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[Texone N. 13] Sangue Sul Colorado


ymalpas
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Voto alla storia  

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Adesso, Letizia dice:

Quindi l'uso del termine è fuori luogo: se qualcuno prova astio per qualcosa che ho fatto o detto io, è impensabile che provi astio per dei fatti o per delle parole, prova astio per me.

Quello che ho fatto o detto è solo la causa dell'astio.

Scusa se sono così pignola.

 

 

Ok, se astio si usa solo nei confronti delle persone, non è il termine corretto, d'accordo, anche se rende l'idea.

 

Adesso, Letizia dice:

Per rispondere a @Leo, non correggo mai i refusi altrui (io ne commetto forse più di tutti voi messi insieme).

La mia non è stata una correzione (lo sarebbe stata se fosse stata tempestiva).

Avevo già notato il refuso e ho sempre taciuto.

Questa volta, e solo a fini didattici (per chi ci vuol credere), mi sono decisa a farlo notare affinché non lo ripetesse più.

Se si è offeso, chiedo umilmente venia perché non era mia intenzione.

 

Poiché il tuo non era un post dai toni simpatici verso Piombo Caldo, pensavo avessi voluto consentirti un puntiglio verso di lui. Anche se era solo a fini didattici, non mi è sembrato simpatico. Ma adesso che mi hai manifestato le tue intenzioni, non dubito che fossero quelle :)

Adesso, Letizia dice:

 

Ritornando al Texone.

Il canion lungo e tortuoso, lo sbarramento usato da Tex per fermare Maclean, il padre che uccide il figlio.

Nessuno ha notato che è tutta roba "presa in prestito" (e male) da "Il grande paese"?

 

Credo che un po' tutte le opere di genere possano essere viste come una sorta di puzzle di altre opere di genere. Spesso si trae ispirazione per raccontare, magari con situazioni simili, una storia diversa. Una storia bella, in questo caso, per i miei gusti. Il grande paese non lo ricordo, provai a leggerne il libro, anni fa, ma non mi prese. Dovrò riprovarci.

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Adesso, Letizia dice:

@Leo, noto con piacere che non hai raccolto la mia provocazione su FdA.:P

 

Non l'ho fatto per due ragioni:

 

1) non è il topic giusto

 

2) ne abbiamo parlato, proprio io e te, a iosa, di quella storia. Penso di averne parlato con Diablero e con te più che con chiunque altro. E siamo talmente teste dure che non troviamo una sintesi. Mi sono ripromesso di non parlare mai più di quella storia qua dentro, voglio serbarne un ricordo immacolato e non deturpato da voi criticoni che volete distruggermela, cattivi! :D ;)

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5 hours ago, Il sassaroli said:

 

Mi dite qual è il numero di Tex che fa da spartiaque tra il Nizzi brillante e quello stanco? 

Ci sono storie già raccolte in volume rappresentative dei due Nizzi? 

Come hai visto nelle risposte che ti hanno già dato, il confine fra un Nizzi "accettabile" e quello "inaccettabile" varia da persona a persona.

 

Quello che si nota, è che è un limite di sopportazione. E quindi, ogni lettore ha il proprio.

 

Le figuracce, le botte in testa, i cinturoni slacciati, i "vi prego, lasciatemi spiegare", e in generale figure da piccione si accumulano, fino a che il fan prima se ne accorge, poi inizia a trovarli fastidiosi, e poi insopportabili, a trovarli ogni volta, ogni storia, ogni albo.

 

Dipende quindi da persona a persona, in generale, PRIMA TE NE ACCORGI, PRIMA NIZZI TI ROMPE LE... 

 

Più attenzione fai alle storie, più ci ragioni, prima te ne accorgi. Se, come "il lettore ideale" invocato da Nizzi, non fai mai attenzione alle storie e non ci ragioni, magari non te ne accorgi mai...

 

E anche dopo che te ne accorgi, dipende dalla "dose": capisco benissimo Leo quando dice che a un certo punto trovava Nizzi insopportabile.  Ma non concordo con lui sul perchè ora lo sopporta meglio: per me, se Leo si trovasse di nuovo a dover leggere Nizzi mese dopo mese, tutti i mesi, tutti gli anni, tutti gli albi, sperando nelle rare storie di Boselli, lo troverebbe ben presto insopportabile di nuovo, essendo MOLTO diverso dal rileggersi una storia ogni tanto, scelta magari fra le preferite, o comunque leggere storie nuove solo ogni tot mesi e in volume unico, non mese dopo mese...

 

A parte il limite di sopportazione soggettivo, per me ci sono 2 discorsi più oggettivi.

 

1) Il primo è, semplicemente, la data della famigerata "crisi". Quello è un separatore oggettivo, da cui cambia nettamente anche la maniera di Nizzi di rapportarsi alle storie (oggettivo è che invece di diminuire la produzione, inizia a "tirare via" sempre di più e non scrive più soggetti originali). Ed è localizzabile con estrema precisione: Nizzi riuscì a finire tutte le storie fino al numero 400 spaccato. Quindi è anche un limite molto "facile da ricordare": il Nizzi che riesce a terminare le storie prima della "crisi" è quello delle storie dal numero 273 al n. 400 (intervallate dalle ultime storie di GL Bonelli e Guido Nolitta). Dopo il 400, non essendoci più storie di Nizzi completate, arrivano nuovi autori chiamati di corsa per "tappare la falla", alcuni rimangono meteore (Canzio, Medda) altri tornano solo temporaneamente (Nolitta), ma uno rimane: Mauro Boselli, che arriva con il numero 407, "il passato di Carson".

 

Nizzi ritorna con il numero 412, del febbraio 1995, con la prima storia "interrotta" che riesce a completare (una delle sue storie in sospeso era già stata conclusa da Canzio), e per un po' sono appunto storie che aveva iniziato prima della crisi e che mostrano lo "stacco" fra i due periodi, ma in genere molti fan considerano questo periodo più lungo di quello che è: ovviamente solo UNA storia per ogni disegnatore, al massimo, era rimasta interrotta. Molte storie successive che si afflosciano sul finale... sono semplicemente storie che si afflosciano sul finale!

 

Ci sono poi casi particolari, tipo il Texone di Magnus in cui Magnus cambia drasticamente e riscrive gran parte della sceneggiatura compreso tutto lo scontro finale, "salvando" per me la storia dall'afflosciamento finale, che non sarebbero da considerare storie "unicamente" di Nizzi...

 

2) Indipendentemente dai gusti e dal MOMENTO in cui ti accorgi che Nizzi fa fare figure di palta e da piccione a Tex ogni singola storia, senza eccezione alcuna...  quando lo sai, puoi pure tornare indietro a controllare le storie precedenti, ed accorgerti che capitava anche prima, anche se non te ne eri accorto. E quindi qui esuliamo dal discorso "quando me ne sono accorto, quando ha cominciato a darmi fastidio, quando ho iniziato a non sopportarlo più".

 

Indipendentemente dal livello di attezione/sopportazione personale...  è accettabile che un autore tratti così il personaggio di cui dovrebbe essere "degno erede", e i suoi lettori?

 

  • +1 1
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Posted (edited)

Citandoti...

"Indipendentemente dal livello di attezione/sopportazione personale...  è accettabile che un autore tratti così il personaggio di cui dovrebbe essere "degno erede", e i suoi lettori?" @Diablero

 

Secondo me non possono essere scissi il "livello di attenzione/sopportazione" e "accettare" il trattamento al personaggio e ai lettori.

 

Ci sono lettori tra cui io (o altri) che mettono sul piatto della bilancia il Nizzi di successo con noi e di insuccesso con noi. 

Lasciano passare certe cose(se se ne accorgono o se il Diablero di turno le rivela) perché danno più importanza ad altri elementi.

Questo su ogni singola storia e su ogni autore per me.

 

Edited by Diablorojo82
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Voglio fare una precisazione: io ero uno di quei lettori che Nizzi stava per far scappare  e questo da molto prima della famigerata crisi perché nonostante apprezzassi diverso sue storie, ero infastidito dal suo manierismo, dal suo "copiare" G.L. Bonelli.

Mi spiego  meglio. Prendiamo "Gli strangolatori" l'intera sequenza iniziale rifà pressoché pari pari, modificando giusto l'ambientazione e l'identità degli assalitori, quella di "Terrore nella savana ".

in "Gli spiriti del deserto" ci sono almeno due scene prese di peso da "La valle della luna"

Avrei sicuramente mollato se con il n. 401 non fossero intervenuti altri sceneggiatori.

 

La crisi di Nizzi inizia nel 1991 ed ha riflessi sulle storie pubblicate dal 1994. Nizzi in quel periodo lascia interrotte due sceneggiature: una per Fusco, "Yukon selvaggio", ed una per Marcello, "Yucatan".  Le storie in questione rimangono ferme ed i due disegnatori vengono affidati rispettivamente a Canzio e Boselli.

Canzio prega Nizzi di scrivere una storia per Letteri. Lui ci prova , ma non riesce ad andare oltre le prime pagine e Canzio si prende l'onere di completare la sceneggiatura.

Mi viene ora in mente che l'aver affidato a Civitelli i disegni della storia di Mister No del primo Almanacco dell'Avventura sia stato un modo per tenerlo impegnato  poiché non c'erano sceneggiature di Tex disponibili per lui. 

 

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<span style="color:red">51 minuti fa</span>, Diablero dice:

Ma non concordo con lui sul perchè ora lo sopporta meglio: per me, se Leo si trovasse di nuovo a dover leggere Nizzi mese dopo mese, tutti i mesi, tutti gli anni, tutti gli albi, sperando nelle rare storie di Boselli, lo troverebbe ben presto insopportabile di nuovo, essendo MOLTO diverso dal rileggersi una storia ogni tanto, scelta magari fra le preferite, o comunque leggere storie nuove solo ogni tot mesi e in volume unico, non mese dopo mese...

 

Non escludo che possa aver influito anche questo meccanismo. Tuttavia, tra le storie che mi ero rifiutato di acquistare c'era ad esempio Le colline del Vento, che veniva dopo una storia di Boselli (vado a memoria, spero di non sbagliare) che mi aveva entusiasmato. Quando vidi che la successiva era di Nizzi sbottai, perché ero affamato di Boselli. Leggendo però Le colline del vento dopo tanti anni, l'ho trovata una storia bella in sé stessa, e non credo che abbia influito il fatto che in qualche modo mi fossi disintossicato da Nizzi. 

 

<span style="color:red">54 minuti fa</span>, Diablero dice:

Indipendentemente dai gusti e dal MOMENTO in cui ti accorgi che Nizzi fa fare figure di palta e da piccione a Tex ogni singola storia, senza eccezione alcuna...  quando lo sai, puoi pure tornare indietro a controllare le storie precedenti, ed accorgerti che capitava anche prima, anche se non te ne eri accorto. E quindi qui esuliamo dal discorso "quando me ne sono accorto, quando ha cominciato a darmi fastidio, quando ho iniziato a non sopportarlo più".

 

Questo è un aspetto che tu mi hai aiutato a mettere a fuoco. Tuttavia, io non credo che Nizzi lo facesse apposta. Era semplicemente il suo modo di scrivere, il modo in cui le storie gli venivano in testa. Oltre a quello di Glb, Nizzi ha conosciuto anche il Tex di Nolitta: chissà che, inconsciamente, non abbia finito per fondere i due characters (perché i Tex di padre e figlio sono proprio due personaggi diversi).

 

E questo suo modo di scrivere, per quanto non del tutto nel canone texiano (che evidentemente Nizzi era incapace di replicare), poiché riusciva a produrre comunque buone o ottime storie e un Tex comunque riconoscibile, per quanto a volte un po' più fallibile e meno ispirato di quello di Glb (ma non era una regola), è stato apprezzato dai lettori dell'epoca (parlo sempre del Nizzi pre-crisi).

 

Chi, poi, come me, ha conosciuto per primo il Tex di Nizzi, non ha vissuto quello stacco che altri, come te per ragioni anagrafiche, avete sofferto. Tuttavia, anche in questo caso, non so se non aver vissuto la cosa in presa diretta abbia davvero cambiato la mia percezione in questo senso. Io le storie di Glb poi le ho lette, e credo di poter giudicare le differenze, anche se a posteriori. Semplicemente, le vedo (anche grazie ai tuoi post), le peso, e ci do probabilmente meno importanza di quanta ne dai tu. Soprattutto gliene do molta poca se le storie mi piacciono. E torniamo nel campo del soggettivo, del gusto, della percezione, del peso. Elementi che tu tranci via col bisturi, perché la tua è l'analisi asettica e perfetta dello scienziato. Dello studioso. In questo senso, spesso non hai torto. In altri, però, credo che la tua intransigenza non sia sempre giustificata :)

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