Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[04] [Almanacco 1997] Bad River


due

Voto alla storia  

28 members have voted

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Please sign in or register to vote in this poll.

Recommended Posts

16 ore fa, borden dice:

perché di destra o perché sessantottino di sinistra (gli opposti si attraggono) fa di Tex uno sbirro ottuso alla Callaghan

Modificato 16 ore fa da borden

... Ma Tex non è neanche simile allo sceriffo "ogni colpo una vedova"Gérard Maddox (Burt Lancaster) in "io sono la legge"...anche se in sto film cazzuto Lancaster ha comunque a tratti dei ripensamenti sulla sua vita da lawman, indurito dalla necessità di fare rispettare la legge sempre e comunque...ho il dubbio che sto personaggio western abbia in qualche modo influenzato la prima storia di Nolitta

 

Edited by Barbanera
Link to comment
Share on other sites

Non ho idea delle idee politiche attuali di Medda (è un pezzo che non leggo nulla di suo), me negli anni 90 scrisse un Nathan Never Gigante che era uno scopertissimo attacco a Francesco Saverio Borrelli, Di Pietro e Mani Pulite, raffigurati come trafficoni corrotti al soldo dei partiti di sinistra e pagati per far cadere il governo legittimo. Che all'epoca era quello di Berlusconi (anche se non posso escludere che il riferimento nel fumetto fosse precedente, al pentapartito e all'alleanza Craxi-Forlani - mentre le caricature di Borrelli e del pool erano palesi e sfacciate, persino nei nomi e nei volti, i loro avversari erano abbastanza generici).

 

Quindi, almeno all'epoca (stiamo parlando di più di 25 anni fa, uno può benissimo cambiare partito e idee in un tempo simile) era convintissimo delle tesi del "Giornale" e di Sgarbi...

 

(anni dopo in un newsgroup si lanciò in invettive contro quelli "di sinistra" che leggevano Alack Sinner, ma lì magari erano solo gusti fumettistici)

Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...

Non avevo mai letto "Bad River" e ora che ho colmato la lacuna (recuperandola in una botteghina dell'usato), devo dire che mi ero perso una gran bella storia. Il soggetto non è particolarmente originale, ma a fare la differenza sono l'eccellente sceneggiatura e gli splendidi disegni di Capitanio.

Sono soprattutto i dialoghi - curati ed efficaci, per nulla prolissi - che colpiscono a una prima lettura, in particolari quelli di Tex con Linda (quando le confessa  il suo passato) e di Tex con Clint, mentre ritorna a casa e rivede il Bad River di cui ha avuto nostalgia quand'era in prigione (splendida la scena lungo il fiume con loro due a piedi che camminano tra l'erba alta verso la casa). Ma un po' tutti i dialoghi sono piacevoli e interessanti,  e arricchiscono questo western psicologico, in cui Tex - oltre che uomo d'azione - si dimostra fine conoscitore di uomini e di donne (e di cavalli), più comprensivo ed empatico del solito (ma quando Boselli lo fa agire in solitaria è spesso così).

Mi è piaciuto in particolare il personaggio di Clint, ex carcerato in cerca di riscatto, e il modo sobrio ma convincente con cui Boselli lo tratteggia.

 

L'atmosfera e i personaggi ricordano molto i western anni '50 (vedi per esempio il ranchero vecchio stampo ma capace di ammettere i propri errori) e anche la storia di GL Bonelli "Piombo caldo", di cui si notano evidenti echi (ma senza il vecchio Carson che diceva: questa storia d'amore mi ricorda "Il rodeo di Giulietta!").:lol:

La vicenda è in ogni caso pienamente originale, si legge che è un piacere, e anche la parte sentimentale non è per niente sdolcinata, come scritto da qualcuno, anzi ogni carattere è ben delineato e coerente, e non mi pare tenda al drammone...

Tempo fa si discuteva di com'era raro trovare storie brevi di Tex fatte bene: be' "Bad River" è la dimostrazione di come in un centinaio di pagine si possa imbastire un ottimo intreccio (senza tante lungaggini e sbavature), con personaggi interessanti e coinvolgenti, e un Tex in gran forma che non fa rimpiangere quello di GL.

Edited by Poe
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • 2 years later...

Recuperata in questi giorni questa vecchia storia del Magazine 1997.  Ottimi i disegni di Capitanio e un Boselli davvero in forma, con una storia ben congegnata e che tiene sempre desto l'interesse del lettore. Tanti i personaggi, ma ognuno in qualche modo funzionale alla storia, senza dare l'idea di essere stato aggiunto solo per una sorta di "horror vacui" dello sceneggiatore.  Dialoghi essenziali, senza spiegoni o pagine fitte di balloon, in cui succede poco o nulla. Nessuna sensazione di ricerca a tutti i costi di un'artificiosa epicità, ma una solo bella storia western dal sapore vagamente hollywoodiano.

Insomma, che differenza tra ieri ed oggi.

 

Link to comment
Share on other sites

  • 2 months later...

Proseguendo nella rilettura dei vecchi Almanacchi del west mi sono imbattuto nel debutto di Boselli sul format.

 

Bad River è una tipica storia che possiede in se tutte le caratteristiche dell'autore, all'epoca ancora nei primi anni alle prese con Tex, ma già a suo agio e mai banale.

 

Più che la trama in se, un classico western piacevole ma non del tutto originale, quello che colpisce è lo stile di scrittura di Borden; personaggi assortiti e ben rappresentati, sequenze sceneggiate con cura, trama ben bilanciata e ritmata, dialoghi efficienti e ancora abbastanza asciutti.

 

Troviamo Tex in solitaria (suppongo fosse una sorta di diktat velato della serie allora) che si mostra in tutto il suo splendore decisionale e operativo.

Non può mancare la figura interessante di Clint, uomo ingiustamente accusato dell'omicidio del "cognato" Adams  soprastante del ranch di proprietà del vecchio Stoddard, uomo questi  tutto d'un pezzo e affarista ma vecchio stampo e leale.

 

Tex fin dal principio, appena incontra Clint di ritorno dalla sua villeggiatura a Yuma, è portato a credere della sua innocenza e in fondo gli crede pure l'ex fidanzata Linda, che sebbene nel frattempo è convolata a nozze col giovane Stoddard, non ha mai smesso d'amarlo e la scena della vecchia baracca tenuta in ordine in ricordo di lui, ne è la prova assoluta.

 

Borden ci dona altri personaggi ben riusciti che arricchiscono la trama, quali l'infido Valens che si rivelerà come prevedibile una delle anime nere dell'episodio, il simpatico Carlos, per non tacere dello splendido stallone nero che farà da cornice con la sua azione alla storia.

 

A tal proposito davvero bella e adrenalinica la sequenza con Tex che dimostra tutto il suo talento con lazo, riuscendo a imbrigliare con una manovra complicata le zampe anteriori del cavallo, salvando così la vita di Luke Stoddard. Sarà comunque destino che il rampollo di casa, reo di aver congiurato contro Clint, debba finire la sua esistenza sotto gli zoccoli dello stallone, in un epilogo avvincente e tutto sommato a lieto fine per i "buoni".

 

Una piccola curiosità: in una scena Tex offre a Clint una sigaretta e quest'ultimo lo ringrazia specificando che lo aiuterà a rilassarsi, in pratica una sequenza uguale a quella che porterà molti "grattacapi" sulla regolare pochi mesi dopo, evidentemente o ancora i bacchettoni dell'associazione consumatori non avevano tempo da perdere in simili querelle o non leggevano l'Almanacco. :D

 

Chiudendo questa breve parentesi ironica, riassumo ribadendo il mio gradimento per la storia e la sceneggiatura di Mauro, che risollevò il livello che Nizzi (escluso il gioiellino di Zeke Colter) aveva via via fatto scivolare su una svogliata sufficienza.

 

Il merito dell'ottima riuscita Mauro lo divide con il compianto Capitanio, autore di una prova grafica di grande spessore.

L'artista sciorina fra le tavole la sua innata eleganza di tratto, la ricchezza di particolari che lo contraddistingue, l'ottima resa di personaggi e panneggi da urlo, per non tacere della buona dinamicità e costruzione narrativa di ogni singola vignetta, con sfondi sempre puliti e accurati.

 

A tratti si rimpiange solo che il formato più ridotto dell'albo rispetto a un texone non dia giustizia a tavole così superbe e in alcuni casi parecchi dettagli si perdono e delle sequenze rischiano di divenire poco leggibili.

Sebbene non al livello del suo texone o del piccolo capolavoro con Guerrero, i Montoya e le corride, Capitanio cesella una prova d'autore e il rimpianto della sua prematura morte si fa sempre più tangibile: visto l'alto livello di talento sarebbe stato davvero bello poter ammirare a lungo le sue storie su Tex, purtroppo il fato ha voluto altrimenti e possiamo solo consolarci con opere simili, che rappresentano il suo prezioso testamento artistico. il mio voto finale è 8

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.