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Un po’ di luce sulla biografia di Tex secondo Mauro Boselli

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Abbiamo la guerra di secessione di Schroedinger: nell'impossibilità di determinare se una delle due guerre di secessione sia vera o falsa, possiamo affermare che entrambe siano contemporaneamente vere e false.

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Il mondo di Tex è bellissimo così com'è... Non togliermi i candelotti di dinamite e la montagna di patatine fritte per una bazzecola come la cronologia e la realtà storica.

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On 12.6.2017 at 12:14, ymalpas dice:

 

 

E con le diverse fisionomie di Tex come la mettiamo ? Diverse realta´ parallele ? Il Tex vigoroso e possente di Fusco contro il Tex damerino di Nicolo´,il Tex sexy di Letteri contro il Tex scorfano di Sommer, il Tex che non sorride mai di Mastantuono contro il Tex in modalita´ happy di Civitelli o il Tex ´spasmi facciali´ di Diso ?

 

Cosi´, tanto per ridere....

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12 ore fa, L`UOMO SERPENTE dice:

 

E con le diverse fisionomie di Tex come la mettiamo ? Diverse realta´ parallele ? Il Tex vigoroso e possente di Fusco contro il Tex damerino di Nicolo´,il Tex sexy di Letteri contro il Tex scorfano di Sommer, il Tex che non sorride mai di Mastantuono contro il Tex in modalita´ happy di Civitelli o il Tex ´spasmi facciali´ di Diso ?

 

Cosi´, tanto per ridere....

 

Per ridere ma non troppo. La verità è che la coerenza fisica del personaggio negli anni è andata a farsi benedire. Il Tex energumeno di Fusco è un omaccione possente ed imponente, e non è un caso che Fusco agli inizi (quando pure proponeva un Tex più smilzo) non fosse del tutto apprezzato (per inciso, io amo il Tex di Fusco...). La sua fisicità lo avvicina al Tex di Civitelli o di Villa, pure essi dei marcantoni non da poco. Più snello il Tex di Letteri (non l'avevo mai pensato "sexy", come dici tu, ma è una definizione che mi trova perfettamente d'accordo: e pensare che Nizzi non amava troppo Letteri, tanto che quest'ultimo era "costretto" a lavorare con Boselli o con il Berardi di Oklahoma proprio perché l'autore modenese non lo riteneva troppo adatto al suo modo di vedere Tex), più scattante, ma "sexy" al contempo, quello di Ticci (in queste sue caratteristiche, ma solo in queste, possiamo forse associarlo al Tex del primo Ortiz), troppo esile e giovanile quello proposto da Sejas (sembra il fratello deperito del Tex di Fusco o di Civitelli).

 

Insomma, troppo distanti un po' tutti questi Tex da quello primigenio di Galep.  

 

Ma, come per la cronologia, non me ne cruccio affatto. E' normale che Tex non possa essere disegnato allo stesso modo (certo, si sarebbe potuto chiedere a Fusco di dimagrirlo un po', o soprattutto a Sejas di irrobustirlo quel tanto che basta per non farlo sembrare un impiegato del catasto!) così come è irriducibile la vita del nostro in un binario cronologico coerente: ci sarebbe voluta da parte di GLB un'attenzione che all'autore non interessava per nulla, anche perché all'epoca non immaginava nemmeno che il suo personaggio potesse raggiungere i 70 anni ed essere sviscerato ed analizzato in tutti i suoi aspetti da una manica di pazzi quali siamo ;) 

Modificato da Leo
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Ti ringrazio per aver risposto esaustivamente al mio post goliardico... ma non troppo a quanto pare.

 

Chissa´ come deve essersi sentito Galep di fronte alla ticcizzazione del personaggio DA LUI CREATO.

 

Certo, Ticci e´ un maestro, un vecchio maestro ed e´ di diritto nella storia texiana  ma il buon Aurelio e´ il padre fondatore dell´intera saga.

 

Ancora tante grazie al TEX  ´ormai ´ desueto e conservatore (  mica tanto poi  ) di Torricelli de ´ Faccia di cuoio´.

Modificato da L`UOMO SERPENTE

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A Galep resterà sempre l'orgoglio di essere stato il creatore grafico di Tex. Non poteva umanamente reggerne i ritmi, e lo sapeva. Gli interpreti che sono venuti dopo di lui, Ticci e Letteri per primi e gli altri a seguire (cronologicamente parlando), pur con le robuste personalizzazioni di cui abbiamo parlato, sono stati all'altezza del personaggio, contribuendone alla grandezza. Probabilmente, se Galep oggi è Galep, lo deve alla leggenda di Tex, alimentata anche dai suoi successori e colleghi.  Anche per me rivedere il Tex di Galep in Faccia da cuoio fu un tuffo al cuore...

Modificato da Leo
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Ho finalmente letto il romanzo di Boselli. Beh, di innovativo è innovativo. Ha praticamente rivoluzionato la cronologia texiana degli albi. Ha ragione chi dice che esiste una cronologia degli albi e un’altra per il romanzo. Per non parlare di quelle degli studiosi del fumetto o dei semplici appassionati o dei mostri di cultura à la Carlo Monni. Si prende talmente tante libertà che sentirla definire la cronologia “ufficiale” un po’ stupisce. Forse non ha così torto a questo punto Ken51 quando dice (pressappoco) che gli autori passano e il personaggio resta, e che tra cent’anni la cronologia GLBonelliana possa essere ripristinata a danno di questa nuova proposta da Boselli


Ma veniamo al contenuto del romanzo.


Boselli rivisita gli episodi texiani stravolgendone l’originario contenuto glbonelliano: a parte alcuni aspetti secondari ( la rivoluzione  messicana di cui è l’eroe è quella di Benito Juarez, l’uccisione di Coffin avvenuta in circostanze diverse da quelle narrate negli albi), ad essere ribaltati sono proprio eventi centrali della saga del ranger:


1)    L’incontro con Kit Carson: avviene per la prima volta nella cella in cui Tex attende l’esecuzione, e non al comando dei Rangers; incontro peraltro avallato da Marshall, che nella serie regolare è invece una figura deludente per il modo in cui abbandona Tex;

 

2)    Tex fuorilegge solo per un certo periodo (e non per due periodi diversi, come nella serie), e Tex che rifiuta il ruolo di ranger, preferendo tornare a fare il ranchero, cosa che il Tex Glbonelliano non avrebbe mai fatto; peraltro per me Boselli fa bene ad eliminare lo schema di Tex fuorilegge-ranger-ancora fuorilegge, sostituendolo con lo schema più lineare fuorilegge-ranger , anche perché, così facendo, elimina l’idiozia – poco credibile e per me sempre indigesta – di Marshall, che abbocca alla cospirazione di Mefisto e Lily contro il suo miglior elemento Tex.

 

3)    La collocazione cronologica della guerra di secessione, che avviene in un tempo successivo al periodo di fuorilegge di Tex ma antecedente a quello di ranger: qui bisogna fare i complimenti a Borden per come ha risolto la questione. Era in effetti poco credibile che il Tex già maturo (d’aspetto ma soprattutto di testa) visto in Tra due Bandiere, Fuga da Anderville e Missouri, potesse essere ancora il giovanissimo e inesperto “ragazzo” degli albori. E’ più credibile che le sue traversie da giovane fuorilegge siano antecedenti al conflitto civile, ma non era facile fare in modo che il Tex della guerra fosse già stato un fuorilegge e non ancora un ranger: quindi un bravo a Boselli per il modo brillante in cui si è tratto d’impaccio in questo caso. Una sola cosa contesto qui a Borden: il non aver citato, neanche di striscio, Fuga da Anderville. Ho intuito che le uniche storie citate sono fondamentalmente quelle di GLB, ma la suddetta storia è talmente importante per la saga texiana che io avrei cercato il modo di citarla, anche solo con un accenno, magari citando con una punta di amarezza il solo nome di John Walcott, la cui storia è però troppo lunga dall'essere raccontata in questa sede (o qualcosa del genere che Tex avrebbe potuto dire al giornalista Granger)

 

4)    La scure del revisionismo si abbatte anche sull’episodio di Lilyth: non tanto per la sostituzione di Tagua con Volpe Rossa (che anzi è benedetta perché elimina dalla scena l’indiano dei Piedi Neri, una figura di origlione peggiore di tutte quelle di Nizzi messe insieme, sostituendola con un Tagua dalle motivazioni molto più credibili), quanto per la comparsa di Tiger Jack. Perché farlo comparire in questa avventura? Fino ad ora, Boselli aveva fatto un lavoro di taglia e cuci perfetto, confezionando un abito più asciutto ed elegante di quello di GLB; la sua era una trama di una ferrea coerenza intrinseca, e alla luce di ciò un lettore può accettare anche l’eresia del primo incontro con Carson. Ma Tiger? Non è gratuito tirarlo in mezzo qui, quando era evitabilissimo? Perché non rispettare quella pietra miliare della saga che è Furia Rossa? Questo mi è dispiaciuto.

 

Più in generale, c’è nel romanzo una profondità dei personaggi del tutto assente nelle storie degli albori. Innanzitutto Montales, un uomo dalla “sbornia triste”, che si lascia andare a considerazioni malinconiche. Ma soprattutto un desperado che, investito dalla carica di energia di Tex (come nel fumetto), torna ad essere un valente guerrigliero, non certo la versione “fanciulla da salvare” ritagliatagli da GLBonelli. Il Montales dell’albo “Fuorilegge” è un piccione che cade nella trappola dei governativi e, dopo essersi fatto salvare da Tex, fa tutto quello che questi gli dice. Manda lettere a uomini politici e segue una strategia concepita dal solo Tex. Un iper-protagonismo, quello del futuro ranger, che in questa storia ho sempre mal digerito, perché riduce a ruolo di macchietta, di mero pretesto per la storia, un personaggio dalle potenzialità di Montales. Il finale dell'albo vede poi i nostri vincere su tutta la linea, cosa ben poco credibile, a pensarci bene, mentre nel romanzo Boselli fa dire a Tex che la loro azione di guerriglia fu sì decisiva per il Nord del Paese, ma in definitiva la guerra è vinta dalle forze rivoluzionarie di Benito Juarez, cosa molto più verosimile oltre che storicamente irreprensibile.


La stessa figura di Marshall viene in qualche modo riabilitata da Boselli. È credibile che il capo dei rangers di Austin lasci condannare uno dei suoi migliori elementi, sulla base di una tresca amorosa con una bella biondona quale Lily Dickart? Non è più logico pensare che Marshall non si sarebbe fatto ingannare dall’intrigo di cui era vittima il suo uomo, e avrebbe fatto di tutto per salvarlo? La dabbenaggine del Marshall GLBonelliano non l’ho mai sopportata: troppo marcata, forzata, in una parola inverosimile. Boselli invece ridà a Marshall il giusto spessore, rendendolo anzi parte attiva del salvataggio del futuro ranger. 


E poi Tex. Un Tex a volte nolittiano, tanto è umano. Come quando, nel bel mezzo della fiesta per la vittoria della rivoluzione messicana,  guarda il fumo della sua sigaretta accostandone l’impalpabilità a quella delle sue speranze di ritrovare Mefisto e la sorella. A un Montales che si accorge del suo malumore, e che lo invita a rimanere in Messico, dove il clima è splendido, le senoritas sono belle e gli amici leali, un malinconico Tex risponde: “c’è un problema: non mi piace la Tequila”. Malinconia, ironia, amicizia virile, tutte condensate in poche righe, molto belle. Se GLBonelli era un romanziere prestato al fumetto e mai più restituito, possiamo ben dire che Boselli è un autore di letteratura disegnata che potrebbe tranquillamente passare alla letteratura “tradizionale”.
Inoltre, quando Tex torna a fare il ranchero, lo fa per “mettere la testa a posto” e “realizzare il sogno di mio padre”: in queste parole traspare un Tex che, a dispetto delle tante esperienze passate, ragiona ancora come un ragazzo, vuole soddisfare i sogni del padre ed è ancora in grado di compiere scelte sbagliate, come lui stesso ammette. E poi questa pagina:


Due brevi anni di felicità. I più sereni della mia esistenza. Dopo lunghi anni di solitudine e di violenza, dopo una giovinezza bruciata nella rabbia e nella vendetta, improvvisamente mi si chiudeva una realtà diversa. Le ferite del mio animo si erano rimarginate. Potevo ripensare agli avvenimenti trascorsi, ai miei cari assassinati, ai miei amici morti in guerra, alle persone che avevo ucciso, senza provare rancore né odio. Ero in pace con me stesso”.

 

Ci ho tenuto a riportare questi stralci (sono stralci, non è la trasposizione completa delle parole scritte da Borden) perché, oltre ad essere molto belli, mi hanno fatto pensare per la prima volta al portato di umanità che la prima parte della sua esistenza ha lasciato su Tex. Siamo soliti pensare a Tex come a un personaggio assolutamente positivo, rigoroso e giusto. Infallibile e inflessibile. Una roccia di granito contro cui tutto e tutti vanno a sbattere. Una volontà non piegabile da alcuna avversità. Le parole del romanzo rompono però il consueto schema e danno un’altra immagine di Tex: le avventure di GLB erano troppo serrate, troppo veloci per far intuire che anche l’animo del suo ranger potesse essere pieno di scorie. Parenti uccisi, amici morti in guerra, omicidi che Tex era stato costretto a compiere. Scorie, appunto. Veleni, nel suo animo. Non ci avevo mai pensato. Anche Tex ha bisogno di smaltirli, come un uomo qualsiasi, e lo fa nella riserva, nella sua nuova casa, accanto a sua moglie. Pagina lirica, che induce a riflessioni che su un personaggio come Tex uno non farebbe mai. 

 

Sulla cronologia, possiamo tornarci quante volte vogliamo. Ma il fatto che il romanzo sia introdotto da Sergio Bonelli in persona, fa pensare che anche l'editore fosse sostanzialmente d'accordo con quanto proposto dal futuro curatore della serie.

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Condivido tutte le osservazioni di LEO. Aggiungo che il romanzo inizia nel 1899. Tex ha 61 anni (questo lo possiamo dedurre ora, dopo Nueces Valley). Carson ne avrebbe 71, ma è già morto. Dunque, non arriva da un età veneranda. E' anche probabile immaginarne una morte non per cause naturali, in azione..... Verrà mai narrata? da un lato, lo vorrei, per curiosità, ma dall'altro, da carsoniano sfegatato, l'idea è decisamente disturbante...

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<span style="color:red;">14 minuti fa</span>, Leo dice:

Ho finalmente letto il romanzo di Boselli. Beh, di innovativo è innovativo. Ha praticamente rivoluzionato la cronologia texiana degli albi. Ha ragione chi dice che esiste una cronologia degli albi e un’altra per il romanzo. Per non parlare di quelle degli studiosi del fumetto o dei semplici appassionati o dei mostri di cultura à la Carlo Monni. Si prende talmente tante libertà che sentirla definire la cronologia “ufficiale” un po’ stupisce. Forse non ha così torto a questo punto Ken51 quando dice (pressappoco) che gli autori passano e il personaggio resta, e che tra cent’anni la cronologia GLBonelliana possa essere ripristinata a danno di questa nuova proposta da Boselli

 

Non confondere la cronologia con gli eventi narrati nel romanzo dove, per forza di cose, certe cose sono adattate per un media diverso..Boselli segue la sequenza temporale stabilita nel romanzo non i fatti come sono narrati lì. Insomma, sia pure con qualche forzatura la Guerra Civile si inseriscepresumibilmente  tra il ritorno dal Messico e la vicenda del Sindacato dell'oppio nel bel mezzo del n. 4.

Mi ptrme chiarire però che una cronologia GLBonelliana da ripristinare semplicemente non esiste. Anche dopo "Tra due bandiere", GLB si prende notevoli libertà. Vogliamo parlare del suo primo viaggio a Washington ne "Il complotto" ambientato esplicitamente nel 1876 con Tex che deve proteggere la vita del candidato repubblicano alla Presidenza Rutherford B. Hayes in cui c'è il secondo incontro con Ely Parker che all'epoca non era più Commissario agli Affari Indiani e che ha conosciuto nell'occasione precedente un Kit Willer adolescente? E la vicenda di Apache Kid che ci porta addirittura al 1894?

Boselli dice bene: una cronologia ufficiale non esiste e non è mai esistita.

 

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Boselli dice bene: una cronologia ufficiale non esiste e non è mai esistita.

 

E, secondo me, una cronologia non serve a niente.

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Ma pensa te, è da quasi settanta anni che leggo Tex e la cronologia è sempre stata l'ultima cosa ad interessarmi! Stiamo parlando di TEX, non di Garibaldi, né di Colombo, né di Gesù Cristo..........

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oltre alla storia della morte di Carson, mi piacerebbe leggere l'ultima storia di Tex, atteso che la storia ha si un finale aperto, ma il Tex che lascia la riserva navajo con Tiger alla fine, per correre in aiuto del figlio che si era nuovamente cacciato nei guai, si fa intendere che non vi ha piu' fatto ritorno ...

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13 ore fa, Letizia dice:

 

E, secondo me, una cronologia non serve a niente.

Più che altro,serve un minimo per evitare errori cronologichi marchiani.Ingabbiare pero Tex in cronologie annuali,manco si trattasse degli "Annales" di Tacito,è capzioso e inutile.Se i concetti di spazio/tempo si applicano in modo pedante ad un fumetto d avventura come Tex, è la fine...

<span style="color:red;">53 minuti fa</span>, Letizia dice:

Ma no, lo sanno tutti che i 4 pardi muoiono tutti a San Francisco durante il grande teremoto del 1906.

Davvero?ma non era quello di Messina del 1908?:lol2:

Modificato da Barbanera

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<span style="color:red;">6 ore fa</span>, Barbanera dice:

Più che altro,serve un minimo per evitare errori cronologichi marchiani.Ingabbiare pero Tex in cronologie annuali,manco si trattasse degli "Annales" di Tacito,è capzioso e inutile.Se i concetti di spazio/tempo si applicano in modo pedante ad un fumetto d avventura come Tex, è la fine...

Davvero?ma non era quello di Messina del 1908?:lol2:

Ciao Barbanera... Io non capisco queste resistenze (che oltretutto al tempo della "vecchia" cronologia non c'erano). Voglio dire, se uno le date se le inventasse avresti pienamente ragione, ma se su un albo è scritto 1827 e in un altro 1838, e se c'è una precisa volontà autoriale di creare un continuum di avventure eliminando il più possibile le incongruenze passate, allora seguire questo processo e mettere in ordine i suddetti dati non mi sembra poi così una stupidaggine... non credi?

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9 minuti fa, Texan dice:

Ciao Barbanera... Io non capisco queste resistenze (che oltretutto al tempo della "vecchia" cronologia non c'erano). Voglio dire, se uno le date se le inventasse avresti pienamente ragione, ma se su un albo è scritto 1827 e in un altro 1838, e se c'è una precisa volontà autoriale di creare un continuum di avventure eliminando il più possibile le incongruenze passate, allora seguire questo processo e mettere in ordine i suddetti dati non mi sembra poi così una stupidaggine... non credi?

Ciao Texan.Non avevo alcuna intenzione di sminuire il tuo lavoro certosino,anzi, complimenti per la pazienza che ci hai messo.Io sono molto attento alle date,da studioso di Storia e insegnante,ma penso che un po' tutti abbiano affermato qui che in Tex è un esercizio un po' capzioso...mi spiego:

Un conto è cercare di trovare una continuità cronologica nella vita di Tex, eliminando incongruenze.Un altro è ingabbiarlo in date precise...

Io personalmente continuo a sostenere che l' unica cronologia da rispettare sia quella legata alla Guerra Civile...nei limiti.perche Glb con "Tra due Bandiere"ha fatto un minestrone di date ed avvenimenti,mettendoci dentro un anno abbondante di Guerra,dal bombardamento di Fort Sumter a Shiloh...

 

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<span style="color:red;">2 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Ciao Texan.Non avevo alcuna intenzione di sminuire il tuo lavoro certosino,anzi, complimenti per la pazienza che ci hai messo.Io sono molto attento alle date,da studioso di Storia e insegnante,ma penso che un po' tutti abbiano affermato qui che in Tex è un esercizio un po' capzioso...mi spiego:

Un conto è cercare di trovare una continuità cronologica nella vita di Tex, eliminando incongruenze.Un altro è ingabbiarlo in date precise...

Io personalmente continuo a sostenere che l' unica cronologia da rispettare sia quella legata alla Guerra Civile...nei limiti.perche Glb con "Tra due Bandiere"ha fatto un minestrone di date ed avvenimenti,mettendoci dentro un anno abbondante di Guerra,dal bombardamento di Fort Sumter a Shiloh...

 

Scusa, ma io non vedo "gabbie", piuttosto una storia (di Tex) che si incrocia con la Storia (del West). Ora, se le avventure del nostro fossero del tutto autoconclusive come un telefilm, allora sì che ogni riferimento cronologico sarebbe capzioso... ma a lato di tantissime storie di Tex che non hanno un valore biografico ce ne sono altre, di numero assai minore ma molto importanti, che si inseriscono in una biografia che al punto in cui siamo non si può più ignorare. Fino al n. 400 si poteva pure pensare che Tex non avesse una storia personale, tanto rari erano i riferimenti in tal senso, ma oggi non più. E allora che vogliamo fare? Disinteressarcene? Remare contro una precisa scelta editoriale? E a che pro? Secondo me questa volontà di sistematizzare una collana dai numeri impressionanti è un punto di forza del Tex contemporaneo. Ripeto, non parlerei di gabbie, anche i personaggi di fumetti hanno talvolta una vita con eventi in successione. Stiamo cercando di capirne di più per goderci Tex anche sotto questo aspetto...

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, Texan dice:

Scusa, ma io non vedo "gabbie", piuttosto una storia (di Tex) che si incrocia con la Storia (del West).

Ma così è sempre stato,o no?quante volte Glb ha calato Tex in fatti realmente accaduti?solo che se n'è fregato delle date (per esempio,totale incongruenza di date e personaggi per l'episodio "Il carro di Fuoco"che parte da un fatto storico)

Oppure,il massacro degli Apache di Juan José in episodio 260 "Segnali di fumo".fatto storicamente avvenuto nel 1837!!!!!!e Tex all' epoca manco era nato,e Mangas Coloradas era a capo dei Chiricahua nel 1837,ben prima di Cochise...

Come vedi,non se ne esce... 

in "Fantasmi nel Deserto"viene spiegato a Tex dal comandante di Fort Yuma che i Tuaregh erano stati assunti dal ministero della Guerra negli anni '50 e poi licenziati dopo pochi anni...fatto storico anche esso.ma Tex se li ritrova avversari ben dopo questa data,no?e si tratta,se non sbaglio,di un fatto storico

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<span style="color:red;">22 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Ma così è sempre stato,o no?quante volte Glb ha calato Tex in fatti realmente accaduti?solo che se n'è fregato delle date (per esempio,totale incongruenza di date e personaggi per l'episodio "Il carro di Fuoco"che parte da un fatto storico)

Oppure,il massacro degli Apache di Juan José in episodio 260 "Segnali di fumo".fatto storicamente avvenuto nel 1837!!!!!!e Tex all' epoca manco era nato,e Mangas Coloradas era a capo dei Chiricahua nel 1837,ben prima di Cochise...

Come vedi,non se ne esce... 

in "Fantasmi nel Deserto"viene spiegato a Tex dal comandante di Fort Yuma che i Tuaregh erano stati assunti dal ministero della Guerra negli anni '50 e poi licenziati dopo pochi anni...fatto storico anche esso.ma Tex se li ritrova avversari ben dopo questa data,no?e si tratta,se non sbaglio,di un fatto storico

No, non è stato sempre così. GL Bonelli aveva un suo stile delle sue intenzioni che non possono valere per sempre e per chiunque. Io ho amato moltissimo il Tex di Bonelli & Galep, ma trovo sbagliato e ingiusto per chi vi lavora rapportarsi sempre a quello. Per me la cronologia di Bonelli non esiste, in quanto non c'era alcun intento biografico nel Tex di Bonelli. Le date erano in quel caso solo appigli per narrare delle storie e se si contraddicevano pazienza! Adesso (cioè da vent'anni...) Tex è diverso, nel senso che è più attento all'aderenza storica e alla continuity. E non farci caso o pensare il contrario non serve a nulla. Ripeto, a me fa piacere trovare date COERENTI e una biografia SOLIDA. Ma anche se non mi piacesse per nulla me ne farei una ragione. A meno che non si voglia ormai sbianchettare personalmente pagine e pagine della serie... Quello sì che sarebbe un esercizio futile!

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<span style="color:red;">22 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Boselli dice bene: una cronologia ufficiale non esiste e non è mai esistita.

 

Nella discussione "Tex Willer N.0" Boselli dice queste testuali parole:

 

"No, anzi una cronologia ufficiale c'è, quella, del romanzo. Ed è la mia. Quindi dovresti accettarne l'ufficialità, no?  Anche perché NON contraddice nulla di quanto già scritto."

 

Solo ed esclusivamente per tale ragione, nel mio post, ho parlato di cronologia ufficiale. Ho citato Boselli, non era una mia espressione.

 

<span style="color:red;">22 ore fa</span>, Letizia dice:

E, secondo me, una cronologia non serve a niente.

 

<span style="color:red;">20 ore fa</span>, francob dice:

Ma pensa te, è da quasi settanta anni che leggo Tex e la cronologia è sempre stata l'ultima cosa ad interessarmi! Stiamo parlando di TEX, non di Garibaldi, né di Colombo, né di Gesù Cristo..........

 

Ma infatti si parla tanto per parlare. Siamo in un forum di Tex, no? Peraltro, anche a me della cronologia non frega una mazza. Ma devo ammettere che l'idea che il maturo Tex di Fuga da Anderville fosse antecedente al ragazzo che esclamava "per tutti i diavoli! che mi siano ancora alle costole?" sul Rainbow Canyon mi aveva sempre lasciato perplesso. Ho trovato la soluzione di Borden ottimale: sono soddisfattissimo della sua cronologia (a parte Tiger Jack! :craniate:), Ma, ripeto, non è che ci perdessi il sonno eh...;)

 

<span style="color:red;">23 ore fa</span>, james dice:

Verrà mai narrata? da un lato, lo vorrei, per curiosità, ma dall'altro, da carsoniano sfegatato, l'idea è decisamente disturbante...

 

Io sono il carsoniano più sfegatato di tutti. Non sono per nulla contento che Borden abbia fatto morire il Vecchio Cammello nel romanzo. Se almeno avesse collocato l'intervista nel 1909, sarei stato ben più contento. Per quanto 71 anni nel West fossero un'età veneranda, io ero rimasto alla profezia della vecchia strega papago cui Carson credeva ciecamente...

 

<span style="color:red;">21 ore fa</span>, Ken51 dice:

oltre alla storia della morte di Carson, mi piacerebbe leggere l'ultima storia di Tex, atteso che la storia ha si un finale aperto, ma il Tex che lascia la riserva navajo con Tiger alla fine, per correre in aiuto del figlio che si era nuovamente cacciato nei guai, si fa intendere che non vi ha piu' fatto ritorno ...

 

Perché credi questo? A me questa idea non è venuta affatto, leggendo l'ultima pagina del libro...

 

<span style="color:red;">9 ore fa</span>, Letizia dice:

Ma no, lo sanno tutti che i 4 pardi muoiono tutti a San Francisco durante il grande teremoto del 1906.

 

Ma da dove ti vengono? :D

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C'è sempre la possibilità che Tex non abbia raccontato del tutto la verità al giornalista.

Che poi sia partito per la sua ultima avventura anche a me non è sembrato.

Me ne invento anche io una: Carson si spaccia per morto per via di alcune

faccende tornate a galla negli ultimi tempi (pare risulti sposato sette volte!)

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Texan dice:

Ripeto, a me fa piacere trovare date COERENTI e una biografia SOLIDA.

 

In definitiva anche a me fa piacere. Come mi ha fatto piacere che la rivoluzione in Messico - che con GLB non si riusciva a datare - sia quella di Juarez del 1861. Detto ciò, io non pretendo che si debba "ingabbiare" Tex (in questo senso ero d'accordo con Pecos, che scriveva che la realtà di Tex era sì quella dell'Ovest americano dell'Ottocento, ma con eventi che potevano anche essere un po' sfalsati, cronologicamente parlando), ma di renderne più coerente la sua biografia. 

<span style="color:red;">19 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

C'è sempre la possibilità che Tex non abbia raccontato del tutto la verità al giornalista.

Che poi sia partito per la sua ultima avventura anche a me non è sembrato.

Me ne invento anche io una: Carson si spaccia per morto per via di alcune

faccende tornate a galla negli ultimi tempi (pare risulti sposato sette volte!)

 

Questo finale lo preferisco :D

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