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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N. 13] Sangue Sul Colorado


ymalpas
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Voto alla storia  

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La “bistecca alta tre dita con la montagna di patatine fritte” mica è un copyright di Nizzi, ma è puro GL Bonelli, e già lui ne aveva fatto un leitmotiv della serie, tanto che ne ironizzavano Berardi & Milazzo nella storia di Ken Parker Uomini, bestie ed eroi (1978, ben prima che Nizzi mettesse le sue manacce su Tex)

 

Pat-7.jpg

 

 

 

Edited by Magic Wind
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Grazie per la risposta, MV, ma non è quello che ho chiesto.

Se è per quello, anche il Tex in mutandoni l'ho visto per la prima volta in storie di GLB.

Ma volevo sapere se Nizzi ha modificato nel tempo l'impiego narrativo di questi momenti, cioè se da momenti di stacco sono diventati fulcro della storia, o se sempre li ha considerati così.

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Adesso, Il sassaroli dice:

Grazie per la risposta, MV, ma non è quello che ho chiesto.

Se è per quello, anche il Tex in mutandoni l'ho visto per la prima volta in storie di GLB.

Ma volevo sapere se Nizzi ha modificato nel tempo l'impiego narrativo di questi momenti, cioè se da momenti di stacco sono diventati fulcro della storia, o se sempre li ha considerati così.

 

Se mutande devono farci vedere che siano almeno "mutandoni" perché quelli si utilizzano nel West ... quando s'indossavano, s'intende. 

Immagino però che ci fossero anche delle eccezioni, quindi dei box, ma nessun tanga !

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  • co fondatore
<span style="color:red">32 minuti fa</span>, Il sassaroli dice:

Grazie per la risposta, MV, ma non è quello che ho chiesto.

Se è per quello, anche il Tex in mutandoni l'ho visto per la prima volta in storie di GLB.

Allora hai capito meno di niente. I mutandoni contano un fico secco se indossati, che so, a letto nell'albergo di un paese di frontiera.

Nella scena in questione Tex e pards vanno a nanna sapendo del pericolo che incombe. Ecco da dove nasce la polemica sui mutandoni.

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Adesso, Mister P dice:

Allora hai capito meno di niente. I mutandoni contano un fico secco se indossati, che so, a letto nell'albergo di un paese di frontiera.

Nella scena in questione Tex e pards vanno a nanna sapendo del pericolo che incombe. Ecco da dove nasce la polemica sui mutandoni.

Invece, Mister P, qualcosa capisco. Capisco, ad esempio, che anche un amministratore può perdere il controllo e insultare i forumisti. Lo capisco, non ci do importanza, ma certo gli inviti alla moderazione di quell'amministratore in seguito avranno minor autorevolezza.

Ora, Mister P, non ho intenzione di fare lezioncine, però se rileggi con calma i miei due interventi precedenti (e quello di MW) ti renderai conto di quanto fuori luogo sia stata la tua risposta.

Sarei felice se qualcuno volesse rispondere in maniera pertinente alla mia domanda.

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Adesso, Il sassaroli dice:

Sarei felice se qualcuno volesse rispondere in maniera pertinente alla mia domanda.

 

Ci provo sperando di cogliere il punto.

Anche nei suoi momenti migliori, e ci sono stati checché ne dica Diablero, Nizzi è sempre stato un manierista ed ha riproposto situazioni ed addirittura sequenze viste in storie di G.L. Bonelli trasformandole in veri e propri cliché più di quanto potessero esserlo già. Man mano che andava avanti le sue storie assomigliavano sempre più ad una formula: un po' di questo, un po' di quello e così via fino al punto di convincersi e purtroppo convincere una parte dei lettori che questi elementi fossero essi stessi la storia.

Certo, ci sono situazioni ricorrenti nelle storie di GLB, come in quelle di chiunque altro scrittore del resto, ma non sono presenti in tutte le storie e non lo sono sempre allo stesso modo 

Questa è una grossa differenza.

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Adesso, Carlo Monni dice:

 

Ci provo sperando di cogliere il punto.

Anche nei suoi momenti migliori, e ci sono stati checché ne dica Diablero, Nizzi è sempre stato un manierista ed ha riproposto situazioni ed addirittura sequenze viste in storie di G.L. Bonelli trasformandole in veri e propri cliché più di quanto potessero esserlo già. Man mano che andava avanti le sue storie assomigliavano sempre più ad una formula: un po' di questo, un po' di quello e così via fino al punto di convincersi e purtroppo convincere una parte dei lettori che questi elementi fossero essi stessi la storia.

Certo, ci sono situazioni ricorrenti nelle storie di GLB, come in quelle di chiunque altro scrittore del resto, ma non sono presenti in tutte le storie e non lo sono sempre allo stesso modo 

Questa è una grossa differenza.

Perfetto. Ti ringrazio.

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  • co fondatore
Posted (edited)
33 minuti fa, Il sassaroli dice:

 

Invece, Mister P, qualcosa capisco. Capisco, ad esempio, che anche un amministratore può perdere il controllo e insultare i forumisti. Lo capisco, non ci do importanza, ma certo gli inviti alla moderazione di quell'amministratore in seguito avranno minor autorevolezza.

Ora, Mister P, non ho intenzione di fare lezioncine, però se rileggi con calma i miei due interventi precedenti (e quello di MW) ti renderai conto di quanto fuori luogo sia stata la tua risposta.

Sarei felice se qualcuno volesse rispondere in maniera pertinente alla mia domanda.

Ti chiedo scusa per il tono usato, ma da come l'avevi scritta mi sono ricordato dei messaggi di altri utenti del passato e sono partito lancia in resta... Mi pareva che non avessi colto il punto e sono rimasto "spiazzato", ecco.

Edited by Mister P
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<span style="color:red">27 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Ci provo sperando di cogliere il punto.

Anche nei suoi momenti migliori, e ci sono stati checché ne dica Diablero, Nizzi è sempre stato un manierista ed ha riproposto situazioni ed addirittura sequenze viste in storie di G.L. Bonelli trasformandole in veri e propri cliché più di quanto potessero esserlo già. Man mano che andava avanti le sue storie assomigliavano sempre più ad una formula: un po' di questo, un po' di quello e così via fino al punto di convincersi e purtroppo convincere una parte dei lettori che questi elementi fossero essi stessi la storia.

Certo, ci sono situazioni ricorrenti nelle storie di GLB, come in quelle di chiunque altro scrittore del resto, ma non sono presenti in tutte le storie e non lo sono sempre allo stesso modo 

Questa è una grossa differenza.

 

Infatti... ricordo di aver letto un'intervista a Nizzi tantissimi anni addietro, in cui affermava esattamente quale fosse la ricetta segreta per scrivere una storia di Tex. E quasi per ogni situazione indicava anche le possibili varianti, quasi fosse Propp in "Morfologia della Fiaba".

 

Qualcuno potrebbe recuperare la fonte?

 

Devo ammettere che ci rimasi piuttosto male anche perché lui stesso diceva "quasi" di non essere un artista e di predisporre tutto a tavolino seguendo tali regole che si era creato per essere veloce, dovendo dedicare già nel passato al fumetto soltanto parte del suo tempo. Aveva infatti lasciato il suo lavoro di impiegato soltanto dopo anni di questa duplice attività.

 

Non sono un estimatore assoluto di Nizzi, mi piacciono molto i suoi adattamenti dei classici e le storie brevi. Su Tex i suoi capolavori sono ben pochi, ma reputo che la maggiore responsabilità per la gestione di annate da dimenticare fosse più della Bonelli che lasciava fare, rispetto a Nizzi stesso con i propri limiti.

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<span style="color:red">1 minuto fa</span>, Mister P dice:

Ti chiedo scusa per il tono usato, ma da come l'avevi scritta mi sono ricordato dei messaggi di altri utenti del passato e sono partito lancia in resta... Mi pareva che non avessi colto il punto e sono rimasto "spiazzato", ecco.

Capisco quello che è successo e apprezzo le scuse.

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Adesso, Jeff_Weber dice:

 

Infatti... ricordo di aver letto un'intervista a Nizzi tantissimi anni addietro, in cui affermava esattamente quale fosse la ricetta segreta per scrivere una storia di Tex. E quasi per ogni situazione indicava anche le possibili varianti, quasi fosse Propp in "Morfologia della Fiaba".

 

Qualcuno potrebbe recuperare la fonte?

 

Devo ammettere che ci rimasi piuttosto male anche perché lui stesso diceva "quasi" di non essere un artista e di predisporre tutto a tavolino seguendo tali regole che si era creato per essere veloce, dovendo dedicare già nel passato al fumetto soltanto parte del suo tempo. Aveva infatti lasciato il suo lavoro di impiegato soltanto dopo anni di questa duplice attività.

 

Non sono un estimatore assoluto di Nizzi, mi piacciono molto i suoi adattamenti dei classici e le storie brevi. Su Tex i suoi capolavori sono ben pochi, ma reputo che la maggiore responsabilità per la gestione di annate da dimenticare fosse più della Bonelli che lasciava fare, rispetto a Nizzi stesso con i propri limiti.

E infatti più Nizzi ha affinato la sua ricetta culinaria per la storia-tipo di Tex, più a rimetterci è stato proprio Tex!

Ma non le storie: il personaggio.

 

Ultimamente sto rileggendo diverse storie, non solo di Nizzi, pubblicate negli anni '90 e '00 e mi sto rendendo conto di come il Tex di Nizzi sia clamorosamente calmo.

Non calmo come potrebbe essere uno che ha il polso della situazione e che tiene i nervi saldi, ma come uno che ha la pressione bassa di natura.

Il Tex di questa storia ne è un emblema: il Tex di GLB, ma anche di Boselli, non si sarebbe mai dichiarato sconfitto sul finale. Ma neanche quello di Ruju. Il Tex di Faraci sarebbe addirittura uscito dal villaggio sparando ai nemici con le colt in pugno (e non sto esagerando).

 

Oppure penso a "Nuvola Rossa", con Tex quasi inerme alla fine.

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<span style="color:red">17 ore fa</span>, Letizia dice:

Cioè, se Nizzi mi definisce semplice, che non bado a molte cose e che mi importano sole le bistecche e patatine, mi devo sentire gratificata perché essere così è un merito?

No.Non devi sentirti in nessun modo.Se é vero dirai" Accidenti,é proprio così". Se non é vero dirai" Non é vero".Non mi sembra difficile.

Adesso, Laramie dice:

Oppure penso a "Nuvola Rossa", con Tex quasi inerme alla fine.

Lì la situazione era molto diversa.

<span style="color:red">17 ore fa</span>, Diablero dice:

E infatti, io non chiamato nessuno "rimbambito".

 

Consiglierei anche a te di leggere con più attenzione: ad usarlo (3 volte) è stato Hellingen

No,infatti.

Mi rifacevo al termine che ha usato lui, é vero.Ma bisogna dire che spesso non sei stato tenero però( anzi spessl sarcastico)  nei confronti di questi lettori,come me.E magari questa cosa a molti puo' dare fastidio.Io ho le spalle abbastanza larghe e ci ho fatto l' abitudine.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Grande Tex dice:

No.Non devi sentirti in nessun modo.Se é vero dirai" Accidenti,é proprio così". Se non é vero dirai" Non é vero".Non mi sembra difficile.

Se è vero o non è vero cosa?

Che Nizzi definisca i suoi lettori dei sempliciotti non mi sembra cosa da appurarne la veridicità o la falsità.

E se è vero, come è vero, io mi incazzo come una tigre.

Scusate il linguaggio poco consono per una signora, ma metterci le X o i puntini al posto delle Z mi sembra inutile (del resto non metto X o puntini neanche in Nizzi).

Ieri ho rivisto per l'ennesima volta l'attimo fuggente.

Mi è subito venuto in mente Nizzi: qui ci mettiamo una bella bistecca, qui una patatina, qui un paio di torte di mele, qui un origlione, qui una figura da piccione, qui ... no basta, non ne posso più.

 

E il bello è che non faccio come @Diablero, io le storie di Nizzi non me le faccio mancare, non ne perdo una.

Se è una buona storia (è raro, ma hai visto mai?) me la godo, se invece (come mi aspetto) è una piccionata pazzesca (doppia Z), mi diverto come una pazza (ZZ) a leggere fino a che punto può arrivare (sembra che al peggio non ci sia fine).

 

E poi lo commento e stronco dove posso (senza offendere nessuno e argomentando).

Se qualcuno se la prende, non so che farci.

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Adesso, Letizia dice:

E se è vero, come è vero, io mi incazzo come una tigre.

 

nel mio personale elenco di motivi per incazzarsi nella vita "Nizzi che mi da del piccione" è tra gli ultimi, subito prima di "oggi non andrà in onda la puntata dei pacchi perchè Amadeus ha litigato con la rai"...

 

...però riconosco che ognuno ha il suo elenco personale... 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Lì la situazione era molto diversa.

Vero, ma è il modo di essere di Tex che mi perplime.

Un Tex quasi remissivo, lontano anni luce dell'anarchico con tendenze protofasciste dei primi anni e comunque distante da quello "canonico" del Bonelli più maturo.

 

Un Tex 90enne, potremmo dire, che però di anni ne ha sempre 45.

 

E bada che non sto parlando della qualità delle storie ("Nuvola Rossa" è forse la migliore storia del Nizzi post-crisi), ma di come il carattere di Tex si faccia sempre più flemmatico con il progredire della parabola nizziana.

Più le storie diventano un collage di situazioni-tipo più il carattere di Tex si perde, a dimostrazione che quando una serie ristagna a farne le spese è soprattutto il protagonista.

 

Considera, che più o meno nel periodo in cui esce questo Texone, il Tex di Boselli fa il diavolo a quattro con gli Apache Mescaleros, quasi come se Nizzi, per distinguersi dal collega, fosse arrivato a esasperare i tratti tipici della propria scrittura.

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Letizia dice:

è vero o non è vero cosa?

Nel senso: se ti riconosci nella descrizione di lettrice.Io mi ci riconosco e quindi ovviamente non mi arrabbio.Tu evidentemente non ti ci riconosci.

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Adesso, Grande Tex dice:

Nel senso: se ti riconosci nella descrizione di lettrice.Io mi ci riconosco e quindi ovviamente non mi arrabbio.Tu evidentemente non ti ci riconosci.

No no, fammi capire.

Tu ti riconosci nel lettore piccione?

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Adesso, Grande Tex dice:

Ricominciamo Leti? Ho appena rimproverato Diablero...

Sono un po' confusa e non ho capito.

Nizzi dice che i lettori di Tex sono piccioni (non è il termine da lui usato, ma il significato è quello).

Io non mi riconosco nella categoria dei lettori piccioni e pensavo, ingenuamente, che fosse un sentimento comune a tutti i lettori di Tex.

Cioè pensavo, anzi penso, che neanche tu ti riconosca in quella categoria.

Non è così?

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Posted (edited)
4 ore fa, Letizia dice:

Che Nizzi definisca i suoi lettori dei sempliciotti non mi sembra cosa da appurarne la veridicità o la falsità.

Ma che cos' è un sempliciotto per voi? 

 

Prendete tutto quello che dice Nizzi parola per parola e ne fate dei drammi che si basano alla fine su interpretazioni. 

È chiarissimo, e lo sappiamo tutti, che ci sono delle interpretazioni rispetto a ciò che si dice. In poche parole, Nizzi conosceva il suo pubblico. Doveva scrivere per un vasto pubblico, vendere. Nella sua testa trovava molto più verosimile dover accontentare un lettore uomo -medio, ragazzo o lavoratore o anziano, con una sua aspettativa riguardo le storie ma anche la voglia di leggere sempre qualcosa di nuovo. Qui sta la bravura di Nizzi, secondo me. Anche se alcuni suoi spunti si sono ripetuti negli anni (come l' amico in difficoltà che chiama Tex) ha saputo coinvolgere sempre il lettore di varie estrazioni sociali con storie avvincenti, cucendo il più delle volte il vestito giusto per ogni disegnatore con il quale lavorava. Dal canto vostro riconosco che da lettori più esperti quali siete potete essere più critici e trovare dei difetti dove un altro non li troverebbe, è normale. Così come io riconosco che dopo aver scritto moltissimo non solo in Tex , può aver avuto anche Nizzi una mancanza di idee e si è andato a ispirare ad altro, come fanno tanti. Non ha mai tradito Tex come dite voi, ha ripetuto si dei cliché perché i lettori vi erano affezionati dai tempi passati. Ha inserito una vena comica a volte nelle sue storie, con battute esilaranti e azzeccate che nessun altro sceneggiatore è riuscito a ripetere. 

A parte questo, una gran parte del pubblico di Tex e di altri fumetti dove lo sceneggiatore di Fiumalbo ha scritto si è affezionato a lui, e il suo stile ha fatto scuola (anche se può dare fastidio a qualcuno, è così).

Proprio perché non veniva dalle accademie del fumetto, era ed è uno stile suo, che funziona bene. 

Ai tempi del suo arrivo le storie di Tex dovevano essere fedeli a GLB ma anche portare una nuova ventata di aria fresca. Nel caso dello sceneggiatore di Fiumalbo, l' impronta gialla è stata quella che ha preso il sopravvento, come sappiamo. 

 

Adesso, una volta che ci siamo ricordati di chi è Nizzi e cosa ha fatto al di là dei mantra negativi ripetuti su di lui , mi dite dove dobbiamo arrivare? 

Dobbiamo riconoscere che Nizzi ci odia e ha sempre tramato nell' ombra per rovinare Tex? 

 

Io non credo agli asini che volano, proprio per questo rimango della mia opinione, cioè che si esagera con certe interpretazioni. 

 

Se Nizzi ha chiamato sempliciotti dei lettori, è perché in realtà ne apprezza la leggerezza, le qualità umane. Chi ha letto tante storie di Nizzi sa che nelle sue meglio riuscite si respira spesso un' atmosfera rustica, perché è normale, è una sua impronta. Se a Nizzi piace la gente semplice e genuina e vuole pensare che i lettori di Tex sono in parte così che male c'è?

Al contrario, che pro avrebbe avuto a voler offendere il suo stesso pubblico??? 

 

Chi legge Tex cerca un eroe che gli dia senso della giustizia, sicurezza, anche stereotipi magari. Se in una singola storia ci sono poi delle scene che non corrispondono a certi canoni che ci si è costruiti con il tempo per cui una storia "non è bella per noi" può essere sempre bella per altri. 

 

La critichiamo e finisce lì, non cerchiamo di mettere addirittura lo stesso pubblico di lettori che apprezzano Nizzi contro Nizzi perché si deve rendere conto che Nizzi li odia e li insulta. 

 

 

Edited by Hellingen
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Adesso, Letizia dice:

non è il termine da lui usato, ma il significato è quello).

Il significato é quello? No io non credo proprio.Mi pare ovvio che lui lo intendesse come complimento

Adesso, Hellingen dice:

Se a Nizzi piace la gente semplice e genuina e vuole pensare che i lettori di Tex sono in parte così che male c'è?

Al contrario, che pro avrebbe avuto a voler offendere il suo stesso pubblico??? 

Appunto...

Ma forse é meglio chiudere qui la discussione

Edited by Grande Tex
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12 hours ago, Il sassaroli said:

Nizzi è l'autore di cui ho letto meno storie (la più parte dopo il 400) e non mi sento di darne un giudizio complessivo. Chiedo a voi:  non è che le scene leggere (bistecche e patatine o mutandoni che fossero) inizialmente erano meglio inserite nell'economia del racconto, funzionali a un voluto combio di ritmo e quindi rappresentassero un gradevole intermezzo? Non è che solo in un secondo tempo abbiano acquisito per l'autore un "valore" anche fuori contesto?

Ti ha già risposto Carlo, ma io ho una versione leggermente diversa. Cercherò di essere breve, ma trovi un sacco di miei post nel forum dove mi dilungo di più.

 

Nizzi non era un lettore di Tex, non ha mai amato Tex, ha sempre disprezzato sia GL Bonelli (sia come autore, sia umanamente dopo un loro breve incontro - l'unico a quanto ne so - in cui, a dare retta a Nizzi, gli chiese se gli piacevano le donne o se era gay) che i lettori di Tex. Anche se con toni un pochino più "diplomatici" ha sempre detto quelle cose di GL Bonelli e dei suoi lettori.

 

Dopo una fugace lettura dei pochi albi che gli segnalò Sergio Bonelli (Nizzi afferma che li lesse tutti, ma a parte che spesso si è dimostrato meno che attendibile nelle sue dichiarazioni, ha commesso si da subito tanti strafalcioni ed errori sulla continuity di Tex da poter smentire questa cosa molto facilmente: se ne è letto alcuni e per lui bastavano), Nizzi si è semplicemente "segnato" alcune scene e alcuni tormentoni. Il Tex di GL Bonelli usava UN SACCO di epiteti e parole fantasiose, da "miserabile sacco di rispettabile immondizia" a "mio nonno" e TANTI ne INVENTAVA ad ogni nuova storia: Nizzi, incapace di inventarli, se ne è segnati POCHISSIMI (satanasso, vecchio cammello, tizzone d'Inferno, puro veleno e basta, e ha usato solo quelli a macchinetta fino a che i lettori, tipo vittime di Sindrome di Stoccolma, adesso li pretendono sempre (oggi boccerebbero le storie di GL Bonelli, non li usa sempre e troppo spesso i pard si chiamano in altro modo).

 

Idem per le scene ricorrenti, GL Bonelli ne aveva tantissime (Tex che strappava la stella dalla camicia degli sceriffi corrotti, le dimostrazioni di abilità al saloon, i duelli nella main street, etc.) tanto che una poteva mancare per anni intere di storie perchè ce n'erano altre, e altre ne inventava: erano, soprattutto, funzionali alla storia: le trame avevano un loro senso dove si infilavano, se servivano, solo le scene utili a quella storia.

 

Nizzi ha sempre detto che le storie di GL Bonelli (che non aveva letto) erano tutte uguali, tutte con Tex e Carson che ricevono una missione (????) da un militare (???? La descrizione dei militari nelle storie di GL Bonelli era al limite del vilipendio...), e che le trame non avevano importanza, al lettore tipo di Tex (di cui da sempre Nizzi parla con una certa superiorità, ai tempi in cui si limitava ne parlava con paternalismo come se fosse comunque un tipo non molto sveglio che vuole sempre le stesse cose, con il tempo ne ha parlato sempre peggio fino a dire che le storie complesse non riuscirebbero a capirle). Quindi DA SEMPRE per fare le storie di Tex Nizzi si limita a "cucire scenette tipiche" scopiazzate da GL Bonelli, ma sempre le stesse 2-3 ed ESASPERATE, le bistecche con patatine da simpatico siparietto saltuario che serviva magari una volta ogni tanto per spezzare la tensione, diventano scene ridicole e parodistiche in cui i pards diventano leggendari mangioni che rinunciano a tutto facendosi fregare più volte pur di sbafare.  E DA SUBITO (dalla primissima storie e OGNI SINGOLA STORIA successiva, ho fatto lo specchietto delle prime storie di Nizzi in un vecchio post e dimostra al di là di ogni dubbio questa cosa) il "suo" Tex è un piccione incapace, stupido e facilmente fregabile da tutti, ma gradasso e vanitoso, e il suo Carson è vecchio mangione rimbambito a cui vanno spiegate anche le cose più ovvie.

 

Qual è la vera differenza fra le prime storie in cui ci metteva impegno e quelle post-1994 in cui tira via in maniera vergognosa? Che le prima con quel Tex piccione FACEVANO RIDERE. Il vero talento (quel poco che aveva...) di Nizzi era come autore COMICO. Anche i pregi che i suoi stessi fan gli attribuiscono (i dialoghi e le battute, i tempi comici perfetti) sono da autore COMICO. Quando chiedi ai suoi fan di indicare scene che avrebbe scritto bene nelle prime storie ti citano sempre SCENE COMICHE. Parlano de "la congiura" e ti citano la scena slapstick in cui citano le vecchie comiche di Charlie Chaplin con carretti in discesa e cinesi voltanti, o le scene in cui si rincorrono su e giù per le scale in una commedia degli equivoci in cui si travestono e ovviamente incontrano le persone da cui si sono travestiti. Tutta la sua "abilità" di autore è volta A FAR RIDERE!

 

Ad un certo punto, penso a causa del suo ego ipetrofico che non sopportava di essere considerato di secondo piano rispetto a GL Bonelli (lui dice che non sopportava non firmare le storie, ma gliele hanno fatto firmare praticamente da subito, già dal 1988, anni e anni prima della crisi: no, era quel "supervisionato da GL Bonelli" che non sopportava, già all'epoca quando glielo domandammo era visibilmente infastidito e si arrabbiò) scrivere Tex gli divenne sempre più pesante, e smise di far ridere, accanendosi sul rappresentare Tex come sempre più idiota, sempre più piccione, con una "comicità" sempre più fiacca perchè ormai era fatta di Tex che prende botte in testa, Tex che viene fregato, Tex che viene salvato da un vecchio paralitico, Tex che causa la morte di innocenti perchè è un idiota, etc.

 

E poi l'astio per Tex e lo schifo per quello che scriveva divenne tale da farlo "scoppiare" e smise di scriverlo (1992-1993 credo, per quasi un anno non riuscì a scrivere nemmeno una riga, blocco totale). la soluzione di Sergio Bonelli? "ti raddoppio la tariffa, te la triplico, ti strapago più di qualunque altro autore, ti riempio di soldi, ma anche se Tex ti fa schifo e non lo sopporti più, continua a scriverlo, altrimenti mi tocca di scriverlo a me!"

 

E con questa "passione" e questo "amore" per Tex nati unicamente da tariffe strampalate enormemente superiori a quelle di qualunque altro autore Bonelli (compreso lo Sclavi di Dylan Dog), Nizzi ha accettato e da allora, per oltre vent'anni, ha scritto (1) senza mai più inventare una storia originale, per sua stessa ammissione, non ne aveva voglia o non ci riusciva, da allora ha sempre plagiato storie di altri o sue vecchie storie di Larry Yuma o si è fatto scrivere i soggetti da un "ghost writer" non accreditato. L'ha detto lui stesso nel suo libro, (2) "storie" che erano solo scusa per vedere Tex OGNI VOLTA, OGNI SINGOLA VOLTA SENZA ECCEZIONE ALCUNA, sconfitto, deriso, umiliato, ridicolizzato, sputtanato, che ogni singola volta viene sconfitti e/o fallirebbe se non intervenisse qualcun altro: va bene doverlo scrivere perchè ti riempiono di soldi, ma il soldi non possono comprare l'affetto: Nizzi "andava con Tex" solo per denaro ma, come una qualunque cacciatrice di danarosi ricchi scemi, in realtà lo odiava. Così come odiava e disprezzava i suoi lettori, che ha continuato a descrivere in quella "simpatica" maniera in ogni intervista per tutto questo tempo, diventando via via solo più esplicito e sgradevole...

 

Tornando alla tua domanda, dopo aver spiegato l'evoluzione storica:

 

1) Sin dall'inizio, la "texianità" per Nizzi sono le bistecche e patatine, non l'eroismo e il coraggio, apertamente derisi nei loro esiti di solito fallimentari. La presenza di queste scene da subito è abnorme e ripetitiva al massimo. Carlo parla di "manierismo", ma è un eufemismo: Nizzi le piazza in continuazione "alla cxxxx". Sono comunque SCENE COMICHE IN STORIE COMICHE, quindi "si armonizzano meglio", come una torta in faccia, anche se ripetitiva, si armonizza meglio in una storia di Stanlio e Ollio. Inoltre le vicende sono comunque più "costruite" e c'è una storia (comica) fra un abbuffata e l'altra.

 

2) La presenza abnorme e ripetitiva di questo tormentone non aumenta in seguito. È tutto il resto che cala. Non cerca più di far ridere, è pura offesa gratuita a Tex e ai suoi lettori. Non prova più a costruire trame sensate: andando a macinare a macchinetta quantità assurde di pagine strapagate  a raffica (ha superato ogni suo record di produzione DOPO che sarebbe "andato in crisi per il superlavoro"...) non si preoccupa più nemmeno che le storie abbiano un senso e una logica, le uniche cose importanti diventano (a) avete più scene bistecche e patatine che si può, e (b) far fare figure ridicole a Tex, tutto il resto è superfluo e non gli dedica la minima attenzione.

 

Questa storia (per tornare in topic) ne è un esempio perfetto: trama e situazioni e scene copiate da un film famoso (non faceva nemmeno la fatica di cercare film vecchio o sconosciuti, ha plagiato direttamente il western di maggiore incassi di tutti gli anni 80...), ma con le opportune modifiche (le uniche all'inizio) al SOLO scopo di ridicolizzare Tex (NON far salvare il povero cercatore da Tex, ma lasciarlo pestare, invischiare invece Tex in una assurda e ridicola pantomima per salvare quel cretino del figlio che si è messo nei guai perchè contravvenendo agli ordini del padre vuole sbronzarsi, sdoppiare il "cattivo" per creare un personaggio praticamente "nuovo" che possa salvare Tex quando verrà ovviamente sconfitto".

 

È ultra-chiarissimo, è palese ad un livello che mi sento scemo a doverlo spiegare a qualcun altro: non basterebbe leggere la storia dopo aver visto il film? La storia viene da subito modificata per togliere le scene "epiche" per Tex e dargli invece scene ridicole e per farlo fallire. finché, sconfitto, si arrende umilmente come un cane bastonato, e viene salvato da un vecchio.

 

L'unica "modifica" che non riguarda il rendere Tex un povero piccione che causa il proprio totale fallimento, è la sotto-trama incestuosa che evidentemente all'inizio non c'era, viene infilata a cazzum per consumare qualche pagina e poi viene tranquillamente abbandonata... QUELLA non se l'era preparata, risulta incongrua e improvvisata. Invece la sconfitta finale di Tex se l'era preparata dall'inizio, dalle primissime pagine, preparandosi le modifiche al cast. Perché QUELLA era la cosa più importante, che non poteva essere lasciata al caso...

 

Come pensava di farla franca a far fare figure ridicole a Tex ogni singola storia? Semplice: l';ha spiegato più volte: lui da sempre è convinto che i lettori di Tex leggano in maniera tanto distratta, svogliata e superficiale che non se ne sarebbero mai accorti. Lui SAPEVA (e lo dice) che bastava che gli dava due-tre scene con le bistecche e patatine e quelli sarebbero stati felici e contenti e non avrebbero prestato la minima attenzione alla trama "western".

 

Visto che non sono stato l'unico a lamentarmi per anni e che durante il suo "regno" più del 50% dei lettori hanno mollato ( e pensando che Tex ha continuato a prendere lettori nuovi, direi che un numero più plausibili di gente che lo leggeva ai tempi di GL Bonelli e ha mollato per le Nizzate è sul 95%), direi che la sua opinione sprezzante e insultante dei lettori di Tex non si è rivelata corretta: molti HANNO fatto attenzione alle trame. E hanno mollato. Non bastavano bistecche e patatine.

 

Purtroppo però è il tipo di previsione che si auto-avvera: se per anni ai lettori dai solo avventure insulse e bistecche e patatine, mandando via i lettori che vorrebbero avere belle storie, alla fine... rimangono in gran parte quelli che si accontentano di bistecche e patatine (come certificato dai commenti su facebook o you tube). OPPURE quelli che, avendo iniziato con Nizzi ai tempi in cui faceva ridere, hanno quella visione di Tex: una serie western-comica che fa ridere.

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Posted (edited)
Adesso, Diablero dice:

1) Sin dall'inizio, la "texianità" per Nizzi sono le bistecche e patatine, non l'eroismo e il coraggio, apertamente derisi nei loro esiti di solito fallimentari. La presenza di queste scene da subito è abnorme e ripetitiva al massimo. Carlo parla di "manierismo", ma è un eufemismo: Nizzi le piazza in continuazione "alla cxxxx". Sono comunque SCENE COMICHE IN STORIE COMICHE, quindi "si armonizzano meglio", come una torta in faccia, anche se ripetitiva, si armonizza meglio in una storia di Stanlio e Ollio. Inoltre le vicende sono comunque più "costruite" e c'è una storia (comica) fra un abbuffata e l'altra.

 

2) La presenza abnorme e ripetitiva di questo tormentone non aumenta in seguito. È tutto il resto che cala. Non cerca più di far ridere, è pura offesa gratuita a Tex e ai suoi lettori. Non prova più a costruire trame sensate: andando a macinare a macchinetta quantità assurde di pagine strapagate  a raffica (ha superato ogni suo record di produzione DOPO che sarebbe "andato in crisi per il superlavoro"...) non si preoccupa più nemmeno che le storie abbiano un senso e una logica, le uniche cose importanti diventano (a) avete più scene bistecche e patatine che si può, e (b) far fare figure ridicole a Tex, tutto il resto è superfluo e non gli dedica la minima attenzione.

Ok, grazie.

Molto chiaro ed esaustivo.

Edited by Il sassaroli
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Adesso, Diablero dice:

da allora ha sempre plagiato storie di altri o sue vecchie storie di Larry Yuma o si è fatto scrivere i soggetti da un "ghost writer" non accreditato.

 

Io avevo letto Larry Yuma sul "Giornalino" e anni fa fui sorpreso nel vedere una storia di Tex di Nizzi che RICALCAVA un'intera storia di Larry Yuma ("Quanah l'Apache", se ricordo bene) e da lì cominciai a pensare di essere preso in giro.

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