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Quando è iniziato il successo di Tex?


joe7
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Question

So che Tex, dai tempi dell'uscita col formato a striscia del 1948, non ha avuto subito il successo che avrà più tardi. Vorrei sapere: in che periodo è iniziato il boom delle vendite di Tex? Negli anni'50-'60? Io credo che l'inizio del boom delle vendite sia successo attorno agli anni '60. Qualcuno ha dei dati più precisi?

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Non ho informazioni di prima mano o "segrete", nessuna confidenza da gente della casa editrici o simili. Questo è solo quello che "si dice", l'ho sempre sentita raccontare così e così la riporto. Non so se è davvero la verità o se sono false informazioni passate di bocca in bocca. Alcune sono cose dette da Sergio Bonelli in varie interviste, ma non mi ricordo più esattamente quali, e in ogni caso anche lui non sempre diceva la verità.

 

Tex a striscia fu un grande successo per una piccola casa editrice come l'Audace, era di gran lunga l'albo più venduto, ma bisogna capire i limiti di questo "successo": parliamo di una casa editrice minuscola che pubblicava in genere personaggi di breve durata. Prima dell'uscita delle strisce di Zagor e del Piccolo Ranger, l'unico personaggio che durava era Tex, tutti gli altri dopo poche serie chiudevano costringendo GL Bonelli e gli altri autori come Roy D'Amy a inventare continuamente nuovi personaggi. La cifra che ho sentito era di un massimo di 60.000 copie, probabilmente verso la fine degli anni 50, all'inizio erano sicuramente molte meno e successivamente le strisce persero lettori in favore dei giganti. Per fare un paragone, negli anni 50 Capitan Miki a striscia vendeva 200.000 copie e il Grande Blek 400.000 copie

 

Tex vendeva abbastanza da giustificare non solo le ristampe a striscia (serie rossa, la serie bianca è una raccolta) ma anche una ristampa quindicinale in formato albo d'oro, con le rese di questi albi d'oro facevano delle raccolte (albi di resa rilegati assieme e rimandati in edicola, ovviamente non una tiratura limitata), raccolte chiamate oggi "Tex 1-29", e si accorsero che si vendevano come il pane. Avevano inventato il "formato Bonelli"

 

Visto che il formato vendeva, lanciarono la "Collana Tex Gigante Seconda serie", quella attuale, chiamata semplicemente "Tex Gigante" e oggi "Tex", che è quella che prosegue tutt'oggi.

 

Quando il "boom"? Cosa intendi per "Boom"? Per me vuol dire "vendite in crescita sensibile" (cosa rarissima nei fumetti, l'unico esempio negli ultimi 30 anni nel fumetto italiano penso sia Zerocalcare, e nel fumetto Bonelli l'ultimo caso è Dylan Dog), quindi anche passare da 60.000 copie a, per esempio, 100.000, è un boom per una testata già avviata. Se la vedi così il boom inizia nel 1958 con Tex Gigante Seconda serie numero 1. Che dovette essere ristampato. E poi ristampato ancora. Sempre con tirature minuscole, ma andava sempre esaurito, nel corso degli anni (i collezionisti stanno impazzendo oggi a contare quante ristampe ha avuto).  Fino a che hanno smesso di fare ristampe estemporanee e sono partiti, mel marzo 1964, con la ristampa mensile "tre stelle", a larga tiratura.

 

Se invece per "boom" intendi proprio una cosa tipo Dylan Dog che arriva a 500.000 copie in pochi mesi...  su Tex non c'è mai stato nulla di simile.

 

Le vendite sono aumentate man mano per tutti gli anni 60 e inizio dei 70. Acquisiva sempre nuovi lettori da bambini e non li perdeva da adulti. Il massimo è stato circa a metà degli anni 70, credo subito prima dell'arrivo di Sergio Bonelli come co-autore dei testi, ed era pare di 800.000 copie d'estate (all'epoca le vendite estive erano maggiori di quelle invernali, molti compravano per leggere in spiaggia, non erano collezionisti).

 

Da quell'epoca poi è andato sempre in calo: un calo rovinoso all'inizio, con la tiratura più che dimezzata in una decina d'anni, poi una certa stabilità con il traino di Dylan Dog e le storie di Nizzi e poi Boselli, con un calo "fisiologico" ma ininterrotto anno dopo anno da allora.

 

Aggiungo una mia considerazione personale: perchè il boom iniziò con  il "formato Bonelli"?

 

Perché era un formato collezionabile che non ti faceva vergognare.

 

Le strisce, a parte che erano un passatempo costoso per il numero di pagine quindi "si scambiavano" (tutti i vecchi lettori che conosco si scambiavano fumetti, mio padre non leggeva Tex ma si scambiava gli albi dell'uomo Mascherato, ne compravi uno e con gli scambi ne leggevi 5-6...) e non si collezionavano, erano un formato legato ai "ragazzi" e in libreria non ci stavano.

 

Con il formato gigante, i ragazzi che leggevano Tex potevano conservarlo in libreria senza vergognarsene. Erano volumi eleganti, sobri, non gridavano "roba per bambini", non avevano pubblicità di merendine. Per questo per me le vendite aumentavano costantemente e regolarmente: Tex aveva SMESSO DI PERDERE LETTORI. Continuava a prendere ogni anni i ragazzi che iniziavano, in numero simile a quello delle strisce (in aumento a causa del baby boom), ma rispetto alle strisce, non li perdevano più quando compivano 14 anni. Anzi, sempre più gente continuava a comprare Tex anche dopo i venti o trent'anni. E questo pubblico poiù adulto permise anche a GL Bonelli di rendere più "adulte" anche le storie.

 

(avrebbe forse dovuto essere una lezione per i vari editori che si sputtanarono negli anni 70 per mettere la pubblicità delle merendine o le "fantalire", per poi chiudere: vedevo i miei coetanei vergognarsi di comprarli, mentre nessuno si vergognava di comprare Tex. Ma nessuno impara mai dalla Storia...)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Non ho informazioni di prima mano o "segrete", nessuna confidenza da gente della casa editrici o simili. Questo è solo quello che "si dice", l'ho sempre sentita raccontare così e così la riporto. Non so se è davvero la verità o se sono false informazioni passate di bocca in bocca. Alcune sono cose dette da Sergio Bonelli in varie interviste, ma non mi ricordo più esattamente quali, e in ogni caso anche lui non sempre diceva la verità.

 

Grazie, è importante quello che mi hai scritto: mi serve proprio per una mia teoria su cui ci sto lavorando. 

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

 

Tex a striscia fu un grande successo per una piccola casa editrice come l'Audace, era di gran lunga l'albo più venduto, ma bisogna capire i limiti di questo "successo": parliamo di una casa editrice minuscola che pubblicava in genere personaggi di breve durata. Prima dell'uscita delle strisce di Zagor e del Piccolo Ranger, l'unico personaggio che durava era Tex, tutti gli altri, dopo poche serie, chiudevano, costringendo GL Bonelli e gli altri autori come Roy D'Amy a inventare continuamente nuovi personaggi. La cifra che ho sentito era di un massimo di 60.000 copie, probabilmente verso la fine degli anni 50, all'inizio erano sicuramente molte meno e successivamente le strisce persero lettori in favore dei giganti. Per fare un paragone, negli anni 50 Capitan Miki a striscia vendeva 200.000 copie e il Grande Blek 400.000 copie.

 

Quindi verso la fine degli anni 50 Tex era ancora a striscia e vendeva circa 60.000 copie: non tanto rispetto a Capitan Miki e Grande Blek, ma era già una cifra di tutto rispetto. Ma non era ancora stato raggiunto il massimo delle vendite, mi sembra di capire. Però è proprio nel 1958 che compare Tex nel formato che conosciamo: segno che vendeva tanto da farne delle ristampe (i primi albi di Tex formato libretto erano tutte ristampe fino a "Black Baron", credo). 

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

 

Tex vendeva abbastanza da giustificare non solo le ristampe a striscia (serie rossa, la serie bianca è una raccolta) ma anche una ristampa quindicinale in formato albo d'oro, con le rese di questi albi d'oro facevano delle raccolte (albi di resa rilegati assieme e rimandati in edicola, ovviamente non una tiratura limitata), raccolte chiamate oggi "Tex 1-29", e si accorsero che si vendevano come il pane. Avevano inventato il "formato Bonelli"

 

Le cosiddette "raccoltine", cioè albetti messi insieme: le prime erano state fatte tra il 1949 e il 1950, poi ne fecero delle altre. I "Tex 1-29" sono del 1954-1957. Praticamente Tex è sempre stato ristampato, quindi, e anzi il Tex 1-29 si vendeva come il pane. E poco dopo abbiamo il Tex formato attuale del 1958: altre ristampe. Quindi se non è un boom questo, poco ci manca.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Visto che il formato vendeva, lanciarono la "Collana Tex Gigante Seconda serie", quella attuale, chiamata semplicemente "Tex Gigante" e oggi "Tex", che è quella che prosegue tutt'oggi.

 

Quando il "boom"? Cosa intendi per "Boom"? Per me vuol dire "vendite in crescita sensibile" (cosa rarissima nei fumetti, l'unico esempio negli ultimi 30 anni nel fumetto italiano penso sia Zerocalcare, e nel fumetto Bonelli l'ultimo caso è Dylan Dog), quindi anche passare da 60.000 copie a, per esempio, 100.000, è un boom per una testata già avviata. Se la vedi così il boom inizia nel 1958 con Tex Gigante Seconda serie numero 1. Che dovette essere ristampato. E poi ristampato ancora. Sempre con tirature minuscole, ma andava sempre esaurito, nel corso degli anni (i collezionisti stanno impazzendo oggi a contare quante ristampe ha avuto).  Fino a che hanno smesso di fare ristampe estemporanee e sono partiti, mel marzo 1964, con la ristampa mensile "tre stelle", a larga tiratura.

 

Esatto, col "boom" intendo vendita in crescita sensibile per una testata già avviata. Zerocalcare credo che abbia avuto il boom subito con le prime copie: comunque qui mi riferisco solo a Tex. E questo "boom" è continuato: non solo nel 1958 (con Tex Gigante Seconda Serie), ma anche nel 1964 col "Tex tre stelle", che ormai era diventato necessario farlo, perchè non potevano continuare a fare delle ristampe di numeri vari, che tra l'altro evidentemente non soddisfacevano alla domanda.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

 

Se invece per "boom" intendi proprio una cosa tipo Dylan Dog che arriva a 500.000 copie in pochi mesi...  su Tex non c'è mai stato nulla di simile.

 

Le vendite sono aumentate man mano per tutti gli anni 60 e inizio dei 70. Acquisiva sempre nuovi lettori da bambini e non li perdeva da adulti. Il massimo è stato circa a metà degli anni 70, credo subito prima dell'arrivo di Sergio Bonelli come co-autore dei testi, ed era pare di 800.000 copie d'estate (all'epoca le vendite estive erano maggiori di quelle invernali, molti compravano per leggere in spiaggia, non erano collezionisti).

 

Ecco, è più o meno come pensavo: una salita costante fino a metà degli ani '70. Da notare che stiamo parlando praticamente del periodo di Gianluigi Bonelli. "Caccia all'uomo", il primo Tex non di Gianluigi Bonelli ma di di Nolitta, è del 1976. Mi spiace dirlo, ma temo che il declino delle vendite di Tex sia cominciato da quella data.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Da quell'epoca poi è andato sempre in calo: un calo rovinoso all'inizio, con la tiratura più che dimezzata in una decina d'anni, poi una certa stabilità con il traino di Dylan Dog e le storie di Nizzi e poi Boselli, con un calo "fisiologico" ma ininterrotto anno dopo anno da allora.

 

Infatti allora Tex riusciva a vendere ancora, tanto che fecero la terza ristampa "TuttoTex" del 1985, che continua ancor oggi.

 

Grazie delle informazioni, adesso devo elaborarle. Mi hai aiutato molto.

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  • co fondatore
Posted (edited)

Ne abbiamo parlato anche in un altro thread, che devo cercare, il punto della svolta probabilmente fu il 1963, quando ci si accorse che il Gigante vendeva più della testata madre a strisce. Infatti quell'anno, col numero 31, da bimestrale passa a mensile.

 

Anche per Zagor fu così: il boom avvenne con la ristampa sulla Zenith.

Edited by Mister P
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Ancora con 'sta fissazione che le vendite siano cominciate a scendere per 'colpa' del Tex di Nolitta (quando in realtà il nome dello sceneggiatore non apparve in seconda di copertina prima della metà degli anni 90)....

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20 minutes ago, joe7 said:

Quindi verso la fine degli anni 50 Tex era ancora a striscia e vendeva circa 60.000 copie:

L'ultimo Tex a striscia inedito è stato pubblicato nel giugno 1967, in contemporanea con Tex Gigante 80, e l'ultima striscia in assoluto è la 194 della "Serie Rossa" (che anche se viene chiamata "raccoltina" era una ristampa, non una raccolta) pubblicata nel marzo 1972, strisce e albi giganti sono stati venduti fianco a fianco in edicola per quasi vent'anni.

 

20 minutes ago, joe7 said:

Però è proprio nel 1958 che compare Tex nel formato che conosciamo: segno che vendeva tanto da farne delle ristampe

Non occorreva vendere tanto per fare raccolta/ristampe/buste, etc, "non si buttava via niente", anche serie che non hanno avuto successo come Yuma Kid sono state successivamente ristampate più e più volte in vari formati (oltre alla Tex quindicinale furono ristampate in formato "albo d'oro" anche un sacco di altre serie, tipo Hondo o i tre Bill, nella collana "Avventure nel west" - con bellissime copertine di Galep - e anche di questa collana formato albo d'oro fu fatta una raccolta "gigante", la prima collana Zenith)

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Era una trafila normale nell'editoria, anche se particolarmente "sfruttata" dall'Audace, forse proprio per le ridotte dimensioni che spingevano a sfruttare ogni pubblicazione il più possibile.  Tex a striscia ha avuto due collane di raccolta, una ristampa albo d'oro, una raccolta albo d'oro, e una serie di ristampe giganti, prima del 1960 sarà stato ristampato minimo una decina di volte...

20 minutes ago, joe7 said:

(i primi albi di Tex formato libretto erano tutte ristampe fino a "Black Baron", credo).

Fino a "la caccia", la storia di Muzzi è la primissima inedita pubblicata nel formato gigante, nel 1968 (notare che le strisce erano durate fino al 1967, per più di un anno di Tex uscirono solo ristampe).

 

Può confonderti il fatto che la storia di Mefisto che contiene "Black Baron" è stata l'ultima avventura pubblicata sulle strisce, DOPO la Carovana dell'Oro, ma poi nella serie gigante l'ordine delle due storie è stato invertito e la Carovana dell'Oro è stata l'ultima storia ristampata.

 

20 minutes ago, joe7 said:

Le cosiddette "raccoltine", cioè albetti messi insieme: le prime erano state fatte tra il 1949 e il 1950, poi ne fecero delle altre. I "Tex 1-29" sono del 1954-1957. Praticamente Tex è sempre stato ristampato, quindi, e anzi il Tex 1-29 si vendeva come il pane. E poco dopo abbiamo il Tex formato attuale del 1958: altre ristampe. Quindi se non è un boom questo, poco ci manca.

Come dicevo, stavano ristampando contemporaneamente anche "Hondo", "Lobo Kid", etc, non è dalle ristampe che si valuta il successo.

 

Le raccoltine le facevano semplicemente perchè... altrimenti le rese le dovevano buttare via!

 

E per questo le raccoltine uscivano subito dopo la prima pubblicazione: che senso aveva tenersi le copie di resa in casa per mesi o anni?

 

Quindi, le prime due serie di raccoltine (le raccoltine vere e proprie) iniziano subito, così come le raccolte degli albi d'oro seguono a ruota gli albi d'oro. Ma sono tirature MINUSCOLE: pensa, se vendevano 60.000 copie (al massimo, non sempre), quante rese gli arrivavano? Utilizzabili, intendo (gran parte delle rese sono troppo danneggiate): 5.000? (A quei tempi le raccolte avevano tirature così basse che venivano "punzonate" dalle famose spille a mano...)

 

La serie Rosse è molto meno rara della Bianca proprio per quello: è una ristampa, non una raccolta. Idem per le Tex Gigante seconda serie rispetto agli 1-29...

 

A far vedere il crescente successo più che queste, sono le famigerate "ristampe non dichiarate", che oggi fanno impazzire i collezionisti: perchè mostrano che un albo è stato ristampato SUBITO, a ruota, tanto da non indicarlo nemmeno come ristampa: QUELLO indica il successo, le copie già esaurite e che richiede una ristampa immediata... ma allo stesso tempo i primi Tex Gigante seconda serie non avevano manco la data, erano "special" probabilmente rimandati in edicola ogni tanto, quindi anche per quello si esaurivano...

 

 

 

 

P.S,:

 

Just now, gilas2 said:

Ancora con 'sta fissazione che le vendite siano cominciate a scendere per 'colpa' del Tex di Nolitta (quando in realtà il nome dello sceneggiatore non apparve in seconda di copertina prima della metà degli anni 90)....

Ancora con questa "fissazione" che i lettori non siano in grado da soli di capire se una storia gli piace o meno, ancora con questa "fissazione" che chi dice che le storie di GL Bonelli fossero migliori lo faccia per partito preso e solo dopo aver scoperto che non erano di GL Bonelli, ancora con questa "fissazione" che basti scrivere "GL Bonelli" in copertina e il pubblico dei texiani, come tanti allocchi, non siano capaci di dire "ma che è sta' schifezza"?

 

Le storie di Tex sono PRECIPITATE in qualità. Tex era diventato IRRICONOSCIBILE. Dove una volta il lettore trovava avventura, azione, brillantezza, ora trovava pesantezza, tristezza, pessimismo. Tutti ottimi motivi per dire "non mi piace più, smetto", anche senza avere la minima idea di chi fossero GL Bonelli o Nolitta...

 

Negli anni 60 Barks non poteva firmare le sue storie. Nella mentalità di chi è "fissato" con l'idea che se non ci metti il nome, il lettore è stupido e non capisce niente, questo avrebbe impedito di riconoscerlo. E invece lo riconoscevano, eccome, e non potendolo chiamare per nome, i fan lo chiamavano "The Good Duck Artist" (soprannome con cui sarà noto anche in seguito quando si scoprirà il suo nome)

Edited by Diablero
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Adesso, gilas2 dice:

Ancora con 'sta fissazione che le vendite siano cominciate a scendere per 'colpa' del Tex di Nolitta (quando in realtà il nome dello sceneggiatore non apparve in seconda di copertina prima della metà degli anni 90)....

Non volendo entrare in merito sulla questione del calo di vendite a colpa di Nolitta, poichè non ho le conoscenze adatte dei numeri per farlo, però credo che per una buona fetta di lettori non servì l'assenza del nome sul tamburino dell'autore per comprendere che sotto la storia ci fosse una mano diversa. Onestamente lo stile di Sergio era molto diverso da quello dal padre per non destare sospetti, quindi, anche ammettendo che parecchi lettori non diedero peso, altri agirono in modo diverso.

 

Lo stesso fatto che Sergio avesse voluto "bleffare" nascondendo il suo nome, denota a mio avviso una grande insicurezza sull'eventuale impatto sulla platea.

 

 

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<span style="color:red">49 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

Non volendo entrare in merito sulla questione del calo di vendite a colpa di Nolitta, poichè non ho le conoscenze adatte dei numeri per farlo, però credo che per una buona fetta di lettori non servì l'assenza del nome sul tamburino dell'autore per comprendere che sotto la storia ci fosse una mano diversa. Onestamente lo stile di Sergio era molto diverso da quello dal padre per non destare sospetti, quindi, anche ammettendo che parecchi lettori non diedero peso, altri agirono in modo diverso.

 

Lo stesso fatto che Sergio avesse voluto "bleffare" nascondendo il suo nome, denota a mio avviso una grande insicurezza sull'eventuale impatto sulla platea.

La disquisizione su chi fosse lo sceneggiatore di Tex non aveva allora e non ha tuttora nessuna importanza agli occhi del lettore medio di Tex.

Quelli 'a cui importa' chi scriva Tex sono una insignificante minoranza, quelli 'ah non l'ha scritto GLB allora abbandono Tex' ancora di meno.

Pari alla fissazione (o convinzione) che le poche decine di frequentatori di questo forum siano in qualche modo rappresentativi del lettore medio di Tex, quello che va in edicola ogni mese (per la serie classica) o più volte al mese (per le altre uscite).

Il fatto che non si vendano tanti Tex 'quanti quelli di una volta' è dovuto a due fattori: 1) l'abbandono del medium 'fumetto' da parte dei lettori in generale, così come di 'chi legge', perchè il cartaceo non si vende e non si compra più, e 2) il lento ma inesauribile esaurirsi dei lettori storici di Tex per motivi di età anagrafica, senza alcun ricambio generazionale.

Certo non per colpa di CHI scrive Tex.

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Posted (edited)

ll calo della qualità delle storie è solo un fattore, ma ce ne sono anche altri da considerare:

- a metà anni '70 il genere western non aveva più lo stesso appeal dei '60

- nuovi fumetti "più moderni" erano comparsi nelle edicole italiane. Un esempio su tutti i supereroi americani proposti dalla Corno che qui era nel suo periodo d'oro

- il primo zoccolo duro di lettori, quello presente dal '48, cominciava ad avere una certa età ed altro a cui pensare, mentre per la prima volta l'ondata di nuovi lettori stava rallentando per i due motivi elencati sopra. Tex cominciava ad apparire come un fumetto ormai vecchio, ma allo stesso tempo non era ancora così vecchio da aver assunto la fama di classico senza tempo.

Edited by frank_one
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Adesso, frank_one dice:

ll calo della qualità delle storie è solo un fattore, ma ce ne sono anche altri da considerare:

- a metà anni '70 il genere western non aveva più lo stesso appeal dei '60

- nuovi fumetti "più moderni" era comparsi nelle edicole italiane. Un esempio su tutti i supereroi americani proposti dalla Corno che qui era nel suo periodo d'oro

- il primo zoccolo duro di lettori, quello presente dal '48, cominciava ad avere una certa età ed altro a cui pensare, mentre per la prima volta l'ondata di nuovi lettori stava rallentando per i due motivi elencati sopra. Tex cominciava ad apparire come un fumetto ormai vecchio, ma allo stesso tempo non era ancora così vecchio da aver assunto la fama di classico senza tempo.

Anche qui, convinzioni infondate.
I Bonelli sono andati avanti di gran carriera almeno fino ad una decina di anni dall'esordio di Dylan Dog, avvenuto nel 1986: dal punto di vista economico, questo è stato il 'periodo d'oro' (e quindi BEN DOPO gli anni 70 quando il western non aveva più lo stesso appeal dei 60, e BEN DOPO l'arrivo dei supereroi americani, e quindi BEN DOPO l'età della 'maturità' di coloro che avevano cominciato con Tex alla fine degli anni 40), con DYD che era una miniera d'oro e con Tex che teneva botta senza problemi, e tutte le altre testate che fiorivano una dopo l'altra.

Ancora nel 1998, il 'clamoroso errore' della confusione tra Campidoglio e Casa Bianca finì in più di un servizio dedicato sui TG nazionali (viceversa, i recenti 70 e 75ennali sono passati sotto silenzio).

E tutto questo nonostante certi 'sceneggiatori invisi' scrivessero Tex già da almeno quindici o vent'anni.

Di nuovo, il tutto a riprova che 'chi' scrivesse Tex non è mai stato un fattore sulle vendite, al contrario invece di 'chi' Tex lo compra.

 

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Just now, gilas2 said:

La disquisizione su chi fosse lo sceneggiatore di Tex non aveva allora e non ha tuttora nessuna importanza agli occhi del lettore medio di Tex.

Quelli 'a cui importa' chi scriva Tex sono una insignificante minoranza, quelli 'ah non l'ha scritto GLB allora abbandono Tex' ancora di meno.

il solito straw man...

 

O, per dirla in italiano: la solita fesseria...

 

Se un lettore legge il nuovo Tex e vede Tex triste, remissivo, deriso, logorroico, in vicende allungate che terminano con lui sconfitto, tristi, deprimenti, in cui non parla nemmeno come Tex, insomma, in breve NON SI DIVERTE PIÙ A LEGGERLO, smette.

 

Come avevo smesso io. Senza avere la minima idea di chi lo stesse scrivendo.

 

Non capire il fatto che semplicemente erano Tex diversi, vuol dire semplicemente non aver capito un tubo del discorso (o far finta di non aver capito un tubo per negare l'evidenza)

 

 

 

 

 

(Comunque, mi sto davvero rompendo le scatole: stavamo facendo un discorso storico, basato sulle poche cifre che sappiamo, e arriva come sempre il solito tifoso negazionista che non può accettare di sentire fatti che facciano ombra al suo "idolo", a fare flame e polemiche...)

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Forse il punto di svolta è proprio quello che ha indicato Mister P: il 1963, in cui ci si accorse che Tex Gigante seconda serie (il nostro Tex, insomma), vendeva più della testata madre a strisce, e passò da bimestrale a mensile col numero 31. E in quel periodo pubblicava ancora delle ristampe: bisognerà aspettare il numero 96 di "La Caccia" del 1968 per leggere degli inediti. Quindi direi che Tex se la passava bene, insomma: era arrivata l'onda e inizia anche quel periodo d'oro dei Cento Numeri spesso citato.

Domani o dopodomani vi dirò le mie conclusioni al riguardo, perchè quello che mi interessava era proprio questo. Presumendo che i dati siano esatti (ma credo di sì).

 

Un'ultima cosa riguardo alla faccenda della famosa storia nolittiana "Caccia all'uomo", che personalmente ritengo sia stata quella che ha fatto iniziare il lento declino di Tex, sia per qualità narrativa a livello generale, che per le vendite.

 

Guardate che leggere quella storia è sconvolgente. So che non posso pretendere di essere un modello di lettore per tutti e che le mie esperienze di lettura possono essere ben diverse da quelle degli altri. Ma lasciate che vi dica in confidenza cosa è successo a me, con Tex e con "Caccia all'uomo".

 

Io ero un appassionato di Zagor, non di Tex. Ne sentivo parlare spesso, ma il personaggio  mi lasciava indifferente. Fino a che un mio parente non mi regalò TUTTA LA SUA SERIE DI TEX fino ad allora. Accettai con piacere, e iniziai a leggere tutto sin dall'inizio, incuriosito. Ecco perchè dico che il mio primo numero di Tex era il numero 1: da "per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole?" fino a passare attraverso tutte le storie gianluigibonelliane: il matrimonio di Lilyth, il figlio di Tex, il pessimista Kit Carson, l'imperturbabile Tiger Jack. Gli inizi mi sembravano un pò comici e inverosimili: Coffin spara a Tex due volte a bruciapelo e lui finiva solo con una ferita di striscio sulla tempia! Ma poi si passava a storie sempre più appassionate e drammatiche: la voce misteriosa, il Grande Re, Mefisto, l'incredibile discesa agli inferi di Yama, il fiore della morte, El Morisco, Chinatown, Lotta sul mare, la dama di picche, l'ultimo poker, il simpatico Pat di Dramma al circo, Brennan e Teller e l'Implacabile, Gilas, Inferno a Robber City, la cella della morte, Canyon Diablo. Un Tex duro e tutto d'un pezzo che le suonava a tutti e portava giustizia. Posso dire quindi di conoscere bene il Tex di Gianluigi Bonelli, visto che l'ho seguito tutto sin dall'inizio. 

 

E poi Caccia all'uomo. Un Tex fallito in tutto, che non salva Andy Wilson nè fa chiarezza sul fatto che lui fosse colpevole o meno: questo non lo si saprà mai. Un Tex che tutti disprezzano, anche i suoi Navajos, che lo trattano da pezzente. Un Tex che fa il violento, e che è odiato e temuto dalla gente. Un Tex che è un incapace, che viene preso a botte in testa come niente. Un Tex talmente ingenuo e credulone che casca nell'inganno del giudice, mentre  si vedeva lontano un miglio che stava nascondendo la pistola nel suo libro. Un Tex che dice frasi assurde come "Hangman Maddox e la sua maledetta offerta...la pagheranno!" Nel leggere questi dialoghi, io pensavo: ma questo è Mister No, o Zagor. Non è Tex, anzi non capisco neanche chi sia questo qua.

 

Poi sono andato avanti coi numeri e da allora è stato un Tex tra alti e bassi: storie buone, storie così così e storie davvero pessime alla Giudice Maddox. Continuando a leggere i Tex regalati, ero arrivato più o meno a "Il solitario della pista", un'altra storia che mi aveva lasciato come minimo perplesso, tra l'altro. I momenti MACCOSA a partire dalla storia "Caccia all'uomo" si erano moltiplicati. Quindi non esito a dire che quella storia fu un (brutto) punto di svolta della vita editoriale e narrativa di Tex.

 

Detto questo, chiudo e torno all'argomento vendite, che poi approfondirò. Grazie a tutti per l'aiuto. 

Edited by joe7
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<span style="color:red">9 ore fa</span>, joe7 dice:

E poi Caccia all'uomo.

 

Magari 'dimenticabile' ma dall'affermare che il 'declino' di Tex (in termini di vendite) parta da quella storia appare quantomeno discutibile se non presuntuoso.

E mi ripeto ancora una volta: CHI scrive Tex, almeno fino alla fine degli anni '90, è un fattore di nessuna importanza in termini di vendite. 

Il calo delle vendite da allora in poi si può individuare nei due fattori 'fisiologici' di cui sopra, non nello sceneggiatore di turno.

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1 hour ago, gilas2 said:

Magari 'dimenticabile' ma dall'affermare che il 'declino' di Tex (in termini di vendite) parta da quella storia appare quantomeno discutibile se non presuntuoso.

E mi ripeto ancora una volta: CHI scrive Tex, almeno fino alla fine degli anni '90, è un fattore di nessuna importanza in termini di vendite. 

Il calo delle vendite da allora in poi si può individuare nei due fattori 'fisiologici' di cui sopra, non nello sceneggiatore di turno.

Quindi secondo te Sergio Bonelli ha sempre detto cazzate? Quando diceva che l'arrivo di Nizzi aveva "salvato" Tex?

 

Eppure (per quanto per me abbia commesso il peccato imperdonabile di trasformare Tex in una serie comica, e che più che fermare l'abbandono dei vecchi lettori ne abbia attirati di nuovi che cercavano risate), con lui il crollo verticale si ferma quasi del tutto. In 10 anni con Nolitta Tex ha perso quasi 500.000 lettori (passando da 800.000 a 350.000). Nei 10 anni successivi con Nizzi (un Nizzi ancora ben diverso da quello "bollito" che si vedrà poi) non so quanti ne perda ma ne guadagna abbastanza da ridurre il calo a circa 50.000 lettori. Un decimo di quelli persi nel decennio precedente!

 

Ma capisco che ignorare le cifre e i dati per farsi la propria "verità" nel boschetto della propria fantasia è facile e costa poca fatica/

 

Sergio Bonelli, che i numeri li vedeva davvero e non se li inventava nel boschetto della sua fantasia, diceva che Nizzi aveva salvato Tex (per me l'avrebbero potuto salvare anche altri autori, bastava che non fossero Nolitta che era proprio la persona che non avrebbe mai dovuto scriverlo, ma è un ipotesi personale).

 

Come avrebbe fatto a salvarlo, se la scrittura (dici tu) non conta nulla, e se non gli metti il nome in copertina i lettori non si accorgono della differenza? (insomma... parla per te, ci sono decine di post in questo forum con testimonianze di chi delle differenza se ne accorse, eccome. Se tu non ci sei arrivato, forse è colpa tua...).

 

Forse Nizzi è andato personalmente a scassare tutte le antenne TV italiane? Se il crollo delle vendite era dato solo dalle TV, allora vuol dire che il numero di TV in Italia a fine anni 80 è crollato? La gente non guardava più la TV?

 

(poi quelli che nel boschetto della loro fantasia insistono che gli autori non contano niente e che è colpa di un mostro chiamato "crisi" devono ancora dare uno straccio di spiegazione per il fatto che nello stesso periodo di tempo per una testata la "crisi" toglie ad un fumetto il 90% dei lettori, ad un altro il 50% e ad un altro tipo Dylan Dog c'è il boom...  quando gli citi questa cosa fanno finta di non averti sentito o si arrabbiano, ma non rispondono...)

 

 

 

P.S.:

1 hour ago, gilas2 said:

Magari 'dimenticabile' ma dall'affermare che il 'declino' di Tex (in termini di vendite) parta da quella storia appare quantomeno discutibile se non presuntuoso.

Le cifre note dicono ESATTAMENTE questo. Il crollo inizia dall'arrivo di Nolitta (1976). Non dall'arrivo di Canale 5 (Novembre 1980 come TV nazionale, il nome esisteva come TV solamente locale dal 1979) e delle altre successive TV private nazionali. Per i primi anni queste TV oltretutto non trasmettevano per tutto l'arco della giornata e avevano uno share molto basso, il vero boom della TV privata con ascolti che minacciano quelli RAI arriva... in contemporanea con il boom di Dylan Dog!

 

E proprio contemporaneamente al crollo di Tex, "Corrier Boy", la nuova versione del Corriere dei Ragazzi, ha un deciso aumento delle vendite (tanto da spingere sia la Bonelli che la Corno a lanciare testate simili)

 

Ovvio che "il mondo attorno" influisce sempre (non solo le TV: le paghe, i soldi disponibili, il livello di scolarizzazione, il costo della carta, etc) ma È UGUALE PER TUTTI, poi le differenze fra testata e testata le fanno gli autori e gli editori!

 

Ma tu dici che è "presuntuoso" farsi convincere da questi dati, da queste cifre, dalla testimonianza diretta di chi c'era, fra cui quella di Sergio Bonelli, ed è molto meno "presuntuoso" fare come te e dire "la verità è quello che mi immagino io e basta! State tutti zitti!"

 

Possiamo continuare la discussione precedente senza queste intemperanze di tifosi esagitati che insultano chi non crede che la terra sia piatta, please?

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2 ore fa, gilas2 dice:

dall'affermare che il 'declino' di Tex (in termini di vendite) parta da quella storia appare quantomeno discutibile se non presuntuoso.

 

Non pretendo di dire che "Caccia all'uomo" da solo abbia provocato il tracollo di Tex.

 

Il crollo di vendite è iniziato a metà degli anni '70, ed è proprio a metà degli anni '70 che Nolitta ha iniziato a scrivere Tex con quella storia (datata 1976). Sono state, purtroppo, tutte le storie di Nolitta, e non solo "Caccia all'uomo", che hanno provocato la debacle. Nolitta non capiva Tex, anzi lo disprezzava: per questo non era adatto a scrivere per lui.

 

Il suo western è crepuscolare, nichilistico, rancoroso, ideologico, con personaggi uno più fallito dell'altro e con storie senza capo nè coda: basterebbe leggere la sua opera singola "L'uomo del Texas" per capire cosa intendo dire.

 

Nolitta non poteva fare une storia come questa in Tex, ma ci ha provato: dopo "Caccia all'uomo", sono seguite delle perle come "El Muerto" (un Tex indeciso e incapace come mai), "I ribelli del Canada" (Tex ha avuto una botta in testa ed è stato legato a un palo: le sue uniche azioni. Poi il contentino di prendere Big Bear, per non fargli fare una figura da idiota totale), "Il segno di Cruzado" (dove Nolitta sbrocca con la scena di Tex che prende a pugni Kit Carson e deve intervenire il padre Gianluigi Bonelli in persona per fermarlo: già la storia di per sè faceva schifo, ad aggiungere anche questa scena in più diventava un macello). E così via. 

 

Poi arriva Nizzi, che detesta anche lui Tex e non lo capisce, ma almeno fa i suoi racconti in un modo più soft, non diretto come faceva Nolitta, quindi fa un Tex che è diverso comunque dall'originale, ma almeno più accettabile perchè, a prima vista, non sembrava un cretino come nelle storie di Nolitta, e quindi salvava un pò la situazione delle vendite, anche grazie agli ottimi disegnatori che aveva. Ma solo a prima vista: bastava leggere con un pò più di attenzione le storie di Nizzi per capire il livello di cretineria in cui fu abbassato Aquila della Notte, che lì si potrebbe chiamare Piccione della Notte (anche nella storia di Nizzi che uscirà il mese prossimo, Piccione della Notte fa la sua brava figura da piccione prendendo a pugni per sbaglio i suoi amici).

 

Ma qui parlo delle vendite, e soprattutto del "boom" delle vendite di Tex degli anni '60: poi ne parlerò meglio usando i dati di Diablero e degli altri. 

Edited by joe7
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  • co fondatore
57 minuti fa, joe7 dice:

Sono state, purtroppo, tutte le storie di Nolitta, e non solo "Caccia all'uomo", che hanno provocato la debacle.

Scusate se continuo l'off topic, posto solo una mia riflessione. Dubito molto che una sola storia sbagliata possa far sì che un mucchio di lettori abbandoni una testata. E anche una seconda (El Muerto, comunque un po' più potabile de Il giudice Maddox). Dopo El Muerto per circa un anno tornò in pianta stabile GLB, quindi semmai qualche lettore avesse pensato di abbandonare Tex, un lungo filotto di storie scritte dall'autore storico può aver frenato l'emoraggia.

Il vero colpo per la testata furono i cinque mesi consecutivi nella seconda metà del '77 con storie scritte da Nolitta, per la prima volta avemmo due episodi consecutivi, Il cowboy senza nome e, principalmente, I ribelli del Canada. Sono pronto a scommettere che la prima vera emorragia si sia verificata in quella occasione.

Poi, è vero, dopo ci furono 14 mesi ininterrotti, quindi più di un anno, di storie di GLB, ma se mai uno sventurato in quel lasso di tempo si era riavvicinato a Tex, la storia dello Sasquatch sicuramente gli avrà dato la mazzata definitiva.

Giusto una mia riflessione.

Edited by Mister P
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La qualità delle storie, a mio avviso, è il fulcro su cui ruota il discorso del crollo delle vendite.

"Crollo", non "calo", poichè il calo è fisiologico e graduale e risente delle componenti esterne quali variazioni sociali, di attrazioni diverse e crisi della lettura generale.

 

Ma se una testata crolla di botto, evidentemente qualcosa ha allontanato i lettori o spostati su altri lidi e di solito questo dipende da cause interne, quali calo qualitativo, crisi compositiva degli autori o scadenza di contenuti.

 

Conoscendo o meno il nome dell'autore sul tamburino, l'apporto di Sergio nei tardi anni '70 e primi anni '80 diede una svolta involutiva al personaggio (non dico che le sue storie fossero brutte, ma tradivano del tutto la caratterizzazione del personaggio). Magari in molti apprezzarono questo stile diverso, ma chi era abituato alle vulcaniche sceneggiature del padre, non mi sorprendo che finì con declinare l'acquisto (se avessi vissuto da lettore quegli anni, credo proprio che anch'io l'avrei fatto). Anche Bonelli non era più ai suoi livelli migliori e storie come la Foresta Pietrificata o Yama, non inducevano a risollevare l'umore.

 

Proprio in questa ottica l'arrivo di Nizzi, più manierista e capace di imitare meglio (almeno all'inizio) lo stile di Bonelli senior, contribuì a una boccata d'ossigeno per i lettori.

Anche Nizzi come Nolitta, non vide scritto il suo nome sul tamburino, quindi come si spiega che col secondo le vendite crollarono e con l'autore di Fiumalbo si stabilizzarono?

 

Anche se non venisse specificato, credete che un appassionato non riconosca  un assolo di un turnista poco ispirato al posto di Gilmour in un brano dei Pink Floyd? Ma dai, mi si permetta ma alcune tesi sono aria fritta.

     

Edited by Condor senza meta
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Il vero colpo per la testata furono i cinque mesi consecutivi nella seconda metà del '77 con storie scritte da Nolitta, per la prima volta avemmo due episodi consecutivi, Il cowboy senza nome e, principalmente, I ribelli del Canada. Sono pronto a scommettere che la prima vera emorragia si sia verificata in quella occasione.

....

Sono state, purtroppo, tutte le storie di Nolitta, e non solo "Caccia all'uomo", che hanno provocato la debacle.

 

 

Fantastica questa convinzione che "siccome l'ha scritto un autore che critico" (o che non mi piace) (o di cui non mi sono piaciute delle storie), allora decine di migliaia di lettori alla fine degli anni 70 la pensavano allo stesso modo ed "avrebbero" abbandonato Tex.

Convinzione che peraltro non è suffragata da mezzo dato (e la casa editrice non ha mai comunicato i dati di vendita per ogni singolo albo, nè oggi nè tantomeno negli anni 70) e che denota solo una solipsistica presunzione.

SOPRATTUTTO PERCHè ALLA FINE DEGLI ANNI 70 I LETTORI NON AVEVANO LA MINIMA IDEA DI CHI SCRIVESSE LE STORIE E QUINDI NON POTEVANO IN ALCUN MODO DIRE "AH L'HA SCRITTO X QUINDI NON LO COMPRO". Come se poi la cosa avesse mai comportato, anche oggi, una benchè minima differenza.

Adesso, Condor senza meta dice:

La qualità delle storie, a mio avviso, è il fulcro su cui ruota il discorso del crollo delle vendite.

 

E' un nesso logico senza senso.

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<span style="color:red">14 minuti fa</span>, gilas2 dice:

E' un nesso logico senza senso

Dire: "La frase "La qualità delle storie, a mio avviso, è il fulcro su cui ruota il discorso del crollo delle vendite." è un nesso logico senza senso" costituisce un chiaro esempio di autodescrizione, cioè è un nesso logico senza senso.

A mio avviso.

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Non intendo partecipare alla diatriba su quando è iniziato il calo delle vendite, non ho dati di riferimento, ma concordo con l' ottima spiegazione di Diablero.

Ricordo benissimo l' uscita di Caccia all' uomo e le perplessità di noi lettori.

Le perplessità erano dovute non solo alla trama, ma anche ai disegni di Fusco che ci mostrava un Tex completamente diverso.

Fusco aveva già disegnato La carica dei Navajos, ma era una storia minore, corta, che non aveva lasciato il segno.

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Adesso, Tim Birra dice:

 

Ricordo benissimo l' uscita di Caccia all' uomo e le perplessità di noi lettori.

 

In un mondo 'analogico' come quello degli anni '70, mi spiegate dove e come si confrontassero 'i lettori' per esprimere le loro perplessità??

E mi spiegate come si fa ad affermare che il calo 'fu colpa di Nolitta' a partire da Caccia all'Uomo se i dati di vendita non sono mai stati comunicati?

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<span style="color:red">53 minuti fa</span>, gilas2 dice:

 

In un mondo 'analogico' come quello degli anni '70, mi spiegate dove e come si confrontassero 'i lettori' per esprimere le loro perplessità??

E mi spiegate come si fa ad affermare che il calo 'fu colpa di Nolitta' a partire da Caccia all'Uomo se i dati di vendita non sono mai stati comunicati?

Se ne parlava a scuola coi compagni di classe. Mai fatto?

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E in redazione si mandavano le lettere, una pratica che oggi ci pare assurda, ma in passato molto diffusa. Anch'io da ragazzino ne scrissi alcune ed era una grande soddisfazione ricevere la risposta firmata di pugno da Sergio in persona. Proprio in una di queste, quando chiesi alcune curiosità inerenti la tecnica della sceneggiatura, Sergio citò "Caccia all'uomo" poiché era consapevole che il suo stile divideva le platee. 

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1 hour ago, gilas2 said:

E mi spiegate come si fa ad affermare che il calo 'fu colpa di Nolitta' a partire da Caccia all'Uomo se i dati di vendita non sono mai stati comunicati?

I dati di vendita "storici" sono stati dati molte volte dallo stesso Sergio Bonelli, lo stesso che ammise che il suo Tex scontentava i lettori, lo stesso che diceva che Nizzi "salvò Tex".

 

Ma capisco che quando si ha una tesi pre-cotta, e non si vuole "ammettere la sconfitta" in una discussione da forum anche quando TUTTI TI HANNO GIÀ SMENTITO dicendo TUTTI che si erano resi perfettamente conto della differenza, e non si ha l'onestà intellettuale di ammettere di essersi sbagliati, si inizia a strillare più forte. Se non sai una cosa e te la citano, strilli più forte che non esiste.

 

Ed è chiaro ormai che non smetterai di strillare amenità come queste, tanto chi può impedirtelo? Hai mandato a donne di facili costumi la discussione, ma che importa, mica puoi ammettere di esserti sbagliato...

 

Io a questo punto ti lascerei qui a strillare da solo, tanto la discussione l'hai già mandata in vacca...

Edited by Diablero
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<span style="color:red">56 minuti fa</span>, Il sassaroli dice:

Se ne parlava a scuola coi compagni di classe. Mai fatto?

Mio zio comunicava con i suoi amici mediante segnali di fumo, specialmente a San Giovanni, quando ogni quartiere accendeva il proprio falò (mio zio non fa che ripetermi: bei tempi).

 

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Tim Birra dice:

Ricordo benissimo l' uscita di Caccia all' uomo e le perplessità di noi lettori.

Mi sono andata a rileggere la storia (ho la memoria corta) e, con mia enorme sorpresa, sono riuscita ad arrivare alla fine.

Non mi pronuncio sulle "qualità" di questa splendida avventura, ma voglio solo dire che ho messe insieme tutte le vignette in cui Tex andava da qui a lì e ne è venuto fuori quasi un albetto del giovane Tex.

Sì, ogni tanto succede qualcosa (purtroppo), ma inframezzata alle trasferte.

Probabilmente Tex prendeva l'indennità di trasferta.

Ed eccoti spiegata la disponibilità di grosse somme di denaro del nostro eroe.

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