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      BUON NATALE   24/12/2017

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bressimar

[maxi 2004] Il Treno Blindato

Voto alla storia  

26 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: Antonio Segura
Disegni: Josè Ortiz
Periodicità annuale : Ottobre 2004


Le stragi ai danni dei coloni nei territori del Sud Ovest portano la firma del generale Contreras, un feroce caudillo che sogna di riconquistare i territori persi dal Messico nel 1846, per instaurarvi un potere assoluto. Questo, almeno, è quanto riferisce a Tex e a Carson il senatore Davis, ben deciso a stroncare la sanguinosa impresa. Ma c'è dell'altro: un treno pieno d'oro e di armi, con cui Contreras conta di finanziare il prosieguo della sua guerra. Bisogna impossessarsene, ma in segreto, poiché un'azione ufficiale da parte nordamericana porterebbe a uno scontro diplomatico e militare con il Messico di enorme portata. Dietro le linee nemiche, i nostri ranger, accompagnati da un pugno di valorosi, lotteranno con astuzia e coraggio, ignorando che il pericolo maggiore si trova alle loro spalle!



© Sergio Bonelli Editore



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Che ne dite di questa storia? io l'ho trovata un po' troppo confusionaria, la trama è forse un po' complicata da seguire....


 

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Aspettando gli strali di Anthony per i disegni del suo amato Ortiz ( :asd: ), dico che il plot è buono, è ben sceneggiata, si vede che Segura ha preso un po' la mano scrivendo Tex, e cmq la trama fa tanto spaghetit western stile UN ESERCITO DI 5 UOMINI, manca solo il giapponese :lol: . Ortiz fa qualche errore di prospettiva, sicuramente l'ha disegnata in fretta, però il suo tratto ormai è IMo diventato sinonimo di western duro. Insomma,TESTI: 8,5DISEGNI: 7,5Dissi.

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La prima volta che lessi la storia nel tardo 2004 la giudicai amaramente. Fin dall'inizio mancava qualcosa. Sembrava quasi una seconda parte di storia. Forse troppo cervellotico il continuo andare e venire di tex e compagni dala sierra varso qual e verso la. Con una buona cartina si sarebbe risolto tutto... Quado la rilessi tempo dopo la seconda volta invece mi piacqua molto di più. Credo però che Ortiz a un certo punto sbagli completamente vignetta (parlo di quando Tex e Carson entra la prima volta nella sierra. Si vede chiaramente che il treno sta entrando nel Canyon, mentre la vignetta prima che ne sta uscendo. Non ne conosco il motivo. Voi non l'avevata notata?

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Storia godibile, con pregi e difetti.. I pregi sono quelli di una trama ben studiata, con un filo logico credibile e uno svolgimento in parte buono... I difetti:a mio avviso i disegni;ma non è in ciò che si riscontrano i difetti veri della storia, in quanto i gusti variano da lettore a lettore, e i disegni di Ortiz possono anche piacere... I difetti sono due:1)la storia in alcuni punti sembra "sbrigata" alla meglio, come se ci fosse stata la fretta di finirla, o come se gli autori si fossero scocciati di scriverla e disegnarla;in realtà ci sarebbero volute una cinquantina di pagine in più, per permettere a Segura di svolgere ogni sequenza con più calma:probabilmente con pagine in più non avremmo avuto un inizio fatto con quella didascalia...2)la scarsa caratterizzazione dei personaggi;il generale Contreras alla fin fine è uno sgherro qualunque, quasi un imbecille qualunque:non si capisce come un tizio del genere possa essere diventato un tale pericolo;Cane Rabbioso è invece un personaggio interessante, ma anche lui è per nulla indagato:ci si chiede, come si è fatto quello sfregio orribile?Per non parlare del gruppo di scalcinati che Tex si porta in Messico, una accozzaglia di macchiette senza senso;ci si chiede:come ha potuto Tex invischiare in una missione tanto pericolosa un vecchietto assillato dalla moglie, un amante degli animali, due fratelli babbei?quali qualità avevano questi uomini da indurre Tex a portarli con sè?Il personaggio meglio caratterizzato appare pertanto But... Altro elemento che può essere un difetto della storia:l'eccesso spropositato di didascalie spiegazioniste, che spiegano cose già capite, o situazioni che solo a guardare le vignette si capiscono al volo;Nizzi è stato massacrato da molti per questo suo presunto "spiegazionismo" eccessivo... con Segura invece v? bene così.. bah... Lati positivi:Tex è Tex,Carson anche(in parte), e la storia scorre,? molto leggibile, non ci si annoia insomma... Bella anche la scena violentissima, cruda, della prima scena... Infine, un 6 e mezzo pieno... certo, quando poi qualcuno dice che Segura è lo sceneggiatore più in linea con lo stile di GL, o quando qualcuno dice che le sue storie sono stupende(vedi ubc), allora, diciamo così, le braccia non possono che cadere...

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Ecco un esempio di quella eccessivit? fastidiosamente barocca e di maniera (cioè alla maniera di Segura) che mi infastidisce-in realtà questa scena in è non è fastidiosa, ma lo diventa nell'insieme del contesto. Pag.92-95. Tex Willer e Kit Carson, due autentici fulmini scatenati, e in questo caso coadiuvati da un certo But, un'altro tipaccio dalla mira buona (come dimostrato a pag.138), si trovano a dover affrontare una squadra di scalcinati rurales (e scalcinati lo sono davvero, rispetto a quei tra). Sono 13 rurales in tutto, di cui soltanto in 5 riusciranno a salvare la pelle; quindi,8 rurales morti. Ora, il fatto è che per uccidere 8 persone, i nostri si ritrovano con le colt scariche;dunque, per far fuori soli 8 uomini, sprecano la bellezza di 36 colpi!!!Cio?, i due migliori tiratori di tutto il West , più un altro bravo anche lui, hanno bisogno di 36 pallottole per uccidere solo 8 uomini!!!Un p? eccessivo, no? :mellow: E anche un p? fuori-canone, vero? :rolleyes:

Modificato da paco ordonez

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Un p? eccessivo, no? :mellow: E anche un p? fuori-canone, vero? :rolleyes:

Boh, io direi che forse è un p? eccessivo mettersi a contare il numero di colpi che hanno usato per far fuori 8 uomini! :indianovestito: Stando a quello che dici tu ne avrebbero dovuti usare al massimo un decina tra tutti, ma se fosse sempre così capirai che noia! O perlomeno, io all'inizio di ogni sparatoria mi annoierei subito perchè saprei quello che mi aspetta, cioè uno scontro brevissimo dove Tex e pards hanno ragione dei loro avversari senza il minimo problema! :indianovestito: Ogni tanto è perfettamente comprensibile che, pur essendo i migliori, Tex e Carson ci mettano un p? di più a "fare il loro lavoro"!

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Il tuo discorso non è sbagliato,AtTheRochs, specialmente quando dici che è eccessivo contare i colpi (ho avuto un attaccao della sindrome da ubc?:-). Ma quello che voglio dire è che questo è solo un esempio pratico delle esagerazioni delle storie di Segura;e il fatto che ce ne siano tante e di vario tipo ti porta (almeno a me è così) a non sopportare nemmeno una sciocchezza come questa- anche se,36 colpi, dico,36 colpi per otto rurales scalcinati, a me sembrano davvero tanti!;-)

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Non so, a me Segura è sempre piaciuto! Certo, non alla follia, lo reputo uno sceneggiatore che è bello leggere giusto una volta l'anno sul Maxi, però devo dire che nelle sue storie non mi ha mai deluso!E anche di questo Maxi (nonostante sia molto tempo che non lo leggo) mi ricordo di averne avuto un'impressione positiva!

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Oggi ho ripreso in mano l'albo.... Per commentarlo, giustamente, lo rilegger? per intero, ma volevo precisare ugualmente già una nota stonata......... Perchè la storia comincia con una didascalia???.. Queste storie (che poi se non sbaglio sarebbe l'unica della saga) senza inizio non le sopporto.

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2)la scarsa caratterizzazione dei personaggi;il generale Contreras alla fin fine è uno sgherro qualunque, quasi un imbecille qualunque:non si capisce come un tizio del genere possa essere diventato un tale pericolo;Cane Rabbioso è invece un personaggio interessante, ma anche lui è per nulla indagato:ci si chiede, come si è fatto quello sfregio orribile?Per non parlare del gruppo di scalcinati che Tex si porta in Messico, una accozzaglia di macchiette senza senso;ci si chiede:come ha potuto Tex invischiare in una missione tanto pericolosa un vecchietto assillato dalla moglie, un amante degli animali, due fratelli babbei?quali qualità avevano questi uomini da indurre Tex a portarli con sè?Il personaggio meglio caratterizzato appare pertanto But... Infine, un 6 e mezzo pieno... certo, quando poi qualcuno dice che Segura è lo sceneggiatore più in linea con lo stile di GL, o quando qualcuno dice che le sue storie sono stupende(vedi ubc), allora, diciamo così, le braccia non possono che cadere...

(Non) ho riletto questa storia ieri in treno. (Non) nel senso che non sono riuscito a finirla, avendola trovata pesante, eccessivamente elaborata, contorta. Quoto Paco per l'armata brancaleone messa su da Tex: ma quando mai il Nostro imbarcherebbe quei tipi in una sua missione? Non è affatto Tex. L'unica scena degna di nota è quella del vecchio che saluta il suo donnone, con annesse lacrime e parole buoniste degli avventori della locanda: un tocco di umanit? che non mi è dispiaciuto. Per il resto... Salvo i disegni, perchè io sono invece un estimatore di Ortiz: a volte è troppo sintetico, alcune sue vignette sono francamente inguardabili, ma, nonostante tutto, questo disegnatore TRASMETTE, a mio parere, sudore, polvere, avidit?, sporcizia, arsura... in poche parole, UOMINI e OVEST AMERICANO. Nonostante qui non mi sia piaciuto, e non mi è piaciuto neanche in Lungo i sentieri del West e ne L'Ora del Massacro, non mi sento di bistrattare troppo Segura: L'Oro del Sud, e soprattutto I Cacciatori di Fossili, IMHO sono bellissime storie.

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La cosa che ho apprezzato maggiormente in questa storia sono i fenomenali disegni di Ortiz: Da essi traspare l'atmosfera del West come il sudore, la polvere, le fatiche degli uomini, zone desolate o poco abitate. Sono ben riprodotti i diversi personaggi: il generale Contreras grassoccio, con lineamenti messicani e non aristocratici come il suo braccio destro "civile" Don Ramon, il tenente Cane rabbioso inquietante con il suo sfregio, il colonnello tedesco e mercenario (di cui però non ricordo il nome) con aria sempre sicura, un po' mi ha ricordato il barone in "La resa dei conti". Francamente non condivido tanto i commenti precedenti: Io la trovo una grande storia questa, non mi ricordo quando l'ho riletta (forse 3 o 4 anni fa), ma è una storia che ricordo sempre e volentieri, così anche un mio caro amico. La settimana scorsa facevamo un punto della situazione delle storie di Tex degli ultimi dieci anni, a seguito di una discussione sulla storia con El Supremo: non erano molte le storie che a freddo ricordavamo, la storia del Treno blindato a distanza di anni la consideriamo ottima senza dubbio. Alcuni dicono che la trama è un po'contorta, è vero, però è un elemento che ho apprezzato, infatti non pensavo che il senatore fosse corrotto e facesse comunella con il mercenario. A me è piaciuta l'armata branca leone, personaggi molto diversi fra di loro, alcuni pure lungi dall'essere dei veri duri, ma secondo me validi. Poi fra alcuni cattivi ci sono delle rivalit?: Don Ramon prova avversione per Cane Rabbioso, il colonnello ha uno screzio con Don Ramon, il generale Contreras non nutre completa fiducia nell'ufficiale mercenario, chiedendo a Cane Rabbioso di sorvegliarlo verso la fine della storia. Mio voto: 10

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In questa storia, che tutto sommato reputo buona, ci sono alcune cose che non sono riuscito a digerire. Una su tutte l'armata brancaleone messa su da Tex. Capisco la presenza di But Sullivan, comprensibile la presenza del vecchio oste per le sue qualità da macchinista, e nel complesso ci possono stare anche tutti, tuttavia se bisogna portare a termine una missione rischiosa, Tex porta con se Tiger e Kit... che fossero impegnati in annose questioni di vacche e scorte di fagioli?

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Storia 9+Disegni 8+La storia, ispirata in buona parte ai western 'sporchi' di sergio leone e sam peckinpah, esce per molti versi dal 'canone' tradizionale degli albi della serie regolare, favorita anche dal respiro più ampio che può avere il maxitex grazie al maggior numero di pagine, per diventare un'opera corale: non solo tex e carson, ma anche la posse di varia origine che li accompagna ed ognuno con la sua storia e le sue motivazioni. Il messico già visto tante volte nella serie regolare offre dei paesaggi e degli scorci diversi: prima di questa storia, il treno nel messico è quasi sempre stato un mezzo per andare da A a B (spesso con relativi lamenti di carson per la scomodit? delle panche di legno e rimbrotto di tex che gli fa notare come, se era tanto scomodo, non si spiega come mai abbia russato per gran parte del viaggio). Il treno - anzi I treni - diventa l'elemento centrale della storia: il treno del sale, il treno blindato, il treno dei soldati; e il ruolo-perno che assume lo scambio arrugginito in cima al passo. Nonostante alcune sequenze che per il caldo e la polvere potrebbero far pensare ad un rallentamento della storia, la narrativa non ha cadute nel ritmo e va via fluida: le tante sotto-storie (il reclutamento della posse, l'intrigo della spia, il fuorilegge 'redento' che accompagna tex e carson, il capostazione vagamente somigliante al Cico di Zagor) poi aggiungono sale (e pepe) al tronco principale, fino al finale dove - forse in maniera un po' prevedibile - si scopre che chi è non è sempre quello che sembra (non faccio nomi per evitare spoilers) :)I disegni: a me - personalmente, si badi - Font non entusiasma, ma in questo albo si trova a suo agio nel disegnare ed a rendere al meglio personaggi sporchi, impolverati, feriti, esausti, e paesaggi desertici, assolati, aridi (cosa che, sempre a mio parere, non riesce affatto al Diso di Fort Sahara), memore appunto dei film di Leone e Peckinpah di cui sopra. Oltre, ovviamente, ai treni. In conclusione, un ottimo albo.

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Tutto sommato credo che ci troviamo di fronte alla migliore storia di Segura su Tex, coadiuvato da un Ortiz ancora accettabile ai disegni, Una storia che ha, come si è detto, pregi e difetti che si equivalgono. Da una parte c'è un ottimo soggetto, una sceneggiatura indiavolata - dall'altra tante piccole sequenze che hanno poco a che fare con Tex. Per esempio quella dello sfufato nella stamberga dei Ford che vorrebbe essere comica, con la donnona che imbraccia il winchester, ma che risulta stucchevole su una serie come quella del nostro ranger. Altrove, come nella sequenza in cui But impesta una signorina con la puzza che ha addosso, strappa anche un sorriso, ma ecco, sono cose di solito che non si leggono su Tex. Segura pecca anche nella scelta di quella che a ragione è stata definita "armata brancaleone", poteva essere un'idea grande quella di coinvolgere delle guest star, ma queste sono macchiette che davvero ci chiediamo, alla fine, quali meriti abbiano per poter figurare in questa storia. Anche il ruolo del governatore Davis che per tre quarti del maxi è il buon patriota e nell'ultimo quarto ruba il posto all'inferno al povero Contreras che invece è sinceramente un idealista - anche tirannico - ma che comunque sogna di riconquistare i territori strappati dagli USA al Messico trent'anni prima e di guadagnarsi un posto tra i grandi della storia a fianco di Napoleone Bonaparte. Il finale appare come tagliato, in ogni caso frettoloso, considerato che un gruppo di sicarisi aggira per il confine con l'acconto in tasca per far fuori (soprattutto) il ranger coma la camicia gialla Tex che ha appena saldato il conto al loro datore di lavoro. Ridotta di certe lungaggini e scritta da un autore profondo conoscitore di Tex, meno avezzo a certe libertà, c'era il tanto di confezionarci una storia memorabile di quelle che si ricordano. Il capolavoro di Ortiz resterà invece il sesto texone di Nizzi, una storia che ha solo pregi, e il treno in comune con questa avventura!

 

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Tutto sommato credo che ci troviamo di fronte alla migliore storia di Segura su Tex, coadiuvato da un Ortiz ancora accettabile ai disegni, Una storia che ha, come si è detto, pregi e difetti che si equivalgono. Da una parte c'è un ottimo soggetto, una sceneggiatura indiavolata - dall'altra tante piccole sequenze che hanno poco a che fare con Tex.

Sono d'accordo sul tuo giudizio sulla storia, che ho sempre trovato molto divertente ed appassionante anche se - come sempre per quanto riguarda Segura - un po' al di fuori del canone texiano. Da ricordare che il soggetto deve davvero tanto allo spaghetti-western "Un esercito di cinque uomini", a cui è palesemente ispirato.

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