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TWF - Tex Willer Forum
theLord

[156/158] Il Tiranno Dell'isola

  

15 voti

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Immagine postata - Immagine postata


Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Erio Nicol'


Sull'atollo corallino di Anuta, dove hanno fatto naufragio Tex, i suoi pards e la ciurma di capitan Bart, vivono il barone Von Kramar, la sua compagna e complice Veda e il sordido Karl, che costringono gli indigeni di re Mapua a pescare le perle in acque pullulanti di squali. I nostri eroi è in un primo tempo, accolti a colpi di freccia dai bellicosi Canachi è stringono un'alleanza con i nativi per spodestare i sanguinari tiranni dell'isola.

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Bellissima continuazione dell'avventura precedente, che terminava con i quattro pards riuniti sul Sea Tiger, la nave di Billy Bart, il capitano che si era alleato coi nostri. Tutta la parte iniziale si svolge in un'atmosfera di angoscia, con la nave, ormai ridotta ad un pontone senza alberi né vele, in balia della tempesta e del mare che si ingrossa sempre più. Il coraggio dei pards ci viene mostrato ancora una volta, quando annoiandosi nella quiete della cabina, decidono di seguire i marinai sul ponte, sfidando il brutto tempo e rischiando numerose volte la caduta in mare. Come se non bastasse, viene persa la rotta e la nave viene portata dalle onde verso una destinazione ignota. Infatti ciò che resta della nave e del suo equipaggio, viene sballottata vicino ad una delle tante isole. Le speranze dei nostri, di arrivare su un'isola abitata e frequentata dalle imbarcazioni commerciali, sembrano scomparire con l'urlo terrificante lanciato tutto ad un tratto da uno dei marinai che sono stati mandati in esplorazione verso il centro dell'isola. Indimenticabile a mio avviso il primo scontro tra i nostri e gli indigeni di Re Mapua, presentati come dei ferocissimi guerrieri e come se non bastasse, sono anche cannibali. :D Ovviamente tutto si risolve al meglio, ma i pards devono scaldare ben bene le teste dei nemici a suon di dinamite e proiettili. La seconda parte è altrettanto apprezzabile, buonissima l'idea di inserire il solito gruppo di prepotenti affamati di ricchezza (in questo caso di perle preziose) che non esitano a schiavizzare la popolazione locale per i loro sporchi comodi. Disegni di Nicol' molto buoni direi, a parte che mi è sempre piaciuto il suo stile e la sua raffigurazione dei quattro pards. Voto: 9 Memorabile seguito di San Francisco!!! :trapper:

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Una storia di raccordo e collegamento con quella precedente; discreto e dignitoso, manca di vero pathos , pur essendo un apprezzabile piccolo capolavoro di fantasia. Si tratta di una storia "diversa", ambientata in Melanesia tra le tribù di Canachi. Anche se poco credibili ed accettabili, storie del genere sono sempre apprezzabilissime. E' una storia strana e speciale, che consente a Tex di uscire dai canoni del western più classico per spaziare in altri mondi che siano da spunto per nuove e innovative avventure. Sia ha l'impressione che lo stesso Gianluigi Bonelli, con le storie della maturità post 100, abbia progressivamente cercato di allargare i confini del personaggio per evitare di fossilizzarsi sui soliti indiani, soldati, banditi e saloons. Le storie cercano anche di essere più adulte, nel senso di più logiche e sensate, anche a rischio di perdere la dimensione fantastica del west del primo Tex. Ottimi, quasi favolosi, i disegni di Nicolò che era alle prime avventure. Le magnifiche scene che raffigurano la spiaggia a ridosso della foresta sono capolavori, per non parlare delle tavole "sottomarine" a pagina 84/85 dove il fondale ci viene descritto dalle matite di Nicolò in maniera quasi maniacale. Di lui si è detto che ha disegnato il Tex più "bello".

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Una storia che continua dalla precedente senza discontinuità, cosa che GLB in genere non fa. Cambiando i disegnatori ma rimanendo gli stessi sia il capitano che il veliero e gli sfondi è bello vedere come un altro disegnatore interpreta la stessa storia. Nel complesso anche la storia non è male, GLB riesce a trovare lo spunto per continuare il racconto in modo ottimale senza perdere di continuità. Come al solito i comprimari che stanno dalla parte dei buoni, i marinai che viaggiano con Tex vanno incontro a una trista sorte e non se ne salva uno all'infuori del capitano. Direi che la storia vale un nove, magari non proprio pieno.

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Di storie continue ce ne son state due: Questa e "Giungla crudele" con "La scogliera dell'orrore". Questa storia è particolare in quanto vede Tex e pards in un altro continente alle prese con una ingiustizia ossia la sottomissione o meglio schiavitù dei Canachi da parte di un gruppetto di europei. Malgrado Nicolò non sia fra i disegnatori che preferisco, trovo i suoi disegni in questa storia molto godibili.

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Una seconda parte meno spassosa della precedente: più lineare, meno comica, ma non per questo meno piacevole. Catapultati in un universo estraneo, i quattro pards e il pard onorario Billy Bart dominano le avversità da autentici Robinson Crusoe, vivendo i classici canovacci dell'avventura. Gli elementi della storia sono pochi, la vicenda molto semplice, gestita con sapienza e visualizzata con la consueta grazia da Erio Nicolò.

Il (sedicente?) barone Von Kramar e Vera sono figure di mondi lontani, mai visualizzati sulle pagine di Tex (si nomina più volte l'Australia, Shanghai...), che entrano in scena animati da passioni nette, primordiali, esattamente come primordiali sono le figure di re Mapua e dello stregone Narau, figura al tempo stesso ambigua, macchiettistica e simpatica. Soprattutto con questi ultimi due personaggi si nota l'abilità di Gianluigi Bonelli nel prendere personaggi dai tratti semplici, che in origine sono quasi macchiette, e farli recitare in maniera credibile: notevole da questo punto di vista l'evoluzione di Mapua che, pur senza mai dimostrare davvero il proprio valore, da caricatura di un sovrano tribale si mostra come un guerriero in fondo nobile e con un grande senso di lealtà e dell'onore. Sia il barone e la pretesa baronessa, sia Mapua e Narau sono quindi personaggi arcaici, elementari ed epici, e contribuiscono non poco a rendere questa storia un capolavoro.

Una storia a dir poco da dieci, che soffre una rimarchevole esiguità di commenti su questo forum credo a causa della divisione in due distinte discussioni fra "La vendetta di Diamond Jim" (qui "San Francisco") e questa.

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una storiella riempitiva, ma ben riuscita in fin dei conti. Qui Nicolò si esalta con un ambientazione esotica a lui più congeniale, infatti i disegni sono di buona fattura.

Un po' ingenuo solo il fatto che Tex e i suoi stringano un'alleanza con Mapua dopo avergli streminato mezza tribù all inizio!

Fa parte di quelle storie con genti strane che GLB presentava sovente.

 

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Prima parte molto avvincente con i nostri pards avversari degli indigeni.
Seconda parte (dalla cattura dello stregone), invece, abbastanza deludente per vari aspetti:innanzitutto per l'alleanza con i canachi, che avrei evitato. E poi non si capisce come facciano 2 uomini, 1 donna e 3 samoani a tenere in scacco un'intera tribù (si cerca di dare una giustificazione a ciò quando si racconta della "batosta" che hanno subito in passato i canachi da parte dei bianchi, che sono in possesso della dinamite, ma non convince per niente).
Disegni molto buoni.
Voto alla storia: 6,8
Voto ai disegni: 8,5

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, Andrea67 dice:

innanzitutto per l'alleanza con i canachi, che avrei evitato

Infatti l alleanza è artificiale e resa obbligata dalle contingenze:oltretutto i canachi sono antropofaghi (e non è detto che non.volessero fare kai kai con i pard anche dopo la vittoria) e si sono visti massacrare da Tex e i pard mezza tribù all inizio!

<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Andrea67 dice:

E poi non si capisce come facciano 2 uomini, 1 donna e 3 samoani a tenere in scacco un'intera tri

Questo si.può spiegare col fatto che la goletta con cui i nostri torneranno a Frisco attracca spesso nell isola

Sicuramente per la pesca delle perle Glb si è ispirato alle donne rana giapponesi che pescavano perle fino alla fine degli anni '60...

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" Non tutti i bianchi sono cattivi o ladroni. Tu, però, se ne dovessero capitare altri, non dimenticare mai di accoglierli con il sorriso sulle labbra e un buon fucile carico nella destra. Il sorriso serve qualche volta, ma il fucile serve sempre, specie se lo tieni con la canna puntata sulla pancia del visitatore e il dito sul grilletto" Con queste secche e concise parole, Tex prende commiato da Mapua a fine avventura e basta una simile battuta, per comprendere quanto G.L. Bonelli fosse straordinario nella stesura dei testi e dei dialoghi nelle sue indimenticabili storie. Perdonatemi se ho iniziato dai titoli di coda per scrivere il mio commento, ma questa massima filosofica del vulcanico sceneggiatore, metaforicamente sempre attuale anche fuori lo schema narrativo per cui è stata scritta, la reputo eccelsa. Per il resto, tornando all'episodio, bisogna citarne la continuity con il precedente, cosa molto rara nella collana del ranger, fatta eccezione per i pionieristici albi a striscia e poche altre occasioni successive. Il naufragio, l'ambientazione esotica, la lotta iniziale contro i Canachi, l'inattesa alleanza per scalzare gli aguzzini che sfruttano gli indigeni per la raccolta di perle sul fondale, l'epilogo tragico di Vera e il Barone dovuto all'avidità e il tradimento, rappresentano tutti saporiti ingredienti che rendono la pietanza molto appetitosa. La consueta maestria, già dinanzi citata, di Bonelli nell'imbastire dialoghi notevoli, arricchita da un'abilità conclamata di sceneggiatura e caratterizzazione dei personaggi, chiudono il cerchio e mettono il sigillo in quest'ulteriore capitolo del centinaio d'oro. Di certo non lo reputo un capolavoro, ma l'episodio è molto affascinante; sarà pure per l'ambientazione che sa molto di romanzo d'avventura stile Salgari. Proprio riallacciandomi alla letteratura ottocentesca, mi par di cogliere pure una lieve citazione al celebre "Ventimila leghe sotto i mari" di Verne: la scena della pesca subacquea dei Canachi in mare infestato di squali e con il solo ausilio di una pietra piatta legata a una fune, se la memoria non mi inganna fu descritta molto minuziosamente dallo scrittore francese nella sua opera, ma potrei pure sbagliarmi. Efficienti i disegni di Nicolò; a dire il vero lo preferisco più alle prese con questi scenari che in ambientazioni marcatamente western. Il mio voto finale è 8

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