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TWF - Tex Willer Forum

[561/562] Soldi Sporchi


TexFanatico
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Voto alla storia  

47 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Pasquale Del Vecchio
Periodicità mensile: Luglio e Agosto 2007


Nel deserto, poco a Sud del Gila River, una pattuglia dell'esercito che doveva portare a Fort Gila le paghe degli ultimi mesi è stata aggredita, i suoi uomini brutalmente uccisi e poi scalpati. Le tracce, anche quelle lasciate dai cavalli degli assassini, fanno pensare a un agguato degli indiani della zona, ma il fatto che siano spariti i soldi fa insospettire Tex e Carson che, iniziando a indagare, si persuadono che dietro al massacro si possa nascondere l'avidità dei bianchi, piuttosto che la ferocia dei pellerossa.

 

 

 

©  Sergio Bonelli Editore

 

 

 

 

 

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Nel deserto, poco a Sud del Gila River, una pattuglia dell'esercito che doveva portare a Fort Gila le paghe degli ultimi mesi è stata aggredita, i suoi uomini brutalmente uccisi e poi scalpati. Le tracce, anche quelle lasciate dai cavalli degli assassini, fanno pensare a un agguato degli indiani della zona, ma il fatto che siano spariti i soldi fa insospettire Tex e Carson che, iniziando a indagare, si persuadono che dietro al massacro si possa nascondere l'avidit? dei bianchi, piuttosto che la ferocia dei pellerossa?

Questo è il trafiletto della SBE per presentarci il primo volume d'una storia che ha come trama un classicissimo: i nativi usati dai bianchi per i loro scopi... sfogliando pagina dopo pagina il primo albo, leggendo ed osservando il tratto di "Del Vecchio" notiamo come ci si ritrovi in una storia dai caratteri ambigui. Giunti alla fine del primo albo infatti ci ritroviamo di fronte ad una situazione che non ci permette di valutare appieno la qualità della storia, in quanto al lettore è chiaro chi sia il colpevole, ma al tempo stesso rimangono alcuni dubbi, ad esempio come Tex incastrer? il colpevole (non tanto come lo scoprir? perchè un indizio trovato sarà presumibilmente la chiave di tale interrogativo) oppure sul motivo per il quale le sacche con i soldi si ritrovano nelle mani d'un'altra banda di indiani. Far? tutto parte d'un piano ben orchestrato? C'è qualcun'altro interessato a quei soldi? Oppure è un semplice bottino di guerra dopo aver sconfitto una banda rivale? Forse con questi interrogativi Tex giunge nei pressi di Sandy Well, ove una pattuglia è bloccata dagli Yaqui.

La situazione attuale dunque? è quella espressa nel trafiletto del N°562:

Tex e Carson sono sulle tracce dei responsabili del furto delle paghe degli uomini di Fort Gila, ma prima di proseguire sulla pista che li porter? a scovare i colpevoli dovranno cercare di trarre in salvo una pattuglia di giacche blu. I soldati si sono asserragliati all'interno del grande pozzo asciutto di Sandy Well e gli indiani Yaqui li stanno stringendo d'assedio. Mentre Aquila della Notte cerca di sfruttare le tenebre per sferrare il contrattacco, Capelli D'Argento corre in cerca d'aiuto?


Tex riesce a crearsi un varco tra le fila Yaqui sino a raggiungere la pattuglia asseragliata, come si intuisce dalla copertina offertaci da Villa, e sarà proprio qui che -come supposto in precedenza dai lettori- scopre senza eccessive difficolt? il nome del responsabile.

Ma non è certamente il momento di rallegrarsi essendo un pugno di uomini contro una tribù scatenata, soprattutto dopo il passaggio di Tex, dato che di Carson e dei soccorsi non si vede ancora nessun accenno di presenza. L'azione si protrae per una ventina di pagine, poi la storia riprende un ritmo meno serrato, offrendoci però qualcosa al quale non eravamo più preparati da tempo... un colpo di scena come si deve! Peccato che (il colpo di scena e tale apprezzamento è personale) subito dopo tale svolta ci si ritrovi con un personaggio che poteva render le cose più complicate, al punto tale da poter offrire facilmente un'altro albo alla storia, mentre nella realtà si comporta come uno stolto...


Ma per capire tale mio punto di vista, oppure contraddirlo vi consiglio di leggere la storia :indianovestito:



In complesso una storia carina, anche se alcune situazioni potevano esser lavorate un po' meglio.

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Concordo... a me è rimasta impressa la scena verso la fine del primo albo... l'incontro (o meglio, lo scontro) tra Tex ed un gruppetto di nativi. Ottime vignette che rendono realmente l'idea che devono dare. Un'arte nel render vivo il disegno che associato a Tex rende il tutto realmente stupendo.

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  • 9 months later...

Storia che nella prima parte si prospetta interessante, ma che nella conclusione si rivela la solita brodaglia noiosa.. la storia era buona, ma doveva essere sviluppata meglio. Anche se dopotutto mi è piaciuto il colpo di scena in cui troviamo l'insospettabile capitano patton che fugge perchè è lui l'uccisore del tenente hogins. Davvero avvincenti i disegni di Del vecchio... anche se il suo stile è un po' troppo pulito per disegnare il west

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  • 7 months later...

Dopo il disastro targato "Monteczuma",Nizzi ci propina subito dopo una storiella tutto sommato godibile e sufficiente, ambientata in un forte militare con risvolti gialli.

Comprimari principali:Tenente Hogins-Sergente Tamblin-Capitano Patton.
Immagine postataImmagine postataImmagine postata

Attenzione Spoiler


Tex e Carson devono scoprire chi c'e' dietro la sparizione delle paghe del forte e per il massacro della pattuglia che li trasportava.
Forse il sospetto di Tex che in qualche modo il Trading Post vicino al forte possa avere a che fare con cio' che era accaduto e' un po' troppo prematuramente ed esageratamente esatto.
A parte questo, il famoso "fiuto" del ranger nell'inquadrare subito le persone e di scoprire a "naso" chi potesse essere l'indiziato in questa storia non c'e'.
Nizzi ci svela subito il primo componente del gruppo di persone che hanno congetturato l'assalto alle paghe e cioe' il sudaticcio tenente Hogins detto Clammy, mentre ci riserva un colpo di scena finale con l'ultimo componente del gruppo:il capitano Patton.
Devo dire che non mi aspettavo la colpevolezza di quest'ultimo.
Il capitano Patton non e' un cattivo qualsiasi,Nizzi conferisce al personaggio una personalit? ambigua.
Se da un lato da dimostrazione di essere una persona senza scrupoli, sparando alle spalle del suo "socio" in "affari", dall'altro lato la sua coscienza si ribella e in punto di morte si rivolge a Tex dicendo che non avrebbe voluto la morte di alcuni soldati.
In una storia dove non c'e' quasi niente di nuovo, la figura un po' ambigua di Patton e' l'unica novità abbastanza gradevole.
Nelle ultime pagine, tramite le parole di Tex e Carson,Nizzi ci da' un ulteriore conferma che l'anima del capitano non era tinta solo di nero:

"Cio' che lo ha fatto deviare dal retto sentiero sono stati un pugno di quattrini, ma anche certi torti che aveva subito..."

Come dire... a volte certe situazioni nella vita possono portare un uomo a fare azioni che non e' nella sua natura fare...

Un Tex e Carson devo dire un po' sottotono, particolarmente quest'ultimo che in quasi tutto l'arco della storia non fa quasi niente.
Un ottima prova per quanto riguarda il debuttante Del Vecchio.
A volte il viso di Tex ricorda Giolitti e il primo Ticci:
Immagine postata

Sceneggiatura 6
Soggetto 6
Disegni 7,5

Edited by Anthony Steffen
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  • 11 months later...

Anche per me "Soldi sporchi" non è quel che si dice una storia con grandi ambizioni, dato che risente di una certa prolissit? ( non era certo necessario che il "cattivo" rimasto nell'ombra fino all'ultimo

, ovvero il capitano Patton
una volta rivelatosi a noi lettori, ci spiegasse nei minimi particolari quale era stato il piano da lui ordito per diventare ricco ), oltrech? di un atteggiamento non troppo attivo di Tex e Carson sul fronte investigativo; d'altra parte però la trama non presenta forzature o inverosimiglianze, i nostri eroi se la cavano bene sul piano dell'azione ( specie Tex ), e ( come altri hanno già detto ) il colpo di scena con cui scopriamo l'identit? del principale "cattivo" è assai riuscito, come del resto è riuscita ( per quanto non originalissima: basti pensare al capitano Larrimer de "La freccia spezzata" ) la sua caratterizzazione. Buoni senza riserve IMHO i disegni di Del Vecchio. Insomma, a mio avviso:soggetto 6,5sceneggiatura 6,5disegni 8.
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  • 9 months later...
  • 2 weeks later...

voto 7 a soldi sporchi ai disegni voto 9 come storia è deludete <_< . Mentre sandy weel ancora non l'ho letto ma mi ha detto mio cugino che è più bello di soldi sporchi

Scusa, non per farmi i fatti tuoi, ma se non hai letto tutte e due gli albi che compongono questa avventura, non ti sembra imprudente dare un giudizio (tra l'altro di due righe) per questa storia, a parte i gusti di tuo cugino? :huh:
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  • 1 year later...

Letta qualche settimana fa. Tutto sommato una storia classica che non lascia il segno ma che comunque fa passare piacevolmente il tempo impiegato a leggerla. Buono il debutto di Del Vecchio su Tex. Voto 8

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  • 2 months later...

Appena finito di leggere questa storia. La storia tutto sommato è godibile ed apprezzabile , i disegni di Del Vecchio sono stupendi anche se un po troppi puliti. Alcune vignette sono da "sbav" per esempio quando gli indiani attaccano in massa i soldati trincerati a sendy well oppure la vignetta dove Tex salta sulla carrozza . Il mio voto a questa storia è 7-

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  • 4 months later...

La storia, a mio avviso, nonostante un soggetto molto comune e già affrontato varie volte è molto buona perchè Nizzi riesce a dare imprevedibilit? e nuova linfa a una trama classica. Almeno questo è il mio personale parere. Molto bello lo scontro al pozzo asciutto di Sandy Well e in generale storia molto godibile e ricca di imprevisti colpi di scena. Personaggi comprimari molto buoni e ben caratterizzati nelle varie sfaccettature del loro carattere e personalit?. Nizzi in ripresa dopo "Moctezuma". Ottimi e secondo me molto adatti al paesaggio i disegni di Del Vecchio. Voto 7,5 alla storiaVoto 9 ai disegni

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  • 4 weeks later...

Bella storia con giallo finale inatteso. Niente di memorabile, ma ottimo intrattenimento. Disegni di Del Vecchio molto belli.

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  • 1 month later...
  • 2 months later...

Storia carina, niente di più. Come avete già detto si salva soprattutto il cattivo finale

ovvero il capitano Patton
che ha una certa caratterizzazione, anche se non particolare. Meriterebbe un sette ma abbasso di mezzo voto per via dei disegni di del Vecchio che non mi piacciono molto; mi danno l'aria di essere poco sviluppati, poco profondi.
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  • 7 months later...

La storia non è malvagia. La sceneggiatura in alcune parti poteva essere migliore, e non mi è piaciuto il lungo pensiero spiegazionista

del Capitano Patton, sarebbero bastate poche vignette che facevano vedere prima un personaggio in penombra che caricava il danaro sulla sella e poi in viaggio nel deserto verso il trading post la sua figura poteva essere svelata, non ci sarebbero volute molte altre spiegazioni per far capire la vicenda.
In un punto credo ci sia un difetto evidente:
quando il Capitano Patton lascia il comando al Tenente Hogins incaricandolo di andare a prelevare Becker... tra i due, essendo complici, ci sarebbero dovute essere almeno due parole sulla sorte di Becker
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  • 3 years later...
  • Collaboratori

Se ne era parlato nei giorni scorsi come di una storia del Nizzi da dimenticare. Non ricordo esattamente chi la riportava tra le "amenità dell'ultimo Nizzi, mi sembra tuttavia il caso di spendere qualche parola in suo favore. Letta al momento della sua uscita in edicola, l'ho ripresa in mano per una lettura che mi ha confermato come sia tutt'altro che scandalosa. Paragonata a certe recenti letture inedite, senza citare i soliti nomi, merita senz'altro una riabilitazione nella memoria texiana, mostra soprattutto come l'iniziativa di Boselli di richiamare dalla pensione lo sceneggiatore modenese possa essere davvero l'idea giusta per riportare la giusta dose di texianita vecchio stampo sul mensile. Diciamocela tutta, i tanto contestati origlioni e lo spiegazionismo eccessivo che costituiscono i principali difetti imputati a questa storia sono artifizi letterari cui l'autore dovrebbe mettere freno, ma l'atmosfera classica texiana che si respira in queste pagine è qualcosa d'inconfondibile per i lettori della vecchia generazione, nessuno dei nuovi sceneggiatori mi è parso in grado di suggerire la giusta empatia tra i due pards e la solita rappresentazione che viene contestata a Carson di "rincoglionimento" va catalogata per quello che è, ovvero un deliberato tentativo calunnioso da parte di un nutrito gruppo di lettori estremisti di delegittimare il lavoro di un autore che tanto ha dato a Tex, e che sul forum rivale ma anche sul sito specializzato di ubc (ma la penne sono le medesime) ha trovato il modo di spargere fiele, influenzando purtroppo molti e molti lettori che negli anni si sono avventurati nella lettura delle loro divagazioni. Mi fa sorridere una discussione sul rivalutare Nizzi, non ci ho partecipato, cosa dovrei dire... per diverso tempo mi sono fatto fregare anche io nel dare giudizi negativi, ma ora è tempo di dire che le storie veramente obbrobriose non si contano sulle dita di una mano e Nizzi ne ha scritto più di cento. Nel panorama attuale dove il solo Boselli, inesauribile, sforna storie sopra la media, vogliamo iniziare a discutere di Ruju (che mi fa strappare i capelli una volta ogni dieci storie e i cui due texoni sono tra i più deludenti pubblicati), di un inconsistente Faraci (capace di scrivere appena un paio di storie degne di nota), di un Manfredi (convincente finora solo nei color e cartonati)... beh se il curatore vede ancora qualche possibilità in questo ottantenne "manierista" invece di chiamare subito in pianta stabile sul mensile un Recchioni (per citarne uno) forse è che siete voi a dover rivalutare le vostre conclusioni su una storia come "Soldi sporchi"  che a me ha personalmente divertito per un paio di ore. Ve ne consiglio dunque una serena rilettura lontana da idiosincrasie che non avevate nel vostro patrimonio genetico e che virali si sono infiltrate dentro di voi.☺

  • +1 1
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Penso che il "rincoglionimento" di Carson, in alcune storie, sia innegabile... Una per tutte Topeka, in cui il Vecchio Cammello si fa battere da un azzimato damerino in una scena da voltastomaco. E non ne mancano altre, in cui Capelli d Argento è bistrattato ignobilmente, come nella storia della ribelle corsa in cui si fa rintronare da un agente nero in incognito. Non mi manca affatto, quel Nizzi. Sulla figura di Carson ho.cominciato a respirare solo con l'avvento di Boselli. Sono invece d accordo sul fatto che l'affiatamento tra i due pards sia stato reso da Nizzi meglio che da tutti gli altri autori, a mio parere anche meglio di Glb. Non so quanto oggi possa ancora dare l'autore di Fiumalbo alla saga,  e spero non sia, quello di Borden, un azzardo, ma francamente non penso si possa fare peggio delle ultime prestazioni di Faraci e Manfredi. Storie per le quali un po' mi.lamento anche con Mauro, che è il curatore della serie e che avrebbe dovuto correggere il tiro sbilenco dei suoi collaboratori. Certo, a me piacerebbe vedere Medda o Berardi a rinfrescare la serie, un ritorno a Nizzi, per quanto umanamente mi possa far piacere, dal.punto di vista del lettore mi lascia un po' perplesso.

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Se, dopo aver letto "Soldi sporchi", mi avessero detto che un giorno avrei letto di peggio, li avrei presi per matti... Ma, dopo Manfredi, Recchioni e altri debuttanti, credo che perfino questo Nizzi sarebbe accettabile. Chissà, forse riletta oggi la storia sarebbe meno peggio: se l'intrigo è davvero penoso, devo ammettere che la battaglia di Sandy Well mi era sembrata ben fatta; è anche vero, però, che all'epoca avevo gusti molto diversi rispetto a oggi.

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Va detto che alla fine Nizzi, quando lavorava su Tex ormai pochissimo, si era molto ripreso. L'oro dei monti Sant Juan e lo squadrone infernale secondo me sono storie belle, con solide sceneggiature e i pard in gran forma.

Fosse un Nizzi così andrebbe benissimo, anzi...avercene.

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Se ne era parlato nei giorni scorsi come di una storia del Nizzi da dimenticare. Non ricordo esattamente chi la riportava tra le "amenità dell'ultimo Nizzi, mi sembra tuttavia il caso di spendere qualche parola in suo favore.

 

Ne ho parlato io nell'altro topic, avendola riletta qualche giorno fa e avendone un giudizio diametralmente opposto al tuo, che sono pronto a ribadire. Quello che lamento non è certo la mancanza dell'atmosfera classica, bensì una sceneggiatura per me piatta e senza emozioni, in cui - come scrivevo nell'altro topic - le scelte narrative sono tutte all'insegna dell'ovvietà, non c'è mai nessun guizzo, Nizzi sceglie sempre la via più banale e scontata per arrivare dove vuole. L'idea di base di questa storia, in particolare, non è certo male; il capitano Patton è potenzialmente un gran personaggio, con qualche tratto in comune con il tenente Bigelow di "Sei divise nella polvere" - ma che differenza con la storia di Manfredi! I problemi sono nella sceneggiatura, con una serie di difetti che rendono noiosa, se non indisponente, la lettura.

 

Un primo esempio: Tex e Carson, dopo aver torchiato il gestore del trading post, si gettano all'inseguimento dei due complici, lasciando il primo libero come un fringuello e pensando di ritrovarlo lì ad aspettarli al loro ritorno, perché hanno ancora domande da rivolgergli. Ma dai! Non sta in piedi!

Lui stesso poi non è certo un'aquila: vede Tex e Carson arrivare nel momento stesso in cui i suoi due complici fuggono, e poi risponde di non aver visto nessuno nelle ultime ore! Anche questa è un'assurdità, messa lì da Nizzi col solo scopo di dare a Tex un motivo per confermare i suoi sospetti e prenderlo a pugni, in modo che storia possa procedere.

Potrei continuare con altri esempi di questo tipo, ci sono. Non si tratta di fare le pulci alla storia, ma di evidenziare dei punti che svalutano la lettura e che me la rendono indigesta. Nella lettura di una storia, per me, contano anche la coerenza, la verosimiglianza - se ci sono buchi narrativi, non posso uscirne soddisfatto.

 

La lettura del primo albo, seppur con questi difetti, l'avevo trovata comunque abbastanza piacevole. Nel secondo albo poi abbiamo i difetti classici di Nizzi, che affossano del tutto la mia curiosità e il mio interesse: l'origlione e gli spiegoni. Tu parli degli origlioni come di un artifizio letterario a cui mettere freno: a te possono non dare nessun fastidio, ma io trovo l'abuso di questa strategia narrativa assolutamente irritante. Perché è troppo semplicistica!

La cavalcata del capitano Patton, poi, è francamente imbarazzante, l'apoteosi dello spiegazionismo - mi sono sentito preso in giro, da lettore, a leggere pagine e pagine di pensieri del capitano che spiega a se stesso e a noi quanto era già del tutto evidente. Il tutto ribadito poi incredibilmente poche pagine dopo da Tex e Carson, che mentre inseguono la diligenza in fuga non hanno di meglio da fare che chiacchierare e ripetere tutto, a beneficio del lettore distratto. A te può non dare fastidio. A me questa scrittura fa cadere le braccia.

 

Parli di empatia tra i due pards, senza dubbio uno dei punti di forza di Nizzi. Ma qui, all'arrivo di Carson con i soldati che salva Tex dall'attacco degli indiani, e alla battuta di Carson "Ci si rivede, satanasso! Come stai?", Tex risponde immusonito: "Ah, eccoti qui! Se aveste tardato un altro po' non vi sarebbe rimasto che seppellirci!", facendo storcere il naso a Carson: "Puah! Bella gratitudine... Abbiamo fatto quasi scoppiare i cavalli e tu hai il coraggio di lamentarti?!". Beh, non mi pare certo lo spirito classico di Tex, questo.

 

<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, ymalpas dice:

la solita rappresentazione che viene contestata a Carson di "rincoglionimento" va catalogata per quello che è, ovvero un deliberato tentativo calunnioso da parte di un nutrito gruppo di lettori estremisti di delegittimare il lavoro di un autore che tanto ha dato a Tex

 

Beh, non si può certo dire che il Carson di questa storia sia il personaggio brillante ritrovato con Boselli. Qui non combina niente dall'inizio alla fine, se non fare da spalla ingenua a Tex che può così esporre le sue idee.

 

<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Nel panorama attuale dove il solo Boselli, inesauribile, sforna storie sopra la media, vogliamo iniziare a discutere di Ruju (che mi fa strappare i capelli una volta ogni dieci storie e i cui due texoni sono tra i più deludenti pubblicati), di un inconsistente Faraci (capace di scrivere appena un paio di storie degne di nota), di un Manfredi (convincente finora solo nei color e cartonati)... beh se il curatore vede ancora qualche possibilità in questo ottantenne "manierista" invece di chiamare subito in pianta stabile sul mensile un Recchioni (per citarne uno) forse è che siete voi a dover rivalutare le vostre conclusioni su una storia come "Soldi sporchi"  che a me ha personalmente divertito per un paio di ore.

 

Per me è il contrario: è una scrittura, quella dell'ultimo Nizzi, che non mi appassiona, che mi annoia. Se il tanto acclamato manierismo si risolve in una serie di situazioni classiche ma ripetitive e senza verve, non posso dire di essere interessato. Ruju e Manfredi sono tutt'altra cosa, pur non essendo esenti da difetti.

 

<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Ve ne consiglio dunque una serena rilettura lontana da idiosincrasie che non avevate nel vostro patrimonio genetico e che virali si sono infiltrate dentro di voi.☺

 

Non penso di poter essere accusato di idiosincrasie nei confronti di Nizzi. Ho iniziato a partecipare al forum soltanto in tempi recenti, quando ormai Nizzi aveva abbandonato, e il mio giudizio sull'autore me lo sono fatto leggendo le sue storie di mese in mese in edicola, senza alcuna influenza da parte di terzi. Ho appena riletto "Il villaggio assediato", e la storia non mi è dispiaciuta. Ho accolto con favore la notizia del suo ritorno su Tex, confidente che possa raccontarci ancora belle storie. Ma non voglio mettermi le fette di salame sugli occhi e nascondermi che è un autore che non riuscivo a sopportare nelle sue ultime apparizioni.

  • +1 1
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<span style="color:red;">11 minuti fa</span>, pecos dice:

 

Non penso di poter essere accusato di idiosincrasie nei confronti di Nizzi. Ho iniziato a partecipare al forum soltanto in tempi recenti, quando ormai Nizzi aveva abbandonato, e il mio giudizio sull'autore me lo sono fatto leggendo le sue storie di mese in mese in edicola, senza alcuna influenza da parte di terzi. Ho appena riletto "Il villaggio assediato", e la storia non mi è dispiaciuta.

 

Non so se l'hai fatto in seguito al riferimento che ho fatto io nell'altro topic... se sì, sono contento di non averti rovinato la serata! :D

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, virgin dice:

 

Non so se l'hai fatto in seguito al riferimento che ho fatto io nell'altro topic... se sì, sono contento di non averti rovinato la serata! :D

 

Sì, l'ho letta per quello! ;) Non è affatto brutta! Certo, siamo lontani dai tempi d'oro, e c'è qualche "ingenuità" di troppo, ma si lascia leggere con piacere.

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  • Collaboratori

Il lungo e articolato commento del pard Pecos non può non ricordarmi certi messaggi che su Nizzi ho letto in passato fino allo sfinimento. Un tipo di analisi volta all'esclusiva ricerca di assurdità, quando sono evidentemente tali, può essere esteso a qualsiasi storia con risultati tutti da verificare. L'ultima di Faraci sul ragazzo rapito, per esempio, mostra paurosi buchi narrativi, scelte irrazionali dei personaggi, plot pilotato, protagonisti (Tex e Carson) in secondo quando non in terzo piano, dialoghi ridotti all'osso (che per i nemici dello spiegazionismo saranno ottima cosa, ma a me mi fanno soppesare l'albo e chiedermi se alla mia età e data la mia professione posso ancora permettermi di uscire dall'edicola con 'ste letture infantili. Sempre in tema di spiegazionismo, voglio ricordare che la ripetitività di situazioni, dialoghi, ecc sono un carattere primario del fumetto Tex, rileggetevi il saggio esemplare di Ercole Luccotti). Eppure a me la storia di Faraci tutto sommato è piaciuta, perché poi dovrei dirne peste e corna nonostante riconosca che non è strutturalmente perfetta, non mi trovo in compagnia dei beduini twoiaini, non devo compiacere nessuno. Per fortuna ho riacquistato quella facoltà che avevo dolorosamente perduta di leggere un albo di Tex senza farmi troppe seghe mentali, per cui per me Soldi sporchi è una buona storia, senza troppe pretese, una storia non impeccabile ma per cui Nizzi non deve certo arrossire (altre sono le avventure che tradiscono il personaggio nel peggiore dei modi). Il dialogo citato da Pecos come esempio negativo, quello dell'incontro dei pards a Sandy Well, è un semplice scambio di battute tra persone evidentemente abituate a tirarsi dai pasticci con una sana dose di ironia nella quale specchiarsi, quante volte da bambino non riuscivo a capacitarsi della durezza di certe parole rivolte da Tex al vecchio Carson... Ci ho messo degli anni a capire che quello era semplicemente lo spirito dei personaggi, dettato dal suo autore. Ricordate: il giorno in cui leggerete delle smancerie, sarà venuto il momento di chiudere con Tex.

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