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TWF - Tex Willer Forum

[561/562] Soldi Sporchi


TexFanatico
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Voto alla storia  

47 members have voted

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  • Sceriffi
39 minuti fa, ymalpas dice:

Il lungo e articolato commento del pard Pecos non può non ricordarmi certi messaggi che su Nizzi ho letto in passato fino allo sfinimento. Un tipo di analisi volta all'esclusiva ricerca di assurdità

 

No. Come ho detto sopra, non si tratta di fare le pulci alla storia, ma di evidenziare dei punti che svalutano la lettura e che me la rendono indigesta. Non riesco a godermi una storia se ci sono ripetutamente situazioni al limite dell'inverosimile, che fanno storcere il naso, che denotano scarsa cura dei dettagli da parte dell'autore, soprattutto se queste sono immerse in una sceneggiatura piatta e priva di verve.

Nel commentare una storia, e motivare un giudizio negativo, non posso non prendere in considerazione tutti gli aspetti che hanno prodotto quel giudizio. Anche l'ultima di Faraci ha buchi narrativi che non ho evitato di commentare, e che mi hanno reso indigesta la lettura. Non voglio convincere nessuno, sono difetti a cui si può dare maggior o minor peso durante la lettura (per me sono aspetti fondamentali per la buona riuscita di un albo), voglio soltanto far capire perché considero questa storia, e molte altre del Nizzi post 500, mal riuscite.

 

Cita

dialoghi ridotti all'osso (che per i nemici dello spiegazionismo saranno ottima cosa

 

Mai detto che i dialoghi debbano essere ridotti all'osso, tutt'altro. Ho sempre amato la presenza di dialoghi, anche lunghi, e non sopporto gli albi senza alcuna parola parlata, che si leggono in venti minuti. Ma questo non ha nulla a che fare con l'eccesso di spiegazionismo.

 

Cita

Il dialogo citato da Pecos come esempio negativo, quello dell'incontro dei pards a Sandy Well, è un semplice scambio di battute tra persone evidentemente abituate a tirarsi dai pasticci con una sana dose di ironia nella quale specchiarsi

 

L'ho riportato perché in quelle battute di ironia non c'è traccia, c'è invece un Tex musone e antipatico (guardare le espressioni di Tex e Carson a pagina 37 del secondo albo). È solo un dettaglio minore, ovviamente, che non ha un gran peso nella valutazione finale della storia.

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  • Collaboratori

Il Tex musone e antipatico così come la sequenza della fuga dei due dal trading post non è che si possa imputarli tutti a Nizzi. Il disegnatore avrebbe dovuto interpretare meglio le indicazioni della sceneggiatura, non ci pensi?

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  • Sceriffi

Dipende da cosa c'era scritto nella sceneggiatura...

E poi lo sceneggiatore dovrebbe vedere le tavole completate. Boselli le fa rifare, quelle dove ci sono errori...

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5 ore fa, ymalpas dice:

Il lungo e articolato commento del pard Pecos non può non ricordarmi certi messaggi che su Nizzi ho letto in passato fino allo sfinimento. Un tipo di analisi volta all'esclusiva ricerca di assurdità, quando sono evidentemente tali, può essere esteso a qualsiasi storia con risultati tutti da verificare.

 

La tua analisi può contenere elementi di verità, Sandro: anzi, io sono convinto che sia così, anche se non nel caso di Pecos, sulla cui serietà nessuno può avere dubbi.

Non è però opportuno assolutizzare. Io, ad esempio, ricordo bene quando lessi "Soldi sporchi": avevo sedici anni, un'età nella quale mi era molto facile analizzare un sonetto di Dante o una canzone di Petrarca (va be', molto facile... relativamente :D ), ma in cui non avevo alcuna intenzione di analizzare i fumetti: ho cominciato a farlo solo diversi anni dopo, quando, scrivendo articoli per il Tex Willer Magazine, cominciai a sezionare le storie di Tex come se fossero opere letterarie (attività sul cui senso mi interrogo sempre più).

Quando lessi "Soldi sporchi" ero, insomma, ancora vergine e, soprattutto, non avevo la minima contezza dell'esistenza di forum e siti dedicati. Addirittura, un mese prima mi ero divertito parecchio leggendo "Moctezuma". Eppure, "Soldi sporchi" mi trasmise una sensazione di noia senza pari, al netto di un paio di bei momenti che pur vi sono. Fu la prima volta in cui mi annoiai leggendo Tex, cosa che non mi era mai accaduta prima, nemmeno con "I fratelli Donegan", che solo dopo avrei scoperto per alcuni essere sinonimo di abominio.

Io stavo cambiando? Di sicuro: stavo crescendo e stavo perdendo un certo tipo di sguardo, ciò che di lì a poco mi avrebbe portato addirittura a preferire Mister No a Tex (le avventure del pilota amazzonico, al netto di qualche episodio, mi paiono oggi invece nella maggior parte illeggibili); ma certo la mia delusione non fu soltanto colpa mia...

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  • 1 year later...

La storia è la classica "Media texiana",senza infamia senza lode,con un pizzico di Giallo nel finale con l'identità nascosta del secondo complice...ma soggetto già visto.

Imboscata nel deserto alle pance blu abbastanza originale,alcune reminescenze "nolittiane"con il capitano deluso dalla routine e dal mancato avanzamento di carriera,che frega la "cassa" dello squadrone.a differenza della storia di Nolitta "La Freccia spezzata"però,il capitano ha un complice da subito identificato,il tenente sudaticcio:D

 

 

Per il resto,nessun guizzo ma anche nessuno strafalcione.

Storia da 6+...

 

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  • 2 weeks later...

L'inizio, a dir la verità, mi era piaciuto abbastanza, ma poi la storia si é un pò persa, soprattutto per il pessimo finale.
Il mio giudizio finale é appena sufficiente, non superiore, ma alla stessa stregua delle ultime Nizziate. La metto alla pari con "Moctezuma", ma con disegni migliori.
Voto alla storia: 6
Voto ai disegni: 7,5

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  • 1 year later...

Storiellina insipida come un brodino in cui il cuoco ha dimenticato di aggiungere il sale. Il soggetto, alquanto semplice, dà l’impressione di essere stirato a lungo per riempire i canonici due albi, ma ciò che più incide a penalizzare la prova è, a mio avviso, una sceneggiatura non all’altezza. Vuoi o non vuoi, non puoi esimerti dal notare alcuni buchi narrativi che infastidiscono la lettura, come è palese un ritmo narrativo non eccelso e alcune scelte dell’autore che tendono a lasciare il segno in una valutazione. Già nel primo albo, dopo esser venuti troppo facilmente all’individuazione di Laffert come probabile pedina del piano criminoso, i nostri commettono una terribile leggerezza nel lasciarlo libero al trading post; è assurdo che un criminale a cui è stata estorta a furia di sganassoni la sua colpevolezza, possa stare ad aspettare il ritorno dei rangers per farsi ammanettare. Realmente il bieco individuo non avrà il  tempo di fuggire, visto che cadrà sotto il piombo del tenente Hogins, e a tal proposito non è il massimo la trovata del nomignolo scritto col sangue, per indirizzare i nostri sulle tracce dell’assassino. Altro aspetto controverso, che l’autore non chiarisce, il perché le sacche del denaro siano nelle mani degli Yaqui, che dopo aver soppresso i Pima artefici dell’eccidio della pattuglia, si prendono la grana e lasciano liberi i due banditi bianchi. Atteggiamento un po’ strano trattandosi per dei nativi, che in primis fa ipotizzare al lettore che ci sia qualcosa sotto, ma di fatto rimane fine a se stesso. Tutta la sessione che si svolge a Sandy Well si fa apprezzare per scrittura e azione, ma il consueto e abusato arrivo della cavalleria appena Tex sembra spacciato, non lo reggo più! Nizzi, appena la scarna trama sembra essere arrivata al capolinea, tra un’origliata e l’altra di “Clammy” Hogins, ci scodella, come un fulmine a ciel sereno, l’inatteso colpo di scena dell’uccisione di quest’ultimo. Effettivamente il colpo sortisce effetto, visto che il lettore si trova spiazzato, ma da lì a poche pagine, l’autore riesce nella triste impresa di rovinare tutto, con un finale di sceneggiatura piatta e discutibile. Si poteva ipotizzare un finale scoppiettante con i nostri intenti a smascherare il misterioso complice, invece l’autore ci spiattella subito il colpevole e una lunga sequenza di spiegoni, per narrare la scena dell’omicidio di Hogins già vista, togliendo di fatto interesse all’epilogo, visto che è ovvio come andrà a finire. Non basta il tentativo di fornire un’attenuante al capitano per le passate ingiustizie, il finale è proprio lineare e noioso e tutte le ultime quaranta pagine sembrano un riempitivo in una storia che ha, a quel punto, poco da dire. Davvero positivo l’esordio di Del Vecchio sulla regolare. Uno stile pulito ed elegante, affine alla scuola della “linea chiara” ma molto efficace pure nelle ambientazioni western, con ottima resa degli arsi paesaggi assolati e dei due pards. Il Tex e Carson, tratteggiati dalle chine del disegnatore pugliese, mi piacciono molto nelle fattezze, ma anche i comprimari sono ben disegnati, e l’artista inoltre ci mostra la sua abilità nel disegnare una donna molto attraente nel finale. Ammetto che Del Vecchio è un cartoonist che ammiro molto e ben ha scelto Borden ad arruolarlo nello staff di “Tex Willer”. Nulla togliendo agli altri grandi autori, ma la sua caratterizzazione grafica del giovane Tex è quella che fino ad adesso prediligo. Il mio voto finale è 5

Edited by Condor senza meta
  • +1 1
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Di questa storia la cosa che ricordo di più sono proprio i disegni di Del Vecchio, davvero belli. All'altezza dei migliori e che successivamente ci avrebbe regalato quella perla che è Nueces Valley. Un autore all'altezza sia che disegni il Tex maturo che il giovane Tex Willer. 

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  • 1 month later...

Riletta oggi.

Punti positivi: un primo albo piacevole. La sorpresa del capitano che davvero pareva un galantuomo ed era insospettabile, almeno per me. Nessuno strafalcione, Tex e Carson in buona forma.

Punti negativi: L'agguato del primo albo con Tex e Carson quasi scoperti sul limite di una pista strettissima a strapiombo sul burrone, e gli attentatori non sono in grado di colpire Tex e Carson. Assurdo. Per quanto sia frequentissimo vedere queste scene sugli albi di qualunque epoca non se ne può più.

Le origliate. Ben due dello stesso personaggio. Bisognerà dire a Tex che quando il suo sceneggiatore è Nizzi, prima di parlare al chiuso di qualche ufficio vada a vedere chi c'è dietro la porta o la finestra.

Il finale. Bene la sopresa che il colpevole sia il Comandante del forte, ma Tex e Carson che si mettono a chiacchierare facendo spiegoni (dopo il lunghissimo spiegone monologato del Comandante poco prima, mentre si reca a prendere la diligenza)mentre inseguono la diligenza in fuga rischia di cadere nel ridicolo.

Discreti ma non di più i disegni.

Testi: 6. Arrivo alla sufficienza perchè non ci sono strafalcioni.

Disegni 6:50

Edited by valerio
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  • 3 years later...

Nonostante gli origlioni e gli spiegoni, quest'episodio è gradevole: fantastica la scena dell'assalto all'arma bianca contro gli Yaqui! Bello anche il personaggio del capitano Patton. Per me è una storia più che discreta. Inoltre, i disegni di Del Vecchio sono tra i miei preferiti :cowboy:

Forse l'unico grave neo è che Tex non arrivi a sospettare di Patton, ma in questo caso è plausibile per come è stata delineata la circostanza. 

Voto 7+ 

Edited by Tenente Castillo
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  • 6 months later...

Allora...Ecco il Nizzi fascia 500/600...

Partiamo dalle note positive...I disegni di Del Vecchio ad esempio. Mi piace il suo stile, pulito, preciso e non imbalsamato. Un disegnatore che mi piace molto.

Altra nota positiva il colpo di scena del capitano. Secondo me ben fatto e anche le riflessioni molto "umane" di questo personaggio. Cerca riscatto per un torto di carriera, cerca una nuova vita, si pente/scusa per i commilitoni morti.

Veniamo alle note negative...

Tex e Carson sono delle comparse, non fanno nulla di rilevante (al massimo Tex si butta nel pozzo vuoto con le paghe).

Non beccano nessun cattivo, vanno avanti nelle indagini imbeccati più volte.

In questa storia i nostri sono poco protagonisti.

Quindi la storia secondo me, considerando anche i disegni, non è male ma "mancano" Tex e Carson (e i dialoghi non sono brillanti).

Non sono mancanze da poco.

Io non sono un Tex centrico, adoro le storie "corali", però non esageriamo...😅

Il 28/6/2020 at 14:22, valerio dice:

Riletta oggi.

Punti positivi: un primo albo piacevole. La sorpresa del capitano che davvero pareva un galantuomo ed era insospettabile, almeno per me. Nessuno strafalcione, Tex e Carson in buona forma.

Punti negativi: L'agguato del primo albo con Tex e Carson quasi scoperti sul limite di una pista strettissima a strapiombo sul burrone, e gli attentatori non sono in grado di colpire Tex e Carson. Assurdo. Per quanto sia frequentissimo vedere queste scene sugli albi di qualunque epoca non se ne può più.

Le origliate. Ben due dello stesso personaggio. Bisognerà dire a Tex che quando il suo sceneggiatore è Nizzi, prima di parlare al chiuso di qualche ufficio vada a vedere chi c'è dietro la porta o la finestra.

Il finale. Bene la sopresa che il colpevole sia il Comandante del forte, ma Tex e Carson che si mettono a chiacchierare facendo spiegoni (dopo il lunghissimo spiegone monologato del Comandante poco prima, mentre si reca a prendere la diligenza)mentre inseguono la diligenza in fuga rischia di cadere nel ridicolo.

Discreti ma non di più i disegni.

Testi: 6. Arrivo alla sufficienza perchè non ci sono strafalcioni.

Disegni 6:50

Ok niente strafalcioni...Ma Tex e Carson alla fine cosa fanno?

 

Ah...Avevo dimenticato le esagerazioni...Patton spara due colpi a bruciapelo e dietro la schiena e il complice non muore?

I

Il 9/5/2020 at 22:25, Condor senza meta dice:

Storiellina insipida come un brodino in cui il cuoco ha dimenticato di aggiungere il sale. Il soggetto, alquanto semplice, dà l’impressione di essere stirato a lungo per riempire i canonici due albi, ma ciò che più incide a penalizzare la prova è, a mio avviso, una sceneggiatura non all’altezza. Vuoi o non vuoi, non puoi esimerti dal notare alcuni buchi narrativi che infastidiscono la lettura, come è palese un ritmo narrativo non eccelso e alcune scelte dell’autore che tendono a lasciare il segno in una valutazione. Già nel primo albo, dopo esser venuti troppo facilmente all’individuazione di Laffert come probabile pedina del piano criminoso, i nostri commettono una terribile leggerezza nel lasciarlo libero al trading post; è assurdo che un criminale a cui è stata estorta a furia di sganassoni la sua colpevolezza, possa stare ad aspettare il ritorno dei rangers per farsi ammanettare. Realmente il bieco individuo non avrà il  tempo di fuggire, visto che cadrà sotto il piombo del tenente Hogins, e a tal proposito non è il massimo la trovata del nomignolo scritto col sangue, per indirizzare i nostri sulle tracce dell’assassino. Altro aspetto controverso, che l’autore non chiarisce, il perché le sacche del denaro siano nelle mani degli Yaqui, che dopo aver soppresso i Pima artefici dell’eccidio della pattuglia, si prendono la grana e lasciano liberi i due banditi bianchi. Atteggiamento un po’ strano trattandosi per dei nativi, che in primis fa ipotizzare al lettore che ci sia qualcosa sotto, ma di fatto rimane fine a se stesso. Tutta la sessione che si svolge a Sandy Well si fa apprezzare per scrittura e azione, ma il consueto e abusato arrivo della cavalleria appena Tex sembra spacciato, non lo reggo più! Nizzi, appena la scarna trama sembra essere arrivata al capolinea, tra un’origliata e l’altra di “Clammy” Hogins, ci scodella, come un fulmine a ciel sereno, l’inatteso colpo di scena dell’uccisione di quest’ultimo. Effettivamente il colpo sortisce effetto, visto che il lettore si trova spiazzato, ma da lì a poche pagine, l’autore riesce nella triste impresa di rovinare tutto, con un finale di sceneggiatura piatta e discutibile. Si poteva ipotizzare un finale scoppiettante con i nostri intenti a smascherare il misterioso complice, invece l’autore ci spiattella subito il colpevole e una lunga sequenza di spiegoni, per narrare la scena dell’omicidio di Hogins già vista, togliendo di fatto interesse all’epilogo, visto che è ovvio come andrà a finire. Non basta il tentativo di fornire un’attenuante al capitano per le passate ingiustizie, il finale è proprio lineare e noioso e tutte le ultime quaranta pagine sembrano un riempitivo in una storia che ha, a quel punto, poco da dire. Davvero positivo l’esordio di Del Vecchio sulla regolare. Uno stile pulito ed elegante, affine alla scuola della “linea chiara” ma molto efficace pure nelle ambientazioni western, con ottima resa degli arsi paesaggi assolati e dei due pards. Il Tex e Carson, tratteggiati dalle chine del disegnatore pugliese, mi piacciono molto nelle fattezze, ma anche i comprimari sono ben disegnati, e l’artista inoltre ci mostra la sua abilità nel disegnare una donna molto attraente nel finale. Ammetto che Del Vecchio è un cartoonist che ammiro molto e ben ha scelto Borden ad arruolarlo nello staff di “Tex Willer”. Nulla togliendo agli altri grandi autori, ma la sua caratterizzazione grafica del giovane Tex è quella che fino ad adesso prediligo. Il mio voto finale è 5

Corcordo molto su Del Vecchio...

Anche io ho trovato la cosa degli Yaqui un po' superficiale.

Sul finale non concordo perché mi sono piaciuti colpo di scena e resa del capitano come personaggio.

Però Tex e Carson o fanno poco o lo fanno maluccio. Questo secondo me il problema della storia.

Il 11/8/2012 at 22:04, Leo dice:

Bella storia con giallo finale inatteso. Niente di memorabile, ma ottimo intrattenimento. Disegni di Del Vecchio molto belli.

Concordo sulle note positive...

Però Tex e Carson stringi stringi fanno poco e ci sono un paio di cose forzate (il capitano che non ammazza il complice).

 

Il 23/8/2013 at 14:32, Tenente Cordoba dice:

La storia non è malvagia. La sceneggiatura in alcune parti poteva essere migliore, e non mi è piaciuto il lungo pensiero spiegazionista

Contenuto nascosto

In un punto credo ci sia un difetto evidente:

Contenuto nascosto

Ti avrebbe rovinato la sorpresa però...

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