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TWF - Tex Willer Forum

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2 ore fa, kento dice:
7 ore fa, juanraza85 dice:

Onde per cui, dal mio modesto punto di vista stando così le cose la collana Maxi ha solo due strade davanti a sé: o la si dota di un taglio particolare che la renda davvero unica (al pari dei Texoni, dei Color, dei cartonati e dell'imminente serie sul Tex giovane), oppure bisognerebbe seriamente interrogarsi sull'opportunità di chiuderla. Il tutto detto con simpatia, e precisando sempre di essere un lettore che parte dal presupposto che tutte le storie del Ranger, al netto dei gusti personali di ognuno di noi, abbiano in partenza pari dignità.

Ma perché chiuderla?!?!:unsure:

 

Come giustamente ha detto qualcuno, a me avere un "malloppone" da leggere tutto di un fiato fa piacere! :)

Non ci vedo nulla di male che qui ci finiscano storie più semplici o disegnatori - senza offendere nessuno - di seconda fascia....

Anzi, personalmente non vedo l'ora di leggere anche le storie di Diso, Cossu, De Luca, Scascitelli, Felmang... :indiano:

 

Guarda che mica ho detto di non volere mallopponi da leggere :D... Ho semplicemente esposto il mio punto di vista, secondo cui la collana Maxi andrebbe valorizzata come una qualsiasi altra uscita speciale, altrimenti almeno a me continuerebbe a sfuggire il senso di pubblicare storie che abbastanza spesso - e basta leggere il forum per assumerlo come dato di fatto - non hanno incontrato il favore dei lettori, salvo significative eccezioni varie volte citate nei commenti precedenti. Tutto qui.

 

Ben vengano i mallopponi da leggere tutti di un fiato, quindi, ma converrai con me che dovrebbero avere veramente un qualcosa che li renda "speciali", ove per "speciali" si intenda dire dotati di un qualcosa che li valorizzi in maniera specifica rispetto alla serie mensile ed alle altre collane texiane ;). Va da sé che poi potrebbero continuare a piacere a Tizio e non piacere a Caio, ma almeno si tenterebbe di far fare ai Maxi un salto di qualità che sinora non si è quasi mai visto, o almeno io non l'ho quasi mai visto.

Modificato da juanraza85

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49 minuti fa, Carlo Monni dice:

Manfredi ama Tex? Non lo so e non m'importa a dire il vero. Lo rispetta? Se lo chiedi a me, la risposta è: sì, certo. Nelle storie sue che ho letto finora io ci ho trovato Tex nei modi, nei comportamento, nel linguaggio. Se a te non sembra così, amen, che possiamo farci?;)

 

Il punto non è se Manfredi ami o non ami Tex. Però il Tex di questo maxi è poca cosa, e di questo è lecito chiederne conto. Nella partita a scacchi con Maelstrom ha sempre partita persa, si fa mettere in gabbia, Maelstrom lo strumentalizza e Manfredi mette nero su bianco che Tex è una pedina del suo gioco,  fino alla fine. A fermare Maelstrom è il vecchio rincoglionito capo mohave che aveva abdicato. E Carson è piccione due volte. Poi, de gustibus.

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<span style="color:red;">9 ore fa</span>, ymalpas dice:

Per un lettore texiano verace, i Mohaves rimandano all'albo n. 144 MOHAVES!, ovvero alla storia altamente drammatica "In nome della legge".

 

Ritrovarli in questo maxi, nelle vesti attuali di creduloni e imbelli, che vedono mostri ( ? )

 

laddove ci sono solo sette evasi che loro avrebbero dovuto

 

ricercare e riportare al penitenziario, questo facevano nella storia di GLB, fieri e temuti,

 

Ma soprattutto, Ym, ma quanti erano i Mohaves? Ammettiamo pure che i Mostri (...) dovessero affrontare non tutta la tribù, ma almeno un villaggio, anche periferico (e comunque non si capirebbe perché non avrebbero chiamato in soccorso i Mohaves degli altri villaggi), quanti abitanti maschi aveva questo villaggio? Cinquanta? Ma facciamo anche quaranta, o trenta...Con le loro frecce non li avrebbero distrutti comunque, forti della loro superiorità numerica? Possibile che gli unici che trovino il coraggio di affrontarli sono solo sti quattro ragazzotti imberbi e sparatori di lucertole?

Qui non si tratta di non conoscere Tex. Si tratta proprio di una scelta narrativa che non sta in piedi. Io non riesco a capire come un autore di qualità come Manfredi abbia potuto compiere una simile scelta narrativa. 

 

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, borden dice:

Autori LETTORI d Tex , a parte Sergio, Nizzi e me (e un po' Ruju che sta studiando :P), non ce ne sono

 

Una curiosità, a cui spero che Mauro vorrà rispondermi. Berardi conosce Tex? Lo chiedo non perché voglia che torni a scrivere per il ranger (o meglio, lo vorrei fortemente, ma hai già chiarito in altra sede che la cosa non è al momento fattibile), ma perché Oklahoma è una storia con un Tex purissimo. Anzi, è forse anche più puro, è smagliante, è Tex all'ennesima potenza. Berardi aveva, ai tempi di Oklahoma, una perfetta conoscenza di Tex? O gli è venuto così solo perché è un grandissimo? E' una curiosità reale, che spero vorrai togliermi. Ribadisco però che per scrivere buone storie (anche Manfredi lo ha fatto in passato), o perlomeno decenti, non c'è bisogno di essere un enciclopedista texiano. Sarebbe sufficiente evitare scelte narrative inverosimili.

 

<span style="color:red;">3 ore fa</span>, borden dice:

e molti di voi,

 

:D

 

 

 

<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Il punto non è se Manfredi ami o non ami Tex. Però il Tex di questo maxi è poca cosa, e di questo è lecito chiederne conto.

 

Appunto

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Ma soprattutto, Ym, ma quanti erano i Mohaves? Ammettiamo pure che i Mostri (...) dovessero affrontare non tutta la tribù, ma almeno un villaggio, anche periferico (e comunque non si capirebbe perché non avrebbero chiamato in soccorso i Mohaves degli altri villaggi), quanti abitanti maschi aveva questo villaggio? Cinquanta? Ma facciamo anche quaranta, o trenta...Con le loro frecce non li avrebbero distrutti comunque, forti della loro superiorità numerica? Possibile che gli unici che trovino il coraggio di affrontarli sono solo sti quattro ragazzotti imberbi e sparatori di lucertole?

Qui non si tratta di non conoscere Tex. Si tratta proprio di una scelta narrativa che non sta in piedi. Io non riesco a capire come un autore di qualità come Manfredi abbia potuto compiere una simile scelta narrativa. 

 

A me spiace gettare acqua sul fuoco del vostro entusiasmo ma i Mohaves, i veri Mohaves sono quelli descritti da Manfredi che è un vero conoscitore delle tribù e culture indiane. Tutt'altro che fieri e temuti, all'arrivo degli americani nei loro territori nel 1859 non erano più di 4000 divisi in 23 clan ed erano perlopiù agricoltori che quando i bianchi arrivarono nei loro territori si arresero senza combattere. 

 

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 Ma in questo caso stiamo parlando di Tex, Carlo.

Di Tex, non della storia americana, nella quale anche  i Navajos non sono certo quelli che conosciamo!

In Tex i Mohaves sono quelli che ha descritto GLBonelli e che ha citato Sandro.

Che nella realtà fossero dei pavidi rammolliti è assolutamente ininfluente

Manfredi forse conosce bene la storia dei nativi americani e lo ha ampiamente dimostrato con Magico Vento.

Stavolta ha altrettanto dimostrato, se non di non conoscere, quantomeno di non ricordare uno dei capisaldi della storia di Tex.

Oppure di non tenerne conto.

Modificato da natural killer
  • +1 1

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Infatti, arrivi al dunque Carlo, Tex che diventa materia di etnografia. No, Carlo, difendi l'indifendibile. Tex è avventura, è finzione e se GLB dice che i Mohaves sono cacciatori di uomini, devono continuare a restarlo. Fosse anche per pura e semplice coerenza narrativa.

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

A me spiace gettare acqua sul fuoco del vostro entusiasmo ma i Mohaves, i veri Mohaves sono quelli descritti da Manfredi che è un vero conoscitore delle tribù e culture indiane. Tutt'altro che fieri e temuti, all'arrivo degli americani nei loro territori nel 1859 non erano più di 4000 divisi in 23 clan ed erano perlopiù agricoltori che quando i bianchi arrivarono nei loro territori si arresero senza combattere. 

 

 

Quando arrivarono i bianchi, appunto. Non quando arrivarono SETTE bianchi tatuati. Senza contare quanto hanno già sottolineato Ymalpas e Nk, e cioè che nell'universo texiano i Mohaves non sono così placidi. Ma poi, contro solo sette uomini, suvvia... 

Se anche  non fossero stati 4.000 ma 400, non avrebbero mai potuto avere la peggio. A meno che quei tatuaggi non li abbiano spaventati a tal punto da paralizzarli anche di fronte al rapimento delle loro donne. È davvero troppo. 

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7 minuti fa, virgin dice:

Mi pare un po' improbabile... nemmeno io, che quando vedo una persona tatuata arretro istintivamente di un metro, ho una reazione simile! :D

 

Un po'?  io quello che non mi spiego è il perché di simili scelte narrative: possibile che all'autore non paiano forzate? 

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Sì, ma ci sono improbabilita' e improbabilita'. E comunque, quando ci sono state, mi hanno sempre infastidito. Sempre. Non riesco a divertirmi se la storia è macchiata da una forzatura. Soprattutto se grossa. Non credo sia un caso che questa storia sia finita in un Maxi 

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1 ora fa, Leo dice:

 

 

 

Una curiosità, a cui spero che Mauro vorrà rispondermi. Berardi conosce Tex? Lo chiedo non perché voglia che torni a scrivere per il ranger (o meglio, lo vorrei fortemente, ma hai già chiarito in altra sede che la cosa non è al momento fattibile), ma perché Oklahoma è una storia con un Tex purissimo. Anzi, è forse anche più puro, è smagliante, è Tex all'ennesima potenza. Berardi aveva, ai tempi di Oklahoma, una perfetta conoscenza di Tex? O gli è venuto così solo perché è un grandissimo? E' una curiosità reale, che spero vorrai togliermi. Ribadisco però che per scrivere buone storie (anche Manfredi lo ha fatto in passato), o perlomeno decenti, non c'è bisogno di essere un enciclopedista texiano. Sarebbe sufficiente evitare scelte narrative inverosimili.

 

 

 

Sicuramente ai tempi lo conosceva. Ed era anche un grandissimo.

Modificato da borden

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L’idea era buona. La sua realizzazione, purtroppo, non tanto. Abbiamo sette personaggi, che potrebbero ricalcare i famosi sette assassini di Boselli, ma non c’è paragone nella caratterizzazione. Qui l’autore ne fa fuori subito tre senza neanche averci fatto vedere quello che sapevano fare e, con i quattro rimanenti, non organizza alcuno scontro contro i nostri pards. Un bel duello con il fucile contro Maelstrom, per esempio. Magari contro Carson, una volta tanto. Mentre Tex combatte a mani nude con Hulk Hogan e perde. Perché non lo può battere, ovviamente. Niente di tutto questo. Morti anonime per tutti e la dinamite sotterra tutti.

Non è spiegato, inoltre, il motivo per cui Tex e Carson, catturati, vengono rinchiusi in cella e lasciati lì, pronti per essere liberati, visto che per gli inseguitori era stato già previsto che perissero con l’esplosivo. Praticamente, Maelstrom ha detto “Liberatevi e veniteci ad ammazzare”. Mah!!!

A Boselli chiederei: ma neanche a Manfredi puoi permetterti di correggere qualcosa?

I disegni non mi fanno impazzire, soprattutto se paragonati con quelli che li seguono.

Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 7

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Andrea67 dice:

Non è spiegato, inoltre, il motivo per cui Tex e Carson, catturati, vengono rinchiusi in cella e lasciati lì, pronti per essere liberati, visto che per gli inseguitori era stato già previsto che perissero con l’esplosivo. Praticamente, Maelstrom ha detto “Liberatevi e veniteci ad ammazzare”. Mah!!!

 

Peggio, Andrea, molto peggio. Ti è sfuggito il particolare delle motivazioni della liberazione. Non è "Liberatevi e veniteci ad ammazzare", ma è "Liberatevi e venite ad aiutarci - a noi, che abbiamo crocifisso degli uomini - contro quel cattivone del direttore del carcere, che è un bastardone e anche se voi rangers ancora non lo sapete lo capirete presto (non si sa come)".

 

L'ho scritto più volte nei post precedenti, e questo è il particolare peggiore di una storia che non sta granché in piedi nemmeno a livello di personaggi. 

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Andrea67 dice:

A Boselli chiederei: ma neanche a Manfredi puoi permetterti di correggere qualcosa?

 

Qualcosa? Qua bisognava rimettere mano a tutto (non lo dico con piacere eh, a me il Manfredi del Texone e del primo Maxi, ma anche quello de La Grande Sete, è piaciuto). Boselli non ha potuto fare altro che metterla nel Maxi. Credo sia in questa collana non a caso.

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Andrea67 dice:

Voto alla storia: 6

 

Questo non lo capisco. Dalle tue parole la storia sembrava insufficiente...

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On 11/10/2018 at 17:36, Barbanera dice:

 

5 ore fa, Andrea67 dice:

 

A Boselli chiederei: ma neanche a Manfredi puoi permetterti di correggere qualcosa?

 

 

A parte le storie specifiche, si parla IN GENERALE: 

 

Ti sembra che possa far RISCRIVERE scene o storie a un professionista importante? Al massimo intervengo su qualche sequenza o sui dialoghi. 

 

L'intervento preliminare si può fare sul soggetto, ma Manfredi non li scriveva.

 

Chi non ha  quasi mai bisogno di modifiche è Ruju. Una frase o una virgola qua e là, il normale lavoro dell'editor, niente di sostanziale.

Modificato da borden

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

A parte le storie specifiche, si parla IN GENERALE: 

 

Ti sembra che possa far RISCRIVERE scene o storie a un professionista importante? Al massimo intervengo su qualche sequenza o sui dialoghi. 

 

L'intervento preliminare si può fare sul soggetto, ma Manfredi non li scriveva.

 

Chi non ha  quasi mai bisogno di modifiche è Ruju. Una frase o una virgola qua e là, il normale lavoro dell'editor, niente di sostanziale.

E allora c'è qualcosa che non va.

Importante o no, se uno scrive una ciofeca, quello resta.

Anche Ruju ultimamente ne ha sbagliata qualcuna e, a mio parere,  bisognava intervenire.

Forse occorrerebbe rivedere il sistema: per esempio avere la possibilità di correggere prima dell'invio della sceneggiatura al disegnatore, ma mi rendo conto che ti impegnerebbe troppo tempo.

Oppure soggetti molto dettagliati.

Comunque, preferisco non entrare nel lavoro altrui e continuare a fare lo spettatore, in questo caso, però, deluso.

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, Andrea67 dice:

E allora c'è qualcosa che non va.

Importante o no, se uno scrive una ciofeca, quello resta.

Anche Ruju ultimamente ne ha sbagliata qualcuna e, a mio parere,  bisognava intervenire.

Forse occorrerebbe rivedere il sistema: per esempio avere la possibilità di correggere prima dell'invio della sceneggiatura al disegnatore, ma mi rendo conto che ti impegnerebbe troppo tempo.

Oppure soggetti molto dettagliati.

Comunque, preferisco non entrare nel lavoro altrui e continuare a fare lo spettatore, in questo caso, però, deluso.

 

A me sembra assurdo anche solo pensare che Boselli - o chiunque altro - possa permettersi di intervenire e correggere intere scene di un altro sceneggiatore.

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<span style="color:red;">46 minuti fa</span>, Andrea67 dice:

E allora c'è qualcosa che non va.

Importante o no, se uno scrive una ciofeca, quello resta.

Anche Ruju ultimamente ne ha sbagliata qualcuna e, a mio parere,  bisognava intervenire.

Forse occorrerebbe rivedere il sistema: per esempio avere la possibilità di correggere prima dell'invio della sceneggiatura al disegnatore, ma mi rendo conto che ti impegnerebbe troppo tempo.

Oppure soggetti molto dettagliati.

Comunque, preferisco non entrare nel lavoro altrui e continuare a fare lo spettatore, in questo caso, però, deluso.

CERTO che leggo le sceneggiature PRIMA , ma ti rendi conto che cosa significa RISCRIVERE? A un certo punto l'autore che firma è responsabile di quello che fa. Al di là di certi paletti (Tex per es non è gay) sarebbe impensabile intervenire. Non rispettoso e, dal punto di vista lavorativo, troppo dispendioso in termini di tempo.

Anche solo cambiare certe frasi o vignette (sì, lo  faccio spesso, per alcuni) richiede tempo.  Ma poi che faccio?  Scrivo un' ALTRA storia?!?  Allora, che la commissiono a fare? 

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<span style="color:red;">12 ore fa</span>, pecos dice:

 

A me sembra assurdo anche solo pensare che Boselli - o chiunque altro - possa permettersi di intervenire e correggere intere scene di un altro sceneggiatore.

Perché dici che è assurdo? Canzio lo faceva, mi sembra. 

E poi, non è necessario correggere ma quantomeno dare consigli per riscriverle. Cioè, farle riscrivere a lui dopo aver consigliato in che modo.

 

<span style="color:red;">11 ore fa</span>, borden dice:

CERTO che leggo le sceneggiature PRIMA , ma ti rendi conto che cosa significa RISCRIVERE? A un certo punto l'autore che firma è responsabile di quello che fa. Al di là di certi paletti (Tex per es non è gay) sarebbe impensabile intervenire. Non rispettoso e, dal punto di vista lavorativo, troppo dispendioso in termini di tempo.

Anche solo cambiare certe frasi o vignette (sì, lo  faccio spesso, per alcuni) richiede tempo.  Ma poi che faccio?  Scrivo un' ALTRA storia?!?  Allora, che la commissiono a fare? 

Che sia dispendioso l'avevo anche scritto, e lo capisco; che tu non possa dare consigli dopo aver letto una scena sbagliata o assurda soltanto perché ti trovi di fronte uno sceneggiatore importante , lo capisco pure ma non lo giustifico.

In questo momento tu sei la massima autorità su Tex e un altro autore, se intelligente ed umile, non dovrebbe risentirsi per aver ricevuto consigli migliorativi.

Comunque, ne prendo atto e, a questo punto, mi auguro di non leggere più Manfredi su Tex.

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Capisco quanto dice Andrea. E capisco anche quanto dicono Borden e Pecos.

 

Forse la domanda potrebbe essere la seguente: se Manfredi avesse prima scritto il soggetto (perché, Mauro, hai scritto che Manfredi non ne presenta(VA): a proposito, perché l'uso dell'imperfetto? Non scriverà più su Tex?), Borden gliel'avrebbe accettato o bocciato

 

Mauro, ti chiedo di non rispondere alla domanda, non sarebbe giusto nei confronti di un collega. L'ho posta solo per chiarire le perplessità di Andrea: bisognava vedere cosa sarebbe accaduto se ci fosse stato un soggetto, ma poiché non c'era... amen. Si va sul Maxi. Con tanti saluti ai sogni di far risplendere questa collana.

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