natural killer

[686/687] La città nascosta

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Letto: Non mi è dispiaciuto anche perché il quartetto è al completo.

S

P

O

I

L

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R

Qualche ricordo alla città d'oro c'è stato, sebbene non ci sia un personaggio analogo al principe nero. Nella città sembra che non regni la tirannia. Un elemento nuovo è la banda criminale con propositi di razzia e son curioso di vedere se si realizzerà una collaborazione fra i cittadini e il nostro quartetto per contrastare la banda di Stroke. Interessante la figura di Manuel, secondo me riserverà qualche sorpresa.

Chissà se Kit ha un qualche interesse verso Conchita?

 

 

 

 

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<span style="color:red;">22 minuti fa</span>, ElyParker dice:

Letto: Non mi è dispiaciuto anche perché il quartetto è al completo.

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P

O

I

L

E

R

Qualche ricordo alla città d'oro c'è stato, sebbene non ci sia un personaggio analogo al principe nero. Nella città sembra che non regni la tirannia. Un elemento nuovo è la banda criminale con propositi di razzia e son curioso di vedere se si realizzerà una collaborazione fra i cittadini e il nostro quartetto per contrastare la banda di Stroke. Interessante la figura di Manuel, secondo me riserverà qualche sorpresa.

Chissà se Kit ha un qualche interesse verso Conchita?

 

 

 

 

 

E dagli con il voler appioppare una fidanzata a Kit.

Lasciatelo un po' in pace.

Ma, se proprio volete vederlo soffrire le pene del cuore, leggete i romanzi di Letizia.:wub:

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Faraci si decide ad osare con una storia fuori dagli schemi e il risultato, per il momento, lo premia. Un soggetto insolito, che come detto da alcuni riporta dritti dritti alle atmosfere del primo centinaio, dove la verosimiglianza e la realtà storica andavano molto spesso a farsi benedire. E leggere oggi una storia così è davvero un piacere, sebbene alcuni possano non essere d'accordo. Ma Tex è sempre stato anche questo.

Mi spingo persino a dire che il soggetto, se sviluppato adeguatamente, avrebbe potuto anche dar luogo a una storia epica, da tre albi o più. E qui la mia prima critica (o meglio, più che critica, è un "avrei voluto"): l'impressione alla lettura è che tutto sia quasi troppo frenetico, non è possibile che in un solo albo tutti e tre i gruppi di personaggi (Kit, il terzetto Tex-Carson-Tiger, e i cattivi) raggiungano la città nascosta. Si sarebbe potuto allungare tutta la prima parte, in modo che l'arrivo e la scoperta di questo luogo fantastico fosse il momento culminante del primo albo. Ne sarebbe uscita forse una storia ancora più coinvolgente e sorprendente, con un respiro più ampio. Così, per il momento rimane una storia molto buona, ma la mia impressione è che sarebbe potuta essere molto di più.

Due note stonate sulla sceneggiatura, invece: la prima riguarda la poca attenzione che ho riscontrato da parte di Faraci nel descrivere i movimenti dei pards nella prima parte, all'inseguimento dei banditi. Kit arriva, con un giorno di ritardo sugli altri, e ritrova da solo le tracce della banda. E nel frattempo dove sono stati Tex e gli altri? Sono andati a zonzo senza meta per una giornata? O sono già passati di lì, come i pensieri di Kit sembrano suggerire? E allora perché mai tornano a passare proprio dal luogo dell'agguato a Kit? Non so, io ho trovato questa parte un po' confusa, la sensazione è quella di una scarsa attenzione da parte di Faraci che vuole sbrigarsela in fretta con i preliminari per mettere in moto l'azione.

Seconda nota stonata: la solita scena in cui il capo dei banditi uccide a sangue freddo il suo uomo ferito. Non ho mai amato questo tipo di scena, che qui mi pare decisamente eccessiva, oltre che abusata.

Sono comunque dettagli, per ora la storia fila, il soggetto è ottimo e, anche se rimango convinto che avrebbe potuto essere sviluppato maggiormente, la sceneggiatura regala una lettura piacevole.

 

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Dopo qualche mese di astinenza forzata da Tex, durante la lettura di questo albo mi sono più volte chiesto se ricominciare proprio con questa storia faraciana fosse la cosa migliore.

Perché mi sembra evidente che non siamo di fronte a una storia memorabile, in cui la sensazione di star leggendo una sorta di omaggio un po' fine a se stesso a "La città d'oro" bonelliana non ti abbandona, e in cui purtroppo tutti o quasi i soliti, triti e ritriti stereotipi narrativi di Faraci abbondano (la storia che inizia con sparatoria in corso, il cattivo crudele che ammazza uno dei suoi, l'incidente nel percorso - in questo caso il ponte rotto). Eppure - e forse è proprio l'astinenza a rendermi più docile - lo sceneggiatore mi sembra muovi bene i quattro pards, mette in scena dialoghi piacevoli, migliora nettamente nelle sparatorie (non c'è, voglio dire, quello spreco di vignette mute che allungavano il brodo e rendevano barbose le sparatorie), e tutto sommato l'idea di una città "della pace" da cui non si può uscire è affascinante.

Anzi, se Faraci riuscisse a mettere un po' di dramma e pathos con l'arrivo dei banditi - insomma, un po' di sana violenza coi soli pards contro tutti - ne potrebbe uscire una bella storia. Ma Faraci, anche da questo punto di vista, non è Ruju, quindi ci spero ma non ci credo.

 

Capitolo disegni: un Venturi nuovo, diverso dal solito, che giunge a un sintetismo che, confrontando suoi albi più vecchi, appare evidente. Un Venturi, insomma, che prosegue deciso in quella strada verso una sintesi grafica più veloce che aveva imboccato con il Texone. Onestamente non so dire se tutto ciò mi piace fino in fondo - mi piacerebbe molto vedere le matite di queste tavole, per capire se il sintetismo parte già in quella fase o solo in quella dell'inchiostratura -, anche perché qualche volto mi sembra un po' tirato via (il primo piano di Tex a p.10), ma non c'è dubbio sul fatto che Venturi sia uno dei migliori nella caratterizzazione dei pards, e che il suo West è davvero bello e credibile (come già aveva ben dimostrato col Texone).

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Letto anche il secondo albo, confermo le impressioni del mio precedente commento - soggetto che avrebbe potuto dar luogo a una storia epica e di ampio respiro, invece lo sviluppo della sceneggiatura è alla fine piuttosto scontato, cosa a cui Faraci ci ha purtroppo abituato da tempo.

 

Qualche impressione a caldo (attenzione agli SPOILER):

1) non se ne può più di avere Kit che flirta con ogni ragazzina che gli capita a tiro;

2) pessima la scena in cui Tex-cecchino gioca al tiro al piccione coi nemici sull'altura, che non vedono nemmeno da dove arrivano i colpi;

3) la città nascosta si riduce alla fine a fare da semplice sfondo per lo scontro tra Tex e la banda Stroke; certo uno sfondo affascinante, ma si poteva anche sviluppare la storia in modo che avesse un ruolo più centrale;

4) sono almeno 31 i membri della banda Stroke che escono in posizione orizzontale dallo scontro con Tex e pards (nel solo secondo albo);

5) tirata d'orecchie anche a Venturi, che a un certo punto mette in mano a Tiger un'improbabile Colt, per poi sostituirla poche tavole dopo con un più appropriato Winchester;

6) in definitiva, per me, un secondo albo fatto di tanti bang-bang ma poco di più.

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ahahahah quindi nuovo flirt, eh? ci avevo azzeccato.

Quindi a caldo non mi consigliereste di comprarlo, giusto?

 

Lo comprerò in ogni caso per la collezione, magari lo porterò in montagna, se la storia troverò mediocre.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ElyParker dice:

Ma Paco perché hai scelto di non leggere per diverso tempo Tex? Se posso domandare

Nessuna scelta, ma astinenza forzata ;) mi rimetterò in pari con la regolare al più presto (a quasi tutti gli speciali, tranne i Texoni e casi davvero speciali, ho rinunciato).

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Per quanto io convenga con chi ha sostenuto che non si tratta certo di una storia che passerà agli annali e che la stessa avrebbe potuto essere sviluppata in maniera meno prevedibile, devo dire di aver trovato questa doppia di Faraci&Venturi nel complesso abbastanza gradevole, una di quelle storie che, pur lungi dall'essere capolavori, "si lasciano leggere" con buona scorrevolezza.

 

Nel mio caso, posso azzardare che il piacere sia diretta conseguenza dell'idea di fondo della vicenda, che sia pur rischiando di esagerare mi azzardo a definire un tentativo di "realizzazione dell'Utopia". Quest'ultima parola, difatti, letteralmente significa "buon luogo nel non luogo", e sta ad indicare una situazione ideale ma di quasi impossibile realizzazione. In questo, dunque, trovo che Faraci abbia fatto un buonissimo lavoro, tratteggiandoci una comunità autosufficiente, che ostenta la propria indifferenza per le ricchezze materiali e la repulsione per la violenza, chiusa nel proprio mondo ideale, ed in quanto gruppo chiuso portato direi per partito preso a diffidare a prescindere di qualsiasi straniero, visto come una minaccia in quanto ritenuto portatore di potenziali cambiamenti quando non di inganni. E, sempre per gli stessi motivi, contraddistinta dall'ostinata volontà di difendere il proprio autoisolamento, o quantomento di ritardare quanto più possibile i contatti con il mondo esterno, anche a costo di trattenere contro la propria volontà chi vorrebbe andare via, in quanto potrebbe mettere in pericolo il segreto.

 

In tale contesto, dunque, sono dell'avviso che si possano prendere il confronto tra i pards e  la banda di malviventi, nonché ciò che accade a Kit Willer, come un azzeccato pretesto per introdurre un contesto del genere. Ergo, ribadisco il mio gradimento per La città nascosta. Quanto ai disegni di Venturi, ritengo che, al di là di qualche dettaglio (tra cui l'improvvisa sostituzione dell'armamento di Tiger notato da Pecos), egli abbia compiuto un importante ed ulteriore passo in avanti nella raffigurazione dell'universo narrativo del Ranger.

 

 

 

 

Modificato da juanraza85

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Terminato il secondo albo. Anche per me è una storia che non si inserisce tra quelle indimenticabili, ma è semplicemente leggibile. Ho trovato il finale assolutamente improbabile, sarebbe piaciuto a De Amicis.

Non si può purtroppo dire che il 70ennale sia cominciato nel migliore dei modi. Con questa storia non indimenticabile, con l'ennesima ristampa affidata a testate giornalistiche, con una nuova emissione di figurine.....

Speriamo che i prossimi mesi ci riservino novità più consone ai lettori tradizionali di Tex.

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, francob dice:

Ho trovato il finale assolutamente improbabile, sarebbe piaciuto a De Amicis.

 

Francob, ammetto di non convenire con il tuo giudizio, comunque sia pienamente legittimo e dunque da rispettare a prescindere ;). A mio avviso, al contrario, il finale della storia è stato il più consono e forse prevedibile dato il contesto nel quale si è svolta la vicenda: una comunità chiusa, nascosta e mantenutasi volutamente nel passato, nella quale ricchezza e violenza sono bandite, e che soprattutto persegue l'obiettivo - per quanto destinato prima o poi a cadere - di rimanere isolata dal mondo circostante, al punto da impedire a (quasi) tutti coloro che arrivano tra loro di andarsene.

 

Di conseguenza, i pacifici abitanti non avevano che una opzione, ossia quella di tenere tra loro - inizialmente in prigione, successivamente chissà - i banditi superstiti, nella speranza che qualcuno di loro potesse ravvedersi. Del resto, vi era già stato un caso identico, dunque perché non dare anche ad altri tale possibilità? Se poi una vita del genere cambi le persone o piuttosto si limiti a tirare fuori la loro parte migliore, questo è un altro discorso su cui si potrebbe piacevolmente dibattere a lungo :)...

 

 

<span style="color:red;">22 minuti fa</span>, francob dice:

Non si può purtroppo dire che il 70ennale sia cominciato nel migliore dei modi.

 

Ridadisco che, pur avendo apprezzato l'idea alla base della storia, non mi sento certo di classificarla tra quelle indimenticabili. E qui, anche in considerazione di quello che ci aspetta nell'immediato futuro (l'uscita di febbraio, che vedrà Tex e soci alle prese con l'ennesima tong cinese, tema non proprio originalissimo), devo convenire che a livello di novità e di qualità sarebbe forse stato lecito attendersi qualcosa in più. Fermo restando che ovviamente la prossima storia non è ancora uscita in edicola e quindi ancora ingiudicabile, né si può giudicare un intero anno di pubblicazioni dopo una sola uscita mensile, e va da sé che le somme potremo tirarle solo il prossimo dicembre :indianovestito:.

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Bang, bang, bang, bang....

Faraci è pur sempre Faraci

Tex sparatutto che fa il tiro al piccione sui gentiluomini arroccati sul picco con gli ostaggi

Tex e Kit allo scoperto fanno secchi gli altri gentiluomini che li circondavano

Carson e Tiger fanno a loro volta strage di gentiluomini nelle strade della città nascosta

 

E poi

L'ingenua fanciulla che prende una sbandata per Kit

Un antagonista, Stroke, che alla fine lo stroke rischia di beccarselo lui

La città nascosta che in qualche modo riesce a mantenere segreta la sua esistenza

C'è ancora qualcosa?

 

Disegni di Venturi che nel nome del sintetismo sottolineato da Paco mantengono un buon livello qualitativo pur con alcuni passaggi che paiono affrettati.

Nel complesso prova grafica all'altezza della serie regolare, con inquadrature spettacolari e accurata distribuzione dei neri che definiscono i volumi garantendo alle tavole un piacevole equilibrio. 

 

Storia che si fa si leggere ma che si sviluppa assai prevedibilmente, lasciando intuire al lettore quello che accadrà nelle pagine successive.

Convengo... non memorabile

 

 

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, natural killer dice:

Storia che si fa si leggere ma che si sviluppa assai prevedibilmente, lasciando intuire al lettore quello che accadrà nelle pagine successive.

Convengo... non memorabile

 

Giudizio finale su cui sono pienamente d'accordo.

 

Non ho detto nulla nel mio precedente commento su Venturi... beh, il suo stile mi piace molto e lo trovo davvero adatto al western; anche l'interpretazione dei pards è una delle migliori. Al di là del dettaglio sulla pistola di Tiger che ho sottolineato prima (ma nessuno controlla le tavole?), fa complessivamente un ottimo lavoro.

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Storia prevedibile e lineare, non certo una storia memorabile ma sicuramente due albi gradevoli e validi. 

Sul lato storia mi sono piaciuti i dialoghi tra i personaggi mi ha piacevolmente sopreso la scena di ordinaria quotidianità presente alle pagine 10 e 11 del secondo albo in cui Carson va a riempire la propria borraccia al fiume. Bello il flashback che mostra la rapina stroncata dai Nostri.

Battutina al mondo politico verso la fine del 687 azzeccata e simpatica che denota un'idea di politica totalmente differente da quella dei tre papaveri che governano la città nascosta:

Tex - Bravo, Stroke! Se tu non fossi un bandito, potresti fare il politicante...

Stroke - Bha! Non c'è poi molta differenza!

A proposito, mi sarebbero piaciuti maggiori intrighi tra i governanti della città, una sotto-storia in cui loro detengono in maniera occulta e criminosa tutte le armi requisite dagli stranieri per poi contrabbandarle o utilizzarle per mantenere il proprio posto di rilievo non mi sarebbe dispiaciuta. Alla fine l'organizzazione pacifica e prospera di questa cittadina mi sembra una visione fin troppo utopica per una società (USA fine '800) che mal sopporta perfino la struttura avillaggio dei nativi.

Primo albo abbastanza inutile, gradevole per carità ma che esiste solo per inquadrare lo svolgimento che ci sarà in "Gli stranieri". Il secondo albo secondo me è stato azzeccato maggiormente sotto tutti i punti di vista. Ho notato che in quest'ultimo l'azione fa da padrona, un'azione forse troppo cruda e violenta per gli standard di Tex in cui quest'ultimo spacca senza una reale motivazione il polso a Stroke con il tacco dello stivale e Tiger spara alle spalle di un bandito. Gradevoli le pagine 70 e 71 de "Gli stranieri" in cui senza esitazione Carson e Tiger sparano, sbucando fuori da un carretto di paglia, ai nemici estinguendoli. Finale di storia totalmente differente che vede Kit (Willer) e Conchita intenti a tornarsene in città, conclusione dolce e tenera che non stona affatto pur essendo radicalmente in contrapposizione con la freneticità di qualche tavola prima.

Disegni di Venturi molto validi, sporchi ma rifiniti e gradevoli. Grandissimo uso di luci ed ombre nelle ambientazioni cittadine, nelle carceri e nella foresta. Apprezzate l'ultima vignetta tagliata perfettamente di pagina 77 ("La citta nascosta") e la terza vignetta a pagina 106 ("Gli stranieri"). La scena nella galleria, presente nel primo albo, dove possiamo trovare una miriade di pipistrelli impazziti è una scelta decisamente efficace. 

Le due copertine del sempre ottimo CVilla sono perfette.

"La città nascosta" ha dalla sua una particolare ma non per questo sgradevole disposizione dei personaggi nello spazio, evoluta dalla prima vignetta di pagina 91. Il copricapo dorato da conquistadores a sinistra lo vedo poco pertinente  però.

è una copertina squisita, disposizione ammirevole e per nulla scontata con Carson e Tex che non guardano affatto il lettore pur essendo in piedi esattamente di fronte a quest'ultimo. Colorazione favolosa con questo tramonto che spicca clamorosamente sopra tutto.

Piccolo elemento che ho apprezzato ma che ho notato solo dopo aver finito di leggere l'albo in questione: Carson guarda Tex con la coda dell'occhio sinistro, elemento curioso e azzeccato. 

IMG_4450.thumb.JPG.44e3b15ffd13d078db107314708f4b20.JPG

Voto alla storia complessiva: 7

Voto ai disegni: 8

Voto alla prima copertina: 7,5

Voto alla seconda copertina: 9-

P.S: Mi sono dimenticato di evidenziare il "Tex cecchino" delle pagine 65-69. E' strano vedere un Tex così furtivo e "freddo". Uno ad uno li fa fuori tutti i suoi nemici senza neppure dar loro il tempo di accorgersi dove egli sia, in questa scena mi è sembrato l'ennesimo bounty haunter senza scrupoli visto e rivisto in tante storie e tanti film, scena simpatica che però mal si accosta secondo me a Tex e alla sua moralità.

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2 ore fa, JohnnyColt dice:

P.S: Mi sono dimenticato di evidenziare il "Tex cecchino" delle pagine 65-69. E' strano vedere un Tex così furtivo e "freddo". Uno ad uno li fa fuori tutti i suoi nemici senza neppure dar loro il tempo di accorgersi dove egli sia, in questa scena mi è sembrato l'ennesimo bounty haunter senza scrupoli visto e rivisto in tante storie e tanti film, scena simpatica che però mal si accosta secondo me a Tex e alla sua moralità.

 

In effetti non è da Tex sparare ai propri avversari senza dare prima il tipico colpo di avvertimento... A me piace pensare che in questa occasione si sia comportato in questo modo poiché vi è  stato costretto dalle circostanze, essendosi dovuto separare da Carson e Tiger e soprattutto essendo la vita del figlio e di una ragazza nelle mani di gente tutt'altro che raccomandabile.

 

Per come la vedo io, purtroppo, si è trattato di una sorta di extrema ratio, per quanto convengo non sia stato bellissimo vedere Tex agire come un comune cecchino.

 

Modificato da juanraza85

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, juanraza85 dice:

 

In effetti non è da Tex sparare ai propri avversari senza dare prima il tipico colpo di avvertimento... A me piace pensare che in questa occasione si sia comportato in questo modo poiché vi è  stato costretto dalle circostanze, essendosi dovuto separare da Carson e Tiger e soprattutto essendo la vita del figlio e di una ragazza nelle mani di gente tutt'altro che raccomandabile.

 

Per come la vedo io, purtroppo, si è trattato di una sorta di extrema ratio, per quanto convengo non sia stato bellissimo vedere Tex agire come un comune cecchino.

 

 

Non solo non ha dato il solito colpo di avvertimento... ma ha continuato imperterrito a fare il tiro al piccione senza che i nemici nemmeno vedessero chi li stava impiombando! Come ho scritto sopra, per me scena pessima.

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Due albi che penso non rileggerò mai più, a meno di trovarmi su un'isola deserta e rinvenirli per caso. Un guazzabuglio di mezze idee non sviluppate, a partire dalla città ferma a decine di anni prima e che nulla aggiunge alla trama. Sarebbe stato lo stesso se la vicenda si fosse svolta in un qualche villaggio messicano sulla frontiera, almeno sarebbe stata più giustificato il fatto che tutti capiscono tutto quello che gli altri dicono (vabbeh, è capitato così per decenni con gli indiani). I tre saggi, Samuel, Conchita con l'ennesimo cliché della ragazza che tira dietro a un Kit che si tira indietro con frase stereotipo. Stroke un cattivo prevedibile e la sua banda un'ammucchiata di coscritti, per usare un termine ben noto nei Tex  classici. Ok, diciamo un passaggio interlocutorio nei 70 anni di Tex e visto che è clima di festa, li lascio all'oblio al quale sono destinati, questi due 686 e 687.

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Concordo con chi mi ha preceduto: due albi assolutamente inutili e insignificanti, senza pathos, scontati... Mi sarebbe piaciuto iniziare il 70nnale con ben altra storia... Recensione povera... Mi adeguo alla storia che ho letto, soggetto e sceneggiatura 4 disegni 5.

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On 4/1/2018 at 13:01, pecos dice:

Letto anche il secondo albo, confermo le impressioni del mio precedente commento - soggetto che avrebbe potuto dar luogo a una storia epica e di ampio respiro, invece lo sviluppo della sceneggiatura è alla fine piuttosto scontato, cosa a cui Faraci ci ha purtroppo abituato da tempo.

 

Qualche impressione a caldo (attenzione agli SPOILER):

1) non se ne può più di avere Kit che flirta con ogni ragazzina che gli capita a tiro;

2) pessima la scena in cui Tex-cecchino gioca al tiro al piccione coi nemici sull'altura, che non vedono nemmeno da dove arrivano i colpi;

3) la città nascosta si riduce alla fine a fare da semplice sfondo per lo scontro tra Tex e la banda Stroke; certo uno sfondo affascinante, ma si poteva anche sviluppare la storia in modo che avesse un ruolo più centrale;

4) sono almeno 31 i membri della banda Stroke che escono in posizione orizzontale dallo scontro con Tex e pards (nel solo secondo albo);

5) tirata d'orecchie anche a Venturi, che a un certo punto mette in mano a Tiger un'improbabile Colt, per poi sostituirla poche tavole dopo con un più appropriato Winchester;

6) in definitiva, per me, un secondo albo fatto di tanti bang-bang ma poco di più.

CONTIENE SPOILER

Purtroppo mi associo alle osservazioni di Pecos; Kit fa breccia sovente e,se non si vuole sviluppare il personaggio in questo senso, a volte la situazione mi sembra di abbellimento superfluo; risultato vengono appena sfiorati il sentimento Carlos - Conchita e Conchita - Kit, ragion per la quale io proprio non avrei inserito almeno uno dei due. Sulla scena del tiro al piccione ho avuto la stessa impressione; i banditi, inoltre, vengono caratterizzati come degli sprovveduti che si guardano intorno pur avendo due ostaggi a disposizione per quantomeno fermare l'attacco. Dalla banda di un personaggio così cruento e dal pugno di ferro mi aspetterei componenti più agguerriti ed esperti. Non mi ha colpito tutto lo sviluppo della battaglia in città soprattutto nel finale: il capovolgimento di esito durante l'accerchiamento finale è è forse fuori portata persino per i nostri. 

Ero davvero molto curioso di vedere in cosa si sarebbe differenziata dalla Città d'oro e sono rimasto un po' deluso dall'esito. Venturi invece mi piace molto, mi ha sempre convinto e continua a darmi soddisfazioni.

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Chunz dice:

CONTIENE SPOILER

Purtroppo mi associo alle osservazioni di Pecos; Kit fa breccia sovente e,se non si vuole sviluppare il personaggio in questo senso, a volte la situazione mi sembra di abbellimento superfluo; risultato vengono appena sfiorati il sentimento Carlos - Conchita e Conchita - Kit, ragion per la quale io proprio non avrei inserito almeno uno dei due. Sulla scena del tiro al piccione ho avuto la stessa impressione; i banditi, inoltre, vengono caratterizzati come degli sprovveduti che si guardano intorno pur avendo due ostaggi a disposizione per quantomeno fermare l'attacco. Dalla banda di un personaggio così cruento e dal pugno di ferro mi aspetterei componenti più agguerriti ed esperti. Non mi ha colpito tutto lo sviluppo della battaglia in città soprattutto nel finale: il capovolgimento di esito durante l'accerchiamento finale è è forse fuori portata persino per i nostri. 

Ero davvero molto curioso di vedere in cosa si sarebbe differenziata dalla Città d'oro e sono rimasto un po' deluso dall'esito. Venturi invece mi piace molto, mi ha sempre convinto e continua a darmi soddisfazioni.

 

Io avrei voluto vedere una trama in cui la città nascosta, e di conseguenza i suoi abitanti, facesse da protagonista. Le idee ci sono ma il resto lascia a desiderare anche se non mancano scene gradevoli. 

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Nel commento al primo albo avevo scritto che, con un po' di pathos e sana violenza, il secondo albo sarebbe potuto essere molto bello; ma dicevo anche che Faraci non è Ruju. E infatti, come volevasi dimostrare, siamo di fronte all'ennesima faraciata, a una storia, cioè, che mostra tutti i limiti e i difetti di un autore che sembra essere giunto su Tex già bollito e stanco, quasi sempre incapace di scrivere qualcosa di lontanamente memorabil. 

Possibile che i banditi non riescono nemmeno a uccidere uno, dico uno, dei "buoni" che appaiono nella storia? Che non riescano a mettere in difficoltà i pards nonostante i tanti ostaggi? Che si facciano macellare imperterriti quasi senza battere ciglio? Ancora una volta, insomma, i nemici di Faraci sono burattini senz'anima, buoni solo perché numerosi e quindi più lunghi da fermare tutti (più nemici, più BANG BANG, più pagine riempite facilmente: il solito nulla faraciano).

Davvero, mi auguro che questo strazio finisca al più presto e definitivamente.

 

Ah, l'ultima chicca: il Tex cecchino che ammazza a sangue freddo e a distanza di sicurezza. E qui anche Boselli, in quanto curatore, ha la sua parte di colpa.

 

Insomma, mi auguro di non leggere mai più robetta di questo tipo, specie nella serie regolare: se storielle del genere devono finire sulla testata principale, e si si fanno passare cose come il Tex cecchino, allora forse davvero la sbornia di speciali, extra, storielle e cartonati rischia di portare a un problema qualitativo.

 

Venturi ancor più sintetico che nel primo albo. Bontà dei pards e delle scene d'azione a parte, devo ancora capire se è una evoluzione che mi piace del tutto

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Secondo albo penoso e sconcertante,che evidenzia come Faraci continui imperterrito sulla sua strada lastricata di banalità,ripetizioni,carneficine,errori ed ora anche di un Tex improbabile,impassibile ed implacabile "sniper". Si parte già male con un titolo quasi identico a quello del nr.97,si prosegue peggio con banditi da operetta,statici bersagli da tiro a segno,con un Tiger che prima impugna la Colt per poi passare sette pagine dopo disinvoltamente al Winchester, per finire con l'incredibile invenzione di una futura detenzione dei villains superstiti nelle galere (ah !,ah !,ah !,ah !) a prova di evasione del villaggio,in barba a qualsiasi mandato di cattura di un qualsiasi giudice federale. Per tacere,visto il naturale rimando mnemonico che quasi tutti i texiani hanno fatto,della assoluta mancanza di accenno alla Città d'Oro (nr.43) da parte di Tex e Tiger e dei disegni di Venturi un bel po' buttati via in questo secondo albo. Come inizio del 2018,anno del settantesimo compleanno di Tex,peggio non si poteva scegliere. Sceneggiatura 3,disegni 4.

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      Soggetto e Sceneggiatura: Tito Faraci
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