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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[324/326] Attentato A Washington

Voto alla storia  

24 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Ottobre 1987 - Dicembre 1987
Inizia nel numero 324 e finisce nel numero 326 a pag. 76




Convocati a Washington da Ely Parker, Segretario agli Affari Indiani, per testimoniare contro una ferrovia che certi speculatori vorrebbero costruire in Arizona con il rischio di scatenare i pellerossa, Tex e Carson sono presi di mira dai sicari prezzolati dal senatore Russel, un viscido politicante che conta di far soldi a palate con i binari della discordia. Fallito un primo attentato, mentre i pards indagano, ottenendo conferma che il marcio si annida nei piani alti del potere, i gaglioffi ricorrono a Li-Wang e ai suoi falchi assassini, allenati a sgozzare usando come cavie innocenti passanti! I falchi di Li-Wang colpiscono ai comandi del falconiere Koo, spargendo morte a Washington! Tex e Carson si sbarazzano a revolverate dei rapaci e inseguono Koo sui tetti, facendolo schiantare sul selciato. Un biglietto trovato in tasca al morto indirizza i pards al negozio di cineserie di Li-Wang, copertura di una sinistra voliera. Qui, i rangers ammansiscono a suon di pugni il losco orientale e lo usano come esca per intrappolare l'avvocato Rafferty, tirapiedi del senatore Russel, anima nera della speculazione ferroviaria in Arizona. Dopo aver convinto il viscido avvocato Rafferty a denunciare i suoi mandanti per evitare la forca, l'avido senatore Russel viene incastrato e sbattuto al fresco insieme al degno compare Li-Wang, addestratore dei falchi assassini che avrebbero dovuto sgozzare i rangers.



© Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Storia molto carina, in cui si addestrano dei falchi per attaccare proprio Tex e Carson. Piena di scene divertenti e con due Pards in spolvero, ben decisi ad evitare ilpeso di lavorare fianco a fianco con la polizia (Arrivando addirittura a svignarsela :D)Davvero godibile!La scena dell'avvocato che ricompare vivo è memorabile!Ma c'è ancora un falco in circolazione... credete forse cha avrà la meglio su Tex? GIAMMAI!Alla fine la vicenda presentata all'inizio ed Ely parker diventano solo un lontanto sfondo di una vicenda che vede due tizzoni d'inferno davvero scatenati divertirci e divertirsi. Buoni i disegni di Letteri. Consigliata a tutti!

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Come molte altre storie nizziane del quarto centinaio, "Attentato a Washington" si rifà ad un archetipo bonelliano, nel caso specifico "Il complotto" , con cui ha in comune l'ambientazione ( la capitale Usa, con i suoi intrighi politico - affaristici ). Mi sento comunque di poter affermare che la sceneggiatura di Nizzi, pur non essendo probabilmente un capolavoro assoluto, sia assai superiore a quella di GLB, in quanto molto più fresca ( l'idea di impiegare dei falchi ibridati con aquile per uccidere è piuttosto originale ), ironica ( uno qualsiasi degli scontri tra Tex, Carson e i vari vilains della storia, può fare testo; ma anche le scene in cui il capitano della polizia di Washington rabbrividisce di fronte ai sistemi, diciamo così, "molto particolari" di interrogatorio da parte di Tex non scherzano ) e ricca di colpi di scena ( la tensione narrativa viene mantenuta dal principio con l'attentato di Wendell e Trumbo ai pards alle ultimissime pagine in cui il falcone Aiko tenta di vendicare la sua compagna ammazzando Tex che rischia parecchio grosso, anche se i suoi avversari "umani" sono già sottochiave; va inoltre detto che, se il sistema architettato per liberarsi di Tex e Carson dalla vera "mente" del trio di cattivi, il corrotto avvocato Rafferty, è molto originale, quello con cui il nostro ranger mette con le spalle al muro l'avversario più potente è davvero sorprendente). I disegni di Letteri, sempre abbastanza a suo agio con le ambientazioni cittadine, sono molto puliti ed efficaci. In sintesi, a mio parere:

soggetto 8
sceneggiatura 9
disegni 8,5.

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Un'ottima storia, con grandi disegni di Letteri. Non rimpiangeremo mai abbastanza di aver perso questo campione. A parte la riconosciuta originalità di usare rapaci per attentare alla vita dei nostri amici, la vera idea luminosa sta nel modo in cui questi vengono addestrati usando come cavie persone innocenti che i falchi-aquila hanno imparato a riconoscere e identificare con dei manichini. L'idea poi di inscenare la falsa uccisione dell'avvocato Rafferty, ormai saggiamente passato dall'altra parte della barricata, per terrorizzare il senatore Russel e indurlo a confessare e successivamente farlo ricomparire vivo e vegeto per dare il definitivo colpo al corrotto uomo politico. E' un autentico capolavoro da parte del nostro Nizzi. Il mio voto: 9 tendente al 10.

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Rileggendo il n. 324 (Attentato a Washington) mi è caduto lo sguardo sull'ultima vignetta di pag. 13 e sulla prima di pagina 14. Dico, va bene che Tex è l'eroe della serie e di tanto in tanto bisogna ricordarne i pregi e i meriti, ma mi sembra un po' troppo sottolinerare che "ciò che vede spuntare da un finestrino (di una carrozza) mette in allarme il suo istinto di sopravvivenza". Insomma, quello che spuntava era un braccio che terminava con una mano prolungata da una pistola: scommettiamo che in quell'occasione tutti si sarebbero scoperti "l'istinto di sopravvivenza"? :colt:

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Non ricordo bene la didascalia, ma, da quanto ha detto Cheyenne, ritengo che con la didascalia Nizzi non volesse tanto ricordare le qualità di Tex, quanto mettere in evidenza che è proprio l'istinto di sopravvivenza tipico di tutti gli uomini a farlo uscire da una situazione che avrebbe potuto mettere fine alla sua vita e alla sua carriera. Si tratta insomma, a quanto mi sembra, di una situazione che "umanizza" il nostro ranger e non di una esibizione delle sue capacità ( quasi ) sovrumane.

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Magari è proprio così, Pedro. A me era sembrato che Nizzi volesse sottolineare, quasi fosse un'impresa, che vedendo la pistola Tex avesse intuito il pericolo; l'impresa poteva essere, faccio un esempio assurdo, vedere un tizio con in mano una bottiglia di birra e buttarsi a terra perchè il sesto senso gli diceva che la bottiglia era esplosiva.(Preciso, a me Nizzi piace, o meglio giudico le sue storie, come quelle di qualunque autore, per quello che mi dicono e non per chi le ha scritte; quindi la mia non deve essere necessariamente considerata una critica antinizziana)

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Guest Gilbertfan

Bah, a mio parere una grande storia, la trentacinquesima per Guglielmo Letteri, che ancora una volta dà prova della sua abilità nella realizzazione di ambienti orientali. Anche se non si vedono una grande quantità di cinesi, come spesso è successo (basti vedere le due opere "Il ritorno del Drago" o "Quartiere cinese"), non manca l'elemento classico qual'è il sotterraneo. Un luogo che per l'occasione serve all'addestramento dei falchi-aquila assassini, che nel corso dei tre albi viene mostrato per ben quattro volte. Non posso far a meno di notare la somiglianza di quest'avventura con quella intitolata "Agguato a Washington", dati i molti elementi comuni (la costruzione di una linea ferroviaria sui territori Navajos e la presenza di Ely Parker in primis). Concordo con Cheyenne sul dare alla storia un bel 9 e mezzo.

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Altra ottima storia del periodo d'oro di Nizzi! Forse tra le migliori di quelle ambientate a Washington, con politicanti e oscuri intrighi nell'ombra. Quello che rende la storia decisamente interessante e sicuramente originale, sono i terribili falchi ammaestrati per uccidere. Una trovata davvero geniale questa, perchè neppure Tex e Carson possono minimamente sospettare che dietro a questi falchi si trovino in realtà gli avversari che hanno già tentato di ucciderli! L'avventura prosegue con ottimi ritmi, senza tanti "orpelli" o punti morti. E i due pards sono in perfetta forma, sia quando si tratta di usare il cervello, sia quando l'azione deve prendere il sopravvento!I disegni di Letteri sono imho ancora una volta spettacolari, soprattutto nella "falconara" e nella sequenza di Tex contro l'ultimo falco!Consigliata!! :D

Voto: 9 :trapper:

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Mi associo al coro di consensi. Ennesima storia in ambiente cittadino ma ben strutturata e, sopratutto con un Letteri in grande spolvero che sforna ottimi disegni. La storia presenta tutti i costituenti tipici che in genere rendono perfetti i racconti che vedono impegnati solo Tex e Carson, gustosi siparietti fra i due, simpatici battibecchi, allegre scazzottate, buone prove di entrambi con le armi e perfetta intesa nei momenti critici o quando c'è da aggirare le regole come la scena in cui Carson fa l'occhiolino a Tex col chiaro intento di precedere il capo della polizia nell'andare a interrogare Li-Wang. Una cosa mi ha lasciato dubbioso. Il finale con il falco superstite che attacca Tex a sera inoltrata, praticamente con il buio, vabbeh che l'attacco notturno dal punto di vista dei disegni è molto suggestivo ma non mi risulta che il falco sia un animale notturno quindi a quell'ora il falco non avrebbe dovuto attaccare Tex ma dormire!. Comunque una licenza artistica la possiamo concedere. Voto 9 a storie e disegni.

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Letta domenica mattina ed ho solo due parole da spendere: intrigante e coinvolgente. Il soggetto di partenza basterebbe, da solo, per far guadagnare alla storia un voto altissimo, perchè presenta una vicenda intricata e che trova soluzione solo nella parte finale della storia (non tanto per questo motivo, ma perchè è come ci si arriva che mantiene altissimo il grado di attenzione alla sequenza narrativa); la sceneggiatura, poi, contribuisce notevolmente ad aumentare la gradevolezza della storia, alternando molto bene i momenti cruciali della vicenda. Inoltre, continuo a sostenere che, per vedere storie texiane di alto livello, è fondamentale dipanare la storia su almeno tre albi (non che le vicende raccontate in due albi non siano avvincente, tutt'altro, ma perdono delle caratteristiche che fanno sì che la storia mantenga un alto tasso di divertimento), permettendo anche dei "siparietti comici" tra i personaggi (in questa storia ce ne sono diversi, come per esempio tra Carson ed il cameriere del ristorante). Disegni di Letteri: belli come sempre e devo dire che di lui mi piaceva, in modo particolare, quando caratterizzava i cinesi (e ne ha disegnati un bel po').

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Allora la storia non e' male...... questi assassini alati sono intriganti, ma non mi piace che tex usi il solito sistema ossia la pure e semplici sberle per far confessare avvocati e senatori....., cavolo e mica siamo nel saloon scalcinati di paese.... eppure il tutto funziona.... i disegni non e' che siano esaltanti!!!!

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Brillante brillantissima storia cittadina. Non è un semplice contorno la città; si avverte davvero la differenza di mondo fra questa metropoli e il selvaggio West e di chi vi agisce. Non si tratta di uccidere e basta ma si deve tenere conto delle forze che nel West non ci sono: la stampa di cui i potenti politici come Russel devono tenere conto per mantenere la loro rispettabilità; lo stesso per la psicologia di massa di cui si sfrutta la paura e le emozioni per creare la giusta atmosfera di panico che vogliono. Tex e Carson sono anche evasivi in questro sistema ma riescono perfettamente a risolvere la situazione con alcune brillanti mosse anche umoristiche come ad esempio la fuga dalle forze dell'ordine per poter fare a modo loro ( strepitosi le facce e i pensieri di Carson). Altrettanto mitiche le facce toste di Tex al capo della polizia quando parlano della confessione di Russell ( e anche Rafferty ci mette del suo). Bravissimo anche Nizzi nel descrivere la scena dell'attacco del falco come pure di tutti gli altri momenti decisivi. Una grandissima prova. Riguardo a Letteri, mi è piaciuto nei primi due albi; nel terzo mi è sembrato un po' in calo ma poco importa : buona prova anche la sua. VOTO : 8+

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Bella storia: fresca, avvincente e divertente. La trovata dei falchi è ovviamente quella che rimane più impressa nella mente. E' una di quelle storie "sempreverdi", che si rileggono sempre con immutato piacere a dispetto degli anni che passano. L'ambientazione cittadina va bene per i disegni semplici e discreti di Letteri. Voto: 8

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E invece a me questa storia non ha esaltato. Troppo scontata. Non c'è mistero, perchè sappiamo tutto sin dall'inizio, non ci sono personaggi coinvolgenti (a meno che non reputiamo tali il cinese, il senatore e il suo tirapiedi, avversari totalmente inconsistenti da un punto di vista della caratterizzazione), di conseguenza non ci sono neanche dialoghi o sequenze memorabili. A metà della storia, capito il canovaccio, la trama non ha più nulla da dire. Lo si capisce subito che Tex farà fuori prima i falchi, poi gli ammaestratori e infine i mandanti. Non c'è possibilità di sbagliare. Stile eccessivamente telefonato, in cui spesso - anche nei suoi momenti migliori - Nizzi indulgeva, e che io ritengo tra i suoi peggiori difetti. Storia per me veramente piatta.

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E' un periodo che sto rileggendo i classici di Tex spaziando fra le varie centinaia e ho ripreso in mano questi due albi e  ½. Nizzi riparte dalla precedente glbonelliana "Il complotto" (è questa la fascia cui guardò, infatti, con più attenzione quando si approcciò a Tex) da cui riprende il tema degli intrighi politici degli sporchi maneggioni e dei personaggi come Parker e il capitano della polizia, cui aggiunge la figura dell'avvocato fine pensatore Rafferty (Nizzi prende in alta considerazione, in genere, questa figura professionale anche se poi i connotati come la furbizia e la scaltrezza sono volti ironicamente sempre al servizio del malaffare) e soprattutto quella del falconiere cinese (Nizzi si ricorda ovviamente che ai disegni c'è Letteri che eccelle oltre che nella rappresentazione degli ambienti cittadini, soprattutto del quartiere cinese anche se in questa storia si riduce alla sola Shangai street) che fisicamente ricorda molto il cinese Wong della storia "Il laccio nero". La storia nel complesso si lascia leggere volentieri senza peraltro raggiungere il livello di eccellenza. Se il finale è un capolavoro per come è condotto e certi dialoghi rivaleggiano con i migliori mai scritti da Bonelli, pensate per esempio alla scena dell'interrogatorio nel negozio quando Carson "allontana" simpaticamente la vecchia cliente puntandole la colt sotto il naso (che è, IMO, tra le scene di comicità più riuscite nella serie), numerose pagine si leggono con una certa stanchezza, a causa probabilmente dell'eccessiva machiavelleria e del conseguente spiegazionismo. Niente di troppo inficiante nell'economia della storia, ma semplicemente rimarchiamo che altrove le sceneggiature migliori avevavo più brio. Letteri ancora grande anche se qua e là si inizia a vedere qualche lieve accenno di decadenza. Nizzi gli fa disegnare i falchi, dopo il gatto della storia precedente, e si sa che il disegnatore detestava disegnare gli animali. Un'ultima curiosità, nell'imperdibile libro di Guarino "Tex secondo Nizzi" l'autore spiega come l'idea centrale della storia, proprio quella dei falchi assassini, gli fu suggerita dalla lettura di un giallo mondadori, idea sicuramente originale, ma non sfruttata adeguatamente dallo sceneggiatore. Nel complesso ho attribuito 8 come voto alla storia e ai disegni.

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Una delle mie storie preferite tra quelle post 200 ( e quindi per me post golden age...). Un Nizzi in grandissima forma nel solco della più classica tradizione di GLB. Veramente ottima l'idea dei falchi-aquila e il personaggio del cinese (avrei voluto rivederlo...). Perfettamente ricreata l'atmosfera della grande città dell'Est. Insomma una storia alla quale darei volentieri un bel 8.

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Beh, il complotto è una storia che ha un inizio al fulmicotone, l'inseguimento e l'interrogatorio del tizio della carrozza sono uno spasso, poi il divertimento si affievolisce fortemente. GLB ci ha abituato ad inizi scintillanti seguiti da finali molto più mosci, ad esempio la storia di TUCSON parte a tutta birra poi finisce in sordina, e la storia di "uomini senza paura" ha due albi finali da sbadigli, dopo avere entusiasmato moltissimo nei primi. Nizzi scrive, invece, una storia spassosissima, con intermezzi comici fenomenali, un carson in forma smagliante, ed una storia molto coinvolgente, in cui la vita dei pard e non solo viene messa fortemente a rischio da una minaccia imprevedibile. La storia tiene alta la tensione ed il divertimento, e lo fa fino alla fine.

tra il 300 e il 400 Nizzi scriveva con un'ironia davvero MITICA. Davvero un peccato che l'abbia persa nel tempo.

 

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L'idea originale dei falchi assasini, che a quanto pare tutti attribuiscono a Nizzi, credo che invece l'abbia mutuata dal Giallo Mondadori N. 1928 del gennaio 1986 che ha per titolo "Artigli sulla città", romanzo di William Bayer (Peregrine, 1981) dove appunto si narra di un serial killer che usa dei falchi pellegrini per compiere le proprie nefande imprese.

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Storia piacevole, originale e ben congegnata. Stupendo l'espediente dei falchi ed ottimo finale.
Quello che non mi piace di questa storia, e di molte altre di Nizzi, é il modo in cui viene delineato Carson. Partono dagli stessi elementi, hanno le stesse carte in mano, eppure é Tex che capisce tutto, glielo spiega, e Carson si meraviglia pure, come se quello che accade non appartenesse alla realtà.
Voto alla storia 7,5
Voto ai disegni 7

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