cui si registrava (così pare) un'erosione delle copie vendute tra il 3 ed il 5% all'anno se non di più (un'altra stima più severa, letta non ricordo più dove, parlava addirittura di 20.000 copie in meno ogni anno) era dovuto all'effetto traino dei volumi di "Repubblica", io, invece, ritengo che abbia giocato un suo ruolo non indifferente l'innalzamento della qualità delle storie proprio partendo da quell''anno (C'è chi sostiene che "Buffalo Soldiers"debba essere presa come storia spartiacque di un nuovo corso della serie con il passaggio effettivo del testimone di sceneggiatore principale da Nizzi a Boselli).
Opinabile come tutte le opinioni, ovviamente, se mi consentite un minimo gioco di parole.

Detto questo, non posso che sottoscrivere in toto (una volta tanto :lol2:) quanto scritto da Jack65 ed anche da Crazy Horse su quello che si aspettano da Tex.
Una cosa che vorrei su Tex (o meglio che rivorrei, perchè era un elemento dei vecchi temi, dei primi 40/50 numeri) è una certa continuity sullo stile di quanto già accade su Zagor. Mi piacerebbe, insomma, che in ogni storia ci fosse memoria di quella precedente e magari, una volta ogni tanto, un'anticipazione della successiva.
Pu? sembrare sciocco, ma vedendo Tex e Kit entrare in coppia a Phoenix in "La mano del morto", mi è venuto da pensare: "Potrebbero essere reduci dall'incontro con Hogdson in "L'uomo di Baltimora" e perchè non poteva essere così? Per l'autore non sarebbe stato difficile fare il collegamento, bastava un semplice accenno nei dialoghi.
Più che una rivoluzione sarebbe un ritorno all'antico.

E che dire di un uso di personaggi ricorrenti che aiutino a dare un senso di familiarit? alla saga senza avere necessariamente una storia incentrata su di loro?
Per esempio, perchè una storia non potrebbe iniziare con Tex che va a caccia col "cognato" Sagua nei Monti Navajos e viene interrotto da un messaggio che richiede il suo intervento, così che lui deve partire e Sagua resta invece l'?
Di esempi del genere ne potrei portare diversi, ma spero mi abbiate capito.

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Discorso intricato quanto interessante. Pippo con la sua schiettezza sempre cortese (anche se molto diretta :)) lancia un discorso che merita sicuramente una certa attenzione. Provando ad avvicinarmi all'ottica di Pippo, mi posso sicuramente chiedere il motivo per il quale sia stato deciso di riprendere vecchie storie in bianco e nero, colorarle ed inserirle in un nuovo formato più "vistoso". Bisogno di soldi e quindi la speranza di racimolare qualcosa da coloro che vorrebbero avere tutto e più di Tex? Attrarre nuovi lettori più giovani presentando storie colorate che sono più moderne? Semplicemente "dar una mano" a Repubblica che ha voluto creare degli inserti speciali?Non penso che siamo in grado di dare una risposta, se non con le nostre mere speranze dettate da come viviamo noi la situazione, ma è anche vero che dovremmo chiederci i motivi del successo che ha avuto l'iniziativa summenzionata. Ricordiamoci che la serie di Repubblica inizialmente doveva essere limitata ai primi 50 numeri, ma poi si decise di andare ben più in la. Anche qui dubito vi siano dati utili (chissà, magari il TWF potrebbe provare a fare un sondaggio), ma tale successo è dovuto a chi? Lo zoccolo duro? Nuovi lettori?La speranza è che sia legato a nuovi lettori, cosa che potrebbe quindi dare una risposta negativa alla 'fine' di Tex, in quanto se gli acquisti son legati solo allo zoccolo duro che voleva anche quella collezione, non è detto che il futuro per il nostro eroe sia proprio allegro. Per quanto concerne i gusti personali di un lettore e, quindi, la continuit? in un acquisto di Tex, il discorso può diventare ancor più complesso. Gli acquirenti odierni prendono Tex per simpatia? Passione? Piacere?Malgrado il buco sempre maggiore che si sta creando tra i miei Tex ( :snif: ), per quanto mi concerne non posso che dichiararmi legato da una parte al vecchio, ma dall'altra esser pronto a vedere qualche "novità". Per quanto concerne il vecchio, son assolutamente concorde con chi vorrebbe una continuit?. Erano stupendi quegli albi che si ricollegavano tra di loro, creando così un ciclo vitale del nostro pard e creando un'affinit? con il lettore che si ritrover? a pensare "oltre" al singolo albo. E non parliamo dell'atmosfera. Reputo che, sfortunatamente, il nostro Tex così come il mondo che vi gravita attorno, abbia perso la rudezza degna del periodo e dello stile di vita. Capisco i "perbenismi" e la voglia di essere un buon esempio per i giovani odierni, ma personalmente non mi sono mai scandalizzato per una sigaretta (e non fumo), per qualcuno che mangia tabacco e lo sputa nella sputacchiera, per un bicchiere di whiskey, per delle parole taglienti,... Dov'? il west in Tex se non in uno scenario aleatorio espresso mediante l'ambiente ed i vestiti che riempiono con una prima occhiata la nostra idea di West? :deserto Prima ho menzionato "modernit?", ma potrebbe racchiudere nuovamente un po' di d'j?-vu. Come vedreste una vignetta "di due vignette"? Uno sconfinamento tra una vignetta e l'altra (ad esempio un gomito durante un cazzotto che fuoriesce dai margini, dando così maggior forza al gesto)?,... Tex mi piace, ma è anche vero che mi sono avvicinato a lui quand'era diverso e riconosco che ha avuto un certo decadimento che ora è in fase di sistemazione grazie al lavoro degli autori ( -ave_ ), ma... bh?, per tornare al punto saliente della domanda di Pippo penso che l'unica vera domanda che dovremmo farci ?: quanti nuovi lettori Tex riesce a conquistare?Carlo Monni magari è in grado di avere un'idea in merito e penso che potrebbe esser interessante al fine d'aver una buona valutazione sul futuro di Tex. La domanda di Pippo, per concludere, l'ho quindi vista come interessante non tanto per "ora", quanto piuttosto per lo stato attuale mantenuto per i prossimi anni: Tex è in grado di catturare nuovi lettori?La risposta forse l'ha data Gabriele (click), o almeno la speranza. Per Gabriele, avrei una domanda: i primi Tex li hai trovati a casa o li hai presi/richiesti te?

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  • Collaboratori

Devo dire che questo 2012 è stato texianamente rassicurante sullo stato di salute del Ranger. La storia che ho apprezzato di meno è stata "Gli schiavisti" ma Boselli ha dimostrato di essere maledettamente efficace quando scrive storie più tradizionali.

> Mauro Boselli

Non posso non notare che finalmente ha dato maggior apertura all'elemento femminile - ho visto le prime tavole del Color Tex "Delta Queen" con la ragazza che Civitelli ha disegnato con i tratti di Olivia Wilde ( l'attrice del film "Cowboys and aliens" ) e si vede che il disegnatore si è divertito molto. Promette di far divertire anche noi. Vedo che Boselli sta dando maggior peso anche a sceneggiature che esulano del western puro - lo stesso color Tex, storia fluviale ambientata nelle paludi della Louisiana e in larga parte a bordo del battello che d' il nome alla storia; le due sceneggiature horror, l'ultima delle quali per Carnevale. Insomma Boselli alle prese sempre con il western puro aveva un po' scocciato, soprattutto se si pensa che quando d' libero sfogo alla sua inventiva puntando su locations diverse, non sbaglia MAI un colpo ( gli ultimi texoni, l'albo n. 600, il primo Color Tex, "Omicidio in Bourbon Street" che è la sua miglior storia della serie regolare per quanto riguarda questi ultimi anni ). Se poi, malgrado si diverta a negare per il sadico piacere di vederci soffrire, recupera anche le due donne di Carson e scrive finalmente "La figlia di Satania" e storie alla stregua di queste, la serie Tex non perder? certo lettori a causa sua. L'ho lasciato in ultimo, ma la notizia delle notizie è ovviamente il ritorno di Yama e Mefisto, tenerli lontano come nemici non più ricorrenti è stato un errore, speriamo che come è avvenuto per certe storie di Zagor, il loro ritorno possa essere visto come l'inizio di una nuova saga, come lasciava presagire il finale dell'ultima storia scritta da Nizzi.


> Tito Faraci

L'unico demerito di Tito, che poi lo è solo fino ad un certo punto, è quello di non essere partito col botto, col capolavoro. Per come la vedo io è uno sceneggiatore preciso, molto attento, delicato, che finora ci ha regalato buonissime storie ( l'unica che mi ha fatto storcere un po' il naso è stato il maxi ) e bei personaggi. Gli manca ancora qualcosa, un Tex più cazzuto in primis, maggiore violenza, meno timore nell'affrontare storie più ariose che si dipanino su tre, quattro albi, vero banco di prova per un autore. Con le storie di faraci, insomma, stiamo tranquilli!

> Manfredi

Lui ha il solo difetto di essere una guest star e di essere distratto dagli altri suoi mille progetti. Sta scrivendo una storia per Leomacs sui pozzi petroliferi e con questo voglio dire che da lui dobbiamo aspettarci storie dai temi inediti, che recuperano aspetti della storia del West che altrimenti non avrebbero trovato spazio. Storie particolari insomma. Anche nella struttura narrativa, con il merito maggiore di Tex e Carson personaggi che tutti ( o quasi ) abbiamo facilmente riconosciuto come tali. Un autore solido, di classe. Resta da vedere solo se crescer? il suo impegno su Tex oppure no, inteso come numero di storie.

> Ruju

Beh Pasquale è la vera rivelazione. Dopo due almanacchi scritti diversi anni fa, si è affacciato sulla serie regolare con storie, una manciata, davvero convincenti. Qualche anno fa lo si dava in prova su Tex, l'ha superata, e vedo che il numero delle storie sta crescendo ciò che significa che ormai è nello staff. Vedo in Ruju un autore che può felicemente bilanciare quella che è stata negli anni scorsi l'assenza di certe ambientazioni. Dopo la storia nel nord del recente Color Tex, vuole catapultare Tex in una grande città - Chicago - e spero che continui su questa strada, dato che Boselli ha dichiarato di gradir poco scriverle. Ruju ha ripescato anche personaggi storici, per ora Gros-Jean caratterizzandolo molto bene ( chi guarda alle storie del primio centinaio non l'ha riconosciuto e ha brontolato, chi si ricorda il Gros Jean di Nizzi l'ha rivisto anche in questa storia ed ha applaudito ). Insomma questo autore sta dimostrando poca paura nell'affrontare un colosso come Tex, molta sicurezza, lo vedo a suo agio col western, ha un linguaggio che è uno dei suoi punti di forza, si è permesso piccole innovazioni sul piano del racconto che non hanno scandalizzato nessuno. Se le sue prossime storie manterrano l'attuale livello di qualità, per Tex si annunciano giorni davvero rosei.

> Recchioni

Di lui sappiamo poco o niente. Le poche storie che ho letto che lui ha scritto per altre serie, mi sono sembrate molto convincenti. Pu? rivelarsi una scelta vincente, se decide di mettersi al servizio di Tex sul serio.

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Devo dire che questo 2012 è stato texianamente rassicurante sullo stato di salute del Ranger.


Concordo. ::evvai::

La storia che ho apprezzato di meno è stata "Gli schiavisti"


Che io ho apprezzato, diciamo, per tre quarti.

ma Boselli ha dimostrato di essere maledettamente efficace quando scrive storie più tradizionali.


Tu pensa che io invece lo preferisco quando scrive storie più complesse nello stile di quelle che scriveva all'inizio e spero non vi rinunci.

> Mauro Boselli


Non posso non notare che finalmente ha dato maggior apertura all'elemento femminile -


E non solo lui. Da quel poco che sono riuscito a sapere, direi che donne ne vedremo anche nelle prossime storie non solo di Boselli, ma anche di Faraci e Ruju.

ho visto le prime tavole del Color Tex "Delta Queen" con la ragazza che Civitelli ha disegnato con i tratti di Olivia Wilde ( l'attrice del film "Cowboys and aliens" ) e si vede che il disegnatore si è divertito molto.


Confermo. Non voglio essere ingeneroso con qualcuno, ma finalmente negli ultimi anni Civitelli si sta divertendo a disegnare le sceneggiature che gli stanno passando. Certo? ogni tanto manda qualche accidente allo sceneggiatore quando ci sono sequenze troppo affollate di personaggi (mas questo capita a qualunque disegnatore con qualunque sceneggiatore prima o poi), poi si mette nei guai da solo arricchendo le vignette con particolari non previsti dalla sceneggiatura (l'arredamento della casa del Morisco nel Texone, con tutte le cose strane su scaffali e tavoli è quasi esclusivamente opera sua almeno nel dettaglio)

Promette di far divertire anche noi.


Mi sa proprio di si.

Vedo che Boselli sta dando maggior peso anche a sceneggiature che esulano del western puro - lo stesso color Tex, storia fluviale ambientata nelle paludi della Louisiana e in larga parte a bordo del battello che d' il nome alla storia; le due sceneggiature horror, l'ultima delle quali per Carnevale.


Uhm... conti anche quella per Piccinelli o ti riferivi solo a quella del Texone?

Insomma Boselli alle prese sempre con il western puro aveva un po' scocciato, soprattutto se si pensa che quando d' libero sfogo alla sua inventiva puntando su locations diverse, non sbaglia MAI un colpo ( gli ultimi texoni, l'albo n. 600, il primo Color Tex, "Omicidio in Bourbon Street" che è la sua miglior storia della serie regolare per quanto riguarda questi ultimi anni ).


Per quanto mi riguarda, apprezzo molto anche le sue storie western, specie quando punta al recupero di atmosfere da western classico anni 50 e 60.
Con buona pace di chi lo vede e lo vorrebbe solo come western classico (e ce ne sono anche su questo forum), Tex è ormai da tempo un serial a 360?, che spazia in tutti i luoghi dell'avventura e della fantasia (non si è fatto mancare nemmeno la fantascienza), quindi ben vengano storie con elementi magici o fantastici o ambientate in locations differenti dal Sud Ovest o comunque non propriamente western in senso classico.
Boselli dice sempre che la sua linea guida è che si può fare tutto quello che è stato fatto da GLB nelle sue storie (Per cui, ad esempio, visto che il creatore di Tex una volta lo ha spedito addirittura nelle Hawaii e poi in Melanesia, ciò vuol dire che è possibile mandare Tex anche fuori dal continente americano o fare avere storie d'amore a Kit Willer). Io ci aggiungerei un corollario: si possono fare anche cose che GLB non ha fatto purch? non siano implicitamente od esplicitamente escluse dalle storie predette (Per esempio: non si potr? far avere una storia d'amore a Tex, ma si potr? dire che Carson ha una figlia di cui ignorava l'esistenza).

Se poi, malgrado si diverta a negare per il sadico piacere di vederci soffrire, recupera anche le due donne di Carson e scrive finalmente "La figlia di Satania" e storie alla stregua di queste, la serie Tex non perder? certo lettori a causa sua.


Assolutamente d'accordo. Come sai, io sono decisamente più radicale e mi piacerebbe che il rapporto di parentela tra il vecchio Kit e Donna fosse svelato e che entrambe le donne diventassero membri ricorrenti del cast.
Quanto a "La figlia di Satania", beh con me sfondi una porta aperta.
Boselli riesce sempre a dare il meglio di se, almeno a mio parere, quando mescola i generi e qui saremmo in pieno ambiente da feuilleton (ma non era così anche per classici bonelliani come le storie con le sette cinesi stile Drago Nero?) con intrighi, agguati, e vendette vere o presunte. Se mai Boselli realizzer? questa storia (e con tutte le pressioni che gli facciamo chissà che non si decida a farlo) e ci fosse una sequenza in cui Kit Willer racconta che la ragazza che ha appena conosciuto gli ha chiesto in pegno il suo fazzoletto, io al posto di Tex mi procurerei un fucile da bisonti, non si sa mai che salti fori qualche orango inferocito contro cui potrebbe essere più efficace di un winchester. :lol2:

L'ho lasciato in ultimo, ma la notizia delle notizie è ovviamente il ritorno di Yama e Mefisto, tenerli lontano come nemici non più ricorrenti è stato un errore, speriamo che come è avvenuto per certe storie di Zagor, il loro ritorno possa essere visto come l'inizio di una nuova saga, come lasciava presagire il finale dell'ultima storia scritta da Nizzi.


Premesso che io l'ultima storia di Mefisto scritta da Nizzi, preferirei dimenticarla, il ritorno di Yama lo ritengo semplicemente doveroso e ci vuole una storia epica per rendergli giustizia, secondo me.


> Tito Faraci


L'unico demerito di Tito, che poi lo è solo fino ad un certo punto, è quello di non essere partito col botto, col capolavoro.


Ma non ?, in fondo, quello che è capitato anche a Nizzi?

Per come la vedo io è uno sceneggiatore preciso, molto attento, delicato, che finora ci ha regalato buonissime storie ( l'unica che mi ha fatto storcere un po' il naso è stato il maxi ) e bei personaggi. Gli manca ancora qualcosa, un Tex più cazzuto in primis, maggiore violenza, meno timore nell'affrontare storie più ariose che si dipanino su tre, quattro albi, vero banco di prova per un autore. Con le storie di faraci, insomma, stiamo tranquilli!


Sostanzialmente d'accordo., ma con una precisazione: uno le cose deve sentirle e quando Tito sarà pronto a storie di più ampio respiro sono convinto che ci dar? soddisfazioni.
Su una cosa dovremmo essere d'accordo: deve osare di più e non limitarsi ad un compitino sia pure ben fatto.

> Manfredi


Lui ha il solo difetto di essere una guest star e di essere distratto dagli altri suoi mille progetti. Sta scrivendo una storia per Leomacs sui pozzi petroliferi e con questo voglio dire che da lui dobbiamo aspettarci storie dai temi inediti, che recuperano aspetti della storia del West che altrimenti non avrebbero trovato spazio. Storie particolari insomma. Anche nella struttura narrativa, con il merito maggiore di Tex e Carson personaggi che tutti ( o quasi ) abbiamo facilmente riconosciuto come tali. Un autore solido, di classe. Resta da vedere solo se crescer? il suo impegno su Tex oppure no, inteso come numero di storie.


Questa è una speranza anche del sottoscritto.

> Ruju


Beh Pasquale è la vera rivelazione. Dopo due almanacchi scritti diversi anni fa, si è affacciato sulla serie regolare con storie, una manciata, davvero convincenti. Qualche anno fa lo si dava in prova su Tex, l'ha superata, e vedo che il numero delle storie sta crescendo ciò che significa che ormai è nello staff. Vedo in Ruju un autore che può felicemente bilanciare quella che è stata negli anni scorsi l'assenza di certe ambientazioni. Dopo la storia nel nord del recente Color Tex, vuole catapultare Tex in una grande città - Chicago - e spero che continui su questa strada, dato che Boselli ha dichiarato di gradir poco scriverle. Ruju ha ripescato anche personaggi storici, per ora Gros-Jean caratterizzandolo molto bene ( chi guarda alle storie del primio centinaio non l'ha riconosciuto e ha brontolato, chi si ricorda il Gros Jean di Nizzi l'ha rivisto anche in questa storia ed ha applaudito ).


Non sono del tutto d'accordo: per me il Gros Jean di Ruju è stato perfettamente coerente col Gros Jean delineato da G. L. Bonelli.

Insomma questo autore sta dimostrando poca paura nell'affrontare un colosso come Tex, molta sicurezza, lo vedo a suo agio col western, ha un linguaggio che è uno dei suoi punti di forza, si è permesso piccole innovazioni sul piano del racconto che non hanno scandalizzato nessuno.


Giustissimo, sicuramente non me.

Se le sue prossime storie manterrano l'attuale livello di qualità, per Tex si annunciano giorni davvero rosei.


Concordo.

> Recchioni


Di lui sappiamo poco o niente. Le poche storie che ho letto che lui ha scritto per altre serie, mi sono sembrate molto convincenti. Pu? rivelarsi una scelta vincente, se decide di mettersi al servizio di Tex sul serio.


Questa mi sembra anche la sua intenzione, stando a quanto ha detto nel suo blog, ma sia chiaro che io condivido pienamente questo passaggio: ?bisogna trovare un sistema per far filtrare qualcosa del tuo modo di scrivere e pensare, all'interno della struttura generale. Altrimenti il tuo lavoro diventa una roba senz'anima da impiegati del fumetto.?
Condivido pienamente: essere al servizio di Tex non significa dover rinunciare al proprio stile, ma rispettare il personaggio e il suo mondo.
Scrivere Tex è una questione di saper capire come farlo agire, saper usare adeguatamente le tipiche espressioni del suo linguaggio, comprendere il suo mondo. Non è una questione di quante didascalie ci sono o di quanto siano rapidi i cambi di scena o cose simili. :old:

Edited by Carlo Monni
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Devo dire che questo 2012 è stato texianamente rassicurante sullo stato di salute del Ranger.


Concordo. ::evvai::

Quando non parliamo di Nizzi, ci troviamo spesso d'accordo!


> Mauro Boselli


Non posso non notare che finalmente ha dato maggior apertura all'elemento femminile -


E non solo lui. Da quel poco che sono riuscito a sapere, direi che donne ne vedremo anche nelle prossime storie non solo di Boselli, ma anche di Faraci e Ruju.


Questo non può che farmi piacere! Una maggiore presenza femminile potrebbe avvicinare anche nuovi lettori. Riassumendo, le storie interessate dovrebbero essere le seguenti: (su sceneggiature di Boselli) Civitelli, Andreucci, Acciarino e Fernandez; (su sceneggiature di Faraci) è ; (su sceneggiature di Ruju) è . Sempre che si possa rivelare qualcosa...

Vedo che Boselli sta dando maggior peso anche a sceneggiature che esulano del western puro - lo stesso color Tex, storia fluviale ambientata nelle paludi della Louisiana e in larga parte a bordo del battello che d' il nome alla storia; le due sceneggiature horror, l'ultima delle quali per Carnevale.


Uhm... conti anche quella per Piccinelli o ti riferivi solo a quella del Texone?


Si, anche quella di Piccinelli, ovviamente si guarda alle storie future. Nizzi, in "Cavalcando con Tex" aveva scritto che l'input per l'esclusione dalla scaletta di storie con elementi fantastici e/o horror gli era venuto direttamente da Sergio Bonelli, che le vedeva bene negli anni '50 ( tanto da suggerire lui l'idea dell'extraterrestre al padre, che era poco convinto ) ma che non le riteneva per niente adatte ad un pubblico maturo e ormai smaliziato come quello degli anni ottanta (e novanta). E anche uno dei motivi per cui, oltre al "niet "di Gianluigi Bonelli cui non so quanto credere, Mefisto e Yama sono rimasti per così tanti anni nel limbo. Sono contento che gradualmente Boselli si stia preoccupando di recuperare certe atmosfere e certe tematiche, anche se sui forum continua a non mancare la solita minoranza di detrattori a cui personalmente non darei troppo peso.



Boselli dice sempre che la sua linea guida è che si può fare tutto quello che è stato fatto da GLB nelle sue storie (Per cui, ad esempio, visto che il creatore di Tex una volta lo ha spedito addirittura nelle Hawaii e poi in Melanesia, ciò vuol dire che è possibile mandare Tex anche fuori dal continente americano o fare avere storie d'amore a Kit Willer).


Pienamente d'accordo su tutto. Sono proprio le storie con lunghi viaggi che possono riavvicinare vecchi lettori. Non capisco perchè su Zagor dove stiamo leggendo proprio in questi mesi quella che dovrebbe essere la terza "Odissea" si e su Tex questo tipo di storie concatenate l'una all'altra - non dico di ambientarle a migliaia e migliaia di miglia ma metti da una costa all'altra del Canada, compresa l'Alaska - non si possano tentare. Ora che Boselli è curatore ufficiale e che può contare su un certo numero di autori e disegnatori, perchè non provarci è Le condizioni, finalmente, sembrano esserci tutte e con unio dei possibili autori lavora fianco a fianco in ufficio.

Se poi, malgrado si diverta a negare per il sadico piacere di vederci soffrire, recupera anche le due donne di Carson e scrive finalmente "La figlia di Satania" e storie alla stregua di queste, la serie Tex non perder? certo lettori a causa sua.


Assolutamente d'accordo. Come sai, io sono decisamente più radicale e mi piacerebbe che il rapporto di parentela tra il vecchio Kit e Donna fosse svelato e che entrambe le donne diventassero membri ricorrenti del cast.


Parliamoci chiaro, nel 2007 Boselli si era lasciato sfuggire che la causa prima della loro esclusione dipendeva da qualcuno, nelle alte sfere, che non le amava troppo. Diceva anche che prima di ripresentarle, aspettava il soggetto giusto. E' davvero così difficile trovarlo oggi è E perchè l'autore nega con tanta forza di volerle riproporle se, fino a qualche anno fa, si mostrava possibilista su un loro ritorno è Se ti riesce di fare un viaggio a Milano, segnati la domanda sul taccuino!

Quanto a "La figlia di Satania", beh con me sfondi una porta aperta.
Boselli riesce sempre a dare il meglio di se, almeno a mio parere, quando mescola i generi e qui saremmo in pieno ambiente da feuilleton (ma non era così anche per classici bonelliani come le storie con le sette cinesi stile Drago Nero?) con intrighi, agguati, e vendette vere o presunte. Se mai Boselli realizzer? questa storia (e con tutte le pressioni che gli facciamo chissà che non si decida a farlo) e ci fosse una sequenza in cui Kit Willer racconta che la ragazza che ha appena conosciuto gli ha chiesto in pegno il suo fazzoletto, io al posto di Tex mi procurerei un fucile da bisonti, non si sa mai che salti fori qualche orango inferocito contro cui potrebbe essere più efficace di un winchester. :lol2:


Se ricordo bene la bocciatura del soggetto era dipesa solo dalle idiosincrasie di Sergio, che l'aveva bollato solo a sentirne il titolo. Ecco, questa è una delle storie che se annunciate, potrebbero eccitare seriamente le nostre fantasie. Ma chissà che qualcuno dei disegnatori sui quali non sappiamo niente non sia già al lavoro...

L'ho lasciato in ultimo, ma la notizia delle notizie è ovviamente il ritorno di Yama e Mefisto, tenerli lontano come nemici non più ricorrenti è stato un errore, speriamo che come è avvenuto per certe storie di Zagor, il loro ritorno possa essere visto come l'inizio di una nuova saga, come lasciava presagire il finale dell'ultima storia scritta da Nizzi.


Premesso che io l'ultima storia di Mefisto scritta da Nizzi, preferirei dimenticarla, il ritorno di Yama lo ritengo semplicemente doveroso e ci vuole una storia epica per rendergli giustizia, secondo me.


Qui Carlo non ci troviamo in sintonia. La storia di Nizzi è stata pubblicata e quindi l'idea di ignorarla non può essere sostenuta. Boselli deve ripartire da questi dati:

- Mefisto è vivo, in carne e soprattutto ossa, libero di agire;
- Narbas è dietro lo specchio e niente gli vieta di mettersi in contatto col mondo terreno, come faceva lo stesso Mefisto che l'ha incastrato; naturale che diventi un alleato strategico per Tex;
- Yama è ridotto allo stato di prestigiatore da barraccone, al fianco della madre, dovrebbe bastare un non niente per risvegliare in lui i vecchi sentimenti;
- Lily e Loa sono ancora in gioco.

Se Boselli rispetta queste condizioni essenziali, legger? senza pregiudizi la nuova storia.


> Tito Faraci


Su una cosa dovremmo essere d'accordo: deve osare di più e non limitarsi ad un compitino sia pure ben fatto.


Si, ha le carte in regola per non sfigurare e poi deve mettersi in gioco, serenamente.

> Ruju


Beh Pasquale è la vera rivelazione. Dopo due almanacchi scritti diversi anni fa, si è affacciato sulla serie regolare con storie, una manciata, davvero convincenti. Qualche anno fa lo si dava in prova su Tex, l'ha superata, e vedo che il numero delle storie sta crescendo ciò che significa che ormai è nello staff. Vedo in Ruju un autore che può felicemente bilanciare quella che è stata negli anni scorsi l'assenza di certe ambientazioni. Dopo la storia nel nord del recente Color Tex, vuole catapultare Tex in una grande città - Chicago - e spero che continui su questa strada, dato che Boselli ha dichiarato di gradir poco scriverle. Ruju ha ripescato anche personaggi storici, per ora Gros-Jean caratterizzandolo molto bene ( chi guarda alle storie del primio centinaio non l'ha riconosciuto e ha brontolato, chi si ricorda il Gros Jean di Nizzi l'ha rivisto anche in questa storia ed ha applaudito ).


Non sono del tutto d'accordo: per me il Gros Jean di Ruju è stato perfettamente coerente col Gros Jean delineato da G. L. Bonelli.


D'accordo anche su questo e complimenti a Cossu per averne azzeccato la fisionomia.

A proposito di disegnatori, al povero Pasquale sono stati assegnati finora disegnatori che si prestano a mooolte critiche ( Font, Ortiz ), oppure esordienti o quasi ( De Vescovi, Cossu, ma anche il bravissimo Scascitelli ), forse gli verr? assegnato Repetto che è sul viale del tramonto... Acc... Diamogli anche qualche prima scelta texiana, per favore!

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Devo dire che questo 2012 è stato texianamente rassicurante sullo stato di salute del Ranger.


Concordo. ::evvai::

Quando non parliamo di Nizzi, ci troviamo spesso d'accordo!


Anche quando non parliamo di Font o di altri disegnatori. :trapper:

> Mauro Boselli


Non posso non notare che finalmente ha dato maggior apertura all'elemento femminile -


E non solo lui. Da quel poco che sono riuscito a sapere, direi che donne ne vedremo anche nelle prossime storie non solo di Boselli, ma anche di Faraci e Ruju.


Questo non può che farmi piacere! Una maggiore presenza femminile potrebbe avvicinare anche nuovi lettori. Riassumendo, le storie interessate dovrebbero essere le seguenti: (su sceneggiature di Boselli) Civitelli, Andreucci, Acciarino e Fernandez; (su sceneggiature di Faraci) è ; (su sceneggiature di Ruju) è . Sempre che si possa rivelare qualcosa...


Per quanto ne so io non ci sono segreti al riguardo. C?? una donna nella storia che sta disegnando Rossano Rossi su testi di Faraci. Ce ne dovrebbero essere anche in altre storie del buon Tito, ma non sono riuscito a sapere i particolari. Idem per Ruju. Sicuramente ce n°? almeno una nella storia di Recchioni
Quello che conta, però, non è che ci siano donne, quanto la qualità della loro presenza nella storia in cui appaiono.

Vedo che Boselli sta dando maggior peso anche a sceneggiature che esulano del western puro - lo stesso color Tex, storia fluviale ambientata nelle paludi della Louisiana e in larga parte a bordo del battello che d' il nome alla storia; le due sceneggiature horror, l'ultima delle quali per Carnevale.


Uhm... conti anche quella per Piccinelli o ti riferivi solo a quella del Texone?


Si, anche quella di Piccinelli, ovviamente si guarda alle storie future. Nizzi, in "Cavalcando con Tex" aveva scritto che l'input per l'esclusione dalla scaletta di storie con elementi fantastici e/o horror gli era venuto direttamente da Sergio Bonelli, che le vedeva bene negli anni '50 ( tanto da suggerire lui l'idea dell'extraterrestre al padre, che era poco convinto ) ma che non le riteneva per niente adatte ad un pubblico maturo e ormai smaliziato come quello degli anni ottanta (e novanta). E anche uno dei motivi per cui, oltre al "niet "di Gianluigi Bonelli cui non so quanto credere, Mefisto e Yama sono rimasti per così tanti anni nel limbo. Sono contento che gradualmente Boselli si stia preoccupando di recuperare certe atmosfere e certe tematiche, anche se sui forum continua a non mancare la solita minoranza di detrattori a cui personalmente non darei troppo peso.


Al veto di G. L. Bonelli io ci credo. Mi pare decisamente credibile che il pap? di Tex ci tenesse ad essere lui a riportare in scena il nemico principale della sua creatura. Fossi stato al suo posto, credo che mi sarei comportato anch?io così. Peccato che le sue condizioni di salute gli abbiano impedito di farlo.
Come tutti dovrebbero sapere ormai, l'idea del ritorno di Mefisto viene dallo stesso G. L. Bonelli, che a sua volta si basava su una sceneggiatura da lui scritta negli anni 50 per un film mai realizzato sul ritorno di Cagliostro. Fu Boselli a ritrovare una busta con gli appunti di GLB al riguardo ed a portarla a Sergio Bonelli e Decio Canzio che approvarono l'idea e la passarono a Nizzi.
Per dovere di cronaca, occorre riferire che Nizzi ha sempre smentito questa ricostruzione affermando che l'idea era esclusivamente sua. La versione di Boselli pare, però confermata, sia da un'intervista di Villa del 1999 che, indirettamente da Sergio Bonelli, che senza entrare nei dettagli accenna alla cosa nella prefazione all'ultima storia di suo padre nel n- 364, scritto risalente al 1990 e quindi a tempi non sospetti.
In ogni caso, non è qui il caso di fare dietrologie o, peggio, ancora, polemiche.
Certo è un peccato che Sergio, alias Guido Nolitta, non abbia avuto l'opportunità di cimentarsi con Mefisto e Yama, perchè quando era al suo meglio nelle storie horror-magiche ci sguazzava che era un piacere (e considerata la sua grafomania del periodo, chissà quanto poteva venirgli lunga una storia simile.
Quanto a Nizzi, personalmente, anche prima di leggere il suo "Mefisto" mi ero fatto l'idea che le storie di tipo magico/fantastico non rientrassero nelle sue corde e sono sempre persuaso che affidare a lui il ritorno di Mefisto solo sulla base che lui era lo sceneggiatore principale della serie sia stato un errore. Meglio sarebbe stato incaricare Boselli (ma forse, ripensandoci all'epoca in cui l'idea fu approvata Boselli non era ancora nello staff, visto che ho il forte sospetto che la sceneggiatura del primo albo sia stata completata prima della crisi di Nizzi) o che Sergio si prendesse carico dell'impresa lui stesso.

Boselli dice sempre che la sua linea guida è che si può fare tutto quello che è stato fatto da GLB nelle sue storie (Per cui, ad esempio, visto che il creatore di Tex una volta lo ha spedito addirittura nelle Hawaii e poi in Melanesia, ciò vuol dire che è possibile mandare Tex anche fuori dal continente americano o fare avere storie d'amore a Kit Willer).


Pienamente d'accordo su tutto. Sono proprio le storie con lunghi viaggi che possono riavvicinare vecchi lettori. Non capisco perchè su Zagor dove stiamo leggendo proprio in questi mesi quella che dovrebbe essere la terza "Odissea" si e su Tex questo tipo di storie concatenate l'una all'altra - non dico di ambientarle a migliaia e migliaia di miglia ma metti da una costa all'altra del Canada, compresa l'Alaska - non si possano tentare. Ora che Boselli è curatore ufficiale e che può contare su un certo numero di autori e disegnatori, perchè non provarci è


Già, perchè? Tempo fa, sul suo topic qualcuno (avrei anche potuto essere io, visto che è anche un mio pallino) chiese a Boselli se non si poteva fare una serie di storie concatenate tra loro nello stile delle odissee zagoriane e lui rispose che era un'idea interessante ed un eventuale curatore avrebbe potuto pensarci.
Bene, ora quell'eventuale curatore esiste ed io dico che dovrebbe pensarci seriamente.
Mi rendo conto che non è un lavoro facile e che trovare un pretesto per legare tra loro una serie di storie è la parte più facile (basta trovare, che so, una ragione per mandare Tex in Canada e poi narrare una serie di storie ambientate lungo la via del ritorno a casa e l' gli spunti non mancherebbero di certo). La parte più dura starebbe nel coordinare tra loro gli autori, assegnare loro le storie anche sulla base delle rispettive inclinazioni, accertarsi (e questo vale in particolar modo per i disegnatori immagino) che le scadenze siano rispettate, perchè un ritardo in corso d'opera comprometterebbe tutto il progetto.
Sembra ed è complesso, ma se su Zagor ci sono riusciti più di una volta ce la si può fare anche su Tex.

Le condizioni, finalmente, sembrano esserci tutte e con unio dei possibili autori lavora fianco a fianco in ufficio.


Se è un sottile suggerimento ad arruolare nello staff degli sceneggiatori Texiani un certo autore toscano le cui iniziali sono le stesse di Boselli , mi accodo anch?io. ::evvai::

Se poi, malgrado si diverta a negare per il sadico piacere di vederci soffrire, recupera anche le due donne di Carson e scrive finalmente "La figlia di Satania" e storie alla stregua di queste, la serie Tex non perder? certo lettori a causa sua.


Assolutamente d'accordo. Come sai, io sono decisamente più radicale e mi piacerebbe che il rapporto di parentela tra il vecchio Kit e Donna fosse svelato e che entrambe le donne diventassero membri ricorrenti del cast.


Parliamoci chiaro, nel 2007 Boselli si era lasciato sfuggire che la causa prima della loro esclusione dipendeva da qualcuno, nelle alte sfere, che non le amava troppo.


E non è necessario dire apertamente di chi si trattava, vero?

Diceva anche che prima di ripresentarle, aspettava il soggetto giusto. E' davvero così difficile trovarlo oggi ?


Io non lo credo, ma forse lui si.

E perchè l'autore nega con tanta forza di volerle riproporle se, fino a qualche anno fa, si mostrava possibilista su un loro ritorno è Se ti riesce di fare un viaggio a Milano, segnati la domanda sul taccuino!


Non ho bisogno di un viaggio a Milano per avere la risposta: Boselli è davvero in cerca di un'idea forte per farle tornare entrambe. Immagino che visto che sono passati 13 anni dalla loro ultima apparizione e ne passeranno comunque almeno altri tre prima che le si riveda concretamente, voglia farle ritornare in una storia forte, degna di aver aspettato tanto tempo.
In ogni caso, spero si sbrighi a trovarlo questo soggetto. Se proprio non vuole darlo a Sejias ?, i disegnatori in grado di rendere giustizia alla bellezza delle due donne non mancano di certo. Il problema è trovarli tra quelli svelti.

Quanto a "La figlia di Satania", beh con me sfondi una porta aperta.
Boselli riesce sempre a dare il meglio di se, almeno a mio parere, quando mescola i generi e qui saremmo in pieno ambiente da feuilleton (ma non era così anche per classici bonelliani come le storie con le sette cinesi stile Drago Nero?) con intrighi, agguati, e vendette vere o presunte. Se mai Boselli realizzer? questa storia (e con tutte le pressioni che gli facciamo chissà che non si decida a farlo) e ci fosse una sequenza in cui Kit Willer racconta che la ragazza che ha appena conosciuto gli ha chiesto in pegno il suo fazzoletto, io al posto di Tex mi procurerei un fucile da bisonti, non si sa mai che salti fuori qualche orango inferocito contro cui potrebbe essere più efficace di un winchester. :lol2:


Se ricordo bene la bocciatura del soggetto era dipesa solo dalle idiosincrasie di Sergio, che l'aveva bollato solo a sentirne il titolo.


Che Sergio avesse le sue idiosincrasie è notorio, ma non credo che ora che non può più cambiare idea se ne debba rimanere schiavi.
Al posto di un curatore, io non boccerei mai una storia solo dal titolo, ma vorrei vedere di che parla esattamente e solo se non mi convincesse davvero la respingerei.

Ecco, questa è una delle storie che se annunciate, potrebbero eccitare seriamente le nostre fantasie.


Le sta già eccitando senza neanche essere annunciata. _ahsisi

Ma chissà che qualcuno dei disegnatori sui quali non sappiamo niente non sia già al lavoro...


Uhm è a meno che tu non abbia informazioni migliori delle mie, non sembra molto probabile, ma chi può dire che non sia tra i soggetti pronti per il futuro?

L'ho lasciato in ultimo, ma la notizia delle notizie è ovviamente il ritorno di Yama e Mefisto, tenerli lontano come nemici non più ricorrenti è stato un errore, speriamo che come è avvenuto per certe storie di Zagor, il loro ritorno possa essere visto come l'inizio di una nuova saga, come lasciava presagire il finale dell'ultima storia scritta da Nizzi.


Premesso che io l'ultima storia di Mefisto scritta da Nizzi, preferirei dimenticarla, il ritorno di Yama lo ritengo semplicemente doveroso e ci vuole una storia epica per rendergli giustizia, secondo me.


Qui Carlo non ci troviamo in sintonia. La storia di Nizzi è stata pubblicata e quindi l'idea di ignorarla non può essere sostenuta. Boselli deve ripartire da questi dati:

- Mefisto è vivo, in carne e soprattutto ossa, libero di agire;
- Narbas è dietro lo specchio e niente gli vieta di mettersi in contatto col mondo terreno, come faceva lo stesso Mefisto che l'ha incastrato; naturale che diventi un alleato strategico per Tex;
- Yama è ridotto allo stato di prestigiatore da barraccone, al fianco della madre, dovrebbe bastare un non niente per risvegliare in lui i vecchi sentimenti;
- Lily e Loa sono ancora in gioco.

Se Boselli rispetta queste condizioni essenziali, legger? senza pregiudizi la nuova storia.


Non ho detto che Boselli dovrebbe ignorare la storia di Nizzi, ho detto che io preferirei dimenticarla, che è un po' diverso.
In ogni caso, qualunque sarà la scelta di Boselli, io valuter? la storia solo sulla base di come sarà scritta.

> Tito Faraci


Su una cosa dovremmo essere d'accordo: deve osare di più e non limitarsi ad un compitino sia pure ben fatto.


Si, ha le carte in regola per non sfigurare e poi deve mettersi in gioco, serenamente.


Finora Tito ha scritto quasi sempre storie, per così dire, di ordinaria amministrazione, ma sarebbe davvero il momento di fare di più: le capacità di fare una storia veramente importante, ci provi dunque.

> Ruju


Beh Pasquale è la vera rivelazione. Dopo due almanacchi scritti diversi anni fa, si è affacciato sulla serie regolare con storie, una manciata, davvero convincenti. Qualche anno fa lo si dava in prova su Tex, l'ha superata, e vedo che il numero delle storie sta crescendo ciò che significa che ormai è nello staff. Vedo in Ruju un autore che può felicemente bilanciare quella che è stata negli anni scorsi l'assenza di certe ambientazioni. Dopo la storia nel nord del recente Color Tex, vuole catapultare Tex in una grande città - Chicago - e spero che continui su questa strada, dato che Boselli ha dichiarato di gradir poco scriverle. Ruju ha ripescato anche personaggi storici, per ora Gros-Jean caratterizzandolo molto bene ( chi guarda alle storie del primio centinaio non l'ha riconosciuto e ha brontolato, chi si ricorda il Gros Jean di Nizzi l'ha rivisto anche in questa storia ed ha applaudito ).


Non sono del tutto d'accordo: per me il Gros Jean di Ruju è stato perfettamente coerente col Gros Jean delineato da G. L. Bonelli.


D'accordo anche su questo e complimenti a Cossu per averne azzeccato la fisionomia.

A proposito di disegnatori, al povero Pasquale sono stati assegnati finora disegnatori che si prestano a mooolte critiche ( Font, Ortiz ), oppure esordienti o quasi ( De Vescovi, Cossu, ma anche il bravissimo Scascitelli ), forse gli verr? assegnato Repetto che è sul viale del tramonto... Acc... Diamogli anche qualche prima scelta texiana, per favore!


Beh Boselli ha accennato alla possibilità di affidargli la prossima storia di Ticci, vedremo se accadr? davvero.
In ogni caso, Boselli, anche se ha, ovviamente, i suoi disegnatori favoriti, non è il tipo che si accaparra i migliori e lascia agli altri solo le scartine o quelli con cui non gli piace lavorare e questa è una cosa molto positiva.

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Uhm è a meno che tu non abbia informazioni migliori delle mie, non sembra molto probabile, ma chi può dire che non sia tra i soggetti pronti per il futuro?

No, Carlo niente del genere. Facevo delle valutazioni per esempio sul comprimario storico creato da GL Bonelli presente nella storia di Frisenda, che non è ovviamente ne Satania ne la figlia, solo a voler considerare la data in cui è stata iniziata. Poi, in effetti, se escludiamo Piccinelli di cui si sa veramente poco, tutti gli altri disegnatori in forza a Boselli stanno disegnando tutt'altro. Però l'idea c'è, e se lui crede che sia valida, sarà certamente presa in considerazione, prima o poi.
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Uhm è a meno che tu non abbia informazioni migliori delle mie, non sembra molto probabile, ma chi può dire che non sia tra i soggetti pronti per il futuro?

No, Carlo niente del genere. Facevo delle valutazioni per esempio sul comprimario storico creato da GL Bonelli presente nella storia di Frisenda, che non è ovviamente ne Satania ne la figlia
Recentemente ho chiesto a Boselli di svelarmi chi fosse, ma quel figlio di uno scorpione mi ha risposto ridacchiando: "Non te lo dir? mai". Tuttavia, qualche idea me la sono fatta: ammesso e non concesso che Boselli e Frisenda ci abbiano dato gli indizi giusti e non si siano divertiti alle nostre spalle (ipotesi tutt'altro che peregrina conoscendo Boselli), direi che potremmo escludere: Pat, Gros-Jean, Jim Brandon, Montales e Nat MacKennet. Barbanera lo ha escluso lo stesso Boselli. Dei compriamri ricorrenti ci rmane solo Mac Parland o sbaglio?Escluso lui, non rimarrebbe che cercare tra i persoanggi di contorno creati in vecchie storie e non più utilizzati, ma chi?

solo a voler considerare la data in cui è stata iniziata. Poi, in effetti, se escludiamo Piccinelli di cui si sa veramente poco, tutti gli altri disegnatori in forza a Boselli stanno disegnando tutt'altro. Però l'idea c'è, e se lui crede che sia valida, sarà certamente presa in considerazione, prima o poi.

la pesno esattamente allo stesso modo. Chiarisco prima che nascano inutili polemiche che non sto auspicando che Boselli appriofitti del suo potere attuale per ripescare tutti i suoi soggetti respinti e realizzarli, ma almeno che valuti quelli ceh possono essere davvero riutilizzati, questo si.
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Ciao Pippo, tu parli di "grande quantit? di ristampe" ma se rifletti un secondo è fisiologico che una testata come Tex abbia più ristampe di un Dampyr o di un Martin Mystere.
E se ci pensi ancora meglio, non è poi così vero:fai il confronto con Dylan Dog.

Sul fatto che le suddette facciano in qualche modo da traino per l'inedito invece non mi sento di darti tutti i torti. Traino probabilmente non è il termine giusto, possiamo dire che aiutano.
Non so cosa pensino gli altri lettori che come il sottoscritto oltre all'inedito acquistano la Nuova Ristampa per esempio:ecco, ormai è un bel po' di tempo che aspetto con più trepidazione l'uscita del quindicinale rispetto al nuovo albo, nonostante abbia già letto quelle storie. Brutto segno.

Sarebbe davvero interessante scoprire quanto vendono le ristampe, per esempio mi chiedo se abbia senso continuare col Tre Stelle e non cassarlo proponendo invece un'anastatica col ripristino dei dialoghi originali, considerato che la NR ormai veleggia abbondantemente oltre il numero 300.

Troppo spesso mi capita di provare distanza e poca empatia dal Tex odierno.
Per questo il recupero di un certo linguaggio delle origini, così come la riproposizione di alcuni personaggi e situazioni in nome di una minima continuity di cui è stata fatta menzione nei messaggi precedenti, sarebbe fortemente auspicabile.

Del resto nessuno degli autori che si sono succeduti a GLB è entrato a pieno nel linguaggio del personaggio, per citare un utente di un altro forum.
Sovente, chi più, chi meno-si sono avvicinati, anche se in tempi recenti è avvenuto sempre meno.
Per questo motivo stasera legger? "La minaccia invisibile" e non "Gli schiavisti", che rimane invece in stand by.


Per finire mi rivolgo a Pippo consigliandogli quella che probabilmente è l'unica grande storia del Tex contemporaneo.
Se ti manca, recuperala e facci sapere cosa ne pensi.
http://texwiller.forumfree.org/index.php?&showtopic=3069

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Per finire mi rivolgo a Pippo consigliandogli quella che probabilmente è l'unica grande storia del Tex contemporaneo.
Se ti manca, recuperala e facci sapere cosa ne pensi.
http://texwiller.forumfree.org/index.php?&showtopic=3069

Addirittura l'unica?

Boh, quando si parla del Tex contemporaneo vedo un disfattismo che non condivido tanto mi sembra esagerato: oltre a "Sei divise nella polvere", davvero nessuno pensa che storie come "Patagonia", "Un ranger per nemico", "Mondego il killer", "Verso l'Oregon", "I ribelli di Cuba", siano grandi storie?
A me sembra che molti texiani forumisti si lamentino per sport, sempre e comunque, senza vedere, tra l'altro, quanto la qualità media attuale di Tex sia invidiata dai lettori non texiani- fate un confronto con Dylan Dog: Tex, rispetto a lui, naviga nell'oro e nella bambagia!

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