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natural killer

[676-677] Il ragazzo rapito

La storia, i disegni, i personaggi  

22 voti

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Messaggi consigliati/raccomandati

On 8/2/2017 at 10:31, ymalpas dice:

 

Fortunato te, per me lo stacco dalla storia di Yama a questa storiellina è stato brutale.

Come storia si lascia anche leggere, non avessimo letto le precedenti di Faraci.

Solita fuga e rincorsa. Solita sparatoria da videogame. Solito personaggio "tormentato"

e in rotta con la società. Presenza del bimbominchia con gli incubi e le lacrime

che non mi manda certo in solluchero il tradizionale lettroe texiano. Poi ancora,

abuso di scenette "allungabrodo" come quella del ragazzino sul dirupo e quella del lupo

(potranno anche servire a raccontare la nascita e lo sviluppo del legame con Bowen ma

quanti episodi del passato ci ricordano nelle sue sceneggiature?). Pards finora non pervenuti.

Se è vero che Faraci ha mollato l'osso, ci restano ancora di una una storia per la serie regolare (Venturi)

che leggeremo nel 2018, il Texone di Altuna (fra tre o quattro anni) e due storie brevi per un Magazine

(Vannini) che avremmo dovuto leggere quest'anno e un Maxi (Ginosatis) probabilmente fra due anni.

Se non ho avuto le traveggole, il numero 676 è atipico perché nessuno dei "nostri" spara un solo colpo e Tex si limita ad uno sganassone. Se non è una prima volta, che i "nostri" sono così poco fisici è una rarità.

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Se non ho avuto le traveggole, il numero 676 è atipico perché nessuno dei "nostri" spara un solo colpo e Tex si limita ad uno sganassone. Se non è una prima volta, che i "nostri" sono così poco fisici è una rarità.

 

Nel n. 664 (Partita pericolosa) mi pare succedesse pure di peggio: gli unici colpi sparati da nostri erano contro i “buoni” della storia (cioè gli utes)...

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Se non ho avuto le traveggole, il numero 676 è atipico perché nessuno dei "nostri" spara un solo colpo e Tex si limita ad uno sganassone. Se non è una prima volta, che i "nostri" sono così poco fisici è una rarità.

... la cosa mi è indifferente, per me conta di più la suspence, la psicologia dei personaggi, il fatto che la storia sia avvincente e che Tex... faccia Tex

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La seconda parte della storia si mantiene sui binari della prima e arriva in porto come da previsione senza troppi scossoni.



Molto interessante è l'introspezione psicologica di Bowen che in tutta la storia assurge al ruolo di protagonista principale trascinato dagli eventi che si intrecciano con il suo desiderio di vendetta e con la sua inaspettata riluttanza a sconvolgere equilibri familiari che ricordano la sua perduta famiglia. Un killer redento dall'amore per una donna che lo porta a cambiar vita, salvo risvegliare la belva dopo la distruzione della sua famiglia. Belva che si blocca davanti a un bambino indifeso che decide di proteggere,ma senza rinunciare all'obiettivo primario della vendetta. Belva che vacilla di nuovo davanti alla moglie di colui che ha preso possesso del suo vecchio ranch.

Tex e Carson modello Faraci, sempre all'inseguimento fino alla fine quando Tex applica la sua Giustizia, basata non sui fatti che dovrebbero portare Bowen a una severissima condanna per i suoi trascorsi, ma sulla convinzione che quell'uomo abbia pagato abbastanza e con la certezza che d'ora in avanti righerà dritto e farà da padre al piccolo Tim.

E Tex ci lascia con la promessa che prima o poi andrà a vedere come se la cavano Bowen e Tim

Tito, ora che ha concluso la sua miniserie cichiana, può iniziare a pensare al seguito

perchè oramai anche noi siamo curiosi di vedere come se la caveranno i due.

Acciarino conferma quanto di buono mostrato nel primo albo.

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Leggo il secondo albo della storia e trovo che nei commenti alla mia simpatia per Bowen ce ne sia stato uno molto, astutamente, fuorviante e qualcun altro, detto a posteriori, fuori dalle righe.
Poi, rassicuro Landi: non mi ero molto preoccupato di provocare una singola attenzione, solo di rilevare una curiosità.

Modificato da San Antonio Spurs

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Contiene spoiler

 

La storia di Bowen si lascia leggere piacevolmente anche nella sua seconda parte e buona è anche la trovata di Hall come mandante dei sicari che gli uccisero la famiglia, un modo certo non banale di chiudere il cerchio anche se devo confessare di non essere rimasto comunque molto sorpreso da questa conclusione. Buoni in generale anche gli altri personaggi, in particolare il vile Cobbs che riesce a stupire anche la moglie quando gli intima di sparare su un uomo (Bowen) ormai disarmato. Stessa viltà anche nello sceriffo corrotto. A fare da contrappeso invece lo stoicismo con cui l'amico di Bowen, Jordan, va incontro alla morte (anche se poi la tortura riesce a fargli rivelare tutti i segreti che cercava di coprire). Una storia dunque in cui i personaggi sono fortemente scherati dalla parte del nero o del bianco, senza sfumature di grigio. L'unico tentennamento non parrebbe neanche quello del piccolo Tim Mitchell, che deve si lottare contro i suoi incubi, ma progressivamente si attacca sempre più al personaggio che gli ha salvato la vita ma gli ha anche ucciso il padre. Sullo sfondo agiscono i due pards, sempre un pelo in ritardo, incidono nella storia come giustizieri e solo alla fine del secondo albo riprendono pienamente le redini in mano. Tex lascia libero l'assassino Bowen perché è un uomo che può rifarsi una vita e stavolta decide da solo (ricordate Kid Rodelo ?). Le ultime due o tre pagine sembrano davvero poche per presentarci la resa dei conti con il cattivone di turno Hall. Un tempo sarebbe stato l'episodio centrale dell'albo: il Tex castigamatti che maltratta il bastardo di turno. Ma questa è la storia di Bowen e non di Tex, la pecca più grande di questi due albi sta tutta qui e non è cosa da poco. Disegni di Acciarino a tratti notevoli, ma c'è da lavorare tantissimo sul volto di Tex, in certe vignette inpresentabile. Studi dunque il Tex di Villa! Per il resto davvero unica la sua capacità espressiva di far parlare i personaggi e lode massima per il modo in cui disegna i personaggi femminili: un suggerimento per l'autore della sua prossima storia va indirizzato tutto in questo senso.

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Desideravo scrivere le mie impressioni sull'albo terminale di questa bella avventura.

Poi ho letto il giudizio complessivo di Sandro, e non posso fare altro che quotare in toto quanto da lui scritto, soprattutto per quanto concerne il finale un po' troppo "accelerato".

Ho riscontrato lo stesso, chiamiamolo così, difetto anche sul''ultimo soggetto di Tito per Diabolik.

Si vede che le necessità di impaginazione sono tiranne presso ogni editore.....

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Voto alla Storia discreto, si legge bene ed è scorrevole, ma non mi piace che i nostri eroi, arrivino sempre un attimo dopo e non siano mai al centro della scena.

Disegni ottimi.

Il personaggio Tim.

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Storia discreta,

anche se la storia è incentrata troppo su Bowen  ovvero si è dato troppo spazio al coprotagonista a discapito del protagonista( ho controllato le pagine in cui compare Tex ( circa 80/220) sono la metà di quelle dedicate a  Bowen (160/220). Inoltre mentre Tex e Carson si muovono  secondo dei modelli comportamentali a noi ben noti (ed un po' stereotipati) apparendo quindi al limite  superficiali e marginali rispetto alla caratterizzazione a tutto tondo del coprotagonista che assurge a vero attore principale.

I disegni sono ottimi e si nota un netto miglioramento rispetto alla prova di esordio di Acciarino , maggior cura, maggior dettaglio, maggior sicurezza. Deve migliorare solo un po' il volto di Tex, ovvero acquisire maggiore continuità espressiva. Mi piace il suo Carson e Tex più giovane rispetto alle caratterizzazioni di  Ticci, Villa , Civitelli ...   Penso e spero che questo giovane disegnatore possa diventare presto una delle colonne più apprezzate del ns. Ranger. 

Nel complesso la  storia è gradevole e coinvolgente con il susseguirsi degli eventi sviluppati con equilibrio e coerenza (penso che i consigli del Curatore siano stati assorbiti da Faraci).

 

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Anche se il Tex di GLB non è mai stato un giustizialista come certi lettori pretenderebbero e anzi ha più volte lasciato dopo una bella spazzolata i pesci piccoli liberi di andare di farsi impiccare altrove non so se

 

fare fuggire un sicario a pagamento pluriomicida insieme a un bambino orfano dei genitori che lui ha ucciso

 

sia un comportamento che quel Tex avrebbe mai tenuto. Io nutro forti dubbi.

 

Se la storia fosse bella magari ci si potrebbe anche passare sopra, invece a fronte di un primo albo fluido e scorrevole, al netto della totale passività e quasi estraneità dei personaggi principali - da notare, infatti, che le parti che funzionano meglio in questa storia sono proprio quelle senza i pards, quando entrano in scena Tex e Carson la storia cala di tono - questa seconda parte tutta di gente che insegue e tende agguati ad altra gente è involuta e scritta con un manierismo stile Nizzi ultimo periodo.

 

Nel complesso storia per me bocciata.

Modificato da Magic Wind

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Letta solo oggi la prima parte. Per ora una storia molto bella, con un comprimario ottimo e complesso (che sì, ruba la scena a Tex e Carson, ma senza darmi troppo fastidio). Spero che Faraci nel secondo albo mantenga il buon livello di questa prima, e non spicci tutto col solito BANG BANG da videogame (mi piacerebbe, per esempio, vedere come si evolve il rapporto tra il ragazzo e Ken che certo, lo ha salvato, ma gli ha pure ucciso il padre davanti agli occhi) o in modi affrettati (alla punizione che spetta al mandante del massacro al ranch spero siano date le pagine necessarie). C'è poi da capire chi è il tizio che salvò Ken nel saloon (la mia impressione è che possa essere lo stesso che ha preso possesso del duo ranch).

 

Ottimi i disegni di Acciarino, che conferma, e anzi aumenta, l'ottima impressione che mi aveva fatto nella sua storia d'esordio: i volti dei pards sono nettamente migliorati rispetto alla storia precedente, quello di Tex (ispiratissimo a Seijas) mi sembra ormai ben centrato.

 

Menzione speciale per il gradito ritorno della "montagna di patatine", richieste da Carson!

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SPOILER

 

Perché Hall ha ucciso la famiglia di Bowen? Solo per procurarsi un sicario in più? Credo di non aver ben inteso questa situazione,  perché se davvero fosse così la cosa avrebbe davvero pochissimo senso francamente. Come non ha senso (ma alcun senso) il desiderio di vendetta di Bowen nei confronti di Cobbs (che ha solo acquistato il ranch da un altro). E meno senso ha la paura di Cobbs nei confronti di Bowen, che lo spinge a dar retta ai due sicari di hall che hanno la bellissima pensata di farsi aiutare dal ranchero. Non ho apprezzato nel primo albo come Tex e Carson vengano a conoscenza di vita morte e miracoli do Bowen,  così da essere immediatamente incanalati sulla buona strada: due sgherri di piccola tacca di hall che avevano sentito tutto di Bowen,  dalla sua amicizia con Logan al suo luogo di nascita. Forse devo rileggere la storia con più attenzione,  ma a me è parso che non stesse in piedi 

  • +1 1

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Finalmente Faraci torna a scrivere una bella storia di Tex, probabilmente la sua migliore dai tempi ormai lontani de "L'uomo di Baltimora".

Abbiamo finalmente un coprotagonista degno di essere ricordato, dalle motivazioni complesse e psicologicamente sfaccettato (e pazienza se è Bowen il vero motore della storia, perché Tex si comporta comunque bene, "da Tex", capisce dove sta il marcio, è lui a punire il colpevole; nella decisione finale ho poi trovato il "vero Tex", che non è un semplice sbirro). Inoltre le infinite, stucchevoli, irreali sparatorie da videogame tipiche di Faraci quando deve riempire in qualche modo le 220 pagine canoniche, qui mancano: le sparatorie sono secche e più incisive (per esempio quella in cui Tex e Carson fanno fuori lo sceriffo).

Insomma, una buona storia di Tex, che forse rende meno pessimisti per le prossime storie di Faraci che ci attendono - ma non troppo, che su Tex questo sceneggiatore ha fatto cose davvero pessime.

 

Acciarino è bravissimo! E, rispetto alla sua precedente storia, mi sembrano migliorati enormemente non solo i pards (per me perfetti) ma anche il suo stile: il segno mi sembra si sia fatto più mosso, più sfrangiato e dinamico, meno "precisino" come nella storia d'esordio. Nelle scene d'azione e nei notturni, poi, le ottime impressioni di "Tombostone epitaph" sono del tutto confermate.

Insomma, un ottimo acquisto sotto tutti i punti di vista: se disegnerà Tex in modo regolare, Acciarino diventerà senza dubbio una colonna della serie. 

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34 minuti fa, paco ordonez dice:

 

Acciarino è bravissimo! E, rispetto alla sua precedente storia, mi sembrano migliorati enormemente non solo i pards (per me perfetti) ma anche il suo stile: il segno mi sembra si sia fatto più mosso, più sfrangiato e dinamico, meno "precisino" come nella storia d'esordio. Nelle scene d'azione e nei notturni, poi, le ottime impressioni di "Tombostone epitaph" sono del tutto confermate.

Insomma, un ottimo acquisto sotto tutti i punti di vista: se disegnerà Tex in modo regolare, Acciarino diventerà senza dubbio una colonna della serie. 

 

Ti posso confermare che Acciarino è o sarà presto al lavoro su una nuova storia di Tex.

  • +1 1

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On 11/3/2017 at 19:33, Leo dice:

Perché Hall ha ucciso la famiglia di Bowen? Solo per procurarsi un sicario in più? Credo di non aver ben inteso questa situazione,  perché se davvero fosse così la cosa avrebbe davvero pochissimo senso francamente. Come non ha senso (ma alcun senso) il desiderio di vendetta di Bowen nei confronti di Cobbs (che ha solo acquistato il ranch da un altro). E meno senso ha la paura di Cobbs nei confronti di Bowen, che lo spinge a dar retta ai due sicari di hall che hanno la bellissima pensata di farsi aiutare dal ranchero. Non ho apprezzato nel primo albo come Tex e Carson vengano a conoscenza di vita morte e miracoli do Bowen,  così da essere immediatamente incanalati sulla buona strada: due sgherri di piccola tacca di hall che avevano sentito tutto di Bowen,  dalla sua amicizia con Logan al suo luogo di nascita. Forse devo rileggere la storia con più attenzione,  ma a me è parso che non stesse in piedi 

 

Merita la citazione per l'insieme di domande destinate a rimanere senza risposta e che non contribuiscono certo a risollevare il voto, ahimè!

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Salvi amici, ho letto anch’io l’ultima avventura di Tex e il mio giudizio al riguardo è positivo. Come prima cosa mi è venuto alla mente un film degli anni settanta con Giuliano Gemma: "Sella d'argento", per il rapporto affettivo instauratosi tra il pistolero e il bambino. Anche la storia di Faraci è uno spaghetti-western, un genere che sinceramente non ho mai amato granché per l'assenza di valori e il nichilismo e l'amoralità che lo contraddistinguono. E’ noto come nel western all'italiana "il più pulito ha la rogna", come si dice. E il nostro Bowen, all'inizio, è un cane rognoso. Talmente rognoso che spietatamente uccide a sangue freddo il padre del piccolo Tim. Tuttavia, e questo ce lo fa apparire diverso dagli altri cagnacci che lo circondano, ha un suo codice morale: non prendersela con donne e bambini. A questo punto entra in scena Tim e vede i banditi armati che hanno appena giustiziato il padre e si accapigliano sulla necessità di far fuori anche lui. Il dolore e il terrore si mischiano nei suoi occhi. Ad un certo punto, il più cattivo, che sembra essere ora il più buono, fa fuori gli altri e lo mette in salvo. Tim lo segue... non ha scelta! Segue chi, a prescindere da ciò che è appena successo, può garantirgli la vita!

Come in altri spaghetti-western al tema della violenza cieca si affianca quello della redenzione. "Il ragazzo rapito" è la storia di un killer per sbaglio che si imbatte per sbaglio in un ragazzino, la cui presenza sconvolge la sua anima riportando a galla quell'umanità che aveva perduto. Ecco dunque che questo Bowen, pagina dopo pagina, inizia a mostrare tratti sempre più umani che ad un certo punto fanno dimenticare al lettore tutto il male da lui commesso in precedenza. Prima ancora che Tex, è il lettore a perdonare Bowen, mettendosi idealmente al suo fianco. Anche perché il ragazzino si è affezionato a lui e noi stiamo spassionatamente dalla parte del bambino, vogliamo che si salvi da quella spietata caccia all'uomo che viene messa in atto.

Fin qui Tex e Carson sono due comparse e qualcuno si è raccapricciato di ciò. Personalmente non ne farei un dramma. Io non giudico Tex in base alla quantità di vignette che occupa, come dal numero di pugni e pistolettate che dà. Voglio certo anch'io che il nostro sia protagonista degli eventi e coerente con l'impianto morale che da sempre lo contraddistingue. E nel finale, in crescendo, della storia, accadono entrambe le cose. Tex non ha inquadrato bene questo Bowen, l'intuito gli dice che è meno peggio di quanto gli eventi farebbero apparire, tuttavia pensa in un primo momento di consegnarlo alla giustizia. A quel punto il ragazzo si mette di mezzo e da una versione dei fatti, favorevole a colui che sente già alla stregua di un padre adottivo. Già, perché se Bowen finisse in galera, che ne sarebbe del piccolo? A chi verrebbe affidato? Tex per un attimo vacilla e prende d'istinto la decisione che noi lettori, nel nostro animo abbiamo già preso. "Và e non peccare più", sembra cristianamente dirgli. E noi, che abbiamo ormai cancellato dalla memoria il "cane rognoso", siamo contenti che Tex abbia dato a Bowen questa seconda possibilità.

PS: Ho dato un "buono" alla sceneggiatura come ai disegni, mentre riguardo al personaggio ho scelto Tim.

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Finalmente una storia all'altezza di Faraci dopo tante abbastanza insignificanti. Questa invece si differenzia, in positivo ovviamente, ed è una bella storia. Probabilmente l'unica, piccola, nota stonata è il primo colloquio dei due pard con mister Hall in cui quest'ultimo fa la parte di chi sta di fronte a due che gli leggono il pensiero, perché mai avrebbe dovuto comportarsi a quel modo. Per il resto il soggetto e la sceneggiatura è pienamente riuscita. Non sono neanche d'accordo con chi critica la poco presenza di Tex. Non riesco a giudicare le storie con il bilancino contando in quante vignette Tex è presente.

Buona la prova di Acciarino che interpreta bene la sceneggiatura.

Ottimi i disegni, buona la sceneggiatura, personaggio Bowen.

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, ymalpas dice:

 

Merita la citazione per l'insieme di domande destinate a rimanere senza risposta e che non contribuiscono certo a risollevare il voto, ahimè!

 

Ymalpas ti ringrazio per questa citazione. Davvero! Pensavo di aver perso la capacità di leggere Tex (magari solo per stanchezza). Dopo il mio post, non solo nessuno mi ha filato, ma anche un utente di peso e di pregio come Paco definiva positiva questa storia, salutando il ritorno a buoni livelli di Faraci. Tu stesso d'altronde l'avevi definita buona, ed anche natural killer, per fare altri due nomi corposi. Per me invece è inaccettabile, non sta in piedi. Ribadisco le mie domande:

 

1) Perché Hall ce l'ha con Bowen, tanto da uccidergli la famiglia in quel modo (che ricorda un po' la morte dei congiunti de Il Gladiatore)? Da qui parte la storia, avremo diritto ad uno straccio di spiegazione? O dobbiamo pensare che Hall si vendica per il fatto che Bowen non vuole fare il sicario per lui? Sta in piedi un'idea del genere?

 

2) Per quale ragione Bowen dovrebbe prendersela con Cobbs, che in teoria (ma anche in pratica) ha solo acquistato il ranch da un terzo soggetto?

 

3) Per quale ragione Cobbs dovrebbe avere paura di Bowen? Già è strano che Bowen ce l'abbia con Cobbs; ma è ancora più strano che Cobbs immagini o si lasci così facilmente convincere che Bowen ce l'ha con lui.

 

Ti dico, e lo dico in tutta franchezza, che fino al tuo post di citazione pensavo che queste lacune le vedessi solo io, e perciò avevo deciso di rileggere la storia: non avrò capito qualcosa, devo fare maggiore attenzione. Ma se anche per te queste domande restano senza risposta, mi sento sinceramente sollevato perché evidentemente non sto rimbambendo e la trama presenta effettivamente tali vuoti. Vuoti a mio parere molto gravi. Una trama, per essere buona, non deve essere solo avvincente ma anche credibile e convincente. Peccato perché il personaggio di Bowen è veramente buono e i disegni sono fantastici. Ma non posso proprio assegnare un voto positivo a questa storia, che considero sorella minore dell'altra storiaccia di Manfredi, confusa, improbabile, forzata, surreale. 

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Leo anche in altre storie di Boselli non tutto viene spiegato, e la spiegazione data da Mauro in quel caso fu che non era importante per la storia, spiegazione che va benissimo, secondo me, anche nel caso della presente storia. L'importante è sapere che Bowen ha subito un dramma familiare la cui causa principale riporta ad Hall, dopodiché la storia è basata su due albi, non ci sta abbastanza spazio per raccontare tutto.

Su Cobbs, che viene usato anche per ribadire il dramma interiore di Bowen, anche con lui non riesce a sparare all'apparire della figlia. In ogni caso per lui Cobbs è colpevole anche per il semplice fatto di possedere quel che era stato il suo rifugio familiare. Prova ad immedesimarti, sei un killer spietato, torni a casa e vedi uno che in mezzi ad altri uomini ai suoi ordini sta in quella che era stata casa tua e dove ti hanno trucidato la famiglia, lui si gode il tuo ranch e pensi che lo abbia ricevuto da chi ha contribuito a spezzare ciò che di più bello avevi al mondo. Vero o falso che sia tu pensi che un tipo come Bowen si faccia tante domande oppure pensi solo a continuare nella sua vendetta. Prima di rispondere pensa solo anche che è uno che non ci ha pensato su due volte prima ad ammazzare un sacco di gente compreso il padre del bambino che si porta dietro e che subito dopo ha sparato a tutti i suoi compagni compreso quello che lo aveva aiutato subito dopo aver perpetrato la sua prima vendetta.

Per quale ragione Cobbs deve aver paura di lui, primo perché probabilmente la coscienza tanto pulita non c'è l'ha, e secondo... beh anche questa volta ti chiedo: tu al posto di Cobbs come ti sentiresti se ti vedessi tornare Bowen... sapendo chi è e che cosa è capace di fare Bowen?

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A me è sembrato che Bowen ce l'avesse con Cobbs (che comunque è un po' stronzo, visto come chiede poi alla moglie di sparare - ma forse è solo una reazione umana, seppur sbagliata) perché pensava che in qualche modo facesse parte della marmaglia che spadroneggiava in città; Cobbs, secondo Bowen, gli avrebbe trucidato la famiglia anche per fregarli il ranch. E se le cose stanno così mi sembra che l'odio di Bowen abbia un senso.

E poi: forse ho perso qualche passaggio, ma dove sta scritto che Hall ha avuto a che fare con l'eccidio della famiglia di Bowen? 

 

Dimenticavo di ringraziare Leo per la stima, tra l'altro reciproca :)

Modificato da paco ordonez

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