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TWF - Tex Willer Forum

[753 BIS] Sulle tracce di Kit Carson


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Tralasciando i paragoni artistici, concordo completamente con PapeSatan per quanto riguarda la raffinatezza della sceneggiatura di Zamberletti. Se confrontiamo questo bis con quello di Zagor ci accorgiamo subito che, nonostante lo spunto iniziale sia lo stesso (la caccia all'uomo), Della Monica ha scritto una classica storia d'azione, nella quale il sugo sta nel ritmo sostenuto, mentre Zamberletti ha messo in scena una sorta di scopone scientifico, nella quale il risultato è determinato dall'affiatamento che c'è nelle due squadre. 

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Lo spunto originale (Carson braccato) e i disegni che, per quanto statici, sono spesso molto belli, tengono a galla una buona storia che, pur compressa nelle dimensioni ridotte imposte da questa operazione speculativa dei BIS, non froda il lettore, consentendogli di passare una mezz'oretta in compagnia di Tex e Carson, vecchi sodali di pomeriggi domenicali in spiaggia.

  • +1 1
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Storia sulla quale avevo buone aspettative, mi piaceva l'idea di Carson in "solitaria",  è iniziata bene ma poi l'ho trovata un po' forzata.

Piacevole e leggera, forse fosse stata una storia "classica" di due albi si poteva sviluppare meglio.

 

Belli i disegni, Scascitelli mi piace molto, forse un po' freddo ma credo che faccia parte del suo fascino!

 

Comunque, per la prima volta voto anche io.

 

Storia 6.5

Disegni 7

 

 

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Il 30/7/2023 at 15:08, Leo dice:

Lo spunto originale (Carson braccato) e i disegni che, per quanto statici, sono spesso molto belli, tengono a galla una buona storia che, pur compressa nelle dimensioni ridotte imposte da questa operazione speculativa dei BIS, non froda il lettore, consentendogli di passare una mezz'oretta in compagnia di Tex e Carson

Concordo, l'ho letta volentieri.

Sembrerebbe che il buon Zamberletti qualche storia di routine dei nostri possa scriverla. Bisognerebbe vedere come se la cava almeno su una doppia.

I color proprio non mi piacciono, quindi non potrò giudicare quello in uscita a breve.

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<span style="color:red">20 ore fa</span>, FlashWest dice:

Storia sulla quale avevo buone aspettative, mi piaceva l'idea di Carson in "solitaria",  è iniziata bene ma poi l'ho trovata un po' forzata.

Piacevole e leggera, forse fosse stata una storia "classica" di due albi si poteva sviluppare meglio.

 

Belli i disegni, Scascitelli mi piace molto, forse un po' freddo ma credo che faccia parte del suo fascino!

 

Comunque, per la prima volta voto anche io.

 

Storia 6.5

Disegni 7

 

 

Bravo! Il voto riassume in modo sintetico ed efficace il proprio pensiero, quindi lo trovo utile e personalmente lo esprimo sempre.

Condivido il tuo apprezzamento per Scascitelli.

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Storia liscia come un bicchiere d'acqua e di fatto ideale per una lettura d'evasione sotto l'ombrellone.

O meglio, beati coloro che se la son goduta sotto l'ombrellone, visto che il sottoscritto, ancora alle prese col lavoro, si è dovuto accontentare di una lettura notturna in mezzo al caldo e all'insonnia. :D

 

Trama abbastanza lineare, con qualche buon spunto; cattivi non idilliaci ma compensati da un'adeguata performance del mio caro Carson, per l'occasione ferito, braccato e all'opera parallelamente al pard più giovane. Sceneggiatura senza grandi sbavature e abbastanza scorrevole. Per la prima volta Zamberletti mi è apparso sicuro, evidentemente, dopo un periodo di rodaggio, ha cominciato a prendere le misure e questo è un buon segno per il curatore che, come un allenatore di un team calcistico impegnato su più fronti in stagione, deve riuscire a garantire un buon turnover.

 

Unico appunto che mi sento di fare, le sparatorie non mi hanno appassionato e forse necessitavano maggiore cura nella composizione. In effetti proprio le sparatorie, così come gli agguati, essendo scene molto ricorrenti in ogni episodio del ranger nella sua lunghissima vita editoriale, suppongo presintino molte difficoltà per un autore. Stupire il lettore non è impresa ormai facile e occorre molta fantasia e immaginazione per montare una sceneggiatura adeguata per la sequenza d'azione. Purtroppo anche questo aspetto (molto ben curato dal grande Bonelli, che era palese di quanto si divertisse a ideare strategie e piani d'azione) risulta molto deficitario in alcuni frangenti e forse troppo sottovalutato da alcuni autori. 

 

Per il resto, storia leggibile che ben figura nel format estivo, leggero e senza eccessive pretese (a esclusion fatta dell'Agente Indiano, albo d'esordio della collana bis, proverbiale eccezione che conferma la regola) e prestazione incoraggiante per Zamberletti, autore di cui finora nutrivo qualche dubbio di resa sulla serie ammiraglia.

 

Su Scascitelli si è dibattuto in lungo e in largo. Il mio punto di vista è che il disegnatore non appaghi più di tanto il palato dei lettori attuali anche per via di uno stile grafico classico e un po' demodè. Magari dico una boiata, ma in alcuni aspetti mi ricorda il Tarquinio sulla "Storia del west".

Personalmente mi piacciono molto i tratteggi, puliti ed eleganti e con un tocco di classicità che non guasta. Ho trovato molto belle le scene notturne, con un contrasto molto sbilanciato in favore dei neri, soprattutto nelle tavole 84 e 85, che in alcuni dettagli mi hanno ricordato il primo Ortiz. Mi sbaglierò ma il disegnatore sembra proprio averlo voluto omaggiare. Dove però l'artista perde parecchio, a mio avviso, è nella dinamicità delle sue figure e sulle fattezze dei nostri. Come fatto notare da altri utenti, il gioco alle citazioni di attori famosi è appurato nelle vignette, ma più di questo, ciò che mi ha dato un senso di maggiore insoddisfazione è la resa grafica di Carson (simile a quella di Cossu) e un Tex atipico e primi piani fuori stile, che a tratti paiono frutto di correzioni redazionali. Le figure appaiono poco dinamiche, come già accennato e molto ingessate e anche il panneggio degli abiti è troppo abbozzato e poco accattivante. Non una prova da bocciatura, ci mancherebbe, l'esperienza accumulata negli anni da Scascitelli è tanta, tuttavia in me prevale ancora la convinzione che sia un'illustratore prestato al fumetto e più abile nel primo settore che nel secondo. Il mio voto finale è 6

Edited by Condor senza meta
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  • 3 weeks later...

Dico la mia in estrema sintesi:

 

Copertina: 10

Epica, di quelle che piacciono a me.

 

Storia: 6

Niente di speciale, ma si legge con piacere.

 

Disegni: 9

Nonostante alcune figure tozze e il timore nel disegnare il volto di Tex ( che sembra realizzato da un'altra mano), non posso non premiare chi riesce a disegnare i cavalli in modo così realistico.

 

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  • 2 weeks later...

Dopo aver letto l'albo trovo che praticamente è stato detto tutto quello che si poteva dire.

Mi limito ad una nota a margine del commento di @PapeSatan che diceva che sarebbe stato meglio il titolo "Sulle tracce di Carson", se prima di leggere l'albo concordavo, dopo la lettura credo che il titolo scelto renda meglio l'idea di questa "caccia" e dell' "epico" inseguimento di Tex per salvare Carson.

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<span style="color:red">8 ore fa</span>, KitWiller dice:

Dopo aver letto l'albo trovo che praticamente è stato detto tutto quello che si poteva dire.

Mi limito ad una nota a margine del commento di @PapeSatan che diceva che sarebbe stato meglio il titolo "Sulle tracce di Carson", se prima di leggere l'albo concordavo, dopo la lettura credo che il titolo scelto renda meglio l'idea di questa "caccia" e dell' "epico" inseguimento di Tex per salvare Carson.

Mi sfugge la sottigliezza.

La "caccia" a Carson e l' "epico" inseguimento di Tex rimangono gli stessi sia che il titolo riporti "Kit Carson" sia che riporti il solo "Carson".

Però io intendevo evidenziare che Carson è Carson senza bisogno di precisarne il nome: "L'ispettore Derrick" e non "L'ispettore Stephan Derrick", "Il generale Custer" e non "Il generale George Custer", "Paperino" e non "Paolino Paperino"...

Aggiungere il nome di battesimo ad un cognome già di per sè sufficiente a identificare una celebrità svilisce il personaggio in quanto lo designa come comune appellativo anagrafico, degno più di un registro scolastico (da appello, appunto) che di un titolo che menziona un epico personaggio.

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Capisco quello che intendi ed ovviamente il titolo non altera il contenuto dell'albo; ma imho "Sulle tracce di Carson" è più colloquiale, tra amici, come noi affezionati lettori.

Invece "Sulle tracce di Kit Carson" aggiunge quella "sfumatura" di leggenda.

Peraltro gli esempi che citi mi sembrano piuttosto distanti dal nostro caso; se credo che nessun lettore di Tex che abbia letto almeno un albo con Carson possa non conoscere il suo nome completo; mentre molti, anche avendo studiato il West possono non conoscere/ricordare George, così come è possibile leggere moltissime storie (sicuramente la maggior parte) di Paperino, senza mai incontrare il suo nome proprio; come, per aggiungere un mio esempio, molti giocano videogiochi di Mario senza conoscere il suo cognome.

Mi sembra che il caso di Carson sia più simile a James Bond, e non solo Bond, a "le ultime lettere di Jacopo Ortis" o a Sherlock Holmes che nonostante sia arcinoto a tutti, è citato solo come "Holmes" quasi esclusivamente in modo informale.

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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, KitWiller dice:

Capisco quello che intendi ed ovviamente il titolo non altera il contenuto dell'albo; ma imho "Sulle tracce di Carson" è più colloquiale, tra amici, come noi affezionati lettori.

Invece "Sulle tracce di Kit Carson" aggiunge quella "sfumatura" di leggenda.

Peraltro gli esempi che citi mi sembrano piuttosto distanti dal nostro caso; se credo che nessun lettore di Tex che abbia letto almeno un albo con Carson possa non conoscere il suo nome completo; mentre molti, anche avendo studiato il West possono non conoscere/ricordare George, così come è possibile leggere moltissime storie (sicuramente la maggior parte) di Paperino, senza mai incontrare il suo nome proprio; come, per aggiungere un mio esempio, molti giocano videogiochi di Mario senza conoscere il suo cognome.

Mi sembra che il caso di Carson sia più simile a James Bond, e non solo Bond, a "le ultime lettere di Jacopo Ortis" o a Sherlock Holmes che nonostante sia arcinoto a tutti, è citato solo come "Holmes" quasi esclusivamente in modo informale.

Ora ho capito cosa intendi e ti vengo incontro: Bud Spencer & Terence Hill, non Spencer & Hill  ;)

  • +1 1
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Esatto!

E aggiungo un'altra osservazione sull'albo, l'ultima tavola presenta la firma con accanto la scritta "22" il che quindi farebbe pensare ad una possibile nuova uscita di Scascitelli in tempi non lunghissimi.

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  • 3 weeks later...

La copertina non mi ha colpito, la storia viene chiusa, come spesso accade, in fretta e furia, la figura di Isabella Ortega, poco approfondita, merita sicuramente un'altra avventura, i disegni molto curati, non consueti per i vecchi lettori di Tex, li promuovo. Un albo in media con la qualità attuale per un'oretta di svago è grasso che cola. Non amo dare voti perché li trovo trovo troppo netti e asettici.

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  • 4 months later...

Non capisco il senso di fare un’uscita di Tex in più all’anno, se poi ci pubblicano storie di questo tipo.

 

Il Tex “naif” di Zamberletti alla prima uscita (la storia col monaco shaolin) non mi era nemmeno dispiaciuto - era una storia talmente sopra le righe, basata su una trama minimale e sorretta da dei dialoghi simil-bonelliani che si mantenevano costantemente sul filo del ridicolo senza mai caderci fino in fondo, che finiva pure per essere simpatica -, ma certo se l’autore pensa di scrivere ogni storia di Tex con questo approccio mi sa che abbiamo un problema.

 

Certo si vede che Zamberletti cerca di recuperare la “grammatica” di GLB e questo sforzo mi pare pure apprezzabile (è uno dei pochi che mi sembra avere capito che la tipicità e la forza dei dialoghi sono caratteristiche fondamentali di una storia di Tex), però un minimo di canovaccio sui cui scriverci sopra una storia degna di questo nome secondo me lo devi costruire, così come devi dare uno straccio di profondità psicologica ai personaggi (quelli di GLB per quanto rispondessero a dei precisi cliché non erano mai figurine intercambiabili).

 

Scascitelli lo trovo parecchio legnoso e molte sue posture mi sembrano riprese da altre parti, così come i volti dei personaggi (il curandero indiano è l’attore Wes Studi). Non dico non vada bene per Tex, ma certo non mi fa impazzire.

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Il 22/1/2024 at 12:41, Magic Wind dice:

Non capisco il senso di fare un’uscita di Tex in più all’anno, se poi ci pubblicano storie di questo tipo.

 

Il Tex “naif” di Zamberletti alla prima uscita (la storia col monaco shaolin) non mi era nemmeno dispiaciuto - era una storia talmente sopra le righe, basata su una trama minimale e sorretta da dei dialoghi simil-bonelliani che si mantenevano costantemente sul filo del ridicolo senza mai caderci fino in fondo, che finiva pure per essere simpatica -, ma certo se l’autore pensa di scrivere ogni storia di Tex con questo approccio mi sa che abbiamo un problema.

 

Certo si vede che Zamberletti cerca di recuperare la “grammatica” di GLB e questo sforzo mi pare pure apprezzabile (è uno dei pochi che mi sembra avere capito che la tipicità e la forza dei dialoghi sono caratteristiche fondamentali di una storia di Tex), però un minimo di canovaccio sui cui scriverci sopra una storia degna di questo nome secondo me lo devi costruire, così come devi dare uno straccio di profondità psicologica ai personaggi (quelli di GLB per quanto rispondessero a dei precisi cliché non erano mai figurine intercambiabili).

 

Scascitelli lo trovo parecchio legnoso e molte sue posture mi sembrano riprese da altre parti, così come i volti dei personaggi (il curandero indiano è l’attore Wes Studi). Non dico non vada bene per Tex, ma certo non mi fa impazzire.

 

Ovviamente vende, sebbene abbia preferito il primo dei bis.

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