Guest Colonnello_Jim_Brandon

[447/448] Scorta Armata

Voto alla storia  

28 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Fernando Fusco

Periodicità mensile: Gennaio / Febbraio 1998


Il colonnello Olivera, vecchio nemico di Tex, ha architettato un diabolico piano di fuga per fuggire dal carcere in cui era stato rinchiuso. Spacciandosi per morto, e vivendo nell'ombra, ha fatto rapire il figlio di Conchita, l'ex compagna del "guerrillero" Pedro "cobra" Galindez, e ha minaccito di ucciderlo se Tex Willer e Kit Carson non esaudiranno il suo desiderio di scortarlo negli Stati Uniti dove potrà godersi in solitudine i diamanti che lui e il suo ex-socio, il governatore Zamora, avevano nascosto in passato. Venuto a conoscenza della rocambolesca fuga del colonnello, il furibondo Zamora, racconta al direttore del carcere Cardoso la storia dei diamanti. L'avido direttore, nella speranza di poter mettere le mani sul prezioso bottino, si rivolge ad un famoso bandidos, Emiliano, e chiede, a lui e alla sua banda, di aiutarlo a recuperare le preziosissime pietre. Nel contempo Tex e Carson, seppur recalcitanti stanno scortando la diligenza di Olivera oltre il confine. Inizia così una concitata caccia all'uomo segnata da momenti di azione spericolata e tensione allo stato puro.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

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Personalmente ho un bel ricordo di questa storia, a mio parere Nizzi è riuscito a utilizzare sapientemente uno dei peggiori nemici con cui il nostro ranger ha dovuto confrontarsi. Il colonnello Olivera si dimostra, anche in questo caso, freddo e crudele. I nostri pards forse subiscono un po' troppo il ricatto del perfido ex ufficiale messicano e la loro prestazione resta un po' in ombra rispetto al solito. Un buon ritmo con alcune scene molto suggestive, fra tutte l'omicidio a sangue freddo del povero Potrero che esprime al massimo il cinismo e la freddezza di Olivera. Molto bello l'agguato al ponte e la rocambolesca fuga di Tex. Fusco ?, come sempre del resto, MAGISTRALE.

Voto complessivo : 8

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Si, storia tutto sommato piacevole, rovinata da un finale in cui trovano la morte tutti i protagonisti della precedente, storica, avventura intitolata "L'uomo con la frusta". Nizzi se ne è liberato con un'incredibile facilit?. E questa è una nota dolente.

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Anche per me la storia è da 8: molto classica e piacevolmente avvincente nel suo susseguirsi di intrighi, inseguimenti e imboscate. Anche il fatto che alla fine muoiano tutti i principali "cattivi" superstiti de "L'uomo con la frusta" non è IMHO così negativo: meglio mettere fine alla loro carriera in tempo, prima che ricompaiano troppe volte e siano spremuti fino a diventare l'ombra di loro stessi ( pensiamo a quel che è successo a Proteus, Yama e Mefisto che pure hanno dalla loro la capacità trasformistica e la magia ). Del resto, anche il mio povero nickname :D ha fatto effettivamente una fine orribile alla sua seconda apparizione, ma dubito che in una terza storia avrebbe potuto fare qualcosa di nuovo o dare maggior filo da torcere a Tex. Anche i disegni di Fusco sono pieni di vita e calore come nelle sue prove migliori ( in effetti, IMHO, è un peccato non gli sia stata affidata tutta la parte grafica de "L'uomo con la frusta", in quanto Civitelli, pur tecnicamente molto migliore, è anche molto più freddo e finisce per essergli inferiore ) e meritano l'8,5.

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Storia molto bella, con una bella trama, scritta da un Nizzi in forma; Tex è tenuto per le palle da Oliveira, ma contrariamente a quanto succederebbe oggi, non perde la faccia. Molto avventurosa, anche se Nizzi riesce sempre a porre quel pizzico di giallo (la valigetta), cosa che anche allora gli riusciva ancora bene. Fusco spettacolare. TESTI: 8.5DISEGNI: 9+PS Chi può dire che alla fine il trippone non si sia salvato dalla forca?

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Una storia che a me è piaciuta molto. C'è una partenza col botto, le prime vignette le ho trovate, a dir poco, spettacolari dove regna uno scenario carico di mistero che invoglia il lettore a leggere il più in fretta possibile. Il proseguo da le giuste risposte alla curosit? nata in precedenza, (ri)presentando un personaggio (e che personaggio!!) gia noto, che assume un ruolo principale nella storia, mettendo in seria difficolt? i pards.

Il colonnello Olivera si dimostra ancora più crudele e spietato di quanto mostrato nell'avventura precedente, e quindi trovo giusta la fine a cui va incontro. Non poteva essere lasciato in vita e trovo giusto anche che non sia stato Tex a "liquidarlo", chi di spada ferisce, di spada perisce dice il proverbio...
Inoltre il tutto viene arricchito da un terzo incomodo che non fa altro che aumentare l'intensit? e la dose di azione. I disegni sono più che buoni, anche se non è il fusco che preferisco in quanto disegna Tex troppo slanciato e con un mento troppo pronunciato(che non ho mai apprezzato). Ma per tutto il resto,Fusco,? indubbiamente uno dei migliori. Voto:storia :8disegni:8 Modificato da carson00

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Una storia classica, dove Nizzi sfrutta ancora una volta(per l'ultima) quei personaggi che furono tra i coprotagonisti della fortunata storia de "L'uomo con la frusta" e seguiti. L'idea di costringere Tex & Carson a fare da "scorta armata" ad uno dei personaggio piu' caratterizzati e piu' riusciti dell'artista modenese, l'ex colonnello Oliveira, e' una buona idea, oltre che sadica per i due pards. Sotto ricatto non possono fare altro che eseguire ogni volonta' del velenoso Oliveia, anche se il lettore si aspetta da un momento all'altro un "uscita" di Tex che possa mettere fine a quell'infame ricatto. E puntualmente si verifica. Tutto sommato una buona storia, con un Fusco ancora in piena forma.

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ContieneSSPSPOSPOISPOILSPOILESPOILERStoria appena riletta. A un primo impatto potrebbe sembrare un po confusionaria ma, in seguito, ogni personaggio viene delineato e ogni situazione spiegata da un Nizzi davvero spettacolare. Il susseguirsi di suspence è interrotto da azioni di cervello da parte di Tex anche se non mi piace molto come cade nella trappola del ponte;splendido però come ne esce. Per quanto riguarda la figura di Olivera l'ho trovata meno fredda che in "L'uomo con la frusta" lasciando spesso trapelare qualche emozione ( vedi quando apprende la perdita dei "diamanti")Un tex che forse cede troppo al ricatto di Olvera, senza esitare a far fuoco senza sapere neanche il perchè. Magistrale Fusco con il solito tratto emotivo e duro allo stesso tempo. I voti quindi non possono che essere positivi:Nizzi:8Fusco:9,5Voto compessivo della storia:9

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Storia molto buona nonostante sia lunga solo due albi. Un Fusco magistrale come al solito che sforna ottimi disegni. Mi piace il fatto che i protagonisti cattivi de "L'uomo con la frusta" ritornino a gridare vendetta come era già successo per Cobra Galindez. Di questa avventura mi ha davvero appassionato il modo particolare la continua fuga dai banditi e i ripetuti attacchi anche se avrei fatto terminare la fuga con il passaggio oltre confine in maniera diversa e con con l'arrivo dei Rurales. Mi è sembrato un modo facile per concludere la fuga. Peccato il finale, il colonnello Olivera poteva essere usato in nuove avventure. Voto 8 alla storiaVoto 8,5 ai disegni

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Storia breve ma intensa, belli i disegni secondo me, qua tornano due situazioni classiche della vita di tex, la sua finta morte per sfuggire agli assalitori, ma sopratutto come fa' sempre a valutare che il fiume dove si butta abbia acqua a sufficenza per attutire il colpo'??eehehehehhE poi un altra circostanza classica allora quando deve colpire la notte ha sempre luna piena per individuare meglio gli avversari, mentre quando deve fuggire la luna e' sempre coperta un grnade!Qua secondo, c'e una belle battute sarcastiche di tex piu' belle in assoluto, a pag.54 dell' albo Caccia ai diamanti...."Niente rintocchi a morto ok?"e la bella Conchita tornera' ancora???

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e la bella Conchita tornera' ancora???

Sinceramente, non credo! :lol2: laughing non ho nulla contro il signor Nizzi (a parte il fatto che ha rovinato IMHO un centinaio di albi della collezione texiana), ma sono molto felice che abbia smesso di scrivere Tex, quindi mi sembra improbabile!

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Storia scorrevole e classica, ma che in realtà non mi ha entusiasmato granch?. La trama è quella di una lunga fuga con inseguitori davvero non all'altezza: soggetto quindi essenziale al massimo, supportato da una buona sceneggiatura intervallata da trovate a mio parere non sempre felici. In particolare, ho trovato irrispettosa (nei confronti del lettore) la fase in cui i banditi vengono fatti fuori dall'intervento dei rurales. Intervento di una velocit? sconcertante, condensato in un numero insufficiente di vignette nonostante da esso dipenda il venir meno degli avversari che fino a quel momento avevano fatto la storia. Ricordo che a suo tempo, dopo aver letto questa storia, pensai di non comprare più un Tex nizziano: autore da me molto amato, ma che stava mostrando la corda in maniera decisamente eccessiva. Poi, non ho resistito alla tentazione di ricomprare Tex il mese dopo, nonostante l'autore fosse sempre lui. E meno male che l'ho fatto, perchè la storia successiva, Gli Uomini che uccisero Lincoln, mi riappacific? con il grande Claudio.

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Storia conclusiva della saga iniziata ne I Cospiratori dalla trama interessante. Le vicende però in diversi punti trovano un'evoluzione affrettata. Nella parte finale quando entrano in scena

i rurales ad interrompere l'inseguimento da parte dei bandidos è troppo inverosimile che questi si disinteressino completamente degli inseguiti, avrebbero dovuto fermarli ed in qualche modo Tex e Carson inventando qualche frottola risolto la situazione.
Mi sarebbe anche piaciuto veder coinvolto Tiger Jack allertato via telegramma da Tex
con il compito di aspettarli nascostamente al confine nei pressi di Presidio e mettersi sulle tracce di Olivera a sua insaputa dal momento che era risaputo che superato il confine si sarebbe dileguato
. Infine avrei visto con piacere che Potrero
nottetempo, al corrente delle intenzioni di Olivera di non liberare il figlio di Conchita, decideva di dileguarsi di nascosto per mettersi sulle tracce dei pard ed informarli.
:colt:

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Gran bella storia, forse evolutasi un po' troppo frettolosamente visto il limitato numero di albi (spalmata su tre avrebbe certamente potuto essere ancora migliore). Grande riconferma per il viscido colonnello Olivera, dimostratosi ancora una volta un tessitore di imbrogli e malefatte di estrema intelligenza machiavellica.

Purtroppo per lui (beninteso che la cosa, dato il soggetto, non mi è dispiaciuta), la sua cieca sete di vendetta, accanitasi contro un innocente bimbo di due anni, viene a costargli nuovamente la libertà e successivamente la vita.
Un po' di delusione invece per Potrero, rivelatosi sostanzialmente poco più di una comparsa,
e dimostratosi incapace di scatti di onore e dignita quando viene a sapere dell'intenzione di Olivera di uccidere il piccolo Ram?n, limitandosi a fare occhi da pesce lesso anzich?, come suggerito sopra dal Tenente Cordoba, cercare di avvertire i pards.
Personalmente, invece, non trovo così incredibile che
la prima pattuglia di rurales si sia disinteressata a Tex e soci, avendo notato subito l'ampiezza dei ranghi dei bandidos ed avendo quindi riteuto prioritario pensare a loro.
In conclusione, voto 9 alla storia e 8,5 ai disegni di Fusco

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La storia è davvero molto interessante e si lascia leggere con piacere dall'inizio alla fine. vengono ripresi alcuni ottimi personaggi de " l'uomo con la frusta" ( Conchita, Potrero, Zamora e ovviamente Olivera) e ne vengono aggiunti di nuovi abbastanza interessanti ( Cardoso, Emiliano Ruiz, Manuelito). Carson e Tex, costretti da Olivera a scortarlo per proteggere ogni tentativo altrui di impossessarsi dei diamanti trafugati dallo stesso Olivera all'ex governatore Zamora, si dimostrano pienamente all'altezza della situazione e non hanno problemi a far valere la loro superiorit? strategica e con le armi rispetto ai banditi. I loro avversari sono ingenui? A me sembra che ce la mettano tutta, poverini, ma stavolta di fronte a loro ci sono i due tizzoni di inferno pronti a vomitare fuoco con i loro fucili!Davvero incredibile la crudeltà di Olivera nel finale, soprattutto quando rivela a Potrero i suoi veri piani riguardo il figlio di Conchita. Solo un piccolo appunto... se fossi stato nei panni di Emiliano Ruiz, non avrei fatto tornare Cardoso sano e salvo a casa e avrei sfogato su di lui la rabbia per l'inganno della valigetta piena di sassi... in fondo, alla fine Ruiz non ottiene i diamanti e perde più della metà dei suoi uomini nei continui scontri con i due pards... forse Cardoso andava "ringraziato" per questo. Insomma, non è un capolavoro, ma davvero bravo Nizzi nell'imbastire un'ottima sceneggiatura. Fusco sempre a suo agio fuori dagli USA ( le storie canadesi e messicane sono quelle che ha disegnato meglio). Soggetto:8Sceneggiatura:8,5Disegni:8Voto complessivo alla storia: 8

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Questa storia a me è piaciuta... e riguardo alla scomparsa di Olivera concordo con chi ha detto che troppi ritorni dello stesso personaggio "stuccano".. Però dopo aver letto il finale non ho potuto fare a meno di pensare "Ma se è bastata una sonora sbatacchiata perchè quel serpente di Oivera confessasse la frase per liberare il figlio di Conchita decretando cos' la propria rovina, perchè questa sbatacchiata non è arrivata PRIMA dell' inizio della fuga?" doubt

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IMHO, ciò non si è verificato per almeno due motivi:a) Olivera doveva mandare il famoso telegramma soltanto quando fosse stato al sicuro ( cioè non prima di aver almeno oltrepassato la frontiera americana ) ; seppure Tex e Carson fossero riusciti a scoprire dove si nascondeva ( ma non ci riesce nemmeno Cardoso, pur più pratico dei luoghi rispetto ai due pards ) un eventuale telegramma spedito dal Messico non avrebbe ottenuto gli effetti desiderati e , bene che andasse, il figlio di Conchita sarebbe rimasto per un tempo indefinito in compagnia dei suoi rapitori. b ) Tex e Carson incontrano faccia a faccia Olivera soltanto all'inizio della fuga; ammesso che avessero avuto voglia di sbatacchiarlo, avrebbero avuto ben poco tempo per farlo, dato che Emiliano Ruiz e i suoi non perdono molto tempo per iniziare l'attacco alla diligenza, mentre in seguito, durante l'assedio alla vecchia missione, i due pards devono acconciarsi ad armare di fucile persino Potrero e Olivera ( i quali, a onor del vero, fanno la loro parte, stendendo morto un bandido ciascuno ). Per quanto poi riguarda la scena dell'"arrivano i nostri" da parte dei rurales, la sua rapidit? un po' sbrigativa è dovuta almeno in parte IMHO alla necessit? non eccedere i due albi di lunghezza ( "l'editto dei due albi", come lo chiama Nizzi nel suo libro - intervista con Roberto Guarino ); comunque, non è affatto illogico che i rurales si buttino ventre a terra innanzi tutto alla caccia dei bandidos, mentre Tex, altrettanto logicamente, non ha alcuna voglia di spiegare come mai stia affrettandosi verso la frontiera americana in compagnia di un pregiudicato ufficialmente morto.

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A me suon° strano invece il fatto che, durante lo sbatacchiamento finale ad Olivera, Tex e Carson si limitino a chiedere al colonnello la parola d'ordine per la liberazione del figlio di Conchita, rinunciando pertanto all'idea di punire i complici di Olivera. D'accordo, saranno stati anche pesci piccoli, vere e proprie pedine in mano al colonnello, ma comunque assicurarli alla giustizia non sarebbe stata una idea tanto malvagia... bastava chiedere ad Olivera i nomi dei complici stessi ed il luogo del nascondiglio... altro punto curioso è il destino di Cardoso: Tex e Carson lo sentono e lo vedono benissimo durante l'assedio della missione: possibile che alla fine di tutto lui torni al suo posto di direttore del carcere senza subire alcuna conseguenza? D'accordo, magari Tex e Carson non lo conoscevano di persona , ma Olivera certamente sè.

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A parte la questione dei "pesci piccoli", il problema coi rapitori del figlio di Conchita era che Tex e Carson dovevano innanzi tutto salvare il bambino: se avessero "chiesto educatamente" ad Olivera di rivelare i nomi dei rapitori e il posto in cui era tenuto, avrebbero comunque dovuto perdere tempo ad organizzare un'irruzione per liberarlo e non era affatto scontato che ne sarebbe uscito illeso. Quanto a Cardoso, Tex e Carson non lo conoscono, mentre Olivera, dopo che ha "cantato", è un semplice "corvaccio spennacchiato" ( come lo definisce Carson ) incapace di provare sentimenti diversi da un abietto terrore; perchè, dunque, avrebbe dovuto denunciare Cardoso? E chi avrebbe creduto alla parola di un carcerato evaso contro quella del carceriere?

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Ciao Pedro. Per me Olivera avrebbe avuto tutto l'interesse di denunciare Cardoso... era fin troppo facile prevedere che il direttore del carcere avrebbe cercato una qualche vendetta contro il colonnello una volta ripreso il suo posto ( cosa che infatti avviene). Ma a parte lo sviluppo della trama, è l'idea stessa che Cardoso la faccia franca a non andarmi già. Insomma, il vero responsabile di tutto l'inseguimento è proprio il direttore del carcere ( senza di lui, Ruiz e company non sarebbero mai venuti a conoscenza dei diamanti in mano ad Olivera). Cardoso mi pare un personaggio di una disonest? incredibile, per esempio quando ordina di uccidere tutti i complici di Ruiz nel carcere qualora non avesse fatto ritorno). Ti dico la verità Pedro... preferisco come persona Emiliano Ruiz... almeno è coerente con sè stesso e gli altri nel suo ruolo di criminale, senza nascondersi dietro un'aria rispettabile da direttore carcerario. Per quanto riguarda i complici di Olivera credo che in fondo tu abbia ragione, anche perchè è probabile che in territorio messicano Tex abbia le mani legate e sia meno libero di agire a modo suo.

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In effetti Cardoso non è quel che si dice un personaggio simpatico: rientra comunque nel topos western che connota come corrotti e inclini al crimine quasi tutti i rappresentanti del potere messicano ( sia esso politico, militare, giudiziario o penale ), tanto più se ricoprono una carica come la sua ( il suo collega di Escalante in "L'uomo con la frusta" viene mostrato soprattutto come un uomo arrogante ed impettito, ma i maltrattamenti che le guardie infliggono ai detenuti fanno capire che sotto questa scorza tutt'altro che gradevole.... la sostanza è anche peggiore :indianovestito: ; anche il cinema di ambientazione carceraria presenta un buon numero di figure di direttori altrettanto feroci e disonesti, indipendentemente dall'estrazione nazionale ). Il fatto che salvi pelle, libertà e carica si deve essenzialmente alla sua scelta di mandare contro Tex essenzialmente i bandidos ( e non i poliziotti o i rurales, che gli avrebbero reso assai più difficile arraffare il "tesoretto" di Olivera e Velasco ), tenendosi nelle retrovie, anche perchè ( altro punto a suo favore ) sa benissimo quanto siano pericolosi i due pards ( una cosa del genere spiega anche il fatto che si salvi un personaggio tardo - nizziano a lui molto simile, lo sceriffo di Bishop di "Dieci anni dopo", anche lui subdolo, prudente e calcolatore come Cardoso ); la cosa non è molto gradevole per il lettore ( e in questo hai perfettamente ragione, Shane ), ma IMHO:
a ) aggiunge un piccolo tocco abbastanza appropriato di realismo amarognolo alla vicenda;
b ) permette di innescare il meccanismo che porter? alla mala morte di Olivera e Velasco ( probabilmente accolta con molta soddisfazione dai lettori, specialmente nel caso del primo ).

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Ho da poco riletto questa buona prova di Nizzi, che riprende alcuni dei protagonisti di uno dei suoi più grandi capolavori,"L'uomo con la frusta", ma non raggiunge certo i vertici toccati con quella storica avventura messicana. La storia è godibile, ma il soggetto è forse un po' troppo semplice e a lettura ultimata mi rimane la sensazione che il ripescaggio del colonnello Olivera meritasse qualcosa di più che una semplice fuga verso il Rio Grande con un gruppo di banditi alle calcagna. Fuga che è comunque gestita bene da Nizzi, ho trovato particolarmente riuscite le scene dell'agguato al ponte e dell'assedio alla vecchia missione; il colonnello Olivera riesce a tenere in pugno Tex con le minacce al figlio di Conchita dimostrandosi ancora una volta un avversario tosto, anche se nel finale crolla abbastanza facilmente, a mio parere.

 

Buona storia ripeto, ma rapportata alla prima apparizione di Olivera non può che sfigurare (e il paragone viene naturale farlo). Disegni di Fusco ottimi, come sempre.

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